185 - Francesca a casa di Alberto
Appena rientrata a casa Francesca ha raccontato tutto a Lucrezia per avere un parere.
“Che debbo dirti! Sembri ben avviata, cara mia! Cioè, voglio dire che te li stai facendo tutti e che presto spero tu abbia delle buone e belle sorprese”
“Cioè? Dimmi cosa dovrei aspettarmi?”
“Intendo dire che ti sei fatta già due amanti che non sono persone da poco. Loro sono persone importanti che possono far salire i tuoi conti economici. Ciò che non mi spiego è che Alberto è sposato e ha dei figli. Forse tu sai se si è separato?”
Francesca precisa “Non lo so. Anche io so che ha moglie ma a me non me ne frega niente. Mi piace e quindi me lo faccio appena possibile. Poi lui ha anche Anna che penso non sia l’amante da due giorni” ed il discorso finisce lì.
Passati due mesi, finalmente Alberto invita Francesca a cena a casa sua.
“Ho saputo che si è separato e che ha chiesto il divorzio. Mi ha invitata a cena ma so che poi mi vorrà scopare. Deve essere a secco di chiavate e il sesso sarà la conclusione. Da come mi ha parlato sarà una serata davvero speciale visto che ogni volta che mi vede mi mangia con gli occhi. Debbo confessarti che è un ragazzo molto bello, alto, muscoloso, capelli neri, occhi scuri, indossa anche un minuscolo orecchino che trovo molto sensuale e penso che a letto sia una forza”
Così Francesca comunica a Lucrezia l’uscita con Alberto.
Chiuso il discorso con una smorfia dubbiosa di Lucrezia, Francesca è andata in camera e le è venuto in mente il primo dilemma.
“Vediamo, cosa mi metto? Mi sa che metterò qualcosa di molto sexy.”Lei sceglie reggiseno di pizzo nero e perizoma abbinato, calze autoreggenti sostenute da reggicalze facente parte della parure, maglietta di pizzo in micro rete ricamata quasi trasparente, minigonna poco sopra la mezza coscia e tacchi alti.
“Così dovrei riuscire a fare colpo! Anzi no! Mi sa che per essere sensuale mi metto una guepiere nera trasparente con tessuto decorato da un delicato motivo floreale che mi donerà un tocco romantico. La profonda scollatura sul seno e le stringhe sul retro mi daranno una buona carica erotica che dovrebbe arraparlo. Mi starà bene anche il perizoma coordinato”
Quei capi lei li indossa ma vuole provare sul suo corpo anche una guepiere nera in soffice pizzo lavorato con aperture frontali e chiusure metalliche argentate con strass incastonati munita di quattro stringhe, che servono come reggicalze regolabili, e tanga in coordinato. Anche le calze le sceglie coordinate.
L’irresistibile guepiere è in morbida micro rete con inserti in pizzo color nero/blu zaffiro ed apertura sulla schiena, ha le coppe munite di ferretto con piccolo fiocchetto al centro, bretelle, chiusura posteriore e stringhe regolabili in modo che la vestibilità sia perfetta. Per la fighetta micro perizoma coordinato.
Per ogni abbigliamento Francesca sfila davanti allo specchio valutandosi ed alla fine tiene indosso gli ultimi capi indossati.
Quanto al trucco se lo fa leggero, tranne la bocca che dipinge con rossetto rosso fuoco che evidenzia bene le sue labbra carnose, scioglie i capelli lunghi che lascia cadere sulle spalle e ne porta una parte sul davanti per coprire la mammella destra.
Messa così lei si reputa sexy e si agghinda per esserlo maggiormente.
Durante i preparativi vedendo il suo corpo snello e flessuoso allo specchio ed il pensiero delle mani di Alberto sul suo corpo, della sua bocca che lecca ogni centimetro, l’ha già eccitata tantissimo ed le viene un’incredibile voglia di sesso.
Non resistendo va a toccarsi in mezzo alle gambe ma ha voglia di qualcosa di grande dentro ed allora entra nella fighetta con quasi tutta la mano ma non le basta. Vado in cucina e prende uno dei cetrioli che ha comprato Lucrezia per l’insalata, lo lava e lo lubrifica con una noce di burro.
Torno in camera eccitata ed ha la fighetta bagnatissima. Fermatasi davanti allo specchio, Francesca allarga le gambe e le solleva appena in modo che il sedere rotondo e sodo sia visibile di riflesso, scosta un po’ le mutandine e comincia titillarsi la figa con quel bel cetriolo che somiglia ad un fresco cazzo che le ristora la fighetta.
I brividi non tardano a percorrere il corpo.
Quel cetriolo se lo infila tutto dentro, lo fa andare dentro e fuori, prima lentamente e poi più veloce.
Nell’aria si sente il primo “Aahhhh” e lei si sente morire dal piacere.
“Sto per venire, è fantastico!”
Lei vorrebbe continuare a sgrillettarsi ed a sditalinarsi nonché chiavarsi con il cetriolo ma la sveglia attrae il suo sguardo e la realtà è che è in ritardo.
Per cercare di essere puntuale, Francesca si ritocca un po’ il trucco e le viene l’idea di mettersi un dito in mezzo alle gambe e tirare fuori un po’ dei suoi succhi vaginali che annusa e se li sparge sul collo come profumo pensando “Così mi sa che lui mi salta addosso appena mi vede”
È chiaro che dovrà correre con piacere quel rischio.
Francesca si guarda più di una volta e alla fine si trova perfetta per l’appuntamento.
Esce di casa e si avvia a piedi verso quella di Alberto. I passanti per strada la guardano e capisce che lei è qualcosa che li attrae ed le fa molto piacere avere molti occhi puntati addosso che la desiderano e che la vogliono. A lei piace essere bella, sensuale, desiderabile … ed anche scopabile nel sogno!
Francesca suona il campanello di casa di Alberto ed è lui che le apre la porta dopo qualche secondo.
Lui è bello da schianto. Indossa jeans, maglietta nera aderente senza maniche che mette in risalto i suoi muscoli, capelli ordinatissimi freschi di taglio.
Lui la guarda, le fa i complimenti e le dà due baci sulla guancia come saluto proprio lì dove ho messo il suo profumo personale di figa. Alberto deve aver sentito l’odore della fighetta che si è messa addosso ed allo stesso tempo Francesca vede il cazzo indurirsi dentro i pantaloni.
Lui le offre un bicchiere di spumante e fanno un brindisi. Nel soggiorno c‘è musica, si accomodano sul divano e chiacchierano un po’.
Alberto la osserva ed è attratto dalle gambe inguainate dalle calze velate, poi lo sguardo va al seno che si intravede sotto la maglietta trasparente ed infine fissa la bocca rossa che a lui appare sensuale.
Francesca legge nei suoi occhi quello che le vorrebbe fare ed è quello che vorrebbe anche lei, quindi hanno un desiderio comune.
Alberto si avvicina alla bocca di Francesca continuando a fissarla, la annusa ed in quel momento lei capisce che è il suo odore che lo fa impazzire.
Lui ka bacia e le lecca le labbra, il collo, le mette una mano sulla gamba e la accarezza salendo sempre più su e solleva la gonna scoprendo la fighetta coperta a mala pena dal piccolissimo perizoma di pizzo.
Quel gioco di seduzione , oltre a far impazzire lui, lo causa anche a lei. Francesca sente le dita del giovane avvocato che spostano il triangolino davanti alla vagina ed entrano nella fighetta e poi vanno a scoprire la sensibilità dello sfintere.
I baci sono ininterrotti e le mani risalgono a denudare le tette scoprendole del tutto per prenderle tra le mani.
Francesca è già bagnata ma ora è bagnatissima ed eccitatissima.
Vuole sentirlo tutto dentro di sé, vuole che la faccia morire di piacere.
Alberto la vede perduta nella lussuria e continua a toccarla dappertutto senza staccare le labbra dalla bocca e dal collo, la spoglia e la denuda completamente.
Lui è ancora vestito e la prende in braccio. Francesca sente i muscoli sul suo corpo mentre la porta nella sua camera e la distende delicatamente sul letto continuando a baciarla ed a toccarla.
La mano entra ed esce da Francesca facendola impazzire di goduria.
Durante quei giochi preparatori all’accoppiamento, Francesca sente la lingua di Alberto che dal collo scende per prendere in bocca i capezzoli è morderli, poi scende sulla pancia ed arriva alla fighetta che profuma di sesso ed è aperta in attesa del cazzo.
Alberto la lecca tutta, la penetra con la lingua e le bacia il clito.
