208 Sempre più presa da Roberto
In questi giorni mi sono resa conto di quanto mi ero innamorata di lui, mi piaceva in tutto e per tutto, e l'inculata che mi aveva dato era stata dolcissima e il suo modo di fare sicuro ed esperto in questo non solo mi faceva ben sperare ma anche mi tranquillizzava e mi stimolava a prenderlo nel culo di più, più a lungo e desideravo ardentemente che godesse dentro.
Il fatto di prenderlo nel culo così facilmente mi esaltava e mi rendeva molto felice, stavo realizzando il mio sogno anche se capivo che ancora la strada era lunga: sognavo già di usare il buco del culo come la figa, prendere il cazzo indifferentemente come avevo sempre desiderato.
Ma soprattutto mi sentivo proprio innamorata, fantasticavo nei miei sogni una vita con lui, e per la prima volta in assoluto l'idea di separarmi da mio marito per andare a vivere con un altro uomo non era così rifiutata. Finora erano state tutte storie che sapevo esser passeggere, senza futuro, un diversivo anche per il partner, e che quindi intraprendevo con quello spirito, ma ora mi sembrava qualcosa di più. Sapevo che stavo fantasticando però una vocina mi diceva che questa volta forse poteva essere diverso... Comunque lo sognavo continuamente mi masturbavo molte volte ripensando a lui e al sesso fatto con lui e più facevo così più il desiderio aumentava e più il desiderio aumentava più volevo essere troia con lui ma soprattutto sottomessa, disponibile ai suoi ordini e servizievole.
Poi pensavo anche a cose più terra terra: facevo una gran fatica ad arrivare alla fine del mese, di nuovo, complice forse anche il tempo, era un periodo duro e non si vendeva e non sempre portavo a casa i soldi, ancora problemi con la banca, mentre lui incassava in un'ora quello che io prendevo in due giorni. Mi sarei sistemata economicamente forse non avrei più neanche dovuto lavorare, avrei fatto la brava mogliettina che pensava solo a soddisfare in tutto e per tutto il marito, felice di essere servizievole ed anche schiava nel letto. Sapevo di sognare come una ragazzina, ma mi piaceva molto pensare a una vita con lui, e me lo rivedevo con il suo viso bello e sorridente...
Poi pensavo alle visite fatte e mi eccitavo tutta, ripensavo a quando lo prendevo nel culo senza troppo dolore e a come mi era piaciuto farlo venire leccandolo, e ripensavo al quella futura e mi chiedevo che cosa avesse partorito la sua fantasia e in cuor mio ero pronta a tutto e sicuramente gli avrei leccato il culo se fosse capitato come l'altra volta. Ma alla fine avrei anche voluto sapere quali erano i suoi sentimenti verso di me.
Con tutti questi pensieri e sogni ieri sera sono andata da lui e appena l'ho visto il cuore mi ha battuto forte e sono corsa a baciarlo con la speranza che le sue mani mi toccassero da qualche parte, come ha fatto prendendomi il seno e facendomi immediatamente diventare la figa un lago.
Appena terminato il bacio, mi sono slacciata la camicia e ho lasciato fluttuare i seni liberi e poi mi sono inginocchiata e gli ho abbassato i pantaloni ed estratto il cazzo che era già duro e l'ho preso in bocca e con un colpo solo l'ho infilato direttamente in gola perché sapevo che gli faceva piacere vedermi pronta a fare quello che desiderava. Ad un certo punto si è seduto e gli ho tolto scarpe, pantaloni e mutande e ho cominciato a leccarlo da sotto, mentre era seduto e piano piano piano è scivolato finché davanti ala mia bocca c'era il sotto delle palle e allora con la mano l'ho segato mentre con la bocca succhiavo come una ventosa le palle, per poi scendere sempre più in basso. Il suo lasciarsi scivolare avvicinando il culo alla mia bocca mi ha fatto capire che lo voleva e allora ho rotto gli indugi e con la lingua sono arrivata al buco.
Il suo irrigidimento del cazzo, la sua mano che mi premeva la nuca mi facevano capire che dovevo farlo e allora con la lingua mi sono infilata. Subito un moto di reazione di piacere lo ha preso e e mi diceva di insistere che gli stava piacendo enormemente, che dovevo spingere di più e intanto la sua mano forte mi premeva contro di lui. Ho lasciato tute le inibizioni, ho indurito la lingua e dopo averlo leccato per bene, l'ho inserita nel buco del culo. Non volevo pensare a niente, temevo che mi prendesse il disgusto e allora pensavo a quanto lo amavo e lo facevo per quello e così mi sono lasciata andare.
