Il tris di bastoni - Parte 3: Thays
Durante il tragitto di ritorno incontrai Thays, le domandai se stesse tornando al pontile, lei annui e mentre camminavamo assieme, parlando del più e del meno, lei mi chiese della mia precedente ed evidente erezione.
Le dissi che non avevo mai visto nulla di più bello del suo corpo libero da indumenti e che, averla avuta a quella distanza da me, mi aveva causato un forte turbamento ed una grossa eccitazione.
Lei disse che si era eccitata ugualmente mentre mi accarezzava le spalle e che avevo una schiena bellissima.... Cambiando sguardo, mentre alzava gli occhiali da sole quadrati, mi disse: “Non sai quanto mi piacerebbe accarezzartela (la schiena) mentre ti prendo da dietro!”.
A quella frase rimasi di stucco, incredulo per la sua risolutezza nel manifestare la voglia di possedermi, ma non rimasi in silenzio e le spiegai che non avevo nessuna intenzione di perdere la mia verginità anale nemmeno con una venere mora come lei. -Lei sorrise e mi disse che non sapevo cosa mi perdevo, incalzando volle sapere se avessi, almeno,mai toccato un cazzo in vita mia e tutta una serie di domande volte a farmi entrare nella logica che il sesso “tradizionale” fosse meno coinvolgente di quello “alternativo”. (credevo si sbagliasse.... )
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Tornati al pontile, notai che Rebecca e Manila ci guardavano con sguardi maliziosamente complici mentre sorridevano e si scambiavano battute farcite di doppi sensi.
Passata un'altra mezzora in compagnia di queste tre divinità, guardando verso le colline dell'altra sponda, notai che delle minacciose nuvole scure iniziavano a farsi avanti verso il lago, mi armai di speranza e rimasi con loro, credendo che la pioggia non potesse interrompere quell'eccitante Lunedì, ma ad un certo punto, Thays si accorse della minacciosa situazione meteo e, in accordo con le sue amiche inizò a raccogliere le sue cose, per evitare il nubifragio che da lì a poco si sarebbe abbattuto su di noi. Feci lo stesso (a malincuore) credendo che la mia giornata erotica sarebbe finita da lì a breve.... mi sbagliavo!
Raccogliemmo tutto velocemente e ci incamminammo verso il parcheggio ma, a metà strada, la pioggia fu su di noi. Una di quelle scariche d'acqua estive violente ed estemporanee... Afrettammo il passo.
Io arrivai al mio motorino e mi resi conto che c'era poco da fare; avrei dovuto aspettare sotto la tettoia per chissà quante ore.. le tre arrivarono alla loro macchina, mi guardarono e mi chiesero se volessi andare con loro, nell'appartamento del residence in cui vivevano, perchè erano preoccupate di lasciarmi da solo sotto la pioggia..... Accettai.
Mi accomodai sul sedile posteriore dietro Manila, accanto a Rebecca, la quale, prese ad asciugarmi le gambe col suo telo.... ogni volta che si avvicinava alle mie cosce il cazzo mi si gonfiava, lei lo notò e si appoggiò con il suo seno alla spalla, da quella distanza così ravvicinata potei notare facilmente il rigonfiamento sotto la parte inferiore del suo bikini.
Mi resi conto che un dualismo emotivo stava accendendosi dentro me: -Morivo dalla voglia di sfogare tutta la tensione sessuale che si era instaurata tra noi quattro quel pomeriggio ma, contestualmente, avvertivo la paura di poter essere “usato” da quelle tre amiche dotate. Vinse l'eccitazione e arrivammo al loro residence.
L'appartamento era munito di piscina, tre camere da letto, una sala massaggi ed una zona living con un enorme divano che dava su di una vetrata vista lago.
Una volta dentro, Thays mi prese per mano e mi accompagnò verso il bagno per potermi asciugare, Rebecca e Manila presero la via per le loro stanze.
