Eliana
Eliana era la tipica giovane ragazza "acqua e sapone". La conobbi negli anni '90 quando i suoi genitori l'avevano indirizzata a me per fare ripetizioni di matematica dato che i suoi voti i quella materia erano piuttosto scarsi. Al tempo ci incontravamo dalle due alle tre volte alla settimana. Dopo circa un anno si instaurò un rapporto molto cordiale con la famiglia e, dato che i genitori erano spesso all'estero per lavoro, Eliana iniziò a trascorrere il weekend a casa mia durante le loro frequenti assenze.
Un bel giorno, io ed Eliana ci trovammo a fare uno di quei discorsi tra donne che in breve tempo sfociò in una rivelazione piuttosto intima da parte di quella ragazza che aveva iniziato a vedere in me una seconda mamma da tanto che eravamo diventate amiche. Mi rivelò di sentirsi molto a disagio a frequentare le sue compagne di scuola da quando aveva scoperto di essere "diversa" da loro. Io chiesi in che senso si sentisse diversa, ma lei insistette nel puntualizzare che "era" a tutti gli effetti diversa. Per come la vedevo io Eliana era una splendida ragazza bionda con un fisico perfetto, seni rotondi anche se non troppo pronunciati dal risultare volgari, vestiva alla moda del tempo ecc. insomma, tutto normale. Eppure lei insisteva di avere una cosa che la rendeva diversa dalle altre donne. Così mi offrii di aiutarla ma non prima di avere compreso quale fosse il problema. Così si alzò dal divano dove eravamo entrambe sedute e lì, seduta stante, si tolse i jeans e le mutandine. Al centro del pube, in corrispondenza al punto dove avrebbe dovuto esservi il clitoride, sporgeva un pippolino del tutto identico ad un piccolo pene. Io cercai di rimanere impassibile ma quello era evidentemente qualcosa che non mi aspettavo proprio. D'istinto allungai la mano per toccare quella protuberanza provocando un fremito in Eliana che si contorse lievemente. Era del tutto identico ad un piccolo pene eccezion fatta per la mancanza dei testicoli al posto dei quali vi erano le pieghe di una vulva sebbene fosse assente una vera e propria vagina.
Al di la di ciò, esaurita la mia curiosità anatomica, assicurai Eliana che potevano esservi delle malformazioni ma che ciò non le avrebbe certo impedito di essere femmina e donna. Nel dire ciò immaginai le difficoltà che avrebbe patito quella ragazza soprattutto nel trovare un marito che la accettasse per come era e per il fatto che non avrebbe mai potuto avere con lei un figlio.
Eliana scoppiò a piangere e io l'abbracciai cercando di consolarla come potei.
Nei giorni che seguirono io ed Eliana parlammo molto di quella importante novità di cui, con mia somma sorpresa, appresi che i genitori non sapevano nulla. Mi offrii persino di portare la ragazza dalla mia ginecologa la quale confermò che si trattava di una rara malformazione assimilabile all'ermafrofitismo chiamata phallus muliebris. In pratica al posto delle ovaie, Eliana aveva due testicoli con maggioranza di tessuto ovarico con il risultato che quelle ghiandole producevano ormoni in prevalenza femminili, che le conferivano quel grazioso aspetto femminile, ma non producevano ovuli. All'esito degli esami si scoprì inoltre che l'uretra era incorporata nel pene femminile e all'interno del pube, vi era una cavità spugnosa identica a quella clitoridea ma composta del medesimo tessuto della prostata maschile il che, con tutta probabilità, avrebbe causato espulsioni di liquido spermatico del tutto simili a quelle maschili eccezion fatta per la totale assenza di spermatozoi. Dunque una meravigliosa creatura ma del tutto incapace di riprodursi.
Passarono alcuni mesi in cui tutti dovemmo metabolizzare quelle informazioni. Nel frattempo Eliana completò l'anno scolastico con una bella esenzione dall'attività fisica per non causarle ulteriori problemi con le compagne di classe rimaste del tutto ignare del suo "problema".
In compenso il nostro legame, arricchitosi di quell'importante elemento, divenne, se possibile, ancora più intenso ed intimo ed il tempo che trascorrevamo insieme divenne sempre maggiore. In pratica, col permesso dei genitori, Eliana era sempre di più a casa mia piuttosto che a casa sua.
