Ritornando a casa - 3rza parte
Nel riflettere sulla mia vita passata Marina si è resa conto che non aveva provato molte emozioni da quando si era lasciata con il suo fidanzato di malo modo poiché lui aveva un’altra donna che era incinta nello stesso periodo in cui lo era lei e lui aveva preferito stare con l’altra.
Lui era un professionista e Lucio era suo figlio mai riconosciuto. Quell’uomo con lei fino al momento della rottura è sempre stato molto attento e affettuoso e non le ha mai fatto mancare niente facendola sentire una principessa anche se nell’ultimo periodo tra lei e lui il dialogo si era smorzato.
È vero che la loro vita sessuale si era trasformata in una semplice e noiosa routine ed alla fine tra i due non c’erano rapporti soddisfacenti e gli accoppiamenti erano diventati scarsi. Forse anche per questo Marina sentiva molti stimoli sessuali ma con lui proprio niente. Poteva essere un presagio di una rottura e che lui avesse un’altra amante e quest’ultimo pensiero le faceva passare, se ce ne fosse stata, ogni voglia.
Quella situazione di quasi stagnazione sessuale dovuta a noia ed insoddisfazione, per sfogare le sue voglie, che erano arrivate a livelli notevoli, Marina ha esplorato il campo della masturbazione che con i vibratori ed i dildo di ogni forma le avrebbero potuto dare grandi godimenti surrogando cazzi veri. A sgrillettarsi ci aveva pensato tante volte ma quelle idee aveva sempre scartate, stavolta però voleva perfezionare l'autoerotismo che nel periodo iniziale era semplicemente piacere voyeuristico di sé stessa ma in seguito ha trovato altre varianti che le hanno dato grandi piaceri. Infatti a Marina piaceva specchiarsi nuda a guardare la sua silhouette a clessidra con la base raffigurata nei fianchi sodi, ma non abbondanti, che nel salire aveva la parte stretta nella vita per poi allargarsi nuovamente nel petto dove le tette avevano la forma di quelle di una vera femmina un po’ meno sode delle non grosse e né abbondanti sormontate da capezzoli lunghi e scuri che le davano il sottile piacere di essere narcisista con conseguenti soddisfazioni e piaceri.
Quando aveva il suo maschio, teneva corti i peli della figa in modo che fosse piacevole vedere e toccare la rada peluria che contrastava bene con la pelle chiara del pube e del suo corpo che da studentessa era stato motivo di invidia da parte di molte ragazze e di carezze da parte delle sue amiche più intime.
Nei miei momenti d’intimità i capezzoli erano il primo punto da cui iniziare a toccarsi per eccitarsi, li stringeva con le unghie di due dita, li tirava eccitandosi sempre di più allo scorrere dei secondi.
Marina sapeva quando far scendere una mano sulla figa godendo la decisione che metteva per trovare i punti più sensibili che non aveva trovato anche quando si mostrava sgrillettandosi al suo fidanzato.
A lei piaceva vedere aprirsi le grandi labbra di quella bella figa e si piaceva nel farsi ingrossare e scappucciare il clito che cresceva tra le sue dita accendendole la voglia e la libidine.
Utilizzando il grande specchio della sua camera, solitamente infilava due, tre ed anche quattro dita nella sua intimità e ciò la faceva esplodere. Il motivo dell’introduzione era nel convincere sé setta che la figa si sarebbe allargata ed era nella sua mente potersi mettere la mano ed il polso dentro a sostituire ciò che il suo ex non le aveva dato e se lo aveva ricevuto, quel bel momento ormai se l’era dimenticato. Il tenere le dita dentro e sgrillettarsi con le dita dell’altra mano senza estrarle e guardarsi piena le dava un grandissimo piacere. Ad accompagnare il suo autoerotismo Marina comprava molti reggiseni e mutandine di pizzo ed anche lingerie velata e trasparente che attiravano la sua attenzione e fantasia di situazioni erotiche nel navigare su internet nei vari negozi di quel genere di biancheria di lusso.
Prima della rottura Marina non indossava, se non sporadicamente, lingerie di quel tipo con mio marito e quando accadeva si sentiva in imbarazzo davanti a lui ma quella sensazione spariva appena lui usciva di casa ed allora li indossava anche durante il giorno in casa passando e ripassando a vedersi e rivedersi allo specchio in pose che con il passare dei mesi sono state sempre più pornografiche poiché cercava di imitare le situazioni dei film che vedeva sempre più spesso.
Marina era sempre più dibattuta tra l’essere una donna seria, sexy, ma senza eccessi ed anche una pervertita che guardava film porno e sé stessa allo specchio come una ninfomane incallita.
Per strada, indossando minigonne aderenti, calze con reggicalze ed in alternativa autoreggenti, reggiseno e spesso niente la, scarpe a tacco alto oppure altissimo con zeppa anche per fare la spessa quotiRina le davano la sensazione di essere pervertita ma ogni giorno, nel rituale arco di tempo dedicato ai siti porno, cercava filmati sempre diversi e sempre più spinti nell’erotismo vedendo con grande piacere filmati di scambio di coppia, BDSM, fisting estremi, torture, applicazione di piercing alle parti intime e più eroticamente sensibili, ecc.
Non bastavano le sensazioni che il mio corpo le dava, voleva qualcosa che la eccitasse maggiormente, qualcosa di profondo e di più penetrante.
Marina ha provato ad abbonarsi a dei siti pornografici per vedere film senza tagli o mascherature e la sua voglia di godere è aumentata di molto arrivando ad avere spesso due orgasmi, uno dopo l’altro, ed in alcuni casi anche tre. Per sditalinarsi e sgrillettarsi orientava lo specchio dell’anta dell’armadio della sua camera matrimoniale in modo da vedersi riflessa. Il PC con il monitor di grandi dimensioni era non lontano e per masturbarsi, dopo vari tentativi, ha trovato la posizione ed il numero di cuscini da mettere sotto la testa per guardarsi sia direttamente che riflessa.
Al lavoro, al bar, al ristorante con le amiche ed in auto i suoi pensieri si erano sempre più orientati al mondo porno.
Un giovedì le è capitato di pensarci tanto che ha dovuto accostare al marciapiede, andare su un sito di film porno e cercare gli ultimi lavori di Melena. Non poteva toccarsi la figa ma ha sollevato la mini mettendo alla luce il colore giallo intenso del suo string, le fettucce de le pinzette del reggicalze e di conseguenza la balza delle calze stesse. Lei non si è accorta che stavano passando tre ragazzine con lo zaino della scuola sul marciapiede e che una di loro si è staccata dalle altre due per andare a guardarsi nello specchietto esterno retrovisore. Proprio in quel momento lei stava guardando la scopata di un negro con una ragazza bianca.
La ragazzina ha fatto un cenno alle altre che si sono avvicinate. Marina era talmente presa dal piacere di vedere quella scopata sul display del telefonino che non si è accorta di niente. L’ha riportata alla realtà la risatina di una delle ragazze che guardavano insieme lei il video sul telefonino. Non appena le ragazze si sono viste scoperte a fare le ficcanaso si sono allontanate guardando nella sua direzione sghignazzando.
La prima mossa istintiva di Marina è stata nell’abbassarsi la mini gonna, per altro con scarso successo essendo già cortissima per come era stata tagliata, ed ha interrotto la visione facendole dimenticare la voglia di godere per un po’. Ha poi ripreso ad andare verso casa ed ha ripensato alle ragazzine che l’avevano messa in forte imbarazzo.
Dopo essersi guardata intorno attentamente per vedere se qualcuno l’avesse vista e riconosciuta, si è avviata verso casa emozionatissima con gli ormoni a mille. Mentre ero in auto cresceva in me una strana arrapante curiosità per quel video che aveva visto e di cu immaginava la fine.
Arrivata a casa, ha socchiuso le persiane, ha chiuso le finestre e si è denudata lasciando sul pavimento sia gli abiti che la lingerie distendendosi infine sul grande letto riprendendo a vedere dall’inizio il filmato interrotto dalle ragazzine.
Marina aveva la figa già molto umida e le immagini di donne scopate da uomini molto dotati l’hanno fatta tornare indietro con gli anni ma allo stesso tempo con il corpo da donna con tutti gli attributi ben esposti ai suoi stessi occhi. Lei si sentiva una ragazzina come quelle che si erano avvicinate all’auto. L’essere stata vista ha accentuato la sua eccitazione che l’ha portata a sognare di essere lì con quella ragazza così bella che indossava sempre meno vestiti e poi vederla seduta nuda sul pavimento con le gambe spalancate davanti a quello specchio a guardarsi, aprire le labbra della figa e infilare persino un dito nella sua fighetta umida.
Ciò ha dato a Marina la certezza che lo specchio a figura intera era stata una scelta non azzardata ma ben riuscita. Infatti nel vedersi pensava che quella immagine fosse della ragazza in carne ed ossa che si muoveva davanti allo specchio lasciando dietro di sé i vestiti, la giovane si è levata la camicia e mentre sbottonava i pantaloncini di jeans, con l'altra mano si ha slacciato il reggiseno lasciando cadere i due capi a terra e poi sedendosi. Restando in quella posizione davanti allo specchio ha sfilato le mutandine con un movimento sinuoso e le ha lasciate lì sul pavimento.
La ragazzina senza nome era completamente nuda con la schiena contro il comò proprio davanti allo specchio ed ha aperto le gambe per dare un'occhiata alla sua figa sentendo qualcosa di bagnato tra i glutei ancora non totalmente formati, si è anche guardata meglio per cercare di capire se avesse fatto pipì apprezzando positivamente quella sensazione.
Marina si è ricordata di quando, da teenager, ha aperto le gambe e si è guardata allo specchio proprio come la ragazzina nella sua mente. Al quel tempo lei era rimasta sbalordita nel vedere la giovane fighetta luccicante e gocciolante e non aveva potuto farne a meno di toccare per vedere di cosa si trattasse. Il suo primo pensiero è stato che si era fatta la pipì addosso, però allungando le dita, passandole sulla figa bagnata, ha constatato che non era pipì poiché era qualcosa di scivoloso ed inoltre veniva prodotto dal passare le dita su e giù ed anche a cerchi sulla fighetta. Marina non aveva mai provato niente del genere ed era così bello farlo così ha scoperto che, per la prima volta, più muoveva le dita attorno alle grandi labbra più diventava bagnata.
Per lei era un nuovo gioco giovanile che sarebbe durato per tanto tempo fino a quel giorno quando si era fermata per l’eccitazione dovuta al desiderio irresistibile di vedere un film porno sul telefonino.
Quella ragazzina quel giorno non era stata una immagine fugace. Infatti quel giorno, al rientro a casa, ha sognato di essere con lei, ha giocato con la sua figa con gli occhi chiusi per circa un minuto, poi ha usato due delle sue dita per allargarle le labbra della fighetta ed ha aperto gli occhi per guardare quelle di entrambe allo specchio.
Nella mente le è passata la frase “Oh mio dio! É bagnata e umida, forse anche più bagnata di me. Mi piace quel rosa lucido della fighetta! Oh come vorrei leccarla dopo averla sgrillettata!”
