MAMMA VANESSA CONFESSA L' *****TO
Era un rito che si ripeteva ogni mattina: come ogni amorevole
mamma che stravede per il proprio figlio maschio, felice di fargli
cosa gradita, preparavo due caldi caffè, entravo nella sua
stanza, gli davo il buon giorno, posavo i caffè sul comodino, gli
davo un bacetto, mi sedevo sul letto accanto a lui e ci
bevevamo insieme i due caffè, parlando della giornata che ci
aspettava… lui dei suoi impegni a scuola ed io del mio ufficio.
Anche quel sabato aprii la porta della sua stanza, ma quando
entrai rimasi impietrita, con il vassoio in mano: immobile,
cercando di realizzare se avessi delle allucinazioni.
Dopo qualche attimo compresi perfettamente che ero
pienamente vigile e la scena che era davanti ai miei occhi era
più che reale: mio figlio, completamente nudo, con le spalle
appoggiate alla spalliera del letto, con le gambe completamente
divaricate, teneva in pugno il suo cazzo e se lo stava segando
lentamente.
Ero rimasta ammutolita… fu Diego a parlare.
“Mamma, ti prego… ti imploro… non te ne andare… guardami,
ti prego! Ti desidero da impazzire, mi sei entrata nel ******,
ma so che non posso averti perché sei mia madre! Ho sempre
sognato che tu mi guardassi mentre mi do piacere, mentre me
lo tocco, lo accarezzo, lo faccio godere mentre penso a te, al
tuo corpo… mentre ti immagino nelle pose più erotiche… più
oscene! Ti prego, mamma, ti prego… se mi è negato il piacere
di possederti, almeno guardami… guardalo… guardalo come ti
desidera!!! Ti prego… ti imploro… non te ne andare! Non
trattarmi male, è più forte di me, non riesco a resistere a questo
desiderio!”
Sollevava il bacino verso di me per farmi ammirare il suo
cazzo… ma io era da quando ero entrata nella stanza che non
riuscivo a togliere gli occhi dalla sua mano che impugnava quel
ben di Dio: mio marito da vivo aveva un bell’uccello,
abbastanza grosso e mi faceva godere molto, ma quello che
avevo davanti era di un altro livello!
Si, mio figlio Diego, splendido 20enne, aveva un cazzo super:
mi sentii subito orgogliosa di aver messo al mondo un
maschietto così dotato… avrebbe certamente fatto la gioia di
molte femminucce!
Posai il vassoio sul comodino e seguitai a fissare la sua mano
che muoveva lentamente la pelle dell’uccello su e giù… su e
giù… con la cappella rosso fuoco gonfia e pronta ad esplodere
il suo nettare.
Da quando ero entrata non avevo proferito parola… non
sapevo cosa dire, ma soprattutto non sapevo cosa fare, come
comportarmi.
Cosa avrebbero fatto altre madri in quella situazione?
Sarebbero uscite dalla stanza lasciando il figlio a menarsi
l’uccello? Lo avrebbero aggredito con mali parole? O sarebbero
rimaste a godersi lo spettacolo fino alla spruzzata finale?
A me il cazzo piaceva, ed anche molto! Pur avendo amato
molto mio marito quando mi capitava qualche buona occasione,
di cui valutavo valesse la pena, non disdegnavo affatto di aprire
le cosce per gustarmi una appagante chiavata: ero sempre
stata dell’idea che ogni tanto cambiare cazzo era un toccasana
sia per la fica che per la mente.
Dopo che mi ero fatta fottere da un altro cazzo, dopo aver fatto
godere un altro maschio mi sentivo una donna completamente
appagata… mi sentivo più bella, più desiderata, più femmina!
Ovviamente la stessa cosa sarà stata per mio marito, ma ero
certa che se trovava qualche fica disponibile non si faceva certo
scrupoli a farle assaggiare il suo cazzo… quindi!
Mentre seguitavo a fissare ammaliata la mano di Diego che
accarezzava con libidine il suo uccello, iniziò nel mio cervello
l’eterna guerra tra il bene e il male.
Come sempre i miei due emisferi cerebrali cominciarono a fare
a pugni: l’emisfero sinistro, razionale, logico, mi richiamava alla
morale, ai miei doveri di madre.
La sua voce dentro di me esprimeva tutto il suo
disappunto:“Vanessa, che cazzo vuoi fare? E’ tuo figlio,
compiresti un i****to! Non ti mancano certamente gli uccelli se
vuoi farti chiavare: adesso perché stai adocchiando quello di
tuo figlio? Non hai limite alla perversione!!!”
Ma l’emisfero destro ribatteva punto su punto.
“Dai, cosa aspetti! Ma non vedi che splendido cazzo ha tuo
figlio… non vorrai mica perderti questa gotta occasione di
godertelo! Con i suoi vent’anni è capace di venire tre volte
senza perdere l’erezione! Ti delizierebbe la fica in maniera
sontuosa! Pensa a quanti orgasmi con quel cazzone nel tuo
ventre! Non vorrai mica farti condizionare dall’i****to: chissà
quante mammine si gustano beatamente l’uccello dei figli senza
problemi, nell’intimità delle mura domestiche! E poi è stato lui a
mostrarsi spudoratamente ai tuoi occhi con il cazzo in mano…
lui ti desidera… dai, fallo felice! Non si dice che le mamme
farebbero qualunque cosa per i propri figli? Dai… scopatelo…
farai felice lui… ed anche te! Dai, apri le cosce come sei solita
fare quando ti piace un maschio… e tuo figlio è un super
maschio!”
L’emisfero destro sembrava aver preso il sopravvento: non si
poteva rinunciare a un cazzo del genere!
In un attimo pensai sarebbe stato meraviglioso farmi fottere da
mio figlio, appagare il suo i****tuoso desiderio di possedere
sua madre.
Non riuscivo a togliere gli occhi dal suo cazzo… e la fica
cominciava a dare segni di insofferenza.
Sentii le parole di Diego… le sue frasi mi fecero rabbrividire.
“Dio mamma come sei bella quando mi guardi così! Vedo come
lo stai fissando: ti piace? Ti prego, mamma… dimmelo! Ti piace
vedermi mentre me lo accarezzo? Ti eccita vedere tuo figlio con
il cazzo in mano che ti dedica il suo piacere? Ti prego, dammi la
mano… voglio sentire il tuo contatto mentre godo!”
In quel momento mi sarebbe piaciuto guardarmi allo specchio
per vedere la mia espressione… l’espressione di una madre
che ammira il cazzo del figlio e che ci fa sopra cattivi pensieri.
Cominciai a pensare che sarebbe stato meraviglioso godermi
quel cazzo.
Presi le due tazzine di caffè e gli porsi la sua.
“Prima beviamo il caffè altrimenti si raffredda!” gli sussurrai
mentre lo fissavo con evidente desiderio.
Era una situazione irreale: bevevamo lentamente i nostri
caffè… mentre lui seguitava a segarsi l’uccello… ed io avevo
ripreso ad ammirare il suo gioiello.
Terminato di bere mi diede la tazzina e allungò la mano verso di
me: non avevo più la forza di rifiutare il suo dolce invito… ma
forse non aspettavo altro!
Gli diedi la mia mano… le nostre dita si intrecciarono
spontaneamente… in una stretta dolce e sensuale!
Il contatto della sua mano che stringeva la mia, mentre con
l’altra si segava l’uccello, mi stava mandando fuori di testa!