Poi giunse quel giorno. Era estate ed io ed Eliana eravamo stese sul mio letto matrimoniale nell'intento di fare un riposino pomeridiano beneficiando del fresco lenzuolo e della leggera corrente d'aria. Eliana era stesa accanto a me, entrambe indossavamo soltanto la nostra rispettiva biancheria intima composta soltanto da reggiseno e mutandine. Quel giorno però, senza che la cosa fosse intenzionale, mi trovai ad indossare un completino piuttosto sexy con mutandine molto sgambate in pizzo nero che francamente mettevano molto in risalto i miei fianchi arrotondati da MILF per intendersi. Anche il reggiseno era molto ammiccante e poneva in risalto i seni grandi e prosperosi che la natura e due gravidanze mi avevano conferito. Vidi che Eliana osservava il mio corpo, i suoi occhi percorrevano ogni curva, ogni anfratto. Infine si rivolse a me dicendomi che ero bellissima. Ringraziai Eliana per quel complimento così inaspettato ma vidi che era leggermente a disagio, come se la mia presenza le desse una certa inquietudine.
Fu allora che mi resi conto che indossavo biancheria più adatta ad un incontro intimo piuttosto che ad un riposino pomeridiano e mi scusai con Eliana proponendo di cambiarmi ma non feci in tempo a muovermi che lei protese la mano per fermarmi e mi disse che non voleva che mi cambiassi. Le accarezzai il viso e le domandai se le piacesse quello che vedeva. Trovai il suo timido assenso, gli occhi bassi evitavano il mio sguardo. Misi la mano sotto il suo mento e sollevai il suo viso affinché i nostri sguardi si incontrassero e quando lo fecero le chiesi se volesse toccare il mio corpo come io avevo toccato il suo. Nuovamente, senza dire una parola, abbasso lo sguardo assentendo timidamente col capo.
Mi tolsi il reggiseno mostrando ad Eliana il mio seno nudo. Nonostante il caldo avevo i capezzoli duri come marmo e mi facevano piuttosto male. Presi le mani della ragazza tra le mie e le guidai fino a posarle sulle mie grosse tette. Quando lasciai la presa dalle sue mani lei iniziò a esplorare il mio corpo, il suo respiro si fece pesante e a tratti le sfuggirono dei leggeri gemiti che potei percepire solo per il fatto che ero a pochi centimetri da lei. Con lo sguardo vidi le mutandine di Eliana rigonfie, segno che doveva avere sviluppato un'erezione. Con un filo di voce le proposi di togliere quell'indumento che aveva iniziato a darle non poco fastidio. Lei assentì ma non tolse le mani dal mio corpo così ebbi io l'iniziativa e le abbassai gli slippini per poi sfilarglieli del tutto liberando il suo cazzo.
Il "pene" di Eliana era decisamente un "grower" e, sebbene molto piccolo a riposo, ora aveva raggiunto una ragguardevole erezione che stimai tra i 10 e 11 centimetri di lunghezza per un diametro di circa 2,5 o forse 3 centimetri. Guidai il capo di Eliana verso di me fino a che la sua bocca non fu vicina ai miei capezzoli duri ed istintivamente si attaccò ad uno dei miei seni succhiandomelo come fa chi si abbevera di latte da una madre. Raggiunsi con la mano il pene di Eliana e lo scappellai delicatamente provocandole un forte fremito. Quando ebbi il suo cazzo tra le mie mani Eliana iniziò a succhiare più forte provocandomi un'eccitazione irresistibile e iniziai a bagnarmi in modo abbondante ed incontenibile, tanto che anch'io mi sfilai le mutandine e con la mano rimasta libera iniziai a masturbarmi scorrendo le dita tra le pieghe della mia vulva madida ed in fiamme.
Massaggiai delicatamente il pene di Eliana ma lei iniziò a contorcersi, sentivo che quel contatto non sarebbe durato molto, percepivo che era in procinto di venire. Rallentai il mio massaggio. Lei mi disse che le stava succedendo una cosa che non capiva, piacevole e "doloroso" allo stesso tempo. Io la rassicurai spiegandole che quello che le stava accadendo era un orgasmo e che se lei desiderava che io proseguissi avrebbe provato un fortissimo piacere e un grande sollievo allo stesso tempo. Lei scosse il capo assentendo e mi scongiurò di non fermarmi e di farla venire come avevo detto. Ripresi a masturbarla con rinnovata energia ed iniziò ad avere le tipiche convulsioni dell'orgasmo. Il mio ventre fu inondato da innumerevoli violenti spruzzi del bollente sperma di Eliana e in risposta affondai tre dita nella mia vagina oscenamente bagnata provocandomi un altrettanto violento orgasmo.