Marina ha aperto le gambe più che poteva ed ha iniziato a passare l'indice della mano destra su e giù per la sua figa bagnata e gocciolante già da alcune ore. Le è piaciuta immensamente la sensazione del dito che scivolava tra le grandi labbra bagnate della figa ed ha girato la testa per vedere la ragazza immaginaria pensando nella sua mente di fissare i suoi occhi, lei aveva il medio nella figa e nella mente l’altra sua mano l’ha portato su quell’altra giovane figa che ha anche immaginato di penetrare e, con sorpresa, ha scoperto che scivolava dentro con pochissima resistenza azzardando di spingerlo fino in fondo ricevendo sensazioni fortissime.
A quel punto i fianchi di Marina si sono mossi da un lato all'altro, su e giù, aumentando le sensazioni nel profondo della propria figa bagnata sentendosi femmina ed allo stesso tempo attrice del film porno che stava guardando.
“Se lei può farlo, posso farlo anche io!” si è detta.
Alla ragazzina si era sostituita l’attrice del film ed il dito indice si è mosso deliziosamente dentro e fuori, la mano sinistra l’ha utilizzata per andare un po’ avanti nel filmato e vedere cosa avrebbe provato la modella così anche lei avrebbe eseguito le medesime mosse quasi a sfidarla. Non vedeva l'ora di scoprire cosa l’attrice avrebbe fatto nella scena seguente.
Marina, estremamente eccitata ma anche un po' nervosa, si è chiesta se fosse stato possibile infilare tre dita nella propria figa come vedeva nel filmato e c’era solo un modo per scoprirlo.
Ha levato il dito medio e ha iniziato a giocare con la figa bagnata lubrificando l'indice, il medio e l’anulare con i suoi succhi, ha dato un altro sguardo alla modella che spingeva tre dita in lei ed al suo volto che era stravolto dal piacere. Marina voleva provare cosa si provasse ed ha spinto tre dita ben lubrificate nella sua figa avendo una forte sensazione dalla sua figa che appariva stretta ma che si allargava per accogliere le dita all’interno. La bocca della sua figa pareva una bocca spalancata che ansimava per prendere aria. Un lungo gemito soffocato le è sfuggito insieme a “Oh mio dio, le sento così bene!” e più le sue dita andavano in profondità, meglio si sentiva, inoltre, ad ogni minuto di quell’intenso piacere, la sua figa diventava sempre più lubrificata e sempre più larga, i succhi scorrevano sulla pelle finendo sul suo sfintere ed assorbite dalle lenzuola.
Guardandosi allo secchio si è trovata molto erotica e sensuale. Si piaceva vedersi nuda, con le scarpe a tacco alto ancora ai piedi e con le dita dentro proprio come l’attrice che procedeva incurante di lei.
Mentre le tre dita toccavano l’utero, Marina ha improvvisamente sentito il bisogno di averne quattro dentro volendo imitare la ragazza del filmato che faceva altrettanto. Lei non pensava che fosse possibile introdurne così tante e si è chiesta se potesse far entrare la mano fino al polso.
Quando ci ha provato su sé stessa, Marina ha dovuto coprirsi la bocca con la mano libera per non urlare forte dando preoccupazioni ai vicini di casa. Sarebbe stato molto sconveniente farli entrare di corsa e farsi trovare nuda gocciolante e bagnata con quattro dita in fondo alla figa.
Messa così ha tenuto le dita all’interno per alcuni minuti sentendo la figa stretta rilassarsi e dilatarsi, allungarsi ed adattarsi sempre di più guardandola attentamente nello specchio.
In quei momenti Marina ha capito che le piaceva guardarsi capendo anche il perché anche l’attrice si fosse penetrata.
Per assaporare il piacere di essere allargata c*** mai lo era stata, ha chiuso gli occhi ed alla riapertura Marina è rimasta molto delusa nel vedere che nella scena successiva c’era soltanto il volto dell’attrice con le dita in bocca. Quella visione è stata per lei una delusione che si è trasformata in un misto di disgusto ed anche eccitazione di provare quel lato perverso quando la modella si leccava le dita che un attimo prima erano dentro la figa.
Anche se a Marina ciò che vedeva sembrava disgustoso, lei era determinata a faro poiché la sua figa era in fiamme. La sua mente ed il suo corpo stavano facendo una battaglia ma era il suo corpo a vincere. Subito ha tirato fuori le dita dalla figa con la conseguente sensazione di vuoto interno che non le è piaciuta. A lei era piaciuto tantissimo il primo assaggio dei succhi ed anche l’inserzione di quelle dita dentro rimandando a poco dopo una nuova penetrazione per esplorarsi.
A Marina fin da subito è piaciuto il gusto dell’interno della sua figa e si ha leccato le dita fino all’ultima goccia come se fosse un dessert. Del sapore di quei succhi ne era così inebriata che non ne aveva mai abbastanza.
“Vorrei che la mia figa si bagnasse sempre così tanto perché vorrei avere i miei succhi per sempre” ed ha proseguito a toccarsi con le dita della mano sinistra portandosi quelle della destra alla bocca senza mai smettere di toccarsi ed allo stesso tempo assaggiarsi la figa che ora amava più di prima.
La scena successiva mostrava la modella che si pizzicava i capezzoli e lei ha esclamato “Dio mio!” ma la sua mano stava emulando l’attrice con la differenza che il capezzolo pizzicato le ha fatto aprire la bocca per un respiro profondo e le ha dato una scarica di elettricità che è andata direttamente alla sua figa.
Quando è cambiata la scena del film, si è voltata ed ha visto qualcosa che l’ha colpita fortemente. La ragazza si stava penetrando con un enorme giocattolo di plastica. Quelle immagini le piacevano e voleva imitarle poiché all’istante le era venuta voglia di mettersi dentro anche lei qualcosa di simile.
Marina non sapeva dove potersi procurare sul momento un oggetto simile e si è anche chiesta con cosa sostituirlo.
“Devo farlo. Devo almeno provarci!” e si è sollevata da terra e lo ha mormorato alla modella come se questa le potesse rispondere.
“Cosa posso usare? Spazzola per capelli? Uhm, non è abbastanza grande! Bottiglia di shampoo? Forse!” ed ha smesso di cercare nella sua stanza per guardare l’attrice e sentire che alla modella piaceva giocare anche con dildo, vibratori, plug, collane di perle, e che, quando non ha giocattoli in giro, usa oggetti di casa come candele, bottiglie, attrezzi, cetrioli. Ora Marina sapeva cosa doveva fare e, nuda com’era, è corsa ad aprire il frigorifero e quando l'ha aperto e ha visto dei grossi cetrioli nel vassoio delle verdure. La sua figa è diventata ancora più bagnata ed i succhi della figa sono scesi lungo la gamba regalandole una splendida sensazione.
Lei ha preso in mano tutti i cetrioli ed ha trovato quello che assomigliava di più alla taglia che stava usando la modella, si trattava di un cetriolo lungo intorno a venti centimetri ed estremamente grosso, forse era destinato ad essere buttato via.
La circonferenza poteva essere, a prima vista, preoccupante ma proprio quella dimensione eccitava la donna e non se n’è curata.
A lei è venuto spontaneo appoggiare quel frutto freddo contro la figa calda e la sensazione derivante le ha fatto piegare un po' le ginocchia. Avrebbe voluto poterlo semplicemente spingere in profondità nella sua figa proprio in quel momento, ma ha pensato che sarebbe stato meglio farlo davanti allo specchio.
Nel guardare l’attrice scoparsi quell’enorme dildo, Marina si è resa conto che aveva doveva farsi un’altra cosa che le era sempre piaciuta ma aveva tralasciato: farsi tatuare sulla schiena un’aquila il cui becco era un dildo che finiva in profondità nella sua figa.
“Devo farli entrambi! Non importa quale faccio per primo” ha pensato e per istinto ha posizionato il cetriolo in verticale sedendosi sopra ma non è entrato neanche a metà ed allora Marina si è vista costretta ad inginocchiarsi con la schiena verso lo specchio e per la prima volta, guardandosi all’indietro, si è resa conto che culo delizioso avesse. Le è piaciuto subito l'aspetto rosa del suo buco del culo che luccicava con tutti i succhi di figa che erano gocciolati giù su di esso e le è piaciuto immensamente il suo bell’aspetto di troia con la figa aperta dai ditalini e dalle dita, sfregamenti e quant’altro le avesse fatto.
Marina ha posizionato il grosso cetriolo in verticale sul tappeto e si ha passato la punta sulle labbra della figa e “Oh, dio mio! Che bello!” ed ha iniziato ad abbassarsi senza mai distogliere lo sguardo dallo specchio nemmeno per un secondo, non era certa che potesse prendere dentro di sé quell’ortaggio enorme ma sapeva che poteva e che voleva vederlo entrare nella sua figa. Poi si è abbassata lentamente sul cetriolo duro e grosso e si è goduta tutte le sensazioni dell’apertura sia delle labbra sia della figa, abbassandosi ancora di più il cetriolo ha allargato la figa e l’ha riempita.
La sua figa era in fiamme e gocciolante, i succhi della figa scorrevano lungo il cetriolo, lei era s**tenata per il piacere e la lussuria provata.
“Lo voglio tanto! Lo voglio tutto! Voglio che questo enorme e grosso cetriolo mi allarghi la figa e mi sia il cazzo della mia vita!”
Quando la parola vita è uscita dalla sua bocca, Marina si è abbassata sul pavimento prendendo l'intera lunghezza del cetriolo il più a fondo possibile cadendo in avanti per il piacevole dolore combinato con il piacere ed afferrato uno dei cuscini mettendolo sulla bocca per urlare mentre l'enorme cetriolo allungava al limite la figa che ora sembrava piccola.
È rimasta immobile per alcuni secondi assaporando la sensazione di essere così penetrata brutalmente e nella mente si è ripresentata quella ragazzina vista per strada a cui ha chiesto di muovere il cetriolo dentro di lei. Ovviamente quella ragazzina era virtuale ed era Marina stessa a muoversi lentamente su e giù sentendo dentro di lei ogni centimetro dell’enorme cetriolo.
“Non è possibile che mi stia chiavando così in profondità da un cetriolo!” si è chiesta e si è fermata per un secondo “Però mi piace, mi piace, mi piace! Lo adoro! È meraviglioso quanto si sia allargata la mia figa! Continua a muoverlo, tesoro!” ha detto credendo che la ragazza la ascoltasse “Scopami i fondo, su, sfondami!” e con questo si è tirata su fino a quando il cetriolo è stato quasi fuori dalla sua figa per poi sedersi di nuovo mettendo il cetriolo in fondo fino a quando il suo bel sedere ha battuto sul pavimento.
Marina in quel momento ha veramente perso la testa ed ha iniziato a scopare il cetriolo come un’ossessa con gli occhi dediti a guardarsi allo specchio e nella mente quella ragazza anonima al suo fianco che le teneva l’ortaggio dentro affinché non uscisse.
Poiché era in preda alla lussuria, le è venuto da toccarsi lo sfintere per vedere se il culo ne risentisse. Non appena ha toccato il buco del culo ha sentito la figa stringere il cetriolo sempre più forte e si è resa conto che stava per succedere qualcosa di importante.
