L'attore porno
Per più di 20 anni sono stata fedele al mio compagno, ora marito. Ma l’altro mese non ce l’ho fatta. Ho ceduto. Faccio la truccatrice e da un po’ di tempo a questa parte tocca raccogliere qualunque occasione di lavoro, anche le meno interessanti. Anche le peggiori. E due mesi fa mi è toccato lavorare per una produzione di film per adulti. E lì ho conosciuto Lui. Giovane, fisico scolpito. E, come mi sono accorta durante le riprese, membro decisamente notevole. Ho truccato lui e gli altri attori e attrici ma lui era decisamente una spanna sopra tutti come carisma. No, non dirò chi è. Non è così famoso ma qualcuno magari lo conosce.
Rimasi durante le riprese, incuriosita da come funzionavano i film porno e un po’ ne rimasi delusa. Belle dotazioni, bei corpi ma si perdeva tutta la magia del sesso vero. Lui sembrava proprio saperci fare. Se le passava tutte senza problemi, con quell’asta che infilava ovunque. E mi ritrovai a fissarlo spesso. Ogni tanto anche lui mi guardava ma feci finta di nulla e distolsi lo sguardo. A fine registrazione, mi avvicinò e mi chiese se ero disposta a truccarlo anche per una produzione più indipendente e, dato che avevo bisogno di lavoro, accettai. La location era un appartamento in centro, affittato per l’occasione. Quando arrivai eravamo solo io e lui.
“Non c’è nessuno?”, chiesi
“Arriveranno. Nel frattempo vuoi portarti avanti e truccare me e ci portiamo avanti col lavoro?”
“Ok”, e lo seguii in bagno.
Lui si spogliò, con tutta la naturalezza del mondo. Iniziai dal viso ma poi mi chiese di dare maggior risalto anche alla sua tartaruga e al suo arnese. Continuai come richiesto ma il suo membro si indurì. Non al massimo ma insomma non era facile lavorare. Lo spostavo continuamente, anche se mi faceva strano toccare un pene che non era quello di mio marito. E ogni volta che lo toccavo, sentivo che si induriva sempre di più.
“Scusa, sono quattro giorni che non svuoto le palle”, disse
“Ti sei trattenuto per questa produzione? Professionale..”
“Mi sono trattenuto per te”
“Scusa??”
“Beh, l’altra volta mi sei apparsa come una gran figa e mi sembravi interessata, così ho detto: perché non provarci?”
“Sono una truccatrice, mica una puttana!”
“Infatti mica ti pago. Voglio solo passare una notte di sesso con te”, disse facendo ondeggiare il suo membro.
Rimasi un attimo a guardarlo, poi mi alzai indignata.
“Che schifo, maledetto pervertito che non sei altro”
Mi girai e me ne andai verso l’ingresso ma lui mi precedette e si fermò davanti alla porta, sventolandomi il suo membro ciondolante. Mi mise le mani sui fianchi e mentre cercavo di spingergliele via, mi baciò. Cercai di allontanare quel giovane impertinente dal bell’aspetto e dalla dotazione clamorosa ma la sua lingua si insinuò tra le mie labbra e le forze per allontanarlo mi abbandonarono.
Lui non perse tempo e mi slacciò i pantaloni e in pochi istanti, non so come, mi ritrovai sdraiata sul letto, senza jeans e con le sue mani sotto la mia maglietta a palparmi il seno mentre il suo membro spingeva tra le mie gambe
“Fermo..cosa stai combinando? Sono sposata..”
“Tante lo sono”, rispose sollevando la maglietta e sfilandomela mentre mi leccava il collo
“No no fermo..che combini?”
“Niente, tu rilassati e goditi il momento”, disse lui scendendo con la lingua fino al seno scoperto dal reggiseno e poi continuando la discesa.
“NO!”, gridai cercando di allontanarlo
Ma lui era già arrivato tra le mi gambe. Spostò velocemente le mutandine e iniziò subito a leccarmi, velocemente, senza alcun indugio. Nonostante la giovane età, sapeva bene come leccarla e le mie mani, che prima cercavano di spingere via la sua testa, la afferrarono e la tennero a lungo tra le mie cosce, mentre lui iniziava a masturbarmi anche con due o tre dita.
Poi si alzò.
“Ne hai mai provato uno così?”, mi chiese facendo scorrere la cappella all’ingresso della mia figa
“No”, dissi semplicemente ansimando
“Vorresti prenderlo?”
Esitai.
