Le mie storie 2021 marzo
Siamo agli inizi di marzo e la mia vita procede tranquilla come al solito, senza particolari novità. Con Claudio non ci siamo più sentiti, dopo quel pomeriggio sono venuti a fare lavori a casa mia ma lui non si è mai presentato lasciando che venisse il mio amico ad occuparsi di controllare gli operai. La mia giornata passa tra il lavoro a casa, qualche telefonata con amici e parenti, la visita quotidiana ai miei e qualche veloce uscita giusto per fare la spesa al supermercato vicino. Un lunedì approfittando di una mattinata libera, senza lavoro, decido di fare le grosse pulizie in casa; la giornata è piacevole, indosso un vecchio leggins comprato anni fa per andare in palestra, sopra una felpa maschile (di un mio vecchio fidanzato) rigorosamente senza reggiseno per restare più comoda, calzettoni pesanti a riscaldare i miei piedi eternamente freddi e ciabatte. Dopo un' ora di duro lavoro per aver spostato mobili e mobiletti delle due camere da letto, squilla il telefono e ne approfitto per un caffè e un po' di riposo. Vedo il numero del cellulare di mio padre e capisco subito che sarà qualche rogna di lavoro oppure qualche incombenza domestica come tasse o multe da pagare… "France' guarda che mi ha appena chiamato Carmine il giardiniere chiedendomi di poter venire a parlarmi e parlarti di alcuni problemi di lavoro, di un suo operaio e di un assistente della madre, non ho ben capito…" Mio padre ormai in pensione, si diletta a dare consigli chiaramente gratuiti a destra e sinistra, coinvolgendo la sottoscritta di diritto senza chiedere neanche il parere tanto meno la disponibilità. Domando tra quanto arrivi e mi risponde circa 1 ora e mezza, 2 ore; gli chiedo cortesemente di farlo salire prima a casa sua per poi farlo scendere da me, dopo avermi avvertita in modo da darmi il tempo di mettere in ordine la casa. Mi Assicura che farà così poi mi saluta.
Per chi non avesse letto le mie storie passate, Carmine è un giardiniere di una cinquantina d'anni, conosciuto da mio padre più di vent'anni fa ormai, che si è sempre occupato del mio piccolo giardino e del terrazzo della casa dei miei. Un paio d'anni fa, per caso, come spesso succede nella mia vita, senza nessun precedente, nessuna avvisaglia, una mattina è s**ttata un'attrazione fisica improvvisa e lo abbiamo fatto. È un bell'uomo, con l'aria rude da contadino che mi piace, ma al di là di quello, poi ognuno è tornato alla sua vita anche se periodicamente mi manda messaggi nei quali tradisce il ricordo di ciò che è successo (2 volte per la verità).
Immaginando che "verrà alla carica" (da buon maschietto) e considerando che pur essendo ancora mattina, sono già stanca, scelgo volutamente di rimanere con il look da casalinga disperata, sperando di dissuaderlo da eventuali avances, ripromettendomi di chiedere a mio padre di scendere a casa mia insieme a lui. Stilato tutto il programma mentale, ricomincio a rassettare occupandomi del salone. Il tempo vola senza che io me ne renda conto, poi mentre sto aspettando che si asciughi il pavimento per rimettere le sedie, poggiate sul tavolo, nuovamente a terra, squilla improvvisamente il citofono. "Francesca, mi apri sono Carmine?"… Ed io "vai prima a casa di mio padre?" "No, l'ho appena incontrato fuori al parco mi ha detto di venire direttamente da te!" Bene! Penso tra me e me, come al solito i miei genitori mi hanno in grossa considerazione. Mentre rimugino per i piani saltati completamente, cerco velocemente di rimettere a posto almeno le sedie per rendere presentabile la sala. Una corsa nel bagno a sciacquarmi almeno la faccia e ecco Carmine apparire dietro il cancello del giardino; gli apro e come al solito mi viene incontro con una serie di cassette di ogni tipo di verdura, sopra le quali ci sono due cartelline piene di documenti. Ci accomodiamo e chiaramente senza nessuna colpa da parte sua, la pulizia del pavimento del salone in qualche secondo sparisce, lo faccio sedere intorno al tavolo e mentre preparo il caffè (l'ennesimo per me), mi faccio spiegare i suoi problemi di lavoro. Siamo seduti vicino, volutamente ho infilato la parte inferiore della felpa sotto al sedere in modo da proteggere eventuali incursioni che, quando sto finendo di spiegargli il comportamento da tenere e le notizie da recuperare per potergli dare una mano, arrivano puntualissime con le sue dita che si appoggiano sul ginocchio.
