Ritorno da Livorno1
Io e la mia fidanzata stavamo tornando dalle vacanze estive passate insieme a degli amici al mare, in Toscana.
Era quasi l’una di notte dato che avevamo deciso di sfruttare al massimo tutta l'ultima giornata di svago.
Un segnale di avaria nel motore si accende nel quadro dei comandi.
La cosa mi infastidisce non poco visto che mancavano ************* chilometri all'uscita autostradale, ma non è opportuno rischiare e quindi decido di fermarmi per verificare se sia soltanto un contatto elettrico oppure un effettivo guasto meccanico.
Aziono l’indicatore di direzione destro e rallento in vista della prossima piazzola di sosta. Il tempo di consultare il libretto di istruzioni e capiamo che ci sarà bisogno di un carroattrezzi.
È la prima volta che capita a entrambi una situazione del genere e mentre stiamo cercando un recapito col telefonino un camion si ferma nella nostra piazzola.
Ne esce un ceffo sui cinquanta grasso e peloso con la canottiera e i bermuda che ci strilla:
"Aò, come v'arza? Come v'intitolate voi? Ve do 'na mano?"
Inizialmente siamo un attimo perplessi, ma Enzo, così si presenta questo camionista romano, ci chiede tranquillamente se abbiamo bisogno di una mano.
"Se dovete far uscire 'n carrattrezzi nun c'è problema. La carichiamo ner rimorchio noi due! A 'sta ora dovreste aspettare armeno due ore, cazzo!"
Noi due uomini ci mettiamo a sgobbare di buona lena e nel giro di una ventina di minuti finalmente finiamo di caricare l'auto e di assicurarla con le cinghie di sicurezza. Ho una gran voglia di tornare a casa e mi appropinquo ad entrare nel camion quando Karina s'avvicina a me "Ho cambiato idea, chiamiamo il carrozziere…"
"Ma come? Abbiamo appena finito, non dire stupidaggini. Ora partiamo!"
"Non hai visto come mi ha squadrato tutto il tempo? Mi fissa il culo in continuazione…"
"Che dici? Figuriamoci!"
"Va bene, son cazzo tuoi! Non farmi scenate poi!" esclama lei piccata.
Era da circa un mesetto che Karina aveva smesso di prendere la pillola su consiglio del medico e i suoi ormoni erano tutti sfasati: poteva passare dalla serenità alla rabbia in un lampo.
Enzo apre alla mia ragazza il portellone e l'aiuta a salire. Nel farlo ho l'impressione che la sua mano si stia spostando un po' dal fianco al fondoschiena di Karina, ma mi dico che probabilmente ho visto male: in effetti sta iniziando a rabbuiarsi.
Nel salire Enzo mi dice che noi due staremo seduti davanti, mente la mia ragazza e il suo amico staranno nella cuccetta.
"Ah, non pensavo ci fosse anche un'altra persona" dico affacciandomi al retro della cabina.
La cabina è nuova e apparentemente in ordine e pulita, e mentre mi presenta al suo amico Ciro, Enzo mi spiega che gli sta dando uno strappo fino a casa, a Torino. Mettiamo in moto e intanto dallo specchietto retrovisore posso intravedere la situazione. Sento Karina esclamare "ma è proprio grande questa cabina" e incuriosita aggiunge "ma è vero che c’è anche il letto per dormire?".
Ciro allora spostandosi le dice:
"Sì signorina, c’è anche il letto ed è tanto grande da poterci stare sdraiati comodamente in due o in tre. Ogni tanto capita, sa?"
Intanto siamo in viaggio da una decina di minuti e ci troviamo mezzi imbottigliati nel traffico.
"Eh, purtroppo ci son tanti camion in prima corsia e non possiamo sorpassare…"
sottolinea Ciro da dietro.
"Beh, intanto per passare il tempo fatte 'na dormita, che no? Te fa compagnia la signorina" gli dice Enzo.
Ciro mugugna un sì al suo amico e tira la tenda della cabina letto dividendo così definitivamente me dalla mia ragazza.
Enzo intanto accende la telecronaca del derby e a commentarla: passiamo quindi così tutto il primo tempo della partita, sfottendoci un po' in quanto appartenenti alla tifoseria avversaria.
A quel punto faccio caso a degli strani rumori provenienti dalla cabina retrostante e mi cade l'occhio sullo specchietto retrovisore. Rimango pietrificato: Ciro s'è, sì, steso sulla brandina per riposare, ma Karina è sospettosamente china su di lui: sembra quasi che lo stia spompinando. Apro la tenda e faccio per protestare e chiedere cosa stia succedendo, ma la mia ragazza si tira su e mi fa "Cosa c'è? Stiamo tentando di riposare! Lasciaci stare!"
