In ufficio
Io e Silvia eravamo rimasti in ufficio fino a tardi, complice una riunione finita dopo le 6 di sera. E ovviamente, dato il nostro basso grado, dovemmo anche mettere a posto attrezzature varie utilizzate durante la riunione. Portammo le cose nello sgabuzzino e mentre sistemavamo, col gomito le sfiorai il seno.
“Occhio, questa è mol estia”, disse scherzando.
“Eh madonna, e allora quella volta che mi venisti addosso? Era anche quella mol estia?”
“Solo se era fatto apposta”
“E lo era?”
“Chi lo sa”, rispose lei.
Ci fu un attimo un momento di imbarazzo ma uscimmo in sala a recuperare altre attrezzature. Una volta dentro lo sgabuzzino, lei si abbassò a sistemare due cose strusciando il suo fondoschiena sulla mia gamba.
“E questo? È mol estia?”, chiesi
“Dici che l’ho fatto apposta?”
“Secondo me sì”
“Anche secondo me”
“Quindi mi stai mol estando?”, chiesi con ironia e interesse
“Figurati, potrei farlo solo se tu ci stessi ma sei un così bravo e fedele fidanzato..”
“Già, invece tu sei single vero?”
“No, ma alcuni uomini mi fanno proprio venire voglia di non essere fedele come te…”, rispose sistemandosi il reggiseno e la camicetta
“Dai, piantala adesso”, cercai di chiudere il discorso dandole una piccola pacca sulla schiena.
Silvia mi guardò.
“La prossima volta, la pacca dammela trenta centimetri più in basso, sul culo. Vedrai che è più morbido”, disse sorridendo e andò via.
La cosa finì lì e non riaprimmo più il discorso. Io e lei avevamo un ottimo rapporto da colleghi. Facevamo sempre pausa insieme, ogni tanto ci scrivevamo due messaggi ma senza impegno, tanto per parlare di cose di lavoro e cazzate varie. Avevamo gusti molto simili in fatto di musica, libri, e molti interessi in comune per cui ogni tanto qualche meme o messaggio ci stava. Ed effettivamente eravamo molto in sintonia, per cui ci prendevamo alcune libertà a volte.
Un paio di settimane dopo, ci ritrovammo nella stessa situazione, a sistemare ancora dopo la riunione. Stavolta fu lei a strusciarsi, non so quanto apposta, sfiorandomi col seno sul fianco mentre sistemavamo delle sedie. Io allora le misi una mano sul fianco per spostarla dato che dovevo sistemare qualche attrezzo. Lei si appoggiò con le mani sul tavolo e sporse un pochino il fondoschiena, guardandomi. Avevamo quasi finito, per cui ero davvero tentato di darle quella pacca sul culo ma riuscì a resistere. Spostai le ultime due cose pesanti e quando mi abbassai per metterle giù, lei mi diede una pacca sul mio fondoschiena.
“Bel lavoro, adesso abbiamo quasi finito”, disse girandosi.
Istintivamente, le diedi una pacca sul culo. Lei si fermò di colpo. Io capii che era davvero morbido. Si girò e mi guardò.
“Ah, allora ti piace mol estare le ragazzine di 22 anni eh”
“Ma smettila, ho solo fatto quello che tu hai fatto a me”
“E ti sembra una giustificazione?”
“Sì. E poi era una pacca, mica una palpata”
“Beh, potresti anche palparmi già che ci sei. Fatto trenta, fai trentuno”, disse sorridendo.
Per un attimo fui tentato ma lasciai stare.
“Peccato – disse lei – Mi piacciono gli uomini di 30 anni fidanzati e che indossano la cravatta”.
Ci restammo un attimo a guardare poi come se lo sapessimo entrambi, ci avvicinammo e iniziammo a baciarci, istintivamente. Misi subito le mani sul suo fondoschiena da 22enne fidanzata, mentre lei mi abbracciò. Per un attimo mi scordai che avevo una ragazza a casa che mi aspettava e quando sollevai Silvia per metterla sul tavolino dietro di lei, lei non disse nulla ma anzi limonava ancora più duramente. Il suo culetto bello morbido mi piaceva, i leggins lasciavano molto a contatto la sua figa con il mio cazzo, soprattutto quando lei mi slacciò i pantaloni.