Sapevo benissimo che ci avrebbe provato, d'altra parte, appena entrato in casa si è lasciato andare ad un" Francesca 6 bellissima" affermazione davvero discutibile soprattutto per come era vestita. Il suo palmo appoggiato sulla rotula preannuncia la scalata all'interno delle mie cosce, il tempo di guardarlo per vederlo sorridere come a dire "non posso resistere", che mi fa scendere la gamba di sopra in modo da essere parallele e decisamente infila la mano in mezzo accarezzando l'interno con decisione da vero uomo. Per un po' tengo strette le gambe come a cercare di resistermi e di resistergli, poi cedo, mi lascio andare al suo odore di maschio, al suo tocco virile, al richiamo del piacere che non sento da più di un mese; allargo leggermente le cosce, giusto per sentire arrivare le sue dita in mezzo al leggins ed in quel momento mi accorgo che il cotone dell'indumento è praticamente una cosa sola con la mutandina e la mia patata, come un sottovuoto. Il suo medio preme in mezzo come a voler bucare sia la calzamaglia che la mutanda, cerca di affondare quanto più dentro possibile nonostante gli ostacoli oggettivi, e inevitabilmente comincio a bagnarmi. Sono eccitatissima, se ne accorge e insiste nei suoi movimenti tra le mie gambe; mentre il respiro si fa sempre più affannato, tira fuori la mano e mi mostra i polpastrelli tutti bagnati, poi me li mette in bocca. glieli succhio ed inizio una sorta di pompino alle dita. Il sapore della mia patata si mischia a quello del terreno che deve aver toccato prima di venire da me, con l'altra mano si sbottona il pantalone e tira fuori l'uccello già abbondantemente uscito dalla mutanda ed in erezione. Mi toglie la mano dalla bocca, la mette dietro la testa e mi fa piegare alzandosi in contemporanea e sedendosi sul tavolo. Dopo qualche istante tutto il suo cazzo entra ed esce dalla mia bocca cercando di andare sempre più in fondo ed io lo prendo contenta anche del suo odore forte di terra. Poi mentre eccitato ansima dal piacere, ad un tratto si lascia andare ad un napoletanissimo "t'aggià chiavà", per cui mi fa riemergere ed una volta in piedi mi aiuta a togliere la felpa; appena si accorge che sotto sono nuda e vede le mie tettone, strabuzza gli occhi urla "che zizze!" E le agguanta entrambi per toccarmele. Nei suoi occhi si vede la felicità di un bambino mista all'eccitazione dell'uomo; si alza, mi fa sedere sul tavolo e in quel momento mi accorgo di avere una chiazza bagnata al centro del leggins come se mi fossi fatta pipì addosso. Fortunatamente le sue mani mi sfilano tutto insieme, dopodiché mi allarga le gambe e tirandomi a sé me lo mette dentro. Mi scopa per bene, fino a farmi godere, poi mentre ansimo chiedendogli di non venirmi dentro, lo tira fuori e schizza potentemente dappertutto, dalle tette al viso fino al pavimento… Una goccia sporca anche le carte di lavoro che avevamo poggiato su una sedia di fianco. Nel giro di qualche minuto la pulizia fatta dalla sottoscritta mezz'ora prima diventa solo un lontano ricordo. Mentre pulisce la cappella sui peli della mia patata, gli chiedo di andarmi a prendere uno tovagliolo e proprio in quel momento suona il citofono. Tutta nuda ed impiastricciata arrivo a rispondere… È mio padre che vorrebbe venire a salutare Carmine oltre che a sapere dei suoi problemi; invento una bugia riuscendo a farlo andare a casa sua, intanto riesco a guadagnare la via del gabinetto dove mi do una ripulita generale seppur superficiale. Esco coperta da un asciugamano piccolina mentre lui sta spostando le cassette dal giardino alla cucina; sto per entrare in camera mia con in mano la roba "sporca" (felpa, leggins e mutandine) quando mi sento abbracciare da dietro. "Sto