La sala di lettura
Sala di lettura della biblioteca del Dipartimento. Sono le tre di pomeriggio di uno degli ultimi giorni di luglio e mezz'ora fa il condizionatore si è definitivamente rotto con una specie di ultimo singulto. Oltre a te, c'è Marcella, che si è impossessata del tavolo vicino alla finestra, una ragazza mai vista, proprio di fronte a due tavoli di distanza. Ah, sì, e naturalmente c'è anche Antonio, seduto al tavolo di fianco al tuo e che ogni tanto solleva lo sguardo miope dal vocabolario per guardarti con aria sognante.
Nonostante gli spessi muri di questo antico convento, il caldo è implacabile e con il condizionatore spento cominci a sentire la maglietta incollata alla pelle. Di lì a poco Marcella si alza platealmente sbuffando ed esclamando che così è impossibile lavorare. Esce dalla sala per rientrare poco dopo
" Il bidello ha detto che non c'è modo di riparare il condizionatore, la ditta che fa assistenza no può intervenire prima di lunedì prossimo. Io vado a casa" e dopo aver raccolto le sue carte, tergendosi il sudore dalla fronte, se ne va.
Con lo sguardo fai un rapido giro di sala, cercando di evitare quello di Antonio con il suo cuore infranto per te e in quel momento ti accorgi che la ragazza sconosciuta ti sta guardando.
Nascondi i tuoi occhi dietro lo schermo del portatile, in lieve imbarazzo. In effetti non l'hai mai vista, sarà una nuova laureanda o forse è una ricercatrice in visita, visto che l'accesso alla sala lettura non è aperto a tutti gli studenti. Più probabile la seconda ipotesi, perché altrimenti l'avresti già incrociata nei corridoi del Dipartimento e la sua bellezza, devi riconoscerlo, non sarebbe passata inosservata. E poi sembra un po' più matura della media delle studentesse dell'ultimo anno.
Scacci questi pensieri oziosi e ti rimetti al lavoro. Guardi l'orologio del computer: la sala lettura resterà aperta per altre tre ore e a occhio ci sono altre cinquanta pagine di questo vecchio tomo da cui prendere appunti. Se solo concedessero il prestito, ci potresti lavorare alla Biblioteca Centrale, dove l'aria condizionata funziona, c'è un distributore di acqua fresca e anche le sedie sono più comode.
Sospiri e così facendo ti riempi i polmoni di quell'aria che ristagna nella sala e che odora di polvere e vecchia carta e, poi ti rimetti a scrivere. Lo sguardo però scavalca il bordo del monitor del tuo portatile e ti sorprendi a guardare nuovamente la sconosciuta. Anche lei ti sta guardando e sembra quasi dire con gli occhi "bentornata". Strano, non usa il portatile. Ha un paio di libri davanti a sé e un quaderno su cui scrive. Poco più in là una borsetta. Il suo sguardo su di te è vivo, cangiante, quasi ipnotico.
Ti chiedi perché ti guarda e sei quasi tentata di andare da lei per presentarti e trovare una scusa per saperne di più, ma sei timida e poi ci sono cose più importanti da fare.
Sarà, ma non riesci a fare a meno di guardarla, per la purezza dei lineamenti, per quei bellissimi capelli castano chiari dalle sfumature ramate raccolti in un complicato chignon, per quei grandi occhi azzurri rivolti verso di te. Ti sorride e ti sembra poco gentile non sorriderle di rimando. Un’altra ti avrebbe rivolto la parola e avreste cominciato a parlare, anche qui, nella sala dove l’imperiosa scritta SILENZIO! in caratteri d’anteguerra sovrasta tutti i tavoli. Tanto, disturberesti solo Antonio…
È inutile, non riesci a concentrarti. E da quando in qua una ragazza ti distrae? Tutt’al più un bel ragazzo, quelli che magari non prestano tanta attenzione a te. L’unica spiegazione che ti riesci a dare è che bella come un’opera d’arte ed è in carne e ossa.
