Sverginata dall'amico di famiglia

Mi chiamo Melena ed ho compiuto 18 anni una settimana fa. Il mio nome è dovuto all’errore di un impiegato dell’anagrafe, il mio nome doveva essere Maria Elena. I mei genitori si sono rassegnati ed ora trovano simpatico quel nome.
Sono la figlia di un impiegato e non posso acquistare tante belle cose come molte delle mie coetanee, non ho molti amici e non mi posso permettere di andare in giro con gli altri compagni di scuola, le finanze familiari non me lo consentono.
Ho avuto solo un ragazzo ma non ho voluto fare nulla e sono ancora vergine, anche se ora ho tanta voglia di fare sesso come fanno le mie poche amiche e quelle ragazze che vedo nei video su internet. Non è che mi manchino le occasioni con i ragazzi, ne ho molti che mi girando intorno perché sono attraente e la mia figura piace .Vorrei fare la ballerina, la mia altezza di 1.60 ed i capelli chiari lunghi e lisci che mi arrivano alla schiena e suppongo che siano una componente per poterlo fare, se a ciò unisco il mio bel visino da bambolina e da gatta maliziosa, gli occhi azzurri e le labbra carnose con un corpo sodo ed asciutto che fa svenire i maschietti, allora potrebbe diventare un sogno realizzabile. Ho una quarta abbondante di seno, le mie cosce sembrano scolpite, la pelle del mio corpo è chiara e soffice come la seta, il culo è bello come lo hanno tante ragazze della mia età, è alto e ben sodo, grazie non solo alla danza che già ora faccio in una scuola ma anche ai leggings che spesso indosso. Ai maschietti piacerebbe la mia fighetta gonfia coperta di peli fini e biondicci; lei è sempre umida perché ho sempre voglia.
Le amiche mi hanno riferito che i miei compagi di scuola dicono che sono una stronza perché a loro non la do.
Di me posso ancora dire che mi piacerebbe andare in giro vestita in modo sexy e provocante, sentirmi gli occhi dei maschi che mi osservano a lungo e nei minimi particolari. Ho sperimentato che mi piace specialmente lo sguardo fisso degli uomini adulti e sposati; mi eccita pensare che farebbero di tutto per avere una ragazza come me dai movimenti maliziosi. Quando mi capita di parlare con qualcuno di loro mi dicono che sono molto estroversa e maliziosa e spesso ho rischiato di finire nei guai.
Il regalo più bello che ho ricevuto per il mio compleanno è stato quello di zio Gino e zia Pinella, loro non sono i miei zii naturali. Infatti Gino è un ricco impresario, amico di mio padre da tantissimo tempo, ha 50 anni e da muratore un po’ alla volta a veramente fatto fortuna ed ora possiede tante case. Loro due mi hanno regalato una catenina d'oro che mio padre non potrebbe comprarmi nemmeno lavorando tanti anni.
Zio Gino, come lo chiamo io, è un uomo affascinante, ha un corpo grande ed è alto circa 1.78. Dagli abiti che indossa ho capito che ha il fisico asciutto e muscoloso. Poiché ha delle buone entrate economiche va spesso in palestra e nonostante sembri un ragazzino, ha delle mani enormi. Lui ha i capelli brizzolati, uno sguardo severo, duro, da vero uomo ed ha gli occhi chiari, o meglio, cerulei. È sempre vestito elegantemente con abiti firmati costosi e gira sempre con grosse macchine sportive e sfoggia il suo potere economico con eleganza e stile. Gino ha veramente molte attenzioni verso di me: mi coccola, mi fa i complimenti, mi dice che sono bellissima e mi fa tanti regalini. Alle volte desidererei essere sua figlia, non la figlia di un impiegato.
È da qualche tempo che io, figlia del suo migliore amico, sono diventata una vera e propria ossessione, il suo chiodo fisso. Lui cerca sempre dei motivi per vedersi con il suo amico, mio padre, ed ho scoperto che lo sostiene economicamente ma a me dà l’idea che lo faccia subdolamente per comprare la sua fiducia.
Che Gino fosse preso da me, la sua cara Melena, dal mio profumo alla vaniglia, dal mio modo di muovermi da gatta in calore, da quelle tette che stanno sotto gli abiti di una ragazza di 1.60. è molto chiaro.
Quell’uomo a me non dispiace, me lo immagino a masturbarsi spesso pensando alla piccola ragazza quale sono io anche se lui ha cinquant’anni anni ed io potrei essere sua figlia.