“Che fai?” le chiesi
“Secondo te?”, rispose lei abbassandomi le mutande. Di colpo si alzò in modo che io potessi sfilarle i leggins e quando lei spostò le mutandine, l’invito era praticamente fatto. Entrai con una facilità disarmante, lei mi voleva, io la volevo ed eravamo già pronti. La cappella scivolò subito dentro. Dapprima mi ambientai alla sua figa, bella calda, bagnata e ancora stretta, penetrandola molto lentamente.
Le sue gambe lunghe e slanciate mi si strinsero intorno ai fianchi
“Erano mesi che ti volevo” mi disse
“Davvero?”
“Sì, non so perché ma ogni volta che parliamo e stiamo insieme siamo sulla stessa lunghezza d’onda quindi mi intrighi da matti. E poi mi arrapi con quella cazzo di cravatta da ragazzo per bene, mentre io ti voglio vedere come sei realmente”
Appena detto ciò, prese la mia cravatta e mi tirò a sé, baciandomi con tutta la lingua che aveva. Il mio cazzo, ormai di marmo, entrò ancora più a fondo e piano piano iniziai a penetrarla con tutta la minchia.
Inutile dirlo, lei mi faceva sesso. Tanto sesso, e anche io volevo scoparla da tempo. Al diavolo se ero fidanzato. Silvia mi stava spalancando le sue gambe e non avevo intenzione di non dare ascolto al mio cazzo indurito. La volevo, me la stavo prendendo. Le mie mani sul suo culo meraviglioso. Il mio cazzo nella sua figa. Niente preliminari, non ce n’era stato bisogno. La sollevai e la presi in braccio, appoggiandola alla parete. Poi lasciai che scivolasse lentamente verso il basso, in modo che il mio cazzo entrasse tutto. Lei gemette. Un lungo gemito seguito da un sospiro mentre la mia lingua le passava sul collo.
“Scopami”, mi sussurrò all’orecchio
“Supplicami”, le risposi
Lei mi baciò mentre affondai il primo colpo.
“Ti prego, sbattimi e fammi tua. So che sarà una grande scopata, lo sento dentro di me come sento dentro di me il tuo grosso cazzo. Mi fai venire voglia di essere una troia, la tua troia”
A quel punto il mio cazzo era al massimo e iniziai a sbatterla per bene, tenendola sollevata e afferrandola per il culo.
Iniziammo a godere per davvero l’uno dell’altro, lei si strinse a me e mi slinguò più che poteva.
“Quanto cazzo sei figa, fattelo dire. Mi fai davvero sesso con i tuoi leggins che fanno intravedere il perizoma, i tuoi tatuaggi sul braccio, i piercing..sei arrapante da morire”
“Tanto da farti tradire la tua ragazza?”
“Beh, il mio cazzo è dentro di te no?”
“Sì, porco traditore”
“Senti chi parla, quella che fino a ieri succhiava il cazzo del suo ragazzo”
“Ieri spompinavo il mio ragazzo pensando a te.. e oggi mi prendo il tuo cazzo perché voglio vedere quanto ti arrapo e quanto mi vuoi fottere”
A quel punto ormai le davo colpi decisi e lei iniziò ad ansimare. Per non affaticarmi troppo, la rimisi sul tavolo e iniziai a scoparla lì, slacciandole la camicetta per vedere quel seno sul quale mi ero strusciato più volte ma lei mi bloccò.
“Pensa a fottermi, non alle mie tette”
“Voglio vederle”
“No, saranno il premio se mi fai godere”
A quelle parole il cazzo mi si indurì ancora di più se possibile e tenendola per i fianchi le diedi una rampata di un minuto, ad alta velocità e andando fino a dove le mie palle mi permettevano di entrare.
Silvia chiuse gli occhi, godendosi il momento.
“Lo sapevo che eri meglio del mio ragazzo”
Non risposi ma continuai a sbatterla ancora per qualche secondo. Poi la tirai a me, la feci sedere e con tutto il cazzo dentro le rimisi la lingua in bocca. E ci baciammo a lungo, restando immobili con il resto del corpo, a goderci quel bacio intenso.
