Alla fine mi sono idratato
Ero già al club da circa un'ora. Giravo nudo con il preservativo indossato perché ogni tanto qualcuno mi faceva del sesso orale o si faceva penetrare, e volevo essere protetto.
Ad un certo punto davanti ad un divanetto noto una ragazza sulla trentina, nuda che si gode l'orgia che su svolge davanti a lei. Dà il culo verso il divanetto, su cui è seduto un uomo sulla quarantina che sorseggia il suo drink, con il pene a riposo. Decido che il culo di quella ragazza, corposo e ampio, deve avere le attenzioni che merita. Quindi vado da lei, e la prendo da dietro a partire dai fianchi. Ci scambiamo qualche sguardo di intesa, lei mi sorride, le annuso il collo, mentre inevitabilmente la punta del mio pene le tocca la coscia sinistra. Le mie mani e la mia faccia fanno presto a passare da fianchi e collo fino al loro obiettivo finale: il culo. Per abbassarmi fino a li, mi appoggio con il sedere sul divanetto, in mezzo alle gambe dell'uomo seduto, che intanto mi guardava interessato. Un po' per comodità, un po' per provocarlo, indietreggio pian piano con il sedere, avvicinandomi e toccandolo, fino a che non mi siedo su di lui: il suo pene e le sue palle morbidi sono un comodo appoggio per il mio culo. Gli piace.
Io intanto continuo a occuparmi quello che ho davanti a me: le toccavo le chiappe, gliele annusavo e gliele leccavo, e soprattutto gliele aprivo per vederle il culo. Un po' glielo annusavo, un po' la stimolavo con le dita passando dalla vagina al culo e viceversa. Poi mi annusavo le dita per sentire l'odore dei buchi che questa donna appena conosciuta aveva tra le gambe. Nel frattempo, questa volta fra le mie di chiappe, c'era un pisellone diventato duro come un bastone, che mi strusciava sul culo e mi eccitava, mentre io andavo avanti e indietro come a imitare una sega. Tra il culo che avevo davanti, e il mio che era stimolato, anche il mio cazzo era diventato di marmo. Era ora di penetrare la vagina.
Lei era d'accordo, e accolse la mia durezza dentro la sua vagina. Il mio cazzo penetrò subito, quasi fagocitato dalla sua figa, dandole spinte decise e costanti. Mentre le annusavo la schiena, le mie mani passavano dalle sue tette morbide, ai suoi fianchi curvi, ai suoi capezzoli turgidi, al suo sedere ampio, al suo clitoride duro. Continuavo a penetrarla, cambiando ogni tanto l'angolazione della penetrazione per darle il massimo piacere. Mentre ci davamo dentro, inizio a sentire dietro di me una sensazione di bagnato, ma non ci faccio caso e continuo le mie spinte costanti, orchestra con cui i nostri genitali ballavano. Intanto la sensazione di bagnato è sempre più netta, e girandomi mi rendo conto che l'amico su cui mi ero seduto, mi ha appena schizzato tutto il culo con il suo sperma. Eccitato dalla cosa, mi fermo e mi congratulo con lui, segandogli un po' quel cazzo ancora duro e tutto bagnato. Ricomincio a penetrare la figa, e vedo che nell'orgia davanti a noi iniziano i primi fiotti di sborra. In quel momento, come se la conoscessi da sempre, chiedo alla ragazza con cui sto facendo sesso "A te non viene un po' di sete?", e lei timidamente ma sinceramente risponde "non sai quanta...". A quel punto le confesso "Anche a me viene una gran sete, me le prenderei tutte in bocca quelle sborrate...". Lei era eccitata dell'onestà con cui un uomo le confidava così sinceramente i suoi gusti. Arrivammo ad un nuovo livello di intimità, che mi avvicinò all'orgasmo. Per esploderlo al meglio le aprii il culo per vedere l'ano. A quella vista, dopo due botte non mi sono più contenuto. Sentivo il mio cazzo come un rubinetto, spruzzando sperma in continuazione. Alla fine mi sono sentito soddisfatto e svuotato di qualcosa di prezioso, ma che doveva uscire. Era uscita tutta riempiendo il preservativo, che era diventato il contenitore della mia sborra.
