La prima Patrizia 6 (fine)

I giorni successivi non facevo che pensare al culo di Patrizia; in verità ero anche un po’ intimorito per la mia inesperienza ma Patrizia era la persona giusta per farmi scuola; già sfondata ed abituata a farsi inculare, sarebbe stato tutto più facile e mi pareva perciò una gran fortuna. In più capivo che sempre di più Patrizia aveva voglia di me, mi desiderava. Non era una ninfomane ma il sesso le piaceva molto e l’idea di farlo spesso, di avere orgasmi molto frequenti e soprattutto che io pensavo anche alla sua sessualità e quindi al suo piacere la faceva impazzire, anche solo dalle rare telefonate clandestine che facevamo per metterci d’accordo sentivo che palpitava e non vedeva l’ora. La prima occasione è giunta una volta che il marito per una trasferta era fuori, Patrizia era come elettrizzata e aveva accolto con piacere la mia disponibilità ad aspettare tanto che appena ci siamo visti mi ha strizzato l’occhio e mi ha detto che oggi sarebbe stato il grande giorno. Dopo i soliti preliminare lei si è stesa sul letto nuda, a gambe aperte mentre io avevo già il cazzo durissimo e mi ha detto come preferivo farlo, se da davanti o da dietro. Io sono rimasto imbarazzato dal chè lei ha capito che avevo poca esperienza e mi ha detto che se volevo farlo più facilmente potevo farlo a mo’ di supposta. Ha preso un lubrificante, ha alzato le gambe e si è unta il buco del culo. Poi con le mani ha allargato le chiappe e potevo vedere la figa bella spalancata e subito sotto l’agognato buco. Io non stavo nella pelle, il panorama era fantastico, Patrizia sorrideva e mi invitava a prenderla. Una breve passata in figa e poi ho abbassato il cazzo verso il suo buco del culo. Credevo, ripensando alla volta prima, di dover fare parecchi sforzi per entrare e invece la cappella è entrata quasi subito, senza che lei emettesse un grido, anzi, con una mano alla figa si toccava e sentivo mugolii di piacere. Un colpetto secco e il cazzo è entrato quasi tutto, senza particolari difficoltà,. Era stupendo, sentivo un guanto che mi prendeva il cazzo e un anello che lo stringeva alla base. Ho cominciato muovermi avanti e indietro e portavo la cappella fino a quasi uscire e sentivo un piacere molto forte in questo movimento. Mi chiedeva se mi piaceva e se mi piaceva di ricompensarla facendola godere, ma sempre con un tono di sottomissione che mi faceva impazzire. Ovviamente non potevo durare molto e infatti ho cominciato a sborrarle dentro il culo e lei intanto si menava il clitoride incitandomi a continuare. Nonostante la posizione non facile anche lei ha iniziato a godere, si vedeva la gioia nel suo viso mentre finivo di eiacularle nel culo. Quando sono uscito ho preso un fazzoletto di carta per pulirmi e vedevo che dal suo culo usciva appena una goccia di tutta quella sborra che avevo scaricato. Sorridendo mi ha detto che ormai era esperta nel trattenerla e mi ha chiesto di leccarle la figa in quella posizione. Ovviamente non potevo deluderla, con le mani mi ha afferrato la testa, me la teneva premuta mentre la leccavo e il naso le stimolavo pure il clitoride e così, pur essendo venuta da pochissimo, ha goduto ancora dopo poco. Quando è giunto l’orgasmo dal buco del culo è uscito come un getto di sborra, che mi sono affrettato a prendere con un fazzoletto di carta. Ci siamo stesi fianco a fianco, entrambi felici e soddisfatti e Patrizia mi faceva continuamente domande se mi era piaciuto, cosa avevo provato, come era venire dentro il suo culo, ecc. Poi alla fine avevo tante curiosità da chiederle. Patrizia mi ha ripetuto che ogni volta che facevano sesso il marito la inculava anche, anzi molto spesso non la scopava nemmeno, andava direttamente al culo, in varie posizioni, e quasi sempre le veniva in culo e non voleva che la sborra uscisse subito perciò lei aveva imparato a trattenerla un po’ con lo sfintere. Nella posizione di oggi non era facile ma ormai era esperta anche in questo. Tutto sommato era contenta di essere inculata, non aveva più male da molto tempo, il culo era bello largo e quindi il marito entrava facilmente ma nello stesso tempo le pareti del retto stringevano bene il cazzo cosicchè non ci voleva molto a farlo godere. Quello che non le piaceva era che una volta goduto lui si disinteressava a lei e lei doveva finire da sola a masturbarsi per godere, mentre con me era diverso e più bello perché io avevo attenzioni verso di lei. E perciò si sentiva anche più accondiscendente verso i miei desideri. L’altra volta le era dispiaciuto negarsi, ma non era pronta, questa volta invece avrebbe fatto di tutto per darmi il culo era il momento giusto e si sentiva molto carica per questo.