“Oh, ci sono! Sìììhhhh, cos’è! Oh mio dio, sto venendooo!!
Tutto il suo corpo si è teso, irrigidito, scosso da vibrazioni e movimenti scoordinati, cadendo in avanti mettendo all’ aria il culo, la figa si è contratta più volte espellendo il cetriolo e rimpiazzando rapidamente il vuoto lasciato nella figa con quattro dita ed è stata colpita da una seconda ondata di spasmi dovuti ad orgasmi multipli e, nell’incoscienza derivante, ha aggiunto il pollice nel buco del culo rendendo gli orgasmi ancora più intensi.
Marina è così venuta a lungo ed molto intensamente. Le sembrava che quegli orgasmi fossero durati un’eternità, i succhi scorrevano lungo la mano e gocciolavano sul pavimento. Non si è neanche accorta che nel culo erano finite due dita della mano sinistra mentre quattro della le allargavano la figa. Nel contempo il corpo si muoveva come ci fossero due uomini a scoparla e, per la posizione a cui era obbligata, i suoi capezzoli induriti strisciavano sul pavimento fresco dandole in aggiunta un'altra dimensione agli orgasmi. Con l’ultimo orgasmo, decisamente troppo forte per resistere, l’ha scossa e le è arrivato a devastare il cervello facendola accasciare sul pavimento totalmente esausta.
A vederla Marina sembrava ******a e dopo un po’ di minuti di piacere senza fine, si è risvegliata in una realtà completamente diversa ed ha capito che da quel momento non sarebbe più stata la stessa.
La ragazza che l’aveva sorpresa a guardare il film porno era scomparsa dalla sua mente, un sorriso le è apparso sul viso e la sua mente si è chiesta quali altri segreti contenesse quel fantastico sito internet di filmati che avrebbe potuto emulare realizzando le scene delle attrici.
Nei giorni seguenti sono nate in lei voglie di grande eccitazione che l’hanno portata a masturbarsi per alcune ore nella solitudine della sua casa senza che Lucio, suo figlio sapesse oppure immaginasse qualcosa. In quei momenti di intensa libidine ha navigato su internet trovando un mondo che per troppo tempo le era stato sconosciuto.
Ogni volta al termine delle pratiche di sesso solitario fine esausta restava esausta e poi cambiava il sito per nascondere il suo segreto.
Solitamente, ma non sempre, riempiva la vasca da bagno e si adagiava dentro l’acqua tiepida ripensando alle sene viste e tornava con le dita a giocare nel suo dolce nido di piacere.
Quel meraviglioso giorno è rimasto impresso nella sua mente per sempre e da allora molto è cambiato in lei. Il suo Lucio non ha avuto modo di sospettare che sua madre, che lui crede così morigerata e virtuosa, avesse una sessualità molto diversa ed aperta da ciò che si poteva supporre.
Con quel tipo di filmati Marina si era rapidamente acculturata sul mondo del porno e, per soddisfare continuamente la mia fame di curiosità, ha acquistai anche dei cosiddetti giocattoli che le hanno dato tregua in assenza di un cazzo capace di soddisfarla.
La sua vita era diventata una continua masturbazione alla ricerca di un piacere sempre più inteso e soddisfacente ma è arrivato anche il momento in cui il piacere che si procurava da sola, nonostante tutto, non era sufficiente ma capiva che, se voleva godere maggiormente, l'unica soluzione poteva essere quella di trovare un partner per le sue giornate all'insegna della lussuria.
Ma chi scegliere? Non era facile dire ad un'altra persona che voleva fare sesso in molti modi bellissimi per lei ma riprovevoli e sconci per altri. Inoltre da quando si era dedicata al sesso solitario aveva una vita che non le consentiva di avere relazioni amorose, la sua vita era vedere film porno, cercare notizie e racconti porno o molto erotici e comunque i suoi pensieri erano solo per quel mondo virtuale ma per lei soddisfacente e di conseguenza non sentiva la necessità di un’altra persona che facesse sesso con lei.
Per caso a Marina è capitato di vedere un bozzo nel pantalone del figlio e da quel momento ha iniziato a osservare la sua chiedendosi se si masturbasse, se fosse ancora vergine, se avesse mai baciato una ragazza o toccato un seno. Le è passato per la testa che fosse gay
Marina, camminando scalza per la casa, si è accostata allo stipite della porta di camera sua ed ha visto che passava ore on line in siti per adulti vedendo cose che non forse non aveva visto nella vita reale. Da quel momento Marina non si sarebbe più meravigliata di niente.
La donna ha visto che ad entrambi piacevano le sensazioni sessuali forti ed allora ho pensato suo figlio avrebbe seguito il suo esempio supponendo che un sano appetito sessuale è una buona base per vivere.
Da madre single voleva lasciargli percorrere il suo percorso di vita amoroso. Fra le tante cose che ha capito di lui c’era anche il suo bisogno di una confidente con cui condividere i desideri ed i fatti oppure magari ricevere consigli di tanto in tanto.
Il giorno in cui aveva deciso di farsi confidare i pensieri intimi e confidenziali è tornata dopo il lavoro, si sono preparata un bicchiere di vino per darsi coraggio ed ha cercato di trovare il modo migliore per affrontare l’argomento con lui.
Quando lui è tornato a casa prima di pranzo Lucio è andato direttamente nella sua stanza così come faceva quasi tutti i giorni, la madre lo ha seguito, ha fatto un respiro profondo, ha bussato alla sua porta e è entrata nella stanza per chiacchierare con lui così come farebbe ogni madre senza fargli presagire niente.
Lui ha subito acceso il PC e sembrava infastidito dal fatto fosse stato interrotto ma ha digitato alcuni tasti sul suo laptop e poi l’ha guardata. Marina ha cercato di fargli il suo miglior sorriso per fargli sapere che andava tutto bene e poi si è seduta sul letto accanto alla sua scrivania.
"Lucio, va tutto bene a scuola?"
"Certo mamma, perché me lo chiedi?"
La madre ha esitato per un momento, poi ha risposto "Beh, è che non ti vedo più con i tuoi amici"
"Te l'ho detto, ci piace giocare online" ha risposto lui un po' irritato.
"Lo so, tesoro, è solo che non capisco perché tu non esca mai di casa. Non è salutare che tu te ne stia qui chiuso davanti ad uno schermo"
"Mamma, cosa c’è che non va?" ha chiesto quasi scocciato.
"Niente, davvero, tesoro mio! ... É solo, beh, sono preoccupato per te" ha balbettato rimpiangendo un secondo bicchiere di vino per darsi più coraggio.
"Guarda che sto bene!" ha esclamato il ragazzo mentre le sue mani tornavano sulla tastiera del computer e non più parlato poiché non voleva intrusioni nella sua vita privata ma un’altra domanda Marina voleva farla "Hai una fidanzata?"
Lucio ha emesso un sospiro ed ha risposto semplicemente con un No ben chiaro.
Quella sua risposta ha rimesso in moto la mente della donna e non sapeva esattamente come chiedergli "Ti piacciono le ragazze, vero?"
"Mamma!" ha replicato infastidito alzando la voce "È di questo che si tratta?"
"Rilassati tesoro, per favore!" ha detto la mamma cercando di calmare il suo animo.
"Sto bene, ok!? E non sono gay!"
Marina ha capito che aveva oltrepassato il limite e doveva lasciarlo in pace.
Madre e figlio sono rimasti entrambi un momento in silenzio incerti su cosa dire dopo e, per rompere l’impasse, lei ha balbettato a bassa voce per non irritarlo "Sai che facevo l’infermiera e…, beh, se hai qualche domanda, sai ... sul sesso, puoi chiedere a me"
Lucio è arrossito e si è limitato ad annuire con un cenno della testa.
Non volendo lasciar cadere l’argomento, Marina ha aggiunto "Tuo padre non era bravo in queste cose, quindi se hai bisogno di qualcosa, intendo qualsiasi cosa, chiedi. Ok?"
Lucio ha annuito ancora una volta e la madre ha pensato che non era il momento di insistere ed è andata via.
Nelle settimane successive ha cercato di riprendere l’argomento facendo del suo meglio per scambiare con Lucio qualche parola sul sesso ed è sembrato che lui si fosse rassegnato a parlarne, il solo fatto che abbia accettato quegli argomenti è stato comunque un inizio.
Dopo le domande riguardanti la vita amorosa di Lucio, con gran coraggio Marina ha deciso d’impulso di comprare un paio di riviste erotiche Playboy e Penthouse. Il ragazzo dell’edicola le ha fatto un sorriso ammiccante ma non ha detto nulla e le ha messe in un sacchetto di carta, poi lei è corsa alla macchina e si è diretta a casa.
L’indomani, dopo che Lucio è andato a lezione, Marina ha tirato fuori le riviste ed è stata tentata di sfogliarle ma, essendo avvolte nella plastica, ha deciso di lasciarle così come erano e di metterle sul comodino accanto al suo letto nella speranza che diventasse sua confidente, se mai lui ne avesse avuto bisogno.
Nei giorni successivi ha intenzionalmente fatto finta che niente fosse successo con le riviste accanto al suo letto e nemmeno Lucio ha detto nulla; entrambi hanno fatto finta che nulla fosse successo.
La donna si chiedeva se il figlio si fosse masturbato nel vedere le foto e ciò a lei andava bene.
Marina in un angolo segreto di un cassettone teneva nascosto un vibratore che la aiutava nella masturbazione ed ha notato che lui era diventato più attento aiutandola nelle faccende domestiche ed anche il fatto che cercasse di trattarlo come un adulto piuttosto che come un bambino.
Due settimane dopo a Marina è capitato di avere un intero martedì libero e ne ha approfittato per pulire casa. Quando ha portato della biancheria pulita nella stanza di Lucio si è incuriosita per le riviste che gli avevo lasciato ed ha aperto il cassetto del suo comodino trovandole subito. Erano anni che la donna non ne guardava una e si chiedeva se fossero sempre le stesse, per sfogliarle si è seduta sul letto di Lucio ed ha iniziato a guardare Playboy restando sorpresa nello scoprire che c'erano tanti articoli su argomenti diverse dal sesso mentre le immagini erano realizzate con gusto e le donne erano molto più belle di come me le ricordasse.
Visto Playboy, ho aperto l’altra pubblicazione, le immagini erano migliori e nel complesso belle. Nel girare le pagine ho trovato il Forum e ha iniziato a leggere. Apparentemente erano lettere di lettori che descrivevano in dettaglio le loro esperienze sessuali e si è subito assorta lasciando che la mente vagasse nella fantasia.
Una delle prime storie che ha letto è stata quella di una studentessa universitaria che ha sedotto il suo professore. Successivamente ha letto di un ragazzo che era andato a letto con la migliore amica di sua madre, da come era scritto la situazione è sembrata molto erotica e, senza nemmeno rendersi conto di cosa stesse facendo, la mano destra si è spostata sotto la minigonna andando ad accarezzarsi dolcemente la figa da sopra il leggero tessuto del perizoma. Uno dei racconti successivi era di un'avvocatessa che aveva sedotto la sua nuova segretaria e lo aveva fatto dopo l'orario di lavoro. Le sensazioni sono diventate così forti che ha lasciato cadere la rivista ed ha iniziato a pizzicarsi un capezzolo con la mano sinistra mentre la destra era impegnata tra le gambe. Quando ha raggiunto l’orgasmo, Marina si è lasciata andare sul letto con un forte gemito crogiolandomi nelle meravigliose sensazioni. Dopo un minuto o poco più, mentre ancora ansimava e si contorceva sul materasso, ha aperto gli occhi ed è rimasta scioccata nel vedere Lucio in piedi appoggiato sullo stipite della porta meravigliato.