“Vorresti prendere questo cazzone tra le gambe?”, ripetè appoggiandolo alla mia vagina bagnata dalla sua saliva
Feci cenno di sì con la testa
“Non mi basta. Lo vuoi o no? Dillo ad alta voce”, disse togliendomi il reggiseno
“Sì”, dissi a bassa voce
“Più forte”
“Sì!”
“Più forte!”
“Sì lo voglio tutto cazzoooo”
E lui affondò.
Sentii la cappella farsi strada dentro di me. Quell’enorme fungo entrava, centimetro dopo centimetro, senza trovare alcuna resistenza. Lui stava ancora lì in ginocchio, penetrandomi con lentezza mentre io ansimavo e guardavo la penetrazione come se fossi quasi una persona estranea a questa scena. Poi lui si fermò.
“Sono a metà. Vuoi che continuo?”
Feci cenno di sì.
“Supplicami allora”
Scossi la testa.
Lui lo tolse e lo appoggiò sul mio ventre.
“Qui è dove arriverei se lo infilassi tutto. Adesso supplicami”
Guardai dove stava la cappella e restai a bocca aperta. Tuttavia non volevo supplicarlo e mi resi conto che potevo riuscire ad evitare di tradire mio marito. Così mi spostai all’improvviso, mi alzai e presi i vestiti andando verso la porta. Lui non mi fermò.
“Torno a casa”
“Alla prossima”, disse semplicemente.
Uscì dalla stanza ancora nuda e mi rivestii velocemente. Scioccata, tornai a casa e la sera scopai con mio marito. Mio marito non era messo male, ma non aveva quella dotazione. Nel buio della stanza pensai a quel giovane, a quel corpo e a quel..quel cazzo enorme. Raggiunsi un orgasmo intensissimo, che non mi capitava da tempo.
Circa un paio di settimane dopo, ricevetti un’altra telefonata da quella stessa produzione, e avendo bisogno di soldi, dovetti accettare. Speravo di non trovarlo e non lo vidi tra gli attori. Ma era comunque lì, faceva il regista. A fine giornata, restammo da soli sul set, una villa affittata per l’occasione.
“Scommetto che una volta tornata a casa, hai scopato tuo marito e raggiunto un orgasmo pazzesco, vero?”
“Non sono affari tuoi”
“In effetti no, ma potresti raggiungerne uno migliore qui, in questo momento”
“Non mi interessa, voglio solo i miei soldi”
“Supplicami”
“Non supplico certo un ragazzino con la metà dei miei anni per essere pagata del mio lavoro”
“I soldi sono lì sul letto, dove hanno già scopato quattro uomini e tre donne”
Andai a prendere i soldi e non appena li afferrai lui si mise dietro di me, mani sui fianchi.
“Va bene, non ti chiedo di supplicarmi”
“Lasciami”
Lui mi appoggiò il membro sul culo, e lo sentii distintamente nonostante i jeans. Rimasi immobile. Lui mi slacciò i jeans e li abbassò fino ai piedi, e appoggiò il suo membro sulle mie mutandine.
“Ti ricordi dove arriva vero?”, disse appoggiando una mano sul mio ventre
Annuì.
Mi sfilò la maglietta e da dietro mi slacciò il reggiseno.
“Fermo…sono sposata”
“Lo eri anche l’altra volta, con metà cazzo nella figa”
Mi girai con l’intenzione di fermarlo ma lui mi baciò, afferrandomi per il culo. Cercai di respingerlo ma non riuscii. O meglio. Stavolta non volli. Avevo ripensato spesso all’incontro precedente e non nego che avrei voluto scoparmelo. Lui si accorse che ormai ero sua e mi sfilò le mutandine, poi mi spinse sul letto e si spogliò davanti a me, facendomelo roteare davanti
“Quante volte si può dire no ad un cazzo così?”, mi chiese avvicinandomelo alla bocca.
Quella cappella a fungo era enorme. Stavo per aprire la bocca ma mi spaventai e scappai sul letto. lui mi inseguì, mi fermò, mi fece sdraiare e si mise nuovamente a leccarmi la figa, con decisione, durezza, fermezza. Io mugugnavo qualche no ma non riuscivo a impedirgli di fare quello che voleva.
Poi si alzò, prese il suo pistolone e lo appoggiò alla mia figa e iniziò a penetrarmi senza dire nulla.
“Mmmnnooo”, dissi
Ma lui era già dentro con almeno tutta la cappella e non accennava a fermarsi
“Non dirlo a mio marito”
“Supplicami”
Avevo più di metà del suo cazzo dentro e aveva già superato la dotazione di mio marito.