Sentii la vagina contrarsi spasmodicamente… era il segnale
della mia imminente resa incondizionata!
Sentii ancora la voce di mio figlio.
“Mamma… guardalo… sta per godere… gode per te… per la
donna dei suoi sogni!”
Lo vidi allargare le gambe e sollevare il bacino verso di me:
guardai il suo viso, i nostri sguardi si incrociarono… la sua
espressione di intenso godimento preannunciava la prossima
venuta!
Il mio tesoro stava godendo… pensando a me… sua madre!
Sentii stringermi forte la mano!
Dio, no… stava per venire! Quel meraviglioso cazzo stava per
schizzare!
No… no… non doveva sprecare quel ben di Dio con una
sega… mio figlio meritava di più… il mio tesoro meritava ben
altre attenzioni… quelle attenzioni che solo l’infinito amore della
sua mamma può dargli!!
Gli tolsi velocemente la mano dal cazzo!
“Fermati! Non voglio che tu venga così!”
Ormai avevo entrambe le sue mani strette alle mie.
Mi misi seduta sul letto accanto a lui… sentii la sua coscia a
contatto della mia.
Cominciammo a fissarci per un tempo interminabile… i nostri
sguardi parlavano per noi… del nostro amore… e del nostro
reciproco desiderio l’uno per l’altra!
Volevo farlo calmare un po’, altrimenti sarebbe venuto troppo
presto… mentre io me lo volevo godere più che potevo.
Dopo tanto silenzio, fui io a iniziare a parlare.
“Devo dire che mi hai fatto proprio una bella sorpresa questa
mattina: tutto potevo aspettarmi meno che vederti con il tuo
cazzone in mano a menarlo senza ritegno per farti ammirare da
me! E’ risaputo che spesso i figli maschi hanno desideri
nascosti verso le proprie mamme… tu invece il tuo desiderio
non lo hai nascosto minimamente, anzi… me lo hai
ampiamente dimostrato… più chiaro di così!”
Gli sorrisi, mentre volgevo lo sguardo verso il suo uccello, che
seguitava a svettare imperioso dal suo ventre… in dolce attesa!
“Ti è dispiaciuto vedermi?” mi chiese quasi sussurrando
Avrei potuto mentire dicendo che si era comportato in maniera
indecente, che mi aveva mancato di rispetto ed altre cazzate
del genere: invece dissi sinceramente, come era mia abitudine,
ciò che pensavo.
“No, tesoro, non mi è dispiaciuto vederti, come non mi dispiace
sapere che mi desideri, anzi! Mi piace molto sapere che un
uomo mi desidera… mi eccita da impazzire sapere che un
uomo mi vuole chiavare… se poi il maschio che mi vuole è mio
figlio allora… vado fuori di testa!”
Sempre stringendogli entrambe le mani avvicinai il mio viso al
suo cazzo e diedi un dolce bacio alla sua cappella: Diego saltò
come un grillo… non si aspettava di certo una simile effusione
da parte di sua madre!
Poi mi avvicinai al suo viso e posai delicatamente le mie labbra
sopra le sue… fu un bacio senza lingua… ma di una sensualità
e libidine sconvolgente.
Poi lo fissai.
“Davvero mi vuoi?” gli sussurrai, mentre le nostre labbra si
sfioravano
Lo sentii fremere.
“Dio mio, mamma! Si… si… ti voglio! Voglio possederti… voglio
sentirti mia!”
Gli passai la lingua lungo tutte le labbra… altro fremito di
piacere.
“Sei un porcellino! Mi hai fatto bagnare come una maiala…
anche io ho voglia di sentirti dentro di me… il mio ventre è
impaziente di riceverti… ma se parli con qualcuno di quello che
facciamo ti ammazzo!”
Mi girai verso il suo ventre e mi avventai su quel possente
uccello come un’invasata: avevo fatto godere tanti uccelli in vita
mia, ma per mio figlio volevo dare il meglio di me stessa.
Mi dedicai al suo cazzo come meglio non potevo… ci misi tutta
la mia abilità di bocchinara, riconosciuta da tutti i miei molteplici
amanti, nel far godere un uomo.
Mentre mi apprestavo a deliziare con la bocca il suo uccello,
sentii la sua mano salirmi lungo le cosce: allargai subito le
gambe per permettere il suo libero accesso verso la mia fica.
Mi ero appena alzata dal letto, indossavo una leggera
vestaglietta da casa e ancora non mi ero vestita del tutto…
appena sentì che ero senza mutandine, con la fica già fradicia e
pronta per essere penetrata, emise un lungo gemito di piacere
“Mamma, Dio santo… sei senza mutandine… come ti ho
sempre sognato! Con la fica nuda e bagnata!”
Il mio dolce porcellino non perse tempo: mi infilò subito due dita
nella vagina e prese a muoverle dentro in senso rotatorio… mi
sentivo sfregare le pareti vaginali in maniera deliziosa.
Ma la mia fica era eccitata al massimo e desiderava di più,
molto di più.
“Diego, tesoro, mi piace sentirmi la fica bella piena: infilaci tutte
e quattro le dita… dai, riempimi per bene!”
Il mio giovane amante non mi fece aspettare: sentii le quattro
dita penetrarmi completamente… rimase fuori solo il pollice!
Sentii la vagina completamente riempita, proprio come piaceva
a me.
“Uhmmmm! Bravo tesoro di mamma! Adesso fottimi bene,
mentre io penso al tuo delizioso uccello!”
Il taglio della sua mano cominciò a stantuffare dentro di me
furiosamente ed io non riuscivo più a trattenere i miei gemiti di
godimento!
Rendendosi conto di quanto io stessi godendo, il mio dolce
porcellino non accennava a rallentare il movimento della sua
mano nel mio ventre e ad ogni affondo delle sue dita sentivo la
mia passera dilatarsi sempre di più: con quelle quattro dita che
mi stavano aprendo oscenamente la fica mi sentivo
profondamente porca.
Quando godevo mi eccitava da impazzire il turpiloquio: ormai
nella situazione in cui mi trovavo, con quattro dita di mio figlio
nella fregna e il suo cazzo in bocca, che senso aveva
comportarsi da mammina casta e pura?
“Si… si… così cazzo… così… dai Diego… aprimi bene la fica…
che dopo mamma ti ci fa mettere dentro questo delizioso
cazzo… e ti faccio venire anche dentro! Si… Diego… dai, da
bravo… fammi godere… che dopo ti faccio sborrare nella fica!
Queste parole non fecero altro che spronare il mio bambino a
fare sempre meglio: seguitò a fottermi senza alcun ritegno…
Dio santo quanto mi piaceva sentirmi la fica così dilatata!
Da parte mia iniziai con un lavoro di bocca e di lingua che
Diego se lo sarebbe ricordato per tutta la vita.
Leccai, succhiai, baciai e mordicchiai ogni centimetro del cazzo,
dalla base dell’asta, a contatto dei coglioni, fino alla cappella.
Imboccavo la cappella, la imprigionavo con le labbra mentre le
giravo intorno velocemente la lingua… per poi ingoiare
completamente il cazzo, fino a toccare il suo pube con le labbra
Diego gemeva e ansimava come un maiale… godeva come
mai in vita sua e i suoi complimenti e incitamenti mi spingevano
a farlo godere sempre di più… sempre di più.
Dopo un bel po’ scesi con la bocca e arrivai ai coglioni: li
imboccai subito e presi a succhiarli con forza, come se avessi
voluto staccarli da Diego, che era fuori di testa dal piacere…
ma stavo solo agli inizi.