Così, in questa schermaglia di sguardi si consuma forse un’ora. Il sole ha girato e ora la sala è in leggera penombra, non tanto però da dover accendere le luci. Lei si alza in piedi, chiude i libri e il quaderno, che ripone dentro la borsetta. Segui i suoi movimenti con la coda dell'occhio e sei quasi sollevata che se ne vada, perché era una continua fonte di distrazioni. Solo che...
Solo che non si è diretta verso la porta, ma sta venendo verso di te. Fingi di essere molto concentrata nel tuo lavoro, ma senti ogni suo passo. Quando si ferma, di fianco a te, ti volti verso di lei, ma prima che una parola ti esca di bocca, lei si china verso di te e ti bacia. Nessuna donna ti ha mai sfiorato e il solo pensiero fino ad un istante fa ti avrebbe fatto inorridire, ma quel profumo, quelle labbra morbide, quella lingua che si insinua tra le t u e, rendono tutto diverso. Anche il pensiero che Antonio è lì, così vicino, e sicuramente vi sta guardando allibito scivola via come un sogno al mattino. Quanto dura quel bacio? Un minuto, un'ora? Quando finalmente vi separate, tu sembri ebbra, lei ha il medesimo sguardo sorridente ed enigmatico di prima.
Con un gesto chiude il tuo pc, sposta i libri davanti a te e si siede sull'orlo del tavolo, sollevando la lunga gonna di lino. Posa i piedi nudi, così piccoli e candidi, sui braccioli della tua sedia quasi a imprigionarti e guardando tra le sue gambe spalancate , vedi che non indossa mutandine e il suo sesso è davanti a te, offerto al tuo sguardo. Vedi le sue grandi labbra luccicanti, il piccolo clitoride inturgidito. Ti accarezza il capo e ti attira gentilmente verso di lei. Come se fossi la vittima di un incantamento, non ti ribelli, non pronunci una parola, ma lasci che quelle mani ti attraggano verso il suo grembo, odoroso di mare, di aromi lontani.
Le t u e labbra si posano su quella carne fremente e cominciano, lentamente, a baciarla e ti pare che i suoi tremiti si propaghino a te. Timidamente la tua lingua spunta fuori e ai baci alterni lunghe lappate che ti lasciano in bocca quel sapore marino. La senti ansimare, dapprima debolmente, poi sempre più forte e questo diventa uno stimolo per osare di più. La tua bocca, la lingua, la punta del naso sono diventati strumenti per darle piacere. Con le dita le separi delicatamente le labbra per leccarla e baciarla all'interno e per stimolare il suo clitoride pienamente eretto. Il suo bacino ora si muove ritmicamente per assecondare le t u e carezze ed i tuoi baci. La tua mente è vuota, non c'è più spazio per i pensieri, per la tesi, per la timidezza. C'è solo l'immagine, il profumo, la percezione tattile di quel sesso femminile.
Il suo respiro accelera, come il battito del suo cuore, le sue mani ti accarezzano convulsamente i capelli…riconosci i segni dell’orgasmo che sta per arrivare, come un’ultima ondata che ti afferra, ti scuote da capo a piedi e ti proietta fuori dal mare su una spiaggia assolata e tranquilla. Ti fermi, e appoggi la gota rovente sul suo sesso umido. In quel momento di estasi, di perfetta immobilità sembra che sul mondo sia calato il silenzio. Non senti i rumori della strada, la sedia di Antonio che si muove…
Lei ti attira nuovamente a sé, facendoti alzare in piedi; ti bacia e lecca riconoscente il tuo volto madido dei suoi umori.. Le sue gambe si chiudono dietro la tua schiena, come per imprigionarti, mentre le sue mani percorrono il tuo corpo. Una s'insinua sotto la fascia della gonna e si posa sulle t u e mutandine ormai fradice e comincia ad accarezzarti sapientemente. Ti bacia sul volto, sul collo, del collo segue il profilo con la punta della lingua. Ti solleva la maglia per scoprire il tuo bel seno e massaggiarlo e baciarlo. Ti succhia i capezzoli e ci alita sopra, mentre il lavorio di quella mano tra le t u e gambe, che fanno fatica a reggerti, ti stanno portando verso un orgasmo altrettanto potente.