Tutto potevo sperare ma certo non immaginare che quel fiorellino che sono, per di più ancora vergine, fosse il suo scopo. Per lui sono un frutto prelibato essendo vergine, cosa rarissima ai tempi attuali dove le ragazzine a tredici anni vengono scopate e di verginità non ne vogliono proprio sapere.
Il giorno che ho compiuto diciotto anni mi sono seduta sulle sue gambe come facevo sempre da quando era bambina e lui ha sentito il calore delle mie cosce nude, del mio corpo giovane e fresco accompagnato dal profumo intenso e dolce della vaniglia. Per il regalo che mi ha fatto, consistente in un assegna da 4000 euro, l’ho ringraziato appoggiando le mie tette sul suo petto facendogli sentire molto bene che i miei capezzoli erano di pietra, duri e bollenti. A lui il cazzo è diventato subito duro e quella sera, sotto le coperte del mio letto ho pensato a lui immaginandolo nell’inculare la moglie ma con nella mia mente c’ero io la sua dolce e arrapante Mele’.
Che tra noi due ci fosse qualcosa di particolare è vero ed ero sicura che avrebbe trovato un modo per stare insieme e lì avrei visto se le mie supposizioni ed i miei sogni si potevano concretizzare.
Erano passate due settimane da quando ero diventata maggiorenne e casualmente facevo un giro nella via dello shopping guardando le vetrine dei negozi di abiti da donna sognando di poterne indossare qualcuno ma visti i prezzi si trattava solo di sogni e niente più. Indossavo un jeans in tessuto elastico aderente alla pelle con dei bottoni e delle stelle dalla mezza coscia in giù, una maglia a manica lunga con scollo a barchetta a righe non larghe in grigio chiaro e blu navy da 4€.
Non avevo molti capi di intimo e ho trovato nel cassetto uno slip brasiliano sgambato a V in tulle morbido con inserti in microfibra con abbinato il reggiseno realizzato con gli stessi tessuti e colori. Lo avevo comprato con dei piccoli risparmi e l’avevo pagato 8 Euro. Ballerine ai piedi e capelli raccolti dietro la nuca. Trucco molto naturale e un po’ di colore alle labbra per non sembrare troppo pallida.
Con indosso quei capi mi sentivo bene e potevo fare la mia bella figura in una mattina di sole di fine aprile.
Seduto ad un tavolino di un bar ho visto zio Gino e mi è sembrato educato avvicinarmi per salutarlo.
“Ciao zio Gino!”
“Ciao Mele’! Che fai di bello?”
Lo zio mi ha offerto un Campari avendolo chiesto io ritenendomi grande, non mi sarei potuta consentire una cosa del genere non avendo i soldi che aveva lui.
Lui gentilissimo, come suo solito, mi ha baciato affettuosamente e dopo la bevuta siamo andati per negozi. Ero eccitata e felice, parlavo, parlavo, lui mi teneva per mano e facevo la figura della nana piccola e bella accanto a quel gigante di 1.78. La gente ci guardava, ma sicuramente hanno pensato che fossimo padre e figlia. Mi teneva forte e io mi sentivo protetta da lui gentile e ricco.
Arrivati davanti a un negozio ho visto un vestito favoloso e lui mi detto di entrare poiché la proprietaria era una sua amica, in seguito avrei scoperto che ogni tanto se la scopava e che il locale del negozio era di sua proprietà. Era un negozio bellissimo di abiti di alta classe e di eleganza raffinata che avevano un costo per me stratosferici.
La proprietaria ci ha accolto con un bel sorriso e tanta cordialità “Buongiorno Dottore. Cosa posso fare per lei?”
“Vorrei comprare un abito per mia nipote che ha appena diventata maggiorenne e volevo farle un bel regalo”
“Venga, venga! Le farò vedere e poi deciderà se ce ne sarà qualcuno di suo gusto”
È stato allora che ho visto zio Gino parlare con la proprietaria che sicuramente aveva capito che non ero la nipote. Quella situazione mi intrigava. Ero eccitatissima e mi è venuto da fare la pipì.
Al ritorno dal bagno la donna mi ha detto che per rendere più femminile la mia figura era necessario truccarmi un po’ e lo ha fatto lei stessa mettendomi del rossetto rosso fuoco lucido, ombretto intorno agli occhi, eyeliner, matita marrone chiaro per rafforzare meglio il colore delle sopracciglia e poi su tutto il viso un trucco apposito di vari colori. Lei era esperta e mentre lo faceva mi ha raccontato che prima del negozio di abiti faceva la truccatrice in una televisione.