Spinsi ancora di più la testa sotto i coglioni e allungai la lingua
più che potevo finché non arrivai a stuzzicargli il buchino.
Quando sentì la punta della mia lingua arcuò il bacino per
permettermi di arrivare più facilmente al suo sfintere.
Mentre con una mano avevo preso a segargli il cazzo, con
l’altra gli allargai la rosellina e presi a leccarla con gusto: mi
piaceva da morire leccare il buchetto del culo del maschio,
sentirlo vibrare sotto i colpi della mia lingua.
Diego cominciò a gemere come mai.
“Si… si… Dio mio… è stupendo! Mai nessuna mi ha leccato il
culo… è meraviglioso… dai, ti prego… mamma, seguita… mi
piace… mi piace!”
Sapevo quanto piacesse ai maschietti farsi leccare il buchino e
sapere che per mio figlio era la prima volta ci misi tutta me
stessa per dargli il massimo del piacere.
Prima glielo leccai con la lingua a spatola, poi glielo titillai con la
punta, poi ci incollai le labbra a ventosa e glielo succhiai con
vigore… e poi gli spinsi con forza la lingua dentro e lo inculai
più che potevo.
Diego urlava il suo godimento..
“Si… inculami… inculami… sto godendo… sto godendo!!!”
Il cazzo era duro da scoppiare… era ora di infilarmelo nella fica
e goderne più che potevo… non potevo più aspettare.
Mi sembrava di sentire le urla disperate della mia passera
impazzita dalla voglia di essere chiavata.
Mi sfilai la sua mano dalla vagina, mi alzai e mi spogliai
completamente nuda, gli montai a cavallo, afferrai il suo cazzo,
lo appuntai all’ingresso della vagina e mi lasciai cadere con il
bacino per impalarmi completamente.
Mentre sentivo quel dolce palo di carne penetrarmi in corpo
emisi un lunghissimo gemito di piacere.
“Uhmmmmm!!! Dio santo… che cazzo… che cazzo… che
cazzo che ti ho fatto, amore di mamma! Mi ha riempito la fica!
Adesso mamma si gode il cazzo del suo adorato bambino!”
Con le braccia distese posai le mani sopra il suo torace per
darmi un punto d’appoggio e cominciai a cavalcarlo come
un’amazzone: alzavo e abbassavo il bacino sopra il suo ventre.
Diego era fuori di testa.
“Mamma… mamma… Dio mio… ti sto scopando!”
“No, tesoro… adesso sono io che sto scopando te! All’inizio,
quando scopo con i miei amanti, voglio essere io a condurre la
danza: conosco bene le esigenze della mia fica, come vuole
essere chiavata, con i giusti ritmi, con gli affondi al momento
opportuno, mi piace saper amministrare l’orgasmo per
raggiungere il massimo del piacere, per cui all’inizio voglio
gestire io la scopata per godermela proprio come piace a me e
alla mia fica!
Dopo che sono venuta mi concedo completamente al mio
maschio: a quel punto sarà lui che mi chiaverà come piace a
lui, con la sua tecnica, i suoi desideri e le sue perversioni.
Ecco, adesso ti scopo io, godo come piace a me… e dopo sarò
tua… come piace a te!”
Seguitai a cavalcarlo con tutte le possibili varianti: chiavata
lenta, veloce, rotazione del bacino per gustare lo sfregamento
del cazzo contro le pareti, affondi bestiali per sentire la punta
del cazzo colpire la bocca dell’utero con conseguente scossa
elettrica lungo la schiena.
Me lo stavo godendo alla grande il cazzo di mio figlio: anche lui
si stava gustando la mia fica e i suoi gemiti, il suo ansimare, i
suoi fremiti ne erano la prova concreta.
Ma mentre provava piacere non parlava: godeva in silenzio!
Invece a me mancavano le frasi oscene che accompagnavano
le mie scopate e con cui ero abituata a raggiungere il massimo
dell’eccitazione.
Quando mi facevo fottere dai miei occasionali amanti mi
eccitava da morire sentirmi chiamare troia, puttana, zoccola.
Invece da Diego niente: forse temeva di mancarmi di rispetto,
ma gli tolsi ogni timore.
“Tesoro, guarda che non mi offendo se dici che sono la tua
puttana… anzi… quando il maschio che mi sto chiavando mi
dice che sono la sua troia dò il meglio di me!”
Vidi i suoi occhi brillare… capii subito che non aspettava altro
che dare libero sfogo alla sua porcaggine!
“Mamma, davvero posso dirti…”
Lo interruppi.
“Quello che vuoi, tesoro… quello che ti senti… tutto ciò che
desideri… anche le cose più porche…!”
Beh! Non mi aspettavo certo quella reazione… ma la cosa non
mi dispiacque affatto… mi procurò una sferzata di libidine.
“Uhm! Mamma, sapessi quanto ho desiderato dirti che sei la
mia dolce puttana! Ogni volta che mi sono segato pensando a
te, al momento della sborrata sussurravo: “dai, porca, sei la mia
zoccola… dai, bevi la sborra di tuo figlio!” E adesso posso
finalmente dirtelo!
Dai… dai… cavalca sul mio cazzo! Ti piace il cazzo di tuo figlio,
vero? Te l’ha riempita bene la tua fica, vero? Ti faccio godere
più io dei tuoi amanti, vero? Dimmelo, puttana… dimmelo… è
più depravato scoparti tuo figlio, vero? Ti faccio sborrare, vero?
Il mio cazzone ti fa sborrare, vero? Dimmelo… puttana mia…
amore mio… dimmelo che ti faccio venire!!!”
Le sue parole mi portarono sul punto del non ritorno: sentii
l’orgasmo montarmi improvviso… sentii il ventre esplodere!
Mi gettai sopra il suo corpo, mentre spingevo la fica contro il
suo ventre per sentirmi tutto il cazzo dentro… gli misi le braccia
intorno al collo e lo avvinghiai stretto a me, guancia a guancia,
con la mia bocca vicino al suo orecchio per trasmettergli il
piacere del mio orgasmo.
Seguitai a chiavarmi sopra il suo cazzo per completare in
maniera deliziosa il mio orgasmo.
“Diego, tesoro adorato di mamma… sto venendo… sto
sborrando sopra il tuo cazzo! Dio santo, senti come sta
sbrodolando la mia fica! Uhmmm! Hai ragione tesoro: è
meraviglioso chiavarsi il proprio figlio, molto più che scoparsi gli
altri uomini! Ti ho scopato e ho sborrato con gusto: adesso
tocca a te… chiavami come più ti piace… sbattimi senza
ritegno… togliti ogni sfizio nella fica di tua madre!”
Così dicendo lo strinsi forte a me e mentre gli ficcavo la lingua
in bocca per gustarmi la perversione del bacio i****tuoso mi
girai di 180 gradi e mi trovai con il mio corpo sotto al suo:
sentire il peso del suo corpo nudo sopra il mio mi mandò il
****** in testa.
Mi staccai un attimo dal bacio.
“Dai, tesoro… fottimi… chiavami… sfondami la fica come hai
sempre sognato!” e incollammo nuovamente le nostre bocche
nel più depravato dei baci.
Mentre ci succhiavamo e leccavamo reciprocamente le lingue
con osceni risucchi da far accapponare la pelle, il mio angelo
cominciò a fottermi con una foga impensabile.
Sentivo il suo cazzo entrare e uscire dalla mia vagina ad un
velocità incredibile… era un vera e propria furia della natura…
era un dolce toro da monta!