Quando le ondate dell'orgasmo si placano, con il capo appoggiato sulla sua spalla, riapri gli occhi e senti che lei silenziosamente non ti stringe più con entrambe le braccia. Volgi lo sguardo e ti rendi conto che sta facendo cenno ad Antonio di avvicinarsi, lui che come paralizzato dallo stupore, aveva assistito a tutto questo senza una parola.
Antonio è qui ora, vicino a voi. Ti guarda con un’espressione indescrivibile; c’è eccitazione, incredulità, inadeguatezza... Ha visto tutto e quello che ha visto è troppo per lui. Lei gli sorride, gli accarezza quel volto così insignificante e fa scendere la mano fino ai pantaloni. Apre la cerniera ed estrae il suo membro umido e arrossato, segno di un orgasmo recente e Antonio la lascia fare, passivo, immobile. Al contatto con la mano della sconosciuta un'erezione lo rianima e lo tende arrogante verso di te.
Lei ti spinge verso di lui, ti spinge ad inginocchiarti davanti a lui e a baciarlo e a leccarlo lungamente prima di accoglierlo in bocca, dove un nuovo subitaneo orgasmo scarica in te un fiotto di seme vischioso. Senti appena il gemito con cui Antonio si lascia andare e in quel momento ti accorgi che lei non è più qui.
...
Ormai è l'ora di chiusura. In qualche modo ti sei rassettata, hai spento il pc e lo hai messo nello zainetto, insieme a tutti i tuoi appunti. Antonio ti tiene per mano, non ti lascia un solo momento e questo non ti infastidisce, al contrario, ti riempie di tenerezza. Guardi ancora una volta il tavolo dove stava lei. Sembra non esserci più nulla, nessuna traccia di lei. Eppure...
...ti avvicini, sfiori la superficie del tavolo con le dita in cerca di lei. Un pezzo di carta ingiallita, come se fosse stato stato staccato da un libro antico. C'è scritto qualcosa, in caratteri incerti: φιλομμειδὴς Ἀφροδίτη.
Afrodite che ama il sorriso.
Nonostante gli spessi muri di questo antico convento, il caldo è implacabile e con il condizionatore spento cominci a sentire la maglietta incollata alla pelle. Di lì a poco Marcella si alza platealmente sbuffando ed esclamando che così è impossibile lavorare. Esce dalla sala per rientrare poco dopo
" Il bidello ha detto che non c'è modo di riparare il condizionatore, la ditta che fa assistenza no può intervenire prima di lunedì prossimo. Io vado a casa" e dopo aver raccolto le sue carte, tergendosi il sudore dalla fronte, se ne va.
Con lo sguardo fai un rapido giro di sala, cercando di evitare quello di Antonio con il suo cuore infranto per te e in quel momento ti accorgi che la ragazza sconosciuta ti sta guardando.
Nascondi i tuoi occhi dietro lo schermo del portatile, in lieve imbarazzo. In effetti non l'hai mai vista, sarà una nuova laureanda o forse è una ricercatrice in visita, visto che l'accesso alla sala lettura non è aperto a tutti gli studenti. Più probabile la seconda ipotesi, perché altrimenti l'avresti già incrociata nei corridoi del Dipartimento e la sua bellezza, devi riconoscerlo, non sarebbe passata inosservata. E poi sembra un po' più matura della media delle studentesse dell'ultimo anno.
Scacci questi pensieri oziosi e ti rimetti al lavoro. Guardi l'orologio del computer: la sala lettura resterà aperta per altre tre ore e a occhio ci sono altre cinquanta pagine di questo vecchio tomo da cui prendere appunti. Se solo concedessero il prestito, ci potresti lavorare alla Biblioteca Centrale, dove l'aria condizionata funziona, c'è un distributore di acqua fresca e anche le sedie sono più comode.