Lo tiro fuori e ora sono io a sedermi sul divanetto, a riposo come anche il mio cazzo. Lei invece va verso il bancone del bar a prendere un altro drink, in compagnia di una sua amica. Mentre sono seduto si avvicina l'uomo che prima mi aveva schizzato, è simpatico, fisicato, e ci complimentiamo a vicenda per l'ottima prestazione di prima. Dopo 10 minuti in cui mi sono goduto le sensazioni post orgasmo, torna la mia amante con la sua amica e con i drink. Si siede vicino a me sul divanetto, la sua amica invece su uno sgabello in po' in disparte. Si avvicina, mi tocca, cerca un abbraccio. Sento che ha la figa inzuppata, e vuole che la faccia venire. Le chiedo di aprire le gambe, e torno a penetrarla con le dita facendola godere. La tocco dappertutto, palpandola bene e stimolandole clitoride, vagina e ogni tanto anche il culo. Dopo poco, il mio pene torna duro e rigido, e dritto come una bandiera. Lei lo nota e inizia a giocarci. Me lo sega, mentre indosso ancora il preservativo, e la sborrata di prima mi lubrifica tutta l'asta. Godo molto. Diventa molto intimo quando abbiamo in mano ognuno i genitali (e il piacere) nelle mani dell'altro, e le nostre bocche si avvicinano sussurrando pensieri sconci di fisica intimità. Il dialogo converge presto sull'argomento trattato prima, quindi la nostra propensione a gustarci la sborra. "Non sai quanto ne ho voglia..." le dico. "Anche io..." confessa. Continuiamo a masturbarci, senza mai perdere il contatto visivo. Mi convinco a chiederle di fare quello che stavamo pensando entrambi, che ci era bastato guardarci negli occhi per capirci. "Fallo, dammela qui" le dissi aprendo la bocca e muovendo la lingua. Lei mi tolse il preservativo, e mentre con una mano me lo avvicinava alla bocca, con l'altra continuava a segarmi. "Fammi venire di nuovo", le dissi aprendo la bocca ampiamente, per consentirle di versarmi tutta la mia sborrata di prima in bocca. Me la versò lentamente, e mi sembrava non finire mai. Ora avevo la bocca piena di sborra calda, la mia, la più sicura. Era piuttosto densa, con un sapore abbastanza intenso, cremosa ma salata, che profumava di intimità maschile. Ogni tanto me ne ingoiavo un sorsetto, ma mi piaceva tenermene un po' in bocca, come se me la potesse tenere idratata e saporita. Quel sapore era allettante anche per lei, che aveva avvicinato il suo naso alla mia bocca che lasciavo un po' aperta per farle sentire il mio alito che sapeva di sborra. Intanto continuavano a darci dentro di mano. Lei aveva aumentato il ritmo sul mio cazzo, che scivolava bene perché pieno di sperma, e che era diventato ancora più duro da quando ho la bocca piena di sborra. Io la stavo portando all'orgasmo con le dita che le sgrillettavano la figa tutta bagnata. Sentivo che mi mancava poco a venire di nuovo, e ingoiai tutto prima di godermi il secondo orgasmo. Alla fine la superai e venni prima io: dovevo liberarmi ancora, e questa volta mi liberai dentro la sua bocca curiosa, che ancora non conosceva il mio seme. Lo teneva tutto in bocca, e adesso anche il suo alito parlava chiaro: aveva la bocca piena di sborra. Le piaceva il mio sperma in bocca, anche se sembrava avere dei problemi sulla quantità. Sembrava non riusciva a tenerla tutta, e un po' le usciva dalla bocca colandole sul mento. Oramai stava per venire. La baciai in bocca e in faccia, aiutandola a bere la mia seconda sborrata. Questa scena la fece partire per un orgasmo sentito e prolungato, accompagnato da forti e spontanei gemiti di lei. Lei che era venuta con la mia sborra in bocca, mente io la baciavo per aiutarla ad ingoiare. Perché le gioie se condivise raddoppiano.
Alla fine mi sono idratato. Due volte. Con la mia stessa sborra, senza problemi di protezioni. E grazie all'aiuto di una donna che ha condiviso questo momento di sentita intimità, oltre alla mia sborra.