Questi gesti mandano Francesca fuori di testa.
A lui non basta perché mi vuole leccare e baciare tutta ed allora scende ancora e la lecca le gambe fino ai piedi leccando fra le dita. Fa quel percorso sia andando verso i piedi sia a ritroso. Risalendo si ferma ancora a leccarle la figa, le tette, il collo e ritorna alla bocca. La gira a pancia in giù e ricomincia a baciarla ed a leccarle la schiena, il sedere, e ancora la figa.
Poi si ferma un attimo per spogliarsi continuando a guardarla ed a desiderarla più che mai.
Quando si ridedica a lei, lui è completamente nudo.
Lo sguardo di Francesca già libidinoso lo diventa ancora di più nel vederlo davanti ad un corpo splendido ed un cazzo meraviglioso, grande, durissimo come già lei ben sa.
Francesca si avvicina a lui, prende il cazzo tra le mani e lui la guarda eccitatissimo. Francesca si avvicina con la bocca per leccarlo, baciarlo ed infine lo prende in bocca quasi tutto poiché le piace molto il suo cazzo e il lavoro di bocca lo sta facendo impazzire. A lei piace vederlo molto eccitato perché la fa colare come se si stesse toccando.
Francesca continua a leccarlo ed a prenderlo in bocca fino alla gola, gli passa la lingua tutt’attorno, lo prendo ancora in mano, se lo passa tra le tette, lo riprende in bocca e poi si ferma non volendo che goda in quel momento, deve godere dentro di lei, vuole sentire come le sborra dentro. Per faro, si rimette sul letto a pancia in giù e lui si mette su di lei penetrandola da dietro.
Appena Alberto le mette il cazzo dentro, Francesca si sente al settimo cielo per il piacere provato, lui va dentro e fuori con il cazzo durissimo. Dopo qualche secondo a Francesca le gira testa, ha brividi in tutto il corpo, sente il respiro di Alberto sempre più forte su di sé e godono tantissimo tutti e due.
Francesca non sa se lui sia venuto insieme a lei ma sente la sborra che la riempie.
È fantastico per lei ma non le basta, lo vuole ancora e anche lui che non estrae il cazzo dalla figa e lei sente che ce l’ha ancora duro.
Francesca tira su un po’ il sedere, lui estrae il cazzo dalla figa e lo appoggia allo sfintere. Il buco è ancora un po’ stretto pur avendone preso più di uno anche lì, e per facilitarne l’ingresso lo bagna con la lingua.
Quando lo sfintere viene inizialmente allargato Francesca ha delle belle sensazioni. Il cazzo entra lentamente, piano, un po’ alla volta senza farle male e quando è tutto dentro “Aaaahhh, muoio! Mi piace da morire! Mmmmm!” e lui sentendola parlare comincia a muoversi.
Le mani di Alberto le stringono i fianchi, il suo respiro accelera e non molto dopo godono ancora tutti e due stavolta insieme ed anche in questa chiavata il corpo di Francesca trema per il piacere.
Lei non avverte bene la sborrata ma pensa che la sborra non fosse molta. Lui sta ancora un po’ dentro di lei finché il cazzo si affloscia ed allora lo tira fuori e si distende accanto a lei per cingerle la vita con un braccio e si guardano a lungo negli occhi. Non c’è bisogno di parole.
Quando passa l’effetto, Alberto le chiede se ha controllato il conto in banca e se lo stipendio fosse corretto.
Francesca non ha controllato e lui le fa sapere che la cifra è consistente per le prestazioni speciali che lei aveva dato allo studio legale in cui lavora.
Francesca va via dalla casa del suo amante l’indomani mattina per andare a lavorare con lo stesso abbigliamento della notte precedente.
Dagli sguardi delle persone sui marciapiedi Francesca capisce che sembra una troia e di ciò se ne compiace deducendone che i maschi l’avrebbero voluta montare, le femmine avrebbero voluto essere come lei ed anche così sfrontate.
Nei giorni successivi la confidenza dei due anche sul lavoro aumenta e l’atteggiamento reciproco cambia. Inoltre circa due settimane dopo Alberto convince Francesca ad andare a casa sua ed a rimanere lì per il fine settimana. È una prova di convivenza che si protrarrà per circa tre mesi fintanto che un sabato mattina c’è un punto di svolta nella loro storia.
Quella mattina Francesca fa fatica a mantenere l’equilibrio sulle scale a forbice per sistemare alcune cose nell’armadio della loro camera da letto. Lei ha appena passato più di tre a stirare, considera quello un lavoro noioso che però, in un certo senso, le dà una sensazione piacevole. Quello, di solito, è compito dell’ormai suo compagno Alberto avendo stabilito di comune accordo che le faccende domestiche fossero divise in modo equo, ma quella settimana, anche se a casa, lui è impegnato con un lavoro urgente da consegnare ad un cliente danaroso dello studio legale ed è concentrato sul lavoro nella stanza adibita a studio.
Francesca sistema gli asciugamani nell’armadio e appende le camicie di Alberto. Il profumo del bucato fresco le dà una bella sensazione e si sorprende felice. Lei mette due suoi reggiseni ed i numerosi perizomi, a lei tanto cari, nel cassetto della biancheria, poi apre quello di Alberto e deve spingere un po’ per far entrare i boxer. In quel momento la mano urta qualcosa di duro che la incuriosisce e quando vede il motivo dell’inceppamento si chiede cosa ci fa Alberto con un oggetto del genere nascosto in quel cassetto.
Francesca va alla porta dello studio e vede Alberto di spalle e sbircia silenziosamente dalla porta. Da lì riesce a vedere che Alberto è intento a lavorare al computer.
In punta di piedi, così come era andata, ritorna in camera da letto e fruga rapidamente nell’armadio tra i boxer e i calzini del suo uomo finché non tira fuori un cilindro in plastica e metallo delle dimensioni di una lampada a batteria. Lei si sorprende non per l’oggetto, che non è non è affatto una torcia, ma si chiede di chi è e l’unica risposta la porta a pensare che sia di Alberto. Lei non è certo una novellina e quello è un sex toy. Mentre lo tiene in mano, le passano mille pensieri che le attraversarono la mente e più passano i minuti più si meraviglia perché loro due hanno sempre parlato apertamente della loro vita sessuale. Nella loro camera Francesca ha trasferito i suoi sex toys e li ha messi in un cesto. Si tratta di alcuni vibratori, un dildo, diversi lubrificanti e delle manette. A lei viene da chiedersi perché allora Alberto ha nascosto un giocattolo nell’armadio. Lei sa benissimo che il suo amante, ogni tanto, si concedeva un po’ di piacere solitario ma sa anche che se avesse affrontato l’argomento, lui si sarebbe vergognato.
A lei sono bastati pochi secondi perché si accendesse in testa un’idea birichina.
Francesca ha preso un completino sexy dal cassetto ed ha cambiato il suo scarso abbigliamento con quell’intimo dando degli sguardi alla porta dello stadio dove Alberto, ignora ciò che lei sta facendo e che cosa ha in mente.
Alberto è immerso nel lavoro. Lui l’aveva coccolata tante volte con giocattoli sessuali e lei si chiede perché non farlo con una finta vagina?
Allora detto, fatto.
A passo lento, Francesca entra nello studio dove il suo compagno lavora. Alberto ci mette un momento a notare la presenza della sua ragazza e guarda due volte per rendersi conto che indossa la lingerie più sexy che Francesca ha.
Lui non fa caso che lei ha le mani dietro all’altezza della schiena nascondendo qualcosa.
“Wow! Mi devi scusare ma devo assolutamente finire questo lavoro” ha balbettato continuando a guardare Francesca che gli sorride molto maliziosamente.
“Non si può lavorare senza mai staccare, amore!” risponde lei e da dietro porta davanti le mani sollevandole per mostrargli il masturbatore con fare malizioso e con le dita scorre con delicatezza lungo il cilindro. In pochi secondi sul collo di Alberto appaiono delle chiazze rosse segno di imbarazzo ed anche vergogna, proprio come qualcuno colto sul fatto.
“Posso spiegare. Io…” ha cercato di giustificarsi Alberto molto imbarazzato, ma Francesca gli ha posato un dito sulle labbra per zittirlo poiché ritiene che ci sia bisogno di vergognarsi. Infatti lei pensa che se lui la fa godere con i suoi vibratori preferiti, lei vuole ricambiare ed è quello il momento.
Quando Francesca ha un’idea in testa, nulla può fermarla, soprattutto se si tratta di sesso.
