Le avventure di Aureliano - Capitolo 15

Introduzione:

Ciao a tutti,

oggi ho deciso di postare un capitolo delle storie di Aureliano.

Lo pubblico in italiano affinche', secondo me, si possano percepire al meglio le sfumature della lingua, scritta e parlata.
Spero di farvi cosa gradita.

Se vorrete leggere tutte le storie che sto scrivendo, potrete far visita al mio Blog personale:

https://www.*******.com/HelgasTales?fan_landing=true

Buona lettura!


Le avventure di Aureliano - Capitolo 15: La mattina con Cecilia




Dopo aver avuto quell’incontro ravvicinato con Cecilia, i due cugini andarono a letto senza incrociarsi più dello stretto necessario, tanto che Aureliano pensò che la cuginetta fosse rimasta troppo scioccata dalla sua prima esperienza.



La mattina seguente la madre e la zia di Aureliano uscirono di buon’ora per andare a vedere dei mobili per la casa di montagna ed avvisarono i due figli che sarebbero rientrate non prima dell’ora di pranzo.

Sia Aureliano che Cecilia erano ancora a poltrire nel letto, quando le madri li salutarono per uscire.

Dopo circa mezz’ora Aureliano si alzò per preparare la colazione; andò in cucina, prese i cereali dalla dispensa, mise il latte sul fuoco e andò a svegliare la cugina.

Quando Cecilia arrivò in cucina, ancora assonnata, aveva addosso una camicia da notte che le arrivava poco sopra il ginocchio e i capelli arruffati come se avesse litigato con un gatto.

Al suo ingresso, Aureliano si accorse che la ragazzina, sotto la camicia da notte, non indossava nulla e, senza troppo preoccuparsi di non essere scoperto, rimirò il suo corpicino ben fatto e aggraziato.



- Ben alzata! Dormito bene? -



- Yawn... uh? …. sì, grazie... yawn... -



Barcollando, Cecilia arrivò alla sedia e vi si stravaccò, incurante del fatto che la sua posa lasciasse ammirare la sua patata.



- Certo che te non sai cosa sia la pudicizia! -

Le disse Aureliano avvicinandosi al tavolo con il pentolino del latte caldo.



- Uh... perché? -



- Hai la pisella al vento e.… questo mi fa venire strani pensieri! -

Rispose, mentre si sedette davanti a lei.



- Eh? Ahhh... Ahahah! E quali pensieri ti vengono in mente? Non capisco! -


- Beh... io sono più grande di te e.... quando vedo una pisella al naturale... specialmente dopo ieri, con te... mi eccito! -



- Uhmmm... credo di aver capito.... -

E cercò di ricomporsi.



Ma oramai era troppo tardi; Aureliano si era eccitato e il suo cazzo svettava gonfio, sotto i pantaloni del pigiama.



- Ma... ma è normale che voi maschi lo abbiate così grosso? -

Domandò incuriosita, fissando il pene che sotto la stoffa faceva sembrare che Aureliano avesse una tenda canadese fra le gambe.

Aureliano non le rispose ma, sorridendo, lo estrasse.



- Lo vuoi toccare? O.… se vuoi, possiamo anche fare altro! -



- Altro? Vuoi dire fare sesso? -

Disse Cecilia, mentre un poco si stava eccitando anche lei.



Aureliano era molto titubante al pensiero di sverginare la cuginetta e, assecondando la sua passione per le inculate, le cercò di spiegare che esistevano molti modi di fare sesso; compreso quello che il giorno prima avevano già sperimentato.

Cecilia si sentiva molto soddisfatta... euforica, nel constatare che alla sua età aveva già fatto sesso e, che in fondo, non le era dispiaciuto affatto... anzi, l’aver avuto il suo primo orgasmo la faceva sentire... più grande d'età e desiderosa di scoprire altro.



- Una delle cose più goduriose... -

Continuò Aureliano, cercando di rimarcare ciò che a lui piaceva di più.



- … è fare sesso anale... -



- Cioè, mi stai dicendo che quel coso gigantesco entrerebbe nel mio sedere?!! -



- Sì, certo! Si deve essere delicati all’inizio ma poi... ti assicuro che la sensazione che proveresti sarebbe molto bella! -



Nel continuare a parlare di sesso, il cazzo di Aureliano era diventato un palo di marmo... anche perché Cecilia lo aveva preso in mano e, delicatamente, lo stava scappellando.