Stavo godendo come una pazza e i miei gemiti e i miei
incitamenti ne erano una chiara testimonianza.
Ci mettemmo nuovamente guancia a guancia e ci sussurrammo
frasi che ci mandarono nell’ estasi del piacere.
“Uhmmm! Mamma, non puoi capire cosa io possa provare nel
sentirmi dentro di te! Il calore della tua fica mi fa impazzire!
Mamma, ti prego, dimmi sinceramente se ti piace come ti
chiavo! La tua fica apprezza il mio cazzo? ”
“Si… si… angelo mio, la mia fica apprezza moltissimo il tuo
cazzone… uhmmm! Si… lo apprezza così tanto che tra poco se
ne viene di nuovo! Dai tesoro, sbattimi per bene come una
puttana e fammi venire un’altra volta… si… così… dai… fammi
sborrare una seconda volta con il tuo cazzo nella fica! Dai
Diego… dai… che sto godendo… mi stai facendo godere!”
Diego, capendo che stava per farmi sborrare una seconda
volta, iniziò ad aumentare il ritmo della chiavata.
Gli affondi divennero sempre più veloci e devastanti, l’impeto
dei suoi vent’anni stava appagando in maniera sublime le
esigenze della mia fica depravata.
Non riuscivo a trattenere il mio piacere, cominciai ad ansimare
con lamenti convulsi, ero fuori di me dal godimento che provavo
nel farmi chiavare da mio figlio!
Il suo delizioso cazzo, grosso e duro da paura, usciva ed
entrava dalla mia figa con una frequenza incredibile, senza
darmi un attimo di tregua.
Ormai ero fuori controllo, avevo perso ogni pudore: lo incitavo a
sfondarmi la fica… ansimavo e mi agitavo come non mi era mai
successo prima quando mi facevo fottere dai miei amanti!
Il cazzo di mio figlio mi stava sconvolgendo la vita!
Le sue profonde pompate nel mio ventre mi stavano portando
nuovamente all’orgasmo… una seconda meravigliosa venuta…
ma questa volta volevo una sborrata simultanea!
“Diego, angelo mio, sto per godere ancora… ma voglio venire
insieme a te! Sarà meraviglioso venire insieme… si… voglio
che mi vieni dentro… voglio sentire gli schizzi della tua calda
sborra colpirmi l’utero mentre me ne vengo! Io quasi ci sono…
ma posso resistere… tu a che punto stai? Quanto ti manca per
venire? Tranquillo, tesoro, prenditi tutto il tempo che vuoi… mi
stai fottendo da Dio… io ti aspetto… si, mamma tua ti aspetta
per godere insieme! Goditi la mia fica, angelo mio… e avvertimi
quando stai per venire… che mi lascio andare… e sborriamo
insieme! Si, Diego mio… sborriamo insieme… insieme…
mamma e figlio… uniti nel nostro amore perverso e
depravato…!”
“Si… mamma aspettami che quasi ci sono! Ancora qualche
colpo…ecco… Dio mio… ecco… mamma, amore mio… sto per
schizzarti dentroooo!!!!”
Ero in preda al delirio estremo: gli afferrai le chiappe del culo,
affondai le mie unghie nella carne e attirai con forza il suo
ventre contro il mio!
Sentii il suo cazzo riempirmi completamente la fica e lo sentii
gonfiarsi in maniera spasmodica dentro le pareti vaginali!
Eccolo… eccolo… il suo sperma stava per spruzzare dentro di
me!
Urlai… senza riuscire a contenere tutte le oscenità che tanto mi
eccitavano.
“Diegoo!… Diego!… spingi il cazzo che sto venendooo!!! Daiiii!!!
Pisciami nella fica tutto il tuo sperma… pisciamelo tutto dentro!
Dai amore… piscia la tua sborra… tutta… tutta!”
Ebbi un secondo orgasmo che mi fece contorcere sul letto
come una serpe!
Li sentii tutti i suoi schizzi… uno per uno, colpirmi l’utero e
allagarmi la vagina!
I suoi schizzi non colpirono solo l’utero, ma mi arrivarono al
cervello.
Non era certo la prima volta che mi facevo venire dentro dai
miei amanti, ma quella era certamente la più sublime delle
sborrate che avevo ricevuto nella fica!
Mamme… provare per credere!
Non so se lo sperma del proprio figlio ha un potere magico, so
solo che sentirmi allagare il ventre dalla sua sborra mi mandò
fuori di testa… non riuscivo più a controllare le mie emozioni…
urlavo senza più alcun ritegno il mio godimento!
Mi godetti fino in fondo la mia venuta, gemendo e ansimando
tutta la mia goduria, totalmente priva di senso di colpa ed anzi
vogliosa di provare ancora quella sensazione celestiale.
Lo volevo ancora… volevo ancora mio figlio dentro di me!
Seguitai a rimanere avvinghiata al suo corpo, con la sua verga
ancora dentro… non la volevo più far uscire fuori dal mio corpo.
“Diego, figlio mio… fottimi ancora… ho bisogno di sentirti
ancora dentro di me! Voglio sentire il tuo cazzo darmi piacere!
Ti supplico, non toglierlo… chiavami ancora… mi stai facendo
sentire una deliziosa cagna ingorda di cazzo!”
Nonostante la sublime sborrata nella mia fica, i suoi vent’anni
gli mantenevano ancora l’uccello completamente duro… Dio
santo, che meraviglia!
Seguitò a fottermi… e a baciarmi… ed accarezzarmi… il mio
dolce figlio mi aveva mandato in estasi!
Io, da parte mia, non rimanevo passiva, ma mi dimenavo come
una consumata puttana sopra il suo cazzo!
“Diego, gioia mia… come mi fai godere! Dai, cazzo, dai…
ancora… sbattimi ancora… mi hai voluto… e allora godimi…
godimi… godimi!!!”
Seguitò a chiavarmi ancora… e ancora!
Mi godetti quel suo adorabile cazzone ancora per un bel po’…
poi capii che era venuto il momento di ritornare alla realtà:
avevo dato la fica a mio figlio, me ne ero venuta due volte e lui
aveva goduto dentro il ventre di sua madre… cosa volevamo di
più?
Fui io a sfilarmi dal suo cazzo… la fica bruciava.
Lo baciai con passione, con tutta la lingua in bocca, poi lo
guardai come una donna guarda il maschio con cui ha goduto.
“Diego, tesoro mio, sei stato bravo, mi hai fatto venire due volte!
Bravo tesoro! Avrò uno splendido ricordo di questa folle
mattinata!!!”
Mi alzai e mi diressi verso la porta per uscire dalla stanza, con
la sborra che mi colava dalla fica lungo le cosce.
Sentii la sua voce dietro di me.
“Mamma, ti prego, non andare via… rimani ancora con me… ti
prego!”
Cercai di non sentirlo… seguitai a camminare, ma lui si alzò dal
letto e velocemente si mise tra me e la porta, impedendomi di
uscire.
“Ti prego… rimani… … rimani ancora con me!”
Abbassai gli occhi e guardai il suo ventre: vidi il suo cazzo di
nuovo meravigliosamente eretto.
Sentii un brivido.
“Diego, tesoro, davvero mi vuoi ancora?”
Mi abbracciò forte, sentii il suo corpo nudo contro il mio… e il
suo cazzo spingere imperioso contro i mio ventre!
“Si, mamma… ancora… e ancora… e ancora!”
Perché no?
