Christine
- Dev’essere lei
- Finalmente, sento rispondere Giulia, dietro le mie spalle
Quando il semaforo passa al verde, metto in moto e accosto l’auto al marciapiedi, proprio davanti a te. Mentre mi avvicino, ti osservo con attenzione. Dopotutto, non ti ho mai vista, perché il patto tra noi era di non scambiarci foto nei lunghi mesi in cui ci siamo messaggiate quasi tutti i giorni. Mi devo quindi basare sulla descrizione che hai fatto di te stessa: capelli biondi corti, un soprabito leggero color panna appoggiato sul braccio, una pochette dello stesso colore, un abitino che mette in risalto il tuo corpo flessuoso. Sei incantevole e tutto ciò che indossi non fa che sottolineare la tua bellezza.
Il tuo sguardo sembra vagare nel vuoto, del tutto ignara del brulichio di gente e di auto in questa strada di Parigi. No, non è perso nel vuoto, segue invece un oggetto invisibile che si allontana nel cielo. È per questo motivo, forse, che trattieni un sussulto, quando ti accorgi dell’auto che si è fermata vicino a te. Neppure tu mi ha mai vista e cerchi di scorgere il mio volto dietro il parabrezza fumé. Abbasso il finestrino, tu ti chini verso di me, mi tolgo gli occhiali da sole. Mi sorridi, ma il tuo sguardo è rapito per un istante dalla mia ampia scollatura.
- Alice? Sei tu?
- Sì, Sali dietro.
Sei un po’ stupita: non ti attendevi così poche cerimonie, non ti attendevi di sederti dietro, vicino a Giulia. Ti ho detto che sarebbe venuta con me? Forse no. Devi deciderti se salire, esiti, ma alle fine apri la portiera e ti siedi. Il tuo profumo delicato e di ottima marca si diffonde nell’abitacolo e stuzzica il mio naso.
- Riparti, dai
La voce fredda e severa di Giulia rompe il silenzio tra noi. Non le ho mai sentito questa voce, non sembra neppure quella della ragazza che amo e con cui vivo da due anni. È forse gelosa di Christine e del rapporto speciale che si è formato tra noi?
Non è ancora l’ora di punta a Parigi, m c’è parecchio traffico e mi devo concentrare sulla guida, soprattutto perché non conosco affatto la città, come automobilista, voglio dire. Giulia inoltre non vuole che usi il navigatore. “Voglio silenzio, capito?” mi aveva detto, quando abbiamo lasciato il garage dell’hotel.
“Dove andiamo?” sto per chiedere, ma attraverso il retrovisore vedo che vi state guardando, a lungo e in silenzio e non voglio disturbare. Mi lascio guidare dalle altre automobili, senza una direzione particolare. Guido senza mai fermarmi, ma sento che qualcosa sta accadendo tra voi
Lo specchietto mi mostra delle mani che si cercano, delle gambe che si sfiorano, degli sguardi fuggenti che incrociano il mio. Mi sforzo di non girarmi verso di voi, lei mi ha intimato di non fermarmi, fino a quando non mi dirà di farlo ma sento che una di voi ha preso l’iniziativa.
Il semaforo è rosso e mi devo fermare, ma non oso guardarmi intorno e gli altri automobilisti potrebbero aver visto qualcosa, per un minuto, per qualche secondo…
Mentre guido, sento i vostri sospiri, i vostri gemiti. Colgo la testa ricciuta di Giulia che si sta chinando sul tuo seno e la tua mano che la attira verso di te, seminascosta tra i capelli. Intravvedo, sento, immagino ciò che sta avvenendo tra voi, senza poter davvero vedere. L’immaginazione è tutto.
Ora mi provochi, ansimando e dicendomi ciò che fa Giulia, ciò che Giulia fa a te.
“lei mi accarezza…mi ha tolto le mutandine, le sue mani sulle mie cosce…”.
“è così brava ad accarezzarmi…”
E ci sono i tuoi sospiri.
