VANESSA SULL' AUTOBUS

Ho sempre ritenuto una vera e propria violenza quella che commettono alcuni uomini che, sugli autobus affollati, si posizionano dietro alle donne strusciandosi e toccandole. Ciò nondimeno mi sono sempre arrapato quando ho visto i cosiddetti “maniaci” strusciare le loro patte contro le chiappe delle malcapitate di turno ed alcuni, i più audaci, anche accarezzarle lascivamente. Però mi sono sempre chiesto, e non potendo domandarlo alle dirette interessate, non mi sono mai potuto dare una risposta, se qualcuna tra quelle che non protestano non provasse un certo piacere a sentirsi desiderata e non si eccitasse ad avere, nonostante la presenza dei vestiti, un cazzo dietro le natiche. Un giorno io e mia moglie prendemmo l’autobus per recarci al centro per fare delle compere; il mezzo era affollatissimo, noi per fortuna riuscimmo a sederci ed in piedi immediatamente vicino a noi capitò una signora sulla quarantina alle cui spalle poco dopo si appiccicò un attempato signore, molto distinto, il quale con aria indifferente cominciò a strofinare la sua patta sul rotondo fondoschiena della signora. La donna ebbe un gesto di stizza e cambiò posto ma il “gentiluomo” non si arrese, le si portò di nuovo dietro e ricominciò con la massima naturalezza a mimare un’inculata. La signora, che nel frattempo era diventata rossa come un peperone, sembrò rassegnarsi, non si spostò e lasciò che il maniaco continuasse il suo giochino fino a quando, raggiunta la sua fermata, scese. La scena, però, non era sfuggita a Vanessa che appena scendemmo dall’autobus mi disse: ”Hai visto quel porco come ha dato fastidio a quella poverina?, lei si è vergognata come una ladra mentre se qualcuno doveva vergognarsi era lui! L’avrei preso a sberle sputtanandolo davanti a tutti”. “Si, però dopo lo spavento iniziale non si è più spostata, penso che le sia cominciato a piacere”. “E’ inutile parlare con te, sei più depravato di loro, chi sa quante volte l’hai fatto anche tu”. “Ti giuro sul bene che ti voglio che non l’ho mai fatto, lo ritengo un atto di prepotenza inqualificabile, d’altro canto tu sai bene che io non ho mai costretto nessuno a fare cose contro la propria volontà, non è vero?”.
“Se ti riferisci a noi due, non mi hai mai costretta con la forza ma con una pressione psicologica di cui sei maestro”. “Diciamo pane a pane e vino a vino, ti ho sempre saputo eccitare e quindi hai accettato e goduto le situazioni in cui ti ho coinvolto, ed a proposito della situazione di poco fa ti assicuro che la trovo molto arrapate, impazzirei se vedessi un uomo allupato che ti struscia dietro le chiappe il suo bastone”.



“Ed io, per farti contento dovrei permettere ad un vecchio bavoso di toccarmi, ma tu sei matto, scordatelo”.
“E se invece fosse un bel ragazzo con un bel rigonfio?”.
“Allora se ne potrebbe parlare ma in genere questo è un vizio delle persone anziane, i giovani non ci pensano proprio”.
“Con il culo che ti ritrovi sono convinto che ci proverebbe anche un ragazzino, e poi non mi dire che non ti attizza l’idea di un duro bastone che ti si strofina dietro, so benissimo che la cosa che preferisci è proprio l’inculata, un giorno proviamo, se capitano vecchi bavosi lasciamo perdere ma se invece c’è un bel ragazzotto lo lascerai fare, sono convinto che ti bagnerai come quando ti fanno il culo, va bene così?, promesso?”.
“D’accordo, prometto, ma lo sai che diventi ogni giorno più porco?”.
“Sarà la vicinanza con un’adorabile maiala come te”.
Non feci trascorrere che pochi giorni e ricordai a Vanessa la promessa della corsa in autobus, le consigliai una gonna a campana in seta ed una camicia.
Andammo, come due estranei, al capolinea e mentre aspettavamo il bus un ragazzo alto, ben piantato, poco più che ventenne cominciò a guardare con ammirazione la mia signora, sperai ardentemente che osasse, a Vanessa non sarebbe certamente dispiaciuto.