Karina non mi dà modo di replicare ed Enzo chiude nuovamente la tenda.
"Scusa sai, ma in quattro non ce potemo neppure stare qua, cor mezzo en moto in autostrada. Meglio che teniamo chiuso."
Dopo un pò finalmente la telecronaca riprende, sebbene io faccia fatica a seguirla: i rumori si fanno sempre più equivoci mano a mano che la partita va avanti fino a che sento nitidamente Ciro "Sì, sì, ancora .. ah aaah aaaaaahh!"
Enzo allora abbassa il volume della radio e apre lentamente parte della tenda per dare una sbirciata.
Ma, ma!? Le stava venendo in bocca! Le aveva sborrato tutto in bocca!
Non è possibile non ci potevo credere.
Tenendole una mano sulla nuca l'aveva obbligata ad ingoiare per intero il suo cazzo che, come ebbi modo di vedere dopo, era di notevoli dimensioni molto lungo, almeno 18cm.
"Sta tranquijo, la facciamo divertire noi la pischella tua adesso… le famo la festa!" mi dice Enzo al volante.
Karina era sempre stata una bravissima pompinara, solo che io ero convinto le piacesse solo il mio di cazzo. E invece…
la mia ragazza intanto continua a leccare quel cazzo, mentre Ciro fa avanti e indietro con le dita nella sua figa bagnatissima. I rumori di sciaquettio sono ben udibili nonostante il traffico.
"Ooooh oh oh… diooooo"
“Ma sei già così bagnata? Pronta per una tripla dose di cazzo?”
Karina si toglie il pene dalla e continuando a leccarlo dice a voce alta, per essser sicura di esser sentita da tutti:
"Mmmgh come tripla? Ah no, quello sfigato del mio ragazzo guarda e basta… il cazzo del tuo amico è grosso come il tuo?"
"Ahahah, Enzo ce l'ha tozzo! Ci pensiamo noi due a te allora"
Enzo è evidentemente impaziente e accostando in una piazzola di sosta spalanca del tutto la tenda della cabina: la mia ragazza se ne sta a gambe spalancate mentre Ciro con una mano le massaggia il clitoride e con l'altra la sditalina a fondo.
"A' fata, appena trovo er posto giusto te scopo che nun te se chiude più la fregna dopo"
"Siiiiii continua, Ciro fammi ooooh fammi godere… mi piace mmmm essere guardata… ooomgh…"
Intanto Ciro smette di sditalinarla e, infilato il preservativo, si appresta ad entrare nella fica bella umida strofinando la cappella tra le due grandi labbra.
"Dai mettilo dentro, usami..."
Lui non si fa pregare e abboccata la cappella alla figa della mia fidanzata con due colpi ben assestati glielo butta dentro fino alle palle.
Karina oramai con la bocca liberata da quell’enorme cazzo manifesta appieno il gradimento mugolando ed incitandolo a scoparsela per bene.
"Uuuuh… è… così mmmh lungoooooh oh oh"
"Ummhhh troiaaa, lo sapevo che ti sarebbe piaciuto!! L’hai mai preso un cazzo come il mio????"
"Aaaggghhhh... Noooo, nooo, non l’ho maiii presoooo... lungo come aaagggghhhh come mmmmhhh il tuooooo…"
Enzo ferma il camion in un angolo buio e appartato del parcheggio, abbassa le tende dei finestrini laterali e del parabrezza e accende la luce della cabina per permettere a tutti di vedere quel corpo bollente che godeva sotto i colpi di minchia di Ciro.
La stantuffa con talmente tanta energia che si sente il rumore delle palle che sbattono contro la fica di Karina che ormai è in preda al godimento più sfrenato.
"Ah ah aaaaah è la mia ooooh prima venuta con un cazzo dentroooo, oddiooooo"
"Non eri mai venuta col cazzo? Porca troia vedrai che con noi ti diverti!"
Dopo qualche minuto Enzo ha il cazzo gonfio, col preservativo già calzato, e fa capire all'amico che deve lasciargli il posto. In un primo momento non ne vuol sapere di interrompere la chiavata ma poi Karina ci dice:
"Daiiii mmmmh voglio oh oh oooh provare quel bel cazzone!"
In effetti il membro di Enzo non è lungo quanto quello dell'amico, ma è largo almeno il doppio.
