Un Regalo
Arrivata, mi attendevo che avesse riunito la solita combriccola di amici, due suoi connazionali, ma entrando non vidi nessuno. Come al solito, un poco di Thè, fatto in infusione in tazza, e poi mi andai a truccare, mentre ero davanti lo specchio, cercando di essere, più brava della natura, che mi aveva donato lineamenti maschili, sentii aprire la porta e vociare. Pensai eccoli sono arrivati, un poco essere al centro della attenzione, mi piaceva, sentire le mani di più persone e soprattutto i cazzi, era molto eccitante, e il tutto, con persone, di buona educazione. Quando sono uscita, con l' accappatoio bianco, morbido, che lascia sempre, per me, invece vidi un nero..... e il mio amico mi disse; questo è il mio regalo, per Te, so che desideri tanto un" bastone" di liquirizia.... Gli sussurrai, dove l' hai trovato? e lui mi disse che montava i banchi al mercato, è un profugo dello Yemen, molto gentile, e soprattutto ha voglia .. In effetti era carino, lo avrei detto Somalo, magrissimo alto, e allora lui gli disse, spogliati, e lui si tolse camicia e pantaloni, mi avvicinai, profumata e troia, e vidi che aveva le mutande, piene di cazzo. Come una bambina in pasticceria, gli dissi : nudo per favore... il mio amico, ripeté la frase e lui si abbasso le mutandine... aveva un cazzo, lungo, ma fino, credo che la natura all' inizio lo aveva deciso, piccolo, poi si era distratta e lo aveva fatto crescere, solo in lunghezza... Il mio amico si mise seduto e io capì che avrebbe, almeno per ora guardato... il Moretto, mi sposto l'accappatoio e iniziò a passarmi la lingua, dai capezzoli al collo, poi, mi stampo un bacio in bocca, mi prese le guance, e mi leccò le labbra, rimettendomi la lingua in bocca. intanto sentivo il suo cazzo, che strofinava, sulla mi coscia, impedito solo dalla calza. Lo ripagai, leccandogli, il petto, liscio e stranamente profumato, piano piano scesi, all' ombelico, poi mi ciuccia, e lecca, lo presi in bocca. Facile da succhiare, lo feci girare, fra lingua e guance e labbra, ero al settimo, cielo, quando, per evitare di farmelo arrivare, dalla gola in pancia, gli ingoiai i coglioni. Gli tremavano le gambe, così lo accompagnai sul letto, mentre il mio amico, si spostava, per vedere meglio, pensai, anche lui come l' altro, ama guardare...Disteso, il suo fisico era meno magro, ma il suo cazzo, era più duro. Presi un condom e messo, mi girai e dando le spalle al Moretto, mi sono aperta , e guardando il mio amico seduto, me lo sono infilato, fin dove potevo, nel culetto, unto, e aperto... entrato, iniziai a gemere, e a dire, meraviglioso, si meraviglioso, scopami, sono aperta per Te,dai tutto, arriva in fondo... Ero veramente, eccitata, nella fase cagna in calore, troia che recita una parte dal vivo, bagnata, mi pizzicavo le tettine, il mio cazzetto inutile e moscio gocciolava. In questo stato guardai il mio amico, che in fin dei conti, mi aveva fatto un regalo, avendomi, sentito, raccontare di un nero, dotato. Lo guardai, era un poco invidioso, da guardone era diventato, invidioso, e capì che si poteva pentire, della Sua " Buona Azione" allora lo guardai e gli dissi; questo è un cazzo, ma il Tuo mio caro, lo voglio in bocca! e passai la lingua sulle labbra, su dammelo e con la lingua, mimai un pompino... si alzò e lo ingoiai, mentre il Moretto, mi diceva, ancora, ancora dai prendi troia! tolsi il cazzo dalla bocca e ho detto; ha imparato subito l' italiano?
Mugulavo e succhiavo, meraviglioso, era un bastone, duro, pur sedendomi sopra, non si piegava, aprivo il mio buchetto e scendevo, al termine stringevo, dando dei colpi, che a lui provocavano piacere, facendolo, dire, mia puttana, che culo hai, meraviglioso, sei una fica, e mettendo le mani sulle mie tettine, mi solleticava i capezzoli… Io eccitata, guardai il mio amico, benefattore, e dai sussulti, pensai che eravamo vicini al godimento, lasciando il suo cazzo nella mano, davanti alle mie labbra, dopo averlo, circonciso con la punta della lingua chiesi: vuoi che lo bevo subito, o vuoi che lo metto sulla lingua, mi sputi e lo ingoio? Non ho finito la frase, che uno schizzo, forte mi ha inondato il viso,allora il secondo, schizzo lo indirizzai in pieno viso e il terzo, in bocca me lo sono succhiato, mentre il secondo mi colava in viso, e il primo dalla bocca al collo…. Lui si rimise seduto e il mio bastone di liquirizia era ormai pronto… Mi girai e ora il mio cazzo ballava sulla sua pancia, mentre ero piena di sborra, con la punta della lingua, leccavo, quella che scendeva dagli occhi, Lui si alzò, sempre scopandomi, meravigliosamente, e io ripagandolo, con un pompino fatto con il mio culetto, e baciandomi, e riempiendomi di succhiotti, le tettine, raccolse alcune gocce di piacere, del mio amico. Poi salì al collo, e fece capire che non era stato un incidente, che aveva leccato, sborra, proprio quello voleva… Feci segno al mio amico, di alzarsi a vedere, e a questo punto , presi il suo cazzo, e me lo passai, sulle tette, e poi girai la testa del cazzuto, e glielo feci prendere in bocca…
Pur non proprio duro, lo succhiò, avidamente, tanto che lo fece duro, con i suoi labbroni, se lo passava, nella bocca larga,
Allora, lo feci distendere e aprendo il culo, sempre con il bastone, nero in culo, guardai il mio amico, che provò a mettere anche il suo.