Ho provato tantissimi vestiti ed ogni volta vedevo che la commessa spariva, mi lasciava con lui nel grande luminoso camerino di quel negozio.
Lo zio mi ha aiutato divertendosi tantissimo, mi ha dato consigli ed ha commentato la mia figura vestita.
Io mi sentivo non più una ragazza ma veramente donna, femmina e la figa si stava bagnando come al solito.
Finalmente ne ho provato uno che mi piaceva moltissimo. Era un abito nero molto scollato davanti e nelle spalle, con uno spacco per far risaltare le mie cosce candide. Lui era fuori dallo spogliatoio e l’ho chiamato per vedere come mi stava “Vieni zio. Allora? Ti piace vero? È divino, vero?!”
“Sei bellissima, Mele’! Ti sta veramente bene. Dovresti provarlo senza quel reggiseno bianco. Aspetta che esco!”
“No, no, resta pure ci metto un attimo!” gli ho detto e mi sono voltata dandogli le spalle ma ero davanti a un grande specchio e, sollevando appena lo sguardo, mi sono accorta che lui seduto dietro di me su una poltrona rossa, mi vedeva, ma non mi importava. Era tanto caro e poi lo consideravo come uno zio.
Il vestito mi fasciava il corpo e sembravo più alta e più bella, mi vedevo divina. Ho sciolto i lunghi capelli biondi che tenevo raccolti a coda ed ho abbassato il vestito fino alla vita mettendo le mani dietro le spalle per slacciare quel reggiseno da pochi euro e l’ho lasciato cadere per terra. Le mie mosse le ho fatte molto sensualmente affinché lui vedesse le mie tette riflesse nello specchio. Le mie larghe areole e i miei capezzoli rosa che erano già sporgenti e duri.
“Sei bellissima!” mi ha detto guardando verso di me mentre mi muovevo sinuosa fingendo di cambiarmi ma sperando con il mio corpo esile di eccitare quell'uomo di 50 anni, tanto distinto e tanto caro con me.
“Grazie zio. Non trovi che mi faccia il seno troppo grosso?” gli ho detto sollevandomi il vestito e girandomi verso di lui.
“Affatto, cara! Sei divina, sei proprio splendida! Te lo compro!”
“Ma che dici zio! Costa troppo! Sei matto!”
“Tranquilla! Diremo a tuo padre che mi è costato 100 Euro”
“Grazie zio!” gli ho detto gettandogli le braccia al collo. Lui mi ha letteralmente sollevato da terra stringendomi con forza tra le sue braccia facendo sì che le mie tette si poggiassero sul suo petto muscoloso avendo la prima occasione di constatare che a cinquant’anni quell’uomo aveva un fisico incredibile.
Per ingraziarlo di quel regalo da favola, l’ho baciato tantissime volte sulle guance, mi piaceva il suo odore di tabacco, di maschio.
Lui ha sussurrato “Hai un profumo buonissimo!
“Graziee! È alla vaniglia!! Sono contenta che ti piaccia.” Ho risposto felice e contenta come mai lo era stata.
Il vestito non l’ho voluto levare e l’ho tenuto indosso. Lui ha pagato e siamo usciti dal negozio.
Non credevo a me stessa, mi sembrava di essere in una favola; io povera figlia di un impiegato me ne andavo in giro con quel distinto cinquantenne ricco sfondato!
Intuivo che stavo per diventare il suo giocattolo preferito ed in seguito lo sarei rimasta a lungo, prigioniera e sua schiava anche dei suoi soldi.
Dopo poco più di un anno la moglie è morta. Non so se abbia saputo che il marito si scopava una ragazza di circa venti anni.
Se mi avesse sposato in quel momento avrei ereditato tutto di lui perché precedentemente non ha avuto figli.
L’acquisto di quel vestito molto costoso è stato il mio primo atto inconsapevole di puttana arrampicatrice così come lui voleva.
Ero estremamente eccitata.
A mezzogiorno dopo aver girato per negozi, Gino ha anche telefonato a casa per dire a mio padre che avrei pranzato con lui. Mio padre, tranquillizzato dal suo amico di sempre, ha acconsentito e subito dopo siamo andati in un ristorante della città elegantissimo, molto costoso e raffinato.
Ne sono uscita un po’ brilla avendo bevuto con dell’ottimo spumante brut che accompagnava molto bene alle pietanze; non ero abituata a questo tipo di vino, anzi non lo avevo mai bevuto ed ignoravo quale fosse l’effetto che comunque, a posteriori, mi ha dato una carica particolare.
