Le mie storie 2021
Credevo davvero che la storia passata fosse l'ultima che avrei pubblicato qui, ma dopo tutte le manifestazioni di affetto e le richieste di continuare a raccontarmi, non ho potuto fare a meno di rimettermi davanti al computer e condividere con voi il lato trasgressivo della mia vita.
Dopo il Capodanno movimentato, ho ripreso la mia quotidianità in questo periodo piuttosto complicato per colpa del virus. Mi sveglio, colazione, doccia e, vestita in maniera decente, inizio a lavorare a casa (tranne un giorno in cui vado allo studio), tra pratiche e qualche video conferenza o video chiamata con dei clienti; dopo pranzo in genere vado a fare la spesa perché trovo meno folla, poi ricomincio il lavoro fino al tardo pomeriggio. Quasi sempre vado a trovare i miei che abitano nel mio palazzo e poi mi ritiro per cenare e dormire. Di vita sociale pochissima, per non dire nulla; così ho passato praticamente tutto gennaio, in quasi perfetta solitudine, eccetto qualche caffè preso per strada con le amiche in giorni feriali. Il fine settimana se posso, non metto il muso fuori di casa, perché credo sia semplicemente qualcosa di buon senso, almeno fin quando non ci saranno le vaccinazioni.
Tutto questo per dirvi che il primo periodo di questo nuovo anno l'ho passato in completa astinenza e che gli unici momenti "eccitanti" se così si può dire, sono stati i messaggi ricevuti dai miei vari corteggiatori, che mi sono accorta essere piuttosto cospicui. Il 2020 nonostante il virus è stato comunque uno anno movimentato per la sottoscritta, anche se non me n'ero assolutamente resa conto.
Ma se avete letto fin qui, credo vogliate sapere se c'è stato qualcosa con Claudio, l'amico omosessuale di Stefano. Allora, dopo Capodanno non ci siamo più sentiti, io non l'ho chiamato per rispetto verso il compagno ed anche verso il mio pseudo compagno; però di ciò che è successo ne ho parlato con Maria, la mia amica trans, il cui uomo è molto amico di Stefano. Quando lei ha sentito di Claudio e Michele, non si è sorpresa anzi mi ha confessato che, avendoli incontrati in passato a delle cene, aveva ipotizzato che lui potesse avere anche attenzione per le donne. Poi è arrivato febbraio, chiamo un mio amico architetto per chiedergli di farmi dei lavoretti in casa e lui, dopo aver visto la situazione, mi dice che mi avrebbe fatto sapere dopo averne parlato con i colleghi dello studio del quale fa parte. Qualche giorno dopo prendiamo appuntamento per concludere l'accordo, bussano alla porta ed accanto al mio amico mi ritrovo Claudio, suo collega e socio dello studio. Napoli è troppo piccola ci diciamo, lui ha capito chi fossi soltanto quando è entrato nel mio parco, e mentre giriamo la casa per vedere quali lavori si debbano fare, non facciamo altro che scambiarci sguardi maliziosi e non. Quando hanno preso tutte le misure, prima di salutarci Claudio dice a Luca (il mio amico suo collega) che sarebbe rimasto da me per farmi vedere le mattonelle e gli infissi da scegliere sul computer, quindi lo salutiamo e rimaniamo da soli. Mi chiede subito perché dopo Capodanno non l'abbia chiamato, gli dico che non mi piace intromettermi nei rapporti sentimentali, soprattutto quelli ben consolidati, mentre parlo si toglie giacca e cravatta dicendo che ha sempre caldo a casa mia. Prendo un po' di prosecco dal frigo e ci sediamo sul divano; in queste occasioni esce fuori tutta la mia goffaggine, infatti non so cosa fare, non so cosa dire, cosa pensare, dove guardare e Claudio se ne accorge subito, cercando di mettermi a mio agio, tirando fuori il suo lato omosessuale. Mi racconta che, pur non essendo la prima volta negli ultimi 10 anni ad essere stato attratto di