Ritorno da Livorno 2
Enzo ferma il mezzo davanti ad un vecchio motel, indicativamente sarà una struttura degli anni ‘70. Sull’ingresso fiocamente illuminato risalta un scritta al neon tutta sgangherata; qualcuno aveva probabilmente storto i tubi al neon e adesso l'insegna reca la scritta "Il cazzo d'oro" anziché "il carro d'oro".
Entrando nella hall dell'alberghetto mi accorgo che Enzo ha addirittura infilato la mano nei pantaloncini di lei e sta lentamente, ma evidentemente, sditalinandola. Karina non fa nulla per impedirlo e si muove per agevolarlo.
Io vengo lasciato a fare il check in coi documenti di tutti mentre loro si fiondano in camera. Noto come la signora alla reception squadri malissimo la mia ragazza. In effetti i due camionisti la tengono sotto braccio e continuano a palparle il sedere: è certo che sia stata scambiata dal personale per una prostituta raccattata da chissà dove.
La receptionist è piuttosto scontrosa e di una lentezza esasperante: ho il cazzo che pulsa nei pantaloni e mi tormenta non sapere che porcate stiano facendo alla mia Karina.
Finalmente riesco a sganciarmi e vado verso la stanza appena prenotata, un familiare al piano terra, la 121. Ciro ha insistito affinché prendessimo questa.
La stanza si trova in un'ala dell'hotel che pare quasi abbandonata da tanto è fatiscente e lontana dalle altre.
Mano a mano che mi avvicino sento già i gemiti della mia ragazza e una volta arrivato lì trovo già nel vivo dell'azione.
"Oooohhhhh, uuummmmm, aahhhhhh, ahhhhhh, ahhhhhhh, mmmmmmm, siiiiiiiiiiiiiiiiii"
Katia sta già sdraiata a pancia in giù mentre Enzo si dimena urlando il suo piacere, Ciro invece è seduto su un lato del letto e si sega di gran gusto guardando la scena.
"Ah, finalmente sei arrivato! Mentre ti occupavi del check in noi abbiamo iniziato a darci con la zoccola."
"Ooooh godooooo… dai, di più, di piuuuuu…"
In quel momento vedo che non siamo solo noi e dal bagno esce un uomo di colore. Indossa solo dei boxer e ha una pancia notevole.
Mi guarda un attimo e accenna un saluto dopodiché si cala le mutande esibendo una stanga di proporzioni asinine: era veramente notevole, a riposo com’era sarà stata circa 25 centimetri, Karina era rimasta senza parole, io pensando al mio cazzetto di circa 13 tutto ritto mi venne un giramento di testa solo a immaginare la fica della mia ragazza dilatata da quel mostro. Il nero resta a cazzo moscio e le chiede se è interessata a vederlo in tiro, e certo che lei è interessata... alla sua risposta affermativa comincia a menarselo, poi chiede a Karina di fare qualcosa per agevolargli l’erezione. Mi giro verso di lei; se lei avesse acconsentito sarebbe caduta una ulteriore barriere. Karina non riesce a staccare gli occhi da quel cazzo così inizia a passarsi le mani sulle tette facendo inturgidire i capezzoli.
Il negro adesso va più veloce con la mano e la sua pancia incomincia a ballonzolare, ma a compensazione del brutto spettacolo della pancia il pene si ingrossa: adesso è abbastanza in tiro e svetta già un arnese sui 30 centimetri. Siamo tutti presi: lui si smanetta, Karina adesso si tormenta del tutto i capezzoli, pure Enzo ha interrotto la scopata e guarda insieme a me e Ciro tutto interessato, senza parlare o intromettersi.
Il negro improvvisamente dice a Karina di masturbarsi vicino a lui.
