186 - Lettera di Mirta a Francesca

Francesca si è svegliata di ottimo umore, è serena, è allegra, e inizia la sua giornata di lavoro come tante altre ragazze. È lei per prima ad aprire la porta dello studo legale dove lavora, solleva le serrande, ritira la posta dalla cassetta e tra la corrispondenza degli avvocati trova una lettera per lei indirizzatale da Mirta, sua matura e storica amante. La apre e con grande emozione legge le parole che Mirta ha scritto.
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Cara Francesca, tesoro mio.
Il tempo necessario per dimenticarti si è trasformato in un desiderio di rivederti ed è un inutile tentativo di cancellare il tuo ricordo.
Adesso mi trovo qui, a letto, letto a scriverti e tra poco verrà al mio fianco una persona che reputo sbagliata. Lei gode con me e mi sa far venire bene ma non sei tu, non ti sostituisce.
Sono passati molti mesi e sembravano sufficienti per dimenticarti. Invece sono stati giorni sofferti in cui ci sono stati cambiamenti d’umore improvvisi. La scorsa settimana ho anche fatto un viaggio distante per cercare di creare un vuoto rivelatosi incolmabile nella speranza che la distanza potesse aiutarmi a dimenticare lo sbaglio di esserci separate e invece mi ritrovo ancora più appassionata e tutti i miei pensieri sono per te.
Ti rivedo qui nel nostro letto e sulle nostre poltrone nel patio nascoste da tutto e tutti.
Il pensiero va a te su come vorrei vestirti ed averti.
Con la mente divago a percorrere la linea dell’erotismo e facilmente sconfino nel porno di lusso dove tutto è raffinato e bellissimo dove tu sei la stella.
I miei pensieri vanno alla tua pelle come fossero le mie mani ad accarezzarti e godo nel desiderio dell’attesa.
Mi ritrovo a pensare al tuo corpo ricordando tutti i suoi lineamenti, il tuo modo di spogliarti, le movenze al contatto della mia pelle, i sospiri, i gemiti lanciati nel momento dell’estasi.
Le mie notti non sono più serene ed il risveglio è freddo anche se al mio fianco c’è Bianca. Cerco di allontanare il desiderio di averti cercando un sonno ristoratore ma inevitabilmente i miei pensieri tornano sul tuo corpo.
Ti immagino vestita con una gonna per farmi piacere con sotto poco o niente e quel poco è infinitamente erotico: perizoma celeste che ami o qualcosa di trasgressivo per sorprendermi scelto nell’armadio dei sex toys.
Chissà se anche tu nel leggere queste parole sei sveglia nel letto a pensare a noi due.
Continuo ad avere in mente il tuo corpo e penso alle tette morbide, tenere, penso ai tuoi capezzoli e a quante volte le mie labbra ci hanno giocato, a quante volte ti ho fatta sobbalzare stringendoli tra i miei denti per poi leccarli con dolcezza, a quante volte li ho abbelliti con i piercing gioiello che ti rendono unica.
Chissà se in questi mesi hai sofferto la mancanza come me. I momenti di gioia delle amiche per me sono state terribilmente frustranti non avendoti tra le mie braccia a fare sesso.
Ripenso di nuovo al tuo corpo e vedo le mie mani accarezzarti le cosce e salire fin dove nasce il tuo piacere.
Il ricordo dei peli del tuo inguine e di quando ti insegnai a depilarti per avere la tua fighetta sempre pronta e liscia come una pesca, mi assale. Poi il calore del tuo sesso che mi esplode in bocca la mattina, al risveglio, con le belle labbra che si allargano per ricevere la mia lingua, la tua ciliegina sensibile che mi vuole per darti tanta gioia e gli umori che lascivamente rilasci sul mio volto, sono ricordi indelebili.
Bene! Ho provato a dimenticare il tuo volto e invece mi ritrovo a desiderarti qui con la tua bocca sul mio sesso che non ha pace.
Non riesco a togliermi di testa i tuoi movimenti, la maestria con cui mi hai superato nel toccarmi, le mani che mi graffiano la schiena, lo sguardo lussurioso che mi penetra mentre mi senti esplodere, i giochi intimi in piena notte, le notti insonni a trastullarci con il sesso.