Dopo un po', ma non poco tempo, con la mano mi ha preso rudemente i capelli e ha staccato la mia testa dal suo culo e mi ha detto: "non ti dispiace vero se dico troia e ti tratto da troia?" era come trasfigurato, molto duro in viso, ma sempre molto bello, anzi ancora di più e io fradicia gli ho risposto “non mi dispiace affatto anzi lo voglio anch'io" lui non ci ha più visto e con fermezza sempre prendendomi per o capelli mi ha messo il cazzo in bocca "e allora succhiami il cazzo troia, ma fino in fondo e tienilo lì finchè non te lo dico io, e non provare a rifiutare o ad alzare la testa!". Sapevo che non potevo sbagliare e ho fatto il meglio possibile. Ma dopo un po' non respiravo e ho alzato la testa. "lo sapevo che non avresti resistito non sei abbastanza troia, ti devo punire duramente" ho avuto l'impressione che l'avesse fatto apposta ma mi sono solo scusata e ho detto che avete accettato senza storie la punizione.
Infatti ha aperto un cassetto dove c'erano alcuni oggetti tra cui alcune mollette di legno e un righello piuttosto lungo. “Visto che ti piace soffrire un po', ho pensato a qualcosa...”. Le mollette non erano molto originali, ma non potevo certo dirglielo. Ha iniziato con il righello: prima mi ha fatto riprendere il cazzo in gola e poi su una natica mi ha colpito. Il problema era che temevo molto i segni che poteva lasciare, mio marito avrebbe chiesto spiegazioni, ed allora ho staccato nuovamente la testa e gli ho detto che così non era possibile. Lui mi ha risposto che allora doveva fare in un altro modo ma che sarebbe stata più dura, ma io ho detto che non era un problema quello. Ha preso allora due mollette e le ha messe su un capezzolo dopo averlo stimolato inturgidito più possibile, ma ai due fianchi, dentro le areole, in modo che la punta fosse libera, ed è diventata durissima... mi stava piacendo... sentivo male ma mi piaceva così. Ha ripetuto sull'altro capezzolo, poi l'ha sfiorato e dato una leccata con la punta della lingua, io ero un lago.
Mi rendevo conto che era quello che desideravo da tempo, soffrire un po’ mentre godevo e vedere che al mio partner piaceva molto, poi mescolare il dolore con il mio piacere, sempre percependo che il mio dominatore era soddisfatto di farlo. E tutto ciò lo sentivo ora, la mi eccitazione erra alle stelle e nello stesso tempo stavo capendo più di me, capivo che nel fondo del mio carattere c’era quella vena di masochismo che dava qualcosa in più al mio piacere che la mia condizione di sottomessa doveva avere anche quel risvolto, che volevo andare sempre di più in quella direzione. E lui sapevo che era la persona adatta e che desideravo ardentemente accelerasse per capire fino a che punto ero disposta ad arrivare.
Si è fermato, era di fronte a me e mi ha detto di riprendergli il cazzo in gola e io subito ho obbedito, e poi mi ha ordinato di mettere le mani dietro la schiena e mi ha detto: “Sono quindici giorni che desidero questo momento e ho pensato a molte cose che vorrei fare oggi e mi aspetto che tu mi dica sempre di sì... adesso continua a succhiarmi il cazzo e intanto ti dico cosa farò, se qualcosa non ti va smetti di succhiarmi. Per prima cosa cosa voglio legarti le mani dietro la schiena, mi piace saperti in mio potere; poi mi dedicherò un po' alle tette e poi alla tua fighetta, anzi figona, perchè non mi sembri proprio chiusa... poi la solita visita, al suo esito vediamo di dedicarci al culo, sempre però con un po' di dolorino, che mi sembra che tu desideri tanto..., insieme a un po' di decisa autorità, vero?” e, prendendomi per i capelli, ha tolto la mia testa dal suo cazzo e me l'ha girata in alto e mi ha guardato negli occhi.