“è così delicata, sensuale…adoro le sue mani su di me, le sue dita. Sono in suo potere”
“oh…le sue mani tra le mie cosce, il suo sguardo dolce e perverso….
È sempre più difficile concentrarmi sulla guida, eppure devo fare attenzione , c’è un rallentamento più avanti
“oh non ti fermare Giulia”
Siete dietro di me, riesco a sentire il calore dei vostri corpi, il vostro profumo, la tua voce spezzata e la t u e parole…
“sono nelle sue mani…sì, la sua lingua …non avrei immaginato …così sensuale …così perversa …sono sua”
“il tuo sguardo, mi cerchi…lo vedo…oh”
Domando a Giulia se posso fermarmi, ma lei mi risponde subito con voce severa
“sta zitta e continua a guidare”
Una donna al volante di una macchina che si è affiancata alla nostra mi guarda stupita, non capisce perché sono così agitata. Poi vede. Un movimento, dietro, pelle nuda. E mi guarda di nuovo, scioccata…
Da quanto sto guidando ? Ho perso la nozione del tempo. Le strade sembrano non finire mai, ogni auto che svolta mi invita ad una nuova deviazione. Neppure i vostri gemiti sembrano avere fine. Mi sento così bagnata, tra le gambe, le mani mi tremano, vorrei…sì vorrei almeno toccarmi, ma è impossibile, lo so. Non nel traffico di Parigi.
“le sue dita sono dentro di me…la sua lingua…ohh…guardami, se vuoi, nello specchietto…sì Giulia, sì”
Non resisto più, c’è un parcheggio là in fondo alla strada, che sprofonda nelle viscere della città. Scendo, con il cuore in gola mentre i miei occhi si abituano alla semioscurità. Voi non ve ne siete neppure accorte, né tu né Giulia dite qualcosa, adesso state facendo l’amore.
Secondo livello, terzo livello…dove sono finita? C’è un posto libero rasente un muro e avvolto nelle tenebre. Vi rendete conto forse di dove vi ho portato quando l’automobile si arresta e spengo il motore. Scendo e i raggiungo. Giulia è stupita di vedermi, mi guarda, i suoi occhi brillano, ma io vedo solo te Christine, che mi parli
“vieni, godimi, dominami, fai di me quello che vuoi
La tua bocca socchiusa, le labbra umide i tuoi seni scoperti, le gambe nude, le t u e mani che mi attirano a te, il tuo sesso seminascosto dalla mano di Giulia
“Alice, Giulia, prendetemi, sono vostra
Ti abbraccio quasi con violenza, ma sentire il tuo corpo contro il mio mi dona un senso di pace. Giulia ci guarda, sorride, la mia disobbedienza non l’ha fatta arrabbiare, come se questo fosse la meta del suo piano fin dall’inizio. Riconosco la sensazione familiare che mi danno le sue mani quando mi accarezza i capelli. Ma ora tutto ciò che sono cerca te, Christine.
Adesso sei tra Giulia e me, seminuda. Ti baciamo sul viso, sulla bocca, sul collo. Le nostre mani misurano i tuoi seni, le nostre labbra i tuoi capezzoli deliziosamente eretti.
Ci amiamo nell’oscurità più completa, in un buio che potrebbe nascondere qualche insidia, ma in questo momento non ci interessa nulla, solo noi, solo tu, Christine. Ci amiamo ad occhi chiusi, dolcemente, lentamente.
Neppure tu vedi nulla, ma senti le nostre mani carezzarti, le nostre lingue leccarti, senza sosta. Sei nostra ora, ti abbandoni a noi, ci doni il tuo corpo perfetto, da cui non mi vorrei più staccare. Sentiamo i tuoi gemiti e il tuo desiderio di sottometterti al nostro piacere. Sento la tua voce spezzata sussurrare
“oh sì, amore mio sei così dolce…ti amo…sono tua, tua e di Giulia, voglio essere vostra prigioniera”
E noi siamo prigioniere del tuo fascino.
