198 - Il piacere ritrovato con Mirta
Erano passati molti mesi da quando Francesca aveva sentito al telefono la sua sposa Mirta ed ecco che arriva.
È felice che vada a trovarla.
All’arrivo le due si abbracciano, ci danno bacetti a volontà e quella donna prende posto nella vita di Francesca come se non fosse mai stata lontano.
Le due amanti lesbiche si raccontano tutto su come hanno passato il tempo lontano l’una dall’altra.
Mirte le parla di sé, le dice di tutto, ma cosa strana, tralascia completamente il lato sentimentale della sua vita. A Francesca non resta che pensare che le sia stata ‘fedele’ anche se sa che davanti ad una bella figa Mirta non sa resistere ed il primo pensiero è che abbia fatto sesso solo con le sue commesse, come sempre.
Da parte di Francesca non c’è granché da raccontarle oltre le avventure amorose, Mirta sa già che lavora in uno studio legale dove lavora anche Alberto con cui c’è stato molto sesso. Con Mirta davanti a lei, quando le racconta del rapporto con il bel avvocato, la donna la ascolta seriamente e fa un unico commento “Non bisogna mai fidarsi degli uomini!”
Poi inizia a parlare di lei e si capisce che nasconde qualcosa ma Francesca non vuole essere indiscreta e non fa domande e per distrarla le dice che bisogna pensare alla sistemazione essendo la casa piccola, non ben arredata e quindi è ingombra di tante cianfrusaglie. D’altra parte Francesca non vuole farla dormire nel soggiorno e così le dice che in caso contrario avrebbero dormito nello stesso letto, sperando che a Mirta non le sia di disturbo essendo ormai da tempo che non dormono insieme e probabilmente si è disabituata.
Mirta la guarda divertita “Che problema c’è? A meno non ne abbia tu, io il problema non lo vedo!”
La giornata la passano insieme girando per la città e, arrivata la notte, si preparano per stare insieme. Francesca va in bagno per lavarsi i denti e farsi il bidet e poi indossare un pigiama di flanella comodo ma per niente sexy.
Invece Mirta va in bagno e ci resta per un po’, Francesca non sa perché la donna tardi così tanto, sembra non dover uscire più.
Dopo tanti minuti, finalmente Mirta arriva e Francesca resta ammutolita a guardarla come fulminata. Mirta indossa un babydoll trasparente che non nasconde niente e con la massima naturalezza va a coricarsi al fianco della sua ex fidanzata, ora sua moglie, e la guarda con un’aria che pare di riprovazione, poi ridendo dice “Francesca, se è questo il tuo abbigliamento notturno, non ti devi meravigliare se gli uomini scappano e resti a secco di sesso!”
Francesca aggrotta la fronte e l’altra si accorge dell’espressione e senza darle tempo di protestare “Dai scherzavo! Non prendetela! L’importante è che tu stia bene e poi qui ci sono tanti maschi ed anche bellissime femmine. Ma hai visto quante fighe ci sono in giro?!”
Francesca ribatte subito “Che ci siamo dei bonazzi è vero ma non intendo portarne neanche uno a casa. Con loro ho chiuso. Con le donne … beh! Ne conosco e ho fatto sesso con loro ma qui come lo fanno è diverso”
Mirta solleva il busto poggiandosi su un gomito “Ma scherzi? Non è che vuoi votarti alla castità? Io se fossi in te non ce la farei, ho bisogno del mio piacere fisico e di godere tanto come sai bene”
“Allora mi comprerò un grosso dildo su internet perché quello che ho non è che mi soddisfi tanto. Circa la castità, penso che avrei grandi difficoltà con le ragazze ed i maschi che girano intorno”
“Francesca, tesoro mio. Un dildo va bene se siamo in due a giocare, poi quando resti sola, passato il momento dell’orgasmo, è abbastanza triste perché viene a mancare un po’ di tenerezza”
Quelle parole di Mirta fanno riflettere Francesca la quale, nel pensarci bene, ritiene che la sua matura amante abbia ragione e si chiede che cosa intendeva dicendo ‘a giocare in due con il dildo’?
A causa della stanchezza delle due quella sera niente sesso ed il discorso finisce lì.
Spengono le luci e si augurano la buona notte voltandosi su un fianco per dormire. Ma Francesca non dorme, a lei rimangono quelle parole in mente ed il dubbio che le hanno fatto nascere, poi improvvisamente le è chiaro il significato dicendosi “Ecco! Non ho colto il significato al momento; sono una stupida a non averlo capito prima!”
Poiché Mirta dorme non la vuole svegliare e anche lei si addormenta ma il discorso non è uscito dalla sua mente.
Al risveglio in piena notte Francesca ricorda un sogno fatto. Ricorda di essere nuda con le gambe spalancate e Mirta, nuda anche lei, che le spinge un enorme dildo nella fighetta facendola venire tremando.
Il sogno era tanto reale che Francesca si muove forte e mugola parecchio al punto che Mirta si sveglia, la scuote, lei apre gli occhi e la vede che sorride maliziosa “Allora porcellina? Hai fatto un bel sogno eh! Non negare. Ho visto e sentito però non ho capito con chi eri in quel sogno. Ora dormi”
Le dà un bacio sulle labbra e spegne la luce.
Francesca si passa la lingua sulle labbra per trattenere nella mente il sapore di quel bacio che come sempre la turba e si riaddormenta sognando di fare sesso con Mirta.
Al risveglio si rendo conto che la presenza di Mirta è per lei è una fortuna, infatti con le sue chiacchiere e le sue insinuazioni un po’ osé, distoglie Francesca dai pensieri dalle sue avventure amorose.
Al lavoro, come ogni giorno, Francesca non ha il tempo di pensare tra le pratiche da sbrigare, telefonate e incontri con i clienti degli avvocati che la impegnano a tempo pieno, ma con la sera quando arriva l’ora della malinconia e dei rimpianti più di una volta avrebbe voluto trovare Mirta a casa.
Nei ricordi affiora il modo di fare di Mirta la quale, quando vivevano insieme, lei cercava in tutti i modi di tenerla allegra raccontandole episodi divertenti, a volta anche piccanti, e poi presto o tardi tornava sempre sul suo argomento preferito.
Francesca non è imbarazzata che la sua sposa sappia che fa sesso con altre persone, lei sa che è bisex e che quindi può passare da un rapporto lesbico ed uno etero, non si mette soggezione nell’assistere ad un suo orgasmo quando si eccita e si sgrilletta. Stavolta Francesca non vuole confessarle di aver sognato di trovarsi nuda con un’altra donna intenta a scopare con un grosso dildo, non vuole dirle che è lei la donna del mio sogno.
Nonostante lei sia di fatto la sua sposa, dopo alcuni mesi senza toccarla e vederla ma solo sentirla al telefono, a Francesca sembra che ora sia un’estranea e si meraviglia nel vederla indossare un babydoll trasparente che la turba e le fa venire voglia di toccarla. In lei nascono sentimenti strani che non sa ben identificare, sono nuovi e si immagina dove toccarla e come, si chiede dove poggiare le mani … “sulle tette? Oppure sull’inguine? O ancora sul pube?”
Francesca pensa che sia meglio baciarle le tette, leccarle, succhiarle i capezzoli.
La notte seguente sostituisce, perché le sembra più consono, il pigiama con una camicia da notte di cotone, lunga fino a metà coscia, senza maniche e dalla scollatura quadrata e Mirta le regala un sorriso ed uno sguardo di approvazione.
Non appena sono vicine, Mirta la abbraccia, la coccola coprendole il viso di baci, la accarezza, le sussurra parole dolci all’orecchio ed Francesca, appoggiata sulle sue tette, le bacia volentieri, le lecca e succhia quei bei capezzoli rosei. Mirta non dice niente, si limita a stringerle la testa un po‘ più forte contro quel bel seno e poi, Francesca trovandosi davanti al viso un capezzolo, le è spontaneo far uscire la lingua e toccarlo con la punta per proseguire a stringerlo fra le labbra e succhiarlo.