"Dai bela, bela figa"
Si vede che la mia ragazza ha perso il controllo: è tutta rossa con i capezzoli ritti e si comincia a sentire odore di fica fradicia e di umori vaginali. Ciro e Enzo si avvicinano a lei sdraiata sul letto e iniziano a toccarsi impedendomi quasi di vedere la scena, io cerco di cambiare posizione ma Ciro mi dice sgarbatamente di lasciare fare a loro.
"Tu puoi anche scopartela dopo"
Intuisco che tutto sta andando come da loro programmato, quasi stiano seguendo un copione più volte ripetuto.
Il negro è s**tenato, tutto sudato con la panza che si muove a ogni movimento, ma il cazzo enorme svetta sempre: lo fa ballonzolare davanti alla bocca di Karina dicendole che è una vacca e che doveva leccargli la cappella e lei obbedisce.
"Dai succhiacazzi! Sì, lecca così la minchia nera, tutto in bocca, cazzo, tutto…"
"Ehi Enzo, questa zoccola io vorrei farmela senza preservativo. Voglio godermela tutta!"
Allora i due tornano a considerarmi e mi portano in disparte, prendendomi sotto braccio. Mi chiedono se Karina prende la pillola ed è sicura.
"No, non prende più la pillola. Dovete… cioè... dovremmo usare i preservativi…"
"Altrimenti je lo schiaffiamo ner culo! L'ha mai preso ner culo la pischella?"
mi chiede Enzo.
Spiego che ci abbiamo provato un paio di volte, ma ci siamo sempre fermati prima di concretizzare qualcosa.
Enzo e Ciro si guardano con complicità e si avvicinano alla mia ragazza. Mentre uno le tiene spalancate le chiappe uno inizia a masturbarla: il gioco di dita passa lentamente dalla fica al culo. Il gioco è fatto.
Karina prima aveva protestato e si era rifiutata di prenderlo in culo, ma adesso sembra totalmente assorta nel leccare l'asta del nero e Ciro inizia a spingerlo dentro a nudo. Lei mugugna un po', ma in tutta risposta Enzo e il nero le cacciano i cazzi in bocca.
"Mmmmhgggfh...”
"Dai, il tuo fidanzato s'offende se non ti facciamo pure il culo!!! Dai fatti sbattere sta minchia nel sedere!!!"
"Uuuuuuh aaaaah"
"Uuuummm uuuummmmm figaaaa, figaaa... te lo spaccoooo te lo distruggo ‘sto buco del culooo"
Io intervenni per dire che se poi la volevano scopare senza preservativo era ok, potevano farle quello che volevano, ma non venirle dentro.
Enzo: "Ok, grande bomber… oooooh che culetto che ha la fata… Aò Ciro, a 'sta zoccola ner culo però le famo 5 minuti dentro a turno!"
Uno dopo l'altro si fanno il loro giro col culo di Karina, ciascuno di loro sborrandole dentro.
Quando arriva il turno del nero e si mette a pompare Karina lei esclama subito.
"Cazzo sei nel buco sbagliato, dovevi farmi il culo! Ce l'hai almeno il preservativo?"
Lui la ignora totalmente e mano a mano che la scopata va avanti lei inizia a godersi quel grosso cazzo che fino a poco fa stava leccando ben bene.
Il nero pompa e pompa costante e in silenzio, mentre i due camionisti si segano e guardandoli scopare incitano i due a darci dentro.
"Te piace er cazzo nero, eh???"
"Zoccola, mi fai stare a cazzo duro per ore!!!"
Il nero si sdraia sulla mia ragazza e le sussurra qualcosa nell'orecchio. Lei lo bacia e gli dice
"Mettimelo in culo, dai, cosi mi puoi sborrare dentro!!!"
Il nero estrae il cazzo dalla figa e fremente lo appoggia un po’ maldestramente sul buco dell’ano e spinge con forza.
Dopo qualche minuto il culo era ormai sfondato e Il negro le sborra dentro come promesso.
"Ahhhahahahah siiiii troia!"