Non ho mai preso due cazzi in culo, ci provarono due ******hi al parcheggio, ma non ci riuscirono, ora sentivo, spingere, ma quando pensai che avevo, raggiunto, anche questo traguardo di troiaggine, il bastone nero, iniziò a gonfiarsi,e a tremare nelle gambe, stava godendo, e me lo fece capire con un morso, sulle tettina…
Mi alzai e vidi, un preservativo, con un litro di sborra, bianca, una nevicata, su un vulcano nero…
Girai il cazzo, e tolsi, piano, il condom era pieno, presi dei fazzoletti umidi gli pulii il cazzo, mentre lui ansimava, glielo, leccai, perché veramente bello, poi chiamai il mio amico e facendo un nodo al condom, gli chiesi di mettermelo al culo.
Ho viaggiato sul treno, fino a Pescara, con il culo, pieno, arrivata a casa, mi sono spogliata, contando i succhiotti ho tolto il condom, ancora liquido ho acceso il pc, e guardandoti sotto l’abero di Natale, mi sono versata la sborra sulle tette, e infilato, lo strapon, e ho goduto nella mano, leccando la mia sborra.
Sotto la doccia, togliere quel nettare appiccicoso, mi dispiaceva.
Mugulavo e succhiavo, meraviglioso, era un bastone, duro, pur sedendomi sopra, non si piegava, aprivo il mio buchetto e scendevo, al termine stringevo, dando dei colpi, che a lui provocavano piacere, facendolo, dire, mia puttana, che culo hai, meraviglioso, sei una fica, e mettendo le mani sulle mie tettine, mi solleticava i capezzoli… Io eccitata, guardai il mio amico, benefattore, e dai sussulti, pensai che eravamo vicini al godimento, lasciando il suo cazzo nella mano, davanti alle mie labbra, dopo averlo, circonciso con la punta della lingua chiesi: vuoi che lo bevo subito, o vuoi che lo metto sulla lingua, mi sputi e lo ingoio? Non ho finito la frase, che uno schizzo, forte mi ha inondato il viso,allora il secondo, schizzo lo indirizzai in pieno viso e il terzo, in bocca me lo sono succhiato, mentre il secondo mi colava in viso, e il primo dalla bocca al collo…. Lui si rimise seduto e il mio bastone di liquirizia era ormai pronto… Mi girai e ora il mio cazzo ballava sulla sua pancia, mentre ero piena di sborra, con la punta della lingua, leccavo, quella che scendeva dagli occhi, Lui si alzò, sempre scopandomi, meravigliosamente, e io ripagandolo, con un pompino fatto con il mio culetto, e baciandomi, e riempiendomi di succhiotti, le tettine, raccolse alcune gocce di piacere, del mio amico. Poi salì al collo, e fece capire che non era stato un incidente, che aveva leccato, sborra, proprio quello voleva… Feci segno al mio amico, di alzarsi a vedere, e a questo punto , presi il suo cazzo, e me lo passai, sulle tette, e poi girai la testa del cazzuto, e glielo feci prendere in bocca…
Pur non proprio duro, lo succhiò, avidamente, tanto che lo fece duro, con i suoi labbroni, se lo passava, nella bocca larga,
Allora, lo feci distendere e aprendo il culo, sempre con il bastone, nero in culo, guardai il mio amico, che provò a mettere anche il suo.
Non ho mai preso due cazzi in culo, ci provarono due ******hi al parcheggio, ma non ci riuscirono, ora sentivo, spingere, ma quando pensai che avevo, raggiunto, anche questo traguardo di troiaggine, il bastone nero, iniziò a gonfiarsi,e a tremare nelle gambe, stava godendo, e me lo fece capire con un morso, sulle tettina…
Mi alzai e vidi, un preservativo, con un litro di sborra, bianca, una nevicata, su un vulcano nero…
Girai il cazzo, e tolsi, piano, il condom era pieno, presi dei fazzoletti umidi gli pulii il cazzo, mentre lui ansimava, glielo, leccai, perché veramente bello, poi chiamai il mio amico e facendo un nodo al condom, gli chiesi di mettermelo al culo.
Ho viaggiato sul treno, fino a Pescara, con il culo, pieno, arrivata a casa, mi sono spogliata, contando i succhiotti ho tolto il condom, ancora liquido ho acceso il pc, e guardandoti sotto l’abero di Natale, mi sono versata la sborra sulle tette, e infilato, lo strapon, e ho goduto nella mano, leccando la mia sborra.
Sotto la doccia, togliere quel nettare appiccicoso, mi dispiaceva.
1年前