Appuntamento al buio
Ti ho detto qual è l'appartamento e ti ho dato le chiavi e un ordine, una volta entrata: non devi accendere la luce.
Prima di uscire dall'ascensore, ti sei guardata un'ultima volta nello specchio: sei vestita semplicemente, con una gonna e una camicetta, scarpe senza tacco, calze autoreggenti color carne e un filo di trucco, i capelli raccolti in uno chignon.
Sul pianerottolo, davanti alla porta chiusa, esiti un momento prima di infilare la chiave nella serratura.
Davanti a te c'è un corridoio immerso nella penombra. Non è completamente buio, ma fatichi a distinguere i dettagli e lasci che gli occhi si abituino all'oscurità, per non inciampare. In quel momento ti rendi conto che sono dietro di te. Ti prendo per mano e ti guido nel buio.
Adesso davanti a te c'è un muro. Ti ci faccio appoggiare con le braccia stese davanti a te, come se ti dovessi perquisire. Le mie mani scendono dalle spalle al tuo seno, sbottono la camicetta e mi ci infilo dentro per sentire sotto le dita la tua pelle morbida ed elastica. Poi scendo giù, lungo i fianchi e ti sollevo la gonna. Ti bacio sul collo, hai un profumo delicato, invitante.
Mi chino e ti sfilo le mutandine e comincio a baciarti sulle natiche, ripetutamente, lentamente assaporando la tua pelle che sento percorsa da un brivido. Le afferro con le mani e allargo il solco tra di esse per poterti baciare e leccare il buchino. Ti sento gemere, le t u e gambe tremano un poco ma ti ordino di non muoverti mentre continuo a baciarti e ad accarezzarti la patatina.
Mi rialzo, mi appoggio a te, come se volessi schiacciarti contro il muro, ti ricopro di baci mentre ti accarezzo. Sento il tuo bacino muoversi avanti e indietro assecondando il movimento delle mie mani. "Portami a letto" mi supplichi, ma non è ancora il momento. Hai la gonna completamente arrotolata sui fianchi, la camicetta sbottonata e i seni che fuoriescono dal reggipetto. Lo chignon si è sciolto e i tuoi bei capelli ti ricadono sulle spalle, appoggi il capo all'indietro e offri il collo ai miei baci, nel buio che ci avvolge. Il tuo profumo, i tuoi gemiti i movimenti del tuo corpo contro il mio mi inebriano e mi sento sciogliere.
Non ti ho ancora penetrato con le dita, percorro le t u e labbra intime così umide e le faccio girare curiose intorno al tuo bottoncino e ti sento trasalire quando mi avvicino un po' di più. Sei madida di sudore e quando con una mano risalgo il tuo ventre, ti stimolo i capezzoli induriti e più su passo e ripasso sulle t u e labbra morbide e semiaperte, da cui sento uscire un fiato caldo. Ti metti a succhiarmi e leccarmi le dita, me le mordicchi nervosamente.
Sono sempre dietro di te, incollata a te e ora metto una gamba tra le t u e. Ti muovi un poco per strusciarti contro la mia coscia e sento sulla pelle nuda l'umido calore della tua patatina, che ben presto mi bagna tutta.
I tuoi gemiti sono ormai continui, sento il cuore che ti batte forte, ti muovi in modo sempre più convulso. Con le dita che mi hai succhiato ti penetro all'improvviso e sei così umida che entro in te senza difficoltà, mentre con l'altra mano continuo ad accarezzare il tuo bottoncino.
Esploro a lungo la tua intimità alla ricerca dei punti che ti danno più piacere e sento la tua carne che si contrae intorno alle mie dita. Sussurri qualcosa, la voce rauca e spezzata, ma non lo riesco a comprendere e ti rispondo coprendoti di baci. Quando le dita escono fuori ti sfugge un singhiozzo, percorro nuovamente il profilo della tua patatina e poi rientro. Ripeto un'infinità di volte questo gioco, mi sussurri di reggerti perché senti cedere le gambe. Poi, a poco a poco, accelero il ritmo dentro di te. Il movimento del tuo corpo si trasmette al mio e sembra anche a me di essere penetrata. Giri più che puoi il capo, per cercare la mia bocca e ci baciamo a lungo mentre ti porto sempre più vicina all'orgasmo.
All'improvviso la tua bocca si stacca dalla mia, come se ti mancasse l'aria, premo un poco di più sul tuo clitoride e ti sento venire tra le mie braccia, con un gemito quasi disumano. Sento correre lungo la coscia un flusso caldo, ripetuto.
Per la prima volta disobbedisci ai miei ordini, ti stacchi dal muro, mi abbracci e mi baci quasi con violenza, stringendomi convulsamente e ripetendomi "ti amo". Quelle parole le sento risuonare nella stanza buia.
"Vieni" ti dico, e ti guido su un grande divano, quasi invisibile nella penombra. Ci lasciamo cadere sui cuscini, abbracciate, esauste e tenendoci strette lasciamo che l'onda squassante del tuo orgasmo rifluisca piano.