Si udivano solo più versi di godimento sempre più a voce alta, godevano tutti.
Da quel punto in avanti la mia ragazza viene usata alla stregua di una bambola gonfiabile. Ciro le riempì il culo almeno tre volte, mentre Enzo preferiva scoparla senza preservativo e tirarlo fuori all'ultimo per spararle gli schizzi sul culo, sulle tette e in faccia.
Il nero invece, una volta aperta la strada agli altri, se ne stava seduto mentre Karina leccava il suo cazzo e le sue palle gigantesche.
Arrivò anche il mio turno: Karina si voltò verso di me e si inginocchiò davanti al mio cazzo pulsante, lo prese in mano tenendo la pelle tirata verso il basso, quasi a farmi male e poi lo ingoiò scivolando con le labbra fino a sentire i peli del mio pube. Sentivo lei che mugolava la sua soddisfazione
"Mmmmhhhhhhh, mmmmmmmhhhh, mmmmmmhhhhh"
"Sborro, sei brava che pompinara che sei!!! Nemmeno le prostitute pompano il cazzo meglio di teee!!!!! Sborroooooooo! Sborroooooo oooooh"
Ebbi la chiara sensazione di affogarla, credo, nella mia vita, di non aver prodotto mai così tanta sborra. I getti si susseguivano in modo quasi inesauribile, mia madre pompava e ingurgitava la sborra riuscendo a respirare a fatica con il naso. Quando terminai di eruttare lava bollente, lei me lo munse ancora per recuperare da chissà dove le ultime gocce di sperma. Lei lo abbandonò, liberandolo della sua mano, era semieretto, incappucciato e nonostante tutto gocciolante.
"Ma quanta ne fai amore mio!!!! Potresti mettere incinta una cinquantina di femmine con tutta sta sborra!!!"
Era ormai quasi mattina ed Enzo non resiste più e rantolando esclama:
"A fata, aproposito di mettere incinta, mo' te schizzo dentro!”
"Ehi no, fermati, i patti erano chiari. Togliti!" intervengo io, ma Ciro mi tiene per il braccio e nel parapiglia Karina interrompe il doppio pompino e inizia a dire mugolando:
"Siiiiiiiiiiiiiiiiii vienimi dentro, sei fantastico Enzoooo, ti amoooo, ti amooooo, ancora papino miooo ancoraaaaa, siiiiiiiii, con’ti’nuaaaa, oohhhh siiiiiii, siiiii, an’co’raaaa, vienimi dentro alla figa papi, vengo, oohhh Dioooo miooo, vengo, vengoooooooo"
Il camionista inizia a sborrare abbondantemente dentro la fica della mia fidanzata e ad ogni stantuffata rivoli di sborra colano lungo il sedere e i fianchi di Karina: quando Enzo si tira indietro, tutto sudato per lo sforzo, le lascia la figa del tutto aperta e dilatata dall'azione del suo cazzo.
Ciro a questo punto si porta dietro Karina e senza tanti preamboli con il cazzo duro per il sapiente lavoro di bocca fatto dalla mia ragazza glielo mette dentro la fica ancora grondante.
"Guarda qua come ingravidamo la tua troia, qua sborro appena entro mi sa… Ti riempio pure io, zoccolona!"
Il suo cilindro già gocciolante scivolò centimetro dopo centimetro fino alla radice
"Ooohhhhh, anche tu Ciroooo, siiiiii, continuaaaaaa, siiiiiii, daiii, riempimi di sborra, vengoooooo, forte, forteeee, vengooooooooo, vengooooooooo"
Alla fine toccò a me, io che intanto avevo lasciato che quei due camionisti sfogassero le loro voglie sopra (e dentro) la mia fidanzata. La stantuffo mentre lei se ne sta a gambe spalancate e sdraiata sulla schiena, monto come un dannato quella figa allargata e sfondata: gli altri, non soddisfatti, si segano a pochi centimetri dal viso di Karina, la quale aspetta a bocca aperta. Dopo pochi colpi decisi esplodo in un piacere poche volte provato e i camionisti le sborrano assieme in faccia e sui capelli.