“Mi volevi proprio eh?”, le chiesi.
“Sì cazzo, fosse per me ti avrei già scopato decine di volte”
Era quello che aspettavo. Le tolsi il cazzo dalla figa e mi sedetti su una sedia che c’era dentro quel piccolo stanzino. Lei si alzò e venne da me, mettendosi a cavalcioni.
“Cavalcami, mostrami quanto mi vuoi rispetto al tuo ragazzo”
“E tu tienilo duro altri 20 minuti come non faresti con quella sfigata della tua fidanzata”
Silvia si mise a salire e scendere con gli occhi socchiusi.
“Apri gli occhi, guarda chi ti stai scopando, non li tuo ragazzo ma un collega, nello sgabuzzino dell’azienda”
“Lo so chi mi sto scopando, uno che sta rendendo cornuta la fidanzata con cui convive per farsi una sveltina con una collega giovane, in forma, vogliosa di esperienza..”
“..troia e gran figa”
“Quanto figa?”, mi chiese
“Molto più della mia ragazza”
Silvia ebbe un sussulto. Capii che stava per raggiungere il piacere.
“Sei così sexy con questa camicetta bianca…senti quanto me l’hai fatto diventare duro”, dissi dandole un colpo in profondità.
Sussultò ancora.
“Non vedo l’ora di scoparti ancora e vedere quel cazzo di seno che mi tieni nascosto..lo voglio succhiare tutto”, continuai dandole altri due colpi decisi.
Poi all’improvviso le misi le mani sule spalle e iniziai a bombardarle la figa con colpi su colpi su colpi.
Lei si sdraiò su di me, gemendo, baciandomi tutta sudata e con il corpo rigido, sentii il suo corpo caldo pronto al piacere. Io non ero da meno, quei colpi mi avevano fatto arrivare vicino al limite ma non volevo venire prima di lei.
Silvia mi guardò, mi fece rallentare e poi iniziò a muoversi lei, con dei movimenti fantastici. Poi mi baciò ancora e ancora.
“Si vede che sai scoparti un cazzo come si deve”, le dissi
“Meglio di come lo scopa la tua ragazza?”
“Cazzo sì”
Lei mi baciò e si fermò. Mi mise le braccia intorno al collo e iniziammo a limonare duramente, lei si muoveva a malapena sulla mia nerchia ma quel poco movimento bastava a tenermi duro e pronto.
Dopo un paio di minuti riprese a cavalcarmi, con decisione. Era evidente che volesse venire.
Mi guardò.
“Sborra quando vuoi”
“Dentro?”
“Sì”
“No dai, non posso”
“Ti supplico, sono vicina, voglio la tua sborra dentro di me”
“No cazzo no”
Fu lì che lei si slacciò la camicetta e si abbassò il reggiseno, mostrandomi la sua terza scarsa ma così bella e fresca.
Aumentò l’intensità del suo respiro, era pronta, si toccava il seno per stimolarmi ancora di più e per farmi raggiungere il piacere insieme a lei. Me lo offrì. Mi avvicinò i suoi capezzoli duri dalle larghe aureole e iniziai a succhiarli in alternanza. Sentivo che il cazzo mi stava per esplodere. E Silvia lo sapeva. Si chinò su di me, mosse il bacino ripetutamente e ad un ritmo più veloce, ansimando a voce sempre più alta. Le mie mani le afferrarono il fondoschiena, la aiutavo a muovermi per darmi piacere e quando lei diede gli ultimi colpi e le sue gambe iniziarono a tremare, mi baciò e in quell’istante iniziai a spruzzare tutta la sborra che avevo nelle palle, proprio dentro la sua figa calda e accogliente. Ci baciammo a lungo su quella sedia, completando il nostro tradimento.
Fui io ad interrompere il silenzio
“Cazzo che scopata”
“Mmm puoi dirlo forte – rispose lei continuando ad infilarmi la lingua in bocca – Sapevo che sarebbe stata una gran scopata con te”
“Sei veramente una maiala..e mi piace”
“E tu sei un gran scopatore..per cui stasera quando torni a casa dalla tua ragazza, fammi un favore”
“Quale?”
