La prima Patrizia 4

Mi rodeva anche inconsciamente com’ero stato scaricato da Patrizia ma ormai era tutto finito. Almeno così credevo. Circa due anni dopo Patrizia rimase incinta con uno che non era lo stesso di prima ma un notevole soggetto un po’ prepotente di cui lei era evidentemente succube. Si sono sposati ma lui la trascurava parecchio. Giocava anche a calcio a buon livello, allenamenti frequenti, partite la domenica e spesso al bar per Patrizia restava sola con il bambino, ancora ************e. Non ci frequentavamo più, giusto un saluto negli incontri occasionali, però un giorno l’ho incontrata al supermercato e per non so quale motivo ci siamo chiesti come stavamo. Patrizia non si è limitata a una risposta di circostanza ma abbiamo cominciato con i ricordi delle persone fino a quando il discorso è caduto su di noi. Erano passati quattro anni e sapeva del mio crescente successo con le donne, si era tenuta informata e alla fine si era lasciata scappare una specie di rimpianto mentre non nascondeva la delusione del rapporto che aveva con il marito. A me è s**ttato qualcosa, un’attrazione che credevo del tutto sopita si è risvegliata, l’ho assecondata e ho convenuto con lei che era stata una bella storia con lei che mi aveva lasciato notevoli rimpianti. Il discorso si è come interrotto, siamo rimasti in silenzio davanti ai carrelli della spesa, capivo che era un momento strano ma da sfruttare e le ho detto che non mi sarebbe dispiaciuto rivederla. Patrizia è rimasta scossa, non parlava, la vedevo combattere dentro, prima si è schernita un po’ ma si capiva che era una debole difesa che l’insistenza avrebbe facilmente superato e alla fine ci siamo detti di vederci un pomeriggio per un caffè o un tè quando il marito era agli allenamenti e il figlio dai nonni. In verità non era molto saggio farsi vedere insieme e allora le ho proposto che la passavo a prendere in macchina in un posto molto appartato. Questa volta il mio tono era deciso e autoritario, non ammettevo se o ma. Era chiaro quindi il significato di tutto e Patrizia non si è sottratta, ormai era presa dal gioco.
Lei è arrivata in macchina nel posto prestabilito, io la stavo aspettando nella mia auto e velocemente è entrata, aveva una camicia e una gonna piuttosto corta: appena seduta l’ho baciata e lei ha risposto subito. Ho messo le mani alle tette, non aveva il reggiseno: mi ha detto che voleva ricordare i vecchi tempi. Subito la sua mano si è infilata nei miei pantaloni, avevo il cazzo durissimo. Era forse più bella di una volta, ben curata, le tette ancora durissime e ferme. Non avevo in testa che l’idea di scoparmelo, non solo ero attratto da lei e dal sesso ma anche da quel sentimento di rivalsa che tornava fuori dopo quegli anni. Mi ero fatto dare le chiavi di una garconniere di un mio amico, ma non volevo precipitare le cose, ma volevo però farle capire che non ero più tonto come una volta. Dopo lunghi baci e carezze nelle parti più erogene sono andato con la mano nella sua figa, scoprendola totalmente bagnata e soprattutto totalmente senza peli: aveva aggiunto che il marito la voleva così e quindi si rasava tutti i giorni. Le grandi labbra erano lisce, il clitoride spuntava duro, Patrizia ansimava mentre io, con maggiore abilità di una volta, la eccitavo in continuazione tra capezzolo e bottoncino. Facevo tutto io, le ho detto che doveva solo obbedire: le ho fatto togliere le mutandine, fatta mettere su di me con la figa a contatto con il mio cazzo duro mentre la mia bocca e le mie dita le stuzzicavano i capezzoli. Muoveva il bacino avanti e indietro per stimolarsi il clitoride, sentivo che colava come una fontana ansimava sempre più forte e in poco tempo ha raggiunto l’orgasmo. Si è accasciata sulla mia spalla, mi diceva che era stato bellissimo, che era molto che non godeva così perché il marito pensava a se stesso e poco a lei. Io le ho risposto che era stato bello farla godere e che avrei voluto farlo tante altre volte ma mi aspettavo che anche lei mi facesse godere. Mi ha preso il cazzo in mano: desideravo ovviamente un pompino ma sarebbe stato un’altra volta, intanto già era successo molto. Vedevo che mi segava con gusto ma mi baciava nel frattempo e quando ho sentito che stavo per sborrare con abilità si è spostata, ha preso un fazzoletto con l’altra mano ed è stata pronta a scaricare lo sperma dentro senza sporcarsi o sporcarmi. Ho riso dicendole che l’abilità a segarmi, usando il termine crudo senza eufemismi non le era venuta a meno, lei ha pure riso. Ci siamo seduti e le continuava a dire quanto le era piaciuto, io le ho aggiunto di rivedersi un’altra volta ma questa volta in una situazione più comoda, Patrizia ha acconsentito subito: non aveva più alcuna remora a cornificare il marito ma occorreva stare attenti. Ho concluso che era piaciuto molto anche a me ma ero sicuro che sarebbe stato più bello la volta successiva, soprattutto se mi avesse assecondato nel letto. Patrizia sorrideva confermando che anche per lei sarebbe stato bellissimo e che le sarebbe piaciuto se io avessi condotto il gioco.