Entrando nella hall dell'alberghetto mi accorgo che Enzo ha addirittura infilato la mano nei pantaloncini di lei e sta lentamente, ma evidentemente, sditalinandola. Karina non fa nulla per impedirlo e si muove per agevolarlo.
Io vengo lasciato a fare il check in coi documenti di tutti mentre loro si fiondano in camera. Noto come la signora alla reception squadri malissimo la mia ragazza. In effetti i due camionisti la tengono sotto braccio e continuano a palparle il sedere: è certo che sia stata scambiata dal personale per una prostituta raccattata da chissà dove.
La receptionist è piuttosto scontrosa e di una lentezza esasperante: ho il cazzo che pulsa nei pantaloni e mi tormenta non sapere che porcate stiano facendo alla mia Karina.
Finalmente riesco a sganciarmi e vado verso la stanza appena prenotata, un familiare al piano terra, la 121. Ciro ha insistito affinché prendessimo questa.
La stanza si trova in un'ala dell'hotel che pare quasi abbandonata da tanto è fatiscente e lontana dalle altre.
Mano a mano che mi avvicino sento già i gemiti della mia ragazza e una volta arrivato lì trovo già nel vivo dell'azione.
"Oooohhhhh, uuummmmm, aahhhhhh, ahhhhhh, ahhhhhhh, mmmmmmm, siiiiiiiiiiiiiiiiii"
Katia sta già sdraiata a pancia in giù mentre Enzo si dimena urlando il suo piacere, Ciro invece è seduto su un lato del letto e si sega di gran gusto guardando la scena.
"Ah, finalmente sei arrivato! Mentre ti occupavi del check in noi abbiamo iniziato a darci con la zoccola."
"Ooooh godooooo… dai, di più, di piuuuuu…"
In quel momento vedo che non siamo solo noi e dal bagno esce un uomo di colore. Indossa solo dei boxer e ha una pancia notevole.
Mi guarda un attimo e accenna un saluto dopodiché si cala le mutande esibendo una stanga di proporzioni asinine: era veramente notevole, a riposo com’era sarà stata circa 25 centimetri, Karina era rimasta senza parole, io pensando al mio cazzetto di circa 13 tutto ritto mi venne un giramento di testa solo a immaginare la fica della mia ragazza dilatata da quel mostro. Il nero resta a cazzo moscio e le chiede se è interessata a vederlo in tiro, e certo che lei è interessata... alla sua risposta affermativa comincia a menarselo, poi chiede a Karina di fare qualcosa per agevolargli l’erezione. Mi giro verso di lei; se lei avesse acconsentito sarebbe caduta una ulteriore barriere. Karina non riesce a staccare gli occhi da quel cazzo così inizia a passarsi le mani sulle tette facendo inturgidire i capezzoli.
Il negro adesso va più veloce con la mano e la sua pancia incomincia a ballonzolare, ma a compensazione del brutto spettacolo della pancia il pene si ingrossa: adesso è abbastanza in tiro e svetta già un arnese sui 30 centimetri. Siamo tutti presi: lui si smanetta, Karina adesso si tormenta del tutto i capezzoli, pure Enzo ha interrotto la scopata e guarda insieme a me e Ciro tutto interessato, senza parlare o intromettersi.
Il negro improvvisamente dice a Karina di masturbarsi vicino a lui.
"Dai bela, bela figa"
Si vede che la mia ragazza ha perso il controllo: è tutta rossa con i capezzoli ritti e si comincia a sentire odore di fica fradicia e di umori vaginali. Ciro e Enzo si avvicinano a lei sdraiata sul letto e iniziano a toccarsi impedendomi quasi di vedere la scena, io cerco di cambiare posizione ma Ciro mi dice sgarbatamente di lasciare fare a loro.