Io ho risposto che era vero e che mi andava bene il suo programma. “Che andasse bene l'ho deciso io!” e mi ha stretto forte la punta del capezzolo duro e pronunciato. Io colavo dai liquidi che avevo, ho ansimato e lui si è abbassato per accarezzarmi la figa e ha sentito quanto ero bagnata. “sei proprio una troia, forse non sono abbastanza duro con te...” io continuavo a bagnarmi, stavo impazzendo senza quasi che mi toccasse. Vedevo il suo cazzo duro e lo desideravo ardentemente e desideravo che mi continuasse a trattare così! Ha preso un rotolo di scotch trasparente ma molto largo, da pacchi e molto resistente, e poi mi ha unito i polsi dietro la schiena e li ha legati. Mi sentivo del tutto indifesa, ma mi piaceva enormemente tanto che l'ho ringraziato perchè volevo con tutto il cuore essere alla sua mercè.
Poi ha preso due piccoli elastici, ha tolto le due mollette per capezzolo, e con una serie di tocchi con le dita, pizzichi, li ha resi durissimi e molto sporgenti, e poi li ha circondati con l'elastico, che stringeva molto ma li rendeva ancora più prominenti. Poi ha ripreso le mollette, le ha rimesse ai lati e ha ripetuto l'operazione all'altro capezzolo. Mi facevo male ma potevo resistere e pensavo che gli piaceva così e allora piaceva anche a me. Quando ha finito ha preso altre due mollette e questa volta ho temuto davvero quello che stava per fare e quando con una ha preso la punta del capezzolo così duro, il male che ho sentito è stato parecchio, ma ho stretto i denti; poi quando ,l'ha fatto anche con l'altro mi ha chiesto come andava, io ho tratto un forte respiro ho stretto nuovamente i denti e ho detto che poteva continuare perchè lo volevo.
Lui mi ha chiesto se mi piaceva e io gli ho risposto di sentirmi se ero bagnata e lui lo ha fatto e quando ha sentito quanto ero bagnata non ci ha più visto e mi ha nuovamente messo il cazzo in bocca e ha cominciato a scoparmi la gola tenendomi la testa tra le mani e dopo poco è venuto inondandomi la gola e più veniva più cercava di di tenermelo in gola e più mi sforzavo di non tossire o non *****are, finchè finalmente lo ha estratto. Mi tolto tutte le mollette e gli elastici, ma mi ha slegato le mani dietro la schiena e mi ha detto che ero stata fantastica, superiore alle sue aspettative. Ti puoi immaginare come ero felice.
Il fatto di prenderlo nel culo così facilmente mi esaltava e mi rendeva molto felice, stavo realizzando il mio sogno anche se capivo che ancora la strada era lunga: sognavo già di usare il buco del culo come la figa, prendere il cazzo indifferentemente come avevo sempre desiderato.
Ma soprattutto mi sentivo proprio innamorata, fantasticavo nei miei sogni una vita con lui, e per la prima volta in assoluto l'idea di separarmi da mio marito per andare a vivere con un altro uomo non era così rifiutata. Finora erano state tutte storie che sapevo esser passeggere, senza futuro, un diversivo anche per il partner, e che quindi intraprendevo con quello spirito, ma ora mi sembrava qualcosa di più. Sapevo che stavo fantasticando però una vocina mi diceva che questa volta forse poteva essere diverso... Comunque lo sognavo continuamente mi masturbavo molte volte ripensando a lui e al sesso fatto con lui e più facevo così più il desiderio aumentava e più il desiderio aumentava più volevo essere troia con lui ma soprattutto sottomessa, disponibile ai suoi ordini e servizievole.
Poi pensavo anche a cose più terra terra: facevo una gran fatica ad arrivare alla fine del mese, di nuovo, complice forse anche il tempo, era un periodo duro e non si vendeva e non sempre portavo a casa i soldi, ancora problemi con la banca, mentre lui incassava in un'ora quello che io prendevo in due giorni. Mi sarei sistemata economicamente forse non avrei più neanche dovuto lavorare, avrei fatto la brava mogliettina che pensava solo a soddisfare in tutto e per tutto il marito, felice di essere servizievole ed anche schiava nel letto. Sapevo di sognare come una ragazzina, ma mi piaceva molto pensare a una vita con lui, e me lo rivedevo con il suo viso bello e sorridente...
