Le mie storie (120)

La notte è ancora dannatamente lunga ma io non posso saperlo. Mi avvicino alla porta socchiusa neanche fossi a casa mia a spiare Lina e mio nipote, mentre mi accosto per guardare dentro, sento passare nel buio del corridoio degli uomini che parlano di andare al piano superiore dove c'è l'assistente tettona del mago che si deve "provare". Non vedo i loro volti ma quando mi sono vicino una mano si sofferma sul mio culo tastandolo a dovere e tirando su il vestito già corto di suo; il tempo di sentirmi sfiorare con il medio tra le natiche, che una voce invita il proprietario di quel dito a non fermarsi a perdere tempo. Ritorno nella mia solitudine e senza aver bisogno di nascondermi, faccio capolino nella stanza e come per incanto mi ritrovo nel set di un film porno: di fronte a me seduto su una sedia c'è il mio vicino di tavolo con il quale un'ora prima mangiavo amabilmente, sopra di lui di spalle c'è una delle assistenti del gruppo africano che si muove ritmicamente su e giù; sul letto matrimoniale neanche a dirlo la moglie, completamente nuda, in ginocchio sta succhiando l'uccello di uno dei ballerini neri e con la mano sta facendo una sega ad un altro del gruppo. Da lontano lui essendosi accorto della mia presenza con un gesto mi invita ad entrare, lo guardo stupita ma non più del Solito, e dopo aver visto la sua consorte piegarsi per prenderlo da dietro mentre continua imperterrita il suo pompino, abbandono il siparietto familiare, chiudendo la porta per tornare in sala. Guardo l'orologio che segna poco più dell'una , do uno sguardo in giro per vedere di trovare Lina e poi, dopo aver preso una coca-cola rinfrescante mi siedo su un divano accanto ad una signora , evidentemente anche lei invitata, che sembra riposarsi con le gambe allungate semiaperte e le mutandine rosse ben visibili. Ci presentiamo, mi racconta di essere appena scesa dal piano superiore dove in una stanza c'è un gruppo di persone tra cui Maria e il suo compagno e in quella accanto un grosso nero molto dotato (per darmi un'idea si misura l'avambraccio) che dispensa felicità alle ospiti femminili, ed evidentemente l'ha appena resa felice. Le chiedo come si sia ritrovata a questa festa, mi risponde candidamente che inizialmente lavorava a casa di lui (quando scrivo "lui" intendo l'organizzatore nonché amico/cliente/compagno di Maria), poi pian piano è entrata nel giro delle sue amicizie, ed essendo piacente nonostante l'età (mi sussurra all'orecchio di avere 62 anni, portati benissimo), diciamo che ha migliorato il suo standard di vita. Mentre chiacchieriamo arrivano due dei giovani ragazzi "a disposizione" che ci invitano a fare una passeggiata, io ringrazio ma rifiuto mentre lei sorridente si alza, li abbraccia entrambe e si allontana. Mi accorgo che un po' defilata c'è la piscina che avevo visto nella foto dell'invito, fa terribilmente caldo, dentro ci sono ben distanziati tra loro delle persone che chiacchierano, mi avvio verso un angolo vuoto, mi sfilo il vestito e cercando di coprirmi seni mi immergo. L'acqua tiepida mi fa rilassare, dopo un po' vedo arrivare verso di me uno dei maschietti che a cena guardava mia cognata, gli chiedo sue notizie, con un sorrisetto beffardo mi risponde che si sta divertendo insieme ad un suo amico; mentre parliamo vedo che si sbottona il pantalone e poi la camicia rimanendo in boxer, scende le scalette e si piazza di fianco a me. Ridendo gli faccio presente di non averlo invitato a tenermi compagnia, lui fa spallucce e si sfila le mutande sott'acqua gettandole poi sulla sedia dove ha poggiato i vestiti; dice di avermi notata da quando è entrato nella sala, io dubito facendogli presente che sia lui che l'amico guardavano soltanto Lina, invece mi sorprende descrivendo il braccialetto che porto da una vita al polso sinistro accanto all'orologio. Non faccio in tempo a stupirmi e fargli complimenti per lo spirito di osservazione che sento la sua mano accarezzarmi la coscia e subito dopo entrare nello slip. Mi giro di spalle appoggiando i seni alla piscina, lui viene dietro mi abbassa il perizoma e sta per metterlo dentro quando gli chiedo di indossare il profilattico; è eccitato, dice di non voler