Mirta abbassa il viso e le dà un bacio in fronte, poi dopo un po’ le mette in bocca l’altro capezzolo.
“Ti piace succhiarmi le tette amore? Succhia tesoro” le dice come se fosse la prima volta.
Francesca accarezza quelle meravigliose tette che sono state il desiderio che la bruciava dentro quando le aveva viste per la prima volta.
Mirta le prende il viso fra le mani, la fissa dritto negli occhi e la bacia, è un bacio lungo, sensuale, erotico, snervante che la lascia senza fiato.
“Francesca tesoro, mi vuoi sempre, mi hai desiderato sempre? Ora prendimi!”
Francesca resta sorpresa dalle quelle parole e resta lì come una stupida senza sapere né cosa dire e neanche cosa fare. Lei ha sempre pensato di rifare un giorno l’amore con Mirta e, se ripensa a quando considerava il lesbismo una deviazione contro natura, mi meraviglia e si rende conto che è una felicità unica.
A Francesca sembra logico stringersi più forte alla donna, cercare la sua bocca e, dopo averla trovata, spingere la lingua fra le sue labbra. Mirta la apre ed Francesca esplora la sua bocca, beve la saliva e le dà la sua da bere, le mordicchia il labbro inferiore, sii staccano quando non possono più resistere in apnea e devono riprendere fiato.
Le due si fissano in silenzio, forse lei aspetta le parole di Francesca, così come lei aspetta quelle di Mirta, ma entrambe sorridono.
“Francesca tesoro mio, vuoi rifarlo?”
Francesca con lei sta bene e la vuole.
“Mirta amore, voglio essere amata e felice, non voglio più soffrire per amore, io ti voglio sempre”
Mirta le sorride e la abbraccia stringendola forte e la bacia.
Stranamente Francesca si ritrova impacciata, non sa come comportarsi ed allora si fida del suo istinto.
Lei sa bene cosa piace agli uomini ed anche cosa piace alle donne ed anche cosa piace a lei.
Bacia Mirta sul collo, le mordicchia e le titilla il lobo dell’orecchio e sente la piacevole sensazione della sua mano sulla nuca.
Rendendosi conto della voglia, Mirta la abbraccia e la rovescia sulla schiena, la mette sotto di lei e aprendole le cosce preme la sua figa su quella di Francesca provocandole una scossa elettrica.
È come la prima volta e Francesca non crede che sia possibile, non sa spiegare l’effetto che le fa, ma sentire i suoi umori bagnarla, e poi mescolarsi con i suoi, la fa andare fuori di testa. Solleva le gambe e l’abbraccia sulla schiena come se fosse un uomo intento a scoparla mentre le sue braccia la trattengono a sé per un lunghissimo bacio. La posizione fa sì che i loro umori si mescolino e colino sul perineo fino a raggiungere il buchino posteriore; è una sensazione incredibile.
Mirta si sdraia su Francesca ma non le pesa, le sue tette sono schiacciate sul quelle della ragazza così come la pancia preme sull’altra ed Francesca continua a cingerle la vita con le gambe.
Le loro bocche sono incollate ed è tanto bello che non riescono a smettere di baciarsi.
Mirta solleva il busto e la bacia sul collo, le succhia i lobi delle orecchie, abbassa il viso, le bacia le tette e le mordicchia, e poi le succhia i capezzoli, provocandole delle scosse che, dalle tette salgono al cervello e scendono fino alla fighetta che fa sgorgare altri umori.
Francesca è perduta tra le sue braccia e lei tra le sue gambe non capisce più niente, mugola, geme, si agita in modo scomposto pronunciando parole e frasi senza senso. L’amante di Francesca la lecca sotto le ascelle, con la punta della lingua disegna strani percorsi sul busto lasciando una scia di saliva, si ferma a stuzzicarle l’ombelico, appoggia il viso sul pancino e lo bacia. La ragazza allarga le cosce aspettando la lingua ed invece Mirta va a leccare l’interno delle cosce e poi la piega posteriore delle ginocchia. Scende ancora più giù e si ferma sui piedi per succhiarle le dita una ad una; è una vera tortura e Francesca non resiste più, però fra un rantolo ed un gemito riesce a mormorare “Basta Mirta! Mi fai morire così amoreee!”
Solo allora, ritenendo di averla completamente presa dalle sue voglie, Mirta posa la bocca sulla fighetta ed ecco che un’altra scossa percorre Francesca la quale si strizza le tette, si tortura i capezzoli, apre la bocca per urlare ma non ha più fiato e riesce solo a gemere.
Mirta le mordicchia le grandi labbra, le apre con le dita e succhia quelle piccole e con la punta della lingua batte delicatamente sul clito che si inturgidisce e gonfia. Francesca sente che lo stringe delicatamente tra i denti come volesse strapparlo, le sembra di perdere conoscenza e non si rende più conto di niente, si sente perduta nella lussuria del rapporto lesbico con una donna matura che le è sempre piaciuta. La ragazza non capisce più né chi è, né dove si trova e si abbandona agli spasmi dell’orgasmo.
Francesca resta stesa sul letto come esanime e chiunque potrebbe farle qualunque cosa.
Lentamente la ragazza torna in sé svuotata di ogni energia; nessuno mai l’ha ridotta così.
Mirta la stringe a sé, non dice niente, la copre di baci, la accarezza e la coccola. Lei apre la bocca per parlare, ma la donna matura le mette un dito sulle labbra per zittirla “Non parlare amore, prima recupera il fiato. Non ho mai visto nessuno godere come te. Debbo dire, cara Francesca, che sei una forza della natura. Per un attimo mi hai spaventata. Ho pensato che tu fossi non fossi più qui”
“In effetti è come se lo fossi stata” è la risposta e Francesca pronuncia quelle parole sorridendo ed a voce bassa con l’espressione del viso stravolta.
“Ti sei spaventata amore?” e in tono sarcastico “Ma chi stato a ridurmi in questo stato? Ah! io lo so: una certa Mirta! Tu la conosci? Sai è una donna sarda che ha un negozio, che sa far godere benissimo le donne e che quando fanno sesso con lei rimangono stravolte, addirittura svengono!”
Mirta ride, la stringe e la bacia sulle labbra “Dai non lamentarti che ti è piaciuto. Dimmi la verità!”
“Certo che mi è piaciuto, credo che lo abbia visto. Sai una cosa? Non credevo fosse possibile un piacere così forte e profondo fra donne. Mirta, mi hai portato in paradiso. Tante volte abbiamo goduto e mi hai fatto venire con orgasmi incredibili, anche i maschi lo hanno fatto, ma ho scoperto che con te ho ancora molto da imparare ed anche da godere”
Mirta sorride maliziosa “Imparerai, ne sono certa. Qui hai tantissime occasioni e poi ti garantisco che da sempre sei predisposta per l’amore lesbico. Credimi hai delle ottime possibilità. Devi solo lasciarti andare e farlo più spesso”
Intanto Mirta torna ad accarezzarle il seno e mentre Francesca la ascolta le accarezza e bacia le mammelle e lei le offre sporgendo il petto in aventi. Alla ragazza non resta che leccarle e mordicchiarle piano e succhiarle i capezzoli mentre con le mani esplorano il suo corpo.
La donna matura per farle capire che ha gradito il gesto le mette la mano sulla nuca per tenerla ferma su di sé. Quando la mano di Francesca si poggia formando una conchiglia sulla vulva, lei scosta le gambe per favorire la presa.
Purtroppo la stanchezza vince sulle forze. Francesca cerca di lottare per rimanere sveglia e procurare almeno un po’ di piacere a Mirta; lei sa in quale stato l’ha ridotta e quindi sa che può aspettarsi dalla sua giovane amante un felice risveglio.
Francesca sprofonda nel sonno tenendo per mano la sua amante fino all’indomani mattina.
