Luca, sono tua...

L’acqua scorre sulla mia testa nella doccia.

Il mio corpo nudo è percorso tutto da cento piccoli rivoli d’acqua dai capelli sino ai piedi.

Mi sono depilato completamente.

L’acqua scorre. Nessuno ostacolo oltre la pelle e le forme del corpo.

Scorre e va via, dopo aver accarezzato il mio corpo e, con essa, vanno forse via alcuni pensieri. Immagini. Parole. Idee.


Siamo molto affiatati con Luca, non manca mai di dirmi quanto gli piaccia il mio lato femminile, di certo più spiccato del suo. Strano non averci fatto caso, ma se lo afferma, probabilmente è evidente. Lo sento, che gli piace, si, quando facciamo l’amore. Me lo dicono le sue mani, i suoi baci, quando entra dentro me.

Immagini. Si, quelle che sfogliando pagine su un catalogo online all’improvviso mi vengono incontro, un completo di lingerie per donna. Non so perché sono rimasto a guardarlo così. Mi piace guardare il corpo di una bella ragazza, molto, ma in quel momento vedevo soltanto il completo e lo sentivo addosso a me. Su di me insieme a lui. Idee.

Non ho mai sentito il bisogno di travestirmi, ritengo che a volte gli abiti femminili siano anche una tortura per le ragazze, ma in quel momento mi sono ritrovato a sfogliare pagine e pagine di lingerie su un catalogo online e lo stavo facendo pensando a me e lui, insieme. L’idea mi eccitava molto e mi emozionava anche. Trovai alcuni articoli interessanti: si, mi piacevano. Potrei provarli, mi dissi, in fondo è un gioco dai, magari uno scherzo. Si, un gioco per stuzzicarci e prenderci in giro, ma potrebbe anche essere di più: un gioco erotico molto eccitante, sperando che non mi stia facendo prendere la mano da qualcosa che poi potrebbe rovinare il nostro rapporto. Dubbi. Timori.

L’acqua continua a scorre sul mio corpo, la vedo scivolare sul mio petto, sul ventre, tra le pieghe del mio inguine dividersi sulle gambe e terminare sui piedi. L’idea di asciugare il mio corpo appena depilato ed indossare quell’intimo, mi lascia così, pensieroso. Si timori ne ho, sto forzando la mia natura per un gioco o per un pazzo desiderio passeggero? Però l’idea mi eccita e il mio membro che si indurisce elimina ogni dubbio a riguardo.

Lui sta per arrivare. Esco dalla doccia, mi asciugo con calma. Il mio corpo senza peli sembra di un altro colore e anche la pelle sembra più sensibile. Mi avvicino al letto, il top nero, leggero di seta, con due spalline sottili e tre bottoncini davanti mi calza bene, è aperto sotto, come una camicetta tagliata lascia scoperto il mio ventre, i fianchi e l’ombelico risalta benissimo. Sollevo un piede per infilare il tanga, poi l’altro, il pizzo scorre sulle mie gambe sino a trovare il suo posto, il filo dietro si insinua tra i glutei e sparisce, sul davanti il mio membro duro non riuscirò mai a tenerlo dentro… Ora il passaggio più difficile: indossare una parrucca. Taglio corto, cortissimo, ma pur sempre parrucca, è difficile far coincidere, ma sembra che vada bene. Infilo un babydoll a camicetta aperto sul davanti che completa quanto ho già indossato. Mi giro verso lo specchio, un po intimorito, ma curioso e ciò che vedo mi piace. Mi siedo un attimo, ma non faccio in tempo, il citofono suona. E’ arrivato. Apro giù e socchiudo l’uscio, mi dirigo in camera da letto, ho già acceso qualche candela e abbassato la luce. La stanza si riempie di aroma di arancio e patchouli. Salgo sul letto, mi metto in ginocchio e lo aspetto.

Entra, saluta: “Dove sei?”, io: “In camera”. Sento i suoi passi, si ferma sulla porta e rimane fermo, zitto.

Inizio ad avere paura di aver fatto una stronzata.