Giulia ti prende le mani: sì ora sei prigioniera, non puoi muoverti e devi donarti alla mia bocca, ai miei baci. Alle mie mani che scendono giù tra le t u e gambe.
Tutto questo ti fa impazzire di desiderio, lo sento.
Anche Giulia sempre tenendoti le mani ti copre di baci roventi e ti esplora con la sua lingua.
“punitemi, è troppo bello…fate quello che volete del mio corpo…è bellissimo”
Raggiungo il tuo sesso umido e stillante, di cui non riesco a vedere nulla ma di cui assaporo il profumo intenso, le mie dita sfiorano le t u e labbra intime tracciandone il profilo, fino al clitoride eretto.
“ti amo, ti amo…vi amo….cosa sono per voi?”
Dopo averti a lungo accarezzato, due dita insieme ti penetrano fino alle nocche, strappandoti un gemito più acuto e un lungo sospiro. Estraggo le dita e le offro a Giulia, che le lecca con golosità, mentre le sue dita si sostituiscono alle mie, dentro di te.
Sono lunghe, le dita di Giulia, lunghe e agili…lo so bene. Riesco quasi ad immaginare cosa provi.
Adesso che lei è dentro di te, io mi occupo del tuo clitoride, la punta dei polpastrelli traccia cerchi sempre più stretti intorno ad esso, oppure è il palmo della mano che si posa e preme piano. Sento il tuo corpo che trema di piacere.
“è così bello…non ho mai provato nulla di simile”
“sento che potrei urlare, imbavagliatemi per favore...con le vostre mutandine”
Sfilo le mie e le faccio scorrere sulle t u e labbra, prima di mettertele in bocca e lo stesso fa Giulia, il sapore e il profumo che emanano ti inebria e ti spinge definitivamente nell’abbraccio di un orgasmo liberatore. Giulia lascia andare le t u e mani e tu lasci che le ondate dell’orgasmo si plachino nel rifugio dei nostri corpi stretti a te.
Ora che il tuo respiro è tranquillo, le t u e mani cercano i nostri corpi
“voglio sentire il vostro sesso sotto le mie mani stringetevi a me, vi prego”
“Sì, vieni più vicina”
“Voglio accarezzarvi voglio che vi accarezziate,
“Sì…sì, lascia che guidiamo le t u e mani”
Io conduco la tua mano sul seno e mi abbandono alle t u e carezze
“Venite, tesori miei, lasciate che vi doni il piacere che avete dato a me”
Ci stai accarezzando entrambe, la tua mano è scesa in mezzo alle mie gambe, mi succhi i capezzoli con avidità, poi fai lo stesso con Giulia, con i suoi seni appena sbocciati.
“mi fate impazzire”
“i tuoi baci…le t u e labbra sono d’oro”
Ora Giulia ti spinge il capo verso il mio grembo e ti ordina
“leccala, falla godere tesoro mio. Non ti fermare finché non viene
Tu obbedisci, ti chini verso di me e la tua lingua comincia a solleticare il mio clitoride sensibilissimo e io mi sto sciogliendo, sempre più forte…
Lecchi le mie labbra, le separi con le dita e con la lingua agile cerchi di penetrarmi dolcemente. Giulia di nuovo mi accarezza i capelli e mi bacia. Mi doni un piacere talmente intenso che non posso fare a meno di gemere forte, sento brividi dappertutto…sì, l’orgasmo è vicino….
“desidero tanto farti godere, sono mesi che lo desidero, da quando abbiamo cominciato a scriverci”, riesci in qualche modo a dire, con il viso sprofondato tra le mie gambe.
“vieni Alice, vieni tesoro mio”
…
Non so se ho perso i sensi per un momento, sotto le t u e carezze ed i tuoi baci…nell’oscurità tutto è confuso, senza punti di riferimento, così appagante.
dedicato a C. N.