Non è facile e lo sforzo mi sta distruggendo. Quando con le altre faccio sesso ritorno con il pensiero ai nostri corpi uniti, percorro con eccitazione il momento della penetrazione con i sex toys, le nostre grandi labbra che si baciano mentre anche le bocche si uniscono, le gambe che mi stringono, i nostri baci, le nostre promesse.
Tu sai quante volte abbiamo provato a lasciarci e quante volte ci siamo sentite più unite nel nostro letto disfatto in cui mi hai sempre dato tutto di te stesa, con le mani che hanno cercato i miei punti più delicati, la tua bocca che segue il mio corpo e si impossessa del mio clitoride ed io che mi lascio trasportare dal desiderio e guardo te mentre stravolta chiudi gli occhi e mi lecchi forsennatamente.
In quel momento percepisco di essere fortunata.
Quando il tuo viso si trasforma per l’attesa e la vicinanza dell’orgasmo, mi rendo conto della tua bellezza. Mi mancano i tuoi ritmi che da ragazza libera ti permettono di essere felice e vincente su di me rilasciando i tuoi succhi sul mio viso e sul mio corpo profumandolo di femmina.
Come dimenticare le dita lunghe tra i miei capelli, i baci, i giochi maliziosi nell’attesa di un nostro nuovo amplesso?
Le carezze languide, le frasi sorridenti, i momenti di estasi totale e poi le forze che tornano piano dopo l’orgasmo ed il tempo che non basta mai.
Ora è troppa la voglia di averti qui ed allora eccomi a scrivere non riuscendo a dormire.
Scusami se mi perdo nei miei pensieri che ti scrivo. Sappi che sto venendo violentemente pensando a noi due.
Credimi, ho veramente cercato di dimenticarti ma non ci sono riuscita.
Tua Mirta
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La lettera è un gran colpo che lascia Francesca stordita ed imbambolata che comunque riesce a sedersi al tavolo di lavoro e sembra rincretinita. I suoi pensieri sono tutti per Mirta. Dovrebbe lavorare ma si comporto come un automa. Dal momento in cui ha letto le prime parole, la testa non sembra più la sua. I ricordi e le immagini si accavallano a velocità della luce. Quelle parole l’hanno stordita e rapita e la portano ad un pensiero stupendo
Lei si siede e si appoggia allo schienale della poltroncina e, dato che la mattina non c’è nessuno degli avvocati, penso a Mirta ed a come la donna le ha fatto conoscere il piacere del sesso, di come ha fatto emergere il lato esibizionista e di come le ha fatto conoscere le tantissime e tutte gradite sfaccettature. In effetti il sesso è un istinto primario e l'autoerotismo è un momento molto intimo e sensuale.
Francesca si rende conto che sta attraversando una mattina tra sensazioni, idee, esigenze, voglie poiché con Mirta è stata corpo ed anima come fossi un essere pensante con l’istinto spiccatamente femminile. Per Francesca il sesso è necessario, come il cibo, come il sonno, come l'aria ed allora lei si chiede perché nasconderlo, perché nascondersi oppure scandalizzarsi. È contenta che Mirta ne abbia parlato nella lettera, in fin dei conti non è peccato farlo eppure l’educazione che aveva ricevuto la portava a pensare che fare sesso fosse sbagliato e che era un argomento scabroso.
È vero che l’ha dovuto fare sempre di nascosto perché la società e la religione ne fanno un atto impuro ma è convinta che non ci sia nulla di scandaloso nell’accoppiarsi sia in modo etero sia omosex.
Il sesso fa parte di qualsiasi essere umano e non va giudicato o criticato senza conoscerlo. Le fantasie erotiche non vanno soffocate e per lei è necessario far viaggiare la fantasia trovando eccitante l’essere possibilmente nudi perché il sesso è libertà ed è un qualcosa di meraviglioso, travolgente.
A tutte quelle sensazioni e pensieri, Francesca si ritrova bagnata e leggendo quel foglio mi è eccitata ed ha un forte desiderio di voler giocare con il clito.
Per cercare di ritornare sulla terra con i suoi pensieri decido di vedere un film di quelli che piacciono a lei su un sito pornografico.