“Scopatela solo a pecora, immagina che sia io e devastale la figa. Scommetto che se penserai a me avrai il cazzo molto più duro che a pensare a lei..”
Ci pensai su. Poi le risposi
“E tu stasera fai un pompino al tuo ragazzo. Non dargliela, succhiaglielo e basta. E quando ti sborrerà in bocca, ingoia pensando sia la mia sborra, quella che hai voluto dentro di te”
Ci sistemammo e mettemmo a posto tutto.
La sera tornai a casa e dopo cena misi a pecora la mia ragazza e la scopai. Pensai a Silvia. Il mio cazzo era d’acciaio, letteralmente. Montai la mia ragazza a pecora per mezz’ora, senza lasciarle scampo, senza darle spiegazione. La scopai ancora e ancora e dopo sue innumerevoli suppliche le sborrai nella figa.
Il giorno dopo, dissi a Silvia che avevo fatto come diceva lei e che il mio cazzo esplodeva ad ogni colpo che affondavo. Lei mi fece vedere due foto fatte la sera precedente. Nella prima, aveva lo sperma sulla lingua. Nella seconda non più.
“Devi avergli fatto un gran pompino..”
“Pensavo a te..”
“Puoi succhiarmelo quando vuoi..”
“Stasera dopo il lavoro a casa mia. Vieni che ti faccio vedere quanto sono puttana”
“Oggi non posso, devo vedere un amico”
“Non sai cosa ti perdi..”, rispose lei mostrandomi il seno
“Un altro giorno tranquilla, così avrai ancora più voglia di me”
“Come vuoi..ma non farmi aspettare troppo…”
Andai da lei un paio di giorni dopo. Non che non volessi andare quel giorno, ma avevo fissato un appuntamento con un mio amico da tre settimane. Era difficile incontrarlo e passare del tempo da solo con lui e con i suoi 22cm..per cui rinunciai a Silvia e scopai con l’amico.
Ma quando Silvia tornò all’attacco non mi tirai indietro. Andai a casa sua e quello che facemmo..beh lo saprete la prossima volta!
“Occhio, questa è mol estia”, disse scherzando.
“Eh madonna, e allora quella volta che mi venisti addosso? Era anche quella mol estia?”
“Solo se era fatto apposta”
“E lo era?”
“Chi lo sa”, rispose lei.
Ci fu un attimo un momento di imbarazzo ma uscimmo in sala a recuperare altre attrezzature. Una volta dentro lo sgabuzzino, lei si abbassò a sistemare due cose strusciando il suo fondoschiena sulla mia gamba.
“E questo? È mol estia?”, chiesi
“Dici che l’ho fatto apposta?”
“Secondo me sì”
“Anche secondo me”
“Quindi mi stai mol estando?”, chiesi con ironia e interesse
“Figurati, potrei farlo solo se tu ci stessi ma sei un così bravo e fedele fidanzato..”
“Già, invece tu sei single vero?”
“No, ma alcuni uomini mi fanno proprio venire voglia di non essere fedele come te…”, rispose sistemandosi il reggiseno e la camicetta
“Dai, piantala adesso”, cercai di chiudere il discorso dandole una piccola pacca sulla schiena.
Silvia mi guardò.
“La prossima volta, la pacca dammela trenta centimetri più in basso, sul culo. Vedrai che è più morbido”, disse sorridendo e andò via.
La cosa finì lì e non riaprimmo più il discorso. Io e lei avevamo un ottimo rapporto da colleghi. Facevamo sempre pausa insieme, ogni tanto ci scrivevamo due messaggi ma senza impegno, tanto per parlare di cose di lavoro e cazzate varie. Avevamo gusti molto simili in fatto di musica, libri, e molti interessi in comune per cui ogni tanto qualche meme o messaggio ci stava. Ed effettivamente eravamo molto in sintonia, per cui ci prendevamo alcune libertà a volte.