- Finalmente, sento rispondere Giulia, dietro le mie spalle
Quando il semaforo passa al verde, metto in moto e accosto l’auto al marciapiedi, proprio davanti a te. Mentre mi avvicino, ti osservo con attenzione. Dopotutto, non ti ho mai vista, perché il patto tra noi era di non scambiarci foto nei lunghi mesi in cui ci siamo messaggiate quasi tutti i giorni. Mi devo quindi basare sulla descrizione che hai fatto di te stessa: capelli biondi corti, un soprabito leggero color panna appoggiato sul braccio, una pochette dello stesso colore, un abitino che mette in risalto il tuo corpo flessuoso. Sei incantevole e tutto ciò che indossi non fa che sottolineare la tua bellezza.
Il tuo sguardo sembra vagare nel vuoto, del tutto ignara del brulichio di gente e di auto in questa strada di Parigi. No, non è perso nel vuoto, segue invece un oggetto invisibile che si allontana nel cielo. È per questo motivo, forse, che trattieni un sussulto, quando ti accorgi dell’auto che si è fermata vicino a te. Neppure tu mi ha mai vista e cerchi di scorgere il mio volto dietro il parabrezza fumé. Abbasso il finestrino, tu ti chini verso di me, mi tolgo gli occhiali da sole. Mi sorridi, ma il tuo sguardo è rapito per un istante dalla mia ampia scollatura.
- Alice? Sei tu?
- Sì, Sali dietro.
Sei un po’ stupita: non ti attendevi così poche cerimonie, non ti attendevi di sederti dietro, vicino a Giulia. Ti ho detto che sarebbe venuta con me? Forse no. Devi deciderti se salire, esiti, ma alle fine apri la portiera e ti siedi. Il tuo profumo delicato e di ottima marca si diffonde nell’abitacolo e stuzzica il mio naso.
- Riparti, dai
La voce fredda e severa di Giulia rompe il silenzio tra noi. Non le ho mai sentito questa voce, non sembra neppure quella della ragazza che amo e con cui vivo da due anni. È forse gelosa di Christine e del rapporto speciale che si è formato tra noi?
Non è ancora l’ora di punta a Parigi, m c’è parecchio traffico e mi devo concentrare sulla guida, soprattutto perché non conosco affatto la città, come automobilista, voglio dire. Giulia inoltre non vuole che usi il navigatore. “Voglio silenzio, capito?” mi aveva detto, quando abbiamo lasciato il garage dell’hotel.
“Dove andiamo?” sto per chiedere, ma attraverso il retrovisore vedo che vi state guardando, a lungo e in silenzio e non voglio disturbare. Mi lascio guidare dalle altre automobili, senza una direzione particolare. Guido senza mai fermarmi, ma sento che qualcosa sta accadendo tra voi
Lo specchietto mi mostra delle mani che si cercano, delle gambe che si sfiorano, degli sguardi fuggenti che incrociano il mio. Mi sforzo di non girarmi verso di voi, lei mi ha intimato di non fermarmi, fino a quando non mi dirà di farlo ma sento che una di voi ha preso l’iniziativa.
Il semaforo è rosso e mi devo fermare, ma non oso guardarmi intorno e gli altri automobilisti potrebbero aver visto qualcosa, per un minuto, per qualche secondo…
Mentre guido, sento i vostri sospiri, i vostri gemiti. Colgo la testa ricciuta di Giulia che si sta chinando sul tuo seno e la tua mano che la attira verso di te, seminascosta tra i capelli. Intravvedo, sento, immagino ciò che sta avvenendo tra voi, senza poter davvero vedere. L’immaginazione è tutto.
Ora mi provochi, ansimando e dicendomi ciò che fa Giulia, ciò che Giulia fa a te.
“lei mi accarezza…mi ha tolto le mutandine, le sue mani sulle mie cosce…”.
“è così brava ad accarezzarmi…”
E ci sono i tuoi sospiri.