na' ta vota arrapato" mi sussurra all'orecchio prima di mordermi il lobo, sento il suo pantalone appoggiarsi dietro il mio sedere appena coperto ed a fatica riesco ad aprire la porta per mettere gli indumenti nel cesto. L'asciugamani si apre e cade a terra, torno ad essere completamente nuda, mi siedo sul letto e quando mi giro lo trovo con i pantaloni calati ed un cetriolo nella mano. "Che vuoi fare con quello?" Gli dico; non mi risponde ma sorridendo si avvicina e dopo essersi tolto il pantalone mi allarga di nuovo le cosce, si inginocchia sul pavimento ed inizia a leccarmela, con mio grande stupore. Mentre è immerso con il viso nella mia patata, gioca con la lingua ed ogni tanto esclama con quel napoletano che mi eccita "Che fessa larga che tieni!" Lo incito a non fermarsi, mi piace tanto subire il sesso orale, almeno quanto farlo; poi si ferma un attimo, alzo la testa dal materasso, guardo la sua faccia tutta bagnata di me e lo vedo impugnare il cetriolo che aveva lasciato accanto alla mia gamba. Lo infila dentro, piano piano, come a volermi far assaporare tutta la veracità della verdura… Lo sento freddo e ruvido accarezzarmi le pareti bagnate provocandomi eccitazione; Carmine si siede accanto a me, muove dentro e fuori il cetriolo, affondandolo sempre di più, poi mentre io sono in preda al piacere più totale, gli sento dire "è trasut' tutt'a 'int" (per i non napoletani "è entrato tutto dentro"). Non ci vedo più, qualche istante dopo godo dannatamente. Mentre faticosamente sto cercando di riprendermi, si mette in ginocchio tra le mie gambe, mi alza la coscia destra e infila il suo uccello dentro, con l'altra mano mi chiede di succhiare il cetriolo a mo di pompino. La mia fica brucia, anche perché lui spinge dannatamente forte, ma tengo duro e mentre succhio come posso la verdura, aspetto paziente che lui arrivi a godere, cosa che fa venendomi sui seni ed in bocca, esclamando parole incomprensibili. Finalmente si acquieta, steso accanto a me a ripetere quanto sono bona (complimento assolutamente inedito per la sottoscritta), aspetta di riprendere le forze, mentre io guardo il soffitto intenta a pulirmi un po' dappertutto e ad accarezzarmi la patata come a volerla rassicurare che finalmente può riposare. Si riveste, credendo di fargli una gentilezza, gli offro di andare in bagno prima di me ma serafico risponde "no voglio tenere il tuo odore addosso". Lo saluto indossando la vestaglia per accompagnarlo alla porta, contemporaneamente al telefono mi chiamano i miei che mi aspettano a pranzo… Solo allora mi rendo conto che è l'una passata! Corro in bagno, faccio una doccia veloce per togliermi tutto lo sperma di dosso, fortunatamente i capelli si sono salvati. Indosso velocemente la tuta, la maglietta, un pullover e le scarpe da ginnastica. Mentre esco dalla mia camera, non posso far altro che notare il letto completamente sfatto e bagnato; nel mezzo il cetriolo sembra guardarmi… Anche io lo guardo, poi penso alle inutile mattinata passata a rassettare… ed esco per andare dai miei.
Per chi non avesse letto le mie storie passate, Carmine è un giardiniere di una cinquantina d'anni, conosciuto da mio padre più di vent'anni fa ormai, che si è sempre occupato del mio piccolo giardino e del terrazzo della casa dei miei. Un paio d'anni fa, per caso, come spesso succede nella mia vita, senza nessun precedente, nessuna avvisaglia, una mattina è s**ttata un'attrazione fisica improvvisa e lo abbiamo fatto. È un bell'uomo, con l'aria rude da contadino che mi piace, ma al di là di quello, poi ognuno è tornato alla sua vita anche se periodicamente mi manda messaggi nei quali tradisce il ricordo di ciò che è successo (2 volte per la verità).