Entra in camera, si avvicina, ma non riesco a guardarlo in viso, sento solo che dice: “vieni qui” tendendomi una mano.

Sposto la gamba per scendere, allungando un piede fuori dal letto. Le punte delle dita toccano il pavimento con lentezza e scendo, si avvicina senza parlare, poi sento soltanto che mi stringe e un sussurro: “Ti amo”.

Il cuore batte forte mentre sollevo le braccia per stringerlo anche io, ma le sue labbra si spostano sulle mie prima che le mie mani si chiudano su di lui. Le sue labbra morbide sulle mie, le mie che si schiudono e la sua lingua che cerca la mia. Ci baciamo così. Mentre ci abbracciamo e ci accarezziamo nell’abbraccio.

Si ferma e si scosta, mi guarda. Sorrido. Mi dice: “Sei speciale, sei bellissimo così”. Io rispondo: “non so bene perché l’ho fatto, per gioco o perché so che ti piace il mio lato femminile. Avevo paura che stavo facendo una cazzata…” mi blocca con un bacio. Chiudo gli occhi.

Si spoglia. E’ gia così eccitato, tanto che il suo membro è quasi verticale. Si avvicina: “Sei un uomo e non ci vedo nulla di male se a volte il tuo lato femminile predomina. Ti amo anche per questo”.

Mi bacia, ancora con più passione, sento le sue mani passare sul mio corpo, accarezzarlo da sopra la seta e immagino cosa provi una donna. Mi lascio andare. Voglio che l’io femminile guidi il gioco stasera. Sento una forte emozione dentro e la mia testa vola nella fantasia, mentre le sue mani accarezzano la mia mente cosi come accarezzano il mio corpo.

Sussurro: “Sono tuo”.

Sento il suo membro premere contro il mio membro mentre ci baciamo ed è una sensazione che adoro sempre: sapere di essere la causa di questa erezione è eccitantissimo.

Mi fa girare dolcemente, mi bacia da dietro sul collo che inclino chiudendo gli occhi. Le sue mani carezzano le mie cosce risalendo poi sui fianchi e quindi sul ventre tra l’apertura del babydoll: “è meraviglioso” sussurro.

Mi sento suo, ma forse sarebbe meglio dire, sua.

Mi abbandono e avverto il mio corpo muoversi come quello di una donna, almeno così mi sembra che sto reagendo e la conferma arriva però da lui: “sei cosi femminile, non eri mai stato così”. Mi sciolgo letteralmente sotto i suoi baci e le sue mani, mentre mi fa cadere a terra il babydoll. Mi prende per mano e mi conduce sul letto. Appoggio maliziosamente il ginocchio sul bordo del letto con il piedino arcuato, l’altro sulle punte a terra e lo guardo con desiderio: voglio essere una donna per lui stasera.

Percepisco in lui uno stato di eccitazione incredibile, mi bacia e mi spinge a salire sul letto. Mi stendo sulla schiena e lui si stende accanto a me di fianco. Mi bacia e la sua mano carezza il mio fianco, poi il ventre, lentamente con le dita sale su, sotto il top di seta sino al capezzolo… lascio andare un sospiro mentre lo sfiora e poi gli sussurro: “Stasera sono tua…TUA…” Continua a sfiorarmi il capezzolo come sa che mi piace, prima uno, poi l’altro, infine scosta il top e china il suo viso sul mio petto, li bacia e li lecca lentamente: impazzisco e inarco la schiena ansimando forte. La sua mano carezza il mio corpo e io mi abbandono a lui e al piacere che solo lui sa donarmi così pieno. Mi bacia sul ventre, poi lecca il bordo del mio ombelico e infine affonda in esso la sua lingua: la sento come una spada e inarco istantaneamente la schiena, quasi gridando. Il piacere mi rende incontrollabile ogni cosa, sono alla sua mercé. La sua mano carezza il mio membro da sopra il pizzo del tanga, sono duro si, ma ancor di più sono bagnato. Se ne accorge e mi prende il cazzo tra le labbra e inizia a succhiarlo piano, mentre le mie dita cercano i miei capezzoli da sotto la seta del top. Il piacere è troppo forte che lo fermo temendo di venire troppo presto. Lo faccio stendere e inizio a leccargli il membro. E’ bellissimo, così duro come non lo ricordavo se non la prima volta in quell’albergo, ma forse mi sbaglio, non ho più il controllo di ciò che provo, so che sono completamente succube di questo piacere intenso. La mia lingua carezza la sua cappella che cola tantissimo, così stringo le labbra sulla punta e tiro su, premendo un po' l’asta e sento uscire un bel fiotto del suo dolce precum, trasparente e caldo sulla mia lingua e lo ingoio, prendo tutta la cappella in bocca e inizio a succhiarlo: ne voglio ancora e ancora… Lo sento ansimare forte, tanto, così mi fermo: “Stasera voglio che non finisca mai” gli dico. Si solleva e scende dal letto, prende il lubrificante, mi fa avvicinare sul bordo e mi dice di girarmi e obbedisco. In ginocchio sul letto con le punte dei piedini sul bordo, mi divarica un po le gambe, scosta il filo del perizoma e con le dita mi lubrifica il buchino. Sento le sue dita cercarmi dentro, le sento giocare mentre mi lubrifica, entrare e uscire da me per poi toglierle.