Io ero felicissimo: tornando a casa non potevo non pensare a quanto era stato bello, a quanto e a quel intensità avevo goduto e mi dicevo della fortuna che avevo avuto di avere una maestra così brava ed esperta. Nello stesso tempo però la fantasia galoppava e pensavo già di provare le altre posizioni che mi intrigavano, in particolare da dietro. E così la volta successiva ero già con quell’idea in testa ma Patrizia mi ha prevenuto dicendomi che questa volta voleva essere presa da dietro, in tutti e due i buchi. Perciò dopo i solito preliminari, pompini di «riscaldamento», ecc. si è messa a pecorina con il culo rivolto verso di me. Volevo in realtà essere io a decidere, mi andava bene quello che proponeva ma dovevo essere io a dirlo e non lei. Perciò le ho detto che a parte una botta in figa per bagnarlo un po’ subito dopo glielo avrei messo nel culo, rimproverandole di essere troppo precipitosa e soprattutto di avere troppa iniziativa, perché volevo essere io a decidere. Patrizia è rimasta un po’ male ma io le ho ordinato di appoggiare la testa sul cuscino, di alzare il culo in alto e con le mani tenere le chiappe divaricate e quando lei lo ha fatto subito con il cazzo, strisciato sulla figa un attimo sono andato nel suo buco del culo. Anche questa volta, con appena poco più di spinta, il cazzo è entrato abbastanza facilmente e una volta ben piantato nel culo, le ho detto che questa volta avrebbe goduto masturbandosi mentre la inculavo, ma niente leccata di figa e niente secondo orgasmo, per far capire che doveva rispettare i ruoli...
Devo dire che questa posizione mi piaceva molto, più dell’altra: la sentivo di più, la potevo affondare di più e soprattutto mi dava di più l’idea di dominarla. Una volta entrato il cazzo si muoveva molto bene e riuscivo ad affondarlo tutto, con colpi sempre più vigorosi che a lei piacevano, si vedeva che non provava alcun male, anzi provava un velato piacere che aumentava portandosi la mano alla figa. Sentivo le sue tette sbattere ma non come avrei voluto, alla fine però stavo per godere davvero tanto e volevo riempirle il buco del culo della mia sborra, ma le avevo promesso di farla godere mentre si masturbava e così ho rallentato per aspettare il suo orgasmo: due schiaffi alle natiche , poi le ho afferrato con una mano una tetta, sono sceso con le dita e alla fine ho strizzato il capezzolo abbastanza forte e lei ha immediatamente goduto quasi urlando dal godimento. Mi stava facendo impazzire anche io non ne potevo più e allora le ho preso i fianchi due colpi e le ho riempito il culo di sborra. Mi piaceva molto l’idea che la tenesse dentro più possibile, e così dopo averle ammirato il culo un po’, l’ho fatta girare sul letto senza darle la possibilità di farla uscire. Patrizia teneva le gambe serrate per non farla uscire, mentre io le dicevo che volevo vedere per quanto tempo riusciva a tenerla... Mi ha chiesto che cosa doveva fare per godere due volte la prossima volta, adesso che che aveva scontato questa «punizione» e io le ho detto che ogni volta avrebbe dovuto offrirmi il suo culo e dirmi che voleva che la inculassi...