nuovo da una donna, con me è nato tutto quando ha visto che avevo il plug anale infilato nel sedere; ha immaginato subito il suo compagno, poi quando si è strusciato su di me, la morbidezza del mio sedere lo ha fatto eccitare, il colpo di grazia infine glielo hanno dato le mie tettone, parte del corpo per cui ha sempre avuto un debole anche da gay. Mentre parla mi prende la mano e mi accarezza, da lì si sposta sul ginocchio appena scoperto dalla gonna che porto; gli sorrido, lo lascio fare, sale fin sopra l'inguine ed io scavallo le gambe lasciandole un po' larghe. Ha una mano molto liscia, delicata, si sente che non è il solito approccio maschile, ma somiglia molto di più a quello di una donna; mi sfila la mutanda e contemporaneamente mi si avvicina all'orecchio… Io mi aspetto di sentire la sua lingua sul mio lobo, invece mi chiede di andare a prendere il plug. Sono tutta rossa, sento già montare il desiderio, mi alzo, con i piedi faccio cadere a terra e sposto le mutandine poi vado in camera. Prendo la s**tola con tutti e 5 gli oggetti dalle varie grandezze, la porto nel salone insieme ad una crema lubrificante, pronta a qualsiasi sua iniziativa; mi siedo accanto a lui che nel frattempo si è sbottonato il pantalone lasciando in bella vista il boxer blu, rigorosamente Calvin Klein, con il suo bell'uccello sagomato sotto. Quando apre e vede i 5 plug anali, trasparenti, brillanti, uno accanto all'altro in ordine crescente, esclama "bellissimi, li devo avere anche io". Gli dico di chiedere al suo amico Stefano, intanto li estrae uno dopo l'altro e li esplora tastandoli con le dita. La cerniera aperta richiama istintivamente la mia mano che supera direttamente l'elastico della mutanda per impugnare l'uccello con tutte le dita; glielo tiro fuori, inizio a accarezzarlo con delicatezza dalla cappella fin sotto i testicoli, che devo dire sono parecchio grandi, ancora uno sguardo reciproco di complicità che lo distrae per un momento dagli oggetti che continua ad esplorare, ed abbasso la testa per prenderlo in bocca. Ha un profumo meraviglioso, pochissimi peli (evidentemente si cura anche quelli), ad ogni succhiata me lo ritrovo più grande tra le labbra e i suoi sospiri tradiscono il piacere che sta provando. Mentre ansima sempre più contento mi chiede di leccargli le palle, obbedisco e dopo essere scesa con la lingua lungo tutta la sua asta, ormai completamente dura, appoggio le labbra sui testicoli per poi metterli tutti in bocca, con non poca difficoltà. Lo sento godere sempre di più, poi la sua mano mi sbottona la parte posteriore della gonna e tira giù la lampo; mentre succhio contenta vedo che dall'altro lato prende uno dei plug più grandi (il quarto per dimensioni, considerate che io al massimo ho usato quello di mezzo), dopo di che mi chiede di alzarmi con la voce rotta dal piacere e fa scivolare la gonna. Io sto in silenzio, tra il disagio, la curiosità ed anche un po' la paura di ciò che possa fare; sento la sua mano palparmi il culo prima a destra poi a sinistra infine il suo medio scivolare tra le natiche fino ad arrivare a massaggiare il buchetto del culo tanto da farmi cacciare un piccolo strillo. "Francesca…" Quasi sussurra "me lo presti?" Indicando il giocattolino che tiene nell'altra mano, lo guardo stupita ed incredula ed annuisco senza neanche rispondere. Prende il lubrificante, cosparge il plug anale dappertutto, fa cadere a terra il pantalone e dopo essersi messo di fianco, se lo infila nel culo cacciando un urlo di dolore che si trasforma subito in piacere. Mi guarda contento e dopo essersi raddrizzato rimbalza felice come un bambino con il sedere sul divano come a volerlo sentire dentro di più; io sono basita in