Le mie storie (64)

L'estate sembra essere arrivata con larghissimo anticipo quest'anno, e come da alcuni anni a questa parte, il capo organizza una sorta di festa per salutare la chiusura dello studio (solo 15 giorni non immaginate chissà cosa). Gli anni scorsi si era distinto per una serie di feste luculliane nella sua villa in campagna, questa volta invece, complici i sessant'anni della moglie (che apparentemente nessuno doveva sapere che compiesse) ha deciso di cambiar habitat e genere. Così ha ridotto gli inviti solo ai membri dello studio più stretti con eventuali compagni e compagne ed ha offerto un weekend (sabato e domenica) a Capri in parte sulla sua barca ed in parte nella villa del suocero (molto più ricco di lui). Grazie ai miei genitori , io ho sempre frequentato gente di ogni ceto sociale, e sempre grazie a loro da tutti ho imparato qualcosa. La ricchezza non mi stupisce se non ostentata e soprattutto se fatta in maniera onesta e dopo tanti sacrifici; se questo posso dirlo con certezza del mio capo, che si è fatto praticamente da solo dopo un'infanziae ed un'*********za davvero dure, altrettanto non posso fare del padre della moglie, persona un po' troppo chiacchierata per i miei gusti. Ma non voglio annoiarvi con inutili discorsi e dopo essermi preparata il solito trolleey da fine settimana con costumi, vestitini, un paio di completini intimi, un paio di scarpe con i tacchi, ed anche alla fine un vecchio vibratore spuntato fuori dall'angolo di un cassetto, mentre tra me e me pensavo (non si sa mai), mi sono avviata "giú Napoli" alla ricerca del molo dove era attraccata la barca "presidenziale", barca preceduta da una serie di leggende che riguardavano la grandezza, il numero del personale, il numero delle cabine eccetera. A differenza dei miei colleghi maschietti, molto affascinati e conquistati da questa novità che il nostro gran presidente magnanimo stava per condividere con noi, anzi solo con alcuni di noi, io ero assolutamente indifferente alla cosa. Fortunatamente per strada ho incrociato un mio collega e la moglie che evidentemente come me erano stati scelti per arrivare a Capri non solo a bordo dello yacht, ma anche muniti di cabina personale (cosa che io ignoravo). Giunti a destinazione, Evito volutamente una descrizione tecnica che non saprei neanche da dove cominciare, ma in maniera più elementare devo ammettere che era davvero una barca meravigliosa, che non riesco neanche pensare quanto abbia potuto pagare. Un giovane marinaio sulla ventina dopo aver invitato me e la consorte del mio collega a togliere le scarpe, da ottimo cavaliere ha aiutato prima una poi l'altra a fare la passerella che sarebbe stata fantozziana se non fosse per il fatto che a luisa, durante il breve tragitto, un colpo di vento le ha sollevato il gonnellino mostrando alla sottoscritta che era dietro ed anche a ragazzotto che seguiva, la sua mutandina rossa. Archiviato questo piccolo incidente con una reprimenda del mio collega Luca alla moglie, sul suo abbigliamento, (a dire la verità molto più consono del mio, che indossavo una gonna a jeans di una pesantezza disumana), il nostro capo finalmente si é materializzato vestito impeccabilmente da un buon marinaretto caprese, maglia a strisce blu e bianca e bermuda bianco. I nostri rapporti sono diventati solo esclusivamente di natura lavorativa; la breve storia che abbiamo avuto l'anno scorso, si è chiusa per una serie di motivi che credo sia inutile elencarvi. Per fortuna la professionalità di entrambi ci ha permesso di continuare a lavorare insieme, cosa che soprattutto alla sottoscritta fa enormemente piacere. "Aspettiamo ancora Gianni, Filippo non so se accompagnati o fa delle