Le mie storie (123)

Come potete ben immaginare in quest'ultimo periodo data la situazione del virus non è che abbia fatto tanta vita sociale; prima di tutto perché io sono piuttosto paurosa e poi anche perché essendo i miei genitori non proprio giovani, ed abitando comunque nello stesso palazzo, eventualmente non vorrei essere io ad infettarli. Questa premessa era dovuta per ringraziarvi dei continui messaggi che mi mandate ansiosi delle mie storie, ma anche perché se non succede niente di particolare non posso inventarlo. Detto ciò se state leggendo vuol dire che qualcosa è accaduto.… E come avrete capito se mi seguite da tempo, molto spesso le situazioni in cui mi imbatto sono del tutto inaspettate. Attualmente sono single, certo mi scrivo con degli "amici" con il quale in passato ho avuto storie e magari sono rimasta in buoni rapporti, ma, ripeto, costretta a casa da quasi 2 mesi e lavorando in smartworking per il 90% Del tempo,di nuovi incontri non ne ho fatti. La cosa più "eccitante" che mi era capitata fino ad una decina di giorni fa era stata la telefonata di mia cognata Lina che vi ho raccontato nella storia precedente.
Poi la settimana scorsa di sera, mentre scorro i messaggi ricevuti su WhatsApp vedo che si è "rivitalizzata" La chat di gruppo del 15 agosto, ovvero quella della festa organizzata dall'amico, compagno, cliente, fate un po' voi della mia amica Maria. Si parla di una cena, ma sapendo delle restrizioni per quanto riguarda i cosiddetti assembramenti, la cosa mi suona strana, così senza fare molta attenzione al resto del messaggio chiamo Maria per chiedere delucidazioni. Dopo i soliti convenevoli (considerate che comunque ci sentiamo ogni tanto), mi fa presente che quell'invito è molto personale nel senso che, è stato rivolto soltanto ad altre 4 persone oltre lei e il suo lui. Effettivamente, terminata la chiamata, riguardando il messaggio, mi rendo conto che oltre alla sottoscritta ci sono solo altri 5 destinatari 3 dei quali a me sconosciuti. Il giorno dopo richiamo la mia amica per saperne di più e capire, memore della particolarità della festa di Ferragosto, di cosa si trattasse e Maria candidamente mi confessa che un amico del suo compagno, presente allora, ha chiesto di conoscermi. Stupita per questa richiesta, mi accerto di essere io la persona da conoscere e non mia cognata che, ricordo come fosse oggi, quel giorno era vestita in maniera molto molto appariscente, da non passare inosservata; Maria ribadisce che hanno chiesto proprio di "quella piccolina con le tettone ed il culo grosso" a quest'ultima affermazione, mi sono convinta e ridendo ho accettato incuriosita dal conoscere il mio estimatore. Naturalmente ho raccontato la cosa a Lina, cercando di capire chi potesse essere tra le persone presenti alla villa, e dopo averle promesso che comunque, non appena finita l'emergenza avrei organizzato un nuovo incontro con qualcuno di loro, sono rimasta all'oscuro della sua identità.
Pur avendo superato parecchie delle mie imbranataggini, ogni tanto sembro cadere letteralmente dal pero, così all'ennesima domanda alla povera Maria, su che tipo di cena fosse, che abbigliamento avrei dovuto mettere, la poverina ha sbottato "Francesca, questo ti ha vista ad una festa dove praticamente si trombava soltanto, e mi ricordo bene che non eri vestita esattamente come una suora; non credo ti salterà addosso, ma non penso neanche voglia conoscerti per parlare di filosofia" ridendo finalmente capisco e dopo aver chiesto scusa le prometto (promessa mantenuta) di non romperle più fino al giorno dell'incontro.
La mattina del giorno X faccio venire a casa la parrucchiera (chiaramente trovata mi da mia madre), e dopo essermi fatta i capelli ed aver lavorato, chiamo Fabiana (una delle mie migliori amiche) in video per chiederle consigli su cosa indossare. Ricevuti i soliti commenti negativi sul mio vestiario (ai quali sono abbondantemente abituata), alla fine mi convinco ad indossare un tailleur chiaro con gonna appena sopra il ginocchio, giacca e sotto una maglia a strisce bianca e trasparente; come intimo delle autoreggenti a rete e perizoma senza reggiseno. Apparentemente professionale ma, togliendo la giacca, piuttosto audace visto la trasparenza della maglia che nasconde molto poco il seno ed i capezzoli neanche a dirlo subito induriti dal freddo.
