191 – Francesca nel negozio di Lucrezia
La mattina Francesca l’ha passata a casa dedicando il tempo al suo corpo. Una bella doccia con sapone profumato, una palpata alle mammelle per individuare eventuali noduli, depilazione alle ascelle e eliminazione dei ormai rari peli che crescono sul pube e sguardo anche alle gambe. Lei prova alcuni piercing per i capezzoli, riordina dei capelli ed infine olio VEA su tutto il corpo per avere una pelle morbida e flessibile.
Non ha fatto sesso solitario anche se alla fighetta ci ha pensato avendo inserito degli anellini d’oro nelle grandi labbra.
Nel pomeriggio per andare al lavoro come segretaria ha messo perle al lobo di ogni orecchio, un giro stretto di perle grosse (bigiotteria) al collo, ha raccolto i capelli dietro la nuca in modo morbido, ha indossato scarpe alte ma non troppo (solo 8 cm), calze autoreggenti color carne, intimo celeste pastello e un abito aderente che le segna le curve. Al polso destro un braccialetto in argento con dei pendenti di moda.
Il lavoro in ufficio la tiene molto impegnata ma la serata non è stata pesante ed è finita prima del previsto. Alberto è fuori in un altro studio per dei lavori in gruppo, Emilia non ha avuto clienti e quindi non è andata a lavorare. C’erano altri avvocati che lei conosce poco e che non sanno dei rapporti che Francesca ha con loro due.
Poiché è andata via dal lavoro prima del solito, ha approfittato della sera in parte libera per andare da Lucrezia che ha telefonato in mattinata per invitarla a visitare la nuova sistemazione del suo negozio.
Da Lucrezia, lo sanno tutte, si trova la lingerie migliore, quella adatta ad ogni occasione. Con il fatto che lei partecipa alle sfilate lavorando nei backstage può vedere le anteprime e scegliere di conseguenza. Spesso da lei passano oltre che belle ragazze anche accompagnatrici, attrici porno e belle signore a cui la lingerie erotica e di classe piace portarla. Nel parlare con Lucrezia, loro si confidano sapendo che lei è una loro complice; molte hanno amanti nascosti con cui festeggiano sempre qualcosa o qualche anniversario.
Francesca non ha nessuna occasione speciale da festeggiare ma nello studio dove lavora, sia Emilia che Alberto ed anche il Direttore, possono sbirciare nella sua scollatura e notare ciò che indossa e lei lascia fare. A dire il vero lei cerca di non indossare intimo alla mattina quando non ci sono clienti ed invece al pomeriggio sorregge le mammelle con qualcosa. La fighetta cerca di tenerla più libera possibile ma con i clienti ha capito che è sempre meglio far intravvedere qualcosa. Emilia le ha suggerito di portare qualcosa per stuzzicare la curiosità dei clienti di studio che così sarebbero stati più generosi. Perciò senza osare troppo mostra un cenno di reggiseno di pizzo raffinato in modo che i clienti siano incuriositi e stuzzicati.
Gli acquisti, è chiaro, li fa da Lucrezia che qualche volta le regala capi scompagnati o che hanno qualche piccolo difetto, oppure campionari fuori collezione.
Da quando è andata via da casa sua ed ha lasciato l’incarico di commessa il quel negozio, a causa dell’incremento di vendite, Lucrezia ha assunto un’altra sua amica che non è proprio bella ma è curata e ben truccata e considera Francesca una persona speciale. Quando entra in negozio la commessa le sorride e le offre il cestino in plastica rosa, caratteristico di quel negozio, per gli acquisti.
A lei è concesso provare, indossandolo, l'intimo ed anche a clienti selezionate.
I completini sono esposti liberamente e Francesca reputa che sia è una cosa favolosa perché li si può tastare con le mani e provarne la consistenza. Lei si muove lenta guardando con attenzione i capi esposti divisi con molta cura in base ai colori e così è facile perdersi tra reggiseni e perizomi oltre che neri anche in altri colorazioni sia in seta che in pizzo, con nastrini in raso e fiocchetti in organza. Le sensazioni che trasmettono le mani sono uniche e piacevolissime. Quando lei lavorava lì, le clienti le dicevano che si sarebbero lasciate trascinare dalle belle e stimolanti sensazioni che provavano.
I capi più preziosi e più erotici, Lucrezia li tiene nelle confezioni ben conservati perché valgono tanti soldi.
Per valutare i capi di lingerie Francesca li tocca, li sfiora, li ammira, li immagina su di sé, immagina le mani di qualcuno che le slacciano un reggiseno in pizzo delicato per poi scendere sul suo corpo pronte ad abbassare un perizoma invisibile in tessuto trasparente di minime dimensioni di solito impalpabile.
Nel girovagare e osservare la nuova sistemazione, Francesca è distratta da quei pensieri da un ragazzo con i capelli corvini che sembra più attratto dalla sua espressione sognante di quei completini esposti.
Di lui Francesca pensa sia un giovane in cerca del regalo perfetto per la fidanzata ma nei suoi occhi c'è l'ingenuità difficile da trovare un ragazzo della sua età che stima intorno a 27 anni. Lei suppone che sia alla sua prima esperienza di acquisti di intimo femminile perché lo vede indeciso e non sa dove guardare né come indirizzarsi. L’aspetto di quel giovane è attraente, ha il fisico atletico e spalle larghe, il viso ben rasato e vestito in maniera giovanile e sobria.
Nel muoversi tra la lingerie esposta Francesca si avvicina a lui perché è fortemente incuriosita, vuole conoscere il suo profumo, lo vuole annusare. Facendo finta di non averlo notato, lei sposta un reggiseno, muovo qualche passo verso di lui e sente il suo profumo inebriante caratteristico di una fragranza muschiata. Lei il cui aspetto non passa inosservato, lo fissa ed i loro occhi si incollano.
Francesca di maschi ne ha avuto e non si tira certo indietro quando qualcuno a lei piace o trova che ha qualcosa di molto attraente.
Francesca gli sorride maliziosa e lui imbarazzato finge di controllare il prezzo di uno slip che si è ritrovato tra le mani.
All’unisono i due fanno due passi insieme nella stessa direzione e lei prende un interessante perizoma che potrebbe anche indossare e tenere indosso nella speranza che lui decida di disfare i nastrini sui fianchi.
Per osservarlo meglio, Francesca sollevo la testa e nuovamente gli sguardi si incrociano. Lei sorride e sbatte le palpebre e fa anche un cenno in modo quasi impercettibile con la testa cosa che lui nota all’istante e lo interpreta nel modo giusto.
Quel ragazzo è tanto timido e impacciato quanto veloce e accorto a cogliere i piccoli segnali delle femmine. A Francesca vien da pensare che senz’altro ha una ragazza perché un giovane così interessante non è possibile che non abbia una ragazza.