Lo presi per mano… e lo condussi nuovamente verso il letto.
mamma che stravede per il proprio figlio maschio, felice di fargli
cosa gradita, preparavo due caldi caffè, entravo nella sua
stanza, gli davo il buon giorno, posavo i caffè sul comodino, gli
davo un bacetto, mi sedevo sul letto accanto a lui e ci
bevevamo insieme i due caffè, parlando della giornata che ci
aspettava… lui dei suoi impegni a scuola ed io del mio ufficio.
Anche quel sabato aprii la porta della sua stanza, ma quando
entrai rimasi impietrita, con il vassoio in mano: immobile,
cercando di realizzare se avessi delle allucinazioni.
Dopo qualche attimo compresi perfettamente che ero
pienamente vigile e la scena che era davanti ai miei occhi era
più che reale: mio figlio, completamente nudo, con le spalle
appoggiate alla spalliera del letto, con le gambe completamente
divaricate, teneva in pugno il suo cazzo e se lo stava segando
lentamente.
Ero rimasta ammutolita… fu Diego a parlare.
“Mamma, ti prego… ti imploro… non te ne andare… guardami,
ti prego! Ti desidero da impazzire, mi sei entrata nel ******,
ma so che non posso averti perché sei mia madre! Ho sempre
sognato che tu mi guardassi mentre mi do piacere, mentre me
lo tocco, lo accarezzo, lo faccio godere mentre penso a te, al
tuo corpo… mentre ti immagino nelle pose più erotiche… più
oscene! Ti prego, mamma, ti prego… se mi è negato il piacere
di possederti, almeno guardami… guardalo… guardalo come ti
desidera!!! Ti prego… ti imploro… non te ne andare! Non
trattarmi male, è più forte di me, non riesco a resistere a questo
desiderio!”
Sollevava il bacino verso di me per farmi ammirare il suo
cazzo… ma io era da quando ero entrata nella stanza che non
riuscivo a togliere gli occhi dalla sua mano che impugnava quel
ben di Dio: mio marito da vivo aveva un bell’uccello,
abbastanza grosso e mi faceva godere molto, ma quello che
avevo davanti era di un altro livello!
Si, mio figlio Diego, splendido 20enne, aveva un cazzo super:
mi sentii subito orgogliosa di aver messo al mondo un
maschietto così dotato… avrebbe certamente fatto la gioia di
molte femminucce!
Posai il vassoio sul comodino e seguitai a fissare la sua mano
che muoveva lentamente la pelle dell’uccello su e giù… su e
giù… con la cappella rosso fuoco gonfia e pronta ad esplodere
il suo nettare.
Da quando ero entrata non avevo proferito parola… non
sapevo cosa dire, ma soprattutto non sapevo cosa fare, come
comportarmi.
Cosa avrebbero fatto altre madri in quella situazione?
Sarebbero uscite dalla stanza lasciando il figlio a menarsi
l’uccello? Lo avrebbero aggredito con mali parole? O sarebbero
rimaste a godersi lo spettacolo fino alla spruzzata finale?
A me il cazzo piaceva, ed anche molto! Pur avendo amato
molto mio marito quando mi capitava qualche buona occasione,
di cui valutavo valesse la pena, non disdegnavo affatto di aprire
le cosce per gustarmi una appagante chiavata: ero sempre
stata dell’idea che ogni tanto cambiare cazzo era un toccasana
sia per la fica che per la mente.
Dopo che mi ero fatta fottere da un altro cazzo, dopo aver fatto
godere un altro maschio mi sentivo una donna completamente
appagata… mi sentivo più bella, più desiderata, più femmina!
Ovviamente la stessa cosa sarà stata per mio marito, ma ero
certa che se trovava qualche fica disponibile non si faceva certo
scrupoli a farle assaggiare il suo cazzo… quindi!
Mentre seguitavo a fissare ammaliata la mano di Diego che
accarezzava con libidine il suo uccello, iniziò nel mio cervello
l’eterna guerra tra il bene e il male.
Come sempre i miei due emisferi cerebrali cominciarono a fare
a pugni: l’emisfero sinistro, razionale, logico, mi richiamava alla
morale, ai miei doveri di madre.
La sua voce dentro di me esprimeva tutto il suo
disappunto:“Vanessa, che cazzo vuoi fare? E’ tuo figlio,
compiresti un i****to! Non ti mancano certamente gli uccelli se
vuoi farti chiavare: adesso perché stai adocchiando quello di
tuo figlio? Non hai limite alla perversione!!!”
Ma l’emisfero destro ribatteva punto su punto.
“Dai, cosa aspetti! Ma non vedi che splendido cazzo ha tuo
figlio… non vorrai mica perderti questa gotta occasione di
godertelo! Con i suoi vent’anni è capace di venire tre volte
senza perdere l’erezione! Ti delizierebbe la fica in maniera
sontuosa! Pensa a quanti orgasmi con quel cazzone nel tuo
ventre! Non vorrai mica farti condizionare dall’i****to: chissà
quante mammine si gustano beatamente l’uccello dei figli senza
problemi, nell’intimità delle mura domestiche! E poi è stato lui a
mostrarsi spudoratamente ai tuoi occhi con il cazzo in mano…
lui ti desidera… dai, fallo felice! Non si dice che le mamme
farebbero qualunque cosa per i propri figli? Dai… scopatelo…
farai felice lui… ed anche te! Dai, apri le cosce come sei solita
fare quando ti piace un maschio… e tuo figlio è un super
maschio!”
L’emisfero destro sembrava aver preso il sopravvento: non si
poteva rinunciare a un cazzo del genere!
In un attimo pensai sarebbe stato meraviglioso farmi fottere da
mio figlio, appagare il suo i****tuoso desiderio di possedere
sua madre.
Non riuscivo a togliere gli occhi dal suo cazzo… e la fica
cominciava a dare segni di insofferenza.
Sentii le parole di Diego… le sue frasi mi fecero rabbrividire.
“Dio mamma come sei bella quando mi guardi così! Vedo come
lo stai fissando: ti piace? Ti prego, mamma… dimmelo! Ti piace
vedermi mentre me lo accarezzo? Ti eccita vedere tuo figlio con
il cazzo in mano che ti dedica il suo piacere? Ti prego, dammi la
mano… voglio sentire il tuo contatto mentre godo!”
In quel momento mi sarebbe piaciuto guardarmi allo specchio
per vedere la mia espressione… l’espressione di una madre
che ammira il cazzo del figlio e che ci fa sopra cattivi pensieri.
Cominciai a pensare che sarebbe stato meraviglioso godermi
quel cazzo.
Presi le due tazzine di caffè e gli porsi la sua.
“Prima beviamo il caffè altrimenti si raffredda!” gli sussurrai
mentre lo fissavo con evidente desiderio.
Era una situazione irreale: bevevamo lentamente i nostri
caffè… mentre lui seguitava a segarsi l’uccello… ed io avevo
ripreso ad ammirare il suo gioiello.
Terminato di bere mi diede la tazzina e allungò la mano verso di
me: non avevo più la forza di rifiutare il suo dolce invito… ma
forse non aspettavo altro!
Gli diedi la mia mano… le nostre dita si intrecciarono
spontaneamente… in una stretta dolce e sensuale!
Il contatto della sua mano che stringeva la mia, mentre con
l’altra si segava l’uccello, mi stava mandando fuori di testa!
Sentii la vagina contrarsi spasmodicamente… era il segnale
della mia imminente resa incondizionata!