A quel punto Thays si spogliò davanti a me mentre io facevo lo stesso. Mentre mi chinai per raccogliere il costume da terra, sentii le sue dita appoggiarsi al mio buchino, di s**tto mi girai e vidi che la mia amica mora, sotto quel seno perfetto e dei fianchi armoniosi, mostrava un cazzo di almeno 20 centimetri, perfettamente eretto e venoso.
Vedendola così senza più un velo indosso, sentii il cazzo indurirsi e capii che non mi dava nessun fastidio che anche lei ne fosse provvista, anzi...
A quel punto ci baciammo e, lei, con tutta l'astuzia e l'esperienza di chi deve convertire un etero al cazzo, mi disse: “quello che tu fai a me, io poi lo farò a te.... sta a te decidere!”.
Mi inginocchia accarezzandole il membro pulsante, lei si appoggiò alla vasca allargando le gambe mentre si sedeva, io continuai a muovere la mia mano attorno al suo sacro totem di carne ambrata, con movimenti lenti e circolari e inumidendomi il palmo con la saliva.... a quel punto Thays mi mise una mano dietro la nuca e, mentre mi tirava verso il suo sesso eretto e perfetto, mi chiese: “lo vuoi assaggiare?!?”, sorrisi, aprii la bocca e inizia a leccargielo come piaceva fosse fatto a me, poi presi il suo glande in bocca e, subito, sentii un sapore salino nuovo per le mie papille, impossibile da collegare a nessun mio ricordo pregresso, completamente incapace di evocare qualsiasi rimembranza nei cassetti della mia memoria odoripara... comunque fosse, da lì a 2 minuti stavo facendo un pompino ad una donna col cazzo, ed era la prima volta che ne vedevo uno eretto... dal vivo.
La sentivo fremere e tremare sotto i colpi della mia lingua mentre si complimentava per la mia abilità da principiante fino a quando, per non venire subito, si ritirò da quella pratica e, alzandoci mi mise i suoi seni in bocca ,accarezzandomi l'uccello oramai completamente viola dall'eccitazione, e sussurrò: “vuoi che lo facciamo a tre, con Rebecca?!?”.
Io incapace di intendere e di volere, riuscii solamnte ad annuire col capo e, facendomi prendere per mano, seguirla fino alla stanza lì vicina....
Le dissi che non avevo mai visto nulla di più bello del suo corpo libero da indumenti e che, averla avuta a quella distanza da me, mi aveva causato un forte turbamento ed una grossa eccitazione.
Lei disse che si era eccitata ugualmente mentre mi accarezzava le spalle e che avevo una schiena bellissima.... Cambiando sguardo, mentre alzava gli occhiali da sole quadrati, mi disse: “Non sai quanto mi piacerebbe accarezzartela (la schiena) mentre ti prendo da dietro!”.
A quella frase rimasi di stucco, incredulo per la sua risolutezza nel manifestare la voglia di possedermi, ma non rimasi in silenzio e le spiegai che non avevo nessuna intenzione di perdere la mia verginità anale nemmeno con una venere mora come lei. -Lei sorrise e mi disse che non sapevo cosa mi perdevo, incalzando volle sapere se avessi, almeno,mai toccato un cazzo in vita mia e tutta una serie di domande volte a farmi entrare nella logica che il sesso “tradizionale” fosse meno coinvolgente di quello “alternativo”. (credevo si sbagliasse.... )
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Tornati al pontile, notai che Rebecca e Manila ci guardavano con sguardi maliziosamente complici mentre sorridevano e si scambiavano battute farcite di doppi sensi.
Passata un'altra mezzora in compagnia di queste tre divinità, guardando verso le colline dell'altra sponda, notai che delle minacciose nuvole scure iniziavano a farsi avanti verso il lago, mi armai di speranza e rimasi con loro, credendo che la pioggia non potesse interrompere quell'eccitante Lunedì, ma ad un certo punto, Thays si accorse della minacciosa situazione meteo e, in accordo con le sue amiche inizò a raccogliere le sue cose, per evitare il nubifragio che da lì a poco si sarebbe abbattuto su di noi. Feci lo stesso (a malincuore) credendo che la mia giornata erotica sarebbe finita da lì a breve.... mi sbagliavo!