salire sopra a prenderlo perché non vuol farsi vedere, si struscia tra le mie natiche ma lo fermo con la mano, mentre la sua prende il posto dell'uccello e stuzzica l'ingresso. È dietro di me mentre  gli accarezzo l'uccello al ritmo del mio affanno; con il braccio sinistro mi cinge le tette impugnando il seno destro, mi stringe e spingendo tre dita dentro mi solleva aiutato dall'acqua. Godo saltellando come un canguro, poi mi giro e a colpi di sega faccio venire anche lui; entrambi soddisfatti risaliamo per asciugarci con degli accappatoi meravigliosi che detto tra noi porto a casa come ricordo, poi rivestita lo seguo per andare a trovare finalmente Lina. Di nuovo il corridoio buio, leggera svolta a destra e bussa alla porta.… Incredibilmente viene ad aprire Umberto (il signore era seduto in mezzo a noi) con il pantalone aperto e l'uccello moscio di fuori, mi fa strada e non appena entro vedo mia cognata stesa completamente nuda sul letto con la faccia sporca di sperma ed un tizio che la sta scopando; mi guarda felice ed ansimante ed esclama "francè, è troppo bello! Mi sto divertendo da morire!" Da dietro sento delle labbra che mi baciano sul collo mentre le mani scoprono il vestito mostrando i seni; sento sussurrare all'orecchio "Ho preso il preservativo" mentre marpione il vecchietto allunga una mano sulla mia tetta sinistra decantandone, tanto per cambiare, la grandezza. Il vestito risale su, sono senza mutande perché bagnate le ho messe nella borsa, sento l'uccello duro appoggiarsi sulle mie chiappe e poi dopo essermi piegata sul letto, entrare dentro… Sto scopando di fronte a mia cognata e la cosa non mi è affatto indifferente; quasi istintivamente mi avvicino, ma mentre sto per appoggiare le labbra sui suoi seni, nella stanza entra Maria che senza curarsi di nulla dice "siete qua! Finalmente vi ho trovate" istintivamente i nostri due amanti si ritraggono, anche perché entrambi vedono "l'amico di Maria" che fuoriesce fiero ciondolante dalla microgonna. un "mamma mia" anonimo echeggia in camera, poi, mentre mi ricompongo, lei invita me e Lina a seguirla al piano superiore dove "ci deve parlare" (a questa frase segue una risatina che rende la cosa molto criptica). Mia cognata scompare in bagno a ripulirsi e rivestirsi, intanto due dei tre maschietti presenti chiacchierano con Maria a bassa voce (da quel poco che intuisco credo si facciano dare il numero) mentre il buon Umberto si chiude finalmente il pantalone e "va via". Salutiamo i cavalieri e curiose prendiamo le scale del secondo piano dove c'è un altro breve corridoio con altre 4/5 porte che finisce con una stanza di fronte, quella che Maria ci dice essere "la suite". Entriamo sempre inconsapevoli di ciò a cui andiamo incontro e troviamo una gran bella stanza ampia, non particolarmente sfarzosa, siamo sempre in campagna, ma con un divano, due poltrone ed un enorme letto matrimoniale; vedo subito "lui" con il quale scambio un sorriso di saluto evidenziato da Maria che sottolinea "voi già vi siete conosciuti a Sperlonga, ricordi?" Di fianco c'è seduta quella che qualche ora prima aveva fatto da assistente al prestigiatore, ribattezzata la tettona, una sorta di me al quadrato Ovvero alta più di 170 (immaginate con i tacchi a spillo), un seno spropositato (sarà stata almeno una decima naturale), un sedere altrettanto grosso il tutto "nascosto" a fatica sotto una salopette jeans a minigonna che si presenta come Paula ed accanto tra lo stupore mio e di Lina nuovamente l'onnipresente Umberto più sorridente che mai, con la mano ben attaccata alla cosciona di lei. Lina si fa avanti presentandosi e prendendo da Maria l'ennesimo bicchiere di spumante. Mentre ho ancora il punto interrogativ sulla testa, domandandomi cosa ci facciamo li, Maria leggermente balbettando dice che non sono finiti gli ospiti della stanza, perché manca ancora tale "mandingo" (appena pronuncia il nome ridiamo entrambe istintivamente) momentaneamente in bagno a darsi una sciacquata. Chiaramente mia cognata, anticipando la sottoscritta, chiede qualche notizia in più su di lui, le viene risposto da Maria che durante la serata è stato tra le persone della sicurezza all'ingresso, poi essendo già conosciuto