La mia iniziazione (più o meno)

L'anno scorso più o meno in questo periodo stavamo cenando, quando mia madre, di fronte al resto della famiglia, mi disse che era normale che le ragazze della mia età si masturbassero.
Ricordo con precisione lo sguardo confuso di mio fratello e la risata sguaiata di mio padre.
Ecco, quello è il momento in cui ho iniziato a pensare di andare da uno psicologo, se non addirittura di fuggire di casa perché veramente non se ne poteva più. Alla fine invece ho solo aperto un blog.
Mia madre mi aveva beccata con le dita lì, lei e la sua cazzo di mania di entrare in camera degli altri senza bussare; non ricordo che tipo di video stessi guardando, ma ci mancava solo che si mettesse a farmi un discorso sulle categorie di video. Già mi immagino: è normale per una ragazza della tua età guardare un interracial è normale per una ragazza della tua età guardare un lesbian è normale..
Io guardo un po' tutti i tipi di video, anche i lesbian anche se non sono lesbica. Guardo anche i video gay, se i ragazzi sono carini. Quello che non sopporto sono gli obesi e i pelosi, che mi fanno calare l'attizzo.
Sono stata introdotta alla masturbazione dalla mia amica Daniela. Lei è sempre stata precoce. E' stata la prima a scoprire la masturbazione, la prima a scoprire i maschi, la prima a scoprire le femmine. Secondo me è perché quando inizi troppo presto a fare sesso ti stufi velocemente e vuoi provare cose nuove. Quindi io dovrei essere al riparo da questo punto di vista!
I primi porno li abbiamo visti che andavamo ancora in seconda media, ma ovviamente li guardavamo con un occhio diverso; vedevi un cazzo e scoppiavi in risatine inizialmente nervose e poi via via sempre più isteriche man mano che quel cazzo entrava e usciva dalla bocca o dal sedere dell'attrice. Ci faceva ridere, ci incuriosiva e ci poneva dei seri interrogativi, poi se seguivi la "trama" trovavi anche una battuta che sdrammatizzasse il tutto.
Un paio di anni dopo quelle prime volte, quando andavo a casa di Daniela la trovavo sempre di fronte al computer, sempre più immersa nella visione di questi film; non si accorgeva nemmeno quando entravo nella sua stanza, e io stavo bene attenta a non salutarla perché in quei momenti era così tesa che se solo ci avessi provato avrebbe fatto una salto di due metri dalla sedia.
Quando entravo mi avvicinavo a lei di soppiatto, cercando di comparire alla sua vista un poco alla volta con gesti plateali delle braccia; quando finalmente mi vedeva, mi faceva cenno di sedermi di fianco a lei, e iniziava a mostrarmi una sfilza di video porno di ogni tipo, fino a quando non vedeva che iniziavo ad annoiarmi e passava a youtube.
Daniela era sempre stata attratta dai ragazzi di colore, ma in quel periodo era in fissa anche più del solito; uno non gliene bastava, così si era appassionata di interracial gangbang.
Saltò su con un: "Guarda, questa qui ti somiglia" e fece partire il video di una biondina inginocchiata in mezzo a quattro neri, che le sbattevano i cosi in faccia.
Non era affatto vero che mi somigliasse, ma Daniela partì con una serie di domande imbarazzanti a cui non volevo rispondere, domande come preferiresti succhiarlo o prenderlo in culo? te lo faresti un nero? e una gangbang?
Invece di rispondere alle sue domande mi trincerai dietro uno spazientito e imbarazzato silenzio, a braccia conserte guardando il soffitto, mentre lei rideva. Mi dava sui nervi quando faceva così, ma Daniela era quel tipo di ragazza che quando capisce che ti sta dando fastidio punta a peggiorare le cose.
Mandò avanti il video alle scene finali, quando l'attrice stava ricevendo due schizzi in faccia contemporaneamente.
Lei scoppiò a ridere e mi disse che con la sborra in faccia stavo veramente bene.
"OH ma la vuoi piantare non mi assomiglia per niente quella lì!"