Al che Marina è letteralmente saltata in piedi fermandomi davanti a lui lisciando verso il basso nervosamente la minigonna.
"Cosa fai a casa così presto?" ha chiesto a voce alta sentendosi più imbarazzata che mai.
"Lo sai che oggi le lezioni finiscono prima. Oggi ho solo tre ore di lezione. C’è riunione sindacale"
In quel momento la testa della donna non capiva niente ed ha chiesto stupidamente "Cosa significa?"
"Significa che oggi le lezioni sono terminate prima del solito. È come se fosse una giornata da brevis letio!” ha replicato Lucio.
Cercando di far funzionare la sua mente, Marina si è chiesta come avesse potuto fare una dimenticanza simile e si è giustificata con lui “Ero così presa dalle commissioni e poi, beh, sai, avevo perso la cognizione del tempo!”
Nel pronunciare quelle parole si è sentita sciocca, imbecille totale ed ho sentito la necessità di uscire da quella stanza. Passando velocemente davanti non ho potuto fare a meno di notare il grosso bozzo nei suoi pantaloni ponendosi la domanda “Da quanto tempo mi stava guardando?”
Per il resto della giornata Marina ho fatto del suo meglio per evitare Lucio poiché era imbarazzata ma anche arrapata ma durante la cena era evidente una certa tensione nell'aria ed aveva bisogno di affrontarlo. Alla fine ha sbottato "Mi dispiace di aver invaso la tua privacy. Non avrei dovuto essere nella tua stanza"
Lui mi ha fatto un tenero sorriso dicendo "Va tutto bene, mamma. Non è niente, non ti preoccupare"
Madre e figlio hanno mangiato in silenzio ancora per un po' ma lei aveva un peso insopportabile nella mente ed allora temendo una sua reazione, con un po' di ansia, ha chiesto "Hai visto cosa stavo facendo, vero?"
"Sì" è stata la sua risposta e ciò non le ha reso facile il proseguo ma è riuscita ad aprire bocca per affermare con un tono serio "Beh, so che alcune persone dicono che è peccaminoso, ma voglio farti sapere che la masturbazione è normale e salutare"
Lucio si è limitato a guardarla come se fosse a corto di parole e la madre, insistendo oltre il dovuto per qualche ragione inspiegabile, ha chiesto "Tu non lo fai?"
La faccia del ragazzo è diventata rossa ma dopo una pausa ha annuito lentamente con la testa.
"È del tutto normale tesoro. Non hai niente. Intendo dire che non c’è niente di cui vergognarsi, capisci?" e Lucio si è limitato ad annuire di nuovo.
Anche se si sentiva piuttosto imbarazzata, lei ha aggiunto "Ricordati che se hai domande oppure hai bisogno di qualcosa, chiedimi pure"
Lui ha risposto "Va bene, mamma" ed entrambe sono tornati a mangiare in silenzio e da quel giorno la sua passione per i giochi si è trasformata in qualcos’altro poiché il cambiamento non è stato solo il suo, c'è stato un cambiamento anche nella madre.
Marina è sempre stata una femmina esibizionista e l'idea di essere osservata l’ha improvvisamente eccitata. Com’era già accaduto si è stesa a letto ed ha immaginato che qualcuno sbirciasse dalla finestra o mi guardasse in qualche altro modo, lei si sentiva sexy ed anche erotica e quella sensazione le piaceva molto. Inoltre si è sentita in dovere di cambiare il suo look sia in casa che fuori indossando indumenti più eccitanti spesso senza reggiseno e le piaceva l’idea di trovare Lucio fosse già a casa tornando dalle commissioni. Se Lucio avesse guardato attentamente, avrebbe visto le tette libere sotto solo una sottile maglietta di cotone ed anche le gambe depilate e lucide dal bordo delle minigonne, peraltro cortissime, in giù che davano un look piuttosto provocatorio.
Una sera a cena, dopo che Marina aveva quasi completamente superato lo shock di essere stata sorpresa nella stanza di Lucio, lui le ha fatto una domanda fatta all'improvviso.
Lui è arrossito molto ed ha detto con imbarazzo "Beh, sai, come hai detto ….. se c'è qualcosa che voglio chiederti"
La madre era davvero eccitata per quello che sarebbe successo ed ha pensato subito che forse le avrebbe domandato qualcosa di cui aveva bisogno, di un consiglio, annuendo con entusiasmo, ha risposto "Certo! Dimmi!"
Lui ha fatto un respiro profondo e poi "Ti ricordi, l'altro giorno? Quando ti ho visto nella mia stanza?"
Immediatamente Marina ha sentito il sudore che le colava su tutto il corpo chiedendosi dove il figlio volesse andare con i suoi pensieri ed ha risposto nervosamente "Sì!" e lui freddamente se ne è uscito con "Voglio vederti di nuovo"
Quelle quattro semplici parole sono riuscite a scioccarla tantissimo.
"Che cosa??" Ha gridato Marina non credendo a quello che aveva appena sentito "Sei serio! Hai preso qualcosa?"
Lucio sollevando la testa e guardandola negli occhi, quasi balbettando "Ma hai detto che avresti fatto quello che volevo"
"Santo cielo, Lucio! Non è quello che intendevo e tu lo sai!" ha urlato sbalordita dal fatto che mai avrebbe avuto il coraggio di chiedere una cosa simile ma allo steso tempo godendo del fatto che lui si sia accorta di lei come femmina.
"Va bene!" ha mormorato e si è alzato da tavola e prima di avviarsi verso la sua stanza "Lucio, non posso credere che tu me l'abbia chiesto. Non c'è possibilità che io possa farlo" ma era un modo di dire perché Marina già si sentiva eccitata e la sua mente è stata presa dalla masturbazione che era sono fatta quella mattina e già immaginava a come avrebbe fatto a masturbarsi intenzionalmente per suo figlio sul lettone.
A lei piaceva immensamente la nuova sensazione di essere sottoposta alle voglie di Lucio ed essere a sua disposizione solo perché gli aveva comprato un paio di riviste per adulti ed anche perché mi sono fatta un ditalino mettendo in scena uno spettacolo esclusivamente per lui. Poi è andata nella sua stanza a parlargli. Ha bussato alla porta e ho sentito da parte di Lucio un urlo "Vattene!"
Nonostante il suo invito la madre ha girato la maniglia ed è entrata comunque.
Lucio era alla sua scrivania che guardava lo schermo del laptop.
Io ho ammorbidito il mio sguardo al meglio che potessi ed ho detto "Tesoro, parliamo. Lucio, mi dispiace se ti ho deluso in passato, mi dispiace veramente, scusami ma ciò che è accaduto e ciò che mi hai chiesto è una cosa che non so se potrà mai accadere. Non avrei dovuto essere quel giorno nella tua stanza e mi dispiace che tu abbia visto quello che stavo facendo"
Lucio l’ha fissata negli occhi come a pensare la risposta e poi "Va bene, mamma. Puoi chiudere la porta mentre esci?" ed è tornato con lo sguardo al computer digitando qualcosa.
Marina si è ritrovata a camminare per andare a letto e passare una delle notti meno riposanti della sua vita ma toccandosi tra le gambe per capire se l’eccitazione avvertita all’ora di cena fosse vera.
Le settimane successive sono state una tortura silenziosa poiché Lucio ha trovato mille ragioni per stare fuori casa, a casa era costantemente nella sua stanza con la porta chiusa in segno di protesta. Durante la cena restava in silenzio e la lasciasse da sola.
Una sera, dopo cena, la sua amica lesbica Rina ha intuito che qualcosa non andasse bene e Marina è scoppiata in lacrime dicendole che aveva problemi con Lucio. Lei l’ha fatto entrare nella camera matrimoniale ed ha chiuso la porta, poi si è messa dietro Marina ad accarezzarle le spalle mentre piangeva ancora ed il piacere ricevuto è stato meraviglioso, le mie emozioni sono state così forti che si è crogiolata nelle attenzioni che le dava l’amica.
"Dimmi cosa c'è che non va" le ha chiesto Rina sussurrando mentre massaggiava dolcemente i muscoli tesi e Marina ho dato inizio al racconto su Lucio ma ovviamente non potevo dirle il motivo, si vergognava troppo, le parole uscivano di bocca e si denigrava sentendosi un fallimento come madre. Rina era meravigliosa e ascoltava tutto senza giudicarla e la incoraggiava.
Dopo essermi calmata un po', Rina l’ha avvolta tra le braccia dandole un forte abbraccio che Marina ha gradito moltissimo e poi l’ha baciata dolcemente sul collo e su una guancia. Marina ha inclinato la testa per facilitarla e l’amica è stata incoraggiata da quella reazione perché le sue mani si sono mosse lentamente sulla pancia fino a quando non ha preso a coppa le tette e le ha sussurrato con un fil di voce "Lascia che ti faccia sentire meglio, Marina"
Quelle parole hanno avuto l’effetto di farla rilassare e quasi svenire facendole sfuggire un gemito dalle labbra mentre faceva rotolare i capezzoli duri tra le sue dita. A Rina sapeva esattamente cosa le piacesse e ha iniziato a giocare su tutti i punti erogeni. I suoi baci hanno coperto per intero il collo finché non ha preso il lobo dell’orecchio tra i denti e lo ha strattonato dolcemente, giocosamente. In quel preciso istante ha fatto scorrere una mano sul ventre finché non ha premuto con forza contro il monte di venere.
La maggior parte di Marina avrebbe voluto cedere alle sensazioni e lasciare che l’amica la prendesse ma era nervosa all'idea di stare con una donna, pur essendo ormai abituata. Con un grande sforzo ha allontanato le mani dicendo "Mi dispiace tanto, Rina, ma oggi non me la sento di fare sesso con te!"
Rina ha capito la situazione e non si è per niente offesa ma si aspettava che Marina la chiamasse nei giorni seguenti per dirle come aveva sfogato le sue voglie sessuali.
L’indomani mattina Lucio è uscito per andare all’università e lei è andata in bagno ed ha fatto una lunga doccia calda cercando di lavare via tutti i suoi guai. Mentre si insaponava il petto non poteva fare a meno di ricordare la sensazione delle mani di Rina sulle sue tette ed ha ripensato a lei dicendosi che in fin dei conti era stata così gentile dandole dei momenti magici.
All’uscita dalla doccia si è asciugata ed è andata a stendersi sul suo letto con il corpo ancora eccitato e sicuramente pronto per altre attenzioni. Per dare sfogo alle sue voglie diventate irresistibili ha afferrato la piccola s**tola da scarpe, che teneva nascosta nell'armadio sotto tanta lingerie, ed ha tirato fuori il suo vibratore preferito. A parte le sue stesse dita, era l'unica cosa che era entrata nella sua figa da molti mesi e che oggi si sarebbe allenata ad allargarla.
