Il tris di bastoni - Introduzione.

Quello che segue è il racconto di quanto avvenuto durante lo spegnersi di una calda estate di qualche anno fa.

Erano circa le 10.00 di mattina di un Lunedì di Settembre; non ricordo perfettamente il giorno ma ricordo con esattezza che avevo 26 anni e che quel giorno si preannunciava caldo già dalle prime ore...
Per non morire in una ****a di sudore a casa, in città, presi la decisione di recarmi sul Lago di Garda; non molto distante da casa mia.
Durante il tragitto in motorino ripensavo alla serata in discoteca, di qualche settimana precedente, nella quale rimasi incantato da una ballerina (che poi mi dissero essere una trans), una delle creature più meravigliose che i miei occhi abbiano mai accarezzato; un fisico tonico e scolpito che si muoveva a ritmo, facendo ondeggiare quei meravigliosi capelli biondi, abbracciando un seno perfetto, rifatto, marmoreo e geometricamente disegnato da una divinità del senso estetico.
Rimasi colpito da questa artista del ballo e dalle sue movenze sensuali ma, contemporaneamente, eccessivamente muscolari... eccessivamente sì, ma con accezione positiva.

Mentre ripensavo a lei ed alla notizia che fosse una trans, dentro di me dissi: “Beh, anche se dovesse avere un cazzo, io me la inculerei... quantomeno me lo farei succhiare!”.

Arrivato alla spiaggia, riparata da un lato dalla collina e distante 3-400 metri dalla strada, decisi di recarmi verso il solito pontile mi tolsi la maglietta e, disteso il telo mare, mi riaddormentai cullato dal rumore delle onde, mentre un fresco vento mi accarezzava la schiena.

Dopo un paio d'ore, quando il caldo iniziò a farsi sentire, decisi di tuffarmi e, una volta risalito, rimasi in piedi per vedere se arrivava qualcuno, magari qualche ragazza del luogo con cui scambiare due chiacchiere o, meglio ancora, qualche e***** che sapevo venire a prendere il sole proprio da quelle parti.
Scrutavo l'orizzonte e, ad un certo punto, con mio entusiastico stupore, si palesano tre figure femminili dal vialetto che porta alla spiaggia... passano il primo pontile, poi il secondo e decidono di fermarsi proprio su quello in cui mi ero piazzato io.

Il trio delle semidivinità era così composto:
Thays, una mora dalla chioma lunghissima e liscia di un nero corvino, alta circa un metro e settanta, con una quarta od una quinta di seno turgido e palesemente artificiale ma di una geometria impeccabile.. il culo era tipico delle brasiliane.
Rebecca, una bionda alta più di me (che sono un metro ed ottanta), con un seno infinito e marmoreo.
Ed infine, Manila, una mezzosangue cino/filippina magrissima e con un'altezza nella media, il seno era perfettamente rifatto in una terza abbondante... ma il suo punto di forza era, senza dubbio alcuno, quel meraviglioso sedere a forma di pesca; perfetto e tonico.

Posarono i loro teli molto vicini al mio, io feci loro la cortesia di provare a spostare il mio per farle stare più comode ma Thays, in un ottimo italiano (tradito però da un eccitante accento brasiliano) mi disse: “Non te ne starai mica andando, tesoro?!”.
Io, che oltre ad essere sempre stato molto attraente fisicamente (all'epoca praticavo nuoto e rugby con costanza e questo mi ha sempre reso il ragazzo che veniva guardato in spiaggia dalle donne di tutte le età), conscio della mia estetica, non mi lasciavo mai scappare una risposta mirata e maliziosamente elegante, provai a rispondere ma, prima che potessi aprire bocca, Rebecca aggiunse, con un timbro di voce un po' troppo profondo per una ragazza della sua età: “siamo venute a questo pontile solo perchè abbiamo visto che c'eri tu!” E mentre proferiva quelle parole, sorridendo iniziò a slacciarsi la parte sopra del costume, liberando il seno più bello, invogliante e grosso che avessi mai visto!!!!
Rimasi senza parole fissandola dal viso ai fianchi, in una forma di balbuzia cerebrale...

Thays a quel punto fece lo stesso, rimanendo in mutandine del costume e sdraiandosi a faccia in giù, iniziò a passarsi la crema solare sulle braccia e sul seno...
Provai a giocare il primo asso, quando vidi Manila che si era portata alle spalle di Rebecca per passarle la crema sulle spalle: “Scusate ragazze, potreste prestarmi la crema quando avete finito di mettervela?! ho lasciato a casa la mia e...”. Non arrivai alla fine di quella frase che Thays si alzò, mi venne vicino e disse: “Girati amore che te la metto io, non vorrai mica scottare queste meravigliose spalle?”. E con ampi movimenti delle mani iniziò, dalle spalle verso il bacino, a spalmarmi la crema... giunta all'altezza dell'elastico del costume, il mio cazzo divenne una barra di titanio rivolta verso il sole; la cosa non passò inosservata.
La ringraziai restando di spalle, lei mi passò la crema per fare il davanti e aggiunse ridendo: “vuoi che te la metta io?!?”.
Se lo facessi, saresti la donna migliore del mondo!” -Dissi annuendo col corpo.
Lei prese la palla al balzo e, mentre si portava dinnanzi a me ed alla mia erezione, mi accarezzò volutamente il braccio destro sfiorandomi con quel seno perfetto. Ora ce l'avevo di fronte e, dopo un attento esame del viso, qualcosa in lei non tornava. Non fraintendetemi, non che non fosse un bel viso ma, la mascella, era decisamente mascolina.
Ero incerto sul suo sesso e quella incertezza si trasformò in esitazione, ed in quella esitazione lei tornò al suo telo, sorridendomi.


Continua....
発行者 Maxamante
5年前
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