Sospiri e così facendo ti riempi i polmoni di quell'aria che ristagna nella sala e che odora di polvere e vecchia carta e, poi ti rimetti a scrivere. Lo sguardo però scavalca il bordo del monitor del tuo portatile e ti sorprendi a guardare nuovamente la sconosciuta. Anche lei ti sta guardando e sembra quasi dire con gli occhi "bentornata". Strano, non usa il portatile. Ha un paio di libri davanti a sé e un quaderno su cui scrive. Poco più in là una borsetta. Il suo sguardo su di te è vivo, cangiante, quasi ipnotico.
Ti chiedi perché ti guarda e sei quasi tentata di andare da lei per presentarti e trovare una scusa per saperne di più, ma sei timida e poi ci sono cose più importanti da fare.
Sarà, ma non riesci a fare a meno di guardarla, per la purezza dei lineamenti, per quei bellissimi capelli castano chiari dalle sfumature ramate raccolti in un complicato chignon, per quei grandi occhi azzurri rivolti verso di te. Ti sorride e ti sembra poco gentile non sorriderle di rimando. Un’altra ti avrebbe rivolto la parola e avreste cominciato a parlare, anche qui, nella sala dove l’imperiosa scritta SILENZIO! in caratteri d’anteguerra sovrasta tutti i tavoli. Tanto, disturberesti solo Antonio…
È inutile, non riesci a concentrarti. E da quando in qua una ragazza ti distrae? Tutt’al più un bel ragazzo, quelli che magari non prestano tanta attenzione a te. L’unica spiegazione che ti riesci a dare è che bella come un’opera d’arte ed è in carne e ossa.
Così, in questa schermaglia di sguardi si consuma forse un’ora. Il sole ha girato e ora la sala è in leggera penombra, non tanto però da dover accendere le luci. Lei si alza in piedi, chiude i libri e il quaderno, che ripone dentro la borsetta. Segui i suoi movimenti con la coda dell'occhio e sei quasi sollevata che se ne vada, perché era una continua fonte di distrazioni. Solo che...
Solo che non si è diretta verso la porta, ma sta venendo verso di te. Fingi di essere molto concentrata nel tuo lavoro, ma senti ogni suo passo. Quando si ferma, di fianco a te, ti volti verso di lei, ma prima che una parola ti esca di bocca, lei si china verso di te e ti bacia. Nessuna donna ti ha mai sfiorato e il solo pensiero fino ad un istante fa ti avrebbe fatto inorridire, ma quel profumo, quelle labbra morbide, quella lingua che si insinua tra le t u e, rendono tutto diverso. Anche il pensiero che Antonio è lì, così vicino, e sicuramente vi sta guardando allibito scivola via come un sogno al mattino. Quanto dura quel bacio? Un minuto, un'ora? Quando finalmente vi separate, tu sembri ebbra, lei ha il medesimo sguardo sorridente ed enigmatico di prima.
Con un gesto chiude il tuo pc, sposta i libri davanti a te e si siede sull'orlo del tavolo, sollevando la lunga gonna di lino. Posa i piedi nudi, così piccoli e candidi, sui braccioli della tua sedia quasi a imprigionarti e guardando tra le sue gambe spalancate , vedi che non indossa mutandine e il suo sesso è davanti a te, offerto al tuo sguardo. Vedi le sue grandi labbra luccicanti, il piccolo clitoride inturgidito. Ti accarezza il capo e ti attira gentilmente verso di lei. Come se fossi la vittima di un incantamento, non ti ribelli, non pronunci una parola, ma lasci che quelle mani ti attraggano verso il suo grembo, odoroso di mare, di aromi lontani.