Lui si avvicina con calma ed Francesca si ferma improvvisamente prendendo in mano un corpetto in seta verde pastello. Lui si ferma e lo fa in una frazione di secondo di ritardo rispetto a lei di conseguenza se lo ritrova addosso. A dividerli è la stoffa sottile del corpetto.
Del contatto con il corpo e mie tette che Francesca ha spinto in avanti appositamente, il giovane ne resta visibilmente turbato e di ciò lei si scusa chinando il capo e lui farfuglia che non aveva intenzione di farle male o importunarla. Quel ragazzo è in evidente imbarazzo e forse vorrebbe dirle qualcosa ma lei lo zittisce poggiandogli un dito sulle labbra costringendolo a sollevare lo sguardo. Lei lo fissa divertita, sorridendo, e infila il corpetto nel cestino degli acquisti che poi gli mette in mano in modo inaspettato e che lui prende con enorme meraviglia costringendolo così a seguirla.
Fino quel momento i due non si erano scambiati nomi quindi sono due persone anonime che si sono incontrate in quel negozio.
Lei non sa se a lui potrà piacere e lei spera che non conosca i camerini di Lucrezia.
Per sedurlo ulteriormente Francesca si fa un giro per il negozio e lui la segue come un cagnolino mentre passa in rassegna l'intero reparto rosa confetto. Per stuzzicarlo gli sfiora la punta del naso con una culotte di pizzo e poi appoggia sul petto un reggicalze velato. Il suo respiro è diventato decisamente accelerato.
Francesca lascia cadere i capi nel cestino con nonchalance e pare meno eccitato ma non più tanto imbarazzato dando l’idea che sia incantato ed anche frastornato dalla seduzione in atto.
Poiché nel negozio c’è caldo Francesca si leva il soprabito leggero che indossa esponendo il vestito rimasto nascosto fino a quel momento. Lei è contenta d'aver indossato la minigonna più corta che aveva nell'armadio come una delle tante ragazze normali non ritenendosi una fotomodella anche se madre natura l’ha fatta bella e ha messo i pesi nei punti giusti in modo che possa spesso far ondeggiare volentieri i fianchi e non è da meno il decolté che mette in evidenza appena posso.
La galanteria di quel ragazzo la sorprende. Infatti tende il braccio per sostenere il soprabito e nella mente Francesca già figura ciò che in seguito farà; saperlo con le mani occupate renderà più divertenti i prossimi passi.
Poco dopo i due, che ancora non possono definirsi amici, si immergono nel candore del settore dei completi bianchi ed i suoi capelli neri e ricci spiccano tra quei capi.
Francesca si azzarda a slacciargli un bottone della camicia che apre leggermente e nota, con la coda dell’occhio, che il suo sguardo è sulle tette. Ovviamente non fa caso a quegli sguardi che in altre situazioni potevano essere molto inopportuni, e sorride e mostrandogli un reggiseno di seta con piccoli fiocchetti sparsi appuntati qua e là. Lui, imbarazzato, annuisce per dire che gli piace.
Sembra incredibile ma quello sconosciuto ragazzo è incollato a lei da almeno mezz'ora e ancora non si sono rivolti la parola! I due si capiscono solo con lo sguardo e, per ogni capo di lingerie che è messo nel cestino, lei lo vede più accaldato ed è sicura che sia già eccitato al che le vien da pensare a quali fantasie si stanno aggrovigliando nella sua mente di ragazzo.
Per sedurlo ancora maggiormente e fargli capire che a lei piace, Francesca lascia cadere un reggicalze che aveva tra le mani e subito lei si abbassa per raccoglierlo facendo attenzione a non piegare le ginocchia. Con il tenere le gambe tese e il sedere sollevato è sicura che con la gonna così corta, lui ha visto molto di quello che il perizoma non nasconde lasciando intendere che le piace esibirsi.
Francesca appositamente resta chinata qualche secondo in più e quando si rialza gli sorride con aria da finta ingenua facendogli capire con lo sguardo che l’essere vista da lui le fa piacere.
Il ragazzo non fa in tempo a nascondere un’espressione del volto piacevolmente sorpresa mentre delle piccole gocce di sudore gli imperlano la fronte senza che sia chiaro se ciò è per effetto dell’atteggiamento di Francesca o del caldo del locale.
Lei finge di non essersi accorta e si dirige verso i camerini che per alcune persone non sono degli ambienti normali di solito piccoli ma dei veri e propri cubicoli arredati.
L’addetta alle vendite, vedendola diretta ai cubicoli speciali, dove va la clientela selezionata, le porge la chiave e guarda l’accompagnatore che tiene tra le mani il cestino rosa e lo lascia passare senza fare difficoltà guardandolo anche lei con uno sguardo che sa di fame sessuale. Quella ragazza forse sa quel che accade in quei camerini in quei casi.
Francesca apre la porta e con lo sconosciuto si trovano in un piccolo salottino di pochi metri quadrati, arredato con una sedia con la seduta in velluto rosso e una poltrona dello stesso colore, le pareti completamente ricoperte di specchi compreso il soffitto e, poiché si tratta di camerini speciali, anche il pavimento è a specchio.
Dallo sguardo sbalordito e arrossato del giovanotto ancora fermo sulla porta si capisce che lui non era mai entrato in uno dei camerini di quel meraviglioso negozio.
Lei sorride divertita sapendo che potrà mettere alla prova tutte le sue doti di seduttrice.
Per continuare l’opera di seduzione, Francesca gli indica la poltroncina per accomodarsi e lui si lascia sprofondare ormai sedotto e frastornato. Lei si leva le scarpe a tacco alto e le poggia in un angolo. Subito si accorge che quel giovane maschio ha gli occhi persi nella miriade dei riflessi degli specchi, poi l'occhio gli cade sul pavimento e con sorpresa si accorge che può vedere sotto la gonna quella fantastica ragazza che lo ha sedotto.
Lei approfitta dello sguardo in quella direzione e con gesto un gesto deciso, ed allo stesso tempo sensuale, lascia che la gonna cada a terra poi scostandola con i piedi con delicatezza.
Francesca lo guarda e lui le fissa le gambe velate da autoreggenti color carne, poi si distrae guardando le dita sbottonare piano la camicia che lei lascia aperta mentre con lentezza slaccia i bottoncini delle maniche per poi sfilarla ed appenderla ad un gancetto. Per fare questo Francesca non si sposta dalla posizione centrale del camerino che occupa e si protende con tutto il corpo. Lui ha il volto di chi è estasiato ed incredulo diventato così perché lei ha appoggiato il soprabito sulle sue gambe per cercare di coprire il segno della sua erezione.
Francesca slaccia il reggiseno e lo lascia cadere sul bracciolo della poltroncina mostrando le mammelle con i capezzoli protesi in avanti, poi si volta ed i suoi occhi vanno alle natiche, abbassa il perizoma ed allarga le gambe solo di poco ma non le piega nell’abbassarsi per sfilare il perizoma. Nel scendere il perizoma, che si è infilato tra le natiche, si arriccia e così lui vede non solo la rosellina posteriore ed anche parte la fighetta ben depilata.