Quando Francesca apre di poco gli occhi, la luce del sole che filtra dalla tapparella la colpisce gli occhi e la sveglia. Sembra tardi ma nel guardare la sveglia legge che sono le sette del mattino. Si ritrova abbracciata a Mirta con il viso posato sulle sue tette e le labbra della bocca vicine ad un capezzolo così bello ed invitante che le verrebbe la voglia di stringerlo fra le labbra.
Vorrebbe svegliarla succhiandolo ma la lascia riposare. La notte precedente hanno fatto le ore piccole quasi sicuramente è stanca.
Francesca reprime la lussuria di quei momenti e va in bagno dove, al termine dei bisogni corporali, indossa una vestaglietta leggera e va in cucina per preparare la colazione per entrambe con del caffè che emana un buon profumo che si spande per la casa, prepara le tazzine sul tavolo, lo zucchero, le fette biscottate con il burro e la marmellata di arance che a Mirta piace molto.
Quando sta per posare il barattolo della marmellata, Francesca avverte un fruscio alle sue spalle, si volta e sulla soglia della porta appare Mirta. Lei non si è vestita ed è nuda mostrando tutto lo splendore del suo corpo. A Francesca per un attimo manca il respiro e non riesce a frenare le voglie che fanno immediatamente fremere la sua fighetta.
La vista della sua amante nuda le fa allargare le braccia e Mirta la abbraccia dandole un bacio leggero sulle labbra “Buongiorno amore, hai dormito bene?”
La ragazza rispondo sorridendo “Buongiorno tesoro! Ho dormito bene, e tu?”
“Sì, sì. Ho riposato bene avendoti accanto a me” e lo dice guardandola con un sorriso malizioso sulle labbra “Hai fatto bei sogni?
“No. Ero veramente stanca e non ricordo di aver sognato”
Intanto, messo il caffè nelle tazzine, Francesca si siede e Mirta sembra non aspettare altro. Infatti si siede sulle ginocchia della sua giovane amante e le passa un braccio intorno al collo.
Un fremito percorre tutto il corpo di Francesca, è dovuto alle sue cosce ed il suo culetto entrambe nudi. L’effetto è una sensazione unica e rapida che dalla fighetta va al cervello passando per le tette che si gonfiano ed i capezzoli che si ergono duri. Ovviamente Mirta se ne accorge e le sussurra all’orecchio “Ti piace sentirmi nuda su di te, porcellina? Dai dimmelo!“
È vero e quindi risponde “Sì, mi piaci”
Ma Mirta non contenta della risposta forse troppo sintetica “Ma dai! Questo è un ‘sì mi piace’ detto senza sentimento. Ne sei sicura che ti piaccio?”
Francesca la fissa per un’istante e poi “Sì, mi piace sentire il tuo culetto nudo su di me”
Mirta ride, le dà una strizzatina alle tette e si alza per sedersi a fare colazione.
“Forza amore! Bevi il caffè e vestiti o farai tardi per andare in studio”
Francesca lancia uno sguardo all’orologio appeso alla parete di cucina ed acconsente “Devo muovermi. È tardi” e nella testa si dice che c’è un tempo per ogni cosa e quella non è proprio adatta per fare l’amore con lei, se lo facesse la giornata è perduta e non saprebbe come giustificare l’assenza al lavoro.
Francesca beve il caffè senza mangiare niente e va in camera a vestirsi e Mirta dietro di lei fermandosi sullo stipite della porta a guardare curiosa come la sua giovane sposa si prepara e ciò che indossa.
Quando Francesca si volta, per istinto come a volere un suo parere positivo, Mirta scuote la testa indicando che non approva le scelte fatte.
“Francesca fermati! Amore, ... ma non hai niente di più sexy da indossare? Hai solo quelle mutandine bianche che pur essendo trasparenti sanno di educanda?”
Francesca la guarda sorpresa “Sì ,perché? C’è qualcosa che non va nelle mie mutandine?”
“Amore sembrano mutandine da educanda. Mi piacerebbe poterti vederti con un perizoma di velo decorate con del pizzo, oppure con un tanga con ricamato un cuore sul talloncino che copre la tua fighetta. Capisci?”
La giovane amante si volta e le sorride felice che abbia criticato i suoi indumenti intimi.
“Tu puoi immaginarmi come vuoi e mi puoi consigliare come vuoi. Lo sai che accetto tutto da te però il tempo è tirano e mi devo sbrigare. Oggi non posso fare tardi al lavoro per una questione di slip”
Dà a Mirta un ultimo bacio sulle labbra e scappa di corsa. La donna la aspetterà fino alla sera.
La mattinata in studio è molto intensa e non le ha dato modo di pensare a Mirta, però in uno dei rari momenti di pausa ha telefonato a Lucrezia per spiegarle cosa le serviva. Le parole di Mirta riguardanti gli indumenti intimi l’hanno lasciata con la voglia di farle vedere il sesso coperto da qualcosa di molto sexy anzi il più sexy possibile. La vuole proprio stupire.
Con Lucrezia si vedono nella pausa pranzo ed insieme vanno alla solita trattoria vicino allo studio per mangiare qualcosa.
Francesca apra il la busta dove Lucrezia le ha portato lo slip e trova più di un capo, ci sono anche dei completini carini, ma non particolarmente sexy. Lei spiega alla mia amica che Mirta vuole vederla con indosso qualcosa di più erotico. Lucrezia allora apre un’altra busta che aveva con sé
“Qui ci sono anche altri perizomi, non sexy ma da troia e con quelli ti ci vedo bene se li indossi!”
Prima di ritornare al lavoro Francesca prende dei perizomi trasparenti con inserti di pizzo ed anche i relativi reggiseni morbidi e fatti in modo da non coprire interamente l’areola lasciando il capezzolo al bordo pronto a saltare fuori al minimo movimento. Lucrezia da ottima amica ed esperta le ha anche portato delle calze a rete basse sopra la caviglia invece dei soliti collant.
Al lavoro Francesca pensa già alla reazione di Mirta quando li indosserà per esibirsi.
Il pomeriggio passa con il pensiero del ritorno a casa e sembra non finire mai. È eccitata come una bambina nell’immaginare il ritorno a casa, indossare i nuovi acquisti e farsi vedere da Mirta.
Finalmente termina la giornata di lavoro e va via a casa di corsa.
Appena arriva Francesca trova la casa vuota, Mirta è uscita e lei ne resta delusa. Sul tavolo della cucina la donna ha lasciato scritte due righe, per dire che tornerà con delle pizze.
Passato lo spavento di una sua ipotetica sparizione Francesca pensa che così ha tempo per preparare la sorpresina.
Si denuda, fa una doccia veloce, si asciuga in fretta e indossa le calze, poi prova ad indossare quei deliziosi perizomi di velo e pizzo e quei reggiseni che non reggono niente e coprono ben poco.
Ne sceglie uno ed indossa anche un vestitino leggero e corto senza maniche. Prova anche delle scarpe e sceglie semplici scarpe nere lucide da donna in carriera con tacco medio da sette centimetri che valorizza il piede e le calze che indossa.
si guarda allo specchio, si piace.
Metto nel freezer una bottiglia di vino bianco secco a rinfrescarsi ed ecco che sento il rumore della chiave nella serratura. Mirta è arrivata.
“Francesca ci sei?”
Mirta entra portando una scatola quadrata che contiene le pizze ed appena arriva sulla porta della cucina si ferma di botto.
“Tesoro mio, chi vuoi conquistare stasera? Sei proprio una bella figona!” squadrandola più di una volta da capo a piedi.
A Francesca viene da ridere.
“Non devo conquistare nessuno. Sono qui come il ragno nella tela, aspetto la vittima”
Mirta spalancando gli occhi “Sarei io la vittima designata?”
La ragazza sorride maliziosa “Non vedo nessuna altra qui. Dai, posa quelle pizza sul tavolo e vieni qui che ti voglio baciare!”