Poi pensavo alle visite fatte e mi eccitavo tutta, ripensavo a quando lo prendevo nel culo senza troppo dolore e a come mi era piaciuto farlo venire leccandolo, e ripensavo al quella futura e mi chiedevo che cosa avesse partorito la sua fantasia e in cuor mio ero pronta a tutto e sicuramente gli avrei leccato il culo se fosse capitato come l'altra volta. Ma alla fine avrei anche voluto sapere quali erano i suoi sentimenti verso di me.
Con tutti questi pensieri e sogni ieri sera sono andata da lui e appena l'ho visto il cuore mi ha battuto forte e sono corsa a baciarlo con la speranza che le sue mani mi toccassero da qualche parte, come ha fatto prendendomi il seno e facendomi immediatamente diventare la figa un lago.
Appena terminato il bacio, mi sono slacciata la camicia e ho lasciato fluttuare i seni liberi e poi mi sono inginocchiata e gli ho abbassato i pantaloni ed estratto il cazzo che era già duro e l'ho preso in bocca e con un colpo solo l'ho infilato direttamente in gola perché sapevo che gli faceva piacere vedermi pronta a fare quello che desiderava. Ad un certo punto si è seduto e gli ho tolto scarpe, pantaloni e mutande e ho cominciato a leccarlo da sotto, mentre era seduto e piano piano piano è scivolato finché davanti ala mia bocca c'era il sotto delle palle e allora con la mano l'ho segato mentre con la bocca succhiavo come una ventosa le palle, per poi scendere sempre più in basso. Il suo lasciarsi scivolare avvicinando il culo alla mia bocca mi ha fatto capire che lo voleva e allora ho rotto gli indugi e con la lingua sono arrivata al buco.
Il suo irrigidimento del cazzo, la sua mano che mi premeva la nuca mi facevano capire che dovevo farlo e allora con la lingua mi sono infilata. Subito un moto di reazione di piacere lo ha preso e e mi diceva di insistere che gli stava piacendo enormemente, che dovevo spingere di più e intanto la sua mano forte mi premeva contro di lui. Ho lasciato tute le inibizioni, ho indurito la lingua e dopo averlo leccato per bene, l'ho inserita nel buco del culo. Non volevo pensare a niente, temevo che mi prendesse il disgusto e allora pensavo a quanto lo amavo e lo facevo per quello e così mi sono lasciata andare.
Dopo un po', ma non poco tempo, con la mano mi ha preso rudemente i capelli e ha staccato la mia testa dal suo culo e mi ha detto: "non ti dispiace vero se dico troia e ti tratto da troia?" era come trasfigurato, molto duro in viso, ma sempre molto bello, anzi ancora di più e io fradicia gli ho risposto “non mi dispiace affatto anzi lo voglio anch'io" lui non ci ha più visto e con fermezza sempre prendendomi per o capelli mi ha messo il cazzo in bocca "e allora succhiami il cazzo troia, ma fino in fondo e tienilo lì finchè non te lo dico io, e non provare a rifiutare o ad alzare la testa!". Sapevo che non potevo sbagliare e ho fatto il meglio possibile. Ma dopo un po' non respiravo e ho alzato la testa. "lo sapevo che non avresti resistito non sei abbastanza troia, ti devo punire duramente" ho avuto l'impressione che l'avesse fatto apposta ma mi sono solo scusata e ho detto che avete accettato senza storie la punizione.
Infatti ha aperto un cassetto dove c'erano alcuni oggetti tra cui alcune mollette di legno e un righello piuttosto lungo. “Visto che ti piace soffrire un po', ho pensato a qualcosa...”. Le mollette non erano molto originali, ma non potevo certo dirglielo. Ha iniziato con il righello: prima mi ha fatto riprendere il cazzo in gola e poi su una natica mi ha colpito. Il problema era che temevo molto i segni che poteva lasciare, mio marito avrebbe chiesto spiegazioni, ed allora ho staccato nuovamente la testa e gli ho detto che così non era possibile. Lui mi ha risposto che allora doveva fare in un altro modo ma che sarebbe stata più dura, ma io ho detto che non era un problema quello. Ha preso allora due mollette e le ha messe su un capezzolo dopo averlo stimolato inturgidito più possibile, ma ai due fianchi, dentro le areole, in modo che la punta fosse libera, ed è diventata durissima... mi stava piacendo... sentivo male ma mi piaceva così. Ha ripetuto sull'altro capezzolo, poi l'ha sfiorato e dato una leccata con la punta della lingua, io ero un lago.