“Ti prego..non dirlo..a mio marito”
“Continua a supplicarmi”, disse entrando ancora di più.
“Oh cazzo…diooo..scopami..ma non dirlo a mio marito…scopami e fammi godere ti supplicoo”
E lui entrò con tutto il suo largo, duro e giovane membro. Mi sembrava impossibile tutto quello che stava accadendo. Per dove arrivò con la cappella. Per come riuscivo ad accoglierlo. Per come restavo a bocca aperta senza gemere. Per come un giovane attore porno come lui potesse desiderare una 45enne come me. Ma era tutto vero. Lui era affondato fino alle palle nella mia vagina aperta, slabbrata da quelle dimensioni.
Lui non smise un attimo di fottermi. Mi sentii rivoltata come un calzino, fisicamente e mentalmente. Le sue palle sbattevano ripetutamente contro di me, ancora e ancora. Lui mi dominava. Mi teneva ferme le braccia, mi sputava sul seno, mi slinguava a suo piacimento e si ritraeva quando provavo a baciarlo io
Poi all’improvviso smise.
Lo tolse dalla mia figa e mi disse:
“Adesso fammi vedere come una troia sposata di 45 anni succhia un cazzo vero”
Mi misi a pecora e gli presi in bocca il pisello. Senza indugi. Senza pensare a mio marito. E succhiai come non avevo mai succhiato prima. Lui si divertiva a darmi della troia, e in effetti era quello che ero in quel momento. ma io ciucciavo senza sosta, faticando a tenere in bocca quella cappella rigonfia e parte della sua asta. Cercavo di accontentarlo, anche se non ero mai stata brava nei pompini. Eppure gli restava duro. Sembrava fatto di acciaio. E dopo una lunga slinguata con la sua cappella, lui si spostò, si mise dietro di me e mi montò a pecora. Non so da quanti anni non lo prendevo in quella posizione, ma lasciai che mi sbattesse ripetutamente a 90. Arrivai vicina all’orgasmo ma lui si arrestò in tempo. Voleva farmi godere alle sue condizioni.
Si sdraiò e mi disse:
“Salta su e raggiungi l’orgasmo da sola, così poi posso aprirti come non sei mai stata aperta in vita tua”
Io mi sedetti sul suo palo senza esitazione. Volevo quell’orgasmo.
“Sei uno stronzo…”
“Dai, cavalcami e fammi godere. Mi sembra il minimo per il mio uccello col quale stai cornificando tuo marito”
Mi sdraiai su di lui e lo baciai.
“Zitto, non nominare mio marito”
“Perché? tanto ormai non te ne vai a casa. Tu stai qui in questa casa con me a farti aprire bocca, figa e culo per tutta la notte”, rispose afferrandomi le natiche e piantandomi un dito in culo.
Gemetti.
“Uno non basta..ne voglio almeno due di dita in culo, altrimenti non potrò mai essere inculata come quelle puttane che ti scopi ogni volta che fai un film, senza considerare noi donne vogliose e insoddisfatte sessualmente!”
Stavo perdendo il controllo
“Allora la prossima volta ti chiamo per metterti tra me e un collega. Invece che truccarci, starai qui a farti filmare mentre godi con due giovani e ammetti durante una doppia penetrazione che tuo marito è un misero cornuto e che noi siamo due stalloni!”
“Sì..sì..lo voglio..ne voglio tanti di cazzi come il tuo ma ora….ahh..fermo…godoooo….porca puttana che cazzo di uccello devastante che haiiiiiii….ahhhh….”
Ero vicinissima quando lui diede l’ultimo colpo, infilandomelo dentro fino alle palle.
E urlai, rabbrividii, mi sciolsi come burro e mi sdraiai su di lui come completamente prima di forza.
“Già concluso?”, fece lui
“Cazzo…”, risposi ansimando
“E adesso?”
Lo baciai.
“E adesso puoi farmi quello che vuoi con quel missile tra le gambe…”
Lui non perse tempo. Mi rovesciò, si mise sopra di me alla missionaria e mi fece tornare indietro di 10 anni, scopandomi per un tempo infinito, dominandomi, baciandomi e infilandomi dita nel culo.
Fu una missionaria devastante. Io ero praticamente inerme a qualunque cosa mi facesse, lasciavo che mi usasse a suo piacimento e dopo quasi dieci minuti riebbi un picco di energia. Mi aggrappai a lui con braccia e gambe.