Me lo confermò quando con un cenno gli indicai il bel fusto.
Saliti io mi sedetti e cominciai a fingere di leggere il giornale mentre Vanessa, come d’accordo, rimase in piedi reggendosi al corrimano del sedile davanti al mio.
C’era poca gente ed il ragazzo, rimasto anche lui in piedi, si manteneva a debita distanza; era molto distinto quindi temetti che non avrebbe osato, invece appena cominciò a salire altra gente, fingendo di essere trasportato dalla calca, si posizionò dietro mia moglie e timidamente poggiò il suo pacco sul tondo culo di Vanessa attendendo di vederne la reazione.
La mia adorabile troiona non fece una piega e quello sentendosi ben accetto cominciò a strusciare il suo bacino sull’invitante sedere della mia signora.
Cominciai ad eccitarmi, il ragazzo si stava infoiando, si vedeva chiaramente dal rigonfio dei pantaloni, che dimostrava che il cazzo gli si era indurito, e dalla maggiore sfacciataggine con cui ormai si muoveva, prima glielo passava da una natica all’altra e poi fermatosi al centro spingeva come a volerla inculare.
Tutto ciò avveniva a meno di venti centimetri dal mio viso e cominciai a immaginare la goduria del ragazzo e cosa stesse provando Vanessa a quel contatto, la cosa mi arrapò tremendamente, anche il mio cazzo si era indurito, per fortuna il giornale nascondeva tutto.
Alzai gli occhi per vedere l’espressione di mia moglie, era leggermente arrossita ma si mordeva le labbra come le capita di fare quando è eccitata.
Decisi allora di guardare anche il viso del “maniaco” per verificare se tradisse qualche emozione o se, per nascondere la cosa, riuscisse ad essere imperturbabile.
Era impassibile, niente denotava l’azione del suo basso ventre, ma vedendosi osservato si scostò, lo guardai e gli strizzai l’occhio e con un breve cenno del viso gli comunicai il mio pensiero: “se alla troia piace, perché no”.
Quasi sentendosi autorizzato dal mio gesto, si girò più verso di me, forse per nascondersi meglio alla vista degli altri viaggiatori, e poi riaderì al culo di Vanessa e ed in più cominciò anche a palparle la coscia tentando di raggiungere la fica.
Ma la manovra risultò troppo visibile, desistette, ma ormai era partito, quindi cominciò spudoratamente ad accarezzarle il seno.
A quel punto, vista l’intesa raggiunta, pensai di poter tranquillamente guardare.
Il rossore di Vanessa era notevolmente aumentato, forse per pudore adesso non si mordicchiava più le labbra ma aveva i lineamenti tesi come li ha mentre scopa, la guardai negli occhi dove lessi tutto il piacere che provava a sentirsi oggetto del desiderio di quell’uomo infoiato alle sue spalle e conoscendola bene si leggeva anche il suo desiderio di volerlo prendere per davvero nello sfondatissimo culo.
Il ragazzo, ormai indaffaratissimo, invece aveva perso del tutto la sua compostezza, aveva gli occhi rossi e mi fece chiaramente intendere di sentirsi in estasi dietro ad una così bella zoccolona.
Ci avvicinavamo al capolinea, la gente cominciò a scendere, l’autobus si svuotava ma il giovanotto non mollava la presa, era sempre più appiccicato al culo di mia moglie la quale però compreso che il gioco era troppo sfacciato e fingendosi infastidita, si portò due sedili più avanti permettendomi comunque di osservare comodamente la scena.
Il “porco” lasciò trascorrere qualche secondo e poi con fare disinvolto si riavvicinò a Vanessa, le riaccostò il pacco dietro le chiappe ricominciando a strusciarglielo oscenamente.
Il traffico, nel frattempo, era bloccato e mancando due fermate al capolinea alcuni chiesero all’autista di farli scendere.
Scesero quasi tutti, sul bus rimanemmo io, Vanessa, il “maiale” ed una anziana signora che era seduta sul sedile dietro al mio.