avances meno, e poi partiamo. Gli altri arriveranno stasera a casa di mia moglie" il ragazzo della passerella ci ha invitati a seguirlo verso le cabine, ben quattro oltre quella principale ed escluse quelle dell'equipaggio. Mi sono accomodata nella mia, piccola ma piena di tutti i comfort anche del bagno. Dopo essermi cambiata velocemente e dopo aver messo un due pezzi molto azzardato, ho deciso di coprire la pancetta (non grande ma neanche minuscola) con un copricostume leggermente trasparente ma a mio parere adatto alla situazione. Il tempo di uscire e tornare fuori dalla barca, che la buona Luisa (fino a quel giorno totalmente sconosciuta se non per il nome) si è presentata con un mini abitino, che nonostante tutti i possibili sforzi, non riusciva a nascondere un perizoma o tanga (ancora mi chiedo cosa fosse) che terminava il suo percorso tra le sue natiche perfette. Il mio collega dopo aver notato il mio sguardo verso le parti basse della moglie, ha allargato le braccia come per dirmi "lo so, ma non posso impedirglielo" e poi mi ha sorriso rassegnato. Dopo una mezz'oretta di amabili chiacchiere, finalmente sono arrivati anche gli altri due colleghi entrambi accompagnati dalle mogli (anche se in ufficio tutti sappiamo che una coppia di fatto è già separata). Io e la mia nuova amica ci siamo messe buone buone a prua per vedere l'uscita dal porto e finalmente abbiamo preso il largo. Credo che la visione del golfo di Napoli di mattina con il sole alto sia un qualcosa di veramente meraviglioso, ma noi puntavamo a Capri e dopo essere state raggiunte anche dalle altre signore, ci siamo messe a prendere il sole durante la veloce traversata. Nel giro di una quarantina di minuti eravamo arrivati ed il capo ci ha messo subito davanti alla prima scelta: scendeare per un aperitivo in piazzetta per poi andare al mare in un lido (naturalmente esclusivo) oppure restare in barca per farsi un bagno dalla parte della grotta azzurra? Dopo un veloce conciliabolo, gli uomini sono scesi a terra, noi donne (tra le quali la sottoscritta era l'unica non accompagnata) siamo rimaste su, coccolate dal simpatico marinaio e dal vecchio comandante che dopo averci chiesto dove volessimo andare, nel giro di una ventina di minuti ci ha portato a destinazione. Ancorata la barca e spariti (non so dove) i due marinai, Luisa come se nulla fosse si è messa in topless, seguita subito dopo da Michela (moglie di fatto separata da uno dei vecchi colleghi dello studio) che nonostante i suoi quasi 60 anni devo dire che si difendeva notevolmente bene. La moglie di Gianni invece, sulla trentina, era visibilmente a disagio forse anche perché credo si trovasse per la prima volta ad una di queste feste popolate da persone mediamente molto più grande di lei. Non sapeva cosa fare, se seguire le altre due amiche improvvisate oppure mantenere nascosto quel seno che, come il mio, ed a differenza delle altre, era piuttosto ingombrante. Generalmente la sottoscritta cerca di evitare di prendere il sole in topless soprattutto se si trova "vicino casa" consapevole del fatto che potrebbe ritrovarsi in situazioni "poco consone" rispetto al lavoro. Ma sabato scorso, non so perché, forse per dare l'ennesima prova di quella naturalezza che non avrò mai, dopo aver guardato le altre, ho tolto il pezzo di sopra e dopo essermi protetta con le mani sulle tettone, mi sono lanciata in un probabile tuffo. Dopo poco mi hanno raggiunta anche le altre due e insieme, abbiamo convinto anche la giovane Paola a farci compagnia. Per la prima volta, da quando ho frequentato le feste del capo, la compagnia femminile è stata davvero piacevole. Anche Michela (che già conoscevo) ha mostrato una simpatia