Quando le nostre convulsioni cessarono ci abbracciammo e ci baciammo come amanti appassionati, la sua lingua si incontrò con la mia, poi rimanemmo strette l'una all'altra fino a sprofondare entrambe in un sonno profondo.
Un bel giorno, io ed Eliana ci trovammo a fare uno di quei discorsi tra donne che in breve tempo sfociò in una rivelazione piuttosto intima da parte di quella ragazza che aveva iniziato a vedere in me una seconda mamma da tanto che eravamo diventate amiche. Mi rivelò di sentirsi molto a disagio a frequentare le sue compagne di scuola da quando aveva scoperto di essere "diversa" da loro. Io chiesi in che senso si sentisse diversa, ma lei insistette nel puntualizzare che "era" a tutti gli effetti diversa. Per come la vedevo io Eliana era una splendida ragazza bionda con un fisico perfetto, seni rotondi anche se non troppo pronunciati dal risultare volgari, vestiva alla moda del tempo ecc. insomma, tutto normale. Eppure lei insisteva di avere una cosa che la rendeva diversa dalle altre donne. Così mi offrii di aiutarla ma non prima di avere compreso quale fosse il problema. Così si alzò dal divano dove eravamo entrambe sedute e lì, seduta stante, si tolse i jeans e le mutandine. Al centro del pube, in corrispondenza al punto dove avrebbe dovuto esservi il clitoride, sporgeva un pippolino del tutto identico ad un piccolo pene. Io cercai di rimanere impassibile ma quello era evidentemente qualcosa che non mi aspettavo proprio. D'istinto allungai la mano per toccare quella protuberanza provocando un fremito in Eliana che si contorse lievemente. Era del tutto identico ad un piccolo pene eccezion fatta per la mancanza dei testicoli al posto dei quali vi erano le pieghe di una vulva sebbene fosse assente una vera e propria vagina.
Al di la di ciò, esaurita la mia curiosità anatomica, assicurai Eliana che potevano esservi delle malformazioni ma che ciò non le avrebbe certo impedito di essere femmina e donna. Nel dire ciò immaginai le difficoltà che avrebbe patito quella ragazza soprattutto nel trovare un marito che la accettasse per come era e per il fatto che non avrebbe mai potuto avere con lei un figlio.
Eliana scoppiò a piangere e io l'abbracciai cercando di consolarla come potei.
Nei giorni che seguirono io ed Eliana parlammo molto di quella importante novità di cui, con mia somma sorpresa, appresi che i genitori non sapevano nulla. Mi offrii persino di portare la ragazza dalla mia ginecologa la quale confermò che si trattava di una rara malformazione assimilabile all'ermafrofitismo chiamata phallus muliebris. In pratica al posto delle ovaie, Eliana aveva due testicoli con maggioranza di tessuto ovarico con il risultato che quelle ghiandole producevano ormoni in prevalenza femminili, che le conferivano quel grazioso aspetto femminile, ma non producevano ovuli. All'esito degli esami si scoprì inoltre che l'uretra era incorporata nel pene femminile e all'interno del pube, vi era una cavità spugnosa identica a quella clitoridea ma composta del medesimo tessuto della prostata maschile il che, con tutta probabilità, avrebbe causato espulsioni di liquido spermatico del tutto simili a quelle maschili eccezion fatta per la totale assenza di spermatozoi. Dunque una meravigliosa creatura ma del tutto incapace di riprodursi.
Passarono alcuni mesi in cui tutti dovemmo metabolizzare quelle informazioni. Nel frattempo Eliana completò l'anno scolastico con una bella esenzione dall'attività fisica per non causarle ulteriori problemi con le compagne di classe rimaste del tutto ignare del suo "problema".
In compenso il nostro legame, arricchitosi di quell'importante elemento, divenne, se possibile, ancora più intenso ed intimo ed il tempo che trascorrevamo insieme divenne sempre maggiore. In pratica, col permesso dei genitori, Eliana era sempre di più a casa mia piuttosto che a casa sua.