Mirta posa le pizze sul tavolo, le due si baciano mettendoci tutta la passione che hanno e la donna solleva l’orlo del vestito di Francesca ma la ferma subito sussurrandole “Tesoro stai ferma, non è ancora il momento! Le pizze si raffreddano, prima mangiamo e beviamo un po’ di vino bianco”
Mirta si allontana leggermente da Francesca e la fissa dubbiosa, forse è delusa.
Mangiano le pizze con il vino fresco al punto giusto. Durante la cena parlano di loro due e Mirta puntualizza che il comportamento di Francesca è da ninfomane, ma precisa che pensare al sesso non fa male e secondo alcuni fa benissimo. le dice anche che essere una troietta è comodo per scalare posizioni sociali che portano anche ad avere amanti belli, bravi e facoltosi. Il sentirsi dire quelle cose a Francesca fa piacere, forse ad altre donne no, ma a lei sì, pertanto le chiede delle precisazioni che la donna matura non lesina parlando di fighe, di cazzi, di chiavate a tre o più persone, ma anche di sesso omosessuale oltre che etero.
Al termine Francesca vede Mirta impaziente ma fa finta di niente e serve il caffè, poi si leva dalla sedia e si sistema di fronte a Mirta, fa scivolare il suo vestito scoprendosi piano con movimenti lenti.
Mirta sorride e fa per alzarsi.
“Ferma! Ti dirò io quando potrai muoverti” le intima.
La donna resta seduta e Francesca raccoglie il vestito che è sui suoi piedi e con un gesto lo allontana.
“Guardami bene Mirta, ti piaccio così? Ora alzati e spogliati!”
Mirta si alza dalla sedia e in fretta si denuda.
“Certo che mi piaci. A chi non piacerebbe vederti così troia come sei fino nelle cellule? Adesso voglio baciarti. Avvicinati!”
Francesca sorride maliziosa e le tende le braccia per abbracciarla, la bacia e le sgancia il reggiseno.
“Aspetta, non è ancora il momento!”
Francesca passa le dita sotto l’elastico del perizoma e lo spinge verso il basso e si abbassa. Mirta solleva un piede e poi l’altro così anche il perizoma va a fare compagnia ai vestiti. Francesca la spingo indietro contro il tavolo e “Siediti e apri le cosce. Ho voglia di leccarti e mangiare la tua figa”
Mirta sale sul tavolo, mette le mani leggermente indietro e le braccia distese per tenere il busto eretto, spalanca le cosce e vicino al viso di Francesca c’è la sua figa depilata come sempre, di cui ne respira il profumo dell’eccitazione, vede le sue grandi labbra umide di desiderio lucide dei suoi umori. A Francesca non resta che godersi quella delizia pertanto avvicina la bocca e con la punta della lingua dà delle leccatine veloci per raccogliere il sapore leggermente salato che ha il sesso maturo della donna. la giovane amante spinge la lingua più a fondo per raggiungere le piccole labbra e nel contempo cerca il clito per leccarlo.
Mirta mugola mettendo le sue mani sulla testa dell’altra premendo affinché non si sposti da lì.
“Mmmmmmm ... sììììììììì!! Mmmmmm ..... cosììììììììì!! ... non fermarti, tesorooo!!.”
Il suo desiderio è anche quello di Francesca la quale prosegue volentieri. È bello riaverla tra le sue braccia e soprattutto sulla sua bocca.
Mirta non resiste a lungo. È eccitatissima e le dice che per godere meglio è da tanti giorni che non fa sesso.
Improvvisamente la donna urla, si agita, stringe le gambe e inonda il viso e la bocca di Francesca con il suo piacere.
Mirta resta ansimante sul tavolo.
Ora sono io che pretendo, ho voglia, voglio il mio piacere perché sto colando da un bel po’ e voglio sfogarmi con lei.
“Ora mi metto io sul tavolo e tu mi devi leccare la figa che non aspetta altro che la tua lingua”
Il tavolo è ancora bagnato dagli umori di Mirta, a Francesca il sentire il culetto bagnarsi con quegli umori le procura una scossa che le fa aprire le gambe e subito sente la lingua esperta della donna iniziare il balletto erotico sulla fighetta alla ricerca del clito.
Francesca capisce subito che è sempre la solita Mirta bravissima a leccare divinamente e con maestria.
Giocando e leccando Mirta porta Francesca sull’orlo dell’orgasmo, poi rallenta il ritmo e la ragazza gode ma l’acme l’altra è brava nell’allontanarlo. Quando Mirta ritiene che il godimento stia scemando la riporta sul ciglio dell’orgasmo e farla poi precipitare nel più devastante orgasmo mai provato.
Mirta è unica nel giocare con il corpo di Francesca facendola letteralmente impazzire finché non resiste più e tiene stretta la sua testa in modo che sia obbligata a restare con la bocca incollata alla fighetta che è diventata una figona per il trattamento che le ha fatto.
L’orgasmo scuote Francesca, la distrugge, la lascia sfinita senza né forza né fiato, tenta di urlare il suo piacere ma a causa dell’intensità e della sequenza incredibile di sensazioni, dalla sua bocca non esce alcun suono, soltanto un debole rantolo.
Le due amanti si trascinano a letto senza neanche prendersi la briga di rivestirsi, tanto non sarebbe servito, e lì si abbracciano, stanche, sudate, distrutte ma appagate.
Per Francesca è inspiegabile la sensazione ritrovata che le dà la pelle di Mirta che sfiora la sua, non sa darsene una spiegazione; non è il seno premuto sul suo che le piace tanto, ma forse è la pancia appoggiata alla sua che le dà quel senso di appartenenza a lei.
Stese sul letto si baciano senza che ci sia niente di particolarmente erotico essendosi calmati i loro ardori.
Francesca sente che le sensazioni sono cose più profonde come se le pelli si riconoscessero al solo vedersi.
Le due amanti si fissano con gli occhi in silenzio tra un bacio e l’altro, nessuna delle due saprebbe cosa dire all’altra, i loro sguardi sono un dialogo di milioni di parole la cui spiegazione possibile è che è amore e forse non solo attrazione fisica.
Per un po’ le due donne stanno lì a guardarsi intensamente con le bocche che si avvicinano, le labbra che si toccano per baciarsi con tenerezza.
Francesca si abbandona alla dolcezza della sua matura amante e senza rendersene conto le fatiche le fanno scivolare nel sonno.
Non interessa quanto Francesca ha dormito, all’alba quando si sveglia mi accorge che non si sono mosse, sono ancora avvinghiate l’una a l’altra.
Mirta ha un sorriso stampato sulle labbra che, per come la sua giovane sposa la conosce, è segno di piacere e felicità.
Francesca non resiste alla tentazione e posa le labbra su quelle di Mirta dandole un bacio leggero e l’altra geme e mugola di piacere, non si sveglia ma socchiude le labbra in un invito silenzioso che non si può tralasciare ed allora lentamente la ragazza fa penetrare la sua lingua in quell’adorabile bocca. Mirta si sveglia, restituisce il bacio e la sua lingua tenta di attorcigliarsi all’altra.
Le due si staccano e si fissano con gli occhi, si stringono più forte e rimangono così finché Mirta dice “Francesca, amore mio. Ho capito che ti amo davvero e vorrei sapere se anche tu mi ami. Ho bisogno di saperlo, dimmelo ti prego!”
Francesca si sente sommersa dall’emozione. Quella richiesta è più emozionante del matrimonio e le fa venire un nodo alla gola, la fa piangere sinceramente e tra le lacrime le comunica il suo amore.
“Mirta ti amo. Sei il mio amore più grande” e si stringe a lei.
Anche Mirta piange e si ritrovano abbracciate a piangere tutte e due per la gioia, poi dalle lacrime alle carezze il passo è breve. Infatti le carezze si fanno sempre più audaci e non molti minuti dopo sono impegnate a darsi piacere l’un l’altra per gustarsi i sapori delle loro fighe.
La giornata meteorologica si preannuncia bella e Francesca al lavoro nello studio legale andrà in splendida forma. Lei è pronta a far eccitare Alberto e se ci sarà anche l’avvocatessa Emilia.