piedi come una statua con le mani davanti alla patata e la testa girata verso di lui, non so se più sollevata oppure delusa dalla scena. Dopo il momento di imbarazzo che non riesco a dissimulare, lo vedo alzarsi e accostarsi a me, magnificando la sensazione di quell'oggetto nel sedere; annuisco per fargli capire che so di cosa sta parlando e lui mi gira facendomi poggiare le ginocchia sul divano e le mani sullo schienale. Di nuovo le sue mani mi accarezzano i glutei ed esattamente come poco prima il suo dito medio si insinua proprio nel mezzo fino all'entrata del culo; sento la cappella del suo membro duro poggiarsi sul sedere, scivolare giù e, dopo qualche secondo di pausa, entrarmi dietro con decisione. Dopo avermi penetrata si ferma, io aspetto i suoi movimenti ma niente, cerco di andargli incontro indietreggiando il bacino e finalmente mi sento afferrare ai fianchi dalle sue mani che mi tirano a se mentre contemporaneamente cerca di spingerlo in fondo. Prendiamo il ritmo giusto, mi sento cavalcare come non succedeva da tempo; il mio bel sederone accoglie il suo uccello con inaspettata facilità, nonostante sia bello grosso e intanto le mie dita si infilano nella patata come a volerla rendere partecipe del momento di piacere. Non appena godo, mi vengono letteralmente meno le braccia e scivolo con la testa sul divano piegata ancor più dei classici 90°, lui continua anzi la posizione gli facilita i movimenti. Cerco di riprendermi e lo invito a venire, cosa che fa sbattendomi l'uccello sul fondoschiena e godendo subito dopo nel preservativo. Quando si allontana per andare in bagno a rivestirsi, mi sollevo atleticamente (si fa per dire) dal divano e rimetto la gonna; ci incontriamo in mezzo al salone e ci abbracciamo come a volerci ringraziare reciprocamente, poi candidamente, con la faccia di tolla che solo gli uomini (ed adesso anche qualche omosessuale) sanno fare, mi fa "me le mostri le tette? Solo 2 secondi dai!" Resto nuovamente di sasso, sorrido incredula poi ridendo mi alzo la maglia e le tiro fuori rispondendogli "contento adesso?" Guarda con venerazione il mio seno, gli occhi gli brillano e annuendo mi confessa che la cosa che gli manca di più delle donne anche se subito dopo aggiunge che (testuali parole) "non rinuncerei mai ad un bel cazzo". Lo mando scherzosamente a quel paese, abbasso la maglia e lo accompagno alla porta per salutarci.
Dopo il Capodanno movimentato, ho ripreso la mia quotidianità in questo periodo piuttosto complicato per colpa del virus. Mi sveglio, colazione, doccia e, vestita in maniera decente, inizio a lavorare a casa (tranne un giorno in cui vado allo studio), tra pratiche e qualche video conferenza o video chiamata con dei clienti; dopo pranzo in genere vado a fare la spesa perché trovo meno folla, poi ricomincio il lavoro fino al tardo pomeriggio. Quasi sempre vado a trovare i miei che abitano nel mio palazzo e poi mi ritiro per cenare e dormire. Di vita sociale pochissima, per non dire nulla; così ho passato praticamente tutto gennaio, in quasi perfetta solitudine, eccetto qualche caffè preso per strada con le amiche in giorni feriali. Il fine settimana se posso, non metto il muso fuori di casa, perché credo sia semplicemente qualcosa di buon senso, almeno fin quando non ci saranno le vaccinazioni.
Tutto questo per dirvi che il primo periodo di questo nuovo anno l'ho passato in completa astinenza e che gli unici momenti "eccitanti" se così si può dire, sono stati i messaggi ricevuti dai miei vari corteggiatori, che mi sono accorta essere piuttosto cospicui. Il 2020 nonostante il virus è stato comunque uno anno movimentato per la sottoscritta, anche se non me n'ero assolutamente resa conto.