Un paio di settimane dopo, ci ritrovammo nella stessa situazione, a sistemare ancora dopo la riunione. Stavolta fu lei a strusciarsi, non so quanto apposta, sfiorandomi col seno sul fianco mentre sistemavamo delle sedie. Io allora le misi una mano sul fianco per spostarla dato che dovevo sistemare qualche attrezzo. Lei si appoggiò con le mani sul tavolo e sporse un pochino il fondoschiena, guardandomi. Avevamo quasi finito, per cui ero davvero tentato di darle quella pacca sul culo ma riuscì a resistere. Spostai le ultime due cose pesanti e quando mi abbassai per metterle giù, lei mi diede una pacca sul mio fondoschiena.
“Bel lavoro, adesso abbiamo quasi finito”, disse girandosi.
Istintivamente, le diedi una pacca sul culo. Lei si fermò di colpo. Io capii che era davvero morbido. Si girò e mi guardò.
“Ah, allora ti piace mol estare le ragazzine di 22 anni eh”
“Ma smettila, ho solo fatto quello che tu hai fatto a me”
“E ti sembra una giustificazione?”
“Sì. E poi era una pacca, mica una palpata”
“Beh, potresti anche palparmi già che ci sei. Fatto trenta, fai trentuno”, disse sorridendo.
Per un attimo fui tentato ma lasciai stare.
“Peccato – disse lei – Mi piacciono gli uomini di 30 anni fidanzati e che indossano la cravatta”.
Ci restammo un attimo a guardare poi come se lo sapessimo entrambi, ci avvicinammo e iniziammo a baciarci, istintivamente. Misi subito le mani sul suo fondoschiena da 22enne fidanzata, mentre lei mi abbracciò. Per un attimo mi scordai che avevo una ragazza a casa che mi aspettava e quando sollevai Silvia per metterla sul tavolino dietro di lei, lei non disse nulla ma anzi limonava ancora più duramente. Il suo culetto bello morbido mi piaceva, i leggins lasciavano molto a contatto la sua figa con il mio cazzo, soprattutto quando lei mi slacciò i pantaloni.
“Che fai?” le chiesi
“Secondo te?”, rispose lei abbassandomi le mutande. Di colpo si alzò in modo che io potessi sfilarle i leggins e quando lei spostò le mutandine, l’invito era praticamente fatto. Entrai con una facilità disarmante, lei mi voleva, io la volevo ed eravamo già pronti. La cappella scivolò subito dentro. Dapprima mi ambientai alla sua figa, bella calda, bagnata e ancora stretta, penetrandola molto lentamente.
Le sue gambe lunghe e slanciate mi si strinsero intorno ai fianchi
“Erano mesi che ti volevo” mi disse
“Davvero?”
“Sì, non so perché ma ogni volta che parliamo e stiamo insieme siamo sulla stessa lunghezza d’onda quindi mi intrighi da matti. E poi mi arrapi con quella cazzo di cravatta da ragazzo per bene, mentre io ti voglio vedere come sei realmente”
Appena detto ciò, prese la mia cravatta e mi tirò a sé, baciandomi con tutta la lingua che aveva. Il mio cazzo, ormai di marmo, entrò ancora più a fondo e piano piano iniziai a penetrarla con tutta la minchia.
Inutile dirlo, lei mi faceva sesso. Tanto sesso, e anche io volevo scoparla da tempo. Al diavolo se ero fidanzato. Silvia mi stava spalancando le sue gambe e non avevo intenzione di non dare ascolto al mio cazzo indurito. La volevo, me la stavo prendendo. Le mie mani sul suo culo meraviglioso. Il mio cazzo nella sua figa. Niente preliminari, non ce n’era stato bisogno. La sollevai e la presi in braccio, appoggiandola alla parete. Poi lasciai che scivolasse lentamente verso il basso, in modo che il mio cazzo entrasse tutto. Lei gemette. Un lungo gemito seguito da un sospiro mentre la mia lingua le passava sul collo.
“Scopami”, mi sussurrò all’orecchio
“Supplicami”, le risposi
Lei mi baciò mentre affondai il primo colpo.