Immaginando che "verrà alla carica" (da buon maschietto) e considerando che pur essendo ancora mattina, sono già stanca, scelgo volutamente di rimanere con il look da casalinga disperata, sperando di dissuaderlo da eventuali avances, ripromettendomi di chiedere a mio padre di scendere a casa mia insieme a lui. Stilato tutto il programma mentale, ricomincio a rassettare occupandomi del salone. Il tempo vola senza che io me ne renda conto, poi mentre sto aspettando che si asciughi il pavimento per rimettere le sedie, poggiate sul tavolo, nuovamente a terra, squilla improvvisamente il citofono. "Francesca, mi apri sono Carmine?"… Ed io "vai prima a casa di mio padre?" "No, l'ho appena incontrato fuori al parco mi ha detto di venire direttamente da te!" Bene! Penso tra me e me, come al solito i miei genitori mi hanno in grossa considerazione. Mentre rimugino per i piani saltati completamente, cerco velocemente di rimettere a posto almeno le sedie per rendere presentabile la sala. Una corsa nel bagno a sciacquarmi almeno la faccia e ecco Carmine apparire dietro il cancello del giardino; gli apro e come al solito mi viene incontro con una serie di cassette di ogni tipo di verdura, sopra le quali ci sono due cartelline piene di documenti. Ci accomodiamo e chiaramente senza nessuna colpa da parte sua, la pulizia del pavimento del salone in qualche secondo sparisce, lo faccio sedere intorno al tavolo e mentre preparo il caffè (l'ennesimo per me), mi faccio spiegare i suoi problemi di lavoro. Siamo seduti vicino, volutamente ho infilato la parte inferiore della felpa sotto al sedere in modo da proteggere eventuali incursioni che, quando sto finendo di spiegargli il comportamento da tenere e le notizie da recuperare per potergli dare una mano, arrivano puntualissime con le sue dita che si appoggiano sul ginocchio.
Sapevo benissimo che ci avrebbe provato, d'altra parte, appena entrato in casa si è lasciato andare ad un" Francesca 6 bellissima" affermazione davvero discutibile soprattutto per come era vestita. Il suo palmo appoggiato sulla rotula preannuncia la scalata all'interno delle mie cosce, il tempo di guardarlo per vederlo sorridere come a dire "non posso resistere", che mi fa scendere la gamba di sopra in modo da essere parallele e decisamente infila la mano in mezzo accarezzando l'interno con decisione da vero uomo. Per un po' tengo strette le gambe come a cercare di resistermi e di resistergli, poi cedo, mi lascio andare al suo odore di maschio, al suo tocco virile, al richiamo del piacere che non sento da più di un mese; allargo leggermente le cosce, giusto per sentire arrivare le sue dita in mezzo al leggins ed in quel momento mi accorgo che il cotone dell'indumento è praticamente una cosa sola con la mutandina e la mia patata, come un sottovuoto. Il suo medio preme in mezzo come a voler bucare sia la calzamaglia che la mutanda, cerca di affondare quanto più dentro possibile nonostante gli ostacoli oggettivi, e inevitabilmente comincio a bagnarmi. Sono eccitatissima, se ne accorge e insiste nei suoi movimenti tra le mie gambe; mentre il respiro si fa sempre più affannato, tira fuori la mano e mi mostra i polpastrelli tutti bagnati, poi me li mette in bocca. glieli succhio ed inizio una sorta di pompino alle dita. Il sapore della mia patata si mischia a quello del terreno che deve aver toccato prima di venire da me, con l'altra mano si sbottona il pantalone e tira fuori l'uccello già abbondantemente uscito dalla mutanda ed in erezione. Mi toglie la mano dalla bocca, la mette dietro la testa e mi fa piegare alzandosi in contemporanea e sedendosi sul tavolo. Dopo qualche istante tutto il suo cazzo entra ed esce dalla mia bocca cercando di andare sempre più in fondo ed io lo prendo contenta anche del suo odore forte di terra. Poi mentre eccitato ansima dal piacere, ad un tratto si lascia andare ad un napoletanissimo "t'aggià chiavà", per cui mi fa riemergere ed una volta in piedi mi aiuta a togliere la felpa; appena si accorge che sotto sono nuda e vede le mie tettone, strabuzza gli occhi urla "che zizze!" E le agguanta entrambi per toccarmele. Nei suoi occhi si vede la felicità di un bambino mista all'eccitazione dell'uomo; si alza, mi fa sedere sul tavolo e in quel momento mi accorgo di avere una chiazza