Una serata indimenticabile
Il locale era affollato, come sempre, e la musica altissima. La coda al bagno delle donne era interminabile e avanzava molto lentamente ed Evy, ormai, aveva davvero pochissima autonomia. Non sapeva per quanto avrebbe ancora potuto trattenersi dal pisciare. Finalmente, dopo minuti che sembrarono interminabili era davanti all'ingresso della toilette e, come sempre accade in questi casi, lo stimolo divenne irrefrenabile. Si lanciò letteralmente verso una porta che si stava aprendo e, proprio mentre una bionda con i capelli corti usciva, Evy non si trattenne più. Un getto potente sgorgò dalla sua figa, attraversò le mutandine e cominciò a colarle lungo le cosce nude, bagnandole la gonna e le gambe. Schizzò di rimbalzo sulle caviglie e sulle scarpe altissime e scollate dell'altra donna. Erano l'una davanti all'altra, a pochi centimetri, ed Evy continuava a pisciarsi e a pisciarle addosso, guardandola. Era diventata di colpo rosso fuoco in volto ed emise un lamento stranissimo mentre si scusava balbettando. Nessuna delle altre donne nella toilette pareva far caso a loro. L'altra donna, senza dire una parola, in un istante la trascinò nella toilette e chiuse la porta spingendola contro il muro di quel cesso lurido. Prima di poter capire che cosa le stesse accadendo, Evy sentì una mano tra le cosce e le tette dell'altra che premevano contro le sue. Le mancò il respiro, cominciò a girarle la testa e, se possibile, diventò ancora più rossa.
«Allora, piccola troia» disse la donna «sei così cretina che ancora ti pisci addosso?». Le dita della sconosciuta, che si era chinata davanti a lei e le aveva sollevato la gonna, si muovevano ormai dentro la figa di Evy, che continuava a colare.
Era paralizzata e sapeva che non era più piscio. Le sembrava che il rumore della dita nella sua figa fradicia potessero sentirlo tutti e a questo pensiero un'ondata di calore la invase. Mentre veniva scossa dai sussulti ricominciò a pisciare e un orgasmo potente e interminabile la avvolse. E mentre le gambe le cedevano di piacere e di vergogna capì che non era piscio. Aveva squirtato in faccia a quella donna sconosciuta. (continua)
«Allora, piccola troia» disse la donna «sei così cretina che ancora ti pisci addosso?». Le dita della sconosciuta, che si era chinata davanti a lei e le aveva sollevato la gonna, si muovevano ormai dentro la figa di Evy, che continuava a colare.
Era paralizzata e sapeva che non era più piscio. Le sembrava che il rumore della dita nella sua figa fradicia potessero sentirlo tutti e a questo pensiero un'ondata di calore la invase. Mentre veniva scossa dai sussulti ricominciò a pisciare e un orgasmo potente e interminabile la avvolse. E mentre le gambe le cedevano di piacere e di vergogna capì che non era piscio. Aveva squirtato in faccia a quella donna sconosciuta. (continua)
16日前