Con un gesto deciso, lei fa ruotare la sedia dov’è seduto il suo uomo e si inginocchia tra le sue gambe.
Mentre slaccia gli slaccia la cintura e la zip, non smette mai di guardarlo negli occhi, una scintilla nel suo sguardo le fa mordere il labbro.
A quel punto per lui, improvvisamente, la scadenza del lavoro non conta più.
Lei lo fa eccitare con facilità solo con le mani poiché ormai i due si conoscono bene e lei sa esattamente dove toccarlo per farlo godere. Con lunghe leccate inumidisce il cazzo già rigido ed a lui piace che lei lo prenda tutto in bocca ma Francesca ha altri piani essendo esperta dell’uso di giocattoli sessuali anche se lui lo ignora.
Lei osservò brevemente il masturbatore in plastica e capisce che farlo funzionare è molto semplice. Con naturalezza, come se lo avesse sempre fatto, fa scivolare quell’attrezzo sul cazzo duro. Alberto reclina la testa all’indietro e gode visibilmente per la sensazione di avere il cazzo all’interno morbido e strutturato come una vera figa. Con le sue mani stringe i braccioli della sedia, le nocche diventano bianche per lo sforzo, mentre Francesca muove il sex toy su e giù, lentamente, e capisce perché Alberto si eccitava così tanto quando le regalava il piacere con un vibratore o un dildo.
Vedere quel giovane uomo perdersi nel piacere è incredibilmente eccitante.
Francesca stringe le cosce cercando di calmare l’eccitazione crescente ma è inutile, è una battaglia perduta. Infatti, con un gesto deciso, ruota la sedia su cui è seduto Alberto, e si inginocchia tra le sue gambe.
Con stupore e desiderio, Francesca lo osserva mentre il ‘suo avvocato’ si avvicina rapidamente all’orgasmo. Lei non desidera altro.
Dopo le tante volte che lui l’aveva fatta godere con un giocattolo, ora toccava a lei e senza esitazioni, senza freni, ha accelerato i movimenti finché Alberto viene dentro quel masturbatore a tubo che tiene in mano.
Francesca guarda estasiata la sborrata e poi si solleva a baciarlo sulle labbra.
“Finisci il tuo lavoro, tesoro! Questo giocattolo lo pulirò per bene e poi lo metterò insieme agli altri nel nostro cestino perché, sappi fin d’ora che useremo questo giocattolo, o questi giocattoli, molto di più!” promette Francesca la quale aggiunge “Caro il mio avvocato, la chiave per godere al massimo dei sex toys è la sperimentazione. Non aver paura di provare cose nuove e di dirmi apertamente ciò che ti piace e cosa no e, come sempre, assicurati di utilizzare con me i sex toys in modo sicuro. Quando si tratta di fare sesso usando sex toys, soprattutto quelli per le coppie, ci sono alcune considerazioni importanti da tenere a mente ed includono la scelta del sex toy e l’uso sicuro e consapevole. Poiché abbiamo già fatto sesso anche con Anna, sono sicura che te la scoperai ancora e ciò non mi disturba affatto. Però voglio dirti che puoi usare altri sex toys con lei e non i miei perché la scelta del sex toy adatto può variare notevolmente da coppia a coppia. Alcuni possono preferire i vibratori per coppie, mentre ad altri piace usare anelli vibranti o giocattoli che stimolano il punto G.
In ogni caso, la comunicazione aperta e onesta è una garanzia che entrambi vi sentiate a proprio agio e soddisfatti della scelta del sex toy”
La discussione fra Francesca ed Alberto va avanti per qualche minuto e poi lui riprende il lavoro. Lei, invece, va sul letto ed usa un vibratore per aiutarsi nel favoloso ditalino che la porta ad un orgasmo che la stordisce e la fa sognare.
Quella sera Alberto è rientrato prima e conviveva con Francesca da alcuni mesi dopo che le loro strade si sono incontrate in ambito lavorativo. Lui avvocato, lei receptionist dello studio legale dove lui è uno dei soci.
Dopo aver chiuso la porta di casa, Alberto è entrato a passi veloci precipitandosi in cucina senza dire una parola. Si è avvicinato a lei lentamente, da dietro e Francesca ha finto di non accorgersene. Poi di colpo lui le ha palpato il sedere, con forza, mentre lei finisce di sciacquare l’insalata ed ha sussultato.
Francesca non si è ancora abituata a quel suo nuovo rituale che consiste nel palpeggiamento del suo sedere ogni sera appena lui entra in casa come a sottolinearne il possesso ritenendo essere la parte più bella del corpo della ragazza e lei apprezza questa cosa anche se i modi non sempre erano dei più delicati perché lui, con modo non sempre da avvocato uomo di legge, ha sempre pensato che fosse il suo modo di salutarla ed ogni volta la coglieva di sorpresa,.
lui affondano energicamente le dita come artigli nelle natiche di Francesca. Lei sente il suo respiro sul collo e capisce che è già eccitato.
Una sera con Alberto era vanno a cena e poi finiscono a letto trovando ancora una volta un’affinità inaspettata; a lui piace condurre il gioco e dominare, a lei piaceva essere comandata e guidata al piacere.
Quella pratica è da variante momentanea è diventata il loro modo di amarsi sostituendo via via il posto delle coccole e della dolcezza.
I due ora sono in cucina e Alberto con una mano scioglie il nodo del grembiule, lei trema perché sa cosa l’aspetta.
“Sei splendida!” le sussurra all’orecchio e lei arrossisce mentre le mani di lui si insinuano sotto le braccia di lei.
“Ti voglio” sibila accarezzandole le tette che di colpo stringe.
“Adesso!” aggiunge perentorio.
Francesca sospira e inizia la sua eccitazione. A lei piace eccitarlo resistendo, facendosi desiderare, facendo la scontrosa, fare quella che non vuole farsi sottomettere, resistere il più possibile, e poi lasciarsi andare e fargli fare tutto ciò che desidera.
“Ora non posso, amore mio, devo preparare la cena!” replica lei timidamente.
“Non hai capito: ho detto che ho voglia di te, in questo momento!” insiste Alberto “Vuoi farmi perdere altro tempo a discutere?” aggiunse infilandole una mano tra le gambe.
Francesca deglutisce.
“Dai, su! Ho i fornelli da tenere sott’occhio!” sospira cercando di non farsi prendere dall’eccitazione cercando di sembrare riluttante.
La mano dell’avvocato sale tra le cosce e raggiunge lentamente l’inguine facendo tremare Francesca al pensiero di quel che sta per accadere.
“Tu continua a cucinare!” mormora lui accarezzandole l’interno coscia “Al resto ci penso io” – aggiunge con un sorrisetto.
A lei le salta il cuore in gola e replica ”No, aspetta, dai!” sussurra cercando di allontanare le mani da sotto la gonna “Adesso non mi va!” dice in tono calmo ma deciso.
“E con questo?” replica lui “Non mi sembra d’aver chiesto il tuo consenso!”
Man mano che il loro rapporto si consolidava mai gli è importato della disponibilità di lei e soddisfarne i piaceri, è stato sempre lui a godere, magari più volte, e poi regalarle come “premio” un orgasmo. Nonostante la secondarietà la cosa mi piaceva e mi eccitava in modo incredibile.
Lì in cucina solleva la gonna di Francesca continuando a frugarla tra le gambe con l’altra mano.
Lei si blocca come paralizzata e con una mano allontana la sua dal suo corpo.
“Spogliati!” ordina Alberto a bassa voce.
Francesca chiude il rubinetto ed anche gli occhi, lei sente soltanto il rumore della cerniera dei suoi jeans ed esclama, con voce mista tra l’impaurito e l’eccitato “Ti prego, no!”
Francesca è incapace di ribellarsi poiché è sciolta tra le mani di quell’avvocato giovane e bello.
Alberto le sfiora il pube solleticandolo attraverso gli slip. Lei avvampa e non sa resistergli ma non vuole cedere. si aggrappai ai bordi del lavandino resi scivolosi dall’acqua, poi sente le sue dita insinuarsi lentamente sotto le mutandine.
“Fermati, per favore! Dai, ti prego!” sussurra Francesca rossa in volto ma lui non vuole sentire ragioni, sa che è solo un modo per farlo arrapare maggiormente.
Francesca cerca di concentrarsi su ciò che stava facendo prima dell’arrivo di Alberto e non vuole dargli la soddisfazione di arrendersi alle sue avances fingendo di occuparsi dell’insalata prendendo un coltello per tagliarla. Lui se ne accorge e le blocca il polso con una forte stretta.