da alcune invitate per "le sue dimensioni", sul tardi si è mischiato al divertimento generale. Neanche termina la descrizione che da una porta laterale esce questo omone nero di più di 190 cm in accappatoio che ci saluta con un sorriso enorme strizzando poi l'occhio a Lina. Inizialmente non ci faccio caso, poi "tozzoleata" (come si dice da noi) da mia cognata, che mi sussurra all'orecchio di guardare giù, abbasso lo sguardo e intravedo nello spacco dell'accappatoio un enorme uccello piegato in avanti che, ad ogni suo passo, fa capolino mostrando la cappella davvero da competizione. Maria ci prende sottobraccio e dopo averci portate fino ad un tavolo ad assaggiare l'ennesimo bocconcino (non ricordo neanche se fosse qualcosa di dolce o salato), ci spiega che al suo compagno, tra le altre cose, piace guardare e lei ha pensato a me, confessandomi una sorta di rcotta, della quale chiaramente ero completamente ignara, mentre il buon mandingo avendo adocchiato Lina già all'ingresso, per non farsi mancare niente vorrebbe farlo a 3 insieme alla tettona. Mentre resto un attimo perplessa su tutta la cosa, anche perché non l'ho mai fatto sapendo di essere osservata, mia cognata sta già chiacchierando a qualche metro da noi con Pierre (questo il nome di mandingo). In tutto questo ridendo chiedo alla mia amica cosa ci faccia il vecchietto Umberto, e lei mi spiega che, è il miglior amico del suo compagno, nonché persona ricchissima, che in queste situazioni riesce ad inserirsi sempre con discrezione ed eleganza tanto da non risultare mai invadente. D'un tratto la luce della sala si spegne lasciando evidenziato grosso letto illuminato solo dai comodini; non ho neanche il tempo di mostrare le mie perplessità a Maria che sento le sue labbra da dietro baciarmi il collo e infilarmi la mano nella scollatura… "Dai franci, è da tanto che non lo facciamo, ed io spesso ci penso" queste parole sussurrate all'orecchio fanno cadere le mie ultime paure, mi giro e la bacio in bocca intensamente. Siamo lì, in mezzo alla stanza, quasi completamente al buio a sentire l'una la lingua dell'altra, fin quando nel nostro abbraccio si frappone il suo grosso uccello che, evidentemente in erezione, comincia a pulsare contro la parte inferiore del mio vestito come a volerlo bucare. Per un attimo dimentico che non siamo affatto sole, poi, il rumore sordo del materasso cattura la mia attenzione e quando giro la testa vedo mia cognata e l'altra donna messe a pecorina sul letto, entrambe con i vestiti sollevati sulla schiena, di spalle con l'accappatoio aperto c'è mandingo che le palpeggia entrambi. Maria mi prende per mano e mi porta ai lati del letto come a volerne prendere possesso di una parte; per un attimo mi lascia, io avanzo, poi mi giro e vedo lei accanto a lui che si guardano sorridenti. I miei occhi si abbassano e non possono far altro che notare questi 2 giganteschi membri vicini. Quello di Maria lo conosco bene, probabilmente supera i 30 cm di lunghezza, quello di mandingo non è ancora completamente in erezione perché lui ci sta giocando con la mano, forse sarà leggermente più corto ma è sicuramente più grosso ed inquietante incorniciato nel corpo di ebano di quel gigante; si mettono una di fronte all'altro e per un paio di secondi fanno quel "pesce e pesce" che mi fa tornare alla mente i dialoghi di Gomorra seguiti da un sorriso inevitabile che si trasforma in "bocca aperta" quando vedo mandingo indossare in un attimo il preservativo, prendere Lina per i fianchi e metterglielo dentro con irrisoria facilità; Mia cognata mi guarda visibilmente eccitata, mordendosi le labbra e stringendo forte con la mano il lembo del lenzuolo per aiutarsi ad accoglierlo. Al contrario Maria mi fa stendere comodamente sul letto con la testa sul cuscino, poi dopo essersi messa in ginocchio, mi allarga le cosce (facendo rotolare su il vestito) e impugnandolo come una spada entra prepotente nella mia micia; si piega su di me in modo da far incontrare tra loro i nostri seni, mentre il suo sesso entra sempre più dentro per poi uscire e portarmi all'estasi pura. Godo come una ragazzina, lei mi bacia poi si solleva e mi innaffia le tette ed il viso con la solita spropositata