Lui era un professionista e Lucio era suo figlio mai riconosciuto. Quell’uomo con lei fino al momento della rottura è sempre stato molto attento e affettuoso e non le ha mai fatto mancare niente facendola sentire una principessa anche se nell’ultimo periodo tra lei e lui il dialogo si era smorzato.
È vero che la loro vita sessuale si era trasformata in una semplice e noiosa routine ed alla fine tra i due non c’erano rapporti soddisfacenti e gli accoppiamenti erano diventati scarsi. Forse anche per questo Marina sentiva molti stimoli sessuali ma con lui proprio niente. Poteva essere un presagio di una rottura e che lui avesse un’altra amante e quest’ultimo pensiero le faceva passare, se ce ne fosse stata, ogni voglia.
Quella situazione di quasi stagnazione sessuale dovuta a noia ed insoddisfazione, per sfogare le sue voglie, che erano arrivate a livelli notevoli, Marina ha esplorato il campo della masturbazione che con i vibratori ed i dildo di ogni forma le avrebbero potuto dare grandi godimenti surrogando cazzi veri. A sgrillettarsi ci aveva pensato tante volte ma quelle idee aveva sempre scartate, stavolta però voleva perfezionare l'autoerotismo che nel periodo iniziale era semplicemente piacere voyeuristico di sé stessa ma in seguito ha trovato altre varianti che le hanno dato grandi piaceri. Infatti a Marina piaceva specchiarsi nuda a guardare la sua silhouette a clessidra con la base raffigurata nei fianchi sodi, ma non abbondanti, che nel salire aveva la parte stretta nella vita per poi allargarsi nuovamente nel petto dove le tette avevano la forma di quelle di una vera femmina un po’ meno sode delle non grosse e né abbondanti sormontate da capezzoli lunghi e scuri che le davano il sottile piacere di essere narcisista con conseguenti soddisfazioni e piaceri.
Quando aveva il suo maschio, teneva corti i peli della figa in modo che fosse piacevole vedere e toccare la rada peluria che contrastava bene con la pelle chiara del pube e del suo corpo che da studentessa era stato motivo di invidia da parte di molte ragazze e di carezze da parte delle sue amiche più intime.
Nei miei momenti d’intimità i capezzoli erano il primo punto da cui iniziare a toccarsi per eccitarsi, li stringeva con le unghie di due dita, li tirava eccitandosi sempre di più allo scorrere dei secondi.
Marina sapeva quando far scendere una mano sulla figa godendo la decisione che metteva per trovare i punti più sensibili che non aveva trovato anche quando si mostrava sgrillettandosi al suo fidanzato.
A lei piaceva vedere aprirsi le grandi labbra di quella bella figa e si piaceva nel farsi ingrossare e scappucciare il clito che cresceva tra le sue dita accendendole la voglia e la libidine.
Utilizzando il grande specchio della sua camera, solitamente infilava due, tre ed anche quattro dita nella sua intimità e ciò la faceva esplodere. Il motivo dell’introduzione era nel convincere sé setta che la figa si sarebbe allargata ed era nella sua mente potersi mettere la mano ed il polso dentro a sostituire ciò che il suo ex non le aveva dato e se lo aveva ricevuto, quel bel momento ormai se l’era dimenticato. Il tenere le dita dentro e sgrillettarsi con le dita dell’altra mano senza estrarle e guardarsi piena le dava un grandissimo piacere. Ad accompagnare il suo autoerotismo Marina comprava molti reggiseni e mutandine di pizzo ed anche lingerie velata e trasparente che attiravano la sua attenzione e fantasia di situazioni erotiche nel navigare su internet nei vari negozi di quel genere di biancheria di lusso.
Prima della rottura Marina non indossava, se non sporadicamente, lingerie di quel tipo con mio marito e quando accadeva si sentiva in imbarazzo davanti a lui ma quella sensazione spariva appena lui usciva di casa ed allora li indossava anche durante il giorno in casa passando e ripassando a vedersi e rivedersi allo specchio in pose che con il passare dei mesi sono state sempre più pornografiche poiché cercava di imitare le situazioni dei film che vedeva sempre più spesso.
Marina era sempre più dibattuta tra l’essere una donna seria, sexy, ma senza eccessi ed anche una pervertita che guardava film porno e sé stessa allo specchio come una ninfomane incallita.
Per strada, indossando minigonne aderenti, calze con reggicalze ed in alternativa autoreggenti, reggiseno e spesso niente la, scarpe a tacco alto oppure altissimo con zeppa anche per fare la spessa quotiRina le davano la sensazione di essere pervertita ma ogni giorno, nel rituale arco di tempo dedicato ai siti porno, cercava filmati sempre diversi e sempre più spinti nell’erotismo vedendo con grande piacere filmati di scambio di coppia, BDSM, fisting estremi, torture, applicazione di piercing alle parti intime e più eroticamente sensibili, ecc.
Non bastavano le sensazioni che il mio corpo le dava, voleva qualcosa che la eccitasse maggiormente, qualcosa di profondo e di più penetrante.
Marina ha provato ad abbonarsi a dei siti pornografici per vedere film senza tagli o mascherature e la sua voglia di godere è aumentata di molto arrivando ad avere spesso due orgasmi, uno dopo l’altro, ed in alcuni casi anche tre. Per sditalinarsi e sgrillettarsi orientava lo specchio dell’anta dell’armadio della sua camera matrimoniale in modo da vedersi riflessa. Il PC con il monitor di grandi dimensioni era non lontano e per masturbarsi, dopo vari tentativi, ha trovato la posizione ed il numero di cuscini da mettere sotto la testa per guardarsi sia direttamente che riflessa.
Al lavoro, al bar, al ristorante con le amiche ed in auto i suoi pensieri si erano sempre più orientati al mondo porno.
Un giovedì le è capitato di pensarci tanto che ha dovuto accostare al marciapiede, andare su un sito di film porno e cercare gli ultimi lavori di Melena. Non poteva toccarsi la figa ma ha sollevato la mini mettendo alla luce il colore giallo intenso del suo string, le fettucce de le pinzette del reggicalze e di conseguenza la balza delle calze stesse. Lei non si è accorta che stavano passando tre ragazzine con lo zaino della scuola sul marciapiede e che una di loro si è staccata dalle altre due per andare a guardarsi nello specchietto esterno retrovisore. Proprio in quel momento lei stava guardando la scopata di un negro con una ragazza bianca.
La ragazzina ha fatto un cenno alle altre che si sono avvicinate. Marina era talmente presa dal piacere di vedere quella scopata sul display del telefonino che non si è accorta di niente. L’ha riportata alla realtà la risatina di una delle ragazze che guardavano insieme lei il video sul telefonino. Non appena le ragazze si sono viste scoperte a fare le ficcanaso si sono allontanate guardando nella sua direzione sghignazzando.
La prima mossa istintiva di Marina è stata nell’abbassarsi la mini gonna, per altro con scarso successo essendo già cortissima per come era stata tagliata, ed ha interrotto la visione facendole dimenticare la voglia di godere per un po’. Ha poi ripreso ad andare verso casa ed ha ripensato alle ragazzine che l’avevano messa in forte imbarazzo.
Dopo essersi guardata intorno attentamente per vedere se qualcuno l’avesse vista e riconosciuta, si è avviata verso casa emozionatissima con gli ormoni a mille. Mentre ero in auto cresceva in me una strana arrapante curiosità per quel video che aveva visto e di cu immaginava la fine.
Arrivata a casa, ha socchiuso le persiane, ha chiuso le finestre e si è denudata lasciando sul pavimento sia gli abiti che la lingerie distendendosi infine sul grande letto riprendendo a vedere dall’inizio il filmato interrotto dalle ragazzine.
Marina aveva la figa già molto umida e le immagini di donne scopate da uomini molto dotati l’hanno fatta tornare indietro con gli anni ma allo stesso tempo con il corpo da donna con tutti gli attributi ben esposti ai suoi stessi occhi. Lei si sentiva una ragazzina come quelle che si erano avvicinate all’auto. L’essere stata vista ha accentuato la sua eccitazione che l’ha portata a sognare di essere lì con quella ragazza così bella che indossava sempre meno vestiti e poi vederla seduta nuda sul pavimento con le gambe spalancate davanti a quello specchio a guardarsi, aprire le labbra della figa e infilare persino un dito nella sua fighetta umida.
Ciò ha dato a Marina la certezza che lo specchio a figura intera era stata una scelta non azzardata ma ben riuscita. Infatti nel vedersi pensava che quella immagine fosse della ragazza in carne ed ossa che si muoveva davanti allo specchio lasciando dietro di sé i vestiti, la giovane si è levata la camicia e mentre sbottonava i pantaloncini di jeans, con l'altra mano si ha slacciato il reggiseno lasciando cadere i due capi a terra e poi sedendosi. Restando in quella posizione davanti allo specchio ha sfilato le mutandine con un movimento sinuoso e le ha lasciate lì sul pavimento.
La ragazzina senza nome era completamente nuda con la schiena contro il comò proprio davanti allo specchio ed ha aperto le gambe per dare un'occhiata alla sua figa sentendo qualcosa di bagnato tra i glutei ancora non totalmente formati, si è anche guardata meglio per cercare di capire se avesse fatto pipì apprezzando positivamente quella sensazione.
Marina si è ricordata di quando, da teenager, ha aperto le gambe e si è guardata allo specchio proprio come la ragazzina nella sua mente. Al quel tempo lei era rimasta sbalordita nel vedere la giovane fighetta luccicante e gocciolante e non aveva potuto farne a meno di toccare per vedere di cosa si trattasse. Il suo primo pensiero è stato che si era fatta la pipì addosso, però allungando le dita, passandole sulla figa bagnata, ha constatato che non era pipì poiché era qualcosa di scivoloso ed inoltre veniva prodotto dal passare le dita su e giù ed anche a cerchi sulla fighetta. Marina non aveva mai provato niente del genere ed era così bello farlo così ha scoperto che, per la prima volta, più muoveva le dita attorno alle grandi labbra più diventava bagnata.
Per lei era un nuovo gioco giovanile che sarebbe durato per tanto tempo fino a quel giorno quando si era fermata per l’eccitazione dovuta al desiderio irresistibile di vedere un film porno sul telefonino.
Quella ragazzina quel giorno non era stata una immagine fugace. Infatti quel giorno, al rientro a casa, ha sognato di essere con lei, ha giocato con la sua figa con gli occhi chiusi per circa un minuto, poi ha usato due delle sue dita per allargarle le labbra della fighetta ed ha aperto gli occhi per guardare quelle di entrambe allo specchio.
Nella mente le è passata la frase “Oh mio dio! É bagnata e umida, forse anche più bagnata di me. Mi piace quel rosa lucido della fighetta! Oh come vorrei leccarla dopo averla sgrillettata!”