Nel pomeriggio è stato facile convincermi a farmi fare delle foto in uno studio fotografico dove lui mi ha detto di esserci andato varie volte per fare delle foto per sé.
Ero talmente presa dalle emozioni forti ed uniche che Quell’uomo era proprio buono e mi aveva preso in simpatia e capivo che forse era innamorato di me.
Per fare le foto siamo andati in uno studio di una fotografa.
Intanto mentre camminavo con lui mi sono accorta che era geloso di me e ciò si è ripetuto nello studio osservandomi attentamente, dandomi degli ordini, facendomi sembrare più la sua schiavetta che non una ragazza.
Il personale dello studio non ha fatto caso al suo comportamento nei mei confronti, mi hanno truccato e sistemato i capelli, hanno provato le luci e le posizioni da assumere.
Per le fotografie non mi hanno fatto cambiare d’abito poiché quello che indossavo lo hanno ritenuto eccezionalmente adatto e bello per il lavoro che avrebbero fatto.
Gino guardava ed osservava tutto ciò che si faceva ed io mi sentivo tra le nuvole per la felicità ed anche persa in quel gioco di magia e seduzione, mi sentivo come fossi cenerentola. In un attimo di tregua di quel gioco senza tregua con la mia voglia di essere una donna anche sessualmente mi sono chiesta dove fossero i sette nani perché non volevo essere una cenerentola sola e se i nani fossero in Gino e se mi avrebbero scopata come una troia navigata. Quell’idea mi è passata per la mente non so neanche perché e di essere una cenerentola scopata a dovere mi è dispiaciuta affatto.
Dalla confidenza che Gino aveva con la fotografa ho intuito che si era messo d’accordo con lei.
Dopo una serie notevole di foto, improvvisamente tutti sono spariti dallo studio e sono rimasti con me la fotografa, il cui nome era Lucia e zio Gino il quale seduto in poltrona si gustava lo spettacolo che offrivo tra le mani di Luisa.
Tra le mani di quella donna, per fotografarmi, mi ha detto di comportarmi come una troietta da ammirare, fotografare mentre lei era molto brava sistemami per delle foto che a sua detta erano uniche e rare. Per fare tutto ciò lei mi ha toccato ovunque, anche nelle parti intime.
Sono stata sempre attirata dalle donne ed avevo una grande voglia di esplorare il mondo delle lesbiche; una volta mi ero baciata con una mia compagna di scuola e mi era piaciuto tanto.
Luisa era bellissima, mora alta, scura di carnagione, olivastra e con un bel sedere mediterraneo non grande.
Nello studio faceva caldo ed ho chiesto dell’acqua che mi è stata offerta in una bottiglia dicendomi di berne quanta ne avessi voluto che mi avrebbe reso molto più bella ed attraente. Il sapore di quell’acqua era diverso ed ottimo, ho pensato che fosse effetto della sbronza dovuta allo spumante che anche lì non mancava ed era ottimo essendo dolce così come piaceva a me.
La seduta fotografica durava già da più di due ore ed i miei ormoni si erano sparsi nello studio che sapeva di me, del mio odore di femmina, di vaniglia, di figa. Ero eccitatissima, bevevo spumante e ridevo, ero su di giri, ero in una favola e stavo cadendo sempre di più nella rete tesa da Gino che immaginavo e speravo mi avrebbe letteralmente mangiata e sfondata col suo grosso cazzo.
Luisa improvvisamente ha abbassato una spallina del vestito denudando una mammella che mi fatto prendere con una mano, in quel momento ha fatto una serie foto da diverse posizioni. Mi sentivo una diva, bellissima, ed era il risultato dei bicchieri di spumante che stavano facendo effetto. Non capivo più niente ma pensavo solo ad accoppiarmi con qualcuno perché era veramente tanta la voglia di mostrare la figa e far vedere a Gino come mi sarei sgrillettata.
Intanto lui guardava eccitato ed ho visto chiaramente che aveva un rigonfiamento ben evidente tra le gambe.
L’ho guardato più volte ed infine non mi vergognavo più, nella mente me lo vedevo con il cazzo fuori a segarsi e poi avvicinarsi a me per entrare allargandomi la figa e sborrare dentro. Mi piaceva pensare che Gino era eccitato per me una ragazza molto più giovane di lui, avevo trovato l’uomo maturo che era sempre piaciuto e che era nei miei desideri ma che non riuscivo ad avvicinare e né dare a lui un motivo per accoppiarmi.