In studio è sola, chiude la porta di ingresso e si sbarazza dei vestiti rimanendo con reggiseno e slip trasparenti.
Nella sua immaginazione c’è Mirta
Il film inizia con una musica melensa, la location è una villa con un lungo viale sterrato ma curato in cui appare una lunga automobile nera e lucida con l'autista il quale con riverenza apre lo sportello ad un'elegante e provocante signora bionda che si muove con movimenti eleganti e disinvolti su tacchi vertiginosi.
A ricevere quella donna è una cameriera giovane e carina che con cordialità la fa accomodare.
Nella seconda scena appare il padrone di casa vestito elegantemente che scende da una scala. I due si abbracciano e lui la fa accomodare in un salotto minuscolo ed intimo su un comodo divano in pelle nera davanti ad un camino acceso.
A dire il vero i preliminari, che introducono all’accoppiamento, sono molto semplici ed intuibili e Francesca pensa che avrebbe fatto di meglio.
Le scene proseguono con i due che limonano toccandosi freneticamente, con la donna che appoggia una mano sul vistoso pacco, lui che le sbottona la camicetta, le sfila il reggiseno e le palpa le tette sode. Nel contempo la donna gli slaccia i pantaloni ed estrae il cazzo duro e teso per prenderlo in bocca per spompinare di gusto il suo amante guardandolo negli occhi.
Quel cazzo è davvero enorme tanto che lei ha difficoltà a farlo entrare nella bocca.
I suoni delle labbra e della bocca che succhia sono chiari come se Francesca fosse lì nella stanza a sentirli con loro.
Arrapata e totalmente assorta dalle immagini Francesca inizio a sfiorarsi lentamente mentre il cazzo dell'uomo scompare nella bocca della donna per riapparire lucido.
Francesca si sfiora un capezzolo sotto nella coppa del reggiseno e lo sente indurirsi, con la mano afferra la mammella nel palmo caldo. Il tessuto del reggiseno non l’ha mai sopportato ed ora le sembra una gabbia che la avvolge e le dà fastidio ed allora se lo sfila ed insiste sui capezzoli pizzicandoli un po' per renderli turgidi.
Intanto i due protagonisti del film hanno ripreso a baciarsi. Lui toglie la gonna e la donna rimane con il perizoma di raso color vinaccia, la giarrettiera e le calze nere velate. Lui si toglie pantaloni, camicia bianca e rimane nudo al cospetto della donna languidamente adagiata sul divano. L’uomo non ha intimo sotto la camicia ed il pantalone. Lei si sfila il perizoma ed allarga oscenamente le gambe offrendosi all'uomo che le si inginocchia davanti e le lecca la figa perfettamente depilata forse definitivamente perché, nelle riprese ravvicinate, si vedono i pori chiusi da molto tempo.
La voglia di sentire una lingua fra le cosce assale Francesca che desidera avere la lingua di Mirta a trastullarla nello stesso modo con cui ha sempre fatto e, immaginando di essere davanti a lei, infila un dito nella fessura della fighetta calda sorprendendosi per quanto sia bagnata senza nemmeno aver sfiorato il clito.
Nel video i gemiti di piacere della donna si spandono nello studio dove si svolge la scena mentre l'uomo la lecca con perizia e con passione.
Francesca vede quella donna far ondeggiare il bacino, osserva la lingua dell'uomo che la penetra mentre le dita allargano la figa bagnata.
Francesca rapita dalle immagini osservando quelle scene si sta bagnando sempre di più e per l’eccitazione si penetra lentamente con due dita mentre con l'altra mano si accarezza le tette. Lei osserva la scena di quell'uomo tuffato con la testa in mezzo alle cosce spalancate della donna che sta gridando oscenamente per il piacere procurato da quella lingua.
Vorrei essere lei al posto di quella donna.
Anche Francesca emette dei gemiti di piacere al passaggio del dito che poi lecca e succhia immaginando di avere in bocca qualcos'altro e lo ripassa umido di saliva sulla sua figa che sente bollente e, sempre più eccitata, si sdraia completamente flettendo le ginocchia, sollevando ed allargando le gambe, mentre continuo a trastullarsi con le dita pizzicandosi il clitoride gonfio e sensibilissimo. Punta i piedi sulla scrivania ed il suo tocco la fa fremere ed inarcare il bacino per penetrarsi meglio e per sentire il dito più dentro possibile all’intimità.
