Sara
I piedi più squisitamente odorosi che io abbia mai annusato erano di una donnina italiana di quarantacinque anni - vocina dolce, molto abbronzata e decisamente in forma (spalle e braccia muscolose uscivano fuori dalla canottiera), un trentasei magro, pelle sottile sul dorso bruno quasi lucido, leggere vene sensuali sotto la pelle, le dita aguzze con un lucidissimo smalto rosso fosforescente, il dito indice più lungo degli altri (era davvero lungo). La silouette del suo piede era perfetta, con rughette da togliere il fiato su un lembo di pelle leggermente rigonfio e chiaro sul lato esterno, una protuberanza quasi da africana in prossimità dell’inizio della pianta…altre piacevoli rughe tagliavano orizzontalmente il dorso del piede sulle dita e sui tendini che scorrevano chiari sotto la pelle asciutta. Le unghie erano curate, con uno spesso strato di gel da centro estetico. Le sue piante dure erano decorate con due piccole vesciche geometriche, rotte e schiacciate al livello della pelle. I suoi talloni erano piccole pesche salate; mordendoli uno per volta volta, entravano completamente nella mia bocca, che li suggeva. Dopo un’ora e mezza avevo totalmente assorbito l’odore dei suoi piccoli piedi deliziosi.
Tornato a casa, quel tardo pomeriggio, mi diressi in bagno, dove mi masturbai velocemente e furiosamente, recuperando immediatamente l’erezione che per tutto il tempo avevo tenuto dentro i pantaloni. Eiaculai dopo poco, in un ampio lampo di piacere che mi sostenne dal cadere per terra come un’imbracatura sotto le ascelle, mentre il mio corpo non aveva peso e schizzavo fiotti di sperma a ripetizione nella tazza del cesso spalancata, il viso ancora intriso dell’odore penetrante dei piedini di Sara, quella donnina italiana.
Tornato a casa, quel tardo pomeriggio, mi diressi in bagno, dove mi masturbai velocemente e furiosamente, recuperando immediatamente l’erezione che per tutto il tempo avevo tenuto dentro i pantaloni. Eiaculai dopo poco, in un ampio lampo di piacere che mi sostenne dal cadere per terra come un’imbracatura sotto le ascelle, mentre il mio corpo non aveva peso e schizzavo fiotti di sperma a ripetizione nella tazza del cesso spalancata, il viso ancora intriso dell’odore penetrante dei piedini di Sara, quella donnina italiana.
8年前