quantità di sperma. Mentre cerco di riprendere fiato, vedo che di fianco a noi la situazione è cambiata, il buon mandingo sta scopando la tettona mentre con la mano destra masturba veementemente la mia povera cognata tanto eccitata quanto stravolta dal piacere. In tutto questo ho completamente dimenticato che probabilmente in fondo alla sala, nascosti dal buio, i due vecchi amici si stanno godendo lo spettacolo. Maria si stende accanto a me a riposare e nel contempo guardare ciò che succede nell'altra metà del letto; il grande omone nero gestisce le 2 signore con facilità irrisoria, dando le attenzioni in maniera equilibrata prima ad una e poi all'altra; le penetra alternativamente, poi le fa girare e dopo essersi tolto il profilattico, le invita entrambi a contendersi il suo arnese con la bocca. Guardo Lina, Ormai la mia mente ha completamente dimenticato il suo grado di parentela, l'incarico professionale che riveste, il suo essere madre; vicino a me c'è solo una donna che si lascia andare al piacere. Ogni tanto noto che con gli occhi e come se cercasse la mia approvazione, ed io sorridendo non faccio altro che prendere atto del suo essere completamente libera. Ma neanche il tempo di pensare che mi ritrovo a pochi centimetri dal viso il sederone di Paula , sulla quale sono poco informata se non per il fatto di averla vista poche ore prima fare l'assistente al mago e aver intuito di essere stata piuttosto "gettonata" tra i maschietti, visto le forme molto molto procaci; appena il tempo di ammirare il tatuaggio che porta sulla natica che "viene girata" e, mentre Pierre continua *****sante il suo divertimento, mi guarda sorridente ed eccitata. Mentre Maria si alza dal letto per andare in bagno, scorgo dal lato opposto, dove mia cognata giace quasi inerme dalla stanchezza con la testa sul cuscino, una sagoma non ben definita visto che non riesco a vederne la faccia; sento Lina esclamare "un'altra volta?" Riferito ad un uccello in erezione che esce dal pantalone… "Dai, come hai fatto poco fa, lo sai che vengo subito" la voce è inconfondibile: Umberto! Avevo dimenticato "Le presenze estranee", ma capisco che tra loro deve essere già successo qualcosa visto che lei un po' con la mano, un po' con la bocca lo accontenta senza tante storie.
Il letto è un completo casino, io sto rilassata anche perché è notte inoltrata e la stanchezza si fa sentire, ma mentre guardo ciò che fanno accanto a me, sento appoggiarmi sulla guancia qualcosa… Il profumo è inconfondibile… Il tempo di girarmi e mi ritrovo la cappella dell'uccellone di Maria sul bordo delle labbra. Lei ride, cogliendo per l'ennesima volta il mio sguardo stupito, poi mi incita a divertirci ancora un po', io nonostante l'età e tutto ciò che ho già fatto non mi tiro indietro e dopo aver impugnato con le mani quel ben di Dio, inizio a succhiarlo con il solito piacere. Nel giro di qualche minuto è di nuovo completamente in erezione, così invito la mia amica a ritornare dentro di me, ed allargo le cosce per accoglierla; mi guarda con quella faccia da impunita che mi fa contemporaneamente eccitare e "terrorizzare", prende la mia mano, mi tira su e mi fa mettere a pecorina. Capisco subito dove vuole arrivare… Chiudo gli occhi ripensando alla prima volta in cui, a casa sua, nonostante la paura, riuscì a mettermelo dietro senza farmi male; mentre lo struscia tra le natiche, come al solito mi raccomando di fare piano, con delicatezza e dopo essersi ben "lubrificata". Si china su di me, mi bacia sulla guancia per tranquillizzarmi poi si risolleva… Sono pronta, aspetto di sentire la sua cappella solleticare il mio buchetto, ma non succede niente. Qualche secondo poi avverto la presenza di una mano grossa sulla mia chiappa, mi volto indietro e vedo "il mandingo" che dopo avermi tastato a dovere, me lo mette nella micia tirandomi a sé come a volermi far sentire tutta la sua virilità; il suo uccello è dannatamente duro, e da quando è cominciata tutta la giostra, non credo di averlo visto ancora godere. Mi fa bagnare subito, i suoi movimenti sembrano sincronizzati al mio respiro che pian piano si fa sempre più veloce. All'improvviso sento un enorme peso appoggiarsi sul capo e mi