Mi rendevo conto che era quello che desideravo da tempo, soffrire un po’ mentre godevo e vedere che al mio partner piaceva molto, poi mescolare il dolore con il mio piacere, sempre percependo che il mio dominatore era soddisfatto di farlo. E tutto ciò lo sentivo ora, la mi eccitazione erra alle stelle e nello stesso tempo stavo capendo più di me, capivo che nel fondo del mio carattere c’era quella vena di masochismo che dava qualcosa in più al mio piacere che la mia condizione di sottomessa doveva avere anche quel risvolto, che volevo andare sempre di più in quella direzione. E lui sapevo che era la persona adatta e che desideravo ardentemente accelerasse per capire fino a che punto ero disposta ad arrivare.
Si è fermato, era di fronte a me e mi ha detto di riprendergli il cazzo in gola e io subito ho obbedito, e poi mi ha ordinato di mettere le mani dietro la schiena e mi ha detto: “Sono quindici giorni che desidero questo momento e ho pensato a molte cose che vorrei fare oggi e mi aspetto che tu mi dica sempre di sì... adesso continua a succhiarmi il cazzo e intanto ti dico cosa farò, se qualcosa non ti va smetti di succhiarmi. Per prima cosa cosa voglio legarti le mani dietro la schiena, mi piace saperti in mio potere; poi mi dedicherò un po' alle tette e poi alla tua fighetta, anzi figona, perchè non mi sembri proprio chiusa... poi la solita visita, al suo esito vediamo di dedicarci al culo, sempre però con un po' di dolorino, che mi sembra che tu desideri tanto..., insieme a un po' di decisa autorità, vero?” e, prendendomi per i capelli, ha tolto la mia testa dal suo cazzo e me l'ha girata in alto e mi ha guardato negli occhi.
Io ho risposto che era vero e che mi andava bene il suo programma. “Che andasse bene l'ho deciso io!” e mi ha stretto forte la punta del capezzolo duro e pronunciato. Io colavo dai liquidi che avevo, ho ansimato e lui si è abbassato per accarezzarmi la figa e ha sentito quanto ero bagnata. “sei proprio una troia, forse non sono abbastanza duro con te...” io continuavo a bagnarmi, stavo impazzendo senza quasi che mi toccasse. Vedevo il suo cazzo duro e lo desideravo ardentemente e desideravo che mi continuasse a trattare così! Ha preso un rotolo di scotch trasparente ma molto largo, da pacchi e molto resistente, e poi mi ha unito i polsi dietro la schiena e li ha legati. Mi sentivo del tutto indifesa, ma mi piaceva enormemente tanto che l'ho ringraziato perchè volevo con tutto il cuore essere alla sua mercè.
Poi ha preso due piccoli elastici, ha tolto le due mollette per capezzolo, e con una serie di tocchi con le dita, pizzichi, li ha resi durissimi e molto sporgenti, e poi li ha circondati con l'elastico, che stringeva molto ma li rendeva ancora più prominenti. Poi ha ripreso le mollette, le ha rimesse ai lati e ha ripetuto l'operazione all'altro capezzolo. Mi facevo male ma potevo resistere e pensavo che gli piaceva così e allora piaceva anche a me. Quando ha finito ha preso altre due mollette e questa volta ho temuto davvero quello che stava per fare e quando con una ha preso la punta del capezzolo così duro, il male che ho sentito è stato parecchio, ma ho stretto i denti; poi quando ,l'ha fatto anche con l'altro mi ha chiesto come andava, io ho tratto un forte respiro ho stretto nuovamente i denti e ho detto che poteva continuare perchè lo volevo.
Lui mi ha chiesto se mi piaceva e io gli ho risposto di sentirmi se ero bagnata e lui lo ha fatto e quando ha sentito quanto ero bagnata non ci ha più visto e mi ha nuovamente messo il cazzo in bocca e ha cominciato a scoparmi la gola tenendomi la testa tra le mani e dopo poco è venuto inondandomi la gola e più veniva più cercava di di tenermelo in gola e più mi sforzavo di non tossire o non *****are, finchè finalmente lo ha estratto. Mi tolto tutte le mollette e gli elastici, ma mi ha slegato le mani dietro la schiena e mi ha detto che ero stata fantastica, superiore alle sue aspettative. Ti puoi immaginare come ero felice.
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