"Si è vero: lei ha le tette!"
Ed era stata ancora gentile, in altri momenti avrebbe fatto tutto l'elenco dei difetti fisici che io avevo e l'attrice invece no. Se l'avesse fatto probabilmente l'avrei presa a schiaffi e quel pomeriggio l'avremmo passato a litigare.
Invece si limitò a ricordarmi di quanto fossero microscopiche le mie tette, e io mi limitai a metterle il broncio. Le aveva piccole anche lei, ma io non ce l'ho mai fatta a sbattere in faccia agli altri i loro difetti.
Capito che me l'ero presa, Daniela fece un verso di cordoglio e mi abbracciò.
"Nooo, ti sei offesa? Dai scherzavo!" disse e puzzava di falsa lontano un chilometro.
Però mi tenne stretta in quell'abbraccio per quasi un minuto scusandosi in mille modi, strofinandomi le mani sulla schiena, stringendomi (stranamente) senza farmi male. Poi cercò di slacciarmi il reggiseno attraverso il tessuto della maglietta.
"Ma che cazzo fai Dani" protestai io scrollandomela di dosso.
Lei mi disse che per scusarsi voleva farmi un massaggio alle tette.
Questo succedeva quattro anni fa quando ancora Daniela non dava nessun presagio di iniziare la fase lesbica che sarebbe venuta più avanti; io poi figuriamoci se ero abbastanza sveglia da sapere cose fosse una lesbica. Sapevo solo che non bisognava farsi toccare le tette dai maschi perché "non è cosa" come diceva mia nonna, ma tanto comunque nessun maschio voleva toccare le tette che non avevo.
La nonna non mi aveva raccomandato nulla riguardo il farsi toccare le tette da un'altra femmina, ma non capivo comunque perché diavolo avrei dovuto farmi fare un massaggio da Daniela.
"Lascia in pace le mie tettine" dissi ridendo, stringendomi le braccia attorno al petto per impedire alla mia amica di muolestarmi.
Lei provò a scassinare la mia difesa prendendomi i polsi e provando a farsi strada verso le mie tette, e per qualche minuto giocammo e ridemmo come due bambine, finché Daniela, rinunciato a mettermi le mani sulle tette, me ne infilò una in mezzo alle cosce, pizzicandomi lì attraverso i pantaloncini.
Sentii una scossa/brivido/vampata in tutta la pancia e presi a scalciare e schiaffeggiarle la mano.
Non ridevo più adesso.
Daniela mi chiese se non mi ero mai fatta neanche un ditalino, e io mi alzai furiosa dalla sedia e uscii senza salutare da camera sua.
Inforcata la bicicletta, feci tutta la strada in silenzio, con una stramba idea in testa: sfregarmi contro il sellino. A ripensarci adesso ero un po' ritardata per essere una liceale, ma ormai... mi guardai intorno per vedere se non c'era nessuno, e presi a muovere il bacino avanti e indietro come una ballerina di lapdance per strofinare la patata sulla sella, e sentii la stessa ondata calda che avevo avvertito quando Daniela mi aveva toccata.
Per poco non caddi dalla bici. Decisi di non rifarlo, era troppo pericoloso. Due minuti dopo abbozzai di nuovo quel movimento, più piano stavolta, e l'ondata ci fu ancora ma più controllata e decisamente più piacevole. Un signore che stava annaffiando le piante mi guardò perplesso e io diventai rossa come un peperone. Iniziai a pedalare più forte e nel giro di cinque minuti ero già a casa.
Mi chiusi in camera mia, accesi il computer, e chiesi aiuto su yahoo answers: cerco un video porno, voglio che l'attrice sia castana, bassina, magra e senza tette, e gli attori devono essere tanti e devono essere neri.
Mentre aspettavo che qualcuno mi suggerisse il video giusto, mi sedetti sul bracciolo della poltrona di camera mia, e facendo leva sulla scrivania cominciai a strofinarmi e strofinarmi.
発行者 vanille333
11年前
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