"Tu puoi anche scopartela dopo"
Intuisco che tutto sta andando come da loro programmato, quasi stiano seguendo un copione più volte ripetuto.
Il negro è s**tenato, tutto sudato con la panza che si muove a ogni movimento, ma il cazzo enorme svetta sempre: lo fa ballonzolare davanti alla bocca di Karina dicendole che è una vacca e che doveva leccargli la cappella e lei obbedisce.
"Dai succhiacazzi! Sì, lecca così la minchia nera, tutto in bocca, cazzo, tutto…"
"Ehi Enzo, questa zoccola io vorrei farmela senza preservativo. Voglio godermela tutta!"
Allora i due tornano a considerarmi e mi portano in disparte, prendendomi sotto braccio. Mi chiedono se Karina prende la pillola ed è sicura.
"No, non prende più la pillola. Dovete… cioè... dovremmo usare i preservativi…"
"Altrimenti je lo schiaffiamo ner culo! L'ha mai preso ner culo la pischella?"
mi chiede Enzo.
Spiego che ci abbiamo provato un paio di volte, ma ci siamo sempre fermati prima di concretizzare qualcosa.
Enzo e Ciro si guardano con complicità e si avvicinano alla mia ragazza. Mentre uno le tiene spalancate le chiappe uno inizia a masturbarla: il gioco di dita passa lentamente dalla fica al culo. Il gioco è fatto.
Karina prima aveva protestato e si era rifiutata di prenderlo in culo, ma adesso sembra totalmente assorta nel leccare l'asta del nero e Ciro inizia a spingerlo dentro a nudo. Lei mugugna un po', ma in tutta risposta Enzo e il nero le cacciano i cazzi in bocca.
"Mmmmhgggfh...”
"Dai, il tuo fidanzato s'offende se non ti facciamo pure il culo!!! Dai fatti sbattere sta minchia nel sedere!!!"
"Uuuuuuh aaaaah"
"Uuuummm uuuummmmm figaaaa, figaaa... te lo spaccoooo te lo distruggo ‘sto buco del culooo"
Io intervenni per dire che se poi la volevano scopare senza preservativo era ok, potevano farle quello che volevano, ma non venirle dentro.
Enzo: "Ok, grande bomber… oooooh che culetto che ha la fata… Aò Ciro, a 'sta zoccola ner culo però le famo 5 minuti dentro a turno!"
Uno dopo l'altro si fanno il loro giro col culo di Karina, ciascuno di loro sborrandole dentro.
Quando arriva il turno del nero e si mette a pompare Karina lei esclama subito.
"Cazzo sei nel buco sbagliato, dovevi farmi il culo! Ce l'hai almeno il preservativo?"
Lui la ignora totalmente e mano a mano che la scopata va avanti lei inizia a godersi quel grosso cazzo che fino a poco fa stava leccando ben bene.
Il nero pompa e pompa costante e in silenzio, mentre i due camionisti si segano e guardandoli scopare incitano i due a darci dentro.
"Te piace er cazzo nero, eh???"
"Zoccola, mi fai stare a cazzo duro per ore!!!"
Il nero si sdraia sulla mia ragazza e le sussurra qualcosa nell'orecchio. Lei lo bacia e gli dice
"Mettimelo in culo, dai, cosi mi puoi sborrare dentro!!!"
Il nero estrae il cazzo dalla figa e fremente lo appoggia un po’ maldestramente sul buco dell’ano e spinge con forza.
Dopo qualche minuto il culo era ormai sfondato e Il negro le sborra dentro come promesso.
"Ahhhahahahah siiiii troia!"
Si udivano solo più versi di godimento sempre più a voce alta, godevano tutti.