Ad un certo punto davanti ad un divanetto noto una ragazza sulla trentina, nuda che si gode l'orgia che su svolge davanti a lei. Dà il culo verso il divanetto, su cui è seduto un uomo sulla quarantina che sorseggia il suo drink, con il pene a riposo. Decido che il culo di quella ragazza, corposo e ampio, deve avere le attenzioni che merita. Quindi vado da lei, e la prendo da dietro a partire dai fianchi. Ci scambiamo qualche sguardo di intesa, lei mi sorride, le annuso il collo, mentre inevitabilmente la punta del mio pene le tocca la coscia sinistra. Le mie mani e la mia faccia fanno presto a passare da fianchi e collo fino al loro obiettivo finale: il culo. Per abbassarmi fino a li, mi appoggio con il sedere sul divanetto, in mezzo alle gambe dell'uomo seduto, che intanto mi guardava interessato. Un po' per comodità, un po' per provocarlo, indietreggio pian piano con il sedere, avvicinandomi e toccandolo, fino a che non mi siedo su di lui: il suo pene e le sue palle morbidi sono un comodo appoggio per il mio culo. Gli piace.
Io intanto continuo a occuparmi quello che ho davanti a me: le toccavo le chiappe, gliele annusavo e gliele leccavo, e soprattutto gliele aprivo per vederle il culo. Un po' glielo annusavo, un po' la stimolavo con le dita passando dalla vagina al culo e viceversa. Poi mi annusavo le dita per sentire l'odore dei buchi che questa donna appena conosciuta aveva tra le gambe. Nel frattempo, questa volta fra le mie di chiappe, c'era un pisellone diventato duro come un bastone, che mi strusciava sul culo e mi eccitava, mentre io andavo avanti e indietro come a imitare una sega. Tra il culo che avevo davanti, e il mio che era stimolato, anche il mio cazzo era diventato di marmo. Era ora di penetrare la vagina.
Lei era d'accordo, e accolse la mia durezza dentro la sua vagina. Il mio cazzo penetrò subito, quasi fagocitato dalla sua figa, dandole spinte decise e costanti. Mentre le annusavo la schiena, le mie mani passavano dalle sue tette morbide, ai suoi fianchi curvi, ai suoi capezzoli turgidi, al suo sedere ampio, al suo clitoride duro. Continuavo a penetrarla, cambiando ogni tanto l'angolazione della penetrazione per darle il massimo piacere. Mentre ci davamo dentro, inizio a sentire dietro di me una sensazione di bagnato, ma non ci faccio caso e continuo le mie spinte costanti, orchestra con cui i nostri genitali ballavano. Intanto la sensazione di bagnato è sempre più netta, e girandomi mi rendo conto che l'amico su cui mi ero seduto, mi ha appena schizzato tutto il culo con il suo sperma. Eccitato dalla cosa, mi fermo e mi congratulo con lui, segandogli un po' quel cazzo ancora duro e tutto bagnato. Ricomincio a penetrare la figa, e vedo che nell'orgia davanti a noi iniziano i primi fiotti di sborra. In quel momento, come se la conoscessi da sempre, chiedo alla ragazza con cui sto facendo sesso "A te non viene un po' di sete?", e lei timidamente ma sinceramente risponde "non sai quanta...". A quel punto le confesso "Anche a me viene una gran sete, me le prenderei tutte in bocca quelle sborrate...". Lei era eccitata dell'onestà con cui un uomo le confidava così sinceramente i suoi gusti. Arrivammo ad un nuovo livello di intimità, che mi avvicinò all'orgasmo. Per esploderlo al meglio le aprii il culo per vedere l'ano. A quella vista, dopo due botte non mi sono più contenuto. Sentivo il mio cazzo come un rubinetto, spruzzando sperma in continuazione. Alla fine mi sono sentito soddisfatto e svuotato di qualcosa di prezioso, ma che doveva uscire. Era uscita tutta riempiendo il preservativo, che era diventato il contenitore della mia sborra.
