Il cameraman - parte prima
Durante le nostre scopate continuavamo ad immaginarci sul lettone con un’altra coppia ma immaginavamo anche le nostre evoluzioni riprese da un operatore esterno.
Faccio una breve deviazione nel racconto per dirvi che i nostri cellulari continuavano ad essere l’occhio esterno che riprendeva i nostri incontri anche se solo per uso nostro personale. Avevamo ed abbiamo tuttora una cartella di scambio accessibile a tutti e due che custodisce i nostri segreti dal primo momento (ebbene sì, custodiamo ancora la registrazione di quella famosa conversazione al bar del centro commerciale) agli ultimi video che ormai riprendiamo con una telecamera comandata da una app che ci consente di spaziare in inquadrature e zoom.
Il cellulare stava fermo, appoggiato su un qualcosa di rigido e noi ovviamente dovevamo stare a favore di camera per questo spesso e volentieri pensavamo quanto sarebbe stato bello potersi esprimere a piacere mentre qualcuno ci riprendeva.
Si, ma chi? Bella domanda.
Il maiale, che interagiva sul sito molto più di me che onestamente non amo molto i contatti virtuali, un bel giorno mi disse di aver iniziato a chattare con un singolo piemontese inserito nel campo di foto e video e che gli sembrava affidabile. Il tipo in questione si era detto entusiasta all’idea di avere una coppia disposta a farsi riprendere ma, vista la rischiosità della cosa stessa, il tutto andava approfondito e bene.
Giancarlo, così si chiamava, si confrontava sul sito il porco e via e-mail con me, ci spiegò un po' la sua vita e ci mandò sue foto, riuscì insomma a guadagnarsi la nostra fiducia.
Stabilimmo quindi le regole che prevedevano ripresa su una SD card che poi avremmo riportato via per evitare spiacevoli sorprese (fidarsi e bene ma tenere gli occhi aperti meglio) e una data e decidemmo di partire ancora una volta all’avventura.
Prendemmo la mia macchina nuova e ci incamminammo alla volta del Piemonte carichi di entusiasmo e anche un po' di timore per una cosa mai fatta.
Strada facendo Giancarlo ci chiamò, confermò l’indirizzo e ci chiese addirittura se ci facesse piacere un rinfreschino. Io chiesi un Prosecco se non era troppo disturbo. Da quella volta ho proprio l’abitudine di portare una bottiglia di prosecco sia che andiamo a casa di qualcuno sia che quel qualcuno venga nella nostra location perché mi sembra segno di buona educazione.
Il viaggio non fu corto, più ci avvicinavamo più onestamente in me aumentava la tensione… e se fosse stato un serial killer? E se ne avesse approfittato per derubarci? E se invece di riprenderci avesse legato il lurido e mi avesse stuprato?
Niente di tutto ciò. Giancarlo era una normalissima persona, ci confessò che faceva foto a modelle nude, che spesso, ma non sempre, alle foto seguiva un rapporto sessuale, che non aveva mai fatto una ripresa come quella che si prospettava a fare anche se lo desiderava da molto perché in lui come in Ramon abitava un’anima di voyeur che in questo modo sarebbe stata soddisfatta al massimo....
(continua....)
Faccio una breve deviazione nel racconto per dirvi che i nostri cellulari continuavano ad essere l’occhio esterno che riprendeva i nostri incontri anche se solo per uso nostro personale. Avevamo ed abbiamo tuttora una cartella di scambio accessibile a tutti e due che custodisce i nostri segreti dal primo momento (ebbene sì, custodiamo ancora la registrazione di quella famosa conversazione al bar del centro commerciale) agli ultimi video che ormai riprendiamo con una telecamera comandata da una app che ci consente di spaziare in inquadrature e zoom.
Il cellulare stava fermo, appoggiato su un qualcosa di rigido e noi ovviamente dovevamo stare a favore di camera per questo spesso e volentieri pensavamo quanto sarebbe stato bello potersi esprimere a piacere mentre qualcuno ci riprendeva.
Si, ma chi? Bella domanda.
Il maiale, che interagiva sul sito molto più di me che onestamente non amo molto i contatti virtuali, un bel giorno mi disse di aver iniziato a chattare con un singolo piemontese inserito nel campo di foto e video e che gli sembrava affidabile. Il tipo in questione si era detto entusiasta all’idea di avere una coppia disposta a farsi riprendere ma, vista la rischiosità della cosa stessa, il tutto andava approfondito e bene.
Giancarlo, così si chiamava, si confrontava sul sito il porco e via e-mail con me, ci spiegò un po' la sua vita e ci mandò sue foto, riuscì insomma a guadagnarsi la nostra fiducia.
Stabilimmo quindi le regole che prevedevano ripresa su una SD card che poi avremmo riportato via per evitare spiacevoli sorprese (fidarsi e bene ma tenere gli occhi aperti meglio) e una data e decidemmo di partire ancora una volta all’avventura.
Prendemmo la mia macchina nuova e ci incamminammo alla volta del Piemonte carichi di entusiasmo e anche un po' di timore per una cosa mai fatta.
Strada facendo Giancarlo ci chiamò, confermò l’indirizzo e ci chiese addirittura se ci facesse piacere un rinfreschino. Io chiesi un Prosecco se non era troppo disturbo. Da quella volta ho proprio l’abitudine di portare una bottiglia di prosecco sia che andiamo a casa di qualcuno sia che quel qualcuno venga nella nostra location perché mi sembra segno di buona educazione.
Il viaggio non fu corto, più ci avvicinavamo più onestamente in me aumentava la tensione… e se fosse stato un serial killer? E se ne avesse approfittato per derubarci? E se invece di riprenderci avesse legato il lurido e mi avesse stuprato?
Niente di tutto ciò. Giancarlo era una normalissima persona, ci confessò che faceva foto a modelle nude, che spesso, ma non sempre, alle foto seguiva un rapporto sessuale, che non aveva mai fatto una ripresa come quella che si prospettava a fare anche se lo desiderava da molto perché in lui come in Ramon abitava un’anima di voyeur che in questo modo sarebbe stata soddisfatta al massimo....
(continua....)
11ヶ月前