bagnata al centro del leggins come se mi fossi fatta pipì addosso. Fortunatamente le sue mani mi sfilano tutto insieme, dopodiché mi allarga le gambe e tirandomi a sé me lo mette dentro. Mi scopa per bene, fino a farmi godere, poi mentre ansimo chiedendogli di non venirmi dentro, lo tira fuori e schizza potentemente dappertutto, dalle tette al viso fino al pavimento… Una goccia sporca anche le carte di lavoro che avevamo poggiato su una sedia di fianco. Nel giro di qualche minuto la pulizia fatta dalla sottoscritta mezz'ora prima diventa solo un lontano ricordo. Mentre pulisce la cappella sui peli della mia patata, gli chiedo di andarmi a prendere uno tovagliolo e proprio in quel momento suona il citofono. Tutta nuda ed impiastricciata arrivo a rispondere… È mio padre che vorrebbe venire a salutare Carmine oltre che a sapere dei suoi problemi; invento una bugia riuscendo a farlo andare a casa sua, intanto riesco a guadagnare la via del gabinetto dove mi do una ripulita generale seppur superficiale. Esco coperta da un asciugamano piccolina mentre lui sta spostando le cassette dal giardino alla cucina; sto per entrare in camera mia con in mano la roba "sporca" (felpa, leggins e mutandine) quando mi sento abbracciare da dietro. "Sto na' ta vota arrapato" mi sussurra all'orecchio prima di mordermi il lobo, sento il suo pantalone appoggiarsi dietro il mio sedere appena coperto ed a fatica riesco ad aprire la porta per mettere gli indumenti nel cesto. L'asciugamani si apre e cade a terra, torno ad essere completamente nuda, mi siedo sul letto e quando mi giro lo trovo con i pantaloni calati ed un cetriolo nella mano. "Che vuoi fare con quello?" Gli dico; non mi risponde ma sorridendo si avvicina e dopo essersi tolto il pantalone mi allarga di nuovo le cosce, si inginocchia sul pavimento ed inizia a leccarmela, con mio grande stupore. Mentre è immerso con il viso nella mia patata, gioca con la lingua ed ogni tanto esclama con quel napoletano che mi eccita "Che fessa larga che tieni!" Lo incito a non fermarsi, mi piace tanto subire il sesso orale, almeno quanto farlo; poi si ferma un attimo, alzo la testa dal materasso, guardo la sua faccia tutta bagnata di me e lo vedo impugnare il cetriolo che aveva lasciato accanto alla mia gamba. Lo infila dentro, piano piano, come a volermi far assaporare tutta la veracità della verdura… Lo sento freddo e ruvido accarezzarmi le pareti bagnate provocandomi eccitazione; Carmine si siede accanto a me, muove dentro e fuori il cetriolo, affondandolo sempre di più, poi mentre io sono in preda al piacere più totale, gli sento dire "è trasut' tutt'a 'int" (per i non napoletani "è entrato tutto dentro"). Non ci vedo più, qualche istante dopo godo dannatamente. Mentre faticosamente sto cercando di riprendermi, si mette in ginocchio tra le mie gambe, mi alza la coscia destra e infila il suo uccello dentro, con l'altra mano mi chiede di succhiare il cetriolo a mo di pompino. La mia fica brucia, anche perché lui spinge dannatamente forte, ma tengo duro e mentre succhio come posso la verdura, aspetto paziente che lui arrivi a godere, cosa che fa venendomi sui seni ed in bocca, esclamando parole incomprensibili. Finalmente si acquieta, steso accanto a me a ripetere quanto sono bona (complimento assolutamente inedito per la sottoscritta), aspetta di riprendere le forze, mentre io guardo il soffitto intenta a pulirmi un po' dappertutto e ad accarezzarmi la patata come a volerla rassicurare che finalmente può riposare. Si riveste, credendo di fargli una gentilezza, gli offro di andare in bagno prima di me ma serafico risponde "no voglio tenere il tuo odore addosso". Lo saluto indossando la vestaglia per accompagnarlo alla porta, contemporaneamente al telefono mi chiamano i miei che mi aspettano a pranzo… Solo allora mi rendo conto che è l'una passata! Corro in bagno, faccio una doccia veloce per togliermi tutto lo sperma di dosso, fortunatamente i capelli si sono salvati. Indosso velocemente la tuta, la maglietta, un pullover e le scarpe da ginnastica. Mentre esco dalla mia camera, non posso far altro che notare il letto completamente sfatto e bagnato; nel mezzo il cetriolo sembra guardarmi… Anche io lo guardo, poi penso alle inutile mattinata passata a rassettare… ed esco per andare dai miei.
4年前