Che fossi su di giri sia a Luisa che a lui era chiaro e mi sentivo strana, non la solita sbronza ma qualcosa di diverso che mi teneva eccitata e sempre con la voglia di cercare sesso, non mi importava se fosse maschile o femminile.
Fino a quel momento ancora non sapevo che lui mi aveva messa tra le mani di una fotografa lesbica. Quando Luisa mi ha proposto di fare delle foto di nudo, asserendo che avevo un corpo fantastico, ho accettato confermando che non mi vergognavo né di lei né di Gino. Non avrei mai detto e tantomeno accettato ciò ma in me c’era qualcosa che mi spingeva a dirlo e mi piaceva essere così sfrontata, mi sembrava così spontaneo e naturale.
Mi sono denudata e senza alcun indumento indosso Luisa mi ha messo in posa ed ha detto “É divina! Vero Gino? Guarda che tette dure e che fighetta poco pelosa!” e rivolta a me “Beato colui che ti scopa, troietta nostra!
Quelle parole le ho ascoltate con orgoglio e mi hanno dato una sferzata arrivando a dire tremante “Veramente sono ancora vergine!”
“É meravigliosa!” ha esclamato lui eccitato “Sei bellissima, Mele’! Incantevole, sei una Dea!”
“Grazie zio Gino” ho replicato tremante e molto eccitata. Me lo sarei scopato immediatamente.
“Girati fatti vedere!” ha chiesto Luisa ed io mi sono girata mostrando a lei ed a Gino il culetto sodo e la mia schiena stupenda spostando sul petto, fino a coprire una mammella, i capelli per farmi ammirare da quei due. Inoltre non so cosa mi ha preso, ho anche sculettato forse per farmi ammirare meglio il sedere.
Luisa ha lasciato una moneta sul pavimento lì davanti a me e mi ha chiesto di piegarmi per prenderla, dovevo fare una mossa apposita e lei mi ha dato le istruzioni su come eseguirla per mettere maggiormente in evidenza alcune parti del mio corpo. Ho raccolto la moneta come lei voleva con le gambe tese senza piegare le ginocchia, ciò me lo potevo permettere perché andavo a ginnastica due volte alla settimana ed ero molto elastica, così piegata ho mostrato il sedere ed è apparso ai loro occhi il sedere e la mia figa gonfia che sentivo schiudersi e pulsare. Mi sentivo bruciare in quella zona, mai mi ero sentita così calda e vogliosa. Se avessi potuto mi sarei sgrillettata davanti a loro due ma Luisa non mi dava tregua. Infatti mi fotografava e mi metteva in posa ed ogni volta che mi sfiorava io sussultavo. Le sue mani bruciavano, il suo odore di femmina mi stordiva, ero bagnatissima, sconvolta, eccitata, desideravo un po’ di sollievo a tutto quel fuoco dentro di me. Intanto bevevo in continuazione sia acqua che spumante e sia Luisa che Gino erano solerti nel dissetarmi.
Per molti minuti ho mostrato il mio corpo, le mie cosce candide, la mia figa schiusa e bagnata, le mie tette esposte agli occhi di Lucia e di Gino, il mio culetto sodo e bollente. Non mi sono vergognata perché mi eccitava veder che zio Gino mi guardava e che mi desiderava. Non mi è certo passato per la testa che alla fine della serata sarei stata scopata dal cazzo enorme di quell'uomo che a me piaceva tantissimo e che non vedevo l’ora che mi sverginasse. In quei momenti desideravo essere la sua bambolina, il suo giocattolo, la sua schiavetta e per lui avrei fatto chissà cosa.
Luisa mi ha guidato nel mettermi in posa con le cosce aperte per far vedere il mio fiore gonfio che si è aperto come un'orchidea. Gino estasiato mi ha guardato proprio lì mentre io ero obbligata a restare immobile per essere fotografata.
Nello studio si sparso il mio odore intenso della mia figa. Restando immobile, con il flash che si accendeva ad ogni foto, ho sentito il mio succo scivolare tra le mie natiche e la pelle bruciare di desiderio, in una delle pose mi è stato consentito di guardarmi in basso e mi sono vista con i capezzoli molto sporgenti ed anche una macchia di umido sulla seduta di uno sgabello alto su cui ero parzialmente seduta.
La mia eccitazione era a livelli altissimi e solo guardandomi improvvisamente sono venuta senza toccarmi e Luisa da lesbica esperta se ne è accorta, mi ha tradito il mio odore ed il succo che è uscito dalla figa. Lei sfruttando la situazione si è avvicinata e mi ha fatto cambiare posa poi ha afferrato una mammella con una mano formandola a coppa e poggiandola da sotto soppesandola, si è piegata verso di me e me l’ha baciata dolcemente facendo sporgere le labbra trattenendo il capezzolo in bocca e tra le labbra l’areola.