Mi baci, ti bacio, ti passo le mani tra i capelli che mi piovono sul volto, mentre lascio che il tuo corpo nudo avvolga il mio. "bellissimo...è stato bellissimo" mi dici, ansimando ancora.
Lascio che passino lunghi momenti di perfetta estasi dei sensi poi, senza parlare, ti faccio mettere seduta sul mio volto. Il profumo della tua patatina è così intenso che mi riempie le narici, le t u e labbra intime sono sulla mia bocca, tutto il mio volto è bagnato dai tuoi umori. Ti tengo afferrandoti le natiche e comincio piano a leccarti, delicatamente e con amore. Ti chini un po' in avanti e ti appoggi al bracciolo del divano e dondoli il bacino avanti e indietro, come in una danza. Guardo in alto senza smettere di baciarti e leccarti e intravvedo il profilo dei tuoi seni coronati dai capezzoli induriti, che tormenti alternativamente con una mano.
Tenendoti stretto il sedere, raggiungo con un dito il tuo buchino e lo stimolo piano, sia tu che io siamo così umide che la punta ci scivola dentro senza difficoltà, facendoti gemere. Sento contrarti intorno ad esso, come per imprigionarlo per sempre dentro di te. Il ritmo della tua danza cresce e così il tuo ansimare; sotto di te mi sento quasi mancare il respiro, ma non smetto di leccarti e baciarti e stimolare il tuo bottoncino con la punta del naso.
Il secondo orgasmo ti attraversa come un brivido interminabile che si trasmette anche a me. Ti irrigidisci un istante ma poi, come un burattino a cui abbiano tagliato i fili, ti accasci su di me, spossata. Ti stendi di fianco a me con lenti movimenti sinuosi, come le onde del mare quando è passata la burrasca. Non ti è rimasto più nulla addosso e stai avvinghiata a me per impadronirti del calore del mio corpo. La mia bocca, il naso, le guance, gli occhi sono pieni di te ed è quasi doloroso respirare e lasciare che il profumo si dissolva.
Restiamo immobili e silenziose non so per quanto tempo. Con gli occhi ormai adattati al buio seguo il profilo incantevole del tuo seno che si alza e si abbassa con regolarità. Non mi accorgo subito della tua mano che si muove a cercare il mio grembo, fino a quando non vi si posa sopra e vi rimane ferma, trasmettendomi una lieve pressione.
Questa pressione, questo contatto, mi rimescolano tutta. All'improvviso sento di non essere più io a guidare il gioco e quando tu mi sussurri di sfilarmi le mutandine, obbedisco immediatamente, con il cuore in gola e con l'ansia di non averlo fatto abbastanza in fretta. Le mutandine, fradice, volano chissà dove nel buio. Sento di essere nelle t u e mani.
Prima di uscire dall'ascensore, ti sei guardata un'ultima volta nello specchio: sei vestita semplicemente, con una gonna e una camicetta, scarpe senza tacco, calze autoreggenti color carne e un filo di trucco, i capelli raccolti in uno chignon.
Sul pianerottolo, davanti alla porta chiusa, esiti un momento prima di infilare la chiave nella serratura.
Davanti a te c'è un corridoio immerso nella penombra. Non è completamente buio, ma fatichi a distinguere i dettagli e lasci che gli occhi si abituino all'oscurità, per non inciampare. In quel momento ti rendi conto che sono dietro di te. Ti prendo per mano e ti guido nel buio.
Adesso davanti a te c'è un muro. Ti ci faccio appoggiare con le braccia stese davanti a te, come se ti dovessi perquisire. Le mie mani scendono dalle spalle al tuo seno, sbottono la camicetta e mi ci infilo dentro per sentire sotto le dita la tua pelle morbida ed elastica. Poi scendo giù, lungo i fianchi e ti sollevo la gonna. Ti bacio sul collo, hai un profumo delicato, invitante.
Mi chino e ti sfilo le mutandine e comincio a baciarti sulle natiche, ripetutamente, lentamente assaporando la tua pelle che sento percorsa da un brivido. Le afferro con le mani e allargo il solco tra di esse per poterti baciare e leccare il buchino. Ti sento gemere, le t u e gambe tremano un poco ma ti ordino di non muoverti mentre continuo a baciarti e ad accarezzarti la patatina.
Mi rialzo, mi appoggio a te, come se volessi schiacciarti contro il muro, ti ricopro di baci mentre ti accarezzo. Sento il tuo bacino muoversi avanti e indietro assecondando il movimento delle mie mani. "Portami a letto" mi supplichi, ma non è ancora il momento. Hai la gonna completamente arrotolata sui fianchi, la camicetta sbottonata e i seni che fuoriescono dal reggipetto. Lo chignon si è sciolto e i tuoi bei capelli ti ricadono sulle spalle, appoggi il capo all'indietro e offri il collo ai miei baci, nel buio che ci avvolge. Il tuo profumo, i tuoi gemiti i movimenti del tuo corpo contro il mio mi inebriano e mi sento sciogliere.