Quando Francesca si risolleva, inarca la schiena e, sfruttando gli specchi, vede qual è lo spettacolo che offre. La bocca appena aperta del giovane le conferma che ciò gli sta mostrando a lui piace. Lei si risolleva piano e tenendo il perizoma tra le dita lascia lo fa dondolare davanti al naso.
Francesca è davanti a lui che ha l’espressione inebetita e la figura che vede negli specchi è magnifica, eppure ha soltanto le calze ed ai piedi scarpe a tacco alto, non ha il perizoma, non ha reggiseno, ha i capelli raccolti dietro la nuca e al collo ha il filo di perle che aderisce alla gola ed alle orecchie le perle non grandi. È decisamente un’immagine di raffinato erotismo. Potrebbe essere una delle donne dei film di Andrew Blake.
Lui inspira forte per raccogliere i profumi di femmina che lei emana.
Francesca ha una idea: raccoglie il perizoma, lo appallottola e lo mette nella tasca dei suoi jeans. Ha difficoltà ad inserirlo perché lui ha una erezione incredibile, comunque lei forza l’inserzione e così con la punta delle dita sente l’erezione. È una scusa quella di sistemare meglio quel regalino in tasca, in realtà lei vuole toccare quel sesso maschile duro. Quando le dita lo sfiorano sopra il tessuto, lei lo sente sussultare sulla poltroncina.
Gli specchi fanno sì che lui la veda in ogni parte del corpo e lei nota i suoi occhi fissi sulle tette con i capezzoli ben marcati e turgidi in avanti.
Francesca si inchina tenendo le gambe dritte e prende dal cestino il corpetto verde che non comprerebbe mai per il colore, però lo prova e ammette che le sta bene. Le coppe push-up sostengono e spingono le tette verso l’alto facendole sembrare più voluminose.
"Bello" dice lui emozionato.
"Dici che mi sta bene? Questo colore non è il mio preferito ma questo corpetto lo sento bene indosso” e nel dirlo gira lentamente su se stessa.
Alla domanda lui annuisce.
Francesca si leva il corpetto e prende dal cestino un completino bianco molto sexy. I suoi movimenti sono studiati apposta per farlo andare fuori di testa e desiderare quel corpo.
Il reggiseno è di pizzo traforato, non ha spalline e le coppe sono volutamente piccole, servono a sostenere il seno ma non ad avvolgerlo, così, i capezzoli turgidi sono ben visibili e pronti per essere toccati, non ha gancetti ma si chiude sulla schiena con un nastrino di raso. Il perizoma sensuale e raffinato è in microfibra con fianchetto sottile ed è l’ideale per chi ricerca un effetto invisibile ed è anche maliziosamente sexy. È in pizzo traforato, si chiude con i medesimi nastrini fissati a fiocco sui fianchi, davanti, ha un traforo a forma di stella dal quale si vede chiaramente la fighetta.
Francesca allaccia i nastrini sui fianchi curvandosi leggermente sul fianco e gira su me stessa fingendo di essere sola, si ammira negli specchi, sistema il pizzo e la stellina, poi, dando la schiena al ragazzo, poggia le mani sulle natiche e le allarga un po’ così gli mostra da dietro i due anellini d’oro che porta alle grandi labbra.
Negli specchi lo vede alzarsi dalla poltroncina e andare verso di lei, i loro sguardi si incrociano e lui sembra vergognarsi per essersi messo in piedi.
"Ti volevo... sì, insomma,... volevo aiutarti a legare il nastrino" balbetta mostrando il reggiseno.
Lei sorride, lo ringrazia e lo lascio legare il nastrino così si gode le sue dita calde sfiorarle a momenti la pelle, si gode anche lo guardo nello specchio scoprendosi affascinata dal fascino di quel giovane ragazzo che evidenzia una bellezza nascosta dalla timidezza e dai suoi modi un po’ impacciati. Fino a quel momento Francesca on aveva avuto modo di sentire bene la sua voce, in quel momento la sente chiara ed è bella, profonda, calda. Da quando l’ha visto i dialoghi con lui si sono svolti con sguardi e espressioni del viso.
Poiché lei ha ai piedi le scarpe a tacco alto, finge di perdere leggermente l'equilibrio e appoggia delicatamente le natiche contro l’erezione che lui ormai non cerca nemmeno più di nascondere.
Forse per non apparire affamato di lei, lui fa un passo indietro e si ritrova ad appoggiare le spalle alla porta del camerino, la guarda e le fa segno di girare su sé stessa.
La piccola finta di un istante prima è servita a stimolare la sua intraprendenza.
Lo spazio a disposizione consente a Francesca di volteggiare mostrando il suo corpo ben poco vestito e vede la mano di lui che gira la chiave nella toppa; il suono metallico li porta in un’altra dimensione.
Infatti da quel momento sono in intimità e Francesca ha difficoltà a trattenere le sue voglie, il corpo vuole il suo, almeno tanto quanto lui vorrebbe l’altro.
Voltandosi Francesca chiede "Me lo slacci?"
Lui si avvicina ed esegue gentilmente anche se con una mano lo avrebbe sfilato benissimo da sola.
Francesca si leva il reggiseno e lo ripone nel cestino, lui è vicino e lei avverte di nuovo il profumo inebriante che inspira forte e si avvicina quasi a voler eliminare ogni singolo centimetro che separa i loro corpi. Sente le sue mani sui fianchi, continuano a fissarsi e qualcosa dentro dice a Francesca che deve scopare con lui poiché la voglia cresce e scende giù, lenta fino alla fighetta già bagnata.
Le sue mani del giovane sono sulle natiche di lei.
Lui è alto e si deve abbassare per baciarla. Lei, in punta di piedi, gli getta le braccia al collo e lo bacia appassionatamente, le lingue si cercano e danzano in armonia come se non avessero fatto altro da sempre l'una con l'altra. Le mani di quel giovane affascinante si fanno audaci e stringono le natiche tirando Francesca verso il suo corpo. Lei sente una mano che scivola piano tra i glutei e lei solleva la gamba per facilitargli il compito e, essendosi messo dietro, in un istante ha già le sue dita nella figa. Sono dita che lui muove da esperto facendole provare un piacere inaspettato, poi si mette davanti a lei che continua a baciarlo e preme le tette contro il suo petto. Il maglione che lui indossa è caldo e soffice e contro la pancia lei sente la zip dei suoi jeans che trattiene a stento il suo sesso.
Quando Francesca smette di baciarlo, lui rimane per un attimo confuso, le sue mani tornano miei fianchi di lei e le tiene ferme.
Francesca abbassa lo sguardo e manovra la zip dei jeans di lui finché riesce ad abbassarli insieme ai sottostanti boxer neri.