“è così delicata, sensuale…adoro le sue mani su di me, le sue dita. Sono in suo potere”
“oh…le sue mani tra le mie cosce, il suo sguardo dolce e perverso….
È sempre più difficile concentrarmi sulla guida, eppure devo fare attenzione , c’è un rallentamento più avanti
“oh non ti fermare Giulia”
Siete dietro di me, riesco a sentire il calore dei vostri corpi, il vostro profumo, la tua voce spezzata e la t u e parole…
“sono nelle sue mani…sì, la sua lingua …non avrei immaginato …così sensuale …così perversa …sono sua”
“il tuo sguardo, mi cerchi…lo vedo…oh”
Domando a Giulia se posso fermarmi, ma lei mi risponde subito con voce severa
“sta zitta e continua a guidare”
Una donna al volante di una macchina che si è affiancata alla nostra mi guarda stupita, non capisce perché sono così agitata. Poi vede. Un movimento, dietro, pelle nuda. E mi guarda di nuovo, scioccata…
Da quanto sto guidando ? Ho perso la nozione del tempo. Le strade sembrano non finire mai, ogni auto che svolta mi invita ad una nuova deviazione. Neppure i vostri gemiti sembrano avere fine. Mi sento così bagnata, tra le gambe, le mani mi tremano, vorrei…sì vorrei almeno toccarmi, ma è impossibile, lo so. Non nel traffico di Parigi.
“le sue dita sono dentro di me…la sua lingua…ohh…guardami, se vuoi, nello specchietto…sì Giulia, sì”
Non resisto più, c’è un parcheggio là in fondo alla strada, che sprofonda nelle viscere della città. Scendo, con il cuore in gola mentre i miei occhi si abituano alla semioscurità. Voi non ve ne siete neppure accorte, né tu né Giulia dite qualcosa, adesso state facendo l’amore.
Secondo livello, terzo livello…dove sono finita? C’è un posto libero rasente un muro e avvolto nelle tenebre. Vi rendete conto forse di dove vi ho portato quando l’automobile si arresta e spengo il motore. Scendo e i raggiungo. Giulia è stupita di vedermi, mi guarda, i suoi occhi brillano, ma io vedo solo te Christine, che mi parli
“vieni, godimi, dominami, fai di me quello che vuoi
La tua bocca socchiusa, le labbra umide i tuoi seni scoperti, le gambe nude, le t u e mani che mi attirano a te, il tuo sesso seminascosto dalla mano di Giulia
“Alice, Giulia, prendetemi, sono vostra
Ti abbraccio quasi con violenza, ma sentire il tuo corpo contro il mio mi dona un senso di pace. Giulia ci guarda, sorride, la mia disobbedienza non l’ha fatta arrabbiare, come se questo fosse la meta del suo piano fin dall’inizio. Riconosco la sensazione familiare che mi danno le sue mani quando mi accarezza i capelli. Ma ora tutto ciò che sono cerca te, Christine.
Adesso sei tra Giulia e me, seminuda. Ti baciamo sul viso, sulla bocca, sul collo. Le nostre mani misurano i tuoi seni, le nostre labbra i tuoi capezzoli deliziosamente eretti.
Ci amiamo nell’oscurità più completa, in un buio che potrebbe nascondere qualche insidia, ma in questo momento non ci interessa nulla, solo noi, solo tu, Christine. Ci amiamo ad occhi chiusi, dolcemente, lentamente.
Neppure tu vedi nulla, ma senti le nostre mani carezzarti, le nostre lingue leccarti, senza sosta. Sei nostra ora, ti abbandoni a noi, ci doni il tuo corpo perfetto, da cui non mi vorrei più staccare. Sentiamo i tuoi gemiti e il tuo desiderio di sottometterti al nostro piacere. Sento la tua voce spezzata sussurrare
“oh sì, amore mio sei così dolce…ti amo…sono tua, tua e di Giulia, voglio essere vostra prigioniera”
E noi siamo prigioniere del tuo fascino.