La scena del porno è cambiata. Ora i due amanti del video stanno scopando.
Lui è sdraiato sul divano mentre lei lo cavalca dandogli la schiena.
Quella posizione piace a Francesca, l’ha fatta tante volte con i suoi amanti perché le lascia la libertà di scegliere il ritmo e di sentire il cazzo tutto dentro di sé fino ai testicoli.
Francesca guarda per un attimo la scena immaginando di avere un cazzo poderoso che la fruga dentro che le dà fantastiche sensazioni. Chiude gli occhi per un attimo immaginandosi nel pensiero a quella donna focosa che ha quell’uomo che la riempie completamente.
A Francesca due dita non bastano più per la ricerca del piacere ed allora si leva dalla poltroncina e da un cassetto prende una candela bianca, si siede nuovamente mentre i due attori hanno invertito le posizioni. L'uomo monta la donna stantuffandola con vigore e la donna gode sotto la pressione di quel cazzo che Francesca avrebbe voluto dentro di sé. Intanto Francesca riprende ad accarezzarsi le mammelle e la pancia scendendo con la mano ad accarezzarsi la figa oscenamente fradicia che cola e che sta macchiando la seduta della poltroncina. Afferra la candela e la strofina sul suo clito e lentamente la infila dentro godendo di quello strofinamento un po’ anomalo simulando la penetrazione di uno dei suoi giocattoli sessuali che ha lasciato a casa e che Mirta le ha insegnato ad usare.
Poiché Francesca ha tutto il tempo che vuole, se la prendo comoda per raggiungere l'orgasmo e sa che più si eccita ed aspetta, più le onde del piacere la travolgeranno.
La masturbazione è un'attività sessuale da gustare in ogni suo minimo gesto e lei in questo è maestra.
Infila la candela, la fa scorrere su e giù, lentamente, mentre guarda sullo schermo i due amanti diventare sempre più audaci e scopare alla grande. Tra spinte e sussulti, l'uomo ha girato la donna e le sta puntando il grosso cazzo tra natiche cercando di aprirle il buchetto del culo. L'uomo non trova molta difficoltà ad entrare e la donna lo accoglie con un'inequivocabile gemito di piacere accompagnando l’allargamento con il titillamento del clito con le dita di una mano.
Il ritmo cresce, l'uomo si riversa sulla donna e mentre la penetra con foga nel culo, le afferra le tette. Il piacere dei due è alle stelle ed anche l’eccitazione di Francesca aumenta smisuratamente e sente il calore salire dalla sua figa alla testa, i brividi la scuotono e deve rallentare il ritmo della mano per non venire. Francesca vuole gustarsi ancora per un po' la sua eccitazione fino a quando riesce a resistere. La candela fa la sua funzione poiché la muove velocemente mentre con il dito dell'altra mano si titilla il clitoride estremamente gonfio e turgido. Lei sa che non resisterà a lungo ed allora ogni tanto rallenta fermandosi un secondo prima che partano le contrazioni dell'orgasmo affinché sia alta l'eccitazione ed anche per vedere che combinano quei due nelle scene del video.
Infatti in quel momento la scena mostra l’uomo che sta letteralmente spaccando il culo alla donnala quale sobbalza sotto i colpi vigorosi.
Francesca pensa a quanto le piace essere presa in quel modo, a quel gesto così tanto piacevole una volta che ci si abitua.
L’eccitazione è molto alta e Francesca non ce la fa quasi più. Se entrasse qualcuno proseguirebbe nel suo ditalino ed a penetrarsi con la candela sicura che proverebbe sensazioni davvero travolgenti accompagnate da un forte piacere fisico e mentale. È il momento di lasciarsi andare perdendo il controllo abbandonandosi al piacere di essere alla vista di un eventuale spettatore.
Francesca si sgrilletta in maniera più decisa e proprio mentre sta per venire vede nel video l'uomo che estrae il cazzo dal culo della donna per segarsi restando in piedi mentre la donna si è inginocchiata davanti a lui.