“Cosa hai intenzione di fare?” borbotta scambiandolo per un gesto di rivolta.
Francesca trattiene il respiro.
“Sai che ti potresti ferire giocando con queste cose, vero?” la rimprovera come fosse una ingenua dispettosa.
“Non stringere così, mi fa male!” supplica lei.
“Non mi piacciono le ribellioni! Dovresti saperlo!” dice Alberto facendosi serio prendendo con una sua mano il coltello ancora umido.
“Volevo solo finire di preparare la cena” mormora Francesca.
Zitta!” ribatte lui seccato “Non cercare scuse!” e la afferra per i capelli. ”
“E adesso vediamo se hai imparato la lezione” le dice abbassandosi i pantaloni.
Francesca sa di non avere scelta ma ha intenzione di rendergli la vita difficile e si divincola cercando di ricomporsi e si abbassa istintivamente la gonna.
“Vuoi proprio farmi perdere la pazienza, eh?” dice lui sfilandosi la cintura.
“N-no, nooo!!” – grida Francesca quasi in lacrime.
“Guai a te se ti muovi, troietta!” ringhia Alberto avvolgendo la fibbia con il palmo della mano.
“Perdonami, ti prego! Farò tutto quello che vuoi, ma quel che hai fatto come ieri sera no!” supplica lei come terrorizzata.
“Ti risparmio quel bel trattamento che ti ha fatto tanto godere se mi dimostri che hai capito chi comanda!” sibila gettando a terra la cintura tenendo ancora con l’altra mano il coltello e si avvicina ancora di più a lei per infilare la lama sul fianco destro della gonna sotto lo spacco.
Francesca è sconvolta. Si è accorta che Alberto è da qualche settimana che diventando sempre più sadico e perverso e, incredibilmente, la cosa la eccitava sempre più.
Alberto con un gesto secco taglia un pezzo di stoffa vicino alla coscia della sua ragazza che sentendo un sonoro “STRAAAP!” squarcia la gonna e lei sussulta.
Lui mugola arrapatissimo e le straccia il vestito e gettandolo sul pavimento insieme al coltello.
Francesca trema non solo per il freddo.
“Guarda, guarda! Sei già bagnata” mormora sfiorandole gli slip.
“E questi?” domanda con aria inquisitoria. “Allora lo fai apposta?!”
Un brivido scuote Francesca temendo un brutto momento ma anche molto eccitante.
“Quante volte ti ho detto che non sopporto l’intimo che non hai comprato con me!?”
“È vero, scusami!” sussurra lei intimorita.
“Non ho avuto tempo di cambiarmi tornando dallo studio!” aggiunge “… e poi il mio perizoma preferito è in lavatrice”
Francesca sa che lui non le avrebbe creduto e che con quelle scuse correva il rischio di farlo infuriare ancora di più ma anche che non sopportava che le imponesse cosa indossare quando lui non è a casa e che l’intimo che aveva al lavoro avrebbe fatta salire la libidine a livelli altissimi cogliendola impreparata.
Lui non ha proferito parola, si è limitato a guardarla e quello sguardo è diventato più eccitante poiché abbinato agli insulti e le minacce.
Francesca in un primo momento è rimasta immobile poi si è girata dandogli le spalle, non ha il coraggio di voltarsi ma, all’improvviso ha sentito le mani del suo uomo sui fianchi.
Le dita di Alberto si sono insinuate tra l’elastico degli slip e la pelle sudata. Lei ha chiuso gli occhi non avendo via di scampo e, per la verità, non vede l’ora di continuare.
Infatti, volentieri, si abbassa le mutandine e lui sibila “Vedrai che la prossima volta non te lo dimenticherai!”
Lui è bravissimo a farla arrapare e ci riesce sempre.
La vista delle natiche nude lo fece eccitare molto e le afferra con entrambe le mani divaricandole leggermente. Francesca suda freddo mentre lui le massaggia il sedere e pensa che voglia incularla. Quella sera lei non lo vuole lì dietro nel suo buchetto posteriore.
“Lì no, ti supplico! Mi fa ancora male da ieri sera” mormora.
“Peggio per te, troietta!” sussurra lui abbassandosi i boxer.
“Te lo chiedo per favore! Abbi pietà!” lo supplica con finta voce tremula.
“Non ho voglia di discutere! Spalanca le cosce!” ordina Alberto seccato.
Francesca non ha intenzione di contraddirlo ma neanche di farsi sfondare ancora il culo come la sera precedente quando, per essersi ribellata, Aberto si era vendicato frustandola e sodomizzandola fino a farle sanguinare il culo.
Ma evidentemente la supplica e le motivazioni non sono bastate. Infatti lei sente la punta del cazzo nell’insenatura tra i glutei.
“Allora?” la incalza nervosamente.
Francesca non ha scelta ed allora abbassai la testa e divarica le gambe.
Lui sembra appagato dalla resa ma non al punto di rinunciare a godere.
“Fai piano! Ti prego!” lo implora stringendo i denti.
“Apri le chiappe e chiudi la bocca!” replica lui prendendosi il cazzo in mano.
Alberto lo faceva apposta perché sapeva che a lei piaceva essere scopata in culo.
Francesca allarga i glutei con le mani per fargli spazio e chiude gli occhi.
“E adesso godi, puttana!” dice lui a voce alta infilando dentro il cazzo non con delicatezza.
Francesca caccia un urlo straziato e pensa che il suo uomo sia anche uno sporco sadico e chissà quanto è contento di farla soffrire, di vederla umiliata come una baldracca qualunque, ed anche di saperla eccitata come una cagna in calore.
“Toh! Prendi zoccola! Lo devi sentire fino in gola!” ansima mentre lo spinge sempre più a fondo.
Lei è la sua preda indifesa, ne sente la rabbia con cui accompagna ogni colpo di reni, la sconquassa.
Francesca deve aggrapparsi con tutte le sue forze al lavello di cucina per non finire contro il muro.
Lui spinge dentro sempre più velocemente.
A lui fa male ma il dolore la eccita e sente salire in lei il piacere. Nonostante ciò qualche lacrima le cola sul viso portando via il trucco già in parte sfatto.
Alberto la pompa senza tregua e ogni suo colpo la sfonda e non solo l’ano ad essere sfondato, lei si sente tutta piena.
“Voglio sentirti godere, troia! Dai, muovi il culo!” la esorta.
Francesca cerca di resistere ma finisce per assecondarlo.
“Sìììì..cosiì! Stringi di più le chiappe, brava!” mugola afferrandola per i fianchi tirandola a se’.
Francesca lo sente fino in fondo e l’intenso piacere le fa trattenere il respiro e mancare l’aria.
“Oooh..che bello! È tutto dentro!!” esclama lui ed anche lei si è accorta che ha il cazzo completamente dentro ad occuparle il culo. Le sensazioni che Francesca prova le fan capire che quel cazzo è ben più grande di quanto lo sia in realtà. Infatti la cappella pulsa prima nello sfintere, poi nel retto ed infine nell’intestino. Lei avverte quel palo di carne che la stantuffa senza sosta, si sente sfondata completamente e fa un profondo respiro spossata da quella forza bruta.
Alberto si agita come un ossesso assaporando ogni spinta.
Francesca non sa quanto sia stato lungo quell’amplesso così particolare ma le è sembrato non finire mai. Ha ancora gli occhi lucidi quando ha sentito un caldo e lungo fiotto appiccicoso dentro.
Quella meravigliosa sensazione l’ha avuta quando Alberto con un rantolo e con un respiro profondo, improvvisamente sospeso, l’ha inondata di sperma.
È il momento in cui Francesca si sente stordita, non riesce più a capire cosa stia accadendo ne’ dove è.
Ci pensa il suo avvocato del cuore a riportarla alla realtà estraendo il cazzo e schiaffeggiando le natiche su cui si è depositato parte della sborra.
“Sei sempre più brava, tesoro mio, ogni giorno di più!” le sussurra soddisfatto in un orecchio.
Lei resta stordita dal piacere provato pur non essendo venuta. Quando si volta, vede Alberto ancora in piedi dietro di lei a sistemarsi i pantaloni ed è semi-accasciata sul lavandino cercando di riprendersi.
“Vatti a lavare, tesoro mio! Mi servi pulita, alla cena ci penso io!” ridacchia il giovane suo fidanzato, allacciandosi la cintura che le ricorda ”La serata è appena cominciata … e ricordati che ti amo”
“Anche io” risponde Francesca incredula di sé stessa.