È felice che vada a trovarla.
All’arrivo le due si abbracciano, ci danno bacetti a volontà e quella donna prende posto nella vita di Francesca come se non fosse mai stata lontano.
Le due amanti lesbiche si raccontano tutto su come hanno passato il tempo lontano l’una dall’altra.
Mirte le parla di sé, le dice di tutto, ma cosa strana, tralascia completamente il lato sentimentale della sua vita. A Francesca non resta che pensare che le sia stata ‘fedele’ anche se sa che davanti ad una bella figa Mirta non sa resistere ed il primo pensiero è che abbia fatto sesso solo con le sue commesse, come sempre.
Da parte di Francesca non c’è granché da raccontarle oltre le avventure amorose, Mirta sa già che lavora in uno studio legale dove lavora anche Alberto con cui c’è stato molto sesso. Con Mirta davanti a lei, quando le racconta del rapporto con il bel avvocato, la donna la ascolta seriamente e fa un unico commento “Non bisogna mai fidarsi degli uomini!”
Poi inizia a parlare di lei e si capisce che nasconde qualcosa ma Francesca non vuole essere indiscreta e non fa domande e per distrarla le dice che bisogna pensare alla sistemazione essendo la casa piccola, non ben arredata e quindi è ingombra di tante cianfrusaglie. D’altra parte Francesca non vuole farla dormire nel soggiorno e così le dice che in caso contrario avrebbero dormito nello stesso letto, sperando che a Mirta non le sia di disturbo essendo ormai da tempo che non dormono insieme e probabilmente si è disabituata.
Mirta la guarda divertita “Che problema c’è? A meno non ne abbia tu, io il problema non lo vedo!”
La giornata la passano insieme girando per la città e, arrivata la notte, si preparano per stare insieme. Francesca va in bagno per lavarsi i denti e farsi il bidet e poi indossare un pigiama di flanella comodo ma per niente sexy.
Invece Mirta va in bagno e ci resta per un po’, Francesca non sa perché la donna tardi così tanto, sembra non dover uscire più.
Dopo tanti minuti, finalmente Mirta arriva e Francesca resta ammutolita a guardarla come fulminata. Mirta indossa un babydoll trasparente che non nasconde niente e con la massima naturalezza va a coricarsi al fianco della sua ex fidanzata, ora sua moglie, e la guarda con un’aria che pare di riprovazione, poi ridendo dice “Francesca, se è questo il tuo abbigliamento notturno, non ti devi meravigliare se gli uomini scappano e resti a secco di sesso!”
Francesca aggrotta la fronte e l’altra si accorge dell’espressione e senza darle tempo di protestare “Dai scherzavo! Non prendetela! L’importante è che tu stia bene e poi qui ci sono tanti maschi ed anche bellissime femmine. Ma hai visto quante fighe ci sono in giro?!”
Francesca ribatte subito “Che ci siamo dei bonazzi è vero ma non intendo portarne neanche uno a casa. Con loro ho chiuso. Con le donne … beh! Ne conosco e ho fatto sesso con loro ma qui come lo fanno è diverso”
Mirta solleva il busto poggiandosi su un gomito “Ma scherzi? Non è che vuoi votarti alla castità? Io se fossi in te non ce la farei, ho bisogno del mio piacere fisico e di godere tanto come sai bene”
“Allora mi comprerò un grosso dildo su internet perché quello che ho non è che mi soddisfi tanto. Circa la castità, penso che avrei grandi difficoltà con le ragazze ed i maschi che girano intorno”
“Francesca, tesoro mio. Un dildo va bene se siamo in due a giocare, poi quando resti sola, passato il momento dell’orgasmo, è abbastanza triste perché viene a mancare un po’ di tenerezza”
Quelle parole di Mirta fanno riflettere Francesca la quale, nel pensarci bene, ritiene che la sua matura amante abbia ragione e si chiede che cosa intendeva dicendo ‘a giocare in due con il dildo’?
A causa della stanchezza delle due quella sera niente sesso ed il discorso finisce lì.
Spengono le luci e si augurano la buona notte voltandosi su un fianco per dormire. Ma Francesca non dorme, a lei rimangono quelle parole in mente ed il dubbio che le hanno fatto nascere, poi improvvisamente le è chiaro il significato dicendosi “Ecco! Non ho colto il significato al momento; sono una stupida a non averlo capito prima!”
Poiché Mirta dorme non la vuole svegliare e anche lei si addormenta ma il discorso non è uscito dalla sua mente.
Al risveglio in piena notte Francesca ricorda un sogno fatto. Ricorda di essere nuda con le gambe spalancate e Mirta, nuda anche lei, che le spinge un enorme dildo nella fighetta facendola venire tremando.
Il sogno era tanto reale che Francesca si muove forte e mugola parecchio al punto che Mirta si sveglia, la scuote, lei apre gli occhi e la vede che sorride maliziosa “Allora porcellina? Hai fatto un bel sogno eh! Non negare. Ho visto e sentito però non ho capito con chi eri in quel sogno. Ora dormi”
Le dà un bacio sulle labbra e spegne la luce.
Francesca si passa la lingua sulle labbra per trattenere nella mente il sapore di quel bacio che come sempre la turba e si riaddormenta sognando di fare sesso con Mirta.
Al risveglio si rendo conto che la presenza di Mirta è per lei è una fortuna, infatti con le sue chiacchiere e le sue insinuazioni un po’ osé, distoglie Francesca dai pensieri dalle sue avventure amorose.
Al lavoro, come ogni giorno, Francesca non ha il tempo di pensare tra le pratiche da sbrigare, telefonate e incontri con i clienti degli avvocati che la impegnano a tempo pieno, ma con la sera quando arriva l’ora della malinconia e dei rimpianti più di una volta avrebbe voluto trovare Mirta a casa.
Nei ricordi affiora il modo di fare di Mirta la quale, quando vivevano insieme, lei cercava in tutti i modi di tenerla allegra raccontandole episodi divertenti, a volta anche piccanti, e poi presto o tardi tornava sempre sul suo argomento preferito.
Francesca non è imbarazzata che la sua sposa sappia che fa sesso con altre persone, lei sa che è bisex e che quindi può passare da un rapporto lesbico ed uno etero, non si mette soggezione nell’assistere ad un suo orgasmo quando si eccita e si sgrilletta. Stavolta Francesca non vuole confessarle di aver sognato di trovarsi nuda con un’altra donna intenta a scopare con un grosso dildo, non vuole dirle che è lei la donna del mio sogno.
Nonostante lei sia di fatto la sua sposa, dopo alcuni mesi senza toccarla e vederla ma solo sentirla al telefono, a Francesca sembra che ora sia un’estranea e si meraviglia nel vederla indossare un babydoll trasparente che la turba e le fa venire voglia di toccarla. In lei nascono sentimenti strani che non sa ben identificare, sono nuovi e si immagina dove toccarla e come, si chiede dove poggiare le mani … “sulle tette? Oppure sull’inguine? O ancora sul pube?”
Francesca pensa che sia meglio baciarle le tette, leccarle, succhiarle i capezzoli.
La notte seguente sostituisce, perché le sembra più consono, il pigiama con una camicia da notte di cotone, lunga fino a metà coscia, senza maniche e dalla scollatura quadrata e Mirta le regala un sorriso ed uno sguardo di approvazione.
Non appena sono vicine, Mirta la abbraccia, la coccola coprendole il viso di baci, la accarezza, le sussurra parole dolci all’orecchio ed Francesca, appoggiata sulle sue tette, le bacia volentieri, le lecca e succhia quei bei capezzoli rosei. Mirta non dice niente, si limita a stringerle la testa un po‘ più forte contro quel bel seno e poi, Francesca trovandosi davanti al viso un capezzolo, le è spontaneo far uscire la lingua e toccarlo con la punta per proseguire a stringerlo fra le labbra e succhiarlo.