Neanche a dirlo, mi ritrovo a via Posillipo davanti a un cancello che si apre senza che neanche bussi, fortunatamente mi viene incontro Maria che mi fa strada fino all'ingresso; dopo avermi salutata il padrone di casa mi fa presente che sono l'ultima arrivata (nonostante sia stata puntuale come al solito), il tempo di camminare per un paio di corridori ed eccomi davanti al mare in un salone enorme. Resto ipnotizzata dalla vista seppure ancora lontana, solo in un secondo momento mi accorgo che vicino ad un tavolo pieno di roba da mangiare ci sono gli altri invitati; riconosco subito lei, la signora amica di lui, incontrata sul divano la notte di Ferragosto, di cui non conosco neanche il nome. Mi viene incontro con un sorriso e una minigonna molto molto mini tanto da scoprire le autoreggenti "noi già ci conosciamo, io comunque sono Patrizia", ricambio la presentazione e la seguo verso il cibo dove ci aspettano gli altri due cavalieri che stanno confabulando. Da una parte mi sento giovane poiché i maschietti avranno cinquant'anni e passa entrambi e la procace Patrizia supera i 60 nonostante il fisico invidiabile (me lo ha confessato quest'estate), d'altra parte però Maria credo che arrivi a malapena a 30 anni… Quindi tutto sommato non mi posso lamentare; chiaramente mi chiedo chi dei due mi abbia fatto invitare, poi quando vedo che Patrizia viene abbracciata in maniera decisa da uno di loro, viene da sé che l'altro sia il mio estimatore. Si chiama Stefano fa l'imprenditore (produce scarpe) ed è divorziato; esteticamente molto curato, capelli marrone/grigi barba di qualche giorno, vestito con jeans, giacca e T-shirt a maniche lunghe sotto, ************ile. Rimaniamo a chiacchierare in quattro poi finalmente arriva la coppia "principale" che ci fa accomodare al tavolo; Maria è una perfetta first-lady e dirige le varie portate che arrivano dalla cucina con una semplicità che mi fa capire il suo naturale agio in questa situazione, io dopo poco intuisco la direzione della serata… Infatti mentre sto mangiando, tra una chiacchiera e l'altra, mi ritrovo la mano di Stefano sul ginocchio; lo guardo per fargli capire che forse non sarebbe il caso, dato che ci conosciamo da meno di mezz'ora, lui mi sorride e poi mi sussurra all'orecchio che in realtà non è la prima volta che abbiamo un contatto. Chiaramente resto interdetta, sono rincoglionita abbastanza, ma non ancora tanto da non ricordare le persone con le quali ho "interagito", Stefano mi guarda, torna ad avvicinarsi al mio orecchio e mi confessa che alla festa di Ferragosto, ci siamo incrociati in un corridoio buio e lui mi ha tastato il culo ripetutamente. Mi arrendo, ricordo perfettamente quella mano incollata alla mia chiappa destra per svariati secondi… Adesso finalmente posso darle un volto; lascio la sua mano sul ginocchio e continuo a mangiare come se nulla fosse. D'altra parte mentre io mi faccio tutti questi problemi, di fronte a me, le altre due coppie, perché ho capito che siamo di fatto accoppiati, si lasciano andare ad effusioni piuttosto esplicite: baci, imboccamenti, mani sotto al tavolo e sospiri che lasciano intendere molto. In un momento di pausa, mi faccio accompagnare da Maria in bagno e una volta dentro le chiedo senza tanti giri di parole che intenzioni hanno; mi fa capire che naturalmente siamo tra persone adulte e perbene quindi non è che sia costretta a fare nulla, allo stesso tempo però mi confessa che, dopo cena, si finisce sempre a fare sesso tra una cosa all'altra. Dopo essermi sciacquata la faccia, ritorno nell'enorme salone pensierosa su cosa fare; non sono bacchettona ma non mi piacciono molto questi mezzi tranelli. Ricomincio a mangiare, la compagnia è piacevole, il posto meraviglioso così mi rilasso; ci chiedono di andare sui divani per prendere i dolci, io indugio davanti alla finestra per godermi un minuto di più il panorama, poco dopo mi raggiunge Stefano che sposta la giacca ed infila il braccio per cingermi il fianco. Mentre mi parla delle meraviglie di Napoli, sento la sua mano scendere inesorabile sul culo, riconosco il tocco che sentii questa estate, poi cerca di sollevarmi la gonna, così decido che per adesso possa bastare e torniamo dagli altri. Il padrone di casa è comodamente adagiato sulla poltrona, Maria invece con le gambe accavallate è seduta sul bracciolo, dopotutto è molto più alta di lui; di fronte sul divano Patrizia è appoggiata allo schienale con il braccio di Giovanni (questo il nome dell'altro maschietto) intorno alla spalla e la sua mano che dopo