“Che debbo dirti! Sembri ben avviata, cara mia! Cioè, voglio dire che te li stai facendo tutti e che presto spero tu abbia delle buone e belle sorprese”
“Cioè? Dimmi cosa dovrei aspettarmi?”
“Intendo dire che ti sei fatta già due amanti che non sono persone da poco. Loro sono persone importanti che possono far salire i tuoi conti economici. Ciò che non mi spiego è che Alberto è sposato e ha dei figli. Forse tu sai se si è separato?”
Francesca precisa “Non lo so. Anche io so che ha moglie ma a me non me ne frega niente. Mi piace e quindi me lo faccio appena possibile. Poi lui ha anche Anna che penso non sia l’amante da due giorni” ed il discorso finisce lì.
Passati due mesi, finalmente Alberto invita Francesca a cena a casa sua.
“Ho saputo che si è separato e che ha chiesto il divorzio. Mi ha invitata a cena ma so che poi mi vorrà scopare. Deve essere a secco di chiavate e il sesso sarà la conclusione. Da come mi ha parlato sarà una serata davvero speciale visto che ogni volta che mi vede mi mangia con gli occhi. Debbo confessarti che è un ragazzo molto bello, alto, muscoloso, capelli neri, occhi scuri, indossa anche un minuscolo orecchino che trovo molto sensuale e penso che a letto sia una forza”
Così Francesca comunica a Lucrezia l’uscita con Alberto.
Chiuso il discorso con una smorfia dubbiosa di Lucrezia, Francesca è andata in camera e le è venuto in mente il primo dilemma.
“Vediamo, cosa mi metto? Mi sa che metterò qualcosa di molto sexy.”Lei sceglie reggiseno di pizzo nero e perizoma abbinato, calze autoreggenti sostenute da reggicalze facente parte della parure, maglietta di pizzo in micro rete ricamata quasi trasparente, minigonna poco sopra la mezza coscia e tacchi alti.
“Così dovrei riuscire a fare colpo! Anzi no! Mi sa che per essere sensuale mi metto una guepiere nera trasparente con tessuto decorato da un delicato motivo floreale che mi donerà un tocco romantico. La profonda scollatura sul seno e le stringhe sul retro mi daranno una buona carica erotica che dovrebbe arraparlo. Mi starà bene anche il perizoma coordinato”
Quei capi lei li indossa ma vuole provare sul suo corpo anche una guepiere nera in soffice pizzo lavorato con aperture frontali e chiusure metalliche argentate con strass incastonati munita di quattro stringhe, che servono come reggicalze regolabili, e tanga in coordinato. Anche le calze le sceglie coordinate.
L’irresistibile guepiere è in morbida micro rete con inserti in pizzo color nero/blu zaffiro ed apertura sulla schiena, ha le coppe munite di ferretto con piccolo fiocchetto al centro, bretelle, chiusura posteriore e stringhe regolabili in modo che la vestibilità sia perfetta. Per la fighetta micro perizoma coordinato.
Per ogni abbigliamento Francesca sfila davanti allo specchio valutandosi ed alla fine tiene indosso gli ultimi capi indossati.
Quanto al trucco se lo fa leggero, tranne la bocca che dipinge con rossetto rosso fuoco che evidenzia bene le sue labbra carnose, scioglie i capelli lunghi che lascia cadere sulle spalle e ne porta una parte sul davanti per coprire la mammella destra.
Messa così lei si reputa sexy e si agghinda per esserlo maggiormente.
Durante i preparativi vedendo il suo corpo snello e flessuoso allo specchio ed il pensiero delle mani di Alberto sul suo corpo, della sua bocca che lecca ogni centimetro, l’ha già eccitata tantissimo ed le viene un’incredibile voglia di sesso.
Non resistendo va a toccarsi in mezzo alle gambe ma ha voglia di qualcosa di grande dentro ed allora entra nella fighetta con quasi tutta la mano ma non le basta. Vado in cucina e prende uno dei cetrioli che ha comprato Lucrezia per l’insalata, lo lava e lo lubrifica con una noce di burro.
Torno in camera eccitata ed ha la fighetta bagnatissima. Fermatasi davanti allo specchio, Francesca allarga le gambe e le solleva appena in modo che il sedere rotondo e sodo sia visibile di riflesso, scosta un po’ le mutandine e comincia titillarsi la figa con quel bel cetriolo che somiglia ad un fresco cazzo che le ristora la fighetta.
I brividi non tardano a percorrere il corpo.
Quel cetriolo se lo infila tutto dentro, lo fa andare dentro e fuori, prima lentamente e poi più veloce.
Nell’aria si sente il primo “Aahhhh” e lei si sente morire dal piacere.
“Sto per venire, è fantastico!”
Lei vorrebbe continuare a sgrillettarsi ed a sditalinarsi nonché chiavarsi con il cetriolo ma la sveglia attrae il suo sguardo e la realtà è che è in ritardo.
Per cercare di essere puntuale, Francesca si ritocca un po’ il trucco e le viene l’idea di mettersi un dito in mezzo alle gambe e tirare fuori un po’ dei suoi succhi vaginali che annusa e se li sparge sul collo come profumo pensando “Così mi sa che lui mi salta addosso appena mi vede”
È chiaro che dovrà correre con piacere quel rischio.
Francesca si guarda più di una volta e alla fine si trova perfetta per l’appuntamento.
Esce di casa e si avvia a piedi verso quella di Alberto. I passanti per strada la guardano e capisce che lei è qualcosa che li attrae ed le fa molto piacere avere molti occhi puntati addosso che la desiderano e che la vogliono. A lei piace essere bella, sensuale, desiderabile … ed anche scopabile nel sogno!
Francesca suona il campanello di casa di Alberto ed è lui che le apre la porta dopo qualche secondo.
Lui è bello da schianto. Indossa jeans, maglietta nera aderente senza maniche che mette in risalto i suoi muscoli, capelli ordinatissimi freschi di taglio.
Lui la guarda, le fa i complimenti e le dà due baci sulla guancia come saluto proprio lì dove ho messo il suo profumo personale di figa. Alberto deve aver sentito l’odore della fighetta che si è messa addosso ed allo stesso tempo Francesca vede il cazzo indurirsi dentro i pantaloni.
Lui le offre un bicchiere di spumante e fanno un brindisi. Nel soggiorno c‘è musica, si accomodano sul divano e chiacchierano un po’.
Alberto la osserva ed è attratto dalle gambe inguainate dalle calze velate, poi lo sguardo va al seno che si intravede sotto la maglietta trasparente ed infine fissa la bocca rossa che a lui appare sensuale.
Francesca legge nei suoi occhi quello che le vorrebbe fare ed è quello che vorrebbe anche lei, quindi hanno un desiderio comune.
Alberto si avvicina alla bocca di Francesca continuando a fissarla, la annusa ed in quel momento lei capisce che è il suo odore che lo fa impazzire.
Lui ka bacia e le lecca le labbra, il collo, le mette una mano sulla gamba e la accarezza salendo sempre più su e solleva la gonna scoprendo la fighetta coperta a mala pena dal piccolissimo perizoma di pizzo.
Quel gioco di seduzione , oltre a far impazzire lui, lo causa anche a lei. Francesca sente le dita del giovane avvocato che spostano il triangolino davanti alla vagina ed entrano nella fighetta e poi vanno a scoprire la sensibilità dello sfintere.
I baci sono ininterrotti e le mani risalgono a denudare le tette scoprendole del tutto per prenderle tra le mani.
Francesca è già bagnata ma ora è bagnatissima ed eccitatissima.
Vuole sentirlo tutto dentro di sé, vuole che la faccia morire di piacere.
Alberto la vede perduta nella lussuria e continua a toccarla dappertutto senza staccare le labbra dalla bocca e dal collo, la spoglia e la denuda completamente.
Lui è ancora vestito e la prende in braccio. Francesca sente i muscoli sul suo corpo mentre la porta nella sua camera e la distende delicatamente sul letto continuando a baciarla ed a toccarla.
La mano entra ed esce da Francesca facendola impazzire di goduria.
Durante quei giochi preparatori all’accoppiamento, Francesca sente la lingua di Alberto che dal collo scende per prendere in bocca i capezzoli è morderli, poi scende sulla pancia ed arriva alla fighetta che profuma di sesso ed è aperta in attesa del cazzo.
Alberto la lecca tutta, la penetra con la lingua e le bacia il clito.
Questi gesti mandano Francesca fuori di testa.