“Ma vede che schifo, lei ha notato quel maniaco come sta dando fastidio a quella povera signora, e’ da quando siamo saliti che le si e’ poggiato dietro e la tocca, quella poverina e’ diventata rossa ma per vergogna ha dovuto subire, ha visto è sposata ha la fede, e quei maiali profittano di questo, le donne preferiscono tacere per evitare uno scandalo, poveretta lei si e’ pure spostata ma il porco l’ha seguita e come vede sta’ continuando, che tempi, anche se questi tipi ci sono sempre stati, anche quando io ero giovane era la stessa cosa ma molto più velata, io comunque avevo un metodo molto efficace per far desistere quelli che ci provavano, gli mollavo una gomitata nello stomaco, e così cambiavano idea, quelli sono dei vigliacchi, profittano delle donne sole, quando vedono che c’e’ anche il marito evitano per non farsi rompere la faccia” mi bisbigliò all’orecchio la signora.
“Ho visto tutto, tanto che per un attimo ho pensato di intervenire ma poi ho pensato che non erano affari miei e poi questi tipi possono avere una reazione violenta, meglio lasciar perdere, non le pare”, le risposi.
“Ha fatto benissimo”
“E poi la signora non ha dato nessuna gomitata, può darsi che non le dispiaccia tanto” aggiunsi.
“Che le devo dire, ai tempi d’oggi non si capisce più niente,
ma sa che forse ha ragione lei, ci sono tanti posti a sedere e la signora rimane in piedi a farsi strusciare e palpare, quindi anche secondo me non le dispiace quindi sa che le dico, deve essere una signora, scusi l’espressione, un po’ puttana, poverino il marito che si ritrova una moglie così”.
“Poveraccio”, commentai, ma mi arrapò tantissimo che una sconosciuta definisse puttana mia moglie, ma d’altro canto Vanessa si stava comportando proprio come tale, infatti, il ragazzo visto l’autobus quasi vuoto, l’aveva leggermente piegata in avanti, le accarezzava entrambi i seni e le si muoveva oscenamente dietro mimando una vera e propria inculata.
Mi ripromisi di farle il culo appena tornati a casa, la troia stava letteralmente sbavando, ero sicuro che non desiderava altro.
L’arrivo al capolinea, con sommo rammarico di tutti e tre, mise fine al giochino, scendemmo fingendo ancora di non conoscerci ed io cominciai a seguire mia moglie a debita distanza con l’intento, come concordato, di avvicinarmi a lei appena lontani da quel posto.
Ma a questo punto ci fu un imprevisto, il furbo avendo capito che alla signora non era dispiaciuto, le si avvicinò e come mi raccontò più tardi Vanessa, educatamente si presentò, dicendo di chiamarsi Diego e le chiese di rivederla.
Vanessa, che non si aspettava un tale comportamento, restò un attimo perplessa ma si sentì anche imbarazzatissima, infatti gli disse “non vedo perché dovremmo, buongiorno”, e lo congedò.
Ma il ragazzo era deciso a raggiungere il suo scopo, non mollò, “ho una voglia matta di realizzare quello che ho sognato sul bus, lei è una donna splendida, ha un corpo stupendo e credo che la cosa, visto il suo comportamento non le dispiaccia più di tanto, o sbaglio?”.
“Sbaglia, lei ha frainteso, comunque la prego si allontani, ho un appuntamento con mio marito che è molto geloso, non mi faccia avere problemi in famiglia, la prego”, implorò mia moglie.
Vidi il ragazzo lasciare Vanessa ed entrare di corsa in un negozio da dove uscì subito dopo con in mano un foglietto che lasciò cadere nella borsa di mia moglie.
“E’ il mio numero di telefono, spero ardentemente che ci possa ripensare è bellissima”, e si allontanò.
Quando lo vidi scomparire mi avvicinai alla mia signora, la baciai, prendemmo un taxi e senza profferire parola ritornammo a casa.
Appena entrati l’abbracciai facendole sentire il cazzo duro sotto la pancia, la baciai e le dissi: “brava troiona mia, dimmi è piaciuto anche a te?, dimmi che vi siete detti per strada”.