averle aperto la camicetta un paio di bottoni di troppo, con le dita fa su e giù fino alla scanalatura dei seni. Ci mettiamo leggermente distanti da loro, intanto arriva il cameriere con l'ennesimo dolce, Maria lo chiama a sé e dopo avergli detto qualcosa lo vedo sparire dietro le porte del salone non prima di averle chiuse. Capisco che la situazione sta per cambiare, con il telecomando inizia un sottofondo musicale, subito dopo vedo Maria cinta dal braccio del suo uomo che con la mano arriva alla cerniera dei suoi pantaloni (è la prima volta che vedo la mia amica senza gonna), e dopo averla aperta le tira fuori l'uccello; è sempre bello vedere quell'enorme creatura soprattutto mentre inesorabilmente raggiunge le sue strabilianti dimensioni. In breve tempo mi rendo conto che siamo tutti guardando il membro di Maria che, diventato duro, continua ad essere maneggiato dal suo compagno mentre lei ricambia il favore con la sua mano nascosta nella patta. Lei mi guarda come a volermi fare partecipe della situazione, io sorrido poi cerco di distogliere lo sguardo girandomi di lato verso Patrizia e vedo che il suo lui le ha preso il seno tra le mani e glielo strizza lentamente. Faccio per aggiustarmi e Stefano rimette la mano sulla coscia, ma questa volta inizia ad accarezzarmi all'interno cercando di risalire; il grande capo fa un cenno a Giovanni che annuisce e subito dopo libera la tetta di Patrizia si alza e dopo aver fatto fare altrettanto a lei, improvvisa un trenino che si dirige verso le camere da letto, non prima di averci chiesto se vogliamo unirci al loro. Stefano vorrebbe andare, io lo fermo proprio mentre la sua mano è appena arrivata al bordo del mio perizoma. A voce bassa gli chiedo di rimanere ancora sul divano perché non mi va, lui annuisce e contemporaneamente mi fa una carezza sulla mutanda. Non appena rimaniamo soli, si gira e mi bacia, cosa che ricambio molto sentitamente; mi apre la giacca per prendere un seno e si accorge che la maglia è trasparente e sotto non ho niente; i miei grossi seni bianchi con i capezzoli rosa ancora una volta fanno il loro effetto, mi solleva la maglia e dopo averne preso uno da sotto, inizia a succhiarmelo come un bambino. Sono eccitata, non scopo da quella mattina con il mio amico giardiniere tunisino, sono passati mesi…; gli apro il pantalone e abbasso l'elastico dello slip, si risolleva, mi guarda e mi sfila le mutandine dopo di che si mette in ginocchio a leccarmela. Sono dannatamente bagnata, e i miei gemiti fanno t****lare tutta la mia eccitazione; si alza, mi tira a sé e dopo avermi alzato le gambe ed allargate, lo mette dentro. Sarà l'astinenza, sarà il panorama, sarà anche che ci sa fare, ma vengo praticamente subito così lo tira fuori me lo mette in bocca per farselo succhiare, cosa che faccio mentre ancora sto ansimando. Lo prendo tutto, lui spinge poi mi ordina di passare alle palle, io vado con la lingua in basso, poi le metto entrambi in bocca e lo guardo soddisfatta. Adesso è il suo turno di gemiti e gridolini, vedo le sue gambe piegarsi mentre seduta comodamente ritorno a succhiare… Non per molto… Mi viene in bocca ed io ingoio assaporando il suo sperma. Dopo esserci riposati qualche minuto decidiamo di andare a vedere cosa stanno facendo gli altri, ed ecco come ormai quasi d'abitudine, trasformarmi in spiona e accostarmi alla porta aperta a metà. Maria è carponi sul letto mentre lui glielo sta mettendo indietro, mi incanto a vedere che lei ha l'uccello duro che ogni tanto tocca i seni ciondolanti; accanto Patrizia sopra Giovanni si muove su e giù urlando di essere una Troia da scopare tutta quanta. Stefano mi sussurra all'orecchio di unirci a loro, io gli dico nuovamente di no tanto curiosa quanto eccitata di capire cosa succederà in quel quartetto. Allungo la mano indietro e gli prendo l'uccello mentre lui, dopo avermi tirata sulla gonna completamente, ricomincia a palparmi culo a due mani e baciarmi sul collo. Intanto Patrizia gode e ripete il solito ritornello; ad un certo punto il grande capo si ferma, dice qualcosa a Maria e poi si sposta alle spalle della sua vecchia amica… Lei se ne accorge e si gira, lui la guarda e con una mano la fa piegare in avanti, dopodiché le spruzza sul culo un gel che immagino sia un lubrificante e mentre lei è ancora dentro Giovanni, glielo mette indietro. Inizialmente questa ammucchiata sembra ridicola perché non riescono a coordinare i movimenti, poi i ddue maschietti si fermano ed iniziano a penetrarla all'unisono. Poco dopo Stefano mi toglie