Suor Saffo
I miei mi hanno mandata a scuola in un liceo gestito da suore. Era l'unico che offrisse vitto e alloggio dato che per un certo periodo abbiamo vissuto molto lontano dalla città. Una delle suore del Convitto, la struttura che si occupava appunto della mensa e degli alloggi, era lesbica. In verità ho poi saputo che ce ne erano molte altre, ma lei era quella più attiva e, forse, che non aveva alcuna remora a nasconderlo. Io le mie compagne l'avevamo soprannominata "Suor Saffo" perché, ovviamente, grande fan della poetessa greca. Non solo possedeva tutti i libri delle sue poesie ma anche quelli che parlavano della sua vita e delle sue relazioni, vere o presunte. Io lo sapevo perché come altre ragazze avevo più volte avuto l'"onore" di dover farle visita nel suo alloggio.
Era una donna ancora giovane e discretamente bella di origini argentine. I suoi, poverissimi, l'avevano affidata ad un convento di Rosario dove è cresciuta fino alla maggiore età. Poi ha preso i voti ed era stata mandata a Buenos Aires in una scuola superiore religiosa dove ha imparato anche l'italiano nell'eventualità, poi accaduta, di essere mandata a Roma per qualche ragione. Cucinava molto bene e, giunta nella nostra capitale, ha lavorato nelle cucine presso una congrega di suore della diocesi di SanXXX dove ha cucinato pasti per vescovi e cardinali per circa un paio d'anni fino a quando le è stato assegnato il posto di direttrice del Convitto dove andavo a scuola io. Il suo lavoro era solo organizzativo così aveva molto tempo libero che amava passare con le studentesse più giovani e belle della scuola, tra cui modestamente c'ero anch'io. Era da poco scoppiato un mezzo scandalo quando una ragazza era tornata a casa con le mutandine sporche di umori vaginali e ****** dopo che suor Saffo l'aveva sodomizzata per circa un ora buona usando un cazzo di legno massiccio di dimensioni un filino troppo generose per la giovinetta. I genitori della malcapitata avevano fatto il diavolo a quattro con la direttrice che poi ha insabbiato tutto promettendo una punizione severa che non è mai stata data alla responsabile. Suor Saffo, dopo essersela cavata con una simbolica tirata d'orecchie e la promessa che nulla di ciò sarebbe mai più successo, ora faceva tutto in gran segreto scegliendo con più cura le proprie amichette di sesso.
Io ero subito finita nel mirino della suora in questione dato che ero stata da lei stessa vista baciarmi in bocca (con la lingua) con una ragazza del primo anno nei bagni della mensa. Quel giorno ero stata "punita" a dovere. Mi aveva condotta nel suo alloggio, spogliata sotto la cinta e sculacciata fino alle lacrime. Poi ha leccato le mie lacrime e mi ha baciato in bocca come mi aveva vista fare con l'altra ragazzina che era stata obbligata ad assistere al mio supplizio. Mentre mi baciava si era infilata una mano sotto la veste bianca e nera e si era masturbata venendo furiosamente.
Dopo alcuni giorni, io e la mia amichetta siamo state di nuovo convocate nel suo appartamento dove a turno ci ha leccato la fica sditalinandoci il sedere con le sue abili dita. Dopo averci fatte venire abbiamo dovuto restituirle il favore solo che nel culo voleva che le infilassimo il suo famigerato grosso cazzo di legno di cui avevo tanto sentito parlare che, visto dal vivo, era davvero impressionante. Era altrettanto impressionante la disinvoltura con cui suor Saffo prendeva quell'enorme arnese nel culo fino in fondo. Veniva così forte che temevo avesse una sincope. Urlava come una matta ed esigeva che durante la crisi glielo spingessi forte nel culo. Così si metteva a pancia in giù col sedere proteso in su verso di me. Io appoggiavo l'inguine alla larga base di quell'affare e con le mani afferravo i fianchi della suora con presa sicura. Poi la tiravo verso di me mentre col ventre le cacciavo in culo il grosso cazzo ligneo che entrava dentro per tutta la lunghezza facendola orgasmare con forza a****lesca.
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Era una donna ancora giovane e discretamente bella di origini argentine. I suoi, poverissimi, l'avevano affidata ad un convento di Rosario dove è cresciuta fino alla maggiore età. Poi ha preso i voti ed era stata mandata a Buenos Aires in una scuola superiore religiosa dove ha imparato anche l'italiano nell'eventualità, poi accaduta, di essere mandata a Roma per qualche ragione. Cucinava molto bene e, giunta nella nostra capitale, ha lavorato nelle cucine presso una congrega di suore della diocesi di SanXXX dove ha cucinato pasti per vescovi e cardinali per circa un paio d'anni fino a quando le è stato assegnato il posto di direttrice del Convitto dove andavo a scuola io. Il suo lavoro era solo organizzativo così aveva molto tempo libero che amava passare con le studentesse più giovani e belle della scuola, tra cui modestamente c'ero anch'io. Era da poco scoppiato un mezzo scandalo quando una ragazza era tornata a casa con le mutandine sporche di umori vaginali e ****** dopo che suor Saffo l'aveva sodomizzata per circa un ora buona usando un cazzo di legno massiccio di dimensioni un filino troppo generose per la giovinetta. I genitori della malcapitata avevano fatto il diavolo a quattro con la direttrice che poi ha insabbiato tutto promettendo una punizione severa che non è mai stata data alla responsabile. Suor Saffo, dopo essersela cavata con una simbolica tirata d'orecchie e la promessa che nulla di ciò sarebbe mai più successo, ora faceva tutto in gran segreto scegliendo con più cura le proprie amichette di sesso.
Io ero subito finita nel mirino della suora in questione dato che ero stata da lei stessa vista baciarmi in bocca (con la lingua) con una ragazza del primo anno nei bagni della mensa. Quel giorno ero stata "punita" a dovere. Mi aveva condotta nel suo alloggio, spogliata sotto la cinta e sculacciata fino alle lacrime. Poi ha leccato le mie lacrime e mi ha baciato in bocca come mi aveva vista fare con l'altra ragazzina che era stata obbligata ad assistere al mio supplizio. Mentre mi baciava si era infilata una mano sotto la veste bianca e nera e si era masturbata venendo furiosamente.
Dopo alcuni giorni, io e la mia amichetta siamo state di nuovo convocate nel suo appartamento dove a turno ci ha leccato la fica sditalinandoci il sedere con le sue abili dita. Dopo averci fatte venire abbiamo dovuto restituirle il favore solo che nel culo voleva che le infilassimo il suo famigerato grosso cazzo di legno di cui avevo tanto sentito parlare che, visto dal vivo, era davvero impressionante. Era altrettanto impressionante la disinvoltura con cui suor Saffo prendeva quell'enorme arnese nel culo fino in fondo. Veniva così forte che temevo avesse una sincope. Urlava come una matta ed esigeva che durante la crisi glielo spingessi forte nel culo. Così si metteva a pancia in giù col sedere proteso in su verso di me. Io appoggiavo l'inguine alla larga base di quell'affare e con le mani afferravo i fianchi della suora con presa sicura. Poi la tiravo verso di me mentre col ventre le cacciavo in culo il grosso cazzo ligneo che entrava dentro per tutta la lunghezza facendola orgasmare con forza a****lesca.
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5年前