Lui ne fu sorpreso
“Cosa fai?”
“Zitto e continua a sbattermi”
“Ma che cazzo..”
“Zitto e fottimi e quando sei pronto a sborrare mettimi una mano intorno al collo, stringi e sbattimi sul letto e sborrami in bocca. io sarò lì a bocca aperta come la più troia delle pornostar”
E lui lo fece. Mi piantò ogni centimetro nella figa, sbattendomi in maniera dura e selvaggia, fino a che non fu pronto. Tolse il cazzo dalla mia figa, mi afferrò il collo e piazzò la sua cappella a pochi centimetri dalla mia faccia. E con un veloce tocco di mano, prima che me ne accorgessi, la sua sborra aveva iniziato a scorrere lungo la sua asta. Non era uno schizzatore. Ma aprì la bocca per leccargli l’asta mentre il suo sperma colava e iniziai ad assaporare quella giovane, densa crema. Poi lui, lasciandomi il collo, riprese in mano il suo cazzo e si segò nuovamente. Mi puntò la cappella alle labbra, io misi la lingua sotto e attesi. In pochi secondi, numerosi goccioloni di sperma scesero sulla mia lingua e scivolarono nella mia bocca. era calda, densa. E abbondante. Non sembrava finire mai, nemmeno quando la mia bocca era completamente piena, e infatti mi tirai su per non farla scivolare ma lui mi afferrò la nuca e mi infilò l’asta in bocca, cogliendomi completamente di sorpresa e facendomi andare buona parte dello sperma che avevo in gola. inghiottì, tutto.
Ci sdraiammo sul letto, stanchi e, almeno io, stordita. Mi riposai e senza accorgermene mi addormentai per penso un’oretta. Quando aprii gli occhi e guardai l’ora capii che dovevo tornare a casa da mio marito. Lui era ancora lì, sveglio anche lui. E mi guardava
“Che vuoi fare?”, mi chiese
“Torno a casa..”
“Da tuo marito?”
“Sì”
“Sicura?”, disse baciandomi.
Scossi la testa.
Lui mi afferrò il culo e mi mise a cavalcioni sopra di lui
Io lo lasciai fare e continuai a limonare. E sentii ancora tutto il suo armamentario.
Limonammo a lungo, cominciavo a bagnarmi e lui si gonfiava sempre di più. Le sue mani mi afferravano il fondoschiena, lo palpavano, lo strizzavano
“Che bel culo, altro che le ragazzine di adesso”
“Se, come no”
“Ma certo, altrimenti credi che lo avrei così duro?”, disse spingendomi contro il suo membro.
“Sì, perché sei un porco”
“No..ce l’ho duro perché so che tra pochi minuti mi chiederai di entrare nel tuo culo e scoparti per ore”
E così dicendo lo tirò fuori e lo appoggiò tra le mie natiche, cappellone esattamente al centro.
Mi alzai all'improvviso.
“Dai, non fare la fintona. So che non vedi l’ora di farti sbattere il culo da questo uccello”
“Stronzo..fammi almeno fare una pompa”, risposi sorridendo.
Mi girai e mi misi a 69. Lui ebbe pieno accesso con la lingua e con le dita ad entrambi i miei buchi e io potei succhiare ancora quel membro rigonfio e insalivarlo a dovere. Perché sì, volevo farmi inculare
Quando sentii che era il momento, mi rimisi a cavalcioni su di lui
“Ti supplico, piantamelo in culo fino alle palle e fammi godere come quelle troie che ti scopi, perché ho bisogno di essere inculata da un cazzo enorme, di nascosto da mio marito”
“Lo sapevo che eri una troia”
“Certo che lo sono, credi che possa restare insensibile ad un cazzo come il tuo? Ora fai il tuo dovere e inculami che voglio urlare dal piacere”
Così dicendo, scivolai e mi feci aprire il culo dalla sua cappella. E poi da tutto il resto del cazzo. Il lavoro preparatorio aveva funzionato da dio e per lungo tempo mi feci scopare il culo da quel ragazzo, ignorando le telefonate di mio marito. Lo presi solo in culo, ma fu una monta galattica. Mi sentivo troia, e mi piaceva. Mi vergogno ancora adesso di quello che dissi mentre le mie natiche toccavano le sue cosce e il suo membro era interamente dentro di me. Di come godevo mentre tradivo mio marito. Di come urlavo, mi toccavo il seno, mi masturbavo mentre lo prendevo nel culo. E di come mi lasciai venire in culo da quel giovane attore porno.