Ma se avete letto fin qui, credo vogliate sapere se c'è stato qualcosa con Claudio, l'amico omosessuale di Stefano. Allora, dopo Capodanno non ci siamo più sentiti, io non l'ho chiamato per rispetto verso il compagno ed anche verso il mio pseudo compagno; però di ciò che è successo ne ho parlato con Maria, la mia amica trans, il cui uomo è molto amico di Stefano. Quando lei ha sentito di Claudio e Michele, non si è sorpresa anzi mi ha confessato che, avendoli incontrati in passato a delle cene, aveva ipotizzato che lui potesse avere anche attenzione per le donne. Poi è arrivato febbraio, chiamo un mio amico architetto per chiedergli di farmi dei lavoretti in casa e lui, dopo aver visto la situazione, mi dice che mi avrebbe fatto sapere dopo averne parlato con i colleghi dello studio del quale fa parte. Qualche giorno dopo prendiamo appuntamento per concludere l'accordo, bussano alla porta ed accanto al mio amico mi ritrovo Claudio, suo collega e socio dello studio. Napoli è troppo piccola ci diciamo, lui ha capito chi fossi soltanto quando è entrato nel mio parco, e mentre giriamo la casa per vedere quali lavori si debbano fare, non facciamo altro che scambiarci sguardi maliziosi e non. Quando hanno preso tutte le misure, prima di salutarci Claudio dice a Luca (il mio amico suo collega) che sarebbe rimasto da me per farmi vedere le mattonelle e gli infissi da scegliere sul computer, quindi lo salutiamo e rimaniamo da soli. Mi chiede subito perché dopo Capodanno non l'abbia chiamato, gli dico che non mi piace intromettermi nei rapporti sentimentali, soprattutto quelli ben consolidati, mentre parlo si toglie giacca e cravatta dicendo che ha sempre caldo a casa mia. Prendo un po' di prosecco dal frigo e ci sediamo sul divano; in queste occasioni esce fuori tutta la mia goffaggine, infatti non so cosa fare, non so cosa dire, cosa pensare, dove guardare e Claudio se ne accorge subito, cercando di mettermi a mio agio, tirando fuori il suo lato omosessuale. Mi racconta che, pur non essendo la prima volta negli ultimi 10 anni ad essere stato attratto di nuovo da una donna, con me è nato tutto quando ha visto che avevo il plug anale infilato nel sedere; ha immaginato subito il suo compagno, poi quando si è strusciato su di me, la morbidezza del mio sedere lo ha fatto eccitare, il colpo di grazia infine glielo hanno dato le mie tettone, parte del corpo per cui ha sempre avuto un debole anche da gay. Mentre parla mi prende la mano e mi accarezza, da lì si sposta sul ginocchio appena scoperto dalla gonna che porto; gli sorrido, lo lascio fare, sale fin sopra l'inguine ed io scavallo le gambe lasciandole un po' larghe. Ha una mano molto liscia, delicata, si sente che non è il solito approccio maschile, ma somiglia molto di più a quello di una donna; mi sfila la mutanda e contemporaneamente mi si avvicina all'orecchio… Io mi aspetto di sentire la sua lingua sul mio lobo, invece mi chiede di andare a prendere il plug. Sono tutta rossa, sento già montare il desiderio, mi alzo, con i piedi faccio cadere a terra e sposto le mutandine poi vado in camera. Prendo la s**tola con tutti e 5 gli oggetti dalle varie grandezze, la porto nel salone insieme ad una crema lubrificante, pronta a qualsiasi sua iniziativa; mi siedo accanto a lui che nel frattempo si è sbottonato il pantalone lasciando in bella vista il boxer blu, rigorosamente Calvin Klein, con il suo bell'uccello sagomato sotto. Quando apre e vede i 5 plug anali, trasparenti, brillanti, uno accanto all'altro in ordine crescente, esclama "bellissimi, li devo avere anche io". Gli dico di chiedere al suo amico Stefano, intanto li estrae uno dopo l'altro e li esplora tastandoli con le dita. La cerniera aperta richiama istintivamente la mia mano che supera direttamente l'elastico della mutanda per impugnare l'uccello con tutte le dita; glielo tiro fuori, inizio a accarezzarlo con delicatezza dalla cappella fin sotto i testicoli, che devo dire sono parecchio grandi, ancora uno sguardo reciproco di complicità che lo distrae per un momento dagli oggetti che continua ad esplorare, ed abbasso la testa per