Temp

Come ogni giorno, l’uscita della scuola animava la strada antistante di un ru-moroso disordine che, nel giro di pochi minuti, spariva così come era comparso.
Quella mattina Matteo era stato uno degli ultimi ad uscire e, affacciandosi in cima alle scale che portavano all’ingresso principale, si guardò intorno con aria prudente.
Lasciò che i suoi amici si allontanassero e, dopo aver atteso qualche istante, certo di non essere notato da nessuno, si avviò in direzione opposta a quella di casa sua.
Sollevo il telefonino che stringeva nella mano destra e scorse velocemente i messaggi arrivati soffermandosi su uno in particolare. Un sorriso si irradiò sul suo volto.
Rispose con velocità. Sto arrivando.

Lo specchio della camera da letto rimandava l’immagine del corpo nudo e sensuale di una sfolgorante trentenne. Lunghi capelli neri incorniciavano il viso leggermente rotondo sul quale brillavano come gioielli due profondi occhi azzurri.
Leggendo il messaggio appena arrivato, Elena si ammirò soddisfatta i fianchi rotondi, il seno turgido e le cosce senza nemmeno un segno di cellulite.
Dal mobile estrasse senza indugiare un vestito da sera nera, annodato al collo da una grossa collana dorata, che indossò con un rapido movimento felino.
Si sentiva irresistibilmente provocante. Aveva ancora qualche minuto che de-dicò a truccarsi con un acceso rossetto color porpora.
Solo il tempo di innaffiarsi con il suo profumo preferito e sentì trillare il campa-nello.
Scalza, corse ad aprire e riconobbe, in piedi sulla soglia, il suo ospite.
- Matteo?
Il ragazzo annuì visibilmente sorpreso nel vederla comparire in quell’abbigliamento così sexy.
- Prego, entra. - lo invitò allungandogli una mano che lui raccolse subito.

Tutto era iniziato quasi per caso il pomeriggio di 26 giorni prima. Era una geli-da giornata di marzo sferzata da una fitta pioggia e con la temperatura che supe-rava di poco i zero gradi. Matteo, come molti tredicenni, viveva il momento della pubertà con un entusiasmante sviluppo fisico e ormonale che lo rendevano pe-rennemente eccitato.
Si era collegato ad una chat dove aveva iniziato a messaggiare con varie utenti tra le quali una che usava il nickname Dolce e con la quale sembrava es-sere scoccata una singolare affinità.
I giorni seguenti il ragazzino e Dolce si ritrovarono con puntualità ed ogni vol-ta le loro chat si facevano sempre più audaci e roventi.
Quello che Matteo non poteva sapere era che la sua amica virtuale era una donna di 31 anni che, un po’ per noia e un po’ per sfuggire alla monotonia di un periodo della sua vita piuttosto noioso, aveva provato una fuga nel mondo non reale della rete. Almeno non subito.
Almeno fino a quando lei, cedendo all’insistenza del ragazzo, acconsentì a scambiarsi il numero di telefono.
Da quel momento in poi, Whatsapp® divenne il mezzo di uno scambio di messaggi sempre più frequente. Frequenza che non mutò quando lei finalmente si rivelò, svelando il suo vero nome, Elena, la sua età e condividendo alcune foto.

Malgrado lei avesse ormai svelato la sua reale identità e li separasse più del doppio dei loro anni, le conversazioni tra Matteo e Elena scivolavano sempre ver-so argomenti sensuali.
Fu lei, una sera, a proporgli, quasi scherzando e con un tono di sfida, la pos-sibilità che si vedessero.
Questa avveniva la sera prima quando Matteo era in camera sua, dopo cena, ed il ragazzino non indugiò nemmeno un secondo prima di accettare l’impensabile proposta.
Quasi subito si affacciò in cucina comunicando a sua madre che il pomeriggio seguente, uscendo da scuola, sarebbe andato direttamente a casa di un amico a studiare.