Dopo quel secondo giro tornai a casa. E qualche giorno più tardi proposi a mio marito di guardare un porno mentre scopavamo. Lui accettò entusiasta. E io scelsi, per caso, un video dove c’era lui. E venni due volte con mio marito, immaginandomi quel giovane che mi aveva reso troia
Rimasi durante le riprese, incuriosita da come funzionavano i film porno e un po’ ne rimasi delusa. Belle dotazioni, bei corpi ma si perdeva tutta la magia del sesso vero. Lui sembrava proprio saperci fare. Se le passava tutte senza problemi, con quell’asta che infilava ovunque. E mi ritrovai a fissarlo spesso. Ogni tanto anche lui mi guardava ma feci finta di nulla e distolsi lo sguardo. A fine registrazione, mi avvicinò e mi chiese se ero disposta a truccarlo anche per una produzione più indipendente e, dato che avevo bisogno di lavoro, accettai. La location era un appartamento in centro, affittato per l’occasione. Quando arrivai eravamo solo io e lui.
“Non c’è nessuno?”, chiesi
“Arriveranno. Nel frattempo vuoi portarti avanti e truccare me e ci portiamo avanti col lavoro?”
“Ok”, e lo seguii in bagno.
Lui si spogliò, con tutta la naturalezza del mondo. Iniziai dal viso ma poi mi chiese di dare maggior risalto anche alla sua tartaruga e al suo arnese. Continuai come richiesto ma il suo membro si indurì. Non al massimo ma insomma non era facile lavorare. Lo spostavo continuamente, anche se mi faceva strano toccare un pene che non era quello di mio marito. E ogni volta che lo toccavo, sentivo che si induriva sempre di più.
“Scusa, sono quattro giorni che non svuoto le palle”, disse
“Ti sei trattenuto per questa produzione? Professionale..”
“Mi sono trattenuto per te”
“Scusa??”
“Beh, l’altra volta mi sei apparsa come una gran figa e mi sembravi interessata, così ho detto: perché non provarci?”
“Sono una truccatrice, mica una puttana!”
“Infatti mica ti pago. Voglio solo passare una notte di sesso con te”, disse facendo ondeggiare il suo membro.
Rimasi un attimo a guardarlo, poi mi alzai indignata.
“Che schifo, maledetto pervertito che non sei altro”
Mi girai e me ne andai verso l’ingresso ma lui mi precedette e si fermò davanti alla porta, sventolandomi il suo membro ciondolante. Mi mise le mani sui fianchi e mentre cercavo di spingergliele via, mi baciò. Cercai di allontanare quel giovane impertinente dal bell’aspetto e dalla dotazione clamorosa ma la sua lingua si insinuò tra le mie labbra e le forze per allontanarlo mi abbandonarono.
Lui non perse tempo e mi slacciò i pantaloni e in pochi istanti, non so come, mi ritrovai sdraiata sul letto, senza jeans e con le sue mani sotto la mia maglietta a palparmi il seno mentre il suo membro spingeva tra le mie gambe
“Fermo..cosa stai combinando? Sono sposata..”
“Tante lo sono”, rispose sollevando la maglietta e sfilandomela mentre mi leccava il collo
“No no fermo..che combini?”
“Niente, tu rilassati e goditi il momento”, disse lui scendendo con la lingua fino al seno scoperto dal reggiseno e poi continuando la discesa.
“NO!”, gridai cercando di allontanarlo
Ma lui era già arrivato tra le mi gambe. Spostò velocemente le mutandine e iniziò subito a leccarmi, velocemente, senza alcun indugio. Nonostante la giovane età, sapeva bene come leccarla e le mie mani, che prima cercavano di spingere via la sua testa, la afferrarono e la tennero a lungo tra le mie cosce, mentre lui iniziava a masturbarmi anche con due o tre dita.
Poi si alzò.
“Ne hai mai provato uno così?”, mi chiese facendo scorrere la cappella all’ingresso della mia figa
“No”, dissi semplicemente ansimando
“Vorresti prenderlo?”
Esitai.
“Vorresti prendere questo cazzone tra le gambe?”, ripetè appoggiandolo alla mia vagina bagnata dalla sua saliva
Feci cenno di sì con la testa
“Non mi basta. Lo vuoi o no? Dillo ad alta voce”, disse togliendomi il reggiseno
“Sì”, dissi a bassa voce
“Più forte”
“Sì!”
“Più forte!”