“Onestamente non mi aspettavo che fosse così eccitante, aveva un cazzo molto grosso e con quel pantalone di lino l’ho sentito tutto tra le chiappe, mi sono bagnata tutta” e mi raccontò cosa si erano detti.
Le sollevai la gonna ed infilai due dita nella fica, era completamente fradicia.
“Aveva ragione la signora sull’autobus, sei una signora un po' puttana”.
“Quale signora sull’autobus?”.
“Quella seduta dietro di me, ha visto tutto e quando vi siete allontanati, prima ha definito lui un maniaco ma poi quando ha riflettuto che tu con tanti posti a sedere stavi in piedi a farti palpeggiare da uno sconosciuto ha detto testualmente: deve essere una signora, scusi l’espressione, un po’ puttana, poverino il marito che si ritrova una moglie così”.
“Che vergogna!!!, lo sapevo che qualcuno ci avrebbe visto ed io rimanendo ferma avrei fatto la figura della viziosa, tutto questo sempre per fare le cose che piacciono a te, e poi anche tu ci fai la figura del poverino”.
“Lascia stare me che sono il marito più fortunato dell’universo ad avere una moglie così bella, così dolce e così zoccola, invece rispondimi: per te è stata una sofferenza?, io non credo vedendo come sei bagnata, dimmi la verità se non fossimo stati sul bus ti saresti fatta inculare?”.
“Certo, mica sono di ghiaccio, quello si muoveva proprio come se me lo stesse mettendo in culo e tu sai che è la cosa che preferisco mi facciano gli uomini”.
Parlando ci eravamo completamente spogliati ed eravamo entrati in camera da letto, mi stesi al centro del letto con il cazzo svettante e l’invitai a cavalcarmi, se lo infilò nella fica e cominciò a sgrillettarsi.
“Adesso mentre mi chiavi mi racconti tutte le sensazioni che hai provato e poi, stai tranquilla, ti faccio il culo”.
“All’inizio ero molto tesa, guardavo in giro per vedere se qualcuno ci stesse osservando, poi quando mi hai guardato mi sono sentita più serena, lui spingeva sempre più sfacciatamente, ad un
certo punto non ho badato più a niente, per me sul bus non c’era più nessuno ed ho cominciato ad assecondarlo strusciandomi io sul suo rigonfio, ti ho detto ho avuto la sensazione di un cazzo nudo dietro le mie chiappe e quando lui spingeva spingevo anche io come a dirgli: se tu mi vuoi inculare, io non aspetto altro”.
“Sei una grande troia, altro che un po’ puttana come diceva la signora, il ragazzo ti ha fatto perdere ogni pudore, a dire il vero è un bel ragazzo, ti piacerebbe scopartelo ed ovviamente farti sfondare il culo?”.
Non rispose, emise un lungo gemito, serrò le gambe e venne, poi rasserenatasi disse: “certo che me lo scoperei e mi farei fare anche il culo ma adesso sfondamelo tu, non resisto più, voglio godere con il tuo bastone sprofondato nel mio buchetto”.
“Aspetta ancora un po’, ho pensato che se il ragazzo ti piace perché non gli telefoni e fissiamo per stasera, digli di venire alla casa al mare e fondamentalmente digli che ci sarò anche io”.
“D’accordo, lo chiamo subito ma mentre parlo con lui mettimelo dietro, sarà come se mi stesse montando lui, è da stamattina che non sogno altro che essere ingroppata da lui”; e si pose a quattro zampe sul bordo del letto.
Non mi feci pregare, le diedi due colpi nella fica per lubrificare ancor di più il cazzo e poi con un colpo deciso glielo feci scivolare tra le chiappe.
“Pronto, Diego?”
“Si, chi parla?”.
“Sono Vanessa, la signora dell’autobus di stamattina, ti ricordi?”.
“E come potrei averti dimenticato, non ho fatto altro che sperare che mi telefonassi, è bellissimo, questa telefonata mi rende l’uomo più felice del mondo e sono sicuro che impazzirò quando ci vedremo, hai telefonato per vederci spero”.
“Appunto”.
“Grande!!!, é la fine del mondo, non puoi immaginare quanto ti desideri, sei bellissima, hai un corpo stupendo e non vedo l’ora di farti realmente quello che ho solo simulato stamattina, dimmi dove e quando”.