Matteo, fuori dalla parte dell’appartamento, attendeva al culmine dell’eccitazione l’avverarsi di quello che, a lui, sembrava un sogno.
La porta si aprì e lui incrociò il sorriso eccitante della donna. Raccolse la mano che lei gli tendeva e, stringendola, fu attraversato da una sferzata di calore.
Improvvisamente sembrò che, al contatto tra i due, ogni barriera fosse crollata.
- Ti ricordi cosa mi hai detto ieri sera? - sussurrò lei spingendo la porta a chiudersi.
Matteo annuì. Non poteva dimenticare che le aveva promesso che, appena l’avesse conosciuta, l’avrebbe baciata.
Lei era bellissima. Le si avvicinò leggermente titubante. Lei lo sovrastava di una spanna; si sollevò sulla punta dei piedi e, chiudendo gli occhi, le sfiorò le labbra con un bacio.
Elena si sentì sopraffare dalla tenerezza e abbracciandolo lo strinse a se. Le bocche si unirono in un bacio dapprima timido e impacciato, poi sempre più pas-sionale.
Poi tutto divenne improvvisamente confuso e fisico. Elena si lasciò scivolare sul divano senza che Matteo smettesse di baciarla con crescente ardore.
Le sue mani si facevano sempre più audaci, accarezzandole i fianchi rotondi e poi risalendo fino ai seni turgidi.
La donna, che fino a quel momento aveva soggiaciuto passivamente alla dol-ce irruenza del suo giovane amante, ebbe un sussulto quando le sollevò il vestito scoprendole la fessurina completamente depilata.
- Cosa vuoi fare…? - mormorò con tono appena allarmato.
Matteo non rispose. Si stacco dalle sue morbide labbra e scese affondando la fronte tra le sue gambe. Un istante dopo lei sentì la sua bocca appoggiarsi contro le grandi labbra e iniziare a baciarle.
Rivoltò la testa all’indietro lasciandosi sfuggire un fievole gemito.
Il ragazzo, spingendo la sua lingua sempre più intimamente nella sua morbida fenditura, continuò a toccarla sollevandole il vestito e scoprendole dapprima il ventre e, infine, i seni gonfi.
Respingendole con ferma dolcezza, Elena si sollevò liberandosi del vestito e rimanendo completamente nuda preda degli sguardi famelici dell’*********te.
- Stai fermo, adesso! - esclamò con risolutezza mentre lui già voleva tornare ad affondare tra le sue cosce bianche.
Afferrò il suo viso con entrambe le mani e, avvicinandolo a se, lo baciò nuo-vamente assaporando sulle sue labbra il sapore aspro del suo sesso.
Poi, spingendolo, lo obbligò a sedersi comodamente sul divano mentre lei, gattonando sinuosamente, incominciò ad armeggiare attorno alla zip dei suoi jeans scandalosamente gonfi.
- Che cosa nascondi qui sotto? - domandò evidentemente stuzzicata dalle dimensioni di quel bozzo.
Lo s**tto del bottone e l’improvvisa apertura della zip liberò un gagliardo ba-stone di carne sul quale lei si avventò con ingordigia.