Ecco.

Adesso.

Tra pochi secondi mi prenderà entrando dentro me e sarò sua.

Sento il suo cazzo carezzare il mio culo, la sua cappella meravigliosa insistere sul mio buchino e poi fermarsi quando lui la punta per entrare.

Spinge. Piano. Deciso.

Sento che si fa strada, lentamente. Inizia a entrare. Si. Lo sento passare e quindi scorrere dentro tutto. Sino in fondo e fermarsi.

Rimaniamo un attimo così: lui dentro di me che mi tiene per i fianchi, fermo, io che mi tengo sulle braccia e le gambe a squadro, i piedini sensualmente tesi indietro. Sento che lo tira indietro piano sino a metà, poi lo fa scorrere dentro di nuovo, sempre piano, continua così aumentando lentamente il ritmo. Si mi sta scopando e il mio cazzo duro reagisce colando tantissimo. Tirandomi le spalle mi fa assumere una posizione eretta e così sento il suo membro premere più forte contro la mia prostata mentre mi prende le braccia e me le tiene ferme dietro, come legate.

In questa posizione mi accorgo che abbiamo di fronte lo specchio e che i suoi occhi saltano dal mio corpo alla sua immagine riflessa: il me donna presa da lui.

E’ così eccitante anche per me che non riesco a staccare gli occhi dallo specchio. Il mio cazzo danza sotto i suoi colpi lasciando filamenti densi di precum, mentre il mio ventre sussulta al ritmo dei suoi colpi. Mi libero le braccia e le porto su, come una schiava le allungo dietro a cingergli la testa, mentre le sue mani salgono ai miei capezzoli sotto il top che scosta per vederli. E’ un’immagine stupenda mi sento sua e la felicità fa scorrere una lacrima dagli occhi. Godo tantissimo e anche lui mentre entra ed esce dal mio corpo e le sue mani governano il piacere sul mio corpo.

Ad un certo punto mi prende il membro con la mano destra mentre l’altra me la tiene sul petto e mi sussurra: “voglio che veniamo insieme amore”.

Aumenta il ritmo.

Sto impazzendo.

Sento che sto per esplodere e anche lui.

Lo sento irrigidirsi dentro di me e deflagrare in una sborrata che sembra non voler finire mai. Sento il suo cazzo pulsare dentro il mio corpo così forte che quasi non mi accorgo che anche io sto sborrando e gli schizzi riempiono il letto da un lato all’altro.

L’intensità di questo nostro orgasmo simultaneo è tale che ci chiniamo entrambe in avanti e crolliamo sul letto accasciandoci uno sull’altro ansimanti.

Rimaniamo così per interminabili secondi ancora pieni del piacere che ci avvince, come se la sensazione esplosiva del nostro orgasmo non volesse abbandonarci.

Mai.

“Sei mia, Giuly”.
6年前
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