Mirta abbassa il viso e le dà un bacio in fronte, poi dopo un po’ le mette in bocca l’altro capezzolo.
“Ti piace succhiarmi le tette amore? Succhia tesoro” le dice come se fosse la prima volta.
Francesca accarezza quelle meravigliose tette che sono state il desiderio che la bruciava dentro quando le aveva viste per la prima volta.
Mirta le prende il viso fra le mani, la fissa dritto negli occhi e la bacia, è un bacio lungo, sensuale, erotico, snervante che la lascia senza fiato.
“Francesca tesoro, mi vuoi sempre, mi hai desiderato sempre? Ora prendimi!”
Francesca resta sorpresa dalle quelle parole e resta lì come una stupida senza sapere né cosa dire e neanche cosa fare. Lei ha sempre pensato di rifare un giorno l’amore con Mirta e, se ripensa a quando considerava il lesbismo una deviazione contro natura, mi meraviglia e si rende conto che è una felicità unica.
A Francesca sembra logico stringersi più forte alla donna, cercare la sua bocca e, dopo averla trovata, spingere la lingua fra le sue labbra. Mirta la apre ed Francesca esplora la sua bocca, beve la saliva e le dà la sua da bere, le mordicchia il labbro inferiore, sii staccano quando non possono più resistere in apnea e devono riprendere fiato.
Le due si fissano in silenzio, forse lei aspetta le parole di Francesca, così come lei aspetta quelle di Mirta, ma entrambe sorridono.
“Francesca tesoro mio, vuoi rifarlo?”
Francesca con lei sta bene e la vuole.
“Mirta amore, voglio essere amata e felice, non voglio più soffrire per amore, io ti voglio sempre”
Mirta le sorride e la abbraccia stringendola forte e la bacia.
Stranamente Francesca si ritrova impacciata, non sa come comportarsi ed allora si fida del suo istinto.
Lei sa bene cosa piace agli uomini ed anche cosa piace alle donne ed anche cosa piace a lei.
Bacia Mirta sul collo, le mordicchia e le titilla il lobo dell’orecchio e sente la piacevole sensazione della sua mano sulla nuca.
Rendendosi conto della voglia, Mirta la abbraccia e la rovescia sulla schiena, la mette sotto di lei e aprendole le cosce preme la sua figa su quella di Francesca provocandole una scossa elettrica.
È come la prima volta e Francesca non crede che sia possibile, non sa spiegare l’effetto che le fa, ma sentire i suoi umori bagnarla, e poi mescolarsi con i suoi, la fa andare fuori di testa. Solleva le gambe e l’abbraccia sulla schiena come se fosse un uomo intento a scoparla mentre le sue braccia la trattengono a sé per un lunghissimo bacio. La posizione fa sì che i loro umori si mescolino e colino sul perineo fino a raggiungere il buchino posteriore; è una sensazione incredibile.
Mirta si sdraia su Francesca ma non le pesa, le sue tette sono schiacciate sul quelle della ragazza così come la pancia preme sull’altra ed Francesca continua a cingerle la vita con le gambe.
Le loro bocche sono incollate ed è tanto bello che non riescono a smettere di baciarsi.
Mirta solleva il busto e la bacia sul collo, le succhia i lobi delle orecchie, abbassa il viso, le bacia le tette e le mordicchia, e poi le succhia i capezzoli, provocandole delle scosse che, dalle tette salgono al cervello e scendono fino alla fighetta che fa sgorgare altri umori.
Francesca è perduta tra le sue braccia e lei tra le sue gambe non capisce più niente, mugola, geme, si agita in modo scomposto pronunciando parole e frasi senza senso. L’amante di Francesca la lecca sotto le ascelle, con la punta della lingua disegna strani percorsi sul busto lasciando una scia di saliva, si ferma a stuzzicarle l’ombelico, appoggia il viso sul pancino e lo bacia. La ragazza allarga le cosce aspettando la lingua ed invece Mirta va a leccare l’interno delle cosce e poi la piega posteriore delle ginocchia. Scende ancora più giù e si ferma sui piedi per succhiarle le dita una ad una; è una vera tortura e Francesca non resiste più, però fra un rantolo ed un gemito riesce a mormorare “Basta Mirta! Mi fai morire così amoreee!”
Solo allora, ritenendo di averla completamente presa dalle sue voglie, Mirta posa la bocca sulla fighetta ed ecco che un’altra scossa percorre Francesca la quale si strizza le tette, si tortura i capezzoli, apre la bocca per urlare ma non ha più fiato e riesce solo a gemere.
Mirta le mordicchia le grandi labbra, le apre con le dita e succhia quelle piccole e con la punta della lingua batte delicatamente sul clito che si inturgidisce e gonfia. Francesca sente che lo stringe delicatamente tra i denti come volesse strapparlo, le sembra di perdere conoscenza e non si rende più conto di niente, si sente perduta nella lussuria del rapporto lesbico con una donna matura che le è sempre piaciuta. La ragazza non capisce più né chi è, né dove si trova e si abbandona agli spasmi dell’orgasmo.
Francesca resta stesa sul letto come esanime e chiunque potrebbe farle qualunque cosa.
Lentamente la ragazza torna in sé svuotata di ogni energia; nessuno mai l’ha ridotta così.
Mirta la stringe a sé, non dice niente, la copre di baci, la accarezza e la coccola. Lei apre la bocca per parlare, ma la donna matura le mette un dito sulle labbra per zittirla “Non parlare amore, prima recupera il fiato. Non ho mai visto nessuno godere come te. Debbo dire, cara Francesca, che sei una forza della natura. Per un attimo mi hai spaventata. Ho pensato che tu fossi non fossi più qui”
“In effetti è come se lo fossi stata” è la risposta e Francesca pronuncia quelle parole sorridendo ed a voce bassa con l’espressione del viso stravolta.
“Ti sei spaventata amore?” e in tono sarcastico “Ma chi stato a ridurmi in questo stato? Ah! io lo so: una certa Mirta! Tu la conosci? Sai è una donna sarda che ha un negozio, che sa far godere benissimo le donne e che quando fanno sesso con lei rimangono stravolte, addirittura svengono!”
Mirta ride, la stringe e la bacia sulle labbra “Dai non lamentarti che ti è piaciuto. Dimmi la verità!”
“Certo che mi è piaciuto, credo che lo abbia visto. Sai una cosa? Non credevo fosse possibile un piacere così forte e profondo fra donne. Mirta, mi hai portato in paradiso. Tante volte abbiamo goduto e mi hai fatto venire con orgasmi incredibili, anche i maschi lo hanno fatto, ma ho scoperto che con te ho ancora molto da imparare ed anche da godere”
Mirta sorride maliziosa “Imparerai, ne sono certa. Qui hai tantissime occasioni e poi ti garantisco che da sempre sei predisposta per l’amore lesbico. Credimi hai delle ottime possibilità. Devi solo lasciarti andare e farlo più spesso”
Intanto Mirta torna ad accarezzarle il seno e mentre Francesca la ascolta le accarezza e bacia le mammelle e lei le offre sporgendo il petto in aventi. Alla ragazza non resta che leccarle e mordicchiarle piano e succhiarle i capezzoli mentre con le mani esplorano il suo corpo.
La donna matura per farle capire che ha gradito il gesto le mette la mano sulla nuca per tenerla ferma su di sé. Quando la mano di Francesca si poggia formando una conchiglia sulla vulva, lei scosta le gambe per favorire la presa.
Purtroppo la stanchezza vince sulle forze. Francesca cerca di lottare per rimanere sveglia e procurare almeno un po’ di piacere a Mirta; lei sa in quale stato l’ha ridotta e quindi sa che può aspettarsi dalla sua giovane amante un felice risveglio.
Francesca sprofonda nel sonno tenendo per mano la sua amante fino all’indomani mattina.