Non ti ho ancora penetrato con le dita, percorro le t u e labbra intime così umide e le faccio girare curiose intorno al tuo bottoncino e ti sento trasalire quando mi avvicino un po' di più. Sei madida di sudore e quando con una mano risalgo il tuo ventre, ti stimolo i capezzoli induriti e più su passo e ripasso sulle t u e labbra morbide e semiaperte, da cui sento uscire un fiato caldo. Ti metti a succhiarmi e leccarmi le dita, me le mordicchi nervosamente.
Sono sempre dietro di te, incollata a te e ora metto una gamba tra le t u e. Ti muovi un poco per strusciarti contro la mia coscia e sento sulla pelle nuda l'umido calore della tua patatina, che ben presto mi bagna tutta.
I tuoi gemiti sono ormai continui, sento il cuore che ti batte forte, ti muovi in modo sempre più convulso. Con le dita che mi hai succhiato ti penetro all'improvviso e sei così umida che entro in te senza difficoltà, mentre con l'altra mano continuo ad accarezzare il tuo bottoncino.
Esploro a lungo la tua intimità alla ricerca dei punti che ti danno più piacere e sento la tua carne che si contrae intorno alle mie dita. Sussurri qualcosa, la voce rauca e spezzata, ma non lo riesco a comprendere e ti rispondo coprendoti di baci. Quando le dita escono fuori ti sfugge un singhiozzo, percorro nuovamente il profilo della tua patatina e poi rientro. Ripeto un'infinità di volte questo gioco, mi sussurri di reggerti perché senti cedere le gambe. Poi, a poco a poco, accelero il ritmo dentro di te. Il movimento del tuo corpo si trasmette al mio e sembra anche a me di essere penetrata. Giri più che puoi il capo, per cercare la mia bocca e ci baciamo a lungo mentre ti porto sempre più vicina all'orgasmo.
All'improvviso la tua bocca si stacca dalla mia, come se ti mancasse l'aria, premo un poco di più sul tuo clitoride e ti sento venire tra le mie braccia, con un gemito quasi disumano. Sento correre lungo la coscia un flusso caldo, ripetuto.
Per la prima volta disobbedisci ai miei ordini, ti stacchi dal muro, mi abbracci e mi baci quasi con violenza, stringendomi convulsamente e ripetendomi "ti amo". Quelle parole le sento risuonare nella stanza buia.
"Vieni" ti dico, e ti guido su un grande divano, quasi invisibile nella penombra. Ci lasciamo cadere sui cuscini, abbracciate, esauste e tenendoci strette lasciamo che l'onda squassante del tuo orgasmo rifluisca piano.
Mi baci, ti bacio, ti passo le mani tra i capelli che mi piovono sul volto, mentre lascio che il tuo corpo nudo avvolga il mio. "bellissimo...è stato bellissimo" mi dici, ansimando ancora.
Lascio che passino lunghi momenti di perfetta estasi dei sensi poi, senza parlare, ti faccio mettere seduta sul mio volto. Il profumo della tua patatina è così intenso che mi riempie le narici, le t u e labbra intime sono sulla mia bocca, tutto il mio volto è bagnato dai tuoi umori. Ti tengo afferrandoti le natiche e comincio piano a leccarti, delicatamente e con amore. Ti chini un po' in avanti e ti appoggi al bracciolo del divano e dondoli il bacino avanti e indietro, come in una danza. Guardo in alto senza smettere di baciarti e leccarti e intravvedo il profilo dei tuoi seni coronati dai capezzoli induriti, che tormenti alternativamente con una mano.
Tenendoti stretto il sedere, raggiungo con un dito il tuo buchino e lo stimolo piano, sia tu che io siamo così umide che la punta ci scivola dentro senza difficoltà, facendoti gemere. Sento contrarti intorno ad esso, come per imprigionarlo per sempre dentro di te. Il ritmo della tua danza cresce e così il tuo ansimare; sotto di te mi sento quasi mancare il respiro, ma non smetto di leccarti e baciarti e stimolare il tuo bottoncino con la punta del naso.
Il secondo orgasmo ti attraversa come un brivido interminabile che si trasmette anche a me. Ti irrigidisci un istante ma poi, come un burattino a cui abbiano tagliato i fili, ti accasci su di me, spossata. Ti stendi di fianco a me con lenti movimenti sinuosi, come le onde del mare quando è passata la burrasca. Non ti è rimasto più nulla addosso e stai avvinghiata a me per impadronirti del calore del mio corpo. La mia bocca, il naso, le guance, gli occhi sono pieni di te ed è quasi doloroso respirare e lasciare che il profumo si dissolva.
Restiamo immobili e silenziose non so per quanto tempo. Con gli occhi ormai adattati al buio seguo il profilo incantevole del tuo seno che si alza e si abbassa con regolarità. Non mi accorgo subito della tua mano che si muove a cercare il mio grembo, fino a quando non vi si posa sopra e vi rimane ferma, trasmettendomi una lieve pressione.
Questa pressione, questo contatto, mi rimescolano tutta. All'improvviso sento di non essere più io a guidare il gioco e quando tu mi sussurri di sfilarmi le mutandine, obbedisco immediatamente, con il cuore in gola e con l'ansia di non averlo fatto abbastanza in fretta. Le mutandine, fradice, volano chissà dove nel buio. Sento di essere nelle t u e mani.
11ヶ月前