Sentii ancora la voce di mio figlio.
“Mamma… guardalo… sta per godere… gode per te… per la
donna dei suoi sogni!”
Lo vidi allargare le gambe e sollevare il bacino verso di me:
guardai il suo viso, i nostri sguardi si incrociarono… la sua
espressione di intenso godimento preannunciava la prossima
venuta!
Il mio tesoro stava godendo… pensando a me… sua madre!
Sentii stringermi forte la mano!
Dio, no… stava per venire! Quel meraviglioso cazzo stava per
schizzare!
No… no… non doveva sprecare quel ben di Dio con una
sega… mio figlio meritava di più… il mio tesoro meritava ben
altre attenzioni… quelle attenzioni che solo l’infinito amore della
sua mamma può dargli!!
Gli tolsi velocemente la mano dal cazzo!
“Fermati! Non voglio che tu venga così!”
Ormai avevo entrambe le sue mani strette alle mie.
Mi misi seduta sul letto accanto a lui… sentii la sua coscia a
contatto della mia.
Cominciammo a fissarci per un tempo interminabile… i nostri
sguardi parlavano per noi… del nostro amore… e del nostro
reciproco desiderio l’uno per l’altra!
Volevo farlo calmare un po’, altrimenti sarebbe venuto troppo
presto… mentre io me lo volevo godere più che potevo.
Dopo tanto silenzio, fui io a iniziare a parlare.
“Devo dire che mi hai fatto proprio una bella sorpresa questa
mattina: tutto potevo aspettarmi meno che vederti con il tuo
cazzone in mano a menarlo senza ritegno per farti ammirare da
me! E’ risaputo che spesso i figli maschi hanno desideri
nascosti verso le proprie mamme… tu invece il tuo desiderio
non lo hai nascosto minimamente, anzi… me lo hai
ampiamente dimostrato… più chiaro di così!”
Gli sorrisi, mentre volgevo lo sguardo verso il suo uccello, che
seguitava a svettare imperioso dal suo ventre… in dolce attesa!
“Ti è dispiaciuto vedermi?” mi chiese quasi sussurrando
Avrei potuto mentire dicendo che si era comportato in maniera
indecente, che mi aveva mancato di rispetto ed altre cazzate
del genere: invece dissi sinceramente, come era mia abitudine,
ciò che pensavo.
“No, tesoro, non mi è dispiaciuto vederti, come non mi dispiace
sapere che mi desideri, anzi! Mi piace molto sapere che un
uomo mi desidera… mi eccita da impazzire sapere che un
uomo mi vuole chiavare… se poi il maschio che mi vuole è mio
figlio allora… vado fuori di testa!”
Sempre stringendogli entrambe le mani avvicinai il mio viso al
suo cazzo e diedi un dolce bacio alla sua cappella: Diego saltò
come un grillo… non si aspettava di certo una simile effusione
da parte di sua madre!
Poi mi avvicinai al suo viso e posai delicatamente le mie labbra
sopra le sue… fu un bacio senza lingua… ma di una sensualità
e libidine sconvolgente.
Poi lo fissai.
“Davvero mi vuoi?” gli sussurrai, mentre le nostre labbra si
sfioravano
Lo sentii fremere.
“Dio mio, mamma! Si… si… ti voglio! Voglio possederti… voglio
sentirti mia!”
Gli passai la lingua lungo tutte le labbra… altro fremito di
piacere.
“Sei un porcellino! Mi hai fatto bagnare come una maiala…
anche io ho voglia di sentirti dentro di me… il mio ventre è
impaziente di riceverti… ma se parli con qualcuno di quello che
facciamo ti ammazzo!”
Mi girai verso il suo ventre e mi avventai su quel possente
uccello come un’invasata: avevo fatto godere tanti uccelli in vita
mia, ma per mio figlio volevo dare il meglio di me stessa.
Mi dedicai al suo cazzo come meglio non potevo… ci misi tutta
la mia abilità di bocchinara, riconosciuta da tutti i miei molteplici
amanti, nel far godere un uomo.
Mentre mi apprestavo a deliziare con la bocca il suo uccello,
sentii la sua mano salirmi lungo le cosce: allargai subito le
gambe per permettere il suo libero accesso verso la mia fica.
Mi ero appena alzata dal letto, indossavo una leggera
vestaglietta da casa e ancora non mi ero vestita del tutto…
appena sentì che ero senza mutandine, con la fica già fradicia e
pronta per essere penetrata, emise un lungo gemito di piacere
“Mamma, Dio santo… sei senza mutandine… come ti ho
sempre sognato! Con la fica nuda e bagnata!”
Il mio dolce porcellino non perse tempo: mi infilò subito due dita
nella vagina e prese a muoverle dentro in senso rotatorio… mi
sentivo sfregare le pareti vaginali in maniera deliziosa.
Ma la mia fica era eccitata al massimo e desiderava di più,
molto di più.
“Diego, tesoro, mi piace sentirmi la fica bella piena: infilaci tutte
e quattro le dita… dai, riempimi per bene!”
Il mio giovane amante non mi fece aspettare: sentii le quattro
dita penetrarmi completamente… rimase fuori solo il pollice!
Sentii la vagina completamente riempita, proprio come piaceva
a me.
“Uhmmmm! Bravo tesoro di mamma! Adesso fottimi bene,
mentre io penso al tuo delizioso uccello!”
Il taglio della sua mano cominciò a stantuffare dentro di me
furiosamente ed io non riuscivo più a trattenere i miei gemiti di
godimento!
Rendendosi conto di quanto io stessi godendo, il mio dolce
porcellino non accennava a rallentare il movimento della sua
mano nel mio ventre e ad ogni affondo delle sue dita sentivo la
mia passera dilatarsi sempre di più: con quelle quattro dita che
mi stavano aprendo oscenamente la fica mi sentivo
profondamente porca.
Quando godevo mi eccitava da impazzire il turpiloquio: ormai
nella situazione in cui mi trovavo, con quattro dita di mio figlio
nella fregna e il suo cazzo in bocca, che senso aveva
comportarsi da mammina casta e pura?
“Si… si… così cazzo… così… dai Diego… aprimi bene la fica…
che dopo mamma ti ci fa mettere dentro questo delizioso
cazzo… e ti faccio venire anche dentro! Si… Diego… dai, da
bravo… fammi godere… che dopo ti faccio sborrare nella fica!
Queste parole non fecero altro che spronare il mio bambino a
fare sempre meglio: seguitò a fottermi senza alcun ritegno…
Dio santo quanto mi piaceva sentirmi la fica così dilatata!
Da parte mia iniziai con un lavoro di bocca e di lingua che
Diego se lo sarebbe ricordato per tutta la vita.
Leccai, succhiai, baciai e mordicchiai ogni centimetro del cazzo,
dalla base dell’asta, a contatto dei coglioni, fino alla cappella.
Imboccavo la cappella, la imprigionavo con le labbra mentre le
giravo intorno velocemente la lingua… per poi ingoiare
completamente il cazzo, fino a toccare il suo pube con le labbra
Diego gemeva e ansimava come un maiale… godeva come
mai in vita sua e i suoi complimenti e incitamenti mi spingevano
a farlo godere sempre di più… sempre di più.
Dopo un bel po’ scesi con la bocca e arrivai ai coglioni: li
imboccai subito e presi a succhiarli con forza, come se avessi
voluto staccarli da Diego, che era fuori di testa dal piacere…
ma stavo solo agli inizi.