“Noi abbiamo una casa la mare appena fuori la città, se non hai impegni, ti aspettiamo là questa sera alle nove, puoi?”
“Che significa ti aspettiamo?, non sarai sola?”
“No, ci sarà anche mio marito, ti dispiace?”.
“Come anche tuo marito?, penso che sarebbe meglio io e te da soli, che c’entra tuo marito?, ti assicuro che io basto ed avanzo, sono resistentissimo, possiamo fare l’amore fino a domani mattina”.
“Devi sapere che io e mio marito siamo una coppia molto affiatata e ci amiamo tantissimo, non farei mai niente senza di lui e poi, se questo ti preoccupa, sappi che non é bisex, quindi non devi temere nulla, lui insieme a te si interesserà esclusivamente di me”.
“Allora mi hai mentito quando non mi hai detto che è gelosissimo, e mi menti adesso quando dici che non faresti niente senza di lui, stamattina non la pensavi così”.
“E perché, anche stamattina c’era lui”:
“E dov’era?”.
“Ricordi quel signore seduto dietro di me e che ad un certo punto ti ha fatto l’occhiolino incitandoti a continuare, ebbene quello è mio marito”.
“Che gran figlio di puttana, oh scusa mi é scappato, non ci posso credere, era tuo marito quello che mi incitava a strusciartelo sul culo ed a toccarti le tette?”.
“Esattamente, avevamo deciso di provare questa nuova esperienza ed a dire il vero ci è piaciuta molto, anche perché siamo stati fortunati ad incontrare un bel ragazzo come te”.
“E quindi, a questo punto penso insieme, avete deciso di vederci stasera, ma stamattina mi avete preso per i fondelli”.
“Se ti ritieni offeso ti chiediamo scusa e possiamo anche lasciar perdere”.
“Assolutamente no!!!, sei troppo bella per lasciarti andar via, lui adesso dov’é?”.
“E’ dietro di me a fare quello che avresti voluto fare tu stamattina”.
“E cioè?”.
“Sono a pecora a bordo letto e lui mi sta inculando”.
“Oh Dio è meraviglioso, immagino come si stia divertendo un mondo, hai un culo da favola, e ti sta accarezzando anche i seni?”
“Certo”.
“Scommetto che anche tu ti stia divertendo”.
“Moltissimo, tu mi hai fatto venire una voglia matta e lui me la sta facendo passare”.
“Bellissimo, ho il cazzo durissimo come stamattina e ti confesso che me lo sto menando e se continui a raccontarmi cosa fate tra poco scoppierò”.
“Mi dispiace che sciupi della buona sborra, se tu stessi qui te lo prenderei in bocca, con la lingua ti accarezzerei la cappella e mi farei godere in bocca senza sprecare una sola goccia di quello che ritengo il vero nettare della vita”.
“Godo!!, godo!!, godo!!, ti sto sborrando in gola, lo senti, hai visto quanta?, ingoiala tutta, Vanessa!”.
Sentendo l’amico venire, Vanessa mi strinse la mano a farmi intendere che era giunto il momento di far godere anche lei, aumentai il ritmo dell’inculata, lei intensificò il ditalino, un fremito le percorse il corpo, emise un urlo ******** e venne.
Le diedi un’ultima spinta profonda, mi fermai, le scaricai in culo una quantità enorme di calda sborra e mi abbattei sfinito su di lei.
“Porconi, vi sento, state godendo anche voi, disse Diego, adesso però ditemi dove e ed a che ora ci vediamo stasera”.
Vanessa gli dette l’indirizzo e l’ora.
“Fatti dare un bacio sulla fica in acconto di quello che le darò io stasera, ciao”.
“A stasera” e riattaccò.
“E’ stato meraviglioso, è da stamattina che non desideravo altro, tu come al solito sei stato bravissimo, mi hai ingroppata proprio come piace a me, dall’alto in basso, così mi sento veramente posseduta dal maschio, però anche tu eri ingrifato mi hai sfondata e completamente allagata”.