Raccogliemmo tutto velocemente e ci incamminammo verso il parcheggio ma, a metà strada, la pioggia fu su di noi. Una di quelle scariche d'acqua estive violente ed estemporanee... Afrettammo il passo.
Io arrivai al mio motorino e mi resi conto che c'era poco da fare; avrei dovuto aspettare sotto la tettoia per chissà quante ore.. le tre arrivarono alla loro macchina, mi guardarono e mi chiesero se volessi andare con loro, nell'appartamento del residence in cui vivevano, perchè erano preoccupate di lasciarmi da solo sotto la pioggia..... Accettai.
Mi accomodai sul sedile posteriore dietro Manila, accanto a Rebecca, la quale, prese ad asciugarmi le gambe col suo telo.... ogni volta che si avvicinava alle mie cosce il cazzo mi si gonfiava, lei lo notò e si appoggiò con il suo seno alla spalla, da quella distanza così ravvicinata potei notare facilmente il rigonfiamento sotto la parte inferiore del suo bikini.
Mi resi conto che un dualismo emotivo stava accendendosi dentro me: -Morivo dalla voglia di sfogare tutta la tensione sessuale che si era instaurata tra noi quattro quel pomeriggio ma, contestualmente, avvertivo la paura di poter essere “usato” da quelle tre amiche dotate. Vinse l'eccitazione e arrivammo al loro residence.
L'appartamento era munito di piscina, tre camere da letto, una sala massaggi ed una zona living con un enorme divano che dava su di una vetrata vista lago.
Una volta dentro, Thays mi prese per mano e mi accompagnò verso il bagno per potermi asciugare, Rebecca e Manila presero la via per le loro stanze.
A quel punto Thays si spogliò davanti a me mentre io facevo lo stesso. Mentre mi chinai per raccogliere il costume da terra, sentii le sue dita appoggiarsi al mio buchino, di s**tto mi girai e vidi che la mia amica mora, sotto quel seno perfetto e dei fianchi armoniosi, mostrava un cazzo di almeno 20 centimetri, perfettamente eretto e venoso.
Vedendola così senza più un velo indosso, sentii il cazzo indurirsi e capii che non mi dava nessun fastidio che anche lei ne fosse provvista, anzi...
A quel punto ci baciammo e, lei, con tutta l'astuzia e l'esperienza di chi deve convertire un etero al cazzo, mi disse: “quello che tu fai a me, io poi lo farò a te.... sta a te decidere!”.
Mi inginocchia accarezzandole il membro pulsante, lei si appoggiò alla vasca allargando le gambe mentre si sedeva, io continuai a muovere la mia mano attorno al suo sacro totem di carne ambrata, con movimenti lenti e circolari e inumidendomi il palmo con la saliva.... a quel punto Thays mi mise una mano dietro la nuca e, mentre mi tirava verso il suo sesso eretto e perfetto, mi chiese: “lo vuoi assaggiare?!?”, sorrisi, aprii la bocca e inizia a leccargielo come piaceva fosse fatto a me, poi presi il suo glande in bocca e, subito, sentii un sapore salino nuovo per le mie papille, impossibile da collegare a nessun mio ricordo pregresso, completamente incapace di evocare qualsiasi rimembranza nei cassetti della mia memoria odoripara... comunque fosse, da lì a 2 minuti stavo facendo un pompino ad una donna col cazzo, ed era la prima volta che ne vedevo uno eretto... dal vivo.
La sentivo fremere e tremare sotto i colpi della mia lingua mentre si complimentava per la mia abilità da principiante fino a quando, per non venire subito, si ritirò da quella pratica e, alzandoci mi mise i suoi seni in bocca ,accarezzandomi l'uccello oramai completamente viola dall'eccitazione, e sussurrò: “vuoi che lo facciamo a tre, con Rebecca?!?”.
Io incapace di intendere e di volere, riuscii solamnte ad annuire col capo e, facendomi prendere per mano, seguirla fino alla stanza lì vicina....
5年前