che non avevo mai notato. Un bagno meraviglioso, poi il ritorno in barca dove, dopo esserci coperte con l'asciugamano a differenza di Luisa l'unica rimasta generosamente in topless con le sue tette da ragazzina, siamo state rinfres**te da un cocktail quanto mai dissetante. Il tempo di ascoltare Michela raccontarci della sua separazione consensuale e del fatto che nonostante la loro età non più giovanissima (Filippo, il marito credo abbia sui 65 anni), entrambe accettano le storie dell'altro pur rimanendo in ottimi rapporti, che eravamo al porto con una macchina che ci aspettava per portarci a pranzare con parte degli invitati. Pranzo meraviglioso con panorama mozzafiato e dopo ritorno in barca per un riposino pomeridiano. Non so perché, dopo essermi fatta l'ennesima sciacquata ed essere messa a letto mi sono ritrovata con questo vibratore in mano tornato alla luce dopo più di 10 anni. Una sciacquata ed ho cominciato a giocare da sola guardando attraverso l'oblo e pensando non ricordo neanche io a cosa. Mi sono cominciata a bagnare, poi mentre l'eccitazione saliva mi sono fermata un paio di volte perché avvertivo dei rumori dietro la porta, ma in una maniera o in un'altra dopo una mezz'oretta ho avuto il mio orgasmo che mi ha letteralmente rimessa al mondo. In questo periodo non sono una che si tocca in maniera particolare, infatti ancora mi chiedo il perché fosse accaduto in tutto. Ma la serata era ancora lunga e dopo aver girato un po' per la piazzetta insieme alle amiche, ci siamo preparate per la grande festa o meglio per la grande bellezza. Infatti arrivati a destinazione (nel frattempo si erano aggiunti anche i compagni), siamo entrati in una villa che a tutti ha dato subito l'impressione di entrare nel film di sorrentino. Effettivamente dello studio non c'erano tante persone (saremmo stati un po' di più di quelli presenti a pranzo), ma intorno c'era una fauna davvero eterogenea considerato l'età della festeggiata e soprattutto quella del padre ultraottantenne. Se Luisa per i suoi vestitini era sembrata un po' "azzardata", alla festa passava tranquillamente nel più assoluto anonimato, visto che culi e tette ce n'erano in abbondanza, anche molto più giovani dei nostri. Solo a fine serata avremmo saputo che eravamo mischiati agli amici del nipote o della nipote non ho capito bene. Dopo aver fatto un po' di pubbliche relazioni accompagnata dalla festeggiata che neanche fossi così disperata mi proponeva a destra e a manca, mettendomi nella più grossa difficoltà, finalmente mi sono seduta tra amici ed ho potuto mangiare e soprattutto bere un po' più del dovuto. Leggermente brilla ma ancora ben conscia della realtà che mi circondava, appena tornati in barca, subito mi sono fatta aiutare a tornare in cabina dal giovane marinaio che si è materializzato non appena abbiamo raggiunto la passerella. Entrati in cabina ho chiesto gentilmente se mi dava una mano a togliere le scarpe (che oltre ad avere il tacco avevano anche un'allacciatura piuttosto complicata). Lui gentilissimo si è messo in ginocchio e mentre le toglieva deve avermi fatto una leggera carezza che mi ha portato un brivido lungo tutto il corpo. Così sempre seduta in mezzo al letto con una sfrontatezza che solo l'alcol mi regala, ho domandato se sapesse fare i massaggi e dopo aver ascoltato il suo timido si, mi sono sollevata il vestito fino quasi sopra la mutanda. Dopo avermi abilmente accarezzati in piedi (cosa che non mi piace in linea generale) ha cominciato a salire lungo la gamba, dal polpaccio fino al ginocchio. Mentre io cominciavo a sentire benessere di ogni tipo, ho chiesto come si chiamasse e mi ha risposto "Francesco". Sorridendo per la reciprocità dai