“È grosso e sodo, sei stupenda” ha sussurrato Lucia succhiando il capezzolo mentre con l'altra mano mi ha sfiorato la figa senza toccarla.
Stavo impazzendo e l’ho lasciata fare. Mi piaceva avere le sue labbra attaccate a me e mentre lei mi succhiava io guardavo Gino con aria maliziosa ed anche di sfida.
“Hai un sapore meraviglioso, piccolina!” ha detto Luisa chiedendomi di mettermi gattoni sul pavimento con il sedere in alto in modo che fosse illuminato da una luce dello studio.
In quella posa mi ha fatto altre foto e poi mi ha dato tanti baci sul sedere, sui glutei e sull’interno coscia, gocciolavo come una fontana. Lei ha messo una mano sotto la figa ed ha lasciato che si riempisse dei miei umori, io sospiravo e gemevo mentre dalla mia fighetta cadevano, goccia dopo goccia, nel suo palmo della mano.
Quando ha visto che dalla mia intimità uscivano poche gocce, Luisa si staccata da me e mi ha passato due dita dell'altra mano tra le grandi labbra gonfie della figa portandole alla bocca e succhiandole.
“Hai un sapore stupendo! Sai di selvatico. Beato l'uomo che ti sverginerà questa fighetta così dolce!” ha esclamato sensualmente sollevandosi ed avvicinandosi a Gino a cui ha offerto la mano ancora piegata a coppa con cui aveva raccolto i miei succhi e Gino estasiato ha leccato tutto il succo della mia figa.
Nel vederlo non so perché mi è venuto da chiedere “Ti piace il mio nettare zietto?”
“Molto Mele’! Hai un sapore meraviglioso!”
Anche se potevo parlare con lui, Luisa mi ha detto di restare ferma nella posizione in cui mi trovavo. Lei è venuta dietro di me, mi ha odorato ed ho sentito il suo respiro sulle mie parti intime che non facevo vedere neanche a mia madre. Dopo avermi odorato e respirato i miei odori profondamente come a saziarsi, mi ha leccato e la sua lingua è stata meravigliosa nel darmi ristoro a quel calore che avevo. Le dita sono andate a tentare di aprire lo sfintere ma l’ho stretto forse troppo e lei lo ha forzato riuscendo non in quel frangente ad entrare.
Luisa mi ha fatto piegare ancora di più fino a che la mia testa ha toccato il tappeto su cui mi trovavo ma ha preteso che tenessi il sedere sollevato “È troppo bello per nasconderlo!” ha esclamato facendo sentire quelle parole anche a Gino.
Le sue dita sono andate sulla figa che dalle foto che poi avrei visto, risultava avere le grandi labbra gonfie e, con mia grande meraviglia, era più grande di quanto me l’aspettassi.
Due dita mi hanno aperta, hanno messo alla luce il mio clitoride e con delicatezza, ma anche decisione, ci sono passate sopra per sgrillettarmi. Quel trattamento non so quanto sia durato ma è stata una benedizione perché finalmente potevo sciogliermi in un orgasmo e non mi interessava chi me lo stesse procurando.
Ansimavo e mugolavo finché l’ho sentito esplodere ed allora ho sollevato la testa aprendo la bocca lanciando un urlo di piacere che qualcun altro avrà sentito di sicuro.
Luisa ha fotografato tutte le fasi fino a che non mi sono rilassata ed ho aperto gli occhi, solo allora ho trovato il coraggio di dire “Vi sono piaciuta?” e rendendomi conto di essere stata sfacciata, in attesa di un loro giudizio, mi sono messa un dito in bocca e mi sono stretta in un abbraccio avvolgendo anche le tette.
“Sei stata superlativa e molto eccitante. Luisa ti ha fatto tante foto. Quando le vedrai non potrai negare che siano molto belle. Sarà la tua collezione privata e ne potrai fare un book fotografico” mi ha detto Gino.
Poi mi hanno fatta rivestire con il bellissimo abito che Gino mi aveva regalato, siamo andati via.
“Caio Luisa. Ci vediamo più tardi” ha fatto Gino nel salutare la donna che ha confermato l’incontro.
Ho pensato lì per lì che i due si dovessero incontrare per qualche motivo e che io sarei dovuta rientrare a casa dei miei genitori.