accorgo che Paula ha deciso di farmi assaggiare le sue enormi tettone. Con la mano avvicina alle mie labbra uno dei suoi enormi capezzoli, che io non posso rifiutare anche se mi sento quasi soffocare; lo lecco, lo succhio poi lei si stende accanto a me e mi ficca letteralmente la lingua in bocca in un bacio appassionato che non fa altro che portarmi all'orgasmo. Anche Lina è accanto a noi, vedo le sue mani giocare con quegli enormi seni, poi fa per avvicinarsi, ma mentre sta per baciare una delle due, mi sento girare di 180°, con la schiena sul letto, in modo da vedergli togliere il Secondo preservativo e schizzarci tutte e tre indistintamente. Cerco qualcosa per pulirmi mentre Paula lecca un po' dappertutto e Lina si toglie dall'occhio un enorme goccia di sperma. Maria sembra essere sparita, anche se dal fondo della sala sento provenire dei rumori che mi fanno capire che evidentemente sta giocando con "lui". Finalmente ci alziamo dal letto, ho ancora il vestito arrotolato allo stomaco, lo faccio cadere giù cercando di non sporcarlo, mentre non posso far altro che osservare compiaciuta le mie due compagne di avventura completamente nude , bellissima nonostante fisicamente del tutto diverse. Paula è davvero tanta, con l'enorme capigliatura riccia e quelle tettone impressionanti, che si notano ancor di più di quando debordavano dal vestito di jeans che raccoglie da terra e porta con sé mentre va in bagno; Lina al contrario è più magra, nonostante cinquant'anni passati, mantiene un fisico del tutto invidiabile soprattutto per le gambe lunghe ed il sedere sodo come quello di un *********te. Dopo aver preso il vestito dal letto, mi mostra il tanga rotto chissà quando, Faccio spallucce e le dico che sono cose che capitano; mi si avvicina e dopo avermi dato un bacio sulla guancia mi sussurra " grazie per questa serata".
Mi ritrovo seduta sul ciglio del letto, nuda ad aspettare il mio turno per il bagno, quando finalmente vedo tornare Maria che mi spiega la sua assenza improvvisa dovuta alla chiamata del compagno a cui non può dire di no. Chiacchieriamo del più e del meno, quasi avessimo passato una serata come le altre; ecco il mio turno, una doccia veloce, mi rivesto, faccio in tempo a ricordare di aver messo il perizoma nella borsa e dopo essere uscita, trovo solo mia cognata ad aspettarmi. Scendiamo a piano terra, alcune stanze sono ancora occupate, ma la mia curiosità dorme già da parecchie ore; nel salone c'è chi dorme, chi mette a posto degli attrezzi serviti alle performance e in fondo in un angolo, vedo Mickey (il nanetto) abbarbicato alla collaboratrice del capo che evidentemente non è ancora soddisfatta. Dalla cucina come per magia esce uno dei giovani ragazzi che ci prepara due caffè che diventano quattro quando si aggiungono anche Maria ed il suo compagno. Mentre beviamo, lui ci fa i complimenti indugiando oltretutto con la mano sui fianchi di mia cognata; poi dà appuntamento a casa sua a Napoli dove organizza parecchie feste (chiaramente sottolinea che non sono come questa alla quale abbiamo appena partecipato). In maniera molto galante ci offre una stanza per dormire in un posto da quelle parti, ma rifiutiamo nonostante l'ora tarda perché preferiamo tornare a casa. Fuori dalla villa ritroviamo pierre (il mandingo) di nuovo vestito in giacca e cravatta che ci accompagna alla macchina come se nulla fosse successo.
Finalmente imbocco l'autostrada per Napoli, mia cognata è letteralmente svaccata accanto a me con lo spacco del vestito completamente aperto e la fica all'aria. Ripercorriamo tutta la serata, ci raccontiamo le esperienze fatte e senza neanche accorgercene siamo nel mio parco. Entrate in casa ci diamo la buona notte, ma prima di farlo Lina mi chiede "ma tu stasera mi avresti baciata?" Le dico distrattamente "non lo so, adesso sono stanca", in realtà non è la prima volta che mi capita di pensare a questa cosa, dalla quale già mi sono sottratta in un'occasione. La verità (che lei non sa) è che la cosa mi fa paura, visto il legame di parentela, ma anche eccitare per una serie di motivi che non vi racconterò… Per adesso.
Alla prossima
発行者 isolafelice75
5年前
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