“Sì lo voglio tutto cazzoooo”
E lui affondò.
Sentii la cappella farsi strada dentro di me. Quell’enorme fungo entrava, centimetro dopo centimetro, senza trovare alcuna resistenza. Lui stava ancora lì in ginocchio, penetrandomi con lentezza mentre io ansimavo e guardavo la penetrazione come se fossi quasi una persona estranea a questa scena. Poi lui si fermò.
“Sono a metà. Vuoi che continuo?”
Feci cenno di sì.
“Supplicami allora”
Scossi la testa.
Lui lo tolse e lo appoggiò sul mio ventre.
“Qui è dove arriverei se lo infilassi tutto. Adesso supplicami”
Guardai dove stava la cappella e restai a bocca aperta. Tuttavia non volevo supplicarlo e mi resi conto che potevo riuscire ad evitare di tradire mio marito. Così mi spostai all’improvviso, mi alzai e presi i vestiti andando verso la porta. Lui non mi fermò.
“Torno a casa”
“Alla prossima”, disse semplicemente.
Uscì dalla stanza ancora nuda e mi rivestii velocemente. Scioccata, tornai a casa e la sera scopai con mio marito. Mio marito non era messo male, ma non aveva quella dotazione. Nel buio della stanza pensai a quel giovane, a quel corpo e a quel..quel cazzo enorme. Raggiunsi un orgasmo intensissimo, che non mi capitava da tempo.
Circa un paio di settimane dopo, ricevetti un’altra telefonata da quella stessa produzione, e avendo bisogno di soldi, dovetti accettare. Speravo di non trovarlo e non lo vidi tra gli attori. Ma era comunque lì, faceva il regista. A fine giornata, restammo da soli sul set, una villa affittata per l’occasione.
“Scommetto che una volta tornata a casa, hai scopato tuo marito e raggiunto un orgasmo pazzesco, vero?”
“Non sono affari tuoi”
“In effetti no, ma potresti raggiungerne uno migliore qui, in questo momento”
“Non mi interessa, voglio solo i miei soldi”
“Supplicami”
“Non supplico certo un ragazzino con la metà dei miei anni per essere pagata del mio lavoro”
“I soldi sono lì sul letto, dove hanno già scopato quattro uomini e tre donne”
Andai a prendere i soldi e non appena li afferrai lui si mise dietro di me, mani sui fianchi.
“Va bene, non ti chiedo di supplicarmi”
“Lasciami”
Lui mi appoggiò il membro sul culo, e lo sentii distintamente nonostante i jeans. Rimasi immobile. Lui mi slacciò i jeans e li abbassò fino ai piedi, e appoggiò il suo membro sulle mie mutandine.
“Ti ricordi dove arriva vero?”, disse appoggiando una mano sul mio ventre
Annuì.
Mi sfilò la maglietta e da dietro mi slacciò il reggiseno.
“Fermo…sono sposata”
“Lo eri anche l’altra volta, con metà cazzo nella figa”
Mi girai con l’intenzione di fermarlo ma lui mi baciò, afferrandomi per il culo. Cercai di respingerlo ma non riuscii. O meglio. Stavolta non volli. Avevo ripensato spesso all’incontro precedente e non nego che avrei voluto scoparmelo. Lui si accorse che ormai ero sua e mi sfilò le mutandine, poi mi spinse sul letto e si spogliò davanti a me, facendomelo roteare davanti
“Quante volte si può dire no ad un cazzo così?”, mi chiese avvicinandomelo alla bocca.
Quella cappella a fungo era enorme. Stavo per aprire la bocca ma mi spaventai e scappai sul letto. lui mi inseguì, mi fermò, mi fece sdraiare e si mise nuovamente a leccarmi la figa, con decisione, durezza, fermezza. Io mugugnavo qualche no ma non riuscivo a impedirgli di fare quello che voleva.
Poi si alzò, prese il suo pistolone e lo appoggiò alla mia figa e iniziò a penetrarmi senza dire nulla.
“Mmmnnooo”, dissi
Ma lui era già dentro con almeno tutta la cappella e non accennava a fermarsi
“Non dirlo a mio marito”
“Supplicami”
Avevo più di metà del suo cazzo dentro e aveva già superato la dotazione di mio marito.
“Ti prego..non dirlo..a mio marito”
“Continua a supplicarmi”, disse entrando ancora di più.