Marina ha aperto le gambe più che poteva ed ha iniziato a passare l'indice della mano destra su e giù per la sua figa bagnata e gocciolante già da alcune ore. Le è piaciuta immensamente la sensazione del dito che scivolava tra le grandi labbra bagnate della figa ed ha girato la testa per vedere la ragazza immaginaria pensando nella sua mente di fissare i suoi occhi, lei aveva il medio nella figa e nella mente l’altra sua mano l’ha portato su quell’altra giovane figa che ha anche immaginato di penetrare e, con sorpresa, ha scoperto che scivolava dentro con pochissima resistenza azzardando di spingerlo fino in fondo ricevendo sensazioni fortissime.
A quel punto i fianchi di Marina si sono mossi da un lato all'altro, su e giù, aumentando le sensazioni nel profondo della propria figa bagnata sentendosi femmina ed allo stesso tempo attrice del film porno che stava guardando.
“Se lei può farlo, posso farlo anche io!” si è detta.
Alla ragazzina si era sostituita l’attrice del film ed il dito indice si è mosso deliziosamente dentro e fuori, la mano sinistra l’ha utilizzata per andare un po’ avanti nel filmato e vedere cosa avrebbe provato la modella così anche lei avrebbe eseguito le medesime mosse quasi a sfidarla. Non vedeva l'ora di scoprire cosa l’attrice avrebbe fatto nella scena seguente.
Marina, estremamente eccitata ma anche un po' nervosa, si è chiesta se fosse stato possibile infilare tre dita nella propria figa come vedeva nel filmato e c’era solo un modo per scoprirlo.
Ha levato il dito medio e ha iniziato a giocare con la figa bagnata lubrificando l'indice, il medio e l’anulare con i suoi succhi, ha dato un altro sguardo alla modella che spingeva tre dita in lei ed al suo volto che era stravolto dal piacere. Marina voleva provare cosa si provasse ed ha spinto tre dita ben lubrificate nella sua figa avendo una forte sensazione dalla sua figa che appariva stretta ma che si allargava per accogliere le dita all’interno. La bocca della sua figa pareva una bocca spalancata che ansimava per prendere aria. Un lungo gemito soffocato le è sfuggito insieme a “Oh mio dio, le sento così bene!” e più le sue dita andavano in profondità, meglio si sentiva, inoltre, ad ogni minuto di quell’intenso piacere, la sua figa diventava sempre più lubrificata e sempre più larga, i succhi scorrevano sulla pelle finendo sul suo sfintere ed assorbite dalle lenzuola.
Guardandosi allo secchio si è trovata molto erotica e sensuale. Si piaceva vedersi nuda, con le scarpe a tacco alto ancora ai piedi e con le dita dentro proprio come l’attrice che procedeva incurante di lei.
Mentre le tre dita toccavano l’utero, Marina ha improvvisamente sentito il bisogno di averne quattro dentro volendo imitare la ragazza del filmato che faceva altrettanto. Lei non pensava che fosse possibile introdurne così tante e si è chiesta se potesse far entrare la mano fino al polso.
Quando ci ha provato su sé stessa, Marina ha dovuto coprirsi la bocca con la mano libera per non urlare forte dando preoccupazioni ai vicini di casa. Sarebbe stato molto sconveniente farli entrare di corsa e farsi trovare nuda gocciolante e bagnata con quattro dita in fondo alla figa.
Messa così ha tenuto le dita all’interno per alcuni minuti sentendo la figa stretta rilassarsi e dilatarsi, allungarsi ed adattarsi sempre di più guardandola attentamente nello specchio.
In quei momenti Marina ha capito che le piaceva guardarsi capendo anche il perché anche l’attrice si fosse penetrata.
Per assaporare il piacere di essere allargata c*** mai lo era stata, ha chiuso gli occhi ed alla riapertura Marina è rimasta molto delusa nel vedere che nella scena successiva c’era soltanto il volto dell’attrice con le dita in bocca. Quella visione è stata per lei una delusione che si è trasformata in un misto di disgusto ed anche eccitazione di provare quel lato perverso quando la modella si leccava le dita che un attimo prima erano dentro la figa.
Anche se a Marina ciò che vedeva sembrava disgustoso, lei era determinata a faro poiché la sua figa era in fiamme. La sua mente ed il suo corpo stavano facendo una battaglia ma era il suo corpo a vincere. Subito ha tirato fuori le dita dalla figa con la conseguente sensazione di vuoto interno che non le è piaciuta. A lei era piaciuto tantissimo il primo assaggio dei succhi ed anche l’inserzione di quelle dita dentro rimandando a poco dopo una nuova penetrazione per esplorarsi.
A Marina fin da subito è piaciuto il gusto dell’interno della sua figa e si ha leccato le dita fino all’ultima goccia come se fosse un dessert. Del sapore di quei succhi ne era così inebriata che non ne aveva mai abbastanza.
“Vorrei che la mia figa si bagnasse sempre così tanto perché vorrei avere i miei succhi per sempre” ed ha proseguito a toccarsi con le dita della mano sinistra portandosi quelle della destra alla bocca senza mai smettere di toccarsi ed allo stesso tempo assaggiarsi la figa che ora amava più di prima.
La scena successiva mostrava la modella che si pizzicava i capezzoli e lei ha esclamato “Dio mio!” ma la sua mano stava emulando l’attrice con la differenza che il capezzolo pizzicato le ha fatto aprire la bocca per un respiro profondo e le ha dato una scarica di elettricità che è andata direttamente alla sua figa.
Quando è cambiata la scena del film, si è voltata ed ha visto qualcosa che l’ha colpita fortemente. La ragazza si stava penetrando con un enorme giocattolo di plastica. Quelle immagini le piacevano e voleva imitarle poiché all’istante le era venuta voglia di mettersi dentro anche lei qualcosa di simile.
Marina non sapeva dove potersi procurare sul momento un oggetto simile e si è anche chiesta con cosa sostituirlo.
“Devo farlo. Devo almeno provarci!” e si è sollevata da terra e lo ha mormorato alla modella come se questa le potesse rispondere.
“Cosa posso usare? Spazzola per capelli? Uhm, non è abbastanza grande! Bottiglia di shampoo? Forse!” ed ha smesso di cercare nella sua stanza per guardare l’attrice e sentire che alla modella piaceva giocare anche con dildo, vibratori, plug, collane di perle, e che, quando non ha giocattoli in giro, usa oggetti di casa come candele, bottiglie, attrezzi, cetrioli. Ora Marina sapeva cosa doveva fare e, nuda com’era, è corsa ad aprire il frigorifero e quando l'ha aperto e ha visto dei grossi cetrioli nel vassoio delle verdure. La sua figa è diventata ancora più bagnata ed i succhi della figa sono scesi lungo la gamba regalandole una splendida sensazione.
Lei ha preso in mano tutti i cetrioli ed ha trovato quello che assomigliava di più alla taglia che stava usando la modella, si trattava di un cetriolo lungo intorno a venti centimetri ed estremamente grosso, forse era destinato ad essere buttato via.
La circonferenza poteva essere, a prima vista, preoccupante ma proprio quella dimensione eccitava la donna e non se n’è curata.
A lei è venuto spontaneo appoggiare quel frutto freddo contro la figa calda e la sensazione derivante le ha fatto piegare un po' le ginocchia. Avrebbe voluto poterlo semplicemente spingere in profondità nella sua figa proprio in quel momento, ma ha pensato che sarebbe stato meglio farlo davanti allo specchio.
Nel guardare l’attrice scoparsi quell’enorme dildo, Marina si è resa conto che aveva doveva farsi un’altra cosa che le era sempre piaciuta ma aveva tralasciato: farsi tatuare sulla schiena un’aquila il cui becco era un dildo che finiva in profondità nella sua figa.
“Devo farli entrambi! Non importa quale faccio per primo” ha pensato e per istinto ha posizionato il cetriolo in verticale sedendosi sopra ma non è entrato neanche a metà ed allora Marina si è vista costretta ad inginocchiarsi con la schiena verso lo specchio e per la prima volta, guardandosi all’indietro, si è resa conto che culo delizioso avesse. Le è piaciuto subito l'aspetto rosa del suo buco del culo che luccicava con tutti i succhi di figa che erano gocciolati giù su di esso e le è piaciuto immensamente il suo bell’aspetto di troia con la figa aperta dai ditalini e dalle dita, sfregamenti e quant’altro le avesse fatto.
Marina ha posizionato il grosso cetriolo in verticale sul tappeto e si ha passato la punta sulle labbra della figa e “Oh, dio mio! Che bello!” ed ha iniziato ad abbassarsi senza mai distogliere lo sguardo dallo specchio nemmeno per un secondo, non era certa che potesse prendere dentro di sé quell’ortaggio enorme ma sapeva che poteva e che voleva vederlo entrare nella sua figa. Poi si è abbassata lentamente sul cetriolo duro e grosso e si è goduta tutte le sensazioni dell’apertura sia delle labbra sia della figa, abbassandosi ancora di più il cetriolo ha allargato la figa e l’ha riempita.
La sua figa era in fiamme e gocciolante, i succhi della figa scorrevano lungo il cetriolo, lei era s**tenata per il piacere e la lussuria provata.
“Lo voglio tanto! Lo voglio tutto! Voglio che questo enorme e grosso cetriolo mi allarghi la figa e mi sia il cazzo della mia vita!”
Quando la parola vita è uscita dalla sua bocca, Marina si è abbassata sul pavimento prendendo l'intera lunghezza del cetriolo il più a fondo possibile cadendo in avanti per il piacevole dolore combinato con il piacere ed afferrato uno dei cuscini mettendolo sulla bocca per urlare mentre l'enorme cetriolo allungava al limite la figa che ora sembrava piccola.
È rimasta immobile per alcuni secondi assaporando la sensazione di essere così penetrata brutalmente e nella mente si è ripresentata quella ragazzina vista per strada a cui ha chiesto di muovere il cetriolo dentro di lei. Ovviamente quella ragazzina era virtuale ed era Marina stessa a muoversi lentamente su e giù sentendo dentro di lei ogni centimetro dell’enorme cetriolo.
“Non è possibile che mi stia chiavando così in profondità da un cetriolo!” si è chiesta e si è fermata per un secondo “Però mi piace, mi piace, mi piace! Lo adoro! È meraviglioso quanto si sia allargata la mia figa! Continua a muoverlo, tesoro!” ha detto credendo che la ragazza la ascoltasse “Scopami i fondo, su, sfondami!” e con questo si è tirata su fino a quando il cetriolo è stato quasi fuori dalla sua figa per poi sedersi di nuovo mettendo il cetriolo in fondo fino a quando il suo bel sedere ha battuto sul pavimento.
Marina in quel momento ha veramente perso la testa ed ha iniziato a scopare il cetriolo come un’ossessa con gli occhi dediti a guardarsi allo specchio e nella mente quella ragazza anonima al suo fianco che le teneva l’ortaggio dentro affinché non uscisse.
Poiché era in preda alla lussuria, le è venuto da toccarsi lo sfintere per vedere se il culo ne risentisse. Non appena ha toccato il buco del culo ha sentito la figa stringere il cetriolo sempre più forte e si è resa conto che stava per succedere qualcosa di importante.
“Oh, ci sono! Sìììhhhh, cos’è! Oh mio dio, sto venendooo!!