Da quel punto in avanti la mia ragazza viene usata alla stregua di una bambola gonfiabile. Ciro le riempì il culo almeno tre volte, mentre Enzo preferiva scoparla senza preservativo e tirarlo fuori all'ultimo per spararle gli schizzi sul culo, sulle tette e in faccia.
Il nero invece, una volta aperta la strada agli altri, se ne stava seduto mentre Karina leccava il suo cazzo e le sue palle gigantesche.
Arrivò anche il mio turno: Karina si voltò verso di me e si inginocchiò davanti al mio cazzo pulsante, lo prese in mano tenendo la pelle tirata verso il basso, quasi a farmi male e poi lo ingoiò scivolando con le labbra fino a sentire i peli del mio pube. Sentivo lei che mugolava la sua soddisfazione
"Mmmmhhhhhhh, mmmmmmmhhhh, mmmmmmhhhhh"
"Sborro, sei brava che pompinara che sei!!! Nemmeno le prostitute pompano il cazzo meglio di teee!!!!! Sborroooooooo! Sborroooooo oooooh"
Ebbi la chiara sensazione di affogarla, credo, nella mia vita, di non aver prodotto mai così tanta sborra. I getti si susseguivano in modo quasi inesauribile, mia madre pompava e ingurgitava la sborra riuscendo a respirare a fatica con il naso. Quando terminai di eruttare lava bollente, lei me lo munse ancora per recuperare da chissà dove le ultime gocce di sperma. Lei lo abbandonò, liberandolo della sua mano, era semieretto, incappucciato e nonostante tutto gocciolante.
"Ma quanta ne fai amore mio!!!! Potresti mettere incinta una cinquantina di femmine con tutta sta sborra!!!"
Era ormai quasi mattina ed Enzo non resiste più e rantolando esclama:
"A fata, aproposito di mettere incinta, mo' te schizzo dentro!”
"Ehi no, fermati, i patti erano chiari. Togliti!" intervengo io, ma Ciro mi tiene per il braccio e nel parapiglia Karina interrompe il doppio pompino e inizia a dire mugolando:
"Siiiiiiiiiiiiiiiiii vienimi dentro, sei fantastico Enzoooo, ti amoooo, ti amooooo, ancora papino miooo ancoraaaaa, siiiiiiiii, con’ti’nuaaaa, oohhhh siiiiiii, siiiii, an’co’raaaa, vienimi dentro alla figa papi, vengo, oohhh Dioooo miooo, vengo, vengoooooooo"
Il camionista inizia a sborrare abbondantemente dentro la fica della mia fidanzata e ad ogni stantuffata rivoli di sborra colano lungo il sedere e i fianchi di Karina: quando Enzo si tira indietro, tutto sudato per lo sforzo, le lascia la figa del tutto aperta e dilatata dall'azione del suo cazzo.
Ciro a questo punto si porta dietro Karina e senza tanti preamboli con il cazzo duro per il sapiente lavoro di bocca fatto dalla mia ragazza glielo mette dentro la fica ancora grondante.
"Guarda qua come ingravidamo la tua troia, qua sborro appena entro mi sa… Ti riempio pure io, zoccolona!"
Il suo cilindro già gocciolante scivolò centimetro dopo centimetro fino alla radice
"Ooohhhhh, anche tu Ciroooo, siiiiii, continuaaaaaa, siiiiiii, daiii, riempimi di sborra, vengoooooo, forte, forteeee, vengooooooooo, vengooooooooo"
Alla fine toccò a me, io che intanto avevo lasciato che quei due camionisti sfogassero le loro voglie sopra (e dentro) la mia fidanzata. La stantuffo mentre lei se ne sta a gambe spalancate e sdraiata sulla schiena, monto come un dannato quella figa allargata e sfondata: gli altri, non soddisfatti, si segano a pochi centimetri dal viso di Karina, la quale aspetta a bocca aperta. Dopo pochi colpi decisi esplodo in un piacere poche volte provato e i camionisti le sborrano assieme in faccia e sui capelli.
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