Mi crogiolavo nella mia felicità infinita ed avrei voluto non finisse di colpo. Dicevo a me stessa che quella era la mia vita e quello studio fotografico era il mio posto ideale da cui vivere.
In quello studio fotografico il tempo è passato senza che me ne sia accorta e quando siamo usciti erano le 18.
Siamo andati alla sua auto che non avevo ancora visto, era un’auto sportiva da far invidia a tutti e non come l’utilitaria di mio padre.
“Mi accompagneresti alla casa al mare?” mi fa Gino.
“Sì, volentieri! Anche se prima avrei voluto farmi una doccia. Sono tutta sudata. In quello studio c’era caldo e poi Luisa …..” e non ho aggiunto altro, lui sapeva bene cosa intendessi dire.
“Non preoccuparti la doccia la farai lì dove stiamo andando” ha precisato lui.
“Ok. Oggi sei stato meraviglioso con me! Ti ringrazio tanto”
“Oh, non è stato niente di speciale. Queste cose si fanno per le belle ragazze che si vogliono godere la vita”
Dopo venti minuti siamo arrivati nella sua villa al mare. Quella casa era enorme e per me era piena di tanti bei ricordi, precedentemente c’ero stata poco, forse una decina di volte solamente.
In quella villa lui mi abborda subito e mi dico “Era ora! Finalmente ti sei deciso caro zio Gino!”
Ero affascinata dai suoi occhi penetranti e dai discorsi ambigui che mi ha fatto in auto. Lì in casa, sulla terrazza sul mare, lui va subito al sodo dicendomi che ho un fisico da sballo che è un peccato non sfruttare.
Il suo modo diretto di dire le cose mi eccita, ma sicuramente non basta a farmi cedere, mi offre ancora da bere e io poco dopo comincio a eccitarmi in modo per le sue proposte e quando comincia a accarezzarmi le gambe, per poi diventare sempre più esplicito, io stranamente non dico di no, anzi, mi sento euforica e non vedo l’ora di scopare con lui è in quel momento che Gino mi fa capire che con noi tra non molto ci sarà un’altra persona.
Quella persona immagino sia Luisa con cui lui ha un appuntamento.
In poche ore avevo cambiato la personalità grazie a lui. La mattina ero una ragazza con tutte le mie ingenuità ed ora mi ritrovo donna ma non ancora femmina abile a rispondere ridendo pur con un attimo di esitazione dicendogli che scopare con lui è quello che desidero da tempo.
Dopo dieci minuti, mi sono ritrovata sul suo letto con le sue mani che mi aiutavano a spogliarmi palpandomi da tutte le parti ma inaspettatamente mi sono sentita a mio agio in quella situazione strana e gli ho chiesto di scoparmi. Lui non aspettava altro ma non lo ha fatto subito. Sul momento non ho capito il perché non lo facesse, ho supposto che temesse a sverginarmi ma non era così.
Gino aspettava Luisa, l’appuntamento era con lei in quella villa.
Sul letto eravamo io e lui, lo zio Gino, nudi e guardavamo i nostri corpi ed io ammiravo con grande curiosità la sua erezione senza chiedermi se quel grosso cazzo sarebbe potuto entrare nella mia fighetta che ho sempre ritenuto piccola. Però da come svettava e da come ero bagnata, ho capito che quella sarebbe stata una notte indimenticabile per il mio fisico.
Mentre lo guardavo e mi godevo con gli occhi quel bel corpo di maschio maturo, entra Luisa, è nuda anche lei e sfoggia un corpo da far invidia a molte ragazze.
Avvicinatasi a me, mi bacia a lungo sulle labbra e poi mi è naturale allungare la lingua che lei immediatamente riceve nella sua bocca. Poi si stacca da me e bacia nello stesso modo anche Gino il quale le strizza i capezzoli come se dovesse mungerla.
Passato qualche istante mi fa mettere in ginocchio sul letto e, senza aspettare altro, mi fa aprire la bocca e mi dice di fare un pompino assicurandomi che a Gino piacerà e di proseguire fino a farlo urlare.
Non ne avevo mai fatto e mi sono dimostrata timorosa nel prendere quel bel sesso in bocca ma Luisa senza forzarmi, ma con decisione, mi mette una mano sulla nuca facendomi capire che è ora di ‘lavorare’ ed io non la deludo facendo affondare per quanto potessi, non fino alla gola, quel grosso bastone.
Intanto Luisa si messa dietro di me sul letto a leccarmi figa e il culo dandomi sensazioni stupende che ben presto mi portano a godere.