Tutto il suo corpo si è teso, irrigidito, scosso da vibrazioni e movimenti scoordinati, cadendo in avanti mettendo all’ aria il culo, la figa si è contratta più volte espellendo il cetriolo e rimpiazzando rapidamente il vuoto lasciato nella figa con quattro dita ed è stata colpita da una seconda ondata di spasmi dovuti ad orgasmi multipli e, nell’incoscienza derivante, ha aggiunto il pollice nel buco del culo rendendo gli orgasmi ancora più intensi.
Marina è così venuta a lungo ed molto intensamente. Le sembrava che quegli orgasmi fossero durati un’eternità, i succhi scorrevano lungo la mano e gocciolavano sul pavimento. Non si è neanche accorta che nel culo erano finite due dita della mano sinistra mentre quattro della le allargavano la figa. Nel contempo il corpo si muoveva come ci fossero due uomini a scoparla e, per la posizione a cui era obbligata, i suoi capezzoli induriti strisciavano sul pavimento fresco dandole in aggiunta un'altra dimensione agli orgasmi. Con l’ultimo orgasmo, decisamente troppo forte per resistere, l’ha scossa e le è arrivato a devastare il cervello facendola accasciare sul pavimento totalmente esausta.
A vederla Marina sembrava ******a e dopo un po’ di minuti di piacere senza fine, si è risvegliata in una realtà completamente diversa ed ha capito che da quel momento non sarebbe più stata la stessa.
La ragazza che l’aveva sorpresa a guardare il film porno era scomparsa dalla sua mente, un sorriso le è apparso sul viso e la sua mente si è chiesta quali altri segreti contenesse quel fantastico sito internet di filmati che avrebbe potuto emulare realizzando le scene delle attrici.
Nei giorni seguenti sono nate in lei voglie di grande eccitazione che l’hanno portata a masturbarsi per alcune ore nella solitudine della sua casa senza che Lucio, suo figlio sapesse oppure immaginasse qualcosa. In quei momenti di intensa libidine ha navigato su internet trovando un mondo che per troppo tempo le era stato sconosciuto.
Ogni volta al termine delle pratiche di sesso solitario fine esausta restava esausta e poi cambiava il sito per nascondere il suo segreto.
Solitamente, ma non sempre, riempiva la vasca da bagno e si adagiava dentro l’acqua tiepida ripensando alle sene viste e tornava con le dita a giocare nel suo dolce nido di piacere.
Quel meraviglioso giorno è rimasto impresso nella sua mente per sempre e da allora molto è cambiato in lei. Il suo Lucio non ha avuto modo di sospettare che sua madre, che lui crede così morigerata e virtuosa, avesse una sessualità molto diversa ed aperta da ciò che si poteva supporre.
Con quel tipo di filmati Marina si era rapidamente acculturata sul mondo del porno e, per soddisfare continuamente la mia fame di curiosità, ha acquistai anche dei cosiddetti giocattoli che le hanno dato tregua in assenza di un cazzo capace di soddisfarla.
La sua vita era diventata una continua masturbazione alla ricerca di un piacere sempre più inteso e soddisfacente ma è arrivato anche il momento in cui il piacere che si procurava da sola, nonostante tutto, non era sufficiente ma capiva che, se voleva godere maggiormente, l'unica soluzione poteva essere quella di trovare un partner per le sue giornate all'insegna della lussuria.
Ma chi scegliere? Non era facile dire ad un'altra persona che voleva fare sesso in molti modi bellissimi per lei ma riprovevoli e sconci per altri. Inoltre da quando si era dedicata al sesso solitario aveva una vita che non le consentiva di avere relazioni amorose, la sua vita era vedere film porno, cercare notizie e racconti porno o molto erotici e comunque i suoi pensieri erano solo per quel mondo virtuale ma per lei soddisfacente e di conseguenza non sentiva la necessità di un’altra persona che facesse sesso con lei.
Per caso a Marina è capitato di vedere un bozzo nel pantalone del figlio e da quel momento ha iniziato a osservare la sua chiedendosi se si masturbasse, se fosse ancora vergine, se avesse mai baciato una ragazza o toccato un seno. Le è passato per la testa che fosse gay
Marina, camminando scalza per la casa, si è accostata allo stipite della porta di camera sua ed ha visto che passava ore on line in siti per adulti vedendo cose che non forse non aveva visto nella vita reale. Da quel momento Marina non si sarebbe più meravigliata di niente.
La donna ha visto che ad entrambi piacevano le sensazioni sessuali forti ed allora ho pensato suo figlio avrebbe seguito il suo esempio supponendo che un sano appetito sessuale è una buona base per vivere.
Da madre single voleva lasciargli percorrere il suo percorso di vita amoroso. Fra le tante cose che ha capito di lui c’era anche il suo bisogno di una confidente con cui condividere i desideri ed i fatti oppure magari ricevere consigli di tanto in tanto.
Il giorno in cui aveva deciso di farsi confidare i pensieri intimi e confidenziali è tornata dopo il lavoro, si sono preparata un bicchiere di vino per darsi coraggio ed ha cercato di trovare il modo migliore per affrontare l’argomento con lui.
Quando lui è tornato a casa prima di pranzo Lucio è andato direttamente nella sua stanza così come faceva quasi tutti i giorni, la madre lo ha seguito, ha fatto un respiro profondo, ha bussato alla sua porta e è entrata nella stanza per chiacchierare con lui così come farebbe ogni madre senza fargli presagire niente.
Lui ha subito acceso il PC e sembrava infastidito dal fatto fosse stato interrotto ma ha digitato alcuni tasti sul suo laptop e poi l’ha guardata. Marina ha cercato di fargli il suo miglior sorriso per fargli sapere che andava tutto bene e poi si è seduta sul letto accanto alla sua scrivania.
"Lucio, va tutto bene a scuola?"
"Certo mamma, perché me lo chiedi?"
La madre ha esitato per un momento, poi ha risposto "Beh, è che non ti vedo più con i tuoi amici"
"Te l'ho detto, ci piace giocare online" ha risposto lui un po' irritato.
"Lo so, tesoro, è solo che non capisco perché tu non esca mai di casa. Non è salutare che tu te ne stia qui chiuso davanti ad uno schermo"
"Mamma, cosa c’è che non va?" ha chiesto quasi scocciato.
"Niente, davvero, tesoro mio! ... É solo, beh, sono preoccupato per te" ha balbettato rimpiangendo un secondo bicchiere di vino per darsi più coraggio.
"Guarda che sto bene!" ha esclamato il ragazzo mentre le sue mani tornavano sulla tastiera del computer e non più parlato poiché non voleva intrusioni nella sua vita privata ma un’altra domanda Marina voleva farla "Hai una fidanzata?"
Lucio ha emesso un sospiro ed ha risposto semplicemente con un No ben chiaro.
Quella sua risposta ha rimesso in moto la mente della donna e non sapeva esattamente come chiedergli "Ti piacciono le ragazze, vero?"
"Mamma!" ha replicato infastidito alzando la voce "È di questo che si tratta?"
"Rilassati tesoro, per favore!" ha detto la mamma cercando di calmare il suo animo.
"Sto bene, ok!? E non sono gay!"
Marina ha capito che aveva oltrepassato il limite e doveva lasciarlo in pace.
Madre e figlio sono rimasti entrambi un momento in silenzio incerti su cosa dire dopo e, per rompere l’impasse, lei ha balbettato a bassa voce per non irritarlo "Sai che facevo l’infermiera e…, beh, se hai qualche domanda, sai ... sul sesso, puoi chiedere a me"
Lucio è arrossito e si è limitato ad annuire con un cenno della testa.
Non volendo lasciar cadere l’argomento, Marina ha aggiunto "Tuo padre non era bravo in queste cose, quindi se hai bisogno di qualcosa, intendo qualsiasi cosa, chiedi. Ok?"
Lucio ha annuito ancora una volta e la madre ha pensato che non era il momento di insistere ed è andata via.
Nelle settimane successive ha cercato di riprendere l’argomento facendo del suo meglio per scambiare con Lucio qualche parola sul sesso ed è sembrato che lui si fosse rassegnato a parlarne, il solo fatto che abbia accettato quegli argomenti è stato comunque un inizio.
Dopo le domande riguardanti la vita amorosa di Lucio, con gran coraggio Marina ha deciso d’impulso di comprare un paio di riviste erotiche Playboy e Penthouse. Il ragazzo dell’edicola le ha fatto un sorriso ammiccante ma non ha detto nulla e le ha messe in un sacchetto di carta, poi lei è corsa alla macchina e si è diretta a casa.
L’indomani, dopo che Lucio è andato a lezione, Marina ha tirato fuori le riviste ed è stata tentata di sfogliarle ma, essendo avvolte nella plastica, ha deciso di lasciarle così come erano e di metterle sul comodino accanto al suo letto nella speranza che diventasse sua confidente, se mai lui ne avesse avuto bisogno.
Nei giorni successivi ha intenzionalmente fatto finta che niente fosse successo con le riviste accanto al suo letto e nemmeno Lucio ha detto nulla; entrambi hanno fatto finta che nulla fosse successo.
La donna si chiedeva se il figlio si fosse masturbato nel vedere le foto e ciò a lei andava bene.
Marina in un angolo segreto di un cassettone teneva nascosto un vibratore che la aiutava nella masturbazione ed ha notato che lui era diventato più attento aiutandola nelle faccende domestiche ed anche il fatto che cercasse di trattarlo come un adulto piuttosto che come un bambino.
Due settimane dopo a Marina è capitato di avere un intero martedì libero e ne ha approfittato per pulire casa. Quando ha portato della biancheria pulita nella stanza di Lucio si è incuriosita per le riviste che gli avevo lasciato ed ha aperto il cassetto del suo comodino trovandole subito. Erano anni che la donna non ne guardava una e si chiedeva se fossero sempre le stesse, per sfogliarle si è seduta sul letto di Lucio ed ha iniziato a guardare Playboy restando sorpresa nello scoprire che c'erano tanti articoli su argomenti diverse dal sesso mentre le immagini erano realizzate con gusto e le donne erano molto più belle di come me le ricordasse.
Visto Playboy, ho aperto l’altra pubblicazione, le immagini erano migliori e nel complesso belle. Nel girare le pagine ho trovato il Forum e ha iniziato a leggere. Apparentemente erano lettere di lettori che descrivevano in dettaglio le loro esperienze sessuali e si è subito assorta lasciando che la mente vagasse nella fantasia.
Una delle prime storie che ha letto è stata quella di una studentessa universitaria che ha sedotto il suo professore. Successivamente ha letto di un ragazzo che era andato a letto con la migliore amica di sua madre, da come era scritto la situazione è sembrata molto erotica e, senza nemmeno rendersi conto di cosa stesse facendo, la mano destra si è spostata sotto la minigonna andando ad accarezzarsi dolcemente la figa da sopra il leggero tessuto del perizoma. Uno dei racconti successivi era di un'avvocatessa che aveva sedotto la sua nuova segretaria e lo aveva fatto dopo l'orario di lavoro. Le sensazioni sono diventate così forti che ha lasciato cadere la rivista ed ha iniziato a pizzicarsi un capezzolo con la mano sinistra mentre la destra era impegnata tra le gambe. Quando ha raggiunto l’orgasmo, Marina si è lasciata andare sul letto con un forte gemito crogiolandomi nelle meravigliose sensazioni. Dopo un minuto o poco più, mentre ancora ansimava e si contorceva sul materasso, ha aperto gli occhi ed è rimasta scioccata nel vedere Lucio in piedi appoggiato sullo stipite della porta meravigliato.