Lei è impressionata dalla maestosa erezione propria di un giovane uomo. Il sesso che si trova di fronte è grosso, duro, caldo e vibrante. Lo prende tra le mani e lo muove piano, poi si inginocchia davanti a lui e poggia le labbra sul glande avvolgendolo delicatamente. Lui geme.
La possibilità di vedere la scena riflessa all'infinito da ogni angolazione possibile e immaginabile, dà un piacere speciale tanto a lui quanto a lei che cerca di infilare in bocca quel cazzo duro quanto più possibile e, a causa delle dimensioni, si deve aiutare con le mani.
Francesca prova delle sensazioni speciali perché quel cazzo lo sente caldo e profuma di uomo. Lo lecca e succhia finché lo sente vibrare, pronto ad esplodere, allora rallenta, si ferma, si alza e lo masturba piano.
Lui le prende le tette e mette tra le labbra un capezzolo, lo succhia, lo morde, lo succhia ancora avidamente e lei reagisce inarcandosi e si protende verso lui.
Francesca sente la sua cappella sfiorarle il pube e si accorge degli istintivi movimenti dei loro bacini.
Il ragazzo le chiede di voltarsi ed inchinarsi appoggiandosi alla poltroncina, la sua lingua così può esplorare la fessura. Il clito stretto tra due dita è pulsante e voglioso così come tutto il corpo che da molti minuti ha voglia di lui. La lingua del giovane non dà tregua e continua a leccarla.
L'orgasmo di Francesca sta arrivando, vorrebbe gridare e pregarlo di non fermarsi, ma inaspettatamente lui si solleva.
Le voci attenuate che provengono dall’esterno del camerino sono un ingrediente in più nella loro eccitazione. Pensando che potrebbero vederli così come l’hanno vista nel club di scambisti, la figa diventa bagnatissima e gli umori la bagnano completamente.
Lui non le dà molto tempo per pensare e con un colpo deciso le infila il suo cazzo duro.
Ora si che Francesca lo sente dentro di sé!
Lei lo avvolge e contrae i muscoli per non lasciarlo fuggire, ma lui si ritrae ed esce da lei per poi appoggiare la punta della sua asta alla fessura e affondarla di nuovo in lei. Francesca non riesce a trattenere un urlo di piacere e si chiede se lo hanno sentito fuori anche se u attimo dopo dice a sé stessa che il fatto non le interessa, anzi la eccita. Infatti Lucrezia sa che lei fa sesso dove e quando le pare.
Lui si ritrae di nuovo, ma non le dà nemmeno il tempo di prepararsi che lo sente dentro ancora più in profondità. Geme forte, affonda le unghie nel velluto della poltroncina, la schiena si inarca per offrirgli la figa che ingoia vogliosa il cazzo. Lo sente appoggiare la pancia sulle sue natiche e le mani di lui si allungano, prendono i miei capezzoli che pizzica con forza. Francesca geme ancora, lui si muove, il suo bacino da piccoli colpi ritmici, piano piano aumenta l'ampiezza dei movimenti, fino a trasformarli in colpi decisi e forti.
L'orgasmo torna e stavolta inizia dal clitoride e poi la invade, trattiene il respiro il più a lungo possibile ed infine emette un piccolo rantolo.
Lui le stringe più forte i capezzoli causandole un dolore piacevole e non vuole farlo smettere.
Il suo cazzo ancora duro si muove dentro di lei.
Il piacere sta crescendo ma il suo orgasmo non arriva e Francesca continua a godere, respirando forte, godendosi ogni colpo che le dà da dietro ed ecco che inaspettatamente sente un nuovo orgasmo pronto ad esplodere. Stavolta parte dai capezzoli stretti tra le dita sempre più forte. Il piacere le scende come una scossa fino alla fighetta calda. I fianchi sussultano e lei è scossa da brividi mentre il cazzo affonda con maggior violenza.
“Ora ci sono!” si dice lei e gode tremendamente per la seconda volta in pochi istanti vibrando e restando inerme nelle sue mani.
"È il secondo, sei pronta per il terzo?" le sussurra il giovane maschio all'orecchio prima di lasciare i capezzoli.
Nessuno l’aveva trattata così e quella richiesta la lascia stupita ed estremamente eccitata.
Francesca si muove in sintonia con i fianchi dello sconosciuto accogliendo ogni colpo con piacere e sente il sesso scivolare dentro di lei con forza, un colpo dopo l'altro, un affondo dopo l'altro.
Le mani maschili le accarezzano le natiche e poi una si fa audace e va a titillare il clitoride gonfio e pulsante facendola tremare e gemere.
Non tarda a sentirsi pronta a venire per la terza volta come richiesto.
Ogni singola cellula del corpo di Francesca è preda del piacere, la fighetta avvolge il cazzo, i due sono accoppiati perfettamente.
Lei lo sente spingere quell'asta dura nella sua intimità più profonda e non si trattiene dal godere di nuovo. Il terzo orgasmo le attraversa il corpo e la lascia sfinita sotto i suoi colpi che accetta volentieri.
Lui si ferma ed esce da lei, la fighetta lo reclama. Francesca si volta e capisce che non può più trattenersi. Gli chiede di chiavarla e di venirle dentro “Prendo la pillola. Non ti preoccupare. Mi piace troppo! È magnifico!”
Lui rientra in lei che, dopo tre colpi, sente che le allaga la fighetta con la sua sborra calda.
Esce da lei e Francesca lo riprende in bocca e lo succhia piena di gratitudine.
L’aroma del suo sesso sa di lui e di lei. Lecca e ciuccia finché può. Il suo seme caldo, denso e vagamente zuccherino, lo assapora e lo ingoia ed infine lucida con la saliva la sua erezione.
Francesca non vorrebbe fermarsi ma le mani grandi di lui le prendono il volto costringendola ad alzarsi.
I due si fissano un istante, poi lui le dà un bellissimo bacio e la aiuta a rivestirsi.
Insieme escono dal camerino leggermente scompigliati, la commessa fiduciaria di Lucrezia li fissa un istante prima di arrossire e capendo che cosa hanno fatto nel camerino speciale. Anche lei sa che quei camerini sono fatti apposta per ‘certe cose’.
Francesca Non acquista niente perché Lucrezia per lei ha sempre dei capi speciali. La commessa, che la conosce, saluta “Francesca torna presto a trovarci. Lo sai che sei sempre la benvenuta” e le fa un sorriso e anche l’occhiolino per farle capire che ha intuito che è c’è stato sesso in camerino.
Usciti dal negozio mano nella mano Lui le fa “Il mio nome è Richard e il tuo?”
“Il mio è Francesca”
Lui ribatte “Torneremo da Lucrezia, vero?”
“Torneremo di sicuro!” ribatte lei
Si scambiano il numero di telefono e vanno a sederci in bar a ridere e raccontare della loro vita.