Patrizia è diventata sempre più servizievole e docile, mi diceva sempre quello che desideravo e si metteva davanti a me con il culo e si allargava più possibile le chiappe per farmi vedere aperto il buco del culo. Devo dire che lei desiderava molto che la scopassi in figa e ogni tanto, quasi come un premio quando era particolarmente brava scopavamo in modo molto tradizionale. Sembrava che ne avesse bisogno psicologicamente, era come si sentisse più amata in quel modo: era disponibile potevo fare praticamente tutto ma poi ogni tanto capivo che dovevo darle soddisfazione e lei mi apprezzava molto per questo. Molte volte mi ha detto che mi amava e che era più bello con me che con suo marito. La cosa mi lusingava molto, lo confesso ma mi piaceva molto anche provare cose nuove con lei. Una volta ad esempio, dopo averle riempita di sborra in culo, le ho detto di andare sul bidè e farmi vedere come la faceva uscire dal buco. Patrizia all’inizio non voleva, si vergognava ma io invece lo desideravo molto, finché come spesso succedeva, ha ceduto e lo ha fatto. Mi eccitava un casino vedere come spingeva la sborra dal culo, mi sarebbe anche piaciuto dargliela da bere ma era solo un desiderio, sapevo che non l’avrebbe mai fatto.
Il fatto che mi piacesse così tanto anche solo guardarla mi ha stimolato a pensare sempre di più a riprenderla in qualche modo. Non avevo ancora la mania del «trofeo», piuttosto mi piaceva l’idea e mi sembrava la persona giusta con cui farlo: così eccitante generalmente, così sottomessa, così disponibile era l’occasione giusta. Mi feci prestare da un amico uno dei primi computer portatili con una piccola cam che si collegava e un giorno l’ho portata ad un incontro con Patrizia. Patrizia però si è spaventata molto e risolutamente mi ha detto di no. Io ci sono rimasto male anche se capivo che la sorpresa era stata forte, ma quindi è sorto un litigio che ci ha portato per qualche tempo ad un raffreddamento. Tuttavia tutti e due volevamo fare sesso, io non avevo voglia di tanta astinenza perché in effetti mi piaceva molto, lei sembrava che non potesse vivere senza avere il mio cazzo ogni tanto e perciò un giorno ci siamo incontrati per trovare un accordo. Alla fine, dopo tante discussioni, ha ceduto un po’: temeva che girasse qualcosa, che suo marito potesse venire a sapere e allora abbiamo deciso che il filmato doveva restare solo da me e che lei si sarebbe fatta riprendere solo in pose artistiche e senza sesso. In verità con il tempo le pose artistiche sono diventate sempre più esplicite, ma sugli atti di sesso invece non siamo andati a avanti. In realtà la storia è durata qualche mese perché alla fine della primavera, con la fine dell’attività calcistica del marito era più difficile vedersi e inoltre io, diradandosi le visite avevo cominciato a dirigere la mia attenzione verso altri lidi. C’erano tante ragazze da poter coltivare, l’interesse per Patrizia stava calando e non avevo più voglia di tanti sotterfugi. Patrizia era stata un’ottima nave scuola ma aveva fatto il suo tempo, ora, più sicuro ed esperto, cominciavo a voler variare e a provarne di vari gusti e vari corpi. Ci siamo lasciati senza tante parole: perciò alla fine dell’estate quando il marito ha ricominciato l’attività sportiva, lei mi ha chiamato un paio di volte ma sono stato evasivo. Lei ha capito e non ha insistito. Ancora adesso ogni tanto la vedo per strada: è piuttosto invecchiata, non bene i segni del tempo sono piuttosto evidenti. Un po’ più robusta in pancia e nei fianchi, quelle tette che mi avevano tanto fatto sognare erano diventate molto pendenti e forse mi avrebbero eccitato ancora ma il viso non mi ispirava più. Perciò ci salutiamo un po’ freddamente ma ogni volta che la vedo ripenso sempre a quei momenti di grande godimento insieme e mi chiedo se anche lei ha gli stessi pensieri.
発行者 MasterGL1
2年前
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