Dal cazzo dell'uomo esce lo spruzzo dello sperma che va a ricoprire il viso della donna che lo lecca avida e lo inghiotte.
A quel punto anche Francesca è al massimo dell'eccitazione, sente arrivare l'onda del suo piacere, potente e squassante che la scuote e le fa sollevare il bacino e facendola gemere rumorosamente.
L'orgasmo le lascia un grande senso di rilassatezza.
Passano dei minuti in cui mi riprende dallo stordimento dell’orgasmo e sente dei passi. È Emilia, l’avvocatessa che rientra da tribunale e Francesca si ricompone.
Lei entra e la saluta.
“Anche oggi fatto sesso?” le chiede
Lei non può negare e risponde con un timido “Sì. È stato bello”
“Brava! Anche io stanotte ho scopato e mi sento in piena forma!”
Francesca riprende a lavorare e per tutta la giornata il pensiero di Mirta è affievolito.
Il bello però verrà la sera a casa.
La sera, prima di addormentarsi, distesa a letto, nuda sotto al caldo piumone ripensa a quello che è successo ed alla lettera di Mirta.
Pensa a quello che le è capitato ed a quello che potrebbe capitarle e perciò le manda un messaggio vocale.
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“Ciao Mirta. Ogni tanto mi vieni in mente. Quando ti penso non posso fare a meno di sentire un brivido lungo la schiena. Penso alle mani e alla tua bocca e non posso evitare di fantasticare su quello che potrebbe succedere se tu fossi qui.
Sento già la mia mano irrequieta muoversi lungo la gamba. La testa viaggia e ti immagino accanto a me. Vorrei trovarti accanto me quando la mattina ti svegli eccitata o quando ti capita prima di addormentarti. La mia mano intrecciata alla tua.
Per non dire della stoffa sottile dell'intimo che sfrega sulla mia fighetta.
La tua lingua che mi fa sussultare e sento già l'umidità fra le cosce.
Il dito è tra le gambe e mi sono già bagnata. Sento la mia mano fredda sulla mia pelle calda.
Sto accarezzando il bordo delle grandi labbra, ora accarezza il pube ed il monte di venere.
Sono scesa a toccare il clitoride già gonfio e sensibilissimo, lo prendo fra due dita e lo stringo, quasi mi manca il fiato per quanto è eccitante. Con due dita sto disegnando cerchietti sul clito e sento l'eccitazione salire.
L'altra mano è salita verso una mammella per prendere il capezzolo fra due dita a stringerlo forte.
Sto inarcando la schiena.
La mano scende ancora giù, dove l'altra sta letteralmente seviziando il clitoride, si fa spazio fra le gambe ed entra nella figa, prima con due dita, poi con tre.
Mi faccio quasi male ma l'eccitazione è così forte che non ci faccio caso.
Sto allargando di più le gambe perché tu mi possa leccare meglio e sono offerta tutta a te.
Mi sistemo alla meglio nel letto ed inizio il gioco perverso stuzzicandomi il clito con l'indice e il medio mentre presa dal piacere abbasso e alzo il bacino quasi come a favorire l'entrata di un pene o di un tuo toy.
Sono sempre più bagnata, sento il fuoco là sotto, ora non posso gridare, penso a ciò che sto facendo.
Le mutandine non le ho. Le tette si muovono e le mie mani mi masturbano con forza e voluttà. Eccomi! Sto venendo ancora una volta!
Spingo ancora di più le dita in profondità e continuo a fare pressione sul clitoride quasi a schiacciarlo.
Inarco la schiena con il bacino rivolto in avanti.
Ecco! Ancora pochi colpi e vengo.
Sempre allo stesso modo come se tu fossi qui e sempre con te nel mio pensiero.
Mi sto muovendo e sto bagnando le lenzuola dei miei umori. Non posso farmi sentire e ciò mi costa. Sono stremata ed ora ho voglia di dormire.
Ti saluto tesoro.
A domani notte”

Francesca si abbandona ad un sonno ristoratore e nel suo sesso cova nuove voglie a cui darà sfogo nei prossimi giorni.
発行者 sardo84
1ヶ月前
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