Poi giunse quel giorno. Era estate ed io ed Eliana eravamo stese sul mio letto matrimoniale nell'intento di fare un riposino pomeridiano beneficiando del fresco lenzuolo e della leggera corrente d'aria. Eliana era stesa accanto a me, entrambe indossavamo soltanto la nostra rispettiva biancheria intima composta soltanto da reggiseno e mutandine. Quel giorno però, senza che la cosa fosse intenzionale, mi trovai ad indossare un completino piuttosto sexy con mutandine molto sgambate in pizzo nero che francamente mettevano molto in risalto i miei fianchi arrotondati da MILF per intendersi. Anche il reggiseno era molto ammiccante e poneva in risalto i seni grandi e prosperosi che la natura e due gravidanze mi avevano conferito. Vidi che Eliana osservava il mio corpo, i suoi occhi percorrevano ogni curva, ogni anfratto. Infine si rivolse a me dicendomi che ero bellissima. Ringraziai Eliana per quel complimento così inaspettato ma vidi che era leggermente a disagio, come se la mia presenza le desse una certa inquietudine.
Fu allora che mi resi conto che indossavo biancheria più adatta ad un incontro intimo piuttosto che ad un riposino pomeridiano e mi scusai con Eliana proponendo di cambiarmi ma non feci in tempo a muovermi che lei protese la mano per fermarmi e mi disse che non voleva che mi cambiassi. Le accarezzai il viso e le domandai se le piacesse quello che vedeva. Trovai il suo timido assenso, gli occhi bassi evitavano il mio sguardo. Misi la mano sotto il suo mento e sollevai il suo viso affinché i nostri sguardi si incontrassero e quando lo fecero le chiesi se volesse toccare il mio corpo come io avevo toccato il suo. Nuovamente, senza dire una parola, abbasso lo sguardo assentendo timidamente col capo.
Mi tolsi il reggiseno mostrando ad Eliana il mio seno nudo. Nonostante il caldo avevo i capezzoli duri come marmo e mi facevano piuttosto male. Presi le mani della ragazza tra le mie e le guidai fino a posarle sulle mie grosse tette. Quando lasciai la presa dalle sue mani lei iniziò a esplorare il mio corpo, il suo respiro si fece pesante e a tratti le sfuggirono dei leggeri gemiti che potei percepire solo per il fatto che ero a pochi centimetri da lei. Con lo sguardo vidi le mutandine di Eliana rigonfie, segno che doveva avere sviluppato un'erezione. Con un filo di voce le proposi di togliere quell'indumento che aveva iniziato a darle non poco fastidio. Lei assentì ma non tolse le mani dal mio corpo così ebbi io l'iniziativa e le abbassai gli slippini per poi sfilarglieli del tutto liberando il suo cazzo.
Il "pene" di Eliana era decisamente un "grower" e, sebbene molto piccolo a riposo, ora aveva raggiunto una ragguardevole erezione che stimai tra i 10 e 11 centimetri di lunghezza per un diametro di circa 2,5 o forse 3 centimetri. Guidai il capo di Eliana verso di me fino a che la sua bocca non fu vicina ai miei capezzoli duri ed istintivamente si attaccò ad uno dei miei seni succhiandomelo come fa chi si abbevera di latte da una madre. Raggiunsi con la mano il pene di Eliana e lo scappellai delicatamente provocandole un forte fremito. Quando ebbi il suo cazzo tra le mie mani Eliana iniziò a succhiare più forte provocandomi un'eccitazione irresistibile e iniziai a bagnarmi in modo abbondante ed incontenibile, tanto che anch'io mi sfilai le mutandine e con la mano rimasta libera iniziai a masturbarmi scorrendo le dita tra le pieghe della mia vulva madida ed in fiamme.
Massaggiai delicatamente il pene di Eliana ma lei iniziò a contorcersi, sentivo che quel contatto non sarebbe durato molto, percepivo che era in procinto di venire. Rallentai il mio massaggio. Lei mi disse che le stava succedendo una cosa che non capiva, piacevole e "doloroso" allo stesso tempo. Io la rassicurai spiegandole che quello che le stava accadendo era un orgasmo e che se lei desiderava che io proseguissi avrebbe provato un fortissimo piacere e un grande sollievo allo stesso tempo. Lei scosse il capo assentendo e mi scongiurò di non fermarmi e di farla venire come avevo detto. Ripresi a masturbarla con rinnovata energia ed iniziò ad avere le tipiche convulsioni dell'orgasmo. Il mio ventre fu inondato da innumerevoli violenti spruzzi del bollente sperma di Eliana e in risposta affondai tre dita nella mia vagina oscenamente bagnata provocandomi un altrettanto violento orgasmo.
Quando le nostre convulsioni cessarono ci abbracciammo e ci baciammo come amanti appassionati, la sua lingua si incontrò con la mia, poi rimanemmo strette l'una all'altra fino a sprofondare entrambe in un sonno profondo.
1ヶ月前