Spinsi ancora di più la testa sotto i coglioni e allungai la lingua
più che potevo finché non arrivai a stuzzicargli il buchino.
Quando sentì la punta della mia lingua arcuò il bacino per
permettermi di arrivare più facilmente al suo sfintere.
Mentre con una mano avevo preso a segargli il cazzo, con
l’altra gli allargai la rosellina e presi a leccarla con gusto: mi
piaceva da morire leccare il buchetto del culo del maschio,
sentirlo vibrare sotto i colpi della mia lingua.
Diego cominciò a gemere come mai.
“Si… si… Dio mio… è stupendo! Mai nessuna mi ha leccato il
culo… è meraviglioso… dai, ti prego… mamma, seguita… mi
piace… mi piace!”
Sapevo quanto piacesse ai maschietti farsi leccare il buchino e
sapere che per mio figlio era la prima volta ci misi tutta me
stessa per dargli il massimo del piacere.
Prima glielo leccai con la lingua a spatola, poi glielo titillai con la
punta, poi ci incollai le labbra a ventosa e glielo succhiai con
vigore… e poi gli spinsi con forza la lingua dentro e lo inculai
più che potevo.
Diego urlava il suo godimento..
“Si… inculami… inculami… sto godendo… sto godendo!!!”
Il cazzo era duro da scoppiare… era ora di infilarmelo nella fica
e goderne più che potevo… non potevo più aspettare.
Mi sembrava di sentire le urla disperate della mia passera
impazzita dalla voglia di essere chiavata.
Mi sfilai la sua mano dalla vagina, mi alzai e mi spogliai
completamente nuda, gli montai a cavallo, afferrai il suo cazzo,
lo appuntai all’ingresso della vagina e mi lasciai cadere con il
bacino per impalarmi completamente.
Mentre sentivo quel dolce palo di carne penetrarmi in corpo
emisi un lunghissimo gemito di piacere.
“Uhmmmmm!!! Dio santo… che cazzo… che cazzo… che
cazzo che ti ho fatto, amore di mamma! Mi ha riempito la fica!
Adesso mamma si gode il cazzo del suo adorato bambino!”
Con le braccia distese posai le mani sopra il suo torace per
darmi un punto d’appoggio e cominciai a cavalcarlo come
un’amazzone: alzavo e abbassavo il bacino sopra il suo ventre.
Diego era fuori di testa.
“Mamma… mamma… Dio mio… ti sto scopando!”
“No, tesoro… adesso sono io che sto scopando te! All’inizio,
quando scopo con i miei amanti, voglio essere io a condurre la
danza: conosco bene le esigenze della mia fica, come vuole
essere chiavata, con i giusti ritmi, con gli affondi al momento
opportuno, mi piace saper amministrare l’orgasmo per
raggiungere il massimo del piacere, per cui all’inizio voglio
gestire io la scopata per godermela proprio come piace a me e
alla mia fica!
Dopo che sono venuta mi concedo completamente al mio
maschio: a quel punto sarà lui che mi chiaverà come piace a
lui, con la sua tecnica, i suoi desideri e le sue perversioni.
Ecco, adesso ti scopo io, godo come piace a me… e dopo sarò
tua… come piace a te!”
Seguitai a cavalcarlo con tutte le possibili varianti: chiavata
lenta, veloce, rotazione del bacino per gustare lo sfregamento
del cazzo contro le pareti, affondi bestiali per sentire la punta
del cazzo colpire la bocca dell’utero con conseguente scossa
elettrica lungo la schiena.
Me lo stavo godendo alla grande il cazzo di mio figlio: anche lui
si stava gustando la mia fica e i suoi gemiti, il suo ansimare, i
suoi fremiti ne erano la prova concreta.
Ma mentre provava piacere non parlava: godeva in silenzio!
Invece a me mancavano le frasi oscene che accompagnavano
le mie scopate e con cui ero abituata a raggiungere il massimo
dell’eccitazione.
Quando mi facevo fottere dai miei occasionali amanti mi
eccitava da morire sentirmi chiamare troia, puttana, zoccola.
Invece da Diego niente: forse temeva di mancarmi di rispetto,
ma gli tolsi ogni timore.
“Tesoro, guarda che non mi offendo se dici che sono la tua
puttana… anzi… quando il maschio che mi sto chiavando mi
dice che sono la sua troia dò il meglio di me!”
Vidi i suoi occhi brillare… capii subito che non aspettava altro
che dare libero sfogo alla sua porcaggine!
“Mamma, davvero posso dirti…”
Lo interruppi.
“Quello che vuoi, tesoro… quello che ti senti… tutto ciò che
desideri… anche le cose più porche…!”
Beh! Non mi aspettavo certo quella reazione… ma la cosa non
mi dispiacque affatto… mi procurò una sferzata di libidine.
“Uhm! Mamma, sapessi quanto ho desiderato dirti che sei la
mia dolce puttana! Ogni volta che mi sono segato pensando a
te, al momento della sborrata sussurravo: “dai, porca, sei la mia
zoccola… dai, bevi la sborra di tuo figlio!” E adesso posso
finalmente dirtelo!
Dai… dai… cavalca sul mio cazzo! Ti piace il cazzo di tuo figlio,
vero? Te l’ha riempita bene la tua fica, vero? Ti faccio godere
più io dei tuoi amanti, vero? Dimmelo, puttana… dimmelo… è
più depravato scoparti tuo figlio, vero? Ti faccio sborrare, vero?
Il mio cazzone ti fa sborrare, vero? Dimmelo… puttana mia…
amore mio… dimmelo che ti faccio venire!!!”
Le sue parole mi portarono sul punto del non ritorno: sentii
l’orgasmo montarmi improvviso… sentii il ventre esplodere!
Mi gettai sopra il suo corpo, mentre spingevo la fica contro il
suo ventre per sentirmi tutto il cazzo dentro… gli misi le braccia
intorno al collo e lo avvinghiai stretto a me, guancia a guancia,
con la mia bocca vicino al suo orecchio per trasmettergli il
piacere del mio orgasmo.
Seguitai a chiavarmi sopra il suo cazzo per completare in
maniera deliziosa il mio orgasmo.
“Diego, tesoro adorato di mamma… sto venendo… sto
sborrando sopra il tuo cazzo! Dio santo, senti come sta
sbrodolando la mia fica! Uhmmm! Hai ragione tesoro: è
meraviglioso chiavarsi il proprio figlio, molto più che scoparsi gli
altri uomini! Ti ho scopato e ho sborrato con gusto: adesso
tocca a te… chiavami come più ti piace… sbattimi senza
ritegno… togliti ogni sfizio nella fica di tua madre!”
Così dicendo lo strinsi forte a me e mentre gli ficcavo la lingua
in bocca per gustarmi la perversione del bacio i****tuoso mi
girai di 180 gradi e mi trovai con il mio corpo sotto al suo:
sentire il peso del suo corpo nudo sopra il mio mi mandò il
****** in testa.
Mi staccai un attimo dal bacio.
“Dai, tesoro… fottimi… chiavami… sfondami la fica come hai
sempre sognato!” e incollammo nuovamente le nostre bocche
nel più depravato dei baci.
Mentre ci succhiavamo e leccavamo reciprocamente le lingue
con osceni risucchi da far accapponare la pelle, il mio angelo
cominciò a fottermi con una foga impensabile.
Sentivo il suo cazzo entrare e uscire dalla mia vagina ad un
velocità incredibile… era un vera e propria furia della natura…
era un dolce toro da monta!