Quando Francesca apre di poco gli occhi, la luce del sole che filtra dalla tapparella la colpisce gli occhi e la sveglia. Sembra tardi ma nel guardare la sveglia legge che sono le sette del mattino. Si ritrova abbracciata a Mirta con il viso posato sulle sue tette e le labbra della bocca vicine ad un capezzolo così bello ed invitante che le verrebbe la voglia di stringerlo fra le labbra.
Vorrebbe svegliarla succhiandolo ma la lascia riposare. La notte precedente hanno fatto le ore piccole quasi sicuramente è stanca.
Francesca reprime la lussuria di quei momenti e va in bagno dove, al termine dei bisogni corporali, indossa una vestaglietta leggera e va in cucina per preparare la colazione per entrambe con del caffè che emana un buon profumo che si spande per la casa, prepara le tazzine sul tavolo, lo zucchero, le fette biscottate con il burro e la marmellata di arance che a Mirta piace molto.
Quando sta per posare il barattolo della marmellata, Francesca avverte un fruscio alle sue spalle, si volta e sulla soglia della porta appare Mirta. Lei non si è vestita ed è nuda mostrando tutto lo splendore del suo corpo. A Francesca per un attimo manca il respiro e non riesce a frenare le voglie che fanno immediatamente fremere la sua fighetta.
La vista della sua amante nuda le fa allargare le braccia e Mirta la abbraccia dandole un bacio leggero sulle labbra “Buongiorno amore, hai dormito bene?”
La ragazza rispondo sorridendo “Buongiorno tesoro! Ho dormito bene, e tu?”
“Sì, sì. Ho riposato bene avendoti accanto a me” e lo dice guardandola con un sorriso malizioso sulle labbra “Hai fatto bei sogni?
“No. Ero veramente stanca e non ricordo di aver sognato”
Intanto, messo il caffè nelle tazzine, Francesca si siede e Mirta sembra non aspettare altro. Infatti si siede sulle ginocchia della sua giovane amante e le passa un braccio intorno al collo.
Un fremito percorre tutto il corpo di Francesca, è dovuto alle sue cosce ed il suo culetto entrambe nudi. L’effetto è una sensazione unica e rapida che dalla fighetta va al cervello passando per le tette che si gonfiano ed i capezzoli che si ergono duri. Ovviamente Mirta se ne accorge e le sussurra all’orecchio “Ti piace sentirmi nuda su di te, porcellina? Dai dimmelo!“
È vero e quindi risponde “Sì, mi piaci”
Ma Mirta non contenta della risposta forse troppo sintetica “Ma dai! Questo è un ‘sì mi piace’ detto senza sentimento. Ne sei sicura che ti piaccio?”
Francesca la fissa per un’istante e poi “Sì, mi piace sentire il tuo culetto nudo su di me”
Mirta ride, le dà una strizzatina alle tette e si alza per sedersi a fare colazione.
“Forza amore! Bevi il caffè e vestiti o farai tardi per andare in studio”
Francesca lancia uno sguardo all’orologio appeso alla parete di cucina ed acconsente “Devo muovermi. È tardi” e nella testa si dice che c’è un tempo per ogni cosa e quella non è proprio adatta per fare l’amore con lei, se lo facesse la giornata è perduta e non saprebbe come giustificare l’assenza al lavoro.
Francesca beve il caffè senza mangiare niente e va in camera a vestirsi e Mirta dietro di lei fermandosi sullo stipite della porta a guardare curiosa come la sua giovane sposa si prepara e ciò che indossa.
Quando Francesca si volta, per istinto come a volere un suo parere positivo, Mirta scuote la testa indicando che non approva le scelte fatte.
“Francesca fermati! Amore, ... ma non hai niente di più sexy da indossare? Hai solo quelle mutandine bianche che pur essendo trasparenti sanno di educanda?”
Francesca la guarda sorpresa “Sì ,perché? C’è qualcosa che non va nelle mie mutandine?”
“Amore sembrano mutandine da educanda. Mi piacerebbe poterti vederti con un perizoma di velo decorate con del pizzo, oppure con un tanga con ricamato un cuore sul talloncino che copre la tua fighetta. Capisci?”
La giovane amante si volta e le sorride felice che abbia criticato i suoi indumenti intimi.
“Tu puoi immaginarmi come vuoi e mi puoi consigliare come vuoi. Lo sai che accetto tutto da te però il tempo è tirano e mi devo sbrigare. Oggi non posso fare tardi al lavoro per una questione di slip”
Dà a Mirta un ultimo bacio sulle labbra e scappa di corsa. La donna la aspetterà fino alla sera.
La mattinata in studio è molto intensa e non le ha dato modo di pensare a Mirta, però in uno dei rari momenti di pausa ha telefonato a Lucrezia per spiegarle cosa le serviva. Le parole di Mirta riguardanti gli indumenti intimi l’hanno lasciata con la voglia di farle vedere il sesso coperto da qualcosa di molto sexy anzi il più sexy possibile. La vuole proprio stupire.
Con Lucrezia si vedono nella pausa pranzo ed insieme vanno alla solita trattoria vicino allo studio per mangiare qualcosa.
Francesca apra il la busta dove Lucrezia le ha portato lo slip e trova più di un capo, ci sono anche dei completini carini, ma non particolarmente sexy. Lei spiega alla mia amica che Mirta vuole vederla con indosso qualcosa di più erotico. Lucrezia allora apre un’altra busta che aveva con sé
“Qui ci sono anche altri perizomi, non sexy ma da troia e con quelli ti ci vedo bene se li indossi!”
Prima di ritornare al lavoro Francesca prende dei perizomi trasparenti con inserti di pizzo ed anche i relativi reggiseni morbidi e fatti in modo da non coprire interamente l’areola lasciando il capezzolo al bordo pronto a saltare fuori al minimo movimento. Lucrezia da ottima amica ed esperta le ha anche portato delle calze a rete basse sopra la caviglia invece dei soliti collant.
Al lavoro Francesca pensa già alla reazione di Mirta quando li indosserà per esibirsi.
Il pomeriggio passa con il pensiero del ritorno a casa e sembra non finire mai. È eccitata come una bambina nell’immaginare il ritorno a casa, indossare i nuovi acquisti e farsi vedere da Mirta.
Finalmente termina la giornata di lavoro e va via a casa di corsa.
Appena arriva Francesca trova la casa vuota, Mirta è uscita e lei ne resta delusa. Sul tavolo della cucina la donna ha lasciato scritte due righe, per dire che tornerà con delle pizze.
Passato lo spavento di una sua ipotetica sparizione Francesca pensa che così ha tempo per preparare la sorpresina.
Si denuda, fa una doccia veloce, si asciuga in fretta e indossa le calze, poi prova ad indossare quei deliziosi perizomi di velo e pizzo e quei reggiseni che non reggono niente e coprono ben poco.
Ne sceglie uno ed indossa anche un vestitino leggero e corto senza maniche. Prova anche delle scarpe e sceglie semplici scarpe nere lucide da donna in carriera con tacco medio da sette centimetri che valorizza il piede e le calze che indossa.
si guarda allo specchio, si piace.
Metto nel freezer una bottiglia di vino bianco secco a rinfrescarsi ed ecco che sento il rumore della chiave nella serratura. Mirta è arrivata.
“Francesca ci sei?”
Mirta entra portando una scatola quadrata che contiene le pizze ed appena arriva sulla porta della cucina si ferma di botto.
“Tesoro mio, chi vuoi conquistare stasera? Sei proprio una bella figona!” squadrandola più di una volta da capo a piedi.
A Francesca viene da ridere.
“Non devo conquistare nessuno. Sono qui come il ragno nella tela, aspetto la vittima”
Mirta spalancando gli occhi “Sarei io la vittima designata?”
La ragazza sorride maliziosa “Non vedo nessuna altra qui. Dai, posa quelle pizza sul tavolo e vieni qui che ti voglio baciare!”