Nel rientrare a casa, Francesca si dice soddisfatta e pensa che con lui è veramente piacevole passare il tempo ed ascoltarlo anche quando dice fesserie; è proprio un giovane interessante.
Non ha fatto sesso solitario anche se alla fighetta ci ha pensato avendo inserito degli anellini d’oro nelle grandi labbra.
Nel pomeriggio per andare al lavoro come segretaria ha messo perle al lobo di ogni orecchio, un giro stretto di perle grosse (bigiotteria) al collo, ha raccolto i capelli dietro la nuca in modo morbido, ha indossato scarpe alte ma non troppo (solo 8 cm), calze autoreggenti color carne, intimo celeste pastello e un abito aderente che le segna le curve. Al polso destro un braccialetto in argento con dei pendenti di moda.
Il lavoro in ufficio la tiene molto impegnata ma la serata non è stata pesante ed è finita prima del previsto. Alberto è fuori in un altro studio per dei lavori in gruppo, Emilia non ha avuto clienti e quindi non è andata a lavorare. C’erano altri avvocati che lei conosce poco e che non sanno dei rapporti che Francesca ha con loro due.
Poiché è andata via dal lavoro prima del solito, ha approfittato della sera in parte libera per andare da Lucrezia che ha telefonato in mattinata per invitarla a visitare la nuova sistemazione del suo negozio.
Da Lucrezia, lo sanno tutte, si trova la lingerie migliore, quella adatta ad ogni occasione. Con il fatto che lei partecipa alle sfilate lavorando nei backstage può vedere le anteprime e scegliere di conseguenza. Spesso da lei passano oltre che belle ragazze anche accompagnatrici, attrici porno e belle signore a cui la lingerie erotica e di classe piace portarla. Nel parlare con Lucrezia, loro si confidano sapendo che lei è una loro complice; molte hanno amanti nascosti con cui festeggiano sempre qualcosa o qualche anniversario.
Francesca non ha nessuna occasione speciale da festeggiare ma nello studio dove lavora, sia Emilia che Alberto ed anche il Direttore, possono sbirciare nella sua scollatura e notare ciò che indossa e lei lascia fare. A dire il vero lei cerca di non indossare intimo alla mattina quando non ci sono clienti ed invece al pomeriggio sorregge le mammelle con qualcosa. La fighetta cerca di tenerla più libera possibile ma con i clienti ha capito che è sempre meglio far intravvedere qualcosa. Emilia le ha suggerito di portare qualcosa per stuzzicare la curiosità dei clienti di studio che così sarebbero stati più generosi. Perciò senza osare troppo mostra un cenno di reggiseno di pizzo raffinato in modo che i clienti siano incuriositi e stuzzicati.
Gli acquisti, è chiaro, li fa da Lucrezia che qualche volta le regala capi scompagnati o che hanno qualche piccolo difetto, oppure campionari fuori collezione.
Da quando è andata via da casa sua ed ha lasciato l’incarico di commessa il quel negozio, a causa dell’incremento di vendite, Lucrezia ha assunto un’altra sua amica che non è proprio bella ma è curata e ben truccata e considera Francesca una persona speciale. Quando entra in negozio la commessa le sorride e le offre il cestino in plastica rosa, caratteristico di quel negozio, per gli acquisti.
A lei è concesso provare, indossandolo, l'intimo ed anche a clienti selezionate.
I completini sono esposti liberamente e Francesca reputa che sia è una cosa favolosa perché li si può tastare con le mani e provarne la consistenza. Lei si muove lenta guardando con attenzione i capi esposti divisi con molta cura in base ai colori e così è facile perdersi tra reggiseni e perizomi oltre che neri anche in altri colorazioni sia in seta che in pizzo, con nastrini in raso e fiocchetti in organza. Le sensazioni che trasmettono le mani sono uniche e piacevolissime. Quando lei lavorava lì, le clienti le dicevano che si sarebbero lasciate trascinare dalle belle e stimolanti sensazioni che provavano.
I capi più preziosi e più erotici, Lucrezia li tiene nelle confezioni ben conservati perché valgono tanti soldi.
Per valutare i capi di lingerie Francesca li tocca, li sfiora, li ammira, li immagina su di sé, immagina le mani di qualcuno che le slacciano un reggiseno in pizzo delicato per poi scendere sul suo corpo pronte ad abbassare un perizoma invisibile in tessuto trasparente di minime dimensioni di solito impalpabile.
Nel girovagare e osservare la nuova sistemazione, Francesca è distratta da quei pensieri da un ragazzo con i capelli corvini che sembra più attratto dalla sua espressione sognante di quei completini esposti.
Di lui Francesca pensa sia un giovane in cerca del regalo perfetto per la fidanzata ma nei suoi occhi c'è l'ingenuità difficile da trovare un ragazzo della sua età che stima intorno a 27 anni. Lei suppone che sia alla sua prima esperienza di acquisti di intimo femminile perché lo vede indeciso e non sa dove guardare né come indirizzarsi. L’aspetto di quel giovane è attraente, ha il fisico atletico e spalle larghe, il viso ben rasato e vestito in maniera giovanile e sobria.
Nel muoversi tra la lingerie esposta Francesca si avvicina a lui perché è fortemente incuriosita, vuole conoscere il suo profumo, lo vuole annusare. Facendo finta di non averlo notato, lei sposta un reggiseno, muovo qualche passo verso di lui e sente il suo profumo inebriante caratteristico di una fragranza muschiata. Lei il cui aspetto non passa inosservato, lo fissa ed i loro occhi si incollano.
Francesca di maschi ne ha avuto e non si tira certo indietro quando qualcuno a lei piace o trova che ha qualcosa di molto attraente.
Francesca gli sorride maliziosa e lui imbarazzato finge di controllare il prezzo di uno slip che si è ritrovato tra le mani.
All’unisono i due fanno due passi insieme nella stessa direzione e lei prende un interessante perizoma che potrebbe anche indossare e tenere indosso nella speranza che lui decida di disfare i nastrini sui fianchi.
Per osservarlo meglio, Francesca sollevo la testa e nuovamente gli sguardi si incrociano. Lei sorride e sbatte le palpebre e fa anche un cenno in modo quasi impercettibile con la testa cosa che lui nota all’istante e lo interpreta nel modo giusto.
Quel ragazzo è tanto timido e impacciato quanto veloce e accorto a cogliere i piccoli segnali delle femmine. A Francesca vien da pensare che senz’altro ha una ragazza perché un giovane così interessante non è possibile che non abbia una ragazza.
Lui si avvicina con calma ed Francesca si ferma improvvisamente prendendo in mano un corpetto in seta verde pastello. Lui si ferma e lo fa in una frazione di secondo di ritardo rispetto a lei di conseguenza se lo ritrova addosso. A dividerli è la stoffa sottile del corpetto.