“Oh cazzo…diooo..scopami..ma non dirlo a mio marito…scopami e fammi godere ti supplicoo”
E lui entrò con tutto il suo largo, duro e giovane membro. Mi sembrava impossibile tutto quello che stava accadendo. Per dove arrivò con la cappella. Per come riuscivo ad accoglierlo. Per come restavo a bocca aperta senza gemere. Per come un giovane attore porno come lui potesse desiderare una 45enne come me. Ma era tutto vero. Lui era affondato fino alle palle nella mia vagina aperta, slabbrata da quelle dimensioni.
Lui non smise un attimo di fottermi. Mi sentii rivoltata come un calzino, fisicamente e mentalmente. Le sue palle sbattevano ripetutamente contro di me, ancora e ancora. Lui mi dominava. Mi teneva ferme le braccia, mi sputava sul seno, mi slinguava a suo piacimento e si ritraeva quando provavo a baciarlo io
Poi all’improvviso smise.
Lo tolse dalla mia figa e mi disse:
“Adesso fammi vedere come una troia sposata di 45 anni succhia un cazzo vero”
Mi misi a pecora e gli presi in bocca il pisello. Senza indugi. Senza pensare a mio marito. E succhiai come non avevo mai succhiato prima. Lui si divertiva a darmi della troia, e in effetti era quello che ero in quel momento. ma io ciucciavo senza sosta, faticando a tenere in bocca quella cappella rigonfia e parte della sua asta. Cercavo di accontentarlo, anche se non ero mai stata brava nei pompini. Eppure gli restava duro. Sembrava fatto di acciaio. E dopo una lunga slinguata con la sua cappella, lui si spostò, si mise dietro di me e mi montò a pecora. Non so da quanti anni non lo prendevo in quella posizione, ma lasciai che mi sbattesse ripetutamente a 90. Arrivai vicina all’orgasmo ma lui si arrestò in tempo. Voleva farmi godere alle sue condizioni.
Si sdraiò e mi disse:
“Salta su e raggiungi l’orgasmo da sola, così poi posso aprirti come non sei mai stata aperta in vita tua”
Io mi sedetti sul suo palo senza esitazione. Volevo quell’orgasmo.
“Sei uno stronzo…”
“Dai, cavalcami e fammi godere. Mi sembra il minimo per il mio uccello col quale stai cornificando tuo marito”
Mi sdraiai su di lui e lo baciai.
“Zitto, non nominare mio marito”
“Perché? tanto ormai non te ne vai a casa. Tu stai qui in questa casa con me a farti aprire bocca, figa e culo per tutta la notte”, rispose afferrandomi le natiche e piantandomi un dito in culo.
Gemetti.
“Uno non basta..ne voglio almeno due di dita in culo, altrimenti non potrò mai essere inculata come quelle puttane che ti scopi ogni volta che fai un film, senza considerare noi donne vogliose e insoddisfatte sessualmente!”
Stavo perdendo il controllo
“Allora la prossima volta ti chiamo per metterti tra me e un collega. Invece che truccarci, starai qui a farti filmare mentre godi con due giovani e ammetti durante una doppia penetrazione che tuo marito è un misero cornuto e che noi siamo due stalloni!”
“Sì..sì..lo voglio..ne voglio tanti di cazzi come il tuo ma ora….ahh..fermo…godoooo….porca puttana che cazzo di uccello devastante che haiiiiiii….ahhhh….”
Ero vicinissima quando lui diede l’ultimo colpo, infilandomelo dentro fino alle palle.
E urlai, rabbrividii, mi sciolsi come burro e mi sdraiai su di lui come completamente prima di forza.
“Già concluso?”, fece lui
“Cazzo…”, risposi ansimando
“E adesso?”
Lo baciai.
“E adesso puoi farmi quello che vuoi con quel missile tra le gambe…”
Lui non perse tempo. Mi rovesciò, si mise sopra di me alla missionaria e mi fece tornare indietro di 10 anni, scopandomi per un tempo infinito, dominandomi, baciandomi e infilandomi dita nel culo.
Fu una missionaria devastante. Io ero praticamente inerme a qualunque cosa mi facesse, lasciavo che mi usasse a suo piacimento e dopo quasi dieci minuti riebbi un picco di energia. Mi aggrappai a lui con braccia e gambe.
Lui ne fu sorpreso
“Cosa fai?”
“Zitto e continua a sbattermi”
“Ma che cazzo..”