“Ti prego, sbattimi e fammi tua. So che sarà una grande scopata, lo sento dentro di me come sento dentro di me il tuo grosso cazzo. Mi fai venire voglia di essere una troia, la tua troia”
A quel punto il mio cazzo era al massimo e iniziai a sbatterla per bene, tenendola sollevata e afferrandola per il culo.
Iniziammo a godere per davvero l’uno dell’altro, lei si strinse a me e mi slinguò più che poteva.
“Quanto cazzo sei figa, fattelo dire. Mi fai davvero sesso con i tuoi leggins che fanno intravedere il perizoma, i tuoi tatuaggi sul braccio, i piercing..sei arrapante da morire”
“Tanto da farti tradire la tua ragazza?”
“Beh, il mio cazzo è dentro di te no?”
“Sì, porco traditore”
“Senti chi parla, quella che fino a ieri succhiava il cazzo del suo ragazzo”
“Ieri spompinavo il mio ragazzo pensando a te.. e oggi mi prendo il tuo cazzo perché voglio vedere quanto ti arrapo e quanto mi vuoi fottere”
A quel punto ormai le davo colpi decisi e lei iniziò ad ansimare. Per non affaticarmi troppo, la rimisi sul tavolo e iniziai a scoparla lì, slacciandole la camicetta per vedere quel seno sul quale mi ero strusciato più volte ma lei mi bloccò.
“Pensa a fottermi, non alle mie tette”
“Voglio vederle”
“No, saranno il premio se mi fai godere”
A quelle parole il cazzo mi si indurì ancora di più se possibile e tenendola per i fianchi le diedi una rampata di un minuto, ad alta velocità e andando fino a dove le mie palle mi permettevano di entrare.
Silvia chiuse gli occhi, godendosi il momento.
“Lo sapevo che eri meglio del mio ragazzo”
Non risposi ma continuai a sbatterla ancora per qualche secondo. Poi la tirai a me, la feci sedere e con tutto il cazzo dentro le rimisi la lingua in bocca. E ci baciammo a lungo, restando immobili con il resto del corpo, a goderci quel bacio intenso.
“Mi volevi proprio eh?”, le chiesi.
“Sì cazzo, fosse per me ti avrei già scopato decine di volte”
Era quello che aspettavo. Le tolsi il cazzo dalla figa e mi sedetti su una sedia che c’era dentro quel piccolo stanzino. Lei si alzò e venne da me, mettendosi a cavalcioni.
“Cavalcami, mostrami quanto mi vuoi rispetto al tuo ragazzo”
“E tu tienilo duro altri 20 minuti come non faresti con quella sfigata della tua fidanzata”
Silvia si mise a salire e scendere con gli occhi socchiusi.
“Apri gli occhi, guarda chi ti stai scopando, non li tuo ragazzo ma un collega, nello sgabuzzino dell’azienda”
“Lo so chi mi sto scopando, uno che sta rendendo cornuta la fidanzata con cui convive per farsi una sveltina con una collega giovane, in forma, vogliosa di esperienza..”
“..troia e gran figa”
“Quanto figa?”, mi chiese
“Molto più della mia ragazza”
Silvia ebbe un sussulto. Capii che stava per raggiungere il piacere.
“Sei così sexy con questa camicetta bianca…senti quanto me l’hai fatto diventare duro”, dissi dandole un colpo in profondità.
Sussultò ancora.
“Non vedo l’ora di scoparti ancora e vedere quel cazzo di seno che mi tieni nascosto..lo voglio succhiare tutto”, continuai dandole altri due colpi decisi.
Poi all’improvviso le misi le mani sule spalle e iniziai a bombardarle la figa con colpi su colpi su colpi.
Lei si sdraiò su di me, gemendo, baciandomi tutta sudata e con il corpo rigido, sentii il suo corpo caldo pronto al piacere. Io non ero da meno, quei colpi mi avevano fatto arrivare vicino al limite ma non volevo venire prima di lei.
Silvia mi guardò, mi fece rallentare e poi iniziò a muoversi lei, con dei movimenti fantastici. Poi mi baciò ancora e ancora.
“Si vede che sai scoparti un cazzo come si deve”, le dissi
“Meglio di come lo scopa la tua ragazza?”