A lui non basta perché mi vuole leccare e baciare tutta ed allora scende ancora e la lecca le gambe fino ai piedi leccando fra le dita. Fa quel percorso sia andando verso i piedi sia a ritroso. Risalendo si ferma ancora a leccarle la figa, le tette, il collo e ritorna alla bocca. La gira a pancia in giù e ricomincia a baciarla ed a leccarle la schiena, il sedere, e ancora la figa.
Poi si ferma un attimo per spogliarsi continuando a guardarla ed a desiderarla più che mai.
Quando si ridedica a lei, lui è completamente nudo.
Lo sguardo di Francesca già libidinoso lo diventa ancora di più nel vederlo davanti ad un corpo splendido ed un cazzo meraviglioso, grande, durissimo come già lei ben sa.
Francesca si avvicina a lui, prende il cazzo tra le mani e lui la guarda eccitatissimo. Francesca si avvicina con la bocca per leccarlo, baciarlo ed infine lo prende in bocca quasi tutto poiché le piace molto il suo cazzo e il lavoro di bocca lo sta facendo impazzire. A lei piace vederlo molto eccitato perché la fa colare come se si stesse toccando.
Francesca continua a leccarlo ed a prenderlo in bocca fino alla gola, gli passa la lingua tutt’attorno, lo prendo ancora in mano, se lo passa tra le tette, lo riprende in bocca e poi si ferma non volendo che goda in quel momento, deve godere dentro di lei, vuole sentire come le sborra dentro. Per faro, si rimette sul letto a pancia in giù e lui si mette su di lei penetrandola da dietro.
Appena Alberto le mette il cazzo dentro, Francesca si sente al settimo cielo per il piacere provato, lui va dentro e fuori con il cazzo durissimo. Dopo qualche secondo a Francesca le gira testa, ha brividi in tutto il corpo, sente il respiro di Alberto sempre più forte su di sé e godono tantissimo tutti e due.
Francesca non sa se lui sia venuto insieme a lei ma sente la sborra che la riempie.
È fantastico per lei ma non le basta, lo vuole ancora e anche lui che non estrae il cazzo dalla figa e lei sente che ce l’ha ancora duro.
Francesca tira su un po’ il sedere, lui estrae il cazzo dalla figa e lo appoggia allo sfintere. Il buco è ancora un po’ stretto pur avendone preso più di uno anche lì, e per facilitarne l’ingresso lo bagna con la lingua.
Quando lo sfintere viene inizialmente allargato Francesca ha delle belle sensazioni. Il cazzo entra lentamente, piano, un po’ alla volta senza farle male e quando è tutto dentro “Aaaahhh, muoio! Mi piace da morire! Mmmmm!” e lui sentendola parlare comincia a muoversi.
Le mani di Alberto le stringono i fianchi, il suo respiro accelera e non molto dopo godono ancora tutti e due stavolta insieme ed anche in questa chiavata il corpo di Francesca trema per il piacere.
Lei non avverte bene la sborrata ma pensa che la sborra non fosse molta. Lui sta ancora un po’ dentro di lei finché il cazzo si affloscia ed allora lo tira fuori e si distende accanto a lei per cingerle la vita con un braccio e si guardano a lungo negli occhi. Non c’è bisogno di parole.
Quando passa l’effetto, Alberto le chiede se ha controllato il conto in banca e se lo stipendio fosse corretto.
Francesca non ha controllato e lui le fa sapere che la cifra è consistente per le prestazioni speciali che lei aveva dato allo studio legale in cui lavora.
Francesca va via dalla casa del suo amante l’indomani mattina per andare a lavorare con lo stesso abbigliamento della notte precedente.
Dagli sguardi delle persone sui marciapiedi Francesca capisce che sembra una troia e di ciò se ne compiace deducendone che i maschi l’avrebbero voluta montare, le femmine avrebbero voluto essere come lei ed anche così sfrontate.
Nei giorni successivi la confidenza dei due anche sul lavoro aumenta e l’atteggiamento reciproco cambia. Inoltre circa due settimane dopo Alberto convince Francesca ad andare a casa sua ed a rimanere lì per il fine settimana. È una prova di convivenza che si protrarrà per circa tre mesi fintanto che un sabato mattina c’è un punto di svolta nella loro storia.
Quella mattina Francesca fa fatica a mantenere l’equilibrio sulle scale a forbice per sistemare alcune cose nell’armadio della loro camera da letto. Lei ha appena passato più di tre a stirare, considera quello un lavoro noioso che però, in un certo senso, le dà una sensazione piacevole. Quello, di solito, è compito dell’ormai suo compagno Alberto avendo stabilito di comune accordo che le faccende domestiche fossero divise in modo equo, ma quella settimana, anche se a casa, lui è impegnato con un lavoro urgente da consegnare ad un cliente danaroso dello studio legale ed è concentrato sul lavoro nella stanza adibita a studio.
Francesca sistema gli asciugamani nell’armadio e appende le camicie di Alberto. Il profumo del bucato fresco le dà una bella sensazione e si sorprende felice. Lei mette due suoi reggiseni ed i numerosi perizomi, a lei tanto cari, nel cassetto della biancheria, poi apre quello di Alberto e deve spingere un po’ per far entrare i boxer. In quel momento la mano urta qualcosa di duro che la incuriosisce e quando vede il motivo dell’inceppamento si chiede cosa ci fa Alberto con un oggetto del genere nascosto in quel cassetto.
Francesca va alla porta dello studio e vede Alberto di spalle e sbircia silenziosamente dalla porta. Da lì riesce a vedere che Alberto è intento a lavorare al computer.
In punta di piedi, così come era andata, ritorna in camera da letto e fruga rapidamente nell’armadio tra i boxer e i calzini del suo uomo finché non tira fuori un cilindro in plastica e metallo delle dimensioni di una lampada a batteria. Lei si sorprende non per l’oggetto, che non è non è affatto una torcia, ma si chiede di chi è e l’unica risposta la porta a pensare che sia di Alberto. Lei non è certo una novellina e quello è un sex toy. Mentre lo tiene in mano, le passano mille pensieri che le attraversarono la mente e più passano i minuti più si meraviglia perché loro due hanno sempre parlato apertamente della loro vita sessuale. Nella loro camera Francesca ha trasferito i suoi sex toys e li ha messi in un cesto. Si tratta di alcuni vibratori, un dildo, diversi lubrificanti e delle manette. A lei viene da chiedersi perché allora Alberto ha nascosto un giocattolo nell’armadio. Lei sa benissimo che il suo amante, ogni tanto, si concedeva un po’ di piacere solitario ma sa anche che se avesse affrontato l’argomento, lui si sarebbe vergognato.
A lei sono bastati pochi secondi perché si accendesse in testa un’idea birichina.
Francesca ha preso un completino sexy dal cassetto ed ha cambiato il suo scarso abbigliamento con quell’intimo dando degli sguardi alla porta dello stadio dove Alberto, ignora ciò che lei sta facendo e che cosa ha in mente.
Alberto è immerso nel lavoro. Lui l’aveva coccolata tante volte con giocattoli sessuali e lei si chiede perché non farlo con una finta vagina?
Allora detto, fatto.
A passo lento, Francesca entra nello studio dove il suo compagno lavora. Alberto ci mette un momento a notare la presenza della sua ragazza e guarda due volte per rendersi conto che indossa la lingerie più sexy che Francesca ha.
Lui non fa caso che lei ha le mani dietro all’altezza della schiena nascondendo qualcosa.
“Wow! Mi devi scusare ma devo assolutamente finire questo lavoro” ha balbettato continuando a guardare Francesca che gli sorride molto maliziosamente.
“Non si può lavorare senza mai staccare, amore!” risponde lei e da dietro porta davanti le mani sollevandole per mostrargli il masturbatore con fare malizioso e con le dita scorre con delicatezza lungo il cilindro. In pochi secondi sul collo di Alberto appaiono delle chiazze rosse segno di imbarazzo ed anche vergogna, proprio come qualcuno colto sul fatto.
“Posso spiegare. Io…” ha cercato di giustificarsi Alberto molto imbarazzato, ma Francesca gli ha posato un dito sulle labbra per zittirlo poiché ritiene che ci sia bisogno di vergognarsi. Infatti lei pensa che se lui la fa godere con i suoi vibratori preferiti, lei vuole ricambiare ed è quello il momento.
Quando Francesca ha un’idea in testa, nulla può fermarla, soprattutto se si tratta di sesso.