“Zitto e fottimi e quando sei pronto a sborrare mettimi una mano intorno al collo, stringi e sbattimi sul letto e sborrami in bocca. io sarò lì a bocca aperta come la più troia delle pornostar”
E lui lo fece. Mi piantò ogni centimetro nella figa, sbattendomi in maniera dura e selvaggia, fino a che non fu pronto. Tolse il cazzo dalla mia figa, mi afferrò il collo e piazzò la sua cappella a pochi centimetri dalla mia faccia. E con un veloce tocco di mano, prima che me ne accorgessi, la sua sborra aveva iniziato a scorrere lungo la sua asta. Non era uno schizzatore. Ma aprì la bocca per leccargli l’asta mentre il suo sperma colava e iniziai ad assaporare quella giovane, densa crema. Poi lui, lasciandomi il collo, riprese in mano il suo cazzo e si segò nuovamente. Mi puntò la cappella alle labbra, io misi la lingua sotto e attesi. In pochi secondi, numerosi goccioloni di sperma scesero sulla mia lingua e scivolarono nella mia bocca. era calda, densa. E abbondante. Non sembrava finire mai, nemmeno quando la mia bocca era completamente piena, e infatti mi tirai su per non farla scivolare ma lui mi afferrò la nuca e mi infilò l’asta in bocca, cogliendomi completamente di sorpresa e facendomi andare buona parte dello sperma che avevo in gola. inghiottì, tutto.
Ci sdraiammo sul letto, stanchi e, almeno io, stordita. Mi riposai e senza accorgermene mi addormentai per penso un’oretta. Quando aprii gli occhi e guardai l’ora capii che dovevo tornare a casa da mio marito. Lui era ancora lì, sveglio anche lui. E mi guardava
“Che vuoi fare?”, mi chiese
“Torno a casa..”
“Da tuo marito?”
“Sì”
“Sicura?”, disse baciandomi.
Scossi la testa.
Lui mi afferrò il culo e mi mise a cavalcioni sopra di lui
Io lo lasciai fare e continuai a limonare. E sentii ancora tutto il suo armamentario.
Limonammo a lungo, cominciavo a bagnarmi e lui si gonfiava sempre di più. Le sue mani mi afferravano il fondoschiena, lo palpavano, lo strizzavano
“Che bel culo, altro che le ragazzine di adesso”
“Se, come no”
“Ma certo, altrimenti credi che lo avrei così duro?”, disse spingendomi contro il suo membro.
“Sì, perché sei un porco”
“No..ce l’ho duro perché so che tra pochi minuti mi chiederai di entrare nel tuo culo e scoparti per ore”
E così dicendo lo tirò fuori e lo appoggiò tra le mie natiche, cappellone esattamente al centro.
Mi alzai all'improvviso.
“Dai, non fare la fintona. So che non vedi l’ora di farti sbattere il culo da questo uccello”
“Stronzo..fammi almeno fare una pompa”, risposi sorridendo.
Mi girai e mi misi a 69. Lui ebbe pieno accesso con la lingua e con le dita ad entrambi i miei buchi e io potei succhiare ancora quel membro rigonfio e insalivarlo a dovere. Perché sì, volevo farmi inculare
Quando sentii che era il momento, mi rimisi a cavalcioni su di lui
“Ti supplico, piantamelo in culo fino alle palle e fammi godere come quelle troie che ti scopi, perché ho bisogno di essere inculata da un cazzo enorme, di nascosto da mio marito”
“Lo sapevo che eri una troia”
“Certo che lo sono, credi che possa restare insensibile ad un cazzo come il tuo? Ora fai il tuo dovere e inculami che voglio urlare dal piacere”
Così dicendo, scivolai e mi feci aprire il culo dalla sua cappella. E poi da tutto il resto del cazzo. Il lavoro preparatorio aveva funzionato da dio e per lungo tempo mi feci scopare il culo da quel ragazzo, ignorando le telefonate di mio marito. Lo presi solo in culo, ma fu una monta galattica. Mi sentivo troia, e mi piaceva. Mi vergogno ancora adesso di quello che dissi mentre le mie natiche toccavano le sue cosce e il suo membro era interamente dentro di me. Di come godevo mentre tradivo mio marito. Di come urlavo, mi toccavo il seno, mi masturbavo mentre lo prendevo nel culo. E di come mi lasciai venire in culo da quel giovane attore porno.
Dopo quel secondo giro tornai a casa. E qualche giorno più tardi proposi a mio marito di guardare un porno mentre scopavamo. Lui accettò entusiasta. E io scelsi, per caso, un video dove c’era lui. E venni due volte con mio marito, immaginandomi quel giovane che mi aveva reso troia
6ヶ月前