Del contatto con il corpo e mie tette che Francesca ha spinto in avanti appositamente, il giovane ne resta visibilmente turbato e di ciò lei si scusa chinando il capo e lui farfuglia che non aveva intenzione di farle male o importunarla. Quel ragazzo è in evidente imbarazzo e forse vorrebbe dirle qualcosa ma lei lo zittisce poggiandogli un dito sulle labbra costringendolo a sollevare lo sguardo. Lei lo fissa divertita, sorridendo, e infila il corpetto nel cestino degli acquisti che poi gli mette in mano in modo inaspettato e che lui prende con enorme meraviglia costringendolo così a seguirla.
Fino quel momento i due non si erano scambiati nomi quindi sono due persone anonime che si sono incontrate in quel negozio.
Lei non sa se a lui potrà piacere e lei spera che non conosca i camerini di Lucrezia.
Per sedurlo ulteriormente Francesca si fa un giro per il negozio e lui la segue come un cagnolino mentre passa in rassegna l'intero reparto rosa confetto. Per stuzzicarlo gli sfiora la punta del naso con una culotte di pizzo e poi appoggia sul petto un reggicalze velato. Il suo respiro è diventato decisamente accelerato.
Francesca lascia cadere i capi nel cestino con nonchalance e pare meno eccitato ma non più tanto imbarazzato dando l’idea che sia incantato ed anche frastornato dalla seduzione in atto.
Poiché nel negozio c’è caldo Francesca si leva il soprabito leggero che indossa esponendo il vestito rimasto nascosto fino a quel momento. Lei è contenta d'aver indossato la minigonna più corta che aveva nell'armadio come una delle tante ragazze normali non ritenendosi una fotomodella anche se madre natura l’ha fatta bella e ha messo i pesi nei punti giusti in modo che possa spesso far ondeggiare volentieri i fianchi e non è da meno il decolté che mette in evidenza appena posso.
La galanteria di quel ragazzo la sorprende. Infatti tende il braccio per sostenere il soprabito e nella mente Francesca già figura ciò che in seguito farà; saperlo con le mani occupate renderà più divertenti i prossimi passi.
Poco dopo i due, che ancora non possono definirsi amici, si immergono nel candore del settore dei completi bianchi ed i suoi capelli neri e ricci spiccano tra quei capi.
Francesca si azzarda a slacciargli un bottone della camicia che apre leggermente e nota, con la coda dell’occhio, che il suo sguardo è sulle tette. Ovviamente non fa caso a quegli sguardi che in altre situazioni potevano essere molto inopportuni, e sorride e mostrandogli un reggiseno di seta con piccoli fiocchetti sparsi appuntati qua e là. Lui, imbarazzato, annuisce per dire che gli piace.
Sembra incredibile ma quello sconosciuto ragazzo è incollato a lei da almeno mezz'ora e ancora non si sono rivolti la parola! I due si capiscono solo con lo sguardo e, per ogni capo di lingerie che è messo nel cestino, lei lo vede più accaldato ed è sicura che sia già eccitato al che le vien da pensare a quali fantasie si stanno aggrovigliando nella sua mente di ragazzo.
Per sedurlo ancora maggiormente e fargli capire che a lei piace, Francesca lascia cadere un reggicalze che aveva tra le mani e subito lei si abbassa per raccoglierlo facendo attenzione a non piegare le ginocchia. Con il tenere le gambe tese e il sedere sollevato è sicura che con la gonna così corta, lui ha visto molto di quello che il perizoma non nasconde lasciando intendere che le piace esibirsi.
Francesca appositamente resta chinata qualche secondo in più e quando si rialza gli sorride con aria da finta ingenua facendogli capire con lo sguardo che l’essere vista da lui le fa piacere.
Il ragazzo non fa in tempo a nascondere un’espressione del volto piacevolmente sorpresa mentre delle piccole gocce di sudore gli imperlano la fronte senza che sia chiaro se ciò è per effetto dell’atteggiamento di Francesca o del caldo del locale.
Lei finge di non essersi accorta e si dirige verso i camerini che per alcune persone non sono degli ambienti normali di solito piccoli ma dei veri e propri cubicoli arredati.
L’addetta alle vendite, vedendola diretta ai cubicoli speciali, dove va la clientela selezionata, le porge la chiave e guarda l’accompagnatore che tiene tra le mani il cestino rosa e lo lascia passare senza fare difficoltà guardandolo anche lei con uno sguardo che sa di fame sessuale. Quella ragazza forse sa quel che accade in quei camerini in quei casi.
Francesca apre la porta e con lo sconosciuto si trovano in un piccolo salottino di pochi metri quadrati, arredato con una sedia con la seduta in velluto rosso e una poltrona dello stesso colore, le pareti completamente ricoperte di specchi compreso il soffitto e, poiché si tratta di camerini speciali, anche il pavimento è a specchio.
Dallo sguardo sbalordito e arrossato del giovanotto ancora fermo sulla porta si capisce che lui non era mai entrato in uno dei camerini di quel meraviglioso negozio.
Lei sorride divertita sapendo che potrà mettere alla prova tutte le sue doti di seduttrice.
Per continuare l’opera di seduzione, Francesca gli indica la poltroncina per accomodarsi e lui si lascia sprofondare ormai sedotto e frastornato. Lei si leva le scarpe a tacco alto e le poggia in un angolo. Subito si accorge che quel giovane maschio ha gli occhi persi nella miriade dei riflessi degli specchi, poi l'occhio gli cade sul pavimento e con sorpresa si accorge che può vedere sotto la gonna quella fantastica ragazza che lo ha sedotto.
Lei approfitta dello sguardo in quella direzione e con gesto un gesto deciso, ed allo stesso tempo sensuale, lascia che la gonna cada a terra poi scostandola con i piedi con delicatezza.
Francesca lo guarda e lui le fissa le gambe velate da autoreggenti color carne, poi si distrae guardando le dita sbottonare piano la camicia che lei lascia aperta mentre con lentezza slaccia i bottoncini delle maniche per poi sfilarla ed appenderla ad un gancetto. Per fare questo Francesca non si sposta dalla posizione centrale del camerino che occupa e si protende con tutto il corpo. Lui ha il volto di chi è estasiato ed incredulo diventato così perché lei ha appoggiato il soprabito sulle sue gambe per cercare di coprire il segno della sua erezione.
Francesca slaccia il reggiseno e lo lascia cadere sul bracciolo della poltroncina mostrando le mammelle con i capezzoli protesi in avanti, poi si volta ed i suoi occhi vanno alle natiche, abbassa il perizoma ed allarga le gambe solo di poco ma non le piega nell’abbassarsi per sfilare il perizoma. Nel scendere il perizoma, che si è infilato tra le natiche, si arriccia e così lui vede non solo la rosellina posteriore ed anche parte la fighetta ben depilata.