l'uccello da mano e comincia a strusciarmelo fra le chiappe senza entrare, io ho la fiica bagnata e glielo tiro letteralmente fin quando non lo mette dentro. Mentre scopiamo riprendo a guardare all'interno della stanza e vedo che Maria in ginocchio con il suo uccello accarezza il volto provato di Patrizia che continua ad essere penetrata avanti e indietro, poi si allontana prende il cellulare e comincia a riprendere i 3. Intanto Stefano mi prende per mano, con l'altra mantiene goffamente il pantalone alzato e mi trascina nel salone dove, dopo essermi stesa, me lo rimette dentro; nonostante l'età si mantiene molto bene fisicamente, ed io pigra come sempre, sembro più vecchia di lui almeno nei movimenti. Mi viene sulla pancia stando attento, su mio consiglio, aa non macchiare il divano che sembra davvero molto prezioso, dopodiché mi pulisco con un fazzolettino, mi sollevo e mezza nuda mi siedo comodamente. Neanche il tempo di scambiare qualche chiacchiera di circostanza che mi dice di aspettare un attimo; lo vedo sparire nel corridoio per poi rientrare dopo un minuto con in mano una s**tola rettangolare blu scura. A me sembra proprio l'involucro di un gioiello, confezionato benissimo; "questo è per te, è da quest'estate nel corridoio buio che ho pensato di regalarteli" a sentire questo plurale, subito mi viene in mente che possano essere degli orecchini, anche se l'involucro è palesemente troppo grosso per qualcosa del genere; incuriosita ed anche un po' spiazzata, apro e mi ritrovo davanti agli occhi cinque oggetti a forma di "picche" (avete presente il segno delle carte da gioco francesi?), Rosso trasparenti, Dalla grandezza crescente. Li guardo interdetta, abbozzo un sorriso e ringrazio; Stefano capisce che io non ho granché idea di che cosa possano essere (inizialmente penso a dei soprammobili per il salone), così mi guarda e mi chiede se li conosco. Io che non so dire bugie scuoto il capo sentendomi anche in colpa per l'ignoranza, così lui sentenzia "sono dei plug…" Io ancora solo nel buio più totale… "Sono dei plug anali" e finalmente la nebbia comincia a diradarsi. "Tu fai del sesso anale è vero?" Nella domanda sembra avere già la risposta, così la mia conferma non lo sorprende affatto, mi chiede di girarmi, tanto ho ancora la gonna arrotolata sui fianchi, poi dopo avermi fatta piegare a pecorina, prende il secondo della fila, spruzza del gel igienizzante sopra, con una mano mi allarga le chiappe e con l'altra me lo infila dentro, devo dire abbastanza facilmente. "Adesso alzati", io eseguo e nel contempo capisco che praticamente è una sorta di tappo per il culo ma esteticamente disegnato. Mentre faccio una camminata goffa, lo vedo sorridere e quando gli chiedo il perché, mi risponde che le grosse cappe, che lui gentilmente chiama natiche, nascondono la visione della base che è come se fosse la pietra di un anello. Sempre più curiosa di questo nuovo oggetto, che non avevo visto neanche alle riunioni con le amiche di alcuni anni fa, tiro fuori dalla s**tola gli altri quattro e li guardo ben bene. Intanto riesco appena in tempo a riordinarmi che ritornano gli altri e subito Maria dipinge la bellezza di questo regalo strano. Io le confesso che fino ad un quarto d'ora prima non avevo idea di cosa fosse, e chiaramente lei scoppia in una grossa risata. Mentre gli altri chiacchierano, sussurro a bassa voce alla mia amica che ne tengo ancora uno dietro, "non toglierlo vedrai che ti ci abitui e ti piace". Effettivamente la sensazione è stuzzicante anche se, quando dopo un po', quasi mi dimentico di averlo e mi siedo su una sedia, caccio un urlo che solo Stefano e Maria riescono a capire…
La serata volge al termine, salutiamo Maria ed il padrone di casa e tutti insieme usciamo. Patrizia e Giovanni vanno via insieme, Stefano mi accompagna alla macchina, un ultimo bacio vigoroso accompagnato con il dito che preme sul suo regalino nel mio culo "vedo che ti è piaciuto… La prossima volta che ci incontriamo voglio che tu lo abbia dentro". Sorrido entro in auto, questa volta delicatamente e torno a casa. Solo quando sono nella mia camera da letto tolgo dal sedere quello strano oggetto che adesso so chiamarsi "plug anale". È passata circa una settimana da allora e, sincera come sempre, vi dico che l'ho utilizzato un paio di volte quando sono uscita a fare la spesa…
Intanto ieri è venuto Stefano a casa mia (ma dovrete aspettare qualche giorno qualche giorno per leggere cosa è successo)…
発行者 isolafelice75
5年前
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