“Certo amore mio, ero e sono arrapatissimo, come si fa a non eccitarsi dopo aver visto la propria moglie farsi toccare in pubblico e dopo averla sentita parlare come una puttana da casino promettendo ad uno sconosciuto un bocchino con l’ingoio, sei troia nell’anima, sei cazzo dipendente”.
Ci baciammo ed andammo a fare la doccia.
La sera si preparò indossando la stessa gonna in seta del mattino, autoreggenti nere, una camicia trasparente, niente reggiseno, un tanga, tacchi a spillo e trucco pesante; era uno schianto.
L’amico arrivò in perfetto orario con un omaggio floreale per la mia signora, la salutò baciandole la mano, un vero gentiluomo.
Dopo le presentazioni di rito ed un amaro sorseggiato sul divano si cominciò a parlare dell’incontro in mattinata, Diego disse di non aver mai vissuto un’esperienza del genere perché ogni volta che ci aveva provato era sempre stato allontanato in modo brusco ed aggiunse che non vedeva l’ora di poter mettere in pratica tutto quello che aveva sognato nell’autobus, quindi chiese a Vanessa di alzarsi e di mettersi vicino al montante della porta, le chiese di alzare un braccio come a mantenersi in un bus, aderì al suo culo e cominciò a strusciarsi come aveva fatto la mattina.
Vidi nettamente il suo pacco gonfiarsi, il ragazzo era ingrifato, si prospettava una magnifica nottata.
Dopo qualche secondo infilò una mano nella camicetta, le mise fuori un seno e cominciò ad accarezzarlo quindi passò ad accarezzarle il capezzolo già duro e lo strizzò con forza.
“Piano, mi fai male” implorò la mia signora.
“Accidenti senti dolore per una carezza al capezzolo, allora che farai, strillerai quando ti sfonderò il culo, sono ore che non penso ad altro, ma penso che anche tu non aspetti che quello, dai, dillo, voglio sentire, cosa ti debbo fare?”.
“Mi devi mettere nel culo quel bel cazzo grosso e duro che mi hai strofinato sulle chiappe” rispose, senza pudore, quella adorabile troia della mia signora.
“Ti accontento subito, raffinatissima buongustaia”, si slacciò i pantaloni che gli caddero alle caviglie e dall’apertura dei boxer mise fuori un cazzo grosso e nodoso, le sollevò la gonna, le spostò il microscopico tanga, si inumidì con la saliva la dita che passò sul randello e poggiò la cappella sul buco del culo di mia moglie cominciando a spingere.
“Pianooooo!!!”, urlò mia moglie quando penetrò la cappella ma poi pian piano che il bastone le affondava nel burroso culo cominciò ad ansimare sempre più forte e implorò l’amico, “dai spingi più forte, sfondami tutta, che bello, che meraviglia come sei bravo”.
Vidi il grosso randello sparire completamento nel corpo di mia moglie, mi sbottonai i pantaloni e cominciai a segarmi guardando la mia mignottona schiacciata contro lo stipite con l’amico che le dava delle tremende spinte in culo.
“Ho i coglioni pieni di calda sborra per te, troia, adesso ti allagherò il culo” le gridò l’amico.
“No, no, ti prego resisti ancora un po’, continua a spingere, voglio godermelo ancora questo bel cazzone, sapessi come l’ho desiderato stamattina” lo supplicò la puttana dando inizio ad un frenetico ditale.
Senza smettere d’incularla Diego la portò verso il divano la piegò a novanta gradi e le spinse con forza la testa sul mio cazzo, “comincia a fare un bocchino a tuo marito, fammi vedere cosa sai fare che dopo debbo affidarti il mio”.
Mia moglie si posizionò nella classica posizione del 69, l’amico in ginocchio sul divano le sprofondava in culo tutta la sua grossa mazza, assistevo da pochi centimetri allo spettacolo stupendo di un
grosso cazzo di uno sconosciuto che sfondava l’ano di mia moglie che mugolando dimostrava di apprezzare a pieno il trattamento.
“Accidenti, sei bravissima, tu sei la gioia del cazzo, che culo hai ad avere una moglie così, bella, bocchinara, rotta in culo, cosa vuoi di più dalla vita?”, disse l’amico continuando a pompare.