Mirta posa le pizze sul tavolo, le due si baciano mettendoci tutta la passione che hanno e la donna solleva l’orlo del vestito di Francesca ma la ferma subito sussurrandole “Tesoro stai ferma, non è ancora il momento! Le pizze si raffreddano, prima mangiamo e beviamo un po’ di vino bianco”
Mirta si allontana leggermente da Francesca e la fissa dubbiosa, forse è delusa.
Mangiano le pizze con il vino fresco al punto giusto. Durante la cena parlano di loro due e Mirta puntualizza che il comportamento di Francesca è da ninfomane, ma precisa che pensare al sesso non fa male e secondo alcuni fa benissimo. le dice anche che essere una troietta è comodo per scalare posizioni sociali che portano anche ad avere amanti belli, bravi e facoltosi. Il sentirsi dire quelle cose a Francesca fa piacere, forse ad altre donne no, ma a lei sì, pertanto le chiede delle precisazioni che la donna matura non lesina parlando di fighe, di cazzi, di chiavate a tre o più persone, ma anche di sesso omosessuale oltre che etero.
Al termine Francesca vede Mirta impaziente ma fa finta di niente e serve il caffè, poi si leva dalla sedia e si sistema di fronte a Mirta, fa scivolare il suo vestito scoprendosi piano con movimenti lenti.
Mirta sorride e fa per alzarsi.
“Ferma! Ti dirò io quando potrai muoverti” le intima.
La donna resta seduta e Francesca raccoglie il vestito che è sui suoi piedi e con un gesto lo allontana.
“Guardami bene Mirta, ti piaccio così? Ora alzati e spogliati!”
Mirta si alza dalla sedia e in fretta si denuda.
“Certo che mi piaci. A chi non piacerebbe vederti così troia come sei fino nelle cellule? Adesso voglio baciarti. Avvicinati!”
Francesca sorride maliziosa e le tende le braccia per abbracciarla, la bacia e le sgancia il reggiseno.
“Aspetta, non è ancora il momento!”
Francesca passa le dita sotto l’elastico del perizoma e lo spinge verso il basso e si abbassa. Mirta solleva un piede e poi l’altro così anche il perizoma va a fare compagnia ai vestiti. Francesca la spingo indietro contro il tavolo e “Siediti e apri le cosce. Ho voglia di leccarti e mangiare la tua figa”
Mirta sale sul tavolo, mette le mani leggermente indietro e le braccia distese per tenere il busto eretto, spalanca le cosce e vicino al viso di Francesca c’è la sua figa depilata come sempre, di cui ne respira il profumo dell’eccitazione, vede le sue grandi labbra umide di desiderio lucide dei suoi umori. A Francesca non resta che godersi quella delizia pertanto avvicina la bocca e con la punta della lingua dà delle leccatine veloci per raccogliere il sapore leggermente salato che ha il sesso maturo della donna. la giovane amante spinge la lingua più a fondo per raggiungere le piccole labbra e nel contempo cerca il clito per leccarlo.
Mirta mugola mettendo le sue mani sulla testa dell’altra premendo affinché non si sposti da lì.
“Mmmmmmm ... sììììììììì!! Mmmmmm ..... cosììììììììì!! ... non fermarti, tesorooo!!.”
Il suo desiderio è anche quello di Francesca la quale prosegue volentieri. È bello riaverla tra le sue braccia e soprattutto sulla sua bocca.
Mirta non resiste a lungo. È eccitatissima e le dice che per godere meglio è da tanti giorni che non fa sesso.
Improvvisamente la donna urla, si agita, stringe le gambe e inonda il viso e la bocca di Francesca con il suo piacere.
Mirta resta ansimante sul tavolo.
Ora sono io che pretendo, ho voglia, voglio il mio piacere perché sto colando da un bel po’ e voglio sfogarmi con lei.
“Ora mi metto io sul tavolo e tu mi devi leccare la figa che non aspetta altro che la tua lingua”
Il tavolo è ancora bagnato dagli umori di Mirta, a Francesca il sentire il culetto bagnarsi con quegli umori le procura una scossa che le fa aprire le gambe e subito sente la lingua esperta della donna iniziare il balletto erotico sulla fighetta alla ricerca del clito.
Francesca capisce subito che è sempre la solita Mirta bravissima a leccare divinamente e con maestria.
Giocando e leccando Mirta porta Francesca sull’orlo dell’orgasmo, poi rallenta il ritmo e la ragazza gode ma l’acme l’altra è brava nell’allontanarlo. Quando Mirta ritiene che il godimento stia scemando la riporta sul ciglio dell’orgasmo e farla poi precipitare nel più devastante orgasmo mai provato.
Mirta è unica nel giocare con il corpo di Francesca facendola letteralmente impazzire finché non resiste più e tiene stretta la sua testa in modo che sia obbligata a restare con la bocca incollata alla fighetta che è diventata una figona per il trattamento che le ha fatto.
L’orgasmo scuote Francesca, la distrugge, la lascia sfinita senza né forza né fiato, tenta di urlare il suo piacere ma a causa dell’intensità e della sequenza incredibile di sensazioni, dalla sua bocca non esce alcun suono, soltanto un debole rantolo.
Le due amanti si trascinano a letto senza neanche prendersi la briga di rivestirsi, tanto non sarebbe servito, e lì si abbracciano, stanche, sudate, distrutte ma appagate.
Per Francesca è inspiegabile la sensazione ritrovata che le dà la pelle di Mirta che sfiora la sua, non sa darsene una spiegazione; non è il seno premuto sul suo che le piace tanto, ma forse è la pancia appoggiata alla sua che le dà quel senso di appartenenza a lei.
Stese sul letto si baciano senza che ci sia niente di particolarmente erotico essendosi calmati i loro ardori.
Francesca sente che le sensazioni sono cose più profonde come se le pelli si riconoscessero al solo vedersi.
Le due amanti si fissano con gli occhi in silenzio tra un bacio e l’altro, nessuna delle due saprebbe cosa dire all’altra, i loro sguardi sono un dialogo di milioni di parole la cui spiegazione possibile è che è amore e forse non solo attrazione fisica.
Per un po’ le due donne stanno lì a guardarsi intensamente con le bocche che si avvicinano, le labbra che si toccano per baciarsi con tenerezza.
Francesca si abbandona alla dolcezza della sua matura amante e senza rendersene conto le fatiche le fanno scivolare nel sonno.
Non interessa quanto Francesca ha dormito, all’alba quando si sveglia mi accorge che non si sono mosse, sono ancora avvinghiate l’una a l’altra.
Mirta ha un sorriso stampato sulle labbra che, per come la sua giovane sposa la conosce, è segno di piacere e felicità.
Francesca non resiste alla tentazione e posa le labbra su quelle di Mirta dandole un bacio leggero e l’altra geme e mugola di piacere, non si sveglia ma socchiude le labbra in un invito silenzioso che non si può tralasciare ed allora lentamente la ragazza fa penetrare la sua lingua in quell’adorabile bocca. Mirta si sveglia, restituisce il bacio e la sua lingua tenta di attorcigliarsi all’altra.
Le due si staccano e si fissano con gli occhi, si stringono più forte e rimangono così finché Mirta dice “Francesca, amore mio. Ho capito che ti amo davvero e vorrei sapere se anche tu mi ami. Ho bisogno di saperlo, dimmelo ti prego!”
Francesca si sente sommersa dall’emozione. Quella richiesta è più emozionante del matrimonio e le fa venire un nodo alla gola, la fa piangere sinceramente e tra le lacrime le comunica il suo amore.
“Mirta ti amo. Sei il mio amore più grande” e si stringe a lei.
Anche Mirta piange e si ritrovano abbracciate a piangere tutte e due per la gioia, poi dalle lacrime alle carezze il passo è breve. Infatti le carezze si fanno sempre più audaci e non molti minuti dopo sono impegnate a darsi piacere l’un l’altra per gustarsi i sapori delle loro fighe.
La giornata meteorologica si preannuncia bella e Francesca al lavoro nello studio legale andrà in splendida forma. Lei è pronta a far eccitare Alberto e se ci sarà anche l’avvocatessa Emilia.
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