prenderlo in bocca. Ha un profumo meraviglioso, pochissimi peli (evidentemente si cura anche quelli), ad ogni succhiata me lo ritrovo più grande tra le labbra e i suoi sospiri tradiscono il piacere che sta provando. Mentre ansima sempre più contento mi chiede di leccargli le palle, obbedisco e dopo essere scesa con la lingua lungo tutta la sua asta, ormai completamente dura, appoggio le labbra sui testicoli per poi metterli tutti in bocca, con non poca difficoltà. Lo sento godere sempre di più, poi la sua mano mi sbottona la parte posteriore della gonna e tira giù la lampo; mentre succhio contenta vedo che dall'altro lato prende uno dei plug più grandi (il quarto per dimensioni, considerate che io al massimo ho usato quello di mezzo), dopo di che mi chiede di alzarmi con la voce rotta dal piacere e fa scivolare la gonna. Io sto in silenzio, tra il disagio, la curiosità ed anche un po' la paura di ciò che possa fare; sento la sua mano palparmi il culo prima a destra poi a sinistra infine il suo medio scivolare tra le natiche fino ad arrivare a massaggiare il buchetto del culo tanto da farmi cacciare un piccolo strillo. "Francesca…" Quasi sussurra "me lo presti?" Indicando il giocattolino che tiene nell'altra mano, lo guardo stupita ed incredula ed annuisco senza neanche rispondere. Prende il lubrificante, cosparge il plug anale dappertutto, fa cadere a terra il pantalone e dopo essersi messo di fianco, se lo infila nel culo cacciando un urlo di dolore che si trasforma subito in piacere. Mi guarda contento e dopo essersi raddrizzato rimbalza felice come un bambino con il sedere sul divano come a volerlo sentire dentro di più; io sono basita in piedi come una statua con le mani davanti alla patata e la testa girata verso di lui, non so se più sollevata oppure delusa dalla scena. Dopo il momento di imbarazzo che non riesco a dissimulare, lo vedo alzarsi e accostarsi a me, magnificando la sensazione di quell'oggetto nel sedere; annuisco per fargli capire che so di cosa sta parlando e lui mi gira facendomi poggiare le ginocchia sul divano e le mani sullo schienale. Di nuovo le sue mani mi accarezzano i glutei ed esattamente come poco prima il suo dito medio si insinua proprio nel mezzo fino all'entrata del culo; sento la cappella del suo membro duro poggiarsi sul sedere, scivolare giù e, dopo qualche secondo di pausa, entrarmi dietro con decisione. Dopo avermi penetrata si ferma, io aspetto i suoi movimenti ma niente, cerco di andargli incontro indietreggiando il bacino e finalmente mi sento afferrare ai fianchi dalle sue mani che mi tirano a se mentre contemporaneamente cerca di spingerlo in fondo. Prendiamo il ritmo giusto, mi sento cavalcare come non succedeva da tempo; il mio bel sederone accoglie il suo uccello con inaspettata facilità, nonostante sia bello grosso e intanto le mie dita si infilano nella patata come a volerla rendere partecipe del momento di piacere. Non appena godo, mi vengono letteralmente meno le braccia e scivolo con la testa sul divano piegata ancor più dei classici 90°, lui continua anzi la posizione gli facilita i movimenti. Cerco di riprendermi e lo invito a venire, cosa che fa sbattendomi l'uccello sul fondoschiena e godendo subito dopo nel preservativo. Quando si allontana per andare in bagno a rivestirsi, mi sollevo atleticamente (si fa per dire) dal divano e rimetto la gonna; ci incontriamo in mezzo al salone e ci abbracciamo come a volerci ringraziare reciprocamente, poi candidamente, con la faccia di tolla che solo gli uomini (ed adesso anche qualche omosessuale) sanno fare, mi fa "me le mostri le tette? Solo 2 secondi dai!" Resto nuovamente di sasso, sorrido incredula poi ridendo mi alzo la maglia e le tiro fuori rispondendogli "contento adesso?" Guarda con venerazione il mio seno, gli occhi gli brillano e annuendo mi confessa che la cosa che gli manca di più delle donne anche se subito dopo aggiunge che (testuali parole) "non rinuncerei mai ad un bel cazzo". Lo mando scherzosamente a quel paese, abbasso la maglia e lo accompagno alla porta per salutarci.
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