Lo tiro fuori e ora sono io a sedermi sul divanetto, a riposo come anche il mio cazzo. Lei invece va verso il bancone del bar a prendere un altro drink, in compagnia di una sua amica. Mentre sono seduto si avvicina l'uomo che prima mi aveva schizzato, è simpatico, fisicato, e ci complimentiamo a vicenda per l'ottima prestazione di prima. Dopo 10 minuti in cui mi sono goduto le sensazioni post orgasmo, torna la mia amante con la sua amica e con i drink. Si siede vicino a me sul divanetto, la sua amica invece su uno sgabello in po' in disparte. Si avvicina, mi tocca, cerca un abbraccio. Sento che ha la figa inzuppata, e vuole che la faccia venire. Le chiedo di aprire le gambe, e torno a penetrarla con le dita facendola godere. La tocco dappertutto, palpandola bene e stimolandole clitoride, vagina e ogni tanto anche il culo. Dopo poco, il mio pene torna duro e rigido, e dritto come una bandiera. Lei lo nota e inizia a giocarci. Me lo sega, mentre indosso ancora il preservativo, e la sborrata di prima mi lubrifica tutta l'asta. Godo molto. Diventa molto intimo quando abbiamo in mano ognuno i genitali (e il piacere) nelle mani dell'altro, e le nostre bocche si avvicinano sussurrando pensieri sconci di fisica intimità. Il dialogo converge presto sull'argomento trattato prima, quindi la nostra propensione a gustarci la sborra. "Non sai quanto ne ho voglia..." le dico. "Anche io..." confessa. Continuiamo a masturbarci, senza mai perdere il contatto visivo. Mi convinco a chiederle di fare quello che stavamo pensando entrambi, che ci era bastato guardarci negli occhi per capirci. "Fallo, dammela qui" le dissi aprendo la bocca e muovendo la lingua. Lei mi tolse il preservativo, e mentre con una mano me lo avvicinava alla bocca, con l'altra continuava a segarmi. "Fammi venire di nuovo", le dissi aprendo la bocca ampiamente, per consentirle di versarmi tutta la mia sborrata di prima in bocca. Me la versò lentamente, e mi sembrava non finire mai. Ora avevo la bocca piena di sborra calda, la mia, la più sicura. Era piuttosto densa, con un sapore abbastanza intenso, cremosa ma salata, che profumava di intimità maschile. Ogni tanto me ne ingoiavo un sorsetto, ma mi piaceva tenermene un po' in bocca, come se me la potesse tenere idratata e saporita. Quel sapore era allettante anche per lei, che aveva avvicinato il suo naso alla mia bocca che lasciavo un po' aperta per farle sentire il mio alito che sapeva di sborra. Intanto continuavano a darci dentro di mano. Lei aveva aumentato il ritmo sul mio cazzo, che scivolava bene perché pieno di sperma, e che era diventato ancora più duro da quando ho la bocca piena di sborra. Io la stavo portando all'orgasmo con le dita che le sgrillettavano la figa tutta bagnata. Sentivo che mi mancava poco a venire di nuovo, e ingoiai tutto prima di godermi il secondo orgasmo. Alla fine la superai e venni prima io: dovevo liberarmi ancora, e questa volta mi liberai dentro la sua bocca curiosa, che ancora non conosceva il mio seme. Lo teneva tutto in bocca, e adesso anche il suo alito parlava chiaro: aveva la bocca piena di sborra. Le piaceva il mio sperma in bocca, anche se sembrava avere dei problemi sulla quantità. Sembrava non riusciva a tenerla tutta, e un po' le usciva dalla bocca colandole sul mento. Oramai stava per venire. La baciai in bocca e in faccia, aiutandola a bere la mia seconda sborrata. Questa scena la fece partire per un orgasmo sentito e prolungato, accompagnato da forti e spontanei gemiti di lei. Lei che era venuta con la mia sborra in bocca, mente io la baciavo per aiutarla ad ingoiare. Perché le gioie se condivise raddoppiano.
Alla fine mi sono idratato. Due volte. Con la mia stessa sborra, senza problemi di protezioni. E grazie all'aiuto di una donna che ha condiviso questo momento di sentita intimità, oltre alla mia sborra.
1年前