Ora ero io che dovevo fare uno sforzo immane per non venire, quello che vedevo era da impazzire, adesso il cazzo di Diego profondava nel corpo di mia moglie fino alle palle e la troiona assecondava i colpi per non perdersi un centimetro del cazzone, e poi mi stava sbocchinando freneticamente come fa quando la libidine le offusca il cervello.
Mi venne in aiuto l’amico: “non ce la faccio più, Vanessa, posso godere, ho le palle che mi scoppiano”, implorò.
“Si, adesso si, dai svuotati dentro di me, appena sentirò lo sperma schizzarmi in culo godrò pure io, anche io ormai non resisto più”.
“Che grandissima puttana che sei, che rottainculo sfondata, come mi piacciono le donne sboccate, dai dimmi che adori il cazzo, confessa”.
“Si, non mi vergogno a confessarlo, è la cosa più bella che esista al mondo, siii!!! mi piace da morire quel bel pezzo di carne che avete tra le cosce, quel bel cazzone duro con cui mi riempite la fica, quella bella mazza dura con la quale mi sfondate il culo come stai facendo tu adesso, dai riempimi di sborra voglio sentirla scorrere tra le cosce”.
“Zoccola ti accontento subito”, le diede un ultimo colpo e rimase con la mazza sprofondata nel culo di Gioia per tutto il tempo che le scaricò nelle visceri tutta la sua sborra.
La troiona si irrigidì, mi serrò il viso tra le cosce, emise un lamento sordo e venne, allora le bloccai la testa sul mio ventre e mi lasciai andare, dal mio cazzo partirono quattro cinque fiotti di densa sborra che raggiunsero le sue tonsille riempendole completamente la bocca.
“Adesso bevilo tutto, fai vedere a Diego quanto ti piace la calda crema del cazzo, fa gli vedere che sei una puttana completa”.
Bevve tutto e poi sollevò la testa, mi guardò, “va bene così, sono una puttana completa?, che ne dici Diego?”.
“Tu non sei una puttana, sei “la Puttana”, ma sei talmente solare che capisco perché tuo marito ti perdona tutto, e poi il piacere che gli fai provare è immenso, sei bravissima in tutto, da come ti muovi a cosa fai a come parli, tu parli come una puttana da strada e la cosa eccita tantissimo perché l’uomo si sente libero di esprimersi, mai nella mia vita avrei pensato che alla presenza del marito avessi potuto dare della puttana ad una donna, ma tu me lo hai tirato dall’animo, e te lo ripeto sei “la puttana”, la più rottainculo, la più grande bocchinara che abbia conosciuto e tra poco quando anche io ti riempirò la bocca di sperma prima di ingoiarlo voglio baciarti infilandoti in bocca la mia lingua”.
“Sei un vero porcone”, commentò la mia signora, “adesso andiamo a fare una doccia, fate presto a ricaricare le batterie perché io sono pronta a ricominciare, anzi non vedo l’ora”.
Andammo a fare la doccia tutti insieme, sotto l’acqua scrosciante palpeggiammo i seni ed il culo di mia moglie e strusciammo i nostri cazzi sul suo corpo rimettendoci subito in tiro.
Ci asciugammo e ritornammo nel salone, “dai Vanessa preparaci un buon caffè, la notte è lunga e dobbiamo essere svegli”, le dissi, “mi pare giusto” e splendidamente nuda si avviò verso la cucina.
“Scusa se te lo chiedo, se vuoi puoi non rispondermi, ma tu e tua moglie vi amate veramente tanto come dimostrate?”.
“Certo, perché me lo chiedi?”.
“Ma questa per te è una vera fortuna, avere per moglie una donna che, alla presenza del marito, si fa strusciare il cazzo sulle chiappe in un autobus da uno sconosciuto e la sera stessa si fa da questi sfondare il culo e non è ancora sazia, ma ti ama, una tale donna è il massimo che un uomo possa desiderare di sposare”.
“Si lo so sono molto fortunato, riusciamo a fare certe cose senza intaccare minimamente il nostro rapporto affettivo, anzi rinsaldandolo con la complicità, adesso raggiungila in cucina”, e gli dissi cosa preferiva farsi fare mia moglie.