Giulia ti prende le mani: sì ora sei prigioniera, non puoi muoverti e devi donarti alla mia bocca, ai miei baci. Alle mie mani che scendono giù tra le t u e gambe.
Tutto questo ti fa impazzire di desiderio, lo sento.
Anche Giulia sempre tenendoti le mani ti copre di baci roventi e ti esplora con la sua lingua.
“punitemi, è troppo bello…fate quello che volete del mio corpo…è bellissimo”
Raggiungo il tuo sesso umido e stillante, di cui non riesco a vedere nulla ma di cui assaporo il profumo intenso, le mie dita sfiorano le t u e labbra intime tracciandone il profilo, fino al clitoride eretto.
“ti amo, ti amo…vi amo….cosa sono per voi?”
Dopo averti a lungo accarezzato, due dita insieme ti penetrano fino alle nocche, strappandoti un gemito più acuto e un lungo sospiro. Estraggo le dita e le offro a Giulia, che le lecca con golosità, mentre le sue dita si sostituiscono alle mie, dentro di te.
Sono lunghe, le dita di Giulia, lunghe e agili…lo so bene. Riesco quasi ad immaginare cosa provi.
Adesso che lei è dentro di te, io mi occupo del tuo clitoride, la punta dei polpastrelli traccia cerchi sempre più stretti intorno ad esso, oppure è il palmo della mano che si posa e preme piano. Sento il tuo corpo che trema di piacere.
“è così bello…non ho mai provato nulla di simile”
“sento che potrei urlare, imbavagliatemi per favore...con le vostre mutandine”
Sfilo le mie e le faccio scorrere sulle t u e labbra, prima di mettertele in bocca e lo stesso fa Giulia, il sapore e il profumo che emanano ti inebria e ti spinge definitivamente nell’abbraccio di un orgasmo liberatore. Giulia lascia andare le t u e mani e tu lasci che le ondate dell’orgasmo si plachino nel rifugio dei nostri corpi stretti a te.
Ora che il tuo respiro è tranquillo, le t u e mani cercano i nostri corpi
“voglio sentire il vostro sesso sotto le mie mani stringetevi a me, vi prego”
“Sì, vieni più vicina”
“Voglio accarezzarvi voglio che vi accarezziate,
“Sì…sì, lascia che guidiamo le t u e mani”
Io conduco la tua mano sul seno e mi abbandono alle t u e carezze
“Venite, tesori miei, lasciate che vi doni il piacere che avete dato a me”
Ci stai accarezzando entrambe, la tua mano è scesa in mezzo alle mie gambe, mi succhi i capezzoli con avidità, poi fai lo stesso con Giulia, con i suoi seni appena sbocciati.
“mi fate impazzire”
“i tuoi baci…le t u e labbra sono d’oro”
Ora Giulia ti spinge il capo verso il mio grembo e ti ordina
“leccala, falla godere tesoro mio. Non ti fermare finché non viene
Tu obbedisci, ti chini verso di me e la tua lingua comincia a solleticare il mio clitoride sensibilissimo e io mi sto sciogliendo, sempre più forte…
Lecchi le mie labbra, le separi con le dita e con la lingua agile cerchi di penetrarmi dolcemente. Giulia di nuovo mi accarezza i capelli e mi bacia. Mi doni un piacere talmente intenso che non posso fare a meno di gemere forte, sento brividi dappertutto…sì, l’orgasmo è vicino….
“desidero tanto farti godere, sono mesi che lo desidero, da quando abbiamo cominciato a scriverci”, riesci in qualche modo a dire, con il viso sprofondato tra le mie gambe.
“vieni Alice, vieni tesoro mio”
…
Non so se ho perso i sensi per un momento, sotto le t u e carezze ed i tuoi baci…nell’oscurità tutto è confuso, senza punti di riferimento, così appagante.
dedicato a C. N.
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