Quando Francesca si risolleva, inarca la schiena e, sfruttando gli specchi, vede qual è lo spettacolo che offre. La bocca appena aperta del giovane le conferma che ciò gli sta mostrando a lui piace. Lei si risolleva piano e tenendo il perizoma tra le dita lascia lo fa dondolare davanti al naso.
Francesca è davanti a lui che ha l’espressione inebetita e la figura che vede negli specchi è magnifica, eppure ha soltanto le calze ed ai piedi scarpe a tacco alto, non ha il perizoma, non ha reggiseno, ha i capelli raccolti dietro la nuca e al collo ha il filo di perle che aderisce alla gola ed alle orecchie le perle non grandi. È decisamente un’immagine di raffinato erotismo. Potrebbe essere una delle donne dei film di Andrew Blake.
Lui inspira forte per raccogliere i profumi di femmina che lei emana.
Francesca ha una idea: raccoglie il perizoma, lo appallottola e lo mette nella tasca dei suoi jeans. Ha difficoltà ad inserirlo perché lui ha una erezione incredibile, comunque lei forza l’inserzione e così con la punta delle dita sente l’erezione. È una scusa quella di sistemare meglio quel regalino in tasca, in realtà lei vuole toccare quel sesso maschile duro. Quando le dita lo sfiorano sopra il tessuto, lei lo sente sussultare sulla poltroncina.
Gli specchi fanno sì che lui la veda in ogni parte del corpo e lei nota i suoi occhi fissi sulle tette con i capezzoli ben marcati e turgidi in avanti.
Francesca si inchina tenendo le gambe dritte e prende dal cestino il corpetto verde che non comprerebbe mai per il colore, però lo prova e ammette che le sta bene. Le coppe push-up sostengono e spingono le tette verso l’alto facendole sembrare più voluminose.
"Bello" dice lui emozionato.
"Dici che mi sta bene? Questo colore non è il mio preferito ma questo corpetto lo sento bene indosso” e nel dirlo gira lentamente su se stessa.
Alla domanda lui annuisce.
Francesca si leva il corpetto e prende dal cestino un completino bianco molto sexy. I suoi movimenti sono studiati apposta per farlo andare fuori di testa e desiderare quel corpo.
Il reggiseno è di pizzo traforato, non ha spalline e le coppe sono volutamente piccole, servono a sostenere il seno ma non ad avvolgerlo, così, i capezzoli turgidi sono ben visibili e pronti per essere toccati, non ha gancetti ma si chiude sulla schiena con un nastrino di raso. Il perizoma sensuale e raffinato è in microfibra con fianchetto sottile ed è l’ideale per chi ricerca un effetto invisibile ed è anche maliziosamente sexy. È in pizzo traforato, si chiude con i medesimi nastrini fissati a fiocco sui fianchi, davanti, ha un traforo a forma di stella dal quale si vede chiaramente la fighetta.
Francesca allaccia i nastrini sui fianchi curvandosi leggermente sul fianco e gira su me stessa fingendo di essere sola, si ammira negli specchi, sistema il pizzo e la stellina, poi, dando la schiena al ragazzo, poggia le mani sulle natiche e le allarga un po’ così gli mostra da dietro i due anellini d’oro che porta alle grandi labbra.
Negli specchi lo vede alzarsi dalla poltroncina e andare verso di lei, i loro sguardi si incrociano e lui sembra vergognarsi per essersi messo in piedi.
"Ti volevo... sì, insomma,... volevo aiutarti a legare il nastrino" balbetta mostrando il reggiseno.
Lei sorride, lo ringrazia e lo lascio legare il nastrino così si gode le sue dita calde sfiorarle a momenti la pelle, si gode anche lo guardo nello specchio scoprendosi affascinata dal fascino di quel giovane ragazzo che evidenzia una bellezza nascosta dalla timidezza e dai suoi modi un po’ impacciati. Fino a quel momento Francesca on aveva avuto modo di sentire bene la sua voce, in quel momento la sente chiara ed è bella, profonda, calda. Da quando l’ha visto i dialoghi con lui si sono svolti con sguardi e espressioni del viso.
Poiché lei ha ai piedi le scarpe a tacco alto, finge di perdere leggermente l'equilibrio e appoggia delicatamente le natiche contro l’erezione che lui ormai non cerca nemmeno più di nascondere.
Forse per non apparire affamato di lei, lui fa un passo indietro e si ritrova ad appoggiare le spalle alla porta del camerino, la guarda e le fa segno di girare su sé stessa.
La piccola finta di un istante prima è servita a stimolare la sua intraprendenza.
Lo spazio a disposizione consente a Francesca di volteggiare mostrando il suo corpo ben poco vestito e vede la mano di lui che gira la chiave nella toppa; il suono metallico li porta in un’altra dimensione.
Infatti da quel momento sono in intimità e Francesca ha difficoltà a trattenere le sue voglie, il corpo vuole il suo, almeno tanto quanto lui vorrebbe l’altro.
Voltandosi Francesca chiede "Me lo slacci?"
Lui si avvicina ed esegue gentilmente anche se con una mano lo avrebbe sfilato benissimo da sola.
Francesca si leva il reggiseno e lo ripone nel cestino, lui è vicino e lei avverte di nuovo il profumo inebriante che inspira forte e si avvicina quasi a voler eliminare ogni singolo centimetro che separa i loro corpi. Sente le sue mani sui fianchi, continuano a fissarsi e qualcosa dentro dice a Francesca che deve scopare con lui poiché la voglia cresce e scende giù, lenta fino alla fighetta già bagnata.
Le sue mani del giovane sono sulle natiche di lei.
Lui è alto e si deve abbassare per baciarla. Lei, in punta di piedi, gli getta le braccia al collo e lo bacia appassionatamente, le lingue si cercano e danzano in armonia come se non avessero fatto altro da sempre l'una con l'altra. Le mani di quel giovane affascinante si fanno audaci e stringono le natiche tirando Francesca verso il suo corpo. Lei sente una mano che scivola piano tra i glutei e lei solleva la gamba per facilitargli il compito e, essendosi messo dietro, in un istante ha già le sue dita nella figa. Sono dita che lui muove da esperto facendole provare un piacere inaspettato, poi si mette davanti a lei che continua a baciarlo e preme le tette contro il suo petto. Il maglione che lui indossa è caldo e soffice e contro la pancia lei sente la zip dei suoi jeans che trattiene a stento il suo sesso.
Quando Francesca smette di baciarlo, lui rimane per un attimo confuso, le sue mani tornano miei fianchi di lei e le tiene ferme.
Francesca abbassa lo sguardo e manovra la zip dei jeans di lui finché riesce ad abbassarli insieme ai sottostanti boxer neri.
Lei è impressionata dalla maestosa erezione propria di un giovane uomo. Il sesso che si trova di fronte è grosso, duro, caldo e vibrante. Lo prende tra le mani e lo muove piano, poi si inginocchia davanti a lui e poggia le labbra sul glande avvolgendolo delicatamente. Lui geme.