Lasciai trascorrere pochi minuti e poi li raggiunsi.
Vidi, come avevo consigliato di fare all’amico, mia moglie stesa sul tavolo con la testa rovesciata all’indietro e lui, in piedi, che letteralmente la chiavava in bocca, mi si drizzò immediatamente.
“Hai visto che le piace?, ma io lo so che la troiona vuole ancora di più”, dissi.
Le sollevai le gambe e le feci scivolare nella fica la mia dura mazza fino alle palle e cominciai a fotterla come un indemoniato,
ero pazzo di libidine, fissavo la nerchia di Diego, anche lui infoiato come una bestia, entrare ed uscire dalla bocca spalancata di Vanessa che sentivo fremere sotto il doppio pompaggio emettendo suoni indistinti.
Mi ritornò alla mente la visione di poco prima, il palo dell’amico nel culo di mia moglie, le sfilai il cazzo dalla fica, la feci girare pancia in giù, dissi all’amico di continuare a chiavarla in bocca, le aprii le chiappe e le sprofondai il mio cazzo nel culo.
La mia adorabile zoccolona emise un urlo di dolore che si trasformò subito in un mugolio di piacere, si sfilò il cazzo dell’amico dalla bocca, “dai sfondami, sborrami nel culo, riempimi tutta, e pure tu dai, sborrami in bocca.” e ringoiò l’enorme cappella di Diego.
Non resistetti a lungo, la strinsi la natiche e le riempii il culo di una quantità enorme di sborra.
Diego alla vista della mia goduta le bloccò la testa e le riempì la bocca di calda sborra che colò dalle labbra della troia e gocciolò sul pavimento.
Bevemmo il caffè che Vanessa aveva preparato, peccato che si fosse raffreddato.




Ci riposammo un pò e poi decidemmo di continuare a letto, dove io cominciai a leccarle i seni mentre l’amico si dedicò alla fica, mia moglie gradiva parecchio, si contorceva e mugolava, i nostri cazzi erano tornati duri.
Ad un certo punto Diego abbandonò la fica ed andò a baciarla, poi le divaricò le cosce e la penetrò dolcemente.
“Vedo che sai scopare anche con dolcezza, è bellissimo.” disse estasiata la mia dolce metà.
“Sei bellissima, ti scoperei per ore”.
“Fallo, mi piace da morire” disse senza ritegno la mia troiona.
L’amico, continuando a baciarla, la possedeva con colpi lenti ma profondi, “che bello, che bello, che bello” ripeteva Vanessa con gli occhi socchiusi, stava godendosi appieno la scopata.
Poi stese la mano afferrando la mia e la strinse forte, fa sempre così quando rendendosi conto di fare delle cose da puttana vuole il mio consenso.
“Amore mio scopatelo, vedo che ti piace, e fatti sborrare nella fica, lo so che è quello che desideri, lo sai io impazzisco quando ti vedo felice” le sussurrai in un orecchio.
Aprì gli occhi e nei suoi occhioni lessi il suo ringraziamento.
Lei gli strinse le gambe dietro la schiena per non perdersi un centimetro del suo cazzo.
Diego continuava a chiavarla, rimasi in disparte per non rompere l’incantesimo.
Dopo un tempo lunghissimo l’amico accelerò i colpi, stava per godere.
“Dai Vanessa, diglielo”.
“Godimi nella fica, voglio sentire il tuo fiotto caldo”.
A queste parole Diego affondò il cazzo fino alle palle, si fermò e le scaricò in corpo tutta la sua sborra.
“E’ bellissimo, vengo, vengooooo!!!” urlò Vanessa.
L’avevo vista godere come poche altre volte, l’amico le piaceva tantissimo, adesso era lei a baciarlo in bocca, e gli sussurrò: “tesoro mi hai fatta impazzire, sei la fine del mondo”.
“Anche tu Vanessa, se non fossi già sposata ti sposerei io, e poi rivolto a me “sei fortunatissimo, hai una moglie bellissima che è anche una grandissima puttanona, cosa si può desiderare di più da una moglie”.
Gli risposi di essere pienamente d’accordo.
Facemmo la doccia e ci salutammo.
発行者 0000123DB
5年前
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