Le t u e labbra si posano su quella carne fremente e cominciano, lentamente, a baciarla e ti pare che i suoi tremiti si propaghino a te. Timidamente la tua lingua spunta fuori e ai baci alterni lunghe lappate che ti lasciano in bocca quel sapore marino. La senti ansimare, dapprima debolmente, poi sempre più forte e questo diventa uno stimolo per osare di più. La tua bocca, la lingua, la punta del naso sono diventati strumenti per darle piacere. Con le dita le separi delicatamente le labbra per leccarla e baciarla all'interno e per stimolare il suo clitoride pienamente eretto. Il suo bacino ora si muove ritmicamente per assecondare le t u e carezze ed i tuoi baci. La tua mente è vuota, non c'è più spazio per i pensieri, per la tesi, per la timidezza. C'è solo l'immagine, il profumo, la percezione tattile di quel sesso femminile.
Il suo respiro accelera, come il battito del suo cuore, le sue mani ti accarezzano convulsamente i capelli…riconosci i segni dell’orgasmo che sta per arrivare, come un’ultima ondata che ti afferra, ti scuote da capo a piedi e ti proietta fuori dal mare su una spiaggia assolata e tranquilla. Ti fermi, e appoggi la gota rovente sul suo sesso umido. In quel momento di estasi, di perfetta immobilità sembra che sul mondo sia calato il silenzio. Non senti i rumori della strada, la sedia di Antonio che si muove…
Lei ti attira nuovamente a sé, facendoti alzare in piedi; ti bacia e lecca riconoscente il tuo volto madido dei suoi umori.. Le sue gambe si chiudono dietro la tua schiena, come per imprigionarti, mentre le sue mani percorrono il tuo corpo. Una s'insinua sotto la fascia della gonna e si posa sulle t u e mutandine ormai fradice e comincia ad accarezzarti sapientemente. Ti bacia sul volto, sul collo, del collo segue il profilo con la punta della lingua. Ti solleva la maglia per scoprire il tuo bel seno e massaggiarlo e baciarlo. Ti succhia i capezzoli e ci alita sopra, mentre il lavorio di quella mano tra le t u e gambe, che fanno fatica a reggerti, ti stanno portando verso un orgasmo altrettanto potente.
Quando le ondate dell'orgasmo si placano, con il capo appoggiato sulla sua spalla, riapri gli occhi e senti che lei silenziosamente non ti stringe più con entrambe le braccia. Volgi lo sguardo e ti rendi conto che sta facendo cenno ad Antonio di avvicinarsi, lui che come paralizzato dallo stupore, aveva assistito a tutto questo senza una parola.
Antonio è qui ora, vicino a voi. Ti guarda con un’espressione indescrivibile; c’è eccitazione, incredulità, inadeguatezza... Ha visto tutto e quello che ha visto è troppo per lui. Lei gli sorride, gli accarezza quel volto così insignificante e fa scendere la mano fino ai pantaloni. Apre la cerniera ed estrae il suo membro umido e arrossato, segno di un orgasmo recente e Antonio la lascia fare, passivo, immobile. Al contatto con la mano della sconosciuta un'erezione lo rianima e lo tende arrogante verso di te.
Lei ti spinge verso di lui, ti spinge ad inginocchiarti davanti a lui e a baciarlo e a leccarlo lungamente prima di accoglierlo in bocca, dove un nuovo subitaneo orgasmo scarica in te un fiotto di seme vischioso. Senti appena il gemito con cui Antonio si lascia andare e in quel momento ti accorgi che lei non è più qui.
...
Ormai è l'ora di chiusura. In qualche modo ti sei rassettata, hai spento il pc e lo hai messo nello zainetto, insieme a tutti i tuoi appunti. Antonio ti tiene per mano, non ti lascia un solo momento e questo non ti infastidisce, al contrario, ti riempie di tenerezza. Guardi ancora una volta il tavolo dove stava lei. Sembra non esserci più nulla, nessuna traccia di lei. Eppure...
...ti avvicini, sfiori la superficie del tavolo con le dita in cerca di lei. Un pezzo di carta ingiallita, come se fosse stato stato staccato da un libro antico. C'è scritto qualcosa, in caratteri incerti: φιλομμειδὴς Ἀφροδίτη.
Afrodite che ama il sorriso.
7ヶ月前