Comunque, sentita questa frase, Enzo stacca letteralmente l'amico e prende il suo posto. A causa della circonferenza importante inizialmente fa più fatica ad entrare, ma la fica così umida si adatta velocemente alle nuove dimensioni e lo accoglie per intero.
"Mo' te lo pompo dentro, la figa sarà un pò più larga, che no???"
"Ahaaah, guardami amore, guarda come mi ooooh allarga! L'hai voluto tu questoooooh passaggio!"
Ciro allora le ordina:
"Troia, fammi una sega!"
Karina se lo trova subito in mano ed inizia a masturbarlo come ordinato.
"Aò Ciro, guarda che zinne, qui dopo ece scopo pure queste, ahahah"
Enzo inizia a palparle con forza e anche Ciro dall’altra si prende la sua tetta e si mette a mungerla.
"Aaaaah, mi... oooooh così mi... sfindiiiii!"
A quel punto le tolgono anche il costume da bagno che indossava al posto della biancheria: slacciano via tutto e Karina resta completamente spogliata.
"Brava, stai godendo! Aó, la ragazza tua è proprio una zoccola. Te la sistemiamo noi"
"Guarda come ballano queste tettazze ahahah!"
"Ooooooooh sì cornuto! La tua troia sa anche fare le seghe, non solo lo succhia bene! Ora ti insegnamo a scoparla a dovere!"
Vedevo Karina usata senza rispetto, senza regole, con nessuna delicatezza, e la cosa sembrava piacerle da matti.
La scena era eccitante, la mia fidanzata era riempita da due camionisti che probabilmente non vedevano una donna da parecchi giorni. Io ormai avevo preso a masturbarlo guardando la scena, mentre Karina veniva pompata da quel cilindro di ragguardevole circonferenza e aveva un orgasmo dietro l’altro.
"Senti che fica slabbrata ha la troia! Ne devi prendere di cazzi per essere così aperta”
“Il mio ragazzo si eccita a guardarmi mentre mi faccio sbattere e si mena anche, ooooooh ooooh godoooo!”
“Pensa come gli farà piacere guardare cosa sto per farti”
Enzo si sfila allora dalla figa, si toglie il preservativo e prende posto nella bocca di Karina che continuava il suo lavoretto di mano a Ciro: è questione di pochi secondi e la mia ragazza si prende per la seconda volta in poco tempo una sburrata in gola.
Enzo se la gode alla grande:
"Dai succhiacazzi! Sì, suca così, tutto in bocca, cazzo, tutto… Ehi Ciro, mo' schiaffaglielo ner culo!"
Karina si oppone subito, non l'aveva mai preso lì e le dimensioni dei loro cazzi erano preoccupanti.
"Mi spiace ma lì proprio non me lo mette nessuno... ”
"Dai, il tuo fidanzato s'offende se non ti facciamo pure il culo!!! Dai fatti sbattere sta minchia nel sedere!!!"
"Non preoccupatevi, lui mica s’offende. Il culo non ve lo do, però posso farvi divertire così"
E a quel punto accoglie tra le sue tette il cazzo di Ciro. Le tiene belle strette e riesce a leccargli la cappella perchè vista la lunghezza del membro questa fa capolino.
I cazzi di tutti erano duri, in tiro, ci eravamo eccitando a vederla così. Tra le gambe le colano gli umori della scopata che aveva appena fatto.
Enzo intanto si rimette al volante e partiamo nuovamente alla volta del carrozziere.
"Ohccazzo sei un colabrodo! Ti piace da matti er cazzo e la sborra, brutta zoccola."
Karina a questo punto era venuta svariate volte.
Il camionista aumenta il ritmo e quasi subito lei raggiunse l’orgasmo, ma lui non si ferma ed va avanti a trombarla per almeno un'altra ventina di minuti.
La mette in tutte le posizioni, era la sua bambola.
Io a quel punto non resisto più e mi avvicino all'azione insieme a Ciro per prenderne parte: mi posiziono di fianco alla brandina in modo che Karina, chiavata ora alla pecorina, riesca a prendermi il cazzo in bocca. Qualche aggiustamento e ci siamo, mentre la mia fidanzata si gode il lungo cazzo di Ciro che la stantuffa da dietro può contemporaneamente spompinarmi.
Il camionista non resiste più e rantolando esclama:
"Vengo, vengo, ti schizzo!”
Il camionista inizia insieme a me a sborrare abbondantemente in faccia alla mia fidanzata
Noto allora che Ciro accosta di fianco ad un motel: la notte è ancora giovane.
