Un nuovo vicino (parte 1)

Luca rimase immobile sulla porta, con il cuore che gli martellava nel petto. Era così perso nel suo passatempo del venerdì sera, trasformandosi in Ilaria, quando ad un tratto suonarono alla porta. Ora, con una tuta gettata addosso in fretta, si sentiva esposto e vulnerabile.
"Buonasera" disse un signore di mezza età alzando un sopracciglio, notando l'aspetto spettinato di Luca. "Spero di non interrompere nulla di importante."
La mente di Luca correva, l'uomo parlò di nuovo.
"Devo dire che il rumore di quel ticchettio è piuttosto fastidioso."
Luca sentì la gola secca. "Mi dispiace. Non mi ci siamo resi conto che c’era qualcuno al piano di sotto." Sperando che parlando al plurale facesse pensare che era in compagnia.
Giorgio sorrise, i suoi occhi scintillavano con un'espressione illeggibile. "È un suono che ricorda il rumore di tacchi. Non ho potuto fare a meno di notarlo."
L'ansia di Luca crebbe. Spostò il peso del corpo, incerto su come reagire.
"Ti sarei grato se poteste evitare di continuare con quei tacchi."
Luca annuì, gli occhi rivolti verso il basso. Si sentiva come un bambino che viene rimproverato.
"Capisco", borbottò.
L'espressione del signore si addolcì. "Sono contento che abbiamo potuto fare questa piccola chiacchierata. Non volevo che le cose degenerassero in un reclamo formale. Sono sicuro che possiamo entrambi trovare un compromesso."
Luca annuì di nuovo, il sollievo lo inondò. Era grato per la comprensione del signore.
L’uomo sorrise, rivelando un accenno di denti bianchi. "Ottimo, allora. Buona serata e buon proseguimento con quello che stavi facendo."

Il cuore di Luca batteva forte mentre lo guardava allontanarsi, sperando che niente lasciava pensare che quei tacchi fossero invece i suoi. Poi iniziò a chiedersi chi fosse quel signore e come mai ci fosse qualcuno al piano di sotto visto che il proprietario usava quell’appartamento soltanto in estate.

Poi tornando in camera per togliersi la tuta che aveva indossato al volo si accorse che una delle gambe era rimasta tirata su tanto quel che bastava per lasciare vedere che indossava le calze. Ha Luca era iniziato a sorgere il dubbio che quel signore lo avesse notato così preso da quelle mille domande si spogliò completamente e andò a rifarsi la doccia cercando di togliersi quei timori dalla mente
.
Decise poi l’indomani che avrebbe fatto di tutto per evitare di incontrare quel signore caso mai fosse ancora nell’appartamento e la cosa durò fino al sabato della settimana dopo quando nel primo pomeriggio sentì suonare la porta. In quel momento Luca era più tranquillo perché non era trasformato in Ilaria, come invece accadeva nei sabati piovosi invernali, quindi si diresse ad aprire la porta.
Non ci poteva credere era lo stesso uomo dell’altra volta e Luca inizio ad impanicarsi pensando subito cosa potrebbe aver mai fatto per procurargli fastidio ma poi l’uomo parlò “Buon pomeriggio” esordì “Non ci siamo presentati mi chiamo Giorgio ed insieme ha mia moglie Barbara siamo i nuovi inquilini del piano di sotto.”
“Piacere Luca” rispose “Spero non ho creato fastidio senza accorgermene” continuò
“No tranquillo, non è successo nulla” e ha quelle parole Luca tirò un sospiro di sollievo “Volevo solo presentarmi visto che la prima volta non c’era stata l’occasione e con le faccende del trasloco eravamo un po’ stanchi e alterati.”
“Sì, capisco e mi dispiace ancora” rispose Luca.
“Ma da quando vi siete trasferiti? Perché non ho notato nulla” continuò facendo cenno di invitarlo ad entrare.
Giorgio rispose “Abbiamo acquistato l’appartamento un paio di mesi fa e dopo dei piccoli interventi di ristrutturazione abbiamo iniziato ad a casarci un paio di settimane fa.”
“Forse perché torno tardi la sera a casa dal lavoro e per questo non ho notato nulla” disse Luca.
“E che lavoro fai, se posso?” domando Giorgio.
“Sono ingegnere meccanico e disegnatore autocad” rispose Luca.
“Io sono prossimo alla pensione ma mi occupo della gestione aziendale di una azienda alimentare” disse Giorgio “mentre mia moglie è insegnante ma ancora dieci anni prima di lasciare. Ci siamo trasferiti qui perché volevamo una casa più piccola ora che i nostri figli lavorano altrove.”
“Ma non è solo per questo che sono venuto qui” continuò Giorgio “volevo parlarti dell’altra sera.” In quel momento i timori di Luca si riaccesero ma sperava che non Giorgio non intuisse nulla del suo stato d’animo.
“Quando ci siamo trasferiti già due venerdì fa avevo sentito quel rumore di tacchi e così la volta scorsa. Avevi detto che non pensavate ci fosse qualcuno ma non ho potuto fare a meno di notare che vivi solo e che nessuna ragazza è poi uscita da casa tua e con quei tacchi era impossibile non sentirla uscire. Poi per non parlare del fatto che quando hai aperto la porta ho notato che indossavi le calze, perché vestendoti in fretta non ti sei sistemato bene e anche se indossavi gli occhiali da vista si notava che non ti eri struccato per bene gli occhi.”
Ora Luca era nel panico più totale, sentiva la gola secca e non riusciva neanche ad emettere una parola per giustificarsi.
“Non c’è niente di male se ti senti donna” continuò Giorgio
Poi Luca riuscì a parlare e disse “Non è come pensi non mi sento donna, mi vesto perché amo la femminilità e mi piace provare ad esprimerla io stesso come se stessi creando la mia donna ideale tutto qui.”
Giorgio lo guardò con uno sguardo come se non fosse convinto delle sue parole.
Poi Luca continuò “Ho sempre avuto una passione per le calze sin da bambino provavo eccitazione nel vedere un bel paio di gambe velate. Poi una volta per scherzo all’università ci siamo vestiti da donna io e un paio di miei compagni per Halloween e da lì ho scoperto la passione per indossare le calze così appena potevo le indossavo, per me era come provare quella stessa sensazione che provano tutte le donne ad indossarle.”
“Ma poi ti sei spinto oltre visto che eri truccato” disse Giorgio
Per Luca era la prima volta che si confessava con qualcuno di questa sua passione e rispose in maniera imbarazzata e con gli occhi abbassati “Sì, è vero con il tempo ho voluto provare anche altri indumenti per poi ad arrivare ad avere tutto un guardaroba e pure un set completo per il trucco.”
“Vorrei tanto vederti en femme” disse Giorgio con tono seducente.
“Mi sento in imbarazzo” disse Luca
“Sappi che se non mi assecondi dirò del tuo segreto a tutto il vicinato” disse Giorgio.
“Cosa?” Urlò Luca “Questo è da vero stronzo, ti approfitti della mia debolezza”
“Luca, se ti mostri a me rimarrà il nostro segreto puoi giurarci”
“Ma ci vorrà una mezz’ora se va bene per trasformarmi” disse Luca
“Non ti preoccupare io non ho fretta tanto mia moglie non c’è e non tornerà prima di cena”
Così ormai sconfitto Luca si alzò dicendo “Aspettami qui”
1年前
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