Il mio piacere lo trasmetto con la lingua a Gino e sento che i suoi complimenti sulla mia bravura diventano sempre più forti mentre la donna continua a leccarmi e spinge la lingua dentro la mia fighetta vogliosa e pronta ad essere sverginata.
È quello che voglio, è il mio momento e non me lo voglio perdere.
Lei mi titilla il clitoride con la punta della lingua che inserisce all’interno della vagina dandomi anche delle leggere spinte che favoriscono l’affondo del cazzo di Gino in bocca che, senza me ne sia accorta, è arrivato fino alla gola.
Ben presto vengo inondata da sperma caldo che orgogliosamente ingoio felice di fare contento colui che considero ormai il mio amante.
Non avevo mai fatto sesso in tre e mai ci avevo pensato, ma quella sera tutto mi sembrava facile e normale, anche quando mi hanno detto di volermi fare anche il culo e che io dicessi che mi sarebbe piaciuto. Volevo fare anche quello.
Nei pochi istanti di lucidità in cui i freni inibitori riprendevano le loro funzioni mi sembrava di essere pazza. I ragazzi e soprattutto i compagni di scuola parlavano di queste cose e qualcuno me lo aveva anche proposto, ma non avevo mai voluto farlo. Mi meravigliava il fatto che con Gino e Luisa improvvisamente ero diventata molto disinibita e avrei voluto provare ogni variante degli accoppiamenti sessuali.
Mentre mi godo i colpi della lingua di Lucia che martoria dolcemente la mia fighetta, sento che lei mi titilla con un dito il mio piccolo buchetto posteriore che avevo visto per la prima volta in fotografia poche ore prima.
Ho immaginato cosa volesse farmi e mi sentivo pronta a gestire quella penetrazione, in realtà poi, la realtà è stata più complicata.
Quando il cazzo di Gino, appena uscito dalla mia bocca ed ancora molto insalivato, ha cominciò a farsi strada nel mio sfintere vergine, ho capito che non sarebbe stato così piacevole come pensavo e quando la seconda metà di quel cazzo duro come un bastone si è fatto strada aprendomi con forza, il mio urlo è stato di dolore, inoltre sentivo qualcosa di fresco nella figa che mi ha portato a stringere maggiormente il mio piccolo buchetto facendo ancora più resistenza.
Quando Gino si è spinto tutto dentro di me mi è sembrato mi mancasse aria, per qualche secondo tutto si è fermato, poi lui ha perfezionato i suoi movimenti e finalmente ho sentito più piacere che dolore ed ho avuto la possibilità di sentire un misto di sensazioni che tutto sommato era elettrizzante e finalmente mi facevano sentire femmina.
Con il cazzo di Gino dentro di me, ma non totalmente affondato nel mio intestino, Luisa mi ha spronato a dimenare il sedere e lo faceva con frasi volgari che in quel momento mi sono piaciute. Infatti in poco tempo un nuovo orgasmo è arrivato portandomi sull’orlo dello svenimento.
Uno specchio posto all’ estremità del letto, mi ha permesso di vedere tutta la scena in cui ero la protagonista e devo dire che vedermi presa in quel modo e sentirmi così piena era una sensazione esplosiva. Ormai facevo fatica a fermare i miei godimenti. Avevo solo il tempo di guardarmi allo specchio che subito godevo.
Dalle mie amiche avevo sentito parlare di orgasmi multipli ma per me era fantasia pura. In quell’occasione, se quello era il famoso orgasmo multiplo, allora capivo che ben presto avrei perso i sensi per il piacere provato e tutto mi sembrava sublime.
La testa sembrava girare senza più logica per tutte quelle nuove sensazioni insieme alle loro parole.
I colpi sempre più frementi e decisi che mi dava Gino, mi facevano capire che anche lui ormai era vicino al suo piacere.
Lo sfintere si era abituato a quel cazzo e, guardandomi nello specchio, ero deliziata nel vederlo uscire e rientrare in me come un’asta di carne che entrava senza pietà.
Quando il suo sperma mi ha riempito, ho avuto l’ultimo mio orgasmo e distrutta mi sono lasciata andare sul letto. Ero distrutta ma non era ancora tutto.
Quando mi sono ripresa mi sono sentita ancora molto eccitata e contenta così come lo erano Gino e Luisa.
Mi ero assopita ed i due ne hanno approfittato per scopare, non so se lui sia venuto ma per come ho visto Luisa sono sicura che lei abbia avuto almeno un orgasmo.
発行者 sardo84
1ヶ月前
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