Era quasi l’una di notte dato che avevamo deciso di sfruttare al massimo tutta l'ultima giornata di svago.
Un segnale di avaria nel motore si accende nel quadro dei comandi.
La cosa mi infastidisce non poco visto che mancavano ************* chilometri all'uscita autostradale, ma non è opportuno rischiare e quindi decido di fermarmi per verificare se sia soltanto un contatto elettrico oppure un effettivo guasto meccanico.
Aziono l’indicatore di direzione destro e rallento in vista della prossima piazzola di sosta. Il tempo di consultare il libretto di istruzioni e capiamo che ci sarà bisogno di un carroattrezzi.
È la prima volta che capita a entrambi una situazione del genere e mentre stiamo cercando un recapito col telefonino un camion si ferma nella nostra piazzola.
Ne esce un ceffo sui cinquanta grasso e peloso con la canottiera e i bermuda che ci strilla:
"Aò, come v'arza? Come v'intitolate voi? Ve do 'na mano?"
Inizialmente siamo un attimo perplessi, ma Enzo, così si presenta questo camionista romano, ci chiede tranquillamente se abbiamo bisogno di una mano.
"Se dovete far uscire 'n carrattrezzi nun c'è problema. La carichiamo ner rimorchio noi due! A 'sta ora dovreste aspettare armeno due ore, cazzo!"
Noi due uomini ci mettiamo a sgobbare di buona lena e nel giro di una ventina di minuti finalmente finiamo di caricare l'auto e di assicurarla con le cinghie di sicurezza. Ho una gran voglia di tornare a casa e mi appropinquo ad entrare nel camion quando Karina s'avvicina a me "Ho cambiato idea, chiamiamo il carrozziere…"
"Ma come? Abbiamo appena finito, non dire stupidaggini. Ora partiamo!"
"Non hai visto come mi ha squadrato tutto il tempo? Mi fissa il culo in continuazione…"
"Che dici? Figuriamoci!"
"Va bene, son cazzo tuoi! Non farmi scenate poi!" esclama lei piccata.
Era da circa un mesetto che Karina aveva smesso di prendere la pillola su consiglio del medico e i suoi ormoni erano tutti sfasati: poteva passare dalla serenità alla rabbia in un lampo.
Enzo apre alla mia ragazza il portellone e l'aiuta a salire. Nel farlo ho l'impressione che la sua mano si stia spostando un po' dal fianco al fondoschiena di Karina, ma mi dico che probabilmente ho visto male: in effetti sta iniziando a rabbuiarsi.
Nel salire Enzo mi dice che noi due staremo seduti davanti, mente la mia ragazza e il suo amico staranno nella cuccetta.
"Ah, non pensavo ci fosse anche un'altra persona" dico affacciandomi al retro della cabina.
La cabina è nuova e apparentemente in ordine e pulita, e mentre mi presenta al suo amico Ciro, Enzo mi spiega che gli sta dando uno strappo fino a casa, a Torino. Mettiamo in moto e intanto dallo specchietto retrovisore posso intravedere la situazione. Sento Karina esclamare "ma è proprio grande questa cabina" e incuriosita aggiunge "ma è vero che c’è anche il letto per dormire?".
Ciro allora spostandosi le dice:
"Sì signorina, c’è anche il letto ed è tanto grande da poterci stare sdraiati comodamente in due o in tre. Ogni tanto capita, sa?"
Intanto siamo in viaggio da una decina di minuti e ci troviamo mezzi imbottigliati nel traffico.
"Eh, purtroppo ci son tanti camion in prima corsia e non possiamo sorpassare…"
sottolinea Ciro da dietro.
"Beh, intanto per passare il tempo fatte 'na dormita, che no? Te fa compagnia la signorina" gli dice Enzo.
Ciro mugugna un sì al suo amico e tira la tenda della cabina letto dividendo così definitivamente me dalla mia ragazza.
Enzo intanto accende la telecronaca del derby e a commentarla: passiamo quindi così tutto il primo tempo della partita, sfottendoci un po' in quanto appartenenti alla tifoseria avversaria.
A quel punto faccio caso a degli strani rumori provenienti dalla cabina retrostante e mi cade l'occhio sullo specchietto retrovisore. Rimango pietrificato: Ciro s'è, sì, steso sulla brandina per riposare, ma Karina è sospettosamente china su di lui: sembra quasi che lo stia spompinando. Apro la tenda e faccio per protestare e chiedere cosa stia succedendo, ma la mia ragazza si tira su e mi fa "Cosa c'è? Stiamo tentando di riposare! Lasciaci stare!"