Con un gesto deciso, lei fa ruotare la sedia dov’è seduto il suo uomo e si inginocchia tra le sue gambe.
Mentre slaccia gli slaccia la cintura e la zip, non smette mai di guardarlo negli occhi, una scintilla nel suo sguardo le fa mordere il labbro.
A quel punto per lui, improvvisamente, la scadenza del lavoro non conta più.
Lei lo fa eccitare con facilità solo con le mani poiché ormai i due si conoscono bene e lei sa esattamente dove toccarlo per farlo godere. Con lunghe leccate inumidisce il cazzo già rigido ed a lui piace che lei lo prenda tutto in bocca ma Francesca ha altri piani essendo esperta dell’uso di giocattoli sessuali anche se lui lo ignora.
Lei osservò brevemente il masturbatore in plastica e capisce che farlo funzionare è molto semplice. Con naturalezza, come se lo avesse sempre fatto, fa scivolare quell’attrezzo sul cazzo duro. Alberto reclina la testa all’indietro e gode visibilmente per la sensazione di avere il cazzo all’interno morbido e strutturato come una vera figa. Con le sue mani stringe i braccioli della sedia, le nocche diventano bianche per lo sforzo, mentre Francesca muove il sex toy su e giù, lentamente, e capisce perché Alberto si eccitava così tanto quando le regalava il piacere con un vibratore o un dildo.
Vedere quel giovane uomo perdersi nel piacere è incredibilmente eccitante.
Francesca stringe le cosce cercando di calmare l’eccitazione crescente ma è inutile, è una battaglia perduta. Infatti, con un gesto deciso, ruota la sedia su cui è seduto Alberto, e si inginocchia tra le sue gambe.
Con stupore e desiderio, Francesca lo osserva mentre il ‘suo avvocato’ si avvicina rapidamente all’orgasmo. Lei non desidera altro.
Dopo le tante volte che lui l’aveva fatta godere con un giocattolo, ora toccava a lei e senza esitazioni, senza freni, ha accelerato i movimenti finché Alberto viene dentro quel masturbatore a tubo che tiene in mano.
Francesca guarda estasiata la sborrata e poi si solleva a baciarlo sulle labbra.
“Finisci il tuo lavoro, tesoro! Questo giocattolo lo pulirò per bene e poi lo metterò insieme agli altri nel nostro cestino perché, sappi fin d’ora che useremo questo giocattolo, o questi giocattoli, molto di più!” promette Francesca la quale aggiunge “Caro il mio avvocato, la chiave per godere al massimo dei sex toys è la sperimentazione. Non aver paura di provare cose nuove e di dirmi apertamente ciò che ti piace e cosa no e, come sempre, assicurati di utilizzare con me i sex toys in modo sicuro. Quando si tratta di fare sesso usando sex toys, soprattutto quelli per le coppie, ci sono alcune considerazioni importanti da tenere a mente ed includono la scelta del sex toy e l’uso sicuro e consapevole. Poiché abbiamo già fatto sesso anche con Anna, sono sicura che te la scoperai ancora e ciò non mi disturba affatto. Però voglio dirti che puoi usare altri sex toys con lei e non i miei perché la scelta del sex toy adatto può variare notevolmente da coppia a coppia. Alcuni possono preferire i vibratori per coppie, mentre ad altri piace usare anelli vibranti o giocattoli che stimolano il punto G.
In ogni caso, la comunicazione aperta e onesta è una garanzia che entrambi vi sentiate a proprio agio e soddisfatti della scelta del sex toy”
La discussione fra Francesca ed Alberto va avanti per qualche minuto e poi lui riprende il lavoro. Lei, invece, va sul letto ed usa un vibratore per aiutarsi nel favoloso ditalino che la porta ad un orgasmo che la stordisce e la fa sognare.
Quella sera Alberto è rientrato prima e conviveva con Francesca da alcuni mesi dopo che le loro strade si sono incontrate in ambito lavorativo. Lui avvocato, lei receptionist dello studio legale dove lui è uno dei soci.
Dopo aver chiuso la porta di casa, Alberto è entrato a passi veloci precipitandosi in cucina senza dire una parola. Si è avvicinato a lei lentamente, da dietro e Francesca ha finto di non accorgersene. Poi di colpo lui le ha palpato il sedere, con forza, mentre lei finisce di sciacquare l’insalata ed ha sussultato.
Francesca non si è ancora abituata a quel suo nuovo rituale che consiste nel palpeggiamento del suo sedere ogni sera appena lui entra in casa come a sottolinearne il possesso ritenendo essere la parte più bella del corpo della ragazza e lei apprezza questa cosa anche se i modi non sempre erano dei più delicati perché lui, con modo non sempre da avvocato uomo di legge, ha sempre pensato che fosse il suo modo di salutarla ed ogni volta la coglieva di sorpresa,.
lui affondano energicamente le dita come artigli nelle natiche di Francesca. Lei sente il suo respiro sul collo e capisce che è già eccitato.
Una sera con Alberto era vanno a cena e poi finiscono a letto trovando ancora una volta un’affinità inaspettata; a lui piace condurre il gioco e dominare, a lei piaceva essere comandata e guidata al piacere.
Quella pratica è da variante momentanea è diventata il loro modo di amarsi sostituendo via via il posto delle coccole e della dolcezza.
I due ora sono in cucina e Alberto con una mano scioglie il nodo del grembiule, lei trema perché sa cosa l’aspetta.
“Sei splendida!” le sussurra all’orecchio e lei arrossisce mentre le mani di lui si insinuano sotto le braccia di lei.
“Ti voglio” sibila accarezzandole le tette che di colpo stringe.
“Adesso!” aggiunge perentorio.
Francesca sospira e inizia la sua eccitazione. A lei piace eccitarlo resistendo, facendosi desiderare, facendo la scontrosa, fare quella che non vuole farsi sottomettere, resistere il più possibile, e poi lasciarsi andare e fargli fare tutto ciò che desidera.
“Ora non posso, amore mio, devo preparare la cena!” replica lei timidamente.
“Non hai capito: ho detto che ho voglia di te, in questo momento!” insiste Alberto “Vuoi farmi perdere altro tempo a discutere?” aggiunse infilandole una mano tra le gambe.
Francesca deglutisce.
“Dai, su! Ho i fornelli da tenere sott’occhio!” sospira cercando di non farsi prendere dall’eccitazione cercando di sembrare riluttante.
La mano dell’avvocato sale tra le cosce e raggiunge lentamente l’inguine facendo tremare Francesca al pensiero di quel che sta per accadere.
“Tu continua a cucinare!” mormora lui accarezzandole l’interno coscia “Al resto ci penso io” – aggiunge con un sorrisetto.
A lei le salta il cuore in gola e replica ”No, aspetta, dai!” sussurra cercando di allontanare le mani da sotto la gonna “Adesso non mi va!” dice in tono calmo ma deciso.
“E con questo?” replica lui “Non mi sembra d’aver chiesto il tuo consenso!”
Man mano che il loro rapporto si consolidava mai gli è importato della disponibilità di lei e soddisfarne i piaceri, è stato sempre lui a godere, magari più volte, e poi regalarle come “premio” un orgasmo. Nonostante la secondarietà la cosa mi piaceva e mi eccitava in modo incredibile.
Lì in cucina solleva la gonna di Francesca continuando a frugarla tra le gambe con l’altra mano.
Lei si blocca come paralizzata e con una mano allontana la sua dal suo corpo.
“Spogliati!” ordina Alberto a bassa voce.
Francesca chiude il rubinetto ed anche gli occhi, lei sente soltanto il rumore della cerniera dei suoi jeans ed esclama, con voce mista tra l’impaurito e l’eccitato “Ti prego, no!”
Francesca è incapace di ribellarsi poiché è sciolta tra le mani di quell’avvocato giovane e bello.
Alberto le sfiora il pube solleticandolo attraverso gli slip. Lei avvampa e non sa resistergli ma non vuole cedere. si aggrappai ai bordi del lavandino resi scivolosi dall’acqua, poi sente le sue dita insinuarsi lentamente sotto le mutandine.
“Fermati, per favore! Dai, ti prego!” sussurra Francesca rossa in volto ma lui non vuole sentire ragioni, sa che è solo un modo per farlo arrapare maggiormente.
Francesca cerca di concentrarsi su ciò che stava facendo prima dell’arrivo di Alberto e non vuole dargli la soddisfazione di arrendersi alle sue avances fingendo di occuparsi dell’insalata prendendo un coltello per tagliarla. Lui se ne accorge e le blocca il polso con una forte stretta.