E’ cominciata quindi questa relazione clandestina, clandestina anche per me perché in realtà io stavo in quel momento con un’altra ragazza ma la voglia di farmi Patrizia e di trombarmela a dovere era talmente forte che non ci ho pensato più tanto. L’incontro successivo è avvenuto questa volta nella garconniere, anche Patrizia lo voleva in quanto decisamente più comodo. Questa volta senza dubbio l’avrei scopata, recuperando ciò che anni prima avevo invece perso. Patrizia è venuta come al solito senza reggiseno, mi ha assicurato che prendeva la pillola e appena entrati ci siamo baciati e mentre le mani cominciavano a lavorare e sono arrivato alla figa deliziosamente depilata lei mi ha chiesto espressamente di godere. Ho capito che questa era la chiave del successo, il rapporto matrimoniale era stato insoddisfacente per lei in questo aspetto e quindi io colmavo il vuoto. Ciò mi consentiva di avere una carta da giocare per ottenere quello che volevo, ma non volevo affrettare troppo, volevo prima che lei dipendesse un po’ da questi orgasmi in modo che avrebbe poi ceduto su altre mie richieste. Si è spogliata subito, ha spogliato me e quasi immediatamente è venuta sopra di me con la figa fradicia a contatto con il mio cazzo subito. Appena io le ho toccato i capezzoli subito ha cominciato ad ansimare dal piacere e a muovere il bacino sempre più velocemente e in poco tempo ha goduto e poi subito dopo mi ha messo il cazzo in figa e mi ha detto che me lo meritavo. Finalmente la scopavo e non ho guardato troppo per il sottile ma non mi era piaciuto che si fosse presa l’iniziativa, avrei voluto che mi prima mi succhiasse il cazzo. Patrizia era s**tenata si alzava e si abbassava freneticamente, mi cavalcava letteralmente e poco dopo ho sborrato anche io. Ci siamo stesi: in fondo non era durato molto il tutto e allora abbiamo parlato un po’. Le ho chiesto di essere sincera e di ed essere abbastanza esplicita, non usando eufemismi per il sesso. Lei ha acconsentito. Mi ha confermato alcune cose, tra cui che si aspettava di scopare al mio compleanno. Le ho chiesto se non sentiva la cosa un po’ precoce ma lei mi ha confessato che quando si era masturbata la prima volta le era piaciuto così tanto che poi lo aveva fatto regolarmente. Si eccitava pensando ai ragazzi ma anche fantasticava di rapporti sessuali con loro anche vari. Perciò Patrizia sentiva la verginità come un peso e avrebbe voluto toglierselo quel giorno con me: si sarebbe liberata di quell’impiccio, avrebbe potuto godere appieno del sesso in tutte le sue forme e con chi voleva. Nello stesso tempo avrebbe goduto anche in modo diverso rispetto alla solita masturbazione, oppure avrebbe potuto infilarsi qualche oggetto dentro, cosa che aveva la tentazione di fare quando pensava ad un rapporto si masturbava ma che non faceva proprio per il timore di sverginarsi da sola. Perciò era stata una delusione e aveva pensato che con un altro più esperto il problema sarebbe stato risolto, come effettivamente è avvenuto con quello dopo di me. Le ho chiesto se interrompere la storia con chi l’aveva sverginata era stata doloroso e li mi ha risposto di sì all’inizio, ma poi si era abituata all’idea e quando poi aveva conosciuto l’altro già il pensiero era era superato. Dopo la perdita della verginità non aveva più avuto remore a masturbarsi anche: anche 3 o 4 volte al giorno, si chiedeva se era una ninfomane a volte, ma l’orgasmo era così attraente che non vedeva l’ora. Ridendo mi ha detto che diventata una orgasmodipendente. Io le ho detto che era stato bello che fosse stata sincera, ma che la prossima volta avrei condotto io davvero il gioco, avrei deciso io cosa fare e come farlo e se mi ubbidiva come desideravo e mi faceva godere come volevo anche lei avrebbe avuto la sua piacevole ricompensa. Patrizia ha riconosciuto che avevo ragione e allora, proprio per farle capire il senso le ho chiesto di masturbarsi davanti a me dicendo a voce alta cosa pensava mentre lo faceva. La cosa mi faceva impazzire come idea ma era la prima volta che tentavo di proporlo e Patrizia non si è tirata indietro e quando ha cominciato a descrivere il proprio piacere le ho ordinato di dirlo con le parole più volgari, cosa che ha fatto: si vedeva che nel vortice del piacere perdeva ancora di più il senso di inibizione. Sono tornato a casa molto contento: scoparla era stata come riparare a quell’errore. Poi naturalmente pensavo al futuro, capivo che che avrei potuto godermela parecchio ancora e scoprire cose nuove.
発行者 MasterGL1
2年前
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