Karina non mi dà modo di replicare ed Enzo chiude nuovamente la tenda.
"Scusa sai, ma in quattro non ce potemo neppure stare qua, cor mezzo en moto in autostrada. Meglio che teniamo chiuso."
Dopo un pò finalmente la telecronaca riprende, sebbene io faccia fatica a seguirla: i rumori si fanno sempre più equivoci mano a mano che la partita va avanti fino a che sento nitidamente Ciro "Sì, sì, ancora .. ah aaah aaaaaahh!"
Enzo allora abbassa il volume della radio e apre lentamente parte della tenda per dare una sbirciata.
Ma, ma!? Le stava venendo in bocca! Le aveva sborrato tutto in bocca!
Non è possibile non ci potevo credere.
Tenendole una mano sulla nuca l'aveva obbligata ad ingoiare per intero il suo cazzo che, come ebbi modo di vedere dopo, era di notevoli dimensioni molto lungo, almeno 18cm.
"Sta tranquijo, la facciamo divertire noi la pischella tua adesso… le famo la festa!" mi dice Enzo al volante.
Karina era sempre stata una bravissima pompinara, solo che io ero convinto le piacesse solo il mio di cazzo. E invece…
la mia ragazza intanto continua a leccare quel cazzo, mentre Ciro fa avanti e indietro con le dita nella sua figa bagnatissima. I rumori di sciaquettio sono ben udibili nonostante il traffico.
"Ooooh oh oh… diooooo"
“Ma sei già così bagnata? Pronta per una tripla dose di cazzo?”
Karina si toglie il pene dalla e continuando a leccarlo dice a voce alta, per essser sicura di esser sentita da tutti:
"Mmmgh come tripla? Ah no, quello sfigato del mio ragazzo guarda e basta… il cazzo del tuo amico è grosso come il tuo?"
"Ahahah, Enzo ce l'ha tozzo! Ci pensiamo noi due a te allora"
Enzo è evidentemente impaziente e accostando in una piazzola di sosta spalanca del tutto la tenda della cabina: la mia ragazza se ne sta a gambe spalancate mentre Ciro con una mano le massaggia il clitoride e con l'altra la sditalina a fondo.
"A' fata, appena trovo er posto giusto te scopo che nun te se chiude più la fregna dopo"
"Siiiiii continua, Ciro fammi ooooh fammi godere… mi piace mmmm essere guardata… ooomgh…"
Intanto Ciro smette di sditalinarla e, infilato il preservativo, si appresta ad entrare nella fica bella umida strofinando la cappella tra le due grandi labbra.
"Dai mettilo dentro, usami..."
Lui non si fa pregare e abboccata la cappella alla figa della mia fidanzata con due colpi ben assestati glielo butta dentro fino alle palle.
Karina oramai con la bocca liberata da quell’enorme cazzo manifesta appieno il gradimento mugolando ed incitandolo a scoparsela per bene.
"Uuuuh… è… così mmmh lungoooooh oh oh"
"Ummhhh troiaaa, lo sapevo che ti sarebbe piaciuto!! L’hai mai preso un cazzo come il mio????"
"Aaaggghhhh... Noooo, nooo, non l’ho maiii presoooo... lungo come aaagggghhhh come mmmmhhh il tuooooo…"
Enzo ferma il camion in un angolo buio e appartato del parcheggio, abbassa le tende dei finestrini laterali e del parabrezza e accende la luce della cabina per permettere a tutti di vedere quel corpo bollente che godeva sotto i colpi di minchia di Ciro.
La stantuffa con talmente tanta energia che si sente il rumore delle palle che sbattono contro la fica di Karina che ormai è in preda al godimento più sfrenato.
"Ah ah aaaaah è la mia ooooh prima venuta con un cazzo dentroooo, oddiooooo"
"Non eri mai venuta col cazzo? Porca troia vedrai che con noi ti diverti!"
Dopo qualche minuto Enzo ha il cazzo gonfio, col preservativo già calzato, e fa capire all'amico che deve lasciargli il posto. In un primo momento non ne vuol sapere di interrompere la chiavata ma poi Karina ci dice:
"Daiiii mmmmh voglio oh oh oooh provare quel bel cazzone!"
In effetti il membro di Enzo non è lungo quanto quello dell'amico, ma è largo almeno il doppio.