Mandando la colazione a monte, Cecilia si convinse a provare questa nuova esperienza sessuale.

I due si diressero verso la camera da letto di Aureliano ma lui, passò prima al bagno a cercare qualche crema che potesse favorire l’entrata nel culo.

Trovò un barattolo di vaselina e tutto contento si diresse nella camera dove lo attendeva la cugina.



Lei era visibilmente agitata e lui decise che quell’esperienza doveva rimanere un magnifico ricordo per la cugina, per cui, senza fretta si dedicò a lei nel migliore dei modi che conosceva.

La fece sdraiare sul letto a pancia in su, le alzò fino al petto la camicia da notte e le leccò doviziosamente la fica.

Dopo abbondanti leccate che fecero colare di piacere la passera di Cecilia, Aureliano avvicinò l’indice della mano allo sfintere; il buchino prese a pulsare sotto la lieve pressione del dito e delle leccate.

La fece girare di pancia e, allargandole le chiappe, spinse la lingua il più possibile a saettarle nel culo.



- Ohhhh... mhmmm.... ahhhh.... -

Erano i versetti di goduria che la ragazzina emetteva....



Aureliano iniziò a introdurre il dito nel prezioso orifizio abbondantemente umettato.

- Brava cuginetta! Rilassati più che puoi e goditi queste sensazioni. -



Aggiungendo molta vaselina, passò a due dita e a tre...



- Ouck! Anf, anf... mmpf.... oddio, mi si allarga sempre più!



Dopo alcuni minuti lo sfintere si era abituato all’ingombro delle tre dita e Cecilia continuava a mugolare di piacere; Aureliano la fece accucciare sulle ginocchia, portandola il più possibile verso il bordo del letto, tolse le dita e puntellò con la cappella l’ingresso del buco del culo.



- Ouck! Dio mio.... quanto è grosso!! -



Piano piano spinse, millimetro dopo millimetro, il cazzo dentro l’orifizio...



- Hai! Arghhh.... mi.... mi stai rompendo! -



La cappella era oramai dentro e lo sfintere, rosso dallo sforzo di dilatarsi, cingeva il cazzo come fosse un attillato bracciale.



- Argggh! Oddio, oddio, oddio.... ahiooooo.... anf, anf.... ouch.... asp... aspetta che mi abitui.... -



Aureliano si fermò per lasciarle il tempo di rilassarsi al meglio, poi... continuò lentamente ad affondare dentro il buco del culo divenuto rovente.



- Mmpf... ouch! Piano, piano... ti prego! Phew... ecco! Si sta abituando... -



Continuò a spingere... fino a toccare con il ventre le chiappe di lei; era tutto dentro!



- Pant, pant... off...weeee...lo sento tutto in pancia.... è.… è enorme!!! -



Lentamente Aureliano prese a muoversi avanti e indietro e ad ogni affondo la pancia di Cecilia si gonfiava per via dell’ingombro nel suo budello.



- Ouch... ouch... ouch... mhmmm.... non fa più male... è.… è bellissimooo! Pant... pant... mhmmm... -



Aureliano oramai stantuffava con più vigore e ad ogni affondo sbatteva sempre più violentemente sul sedere della cugina... provocando degli schiocchi secchi, come fossero schiaffi.

Cecilia si contorceva, un po’ per le fitte di sordo dolore, un po’ per il crescente piacere che stava provando; poi, sotto gli *****santi colpi di cazzo nel suo culo, esplose in un prolungato e sincopato orgasmo... seguito, a pochi secondi di distanza, da quello di Aureliano che si scaricò abbondantemente su, per il martoriato budello.



I due restarono immobili per alcuni istanti, poi... lentamente Aureliano sfilò via il cazzo lasciando che dallo sfintere, allargato e pulsante, colasse lentamente l’abbondante sborra che lo aveva riempito.



Cecilia si abbandonò esausta sul letto.



- Oufff... avevi ragione, Aureliano... è stato meraviglioso! -
発行者 helgag
3年前
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