Al che Marina è letteralmente saltata in piedi fermandomi davanti a lui lisciando verso il basso nervosamente la minigonna.
"Cosa fai a casa così presto?" ha chiesto a voce alta sentendosi più imbarazzata che mai.
"Lo sai che oggi le lezioni finiscono prima. Oggi ho solo tre ore di lezione. C’è riunione sindacale"
In quel momento la testa della donna non capiva niente ed ha chiesto stupidamente "Cosa significa?"
"Significa che oggi le lezioni sono terminate prima del solito. È come se fosse una giornata da brevis letio!” ha replicato Lucio.
Cercando di far funzionare la sua mente, Marina si è chiesta come avesse potuto fare una dimenticanza simile e si è giustificata con lui “Ero così presa dalle commissioni e poi, beh, sai, avevo perso la cognizione del tempo!”
Nel pronunciare quelle parole si è sentita sciocca, imbecille totale ed ho sentito la necessità di uscire da quella stanza. Passando velocemente davanti non ho potuto fare a meno di notare il grosso bozzo nei suoi pantaloni ponendosi la domanda “Da quanto tempo mi stava guardando?”
Per il resto della giornata Marina ho fatto del suo meglio per evitare Lucio poiché era imbarazzata ma anche arrapata ma durante la cena era evidente una certa tensione nell'aria ed aveva bisogno di affrontarlo. Alla fine ha sbottato "Mi dispiace di aver invaso la tua privacy. Non avrei dovuto essere nella tua stanza"
Lui mi ha fatto un tenero sorriso dicendo "Va tutto bene, mamma. Non è niente, non ti preoccupare"
Madre e figlio hanno mangiato in silenzio ancora per un po' ma lei aveva un peso insopportabile nella mente ed allora temendo una sua reazione, con un po' di ansia, ha chiesto "Hai visto cosa stavo facendo, vero?"
"Sì" è stata la sua risposta e ciò non le ha reso facile il proseguo ma è riuscita ad aprire bocca per affermare con un tono serio "Beh, so che alcune persone dicono che è peccaminoso, ma voglio farti sapere che la masturbazione è normale e salutare"
Lucio si è limitato a guardarla come se fosse a corto di parole e la madre, insistendo oltre il dovuto per qualche ragione inspiegabile, ha chiesto "Tu non lo fai?"
La faccia del ragazzo è diventata rossa ma dopo una pausa ha annuito lentamente con la testa.
"È del tutto normale tesoro. Non hai niente. Intendo dire che non c’è niente di cui vergognarsi, capisci?" e Lucio si è limitato ad annuire di nuovo.
Anche se si sentiva piuttosto imbarazzata, lei ha aggiunto "Ricordati che se hai domande oppure hai bisogno di qualcosa, chiedimi pure"
Lui ha risposto "Va bene, mamma" ed entrambe sono tornati a mangiare in silenzio e da quel giorno la sua passione per i giochi si è trasformata in qualcos’altro poiché il cambiamento non è stato solo il suo, c'è stato un cambiamento anche nella madre.
Marina è sempre stata una femmina esibizionista e l'idea di essere osservata l’ha improvvisamente eccitata. Com’era già accaduto si è stesa a letto ed ha immaginato che qualcuno sbirciasse dalla finestra o mi guardasse in qualche altro modo, lei si sentiva sexy ed anche erotica e quella sensazione le piaceva molto. Inoltre si è sentita in dovere di cambiare il suo look sia in casa che fuori indossando indumenti più eccitanti spesso senza reggiseno e le piaceva l’idea di trovare Lucio fosse già a casa tornando dalle commissioni. Se Lucio avesse guardato attentamente, avrebbe visto le tette libere sotto solo una sottile maglietta di cotone ed anche le gambe depilate e lucide dal bordo delle minigonne, peraltro cortissime, in giù che davano un look piuttosto provocatorio.
Una sera a cena, dopo che Marina aveva quasi completamente superato lo shock di essere stata sorpresa nella stanza di Lucio, lui le ha fatto una domanda fatta all'improvviso.
Lui è arrossito molto ed ha detto con imbarazzo "Beh, sai, come hai detto ….. se c'è qualcosa che voglio chiederti"
La madre era davvero eccitata per quello che sarebbe successo ed ha pensato subito che forse le avrebbe domandato qualcosa di cui aveva bisogno, di un consiglio, annuendo con entusiasmo, ha risposto "Certo! Dimmi!"
Lui ha fatto un respiro profondo e poi "Ti ricordi, l'altro giorno? Quando ti ho visto nella mia stanza?"
Immediatamente Marina ha sentito il sudore che le colava su tutto il corpo chiedendosi dove il figlio volesse andare con i suoi pensieri ed ha risposto nervosamente "Sì!" e lui freddamente se ne è uscito con "Voglio vederti di nuovo"
Quelle quattro semplici parole sono riuscite a scioccarla tantissimo.
"Che cosa??" Ha gridato Marina non credendo a quello che aveva appena sentito "Sei serio! Hai preso qualcosa?"
Lucio sollevando la testa e guardandola negli occhi, quasi balbettando "Ma hai detto che avresti fatto quello che volevo"
"Santo cielo, Lucio! Non è quello che intendevo e tu lo sai!" ha urlato sbalordita dal fatto che mai avrebbe avuto il coraggio di chiedere una cosa simile ma allo steso tempo godendo del fatto che lui si sia accorta di lei come femmina.
"Va bene!" ha mormorato e si è alzato da tavola e prima di avviarsi verso la sua stanza "Lucio, non posso credere che tu me l'abbia chiesto. Non c'è possibilità che io possa farlo" ma era un modo di dire perché Marina già si sentiva eccitata e la sua mente è stata presa dalla masturbazione che era sono fatta quella mattina e già immaginava a come avrebbe fatto a masturbarsi intenzionalmente per suo figlio sul lettone.
A lei piaceva immensamente la nuova sensazione di essere sottoposta alle voglie di Lucio ed essere a sua disposizione solo perché gli aveva comprato un paio di riviste per adulti ed anche perché mi sono fatta un ditalino mettendo in scena uno spettacolo esclusivamente per lui. Poi è andata nella sua stanza a parlargli. Ha bussato alla porta e ho sentito da parte di Lucio un urlo "Vattene!"
Nonostante il suo invito la madre ha girato la maniglia ed è entrata comunque.
Lucio era alla sua scrivania che guardava lo schermo del laptop.
Io ho ammorbidito il mio sguardo al meglio che potessi ed ho detto "Tesoro, parliamo. Lucio, mi dispiace se ti ho deluso in passato, mi dispiace veramente, scusami ma ciò che è accaduto e ciò che mi hai chiesto è una cosa che non so se potrà mai accadere. Non avrei dovuto essere quel giorno nella tua stanza e mi dispiace che tu abbia visto quello che stavo facendo"
Lucio l’ha fissata negli occhi come a pensare la risposta e poi "Va bene, mamma. Puoi chiudere la porta mentre esci?" ed è tornato con lo sguardo al computer digitando qualcosa.
Marina si è ritrovata a camminare per andare a letto e passare una delle notti meno riposanti della sua vita ma toccandosi tra le gambe per capire se l’eccitazione avvertita all’ora di cena fosse vera.
Le settimane successive sono state una tortura silenziosa poiché Lucio ha trovato mille ragioni per stare fuori casa, a casa era costantemente nella sua stanza con la porta chiusa in segno di protesta. Durante la cena restava in silenzio e la lasciasse da sola.
Una sera, dopo cena, la sua amica lesbica Rina ha intuito che qualcosa non andasse bene e Marina è scoppiata in lacrime dicendole che aveva problemi con Lucio. Lei l’ha fatto entrare nella camera matrimoniale ed ha chiuso la porta, poi si è messa dietro Marina ad accarezzarle le spalle mentre piangeva ancora ed il piacere ricevuto è stato meraviglioso, le mie emozioni sono state così forti che si è crogiolata nelle attenzioni che le dava l’amica.
"Dimmi cosa c'è che non va" le ha chiesto Rina sussurrando mentre massaggiava dolcemente i muscoli tesi e Marina ho dato inizio al racconto su Lucio ma ovviamente non potevo dirle il motivo, si vergognava troppo, le parole uscivano di bocca e si denigrava sentendosi un fallimento come madre. Rina era meravigliosa e ascoltava tutto senza giudicarla e la incoraggiava.
Dopo essermi calmata un po', Rina l’ha avvolta tra le braccia dandole un forte abbraccio che Marina ha gradito moltissimo e poi l’ha baciata dolcemente sul collo e su una guancia. Marina ha inclinato la testa per facilitarla e l’amica è stata incoraggiata da quella reazione perché le sue mani si sono mosse lentamente sulla pancia fino a quando non ha preso a coppa le tette e le ha sussurrato con un fil di voce "Lascia che ti faccia sentire meglio, Marina"
Quelle parole hanno avuto l’effetto di farla rilassare e quasi svenire facendole sfuggire un gemito dalle labbra mentre faceva rotolare i capezzoli duri tra le sue dita. A Rina sapeva esattamente cosa le piacesse e ha iniziato a giocare su tutti i punti erogeni. I suoi baci hanno coperto per intero il collo finché non ha preso il lobo dell’orecchio tra i denti e lo ha strattonato dolcemente, giocosamente. In quel preciso istante ha fatto scorrere una mano sul ventre finché non ha premuto con forza contro il monte di venere.
La maggior parte di Marina avrebbe voluto cedere alle sensazioni e lasciare che l’amica la prendesse ma era nervosa all'idea di stare con una donna, pur essendo ormai abituata. Con un grande sforzo ha allontanato le mani dicendo "Mi dispiace tanto, Rina, ma oggi non me la sento di fare sesso con te!"
Rina ha capito la situazione e non si è per niente offesa ma si aspettava che Marina la chiamasse nei giorni seguenti per dirle come aveva sfogato le sue voglie sessuali.
L’indomani mattina Lucio è uscito per andare all’università e lei è andata in bagno ed ha fatto una lunga doccia calda cercando di lavare via tutti i suoi guai. Mentre si insaponava il petto non poteva fare a meno di ricordare la sensazione delle mani di Rina sulle sue tette ed ha ripensato a lei dicendosi che in fin dei conti era stata così gentile dandole dei momenti magici.
All’uscita dalla doccia si è asciugata ed è andata a stendersi sul suo letto con il corpo ancora eccitato e sicuramente pronto per altre attenzioni. Per dare sfogo alle sue voglie diventate irresistibili ha afferrato la piccola s**tola da scarpe, che teneva nascosta nell'armadio sotto tanta lingerie, ed ha tirato fuori il suo vibratore preferito. A parte le sue stesse dita, era l'unica cosa che era entrata nella sua figa da molti mesi e che oggi si sarebbe allenata ad allargarla.
3年前