Stavo godendo come una pazza e i miei gemiti e i miei
incitamenti ne erano una chiara testimonianza.
Ci mettemmo nuovamente guancia a guancia e ci sussurrammo
frasi che ci mandarono nell’ estasi del piacere.
“Uhmmm! Mamma, non puoi capire cosa io possa provare nel
sentirmi dentro di te! Il calore della tua fica mi fa impazzire!
Mamma, ti prego, dimmi sinceramente se ti piace come ti
chiavo! La tua fica apprezza il mio cazzo? ”
“Si… si… angelo mio, la mia fica apprezza moltissimo il tuo
cazzone… uhmmm! Si… lo apprezza così tanto che tra poco se
ne viene di nuovo! Dai tesoro, sbattimi per bene come una
puttana e fammi venire un’altra volta… si… così… dai… fammi
sborrare una seconda volta con il tuo cazzo nella fica! Dai
Diego… dai… che sto godendo… mi stai facendo godere!”
Diego, capendo che stava per farmi sborrare una seconda
volta, iniziò ad aumentare il ritmo della chiavata.
Gli affondi divennero sempre più veloci e devastanti, l’impeto
dei suoi vent’anni stava appagando in maniera sublime le
esigenze della mia fica depravata.
Non riuscivo a trattenere il mio piacere, cominciai ad ansimare
con lamenti convulsi, ero fuori di me dal godimento che provavo
nel farmi chiavare da mio figlio!
Il suo delizioso cazzo, grosso e duro da paura, usciva ed
entrava dalla mia figa con una frequenza incredibile, senza
darmi un attimo di tregua.
Ormai ero fuori controllo, avevo perso ogni pudore: lo incitavo a
sfondarmi la fica… ansimavo e mi agitavo come non mi era mai
successo prima quando mi facevo fottere dai miei amanti!
Il cazzo di mio figlio mi stava sconvolgendo la vita!
Le sue profonde pompate nel mio ventre mi stavano portando
nuovamente all’orgasmo… una seconda meravigliosa venuta…
ma questa volta volevo una sborrata simultanea!
“Diego, angelo mio, sto per godere ancora… ma voglio venire
insieme a te! Sarà meraviglioso venire insieme… si… voglio
che mi vieni dentro… voglio sentire gli schizzi della tua calda
sborra colpirmi l’utero mentre me ne vengo! Io quasi ci sono…
ma posso resistere… tu a che punto stai? Quanto ti manca per
venire? Tranquillo, tesoro, prenditi tutto il tempo che vuoi… mi
stai fottendo da Dio… io ti aspetto… si, mamma tua ti aspetta
per godere insieme! Goditi la mia fica, angelo mio… e avvertimi
quando stai per venire… che mi lascio andare… e sborriamo
insieme! Si, Diego mio… sborriamo insieme… insieme…
mamma e figlio… uniti nel nostro amore perverso e
depravato…!”
“Si… mamma aspettami che quasi ci sono! Ancora qualche
colpo…ecco… Dio mio… ecco… mamma, amore mio… sto per
schizzarti dentroooo!!!!”
Ero in preda al delirio estremo: gli afferrai le chiappe del culo,
affondai le mie unghie nella carne e attirai con forza il suo
ventre contro il mio!
Sentii il suo cazzo riempirmi completamente la fica e lo sentii
gonfiarsi in maniera spasmodica dentro le pareti vaginali!
Eccolo… eccolo… il suo sperma stava per spruzzare dentro di
me!
Urlai… senza riuscire a contenere tutte le oscenità che tanto mi
eccitavano.
“Diegoo!… Diego!… spingi il cazzo che sto venendooo!!! Daiiii!!!
Pisciami nella fica tutto il tuo sperma… pisciamelo tutto dentro!
Dai amore… piscia la tua sborra… tutta… tutta!”
Ebbi un secondo orgasmo che mi fece contorcere sul letto
come una serpe!
Li sentii tutti i suoi schizzi… uno per uno, colpirmi l’utero e
allagarmi la vagina!
I suoi schizzi non colpirono solo l’utero, ma mi arrivarono al
cervello.
Non era certo la prima volta che mi facevo venire dentro dai
miei amanti, ma quella era certamente la più sublime delle
sborrate che avevo ricevuto nella fica!
Mamme… provare per credere!
Non so se lo sperma del proprio figlio ha un potere magico, so
solo che sentirmi allagare il ventre dalla sua sborra mi mandò
fuori di testa… non riuscivo più a controllare le mie emozioni…
urlavo senza più alcun ritegno il mio godimento!
Mi godetti fino in fondo la mia venuta, gemendo e ansimando
tutta la mia goduria, totalmente priva di senso di colpa ed anzi
vogliosa di provare ancora quella sensazione celestiale.
Lo volevo ancora… volevo ancora mio figlio dentro di me!
Seguitai a rimanere avvinghiata al suo corpo, con la sua verga
ancora dentro… non la volevo più far uscire fuori dal mio corpo.
“Diego, figlio mio… fottimi ancora… ho bisogno di sentirti
ancora dentro di me! Voglio sentire il tuo cazzo darmi piacere!
Ti supplico, non toglierlo… chiavami ancora… mi stai facendo
sentire una deliziosa cagna ingorda di cazzo!”
Nonostante la sublime sborrata nella mia fica, i suoi vent’anni
gli mantenevano ancora l’uccello completamente duro… Dio
santo, che meraviglia!
Seguitò a fottermi… e a baciarmi… ed accarezzarmi… il mio
dolce figlio mi aveva mandato in estasi!
Io, da parte mia, non rimanevo passiva, ma mi dimenavo come
una consumata puttana sopra il suo cazzo!
“Diego, gioia mia… come mi fai godere! Dai, cazzo, dai…
ancora… sbattimi ancora… mi hai voluto… e allora godimi…
godimi… godimi!!!”
Seguitò a chiavarmi ancora… e ancora!
Mi godetti quel suo adorabile cazzone ancora per un bel po’…
poi capii che era venuto il momento di ritornare alla realtà:
avevo dato la fica a mio figlio, me ne ero venuta due volte e lui
aveva goduto dentro il ventre di sua madre… cosa volevamo di
più?
Fui io a sfilarmi dal suo cazzo… la fica bruciava.
Lo baciai con passione, con tutta la lingua in bocca, poi lo
guardai come una donna guarda il maschio con cui ha goduto.
“Diego, tesoro mio, sei stato bravo, mi hai fatto venire due volte!
Bravo tesoro! Avrò uno splendido ricordo di questa folle
mattinata!!!”
Mi alzai e mi diressi verso la porta per uscire dalla stanza, con
la sborra che mi colava dalla fica lungo le cosce.
Sentii la sua voce dietro di me.
“Mamma, ti prego, non andare via… rimani ancora con me… ti
prego!”
Cercai di non sentirlo… seguitai a camminare, ma lui si alzò dal
letto e velocemente si mise tra me e la porta, impedendomi di
uscire.
“Ti prego… rimani… … rimani ancora con me!”
Abbassai gli occhi e guardai il suo ventre: vidi il suo cazzo di
nuovo meravigliosamente eretto.
Sentii un brivido.
“Diego, tesoro, davvero mi vuoi ancora?”
Mi abbracciò forte, sentii il suo corpo nudo contro il mio… e il
suo cazzo spingere imperioso contro i mio ventre!
“Si, mamma… ancora… e ancora… e ancora!”
Perché no?
Lo presi per mano… e lo condussi nuovamente verso il letto.
2年前