“Cazzo sì”
Lei mi baciò e si fermò. Mi mise le braccia intorno al collo e iniziammo a limonare duramente, lei si muoveva a malapena sulla mia nerchia ma quel poco movimento bastava a tenermi duro e pronto.
Dopo un paio di minuti riprese a cavalcarmi, con decisione. Era evidente che volesse venire.
Mi guardò.
“Sborra quando vuoi”
“Dentro?”
“Sì”
“No dai, non posso”
“Ti supplico, sono vicina, voglio la tua sborra dentro di me”
“No cazzo no”
Fu lì che lei si slacciò la camicetta e si abbassò il reggiseno, mostrandomi la sua terza scarsa ma così bella e fresca.
Aumentò l’intensità del suo respiro, era pronta, si toccava il seno per stimolarmi ancora di più e per farmi raggiungere il piacere insieme a lei. Me lo offrì. Mi avvicinò i suoi capezzoli duri dalle larghe aureole e iniziai a succhiarli in alternanza. Sentivo che il cazzo mi stava per esplodere. E Silvia lo sapeva. Si chinò su di me, mosse il bacino ripetutamente e ad un ritmo più veloce, ansimando a voce sempre più alta. Le mie mani le afferrarono il fondoschiena, la aiutavo a muovermi per darmi piacere e quando lei diede gli ultimi colpi e le sue gambe iniziarono a tremare, mi baciò e in quell’istante iniziai a spruzzare tutta la sborra che avevo nelle palle, proprio dentro la sua figa calda e accogliente. Ci baciammo a lungo su quella sedia, completando il nostro tradimento.
Fui io ad interrompere il silenzio
“Cazzo che scopata”
“Mmm puoi dirlo forte – rispose lei continuando ad infilarmi la lingua in bocca – Sapevo che sarebbe stata una gran scopata con te”
“Sei veramente una maiala..e mi piace”
“E tu sei un gran scopatore..per cui stasera quando torni a casa dalla tua ragazza, fammi un favore”
“Quale?”
“Scopatela solo a pecora, immagina che sia io e devastale la figa. Scommetto che se penserai a me avrai il cazzo molto più duro che a pensare a lei..”
Ci pensai su. Poi le risposi
“E tu stasera fai un pompino al tuo ragazzo. Non dargliela, succhiaglielo e basta. E quando ti sborrerà in bocca, ingoia pensando sia la mia sborra, quella che hai voluto dentro di te”
Ci sistemammo e mettemmo a posto tutto.
La sera tornai a casa e dopo cena misi a pecora la mia ragazza e la scopai. Pensai a Silvia. Il mio cazzo era d’acciaio, letteralmente. Montai la mia ragazza a pecora per mezz’ora, senza lasciarle scampo, senza darle spiegazione. La scopai ancora e ancora e dopo sue innumerevoli suppliche le sborrai nella figa.
Il giorno dopo, dissi a Silvia che avevo fatto come diceva lei e che il mio cazzo esplodeva ad ogni colpo che affondavo. Lei mi fece vedere due foto fatte la sera precedente. Nella prima, aveva lo sperma sulla lingua. Nella seconda non più.
“Devi avergli fatto un gran pompino..”
“Pensavo a te..”
“Puoi succhiarmelo quando vuoi..”
“Stasera dopo il lavoro a casa mia. Vieni che ti faccio vedere quanto sono puttana”
“Oggi non posso, devo vedere un amico”
“Non sai cosa ti perdi..”, rispose lei mostrandomi il seno
“Un altro giorno tranquilla, così avrai ancora più voglia di me”
“Come vuoi..ma non farmi aspettare troppo…”
Andai da lei un paio di giorni dopo. Non che non volessi andare quel giorno, ma avevo fissato un appuntamento con un mio amico da tre settimane. Era difficile incontrarlo e passare del tempo da solo con lui e con i suoi 22cm..per cui rinunciai a Silvia e scopai con l’amico.
Ma quando Silvia tornò all’attacco non mi tirai indietro. Andai a casa sua e quello che facemmo..beh lo saprete la prossima volta!
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