Elena era sbigottita. Dal basso ventre del suo giovanissimo amante svettava un mostruoso palo di carne che misurava ben diciannove centimetri e che lei, a fatica, riusciva a imboccare completamente.
Stringendolo con una mano, incomincio, alternativamente a leccarlo e suc-chiarlo, facendo fremere di piacere Matteo che riuscì appena a liberarsi dei panta-loni prima di abbandonarsi completamente sul divano.
Eppure, malgrado la foga e l’impeto della donna, il ragazzo non sembrava mo-strare alcun segno di cedimento e, piuttosto, osservava eccitato ogni suo movi-mento.
- Tesoro, dimmi ancora quanti anni hai?
- Tredici… - rispose lui piuttosto sorpreso della domanda.
- Ora voglio che tu stia fermo… farò tutto io.
Le languide parole di Elena sussurrate all’orecchio risuonarono come un dol-ce ordine al quale non restava che obbedire.
Si sollevò mettendosi a cavalcioni su di lui e, aiutandosi con una mano, indi-rizzo il glande turgido contro la sua fessurina ormai grondante per l’eccitazione.
Le fu sufficiente scivolare verso il basso lentamente perché il gagliardo basto-ne la impalasse con inesorabile forza.
I due amanti si trovarono uno di fronte all’altro, completamente uniti nell’amplesso.
Elena sentiva quell’enorme membro che la riempiva come non le era mai suc-cesso. Era grosso, nerboruto e oscenamente duro. Iniziò a gemere offrendosi senza pudore ai desideri del suo amante.
Matteo la abbracciò con ardore incominciando a baciarle i turgidi capezzoli che ondeggiavano desiderabili proprio davanti al suo viso.
Assecondato dal ragazzo, lei iniziò a muoversi ritmicamente. Ad ogni movi-mento il cazzo la penetrava fino alla radice riempiendola completamente.
Lo sentiva invaderle completamente il ventre e, senza alcun controllo, fu colta da un violento orgasmo che la fece scuotere come un fuscello alla mercé della tempesta.
- Che ti succede? - domandò timidamente Matteo.
Lei si abbandonò languidamente su di lui, giacendo immobile mentre il piace-re continuava a scuoterle ogni fibra del corpo.

Matteo la fissò a lungo. Immobile.
Era la prima volta che aveva un rapporto sessuale con una donna e non co-nosceva certo come funzionasse femminile.
Ancora ansimante lei sollevò il capo, il volto vicino a quello del ragazzo, e lo fisso dritto negli occhi.
- Tesoro, è stato bellissimo…
Lui non capì quello che era successo ma comprese che Elena era soddisfatta di lui e, quasi istintivamente, stringendole con forza i fianchi, iniziò a possederla spingendo il proprio bacino verso l’alto.
La stanza si riempì dei gemiti sommessi della ragazza e dei rantoli scomposti del giovane maschio che, seguendo un impulso innato, aveva ripreso a possede-re la sua donna.
Furono minuti di passione pura e impetuosa che portarono Elena all’apice di un nuovo orgasmo proprio mentre lui la inondava con il suo denso seme bianca-stro.

Solo una volta, quasi in un rigurgito di buonsenso, aveva realmente pensato al pasticcio in cui si era infilata. Era stato il giorno in cui aveva deciso di dargli il suo numero pur sapendo che stava parlando con un ragazzino di appena tredici anni.
Non ne era spaventata perché l’istinto le suggeriva, contro ogni ragione, di continuare in quell’insolita avventura.
Chattando con lui si era sentita desiderata e ogni volta si dimenticava della lo-ro differenza di età. Anche quel pomeriggio, mentre lo attendeva, si era vestita come la più sensuale delle femmine desiderosa di conquistare il suo maschio.
Ed ora era lì, completamente nuda, con quel palo virile indecentemente duro e grosso che, dopo averla fatto raggiungere due meravigliosi orgasmi, le riempiva la fichetta gocciolante del suo sperma.

Fecero l’amore ancora una volta. Sul divano.
Elena accolse con ardore il giovane amante. Fissò impaziente il suo giovane membro che si preparava a possederla nuovamente. Lo sentì appoggiarsi e, con prepotente foga, tornare a penetrarla.
Incominciò a tremare, scossa dai feroci affondi del ragazzo.
Fu un amplesso dolce e appassionato. Matteo sapeva essere vigoroso ed allo stesso tempo instancabile.
Raggiunsero l’orgasmo nello stesso istante.

Lei lo abbracciò, stringendolo a se con forza. Baciandolo languidamente, sen-tiva il suo seme colare caldo e vischioso tra le sue cosce. In un impeto di dolcezza sussurrò alcune parole.
- Che cosa hai detto? – domandò lui che non ne aveva capito il senso.
Elena tacque.
- Ti amo.
発行者 Flashkiller
5年前
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