La possibilità di vedere la scena riflessa all'infinito da ogni angolazione possibile e immaginabile, dà un piacere speciale tanto a lui quanto a lei che cerca di infilare in bocca quel cazzo duro quanto più possibile e, a causa delle dimensioni, si deve aiutare con le mani.
Francesca prova delle sensazioni speciali perché quel cazzo lo sente caldo e profuma di uomo. Lo lecca e succhia finché lo sente vibrare, pronto ad esplodere, allora rallenta, si ferma, si alza e lo masturba piano.
Lui le prende le tette e mette tra le labbra un capezzolo, lo succhia, lo morde, lo succhia ancora avidamente e lei reagisce inarcandosi e si protende verso lui.
Francesca sente la sua cappella sfiorarle il pube e si accorge degli istintivi movimenti dei loro bacini.
Il ragazzo le chiede di voltarsi ed inchinarsi appoggiandosi alla poltroncina, la sua lingua così può esplorare la fessura. Il clito stretto tra due dita è pulsante e voglioso così come tutto il corpo che da molti minuti ha voglia di lui. La lingua del giovane non dà tregua e continua a leccarla.
L'orgasmo di Francesca sta arrivando, vorrebbe gridare e pregarlo di non fermarsi, ma inaspettatamente lui si solleva.
Le voci attenuate che provengono dall’esterno del camerino sono un ingrediente in più nella loro eccitazione. Pensando che potrebbero vederli così come l’hanno vista nel club di scambisti, la figa diventa bagnatissima e gli umori la bagnano completamente.
Lui non le dà molto tempo per pensare e con un colpo deciso le infila il suo cazzo duro.
Ora si che Francesca lo sente dentro di sé!
Lei lo avvolge e contrae i muscoli per non lasciarlo fuggire, ma lui si ritrae ed esce da lei per poi appoggiare la punta della sua asta alla fessura e affondarla di nuovo in lei. Francesca non riesce a trattenere un urlo di piacere e si chiede se lo hanno sentito fuori anche se u attimo dopo dice a sé stessa che il fatto non le interessa, anzi la eccita. Infatti Lucrezia sa che lei fa sesso dove e quando le pare.
Lui si ritrae di nuovo, ma non le dà nemmeno il tempo di prepararsi che lo sente dentro ancora più in profondità. Geme forte, affonda le unghie nel velluto della poltroncina, la schiena si inarca per offrirgli la figa che ingoia vogliosa il cazzo. Lo sente appoggiare la pancia sulle sue natiche e le mani di lui si allungano, prendono i miei capezzoli che pizzica con forza. Francesca geme ancora, lui si muove, il suo bacino da piccoli colpi ritmici, piano piano aumenta l'ampiezza dei movimenti, fino a trasformarli in colpi decisi e forti.
L'orgasmo torna e stavolta inizia dal clitoride e poi la invade, trattiene il respiro il più a lungo possibile ed infine emette un piccolo rantolo.
Lui le stringe più forte i capezzoli causandole un dolore piacevole e non vuole farlo smettere.
Il suo cazzo ancora duro si muove dentro di lei.
Il piacere sta crescendo ma il suo orgasmo non arriva e Francesca continua a godere, respirando forte, godendosi ogni colpo che le dà da dietro ed ecco che inaspettatamente sente un nuovo orgasmo pronto ad esplodere. Stavolta parte dai capezzoli stretti tra le dita sempre più forte. Il piacere le scende come una scossa fino alla fighetta calda. I fianchi sussultano e lei è scossa da brividi mentre il cazzo affonda con maggior violenza.
“Ora ci sono!” si dice lei e gode tremendamente per la seconda volta in pochi istanti vibrando e restando inerme nelle sue mani.
"È il secondo, sei pronta per il terzo?" le sussurra il giovane maschio all'orecchio prima di lasciare i capezzoli.
Nessuno l’aveva trattata così e quella richiesta la lascia stupita ed estremamente eccitata.
Francesca si muove in sintonia con i fianchi dello sconosciuto accogliendo ogni colpo con piacere e sente il sesso scivolare dentro di lei con forza, un colpo dopo l'altro, un affondo dopo l'altro.
Le mani maschili le accarezzano le natiche e poi una si fa audace e va a titillare il clitoride gonfio e pulsante facendola tremare e gemere.
Non tarda a sentirsi pronta a venire per la terza volta come richiesto.
Ogni singola cellula del corpo di Francesca è preda del piacere, la fighetta avvolge il cazzo, i due sono accoppiati perfettamente.
Lei lo sente spingere quell'asta dura nella sua intimità più profonda e non si trattiene dal godere di nuovo. Il terzo orgasmo le attraversa il corpo e la lascia sfinita sotto i suoi colpi che accetta volentieri.
Lui si ferma ed esce da lei, la fighetta lo reclama. Francesca si volta e capisce che non può più trattenersi. Gli chiede di chiavarla e di venirle dentro “Prendo la pillola. Non ti preoccupare. Mi piace troppo! È magnifico!”
Lui rientra in lei che, dopo tre colpi, sente che le allaga la fighetta con la sua sborra calda.
Esce da lei e Francesca lo riprende in bocca e lo succhia piena di gratitudine.
L’aroma del suo sesso sa di lui e di lei. Lecca e ciuccia finché può. Il suo seme caldo, denso e vagamente zuccherino, lo assapora e lo ingoia ed infine lucida con la saliva la sua erezione.
Francesca non vorrebbe fermarsi ma le mani grandi di lui le prendono il volto costringendola ad alzarsi.
I due si fissano un istante, poi lui le dà un bellissimo bacio e la aiuta a rivestirsi.
Insieme escono dal camerino leggermente scompigliati, la commessa fiduciaria di Lucrezia li fissa un istante prima di arrossire e capendo che cosa hanno fatto nel camerino speciale. Anche lei sa che quei camerini sono fatti apposta per ‘certe cose’.
Francesca Non acquista niente perché Lucrezia per lei ha sempre dei capi speciali. La commessa, che la conosce, saluta “Francesca torna presto a trovarci. Lo sai che sei sempre la benvenuta” e le fa un sorriso e anche l’occhiolino per farle capire che ha intuito che è c’è stato sesso in camerino.
Usciti dal negozio mano nella mano Lui le fa “Il mio nome è Richard e il tuo?”
“Il mio è Francesca”
Lui ribatte “Torneremo da Lucrezia, vero?”
“Torneremo di sicuro!” ribatte lei
Si scambiano il numero di telefono e vanno a sederci in bar a ridere e raccontare della loro vita.
Nel rientrare a casa, Francesca si dice soddisfatta e pensa che con lui è veramente piacevole passare il tempo ed ascoltarlo anche quando dice fesserie; è proprio un giovane interessante.
17日前