“Cosa hai intenzione di fare?” borbotta scambiandolo per un gesto di rivolta.
Francesca trattiene il respiro.
“Sai che ti potresti ferire giocando con queste cose, vero?” la rimprovera come fosse una ingenua dispettosa.
“Non stringere così, mi fa male!” supplica lei.
“Non mi piacciono le ribellioni! Dovresti saperlo!” dice Alberto facendosi serio prendendo con una sua mano il coltello ancora umido.
“Volevo solo finire di preparare la cena” mormora Francesca.
Zitta!” ribatte lui seccato “Non cercare scuse!” e la afferra per i capelli. ”
“E adesso vediamo se hai imparato la lezione” le dice abbassandosi i pantaloni.
Francesca sa di non avere scelta ma ha intenzione di rendergli la vita difficile e si divincola cercando di ricomporsi e si abbassa istintivamente la gonna.
“Vuoi proprio farmi perdere la pazienza, eh?” dice lui sfilandosi la cintura.
“N-no, nooo!!” – grida Francesca quasi in lacrime.
“Guai a te se ti muovi, troietta!” ringhia Alberto avvolgendo la fibbia con il palmo della mano.
“Perdonami, ti prego! Farò tutto quello che vuoi, ma quel che hai fatto come ieri sera no!” supplica lei come terrorizzata.
“Ti risparmio quel bel trattamento che ti ha fatto tanto godere se mi dimostri che hai capito chi comanda!” sibila gettando a terra la cintura tenendo ancora con l’altra mano il coltello e si avvicina ancora di più a lei per infilare la lama sul fianco destro della gonna sotto lo spacco.
Francesca è sconvolta. Si è accorta che Alberto è da qualche settimana che diventando sempre più sadico e perverso e, incredibilmente, la cosa la eccitava sempre più.
Alberto con un gesto secco taglia un pezzo di stoffa vicino alla coscia della sua ragazza che sentendo un sonoro “STRAAAP!” squarcia la gonna e lei sussulta.
Lui mugola arrapatissimo e le straccia il vestito e gettandolo sul pavimento insieme al coltello.
Francesca trema non solo per il freddo.
“Guarda, guarda! Sei già bagnata” mormora sfiorandole gli slip.
“E questi?” domanda con aria inquisitoria. “Allora lo fai apposta?!”
Un brivido scuote Francesca temendo un brutto momento ma anche molto eccitante.
“Quante volte ti ho detto che non sopporto l’intimo che non hai comprato con me!?”
“È vero, scusami!” sussurra lei intimorita.
“Non ho avuto tempo di cambiarmi tornando dallo studio!” aggiunge “… e poi il mio perizoma preferito è in lavatrice”
Francesca sa che lui non le avrebbe creduto e che con quelle scuse correva il rischio di farlo infuriare ancora di più ma anche che non sopportava che le imponesse cosa indossare quando lui non è a casa e che l’intimo che aveva al lavoro avrebbe fatta salire la libidine a livelli altissimi cogliendola impreparata.
Lui non ha proferito parola, si è limitato a guardarla e quello sguardo è diventato più eccitante poiché abbinato agli insulti e le minacce.
Francesca in un primo momento è rimasta immobile poi si è girata dandogli le spalle, non ha il coraggio di voltarsi ma, all’improvviso ha sentito le mani del suo uomo sui fianchi.
Le dita di Alberto si sono insinuate tra l’elastico degli slip e la pelle sudata. Lei ha chiuso gli occhi non avendo via di scampo e, per la verità, non vede l’ora di continuare.
Infatti, volentieri, si abbassa le mutandine e lui sibila “Vedrai che la prossima volta non te lo dimenticherai!”
Lui è bravissimo a farla arrapare e ci riesce sempre.
La vista delle natiche nude lo fece eccitare molto e le afferra con entrambe le mani divaricandole leggermente. Francesca suda freddo mentre lui le massaggia il sedere e pensa che voglia incularla. Quella sera lei non lo vuole lì dietro nel suo buchetto posteriore.
“Lì no, ti supplico! Mi fa ancora male da ieri sera” mormora.
“Peggio per te, troietta!” sussurra lui abbassandosi i boxer.
“Te lo chiedo per favore! Abbi pietà!” lo supplica con finta voce tremula.
“Non ho voglia di discutere! Spalanca le cosce!” ordina Alberto seccato.
Francesca non ha intenzione di contraddirlo ma neanche di farsi sfondare ancora il culo come la sera precedente quando, per essersi ribellata, Aberto si era vendicato frustandola e sodomizzandola fino a farle sanguinare il culo.
Ma evidentemente la supplica e le motivazioni non sono bastate. Infatti lei sente la punta del cazzo nell’insenatura tra i glutei.
“Allora?” la incalza nervosamente.
Francesca non ha scelta ed allora abbassai la testa e divarica le gambe.
Lui sembra appagato dalla resa ma non al punto di rinunciare a godere.
“Fai piano! Ti prego!” lo implora stringendo i denti.
“Apri le chiappe e chiudi la bocca!” replica lui prendendosi il cazzo in mano.
Alberto lo faceva apposta perché sapeva che a lei piaceva essere scopata in culo.
Francesca allarga i glutei con le mani per fargli spazio e chiude gli occhi.
“E adesso godi, puttana!” dice lui a voce alta infilando dentro il cazzo non con delicatezza.
Francesca caccia un urlo straziato e pensa che il suo uomo sia anche uno sporco sadico e chissà quanto è contento di farla soffrire, di vederla umiliata come una baldracca qualunque, ed anche di saperla eccitata come una cagna in calore.
“Toh! Prendi zoccola! Lo devi sentire fino in gola!” ansima mentre lo spinge sempre più a fondo.
Lei è la sua preda indifesa, ne sente la rabbia con cui accompagna ogni colpo di reni, la sconquassa.
Francesca deve aggrapparsi con tutte le sue forze al lavello di cucina per non finire contro il muro.
Lui spinge dentro sempre più velocemente.
A lui fa male ma il dolore la eccita e sente salire in lei il piacere. Nonostante ciò qualche lacrima le cola sul viso portando via il trucco già in parte sfatto.
Alberto la pompa senza tregua e ogni suo colpo la sfonda e non solo l’ano ad essere sfondato, lei si sente tutta piena.
“Voglio sentirti godere, troia! Dai, muovi il culo!” la esorta.
Francesca cerca di resistere ma finisce per assecondarlo.
“Sìììì..cosiì! Stringi di più le chiappe, brava!” mugola afferrandola per i fianchi tirandola a se’.
Francesca lo sente fino in fondo e l’intenso piacere le fa trattenere il respiro e mancare l’aria.
“Oooh..che bello! È tutto dentro!!” esclama lui ed anche lei si è accorta che ha il cazzo completamente dentro ad occuparle il culo. Le sensazioni che Francesca prova le fan capire che quel cazzo è ben più grande di quanto lo sia in realtà. Infatti la cappella pulsa prima nello sfintere, poi nel retto ed infine nell’intestino. Lei avverte quel palo di carne che la stantuffa senza sosta, si sente sfondata completamente e fa un profondo respiro spossata da quella forza bruta.
Alberto si agita come un ossesso assaporando ogni spinta.
Francesca non sa quanto sia stato lungo quell’amplesso così particolare ma le è sembrato non finire mai. Ha ancora gli occhi lucidi quando ha sentito un caldo e lungo fiotto appiccicoso dentro.
Quella meravigliosa sensazione l’ha avuta quando Alberto con un rantolo e con un respiro profondo, improvvisamente sospeso, l’ha inondata di sperma.
È il momento in cui Francesca si sente stordita, non riesce più a capire cosa stia accadendo ne’ dove è.
Ci pensa il suo avvocato del cuore a riportarla alla realtà estraendo il cazzo e schiaffeggiando le natiche su cui si è depositato parte della sborra.
“Sei sempre più brava, tesoro mio, ogni giorno di più!” le sussurra soddisfatto in un orecchio.
Lei resta stordita dal piacere provato pur non essendo venuta. Quando si volta, vede Alberto ancora in piedi dietro di lei a sistemarsi i pantaloni ed è semi-accasciata sul lavandino cercando di riprendersi.
“Vatti a lavare, tesoro mio! Mi servi pulita, alla cena ci penso io!” ridacchia il giovane suo fidanzato, allacciandosi la cintura che le ricorda ”La serata è appena cominciata … e ricordati che ti amo”
“Anche io” risponde Francesca incredula di sé stessa.
2ヶ月前