Comunque, sentita questa frase, Enzo stacca letteralmente l'amico e prende il suo posto. A causa della circonferenza importante inizialmente fa più fatica ad entrare, ma la fica così umida si adatta velocemente alle nuove dimensioni e lo accoglie per intero.
"Mo' te lo pompo dentro, la figa sarà un pò più larga, che no???"
"Ahaaah, guardami amore, guarda come mi ooooh allarga! L'hai voluto tu questoooooh passaggio!"
Ciro allora le ordina:
"Troia, fammi una sega!"
Karina se lo trova subito in mano ed inizia a masturbarlo come ordinato.
"Aò Ciro, guarda che zinne, qui dopo ece scopo pure queste, ahahah"
Enzo inizia a palparle con forza e anche Ciro dall’altra si prende la sua tetta e si mette a mungerla.
"Aaaaah, mi... oooooh così mi... sfindiiiii!"
A quel punto le tolgono anche il costume da bagno che indossava al posto della biancheria: slacciano via tutto e Karina resta completamente spogliata.
"Brava, stai godendo! Aó, la ragazza tua è proprio una zoccola. Te la sistemiamo noi"
"Guarda come ballano queste tettazze ahahah!"
"Ooooooooh sì cornuto! La tua troia sa anche fare le seghe, non solo lo succhia bene! Ora ti insegnamo a scoparla a dovere!"
Vedevo Karina usata senza rispetto, senza regole, con nessuna delicatezza, e la cosa sembrava piacerle da matti.
La scena era eccitante, la mia fidanzata era riempita da due camionisti che probabilmente non vedevano una donna da parecchi giorni. Io ormai avevo preso a masturbarlo guardando la scena, mentre Karina veniva pompata da quel cilindro di ragguardevole circonferenza e aveva un orgasmo dietro l’altro.
"Senti che fica slabbrata ha la troia! Ne devi prendere di cazzi per essere così aperta”
“Il mio ragazzo si eccita a guardarmi mentre mi faccio sbattere e si mena anche, ooooooh ooooh godoooo!”
“Pensa come gli farà piacere guardare cosa sto per farti”
Enzo si sfila allora dalla figa, si toglie il preservativo e prende posto nella bocca di Karina che continuava il suo lavoretto di mano a Ciro: è questione di pochi secondi e la mia ragazza si prende per la seconda volta in poco tempo una sburrata in gola.
Enzo se la gode alla grande:
"Dai succhiacazzi! Sì, suca così, tutto in bocca, cazzo, tutto… Ehi Ciro, mo' schiaffaglielo ner culo!"
Karina si oppone subito, non l'aveva mai preso lì e le dimensioni dei loro cazzi erano preoccupanti.
"Mi spiace ma lì proprio non me lo mette nessuno... ”
"Dai, il tuo fidanzato s'offende se non ti facciamo pure il culo!!! Dai fatti sbattere sta minchia nel sedere!!!"
"Non preoccupatevi, lui mica s’offende. Il culo non ve lo do, però posso farvi divertire così"
E a quel punto accoglie tra le sue tette il cazzo di Ciro. Le tiene belle strette e riesce a leccargli la cappella perchè vista la lunghezza del membro questa fa capolino.
I cazzi di tutti erano duri, in tiro, ci eravamo eccitando a vederla così. Tra le gambe le colano gli umori della scopata che aveva appena fatto.
Enzo intanto si rimette al volante e partiamo nuovamente alla volta del carrozziere.
"Ohccazzo sei un colabrodo! Ti piace da matti er cazzo e la sborra, brutta zoccola."
Karina a questo punto era venuta svariate volte.
Il camionista aumenta il ritmo e quasi subito lei raggiunse l’orgasmo, ma lui non si ferma ed va avanti a trombarla per almeno un'altra ventina di minuti.
La mette in tutte le posizioni, era la sua bambola.
Io a quel punto non resisto più e mi avvicino all'azione insieme a Ciro per prenderne parte: mi posiziono di fianco alla brandina in modo che Karina, chiavata ora alla pecorina, riesca a prendermi il cazzo in bocca. Qualche aggiustamento e ci siamo, mentre la mia fidanzata si gode il lungo cazzo di Ciro che la stantuffa da dietro può contemporaneamente spompinarmi.
Il camionista non resiste più e rantolando esclama:
"Vengo, vengo, ti schizzo!”
Il camionista inizia insieme a me a sborrare abbondantemente in faccia alla mia fidanzata
Noto allora che Ciro accosta di fianco ad un motel: la notte è ancora giovane.
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