nomi, mentre toccava, per farlo essere a suo agio, gli facevo le classiche domande, anni (31), famiglia (un fratello e una sorella) scuole (laureato in economia) a quest'ultima risposta le sue mani erano arrivate sulla mia coscia sinistra completamente scoperta, ma oramai il dado era tratto lo sapevamo entrambi, anche se naturalmente lui manteneva un certo distacco nei miei confronti. Io ero già bagnata, così ho scoperto l'altra parte del vestito mostrando la mutandina nera semitrasparente. Lui mi ha guardata piuttosto in difficoltà, mi ha detto che aveva paura di avere problemi l'indomani, io ho sorriso e dopo averlo assicurato mi sono sfilata il fastidioso perizoma non prima di avergli detto che sapevo che non era la prima volta che gli capitava qualcosa del genere. Lui mi ha sorriso e dopo essersi aperto il pantalone bianco ha tirato fuori l'uccello che naturalmente già era in earezione. Mi ha sollevato le gambe e piano piano lo ha infilato dentro. Quando ha cominciato a scopare e come si fosse d'un tratto liberato. Mi ha confessato che il pomeriggio mi aveva sentito "ansimare" e già aveva fantasticato su di me anche perché aveva notato il mio decolletè già dalla mattina. Parlava e scopava, io godevo e piano piano mi sono lasciata spogliare tutta quanta. Dopo essere venuta la prima volta ho capito che lui era uno piuttosto lento nel venir, così mentre continuava a spingerlo avanti e indietro, con la scusa di prenderglielo in bocca, mi sono riposata un po'. Ma lui era molto molto esuberante, quindi mi ha girata ed ha cominciato a giocare con la sua lingua nella mia micia. Di nuovo un orgasmo, mentre lui ancora rimaneva di marmo. Tra un affanno e i giusti complimenti per la resistenza, mi ritrovavo il suo membro tra le tettone e pensando che fosse il momento giusto ho dato una bella stropicciata. Ma niente, neanche loro erano riuscite nel miracolo. Così ho deciso di prendere l'iniziativa, mi sono seduta sopra di lui ed ho cominciato letteralmente a far su e giù lentamente ma in maniera decisa facendolo arrivare in fondo ogni volta che scendono. Ho visto il suo volto finalmente cambiare colore, ho sentito la sua voce rompersi di tanto in tanto dall'affanno, le sue mani aggrappate ai miei seni tradivano la sua enorme eccitazione . al suo primo "sto per venire" l'ho tolto dalla micia e con le mani l'ho visto finalmente eruttare neanche fosse stato il Vesuvio. Usciva e continuava ad uscire ad ogni movimento delle mie dita; quando finalmente si è svuotato, mi sono stesa accanto a lui contenta. Inutilmente ho invitato a trattenersi da me, la paura di essere scoperto lo ha fatto sgattaiolare nel mezzo della notte nella sua cabina dall'altra parte della barca. Risvegliata da un raggio di sole nell'occhio, sono salita sulla prua che non erano neanche le otto del mattino con una sottoveste che regalava la visione delle mie tette a chiunque mi avesse incrociato, per fortuna l'unico a venirmi incontro è stato proprio Francesco che dopo avermi portato un bel caffè con un cornetto, si è seduto accanto a me ringraziandomi per ciò che c'era stato qualche ora prima. Dopo essermi goduta questa colazione in un mare splendido, mi sono messa il costume, il copricostume e dopo aver atteso le mie amiche ci siamo fatti una passeggiata per Capri.
Il ritorno a casa è stato magnifico, vedere Napoli venirti incontro è un'esperienza unica. L'unico piccolo problema (giuro non potevo credere quando sono tornata a casa) è che mi sono dimenticata il vibratore nella stanza convinta di averlo messo in valigia. Fortunatamente Francesco mi aveva lasciato il suo numero, così me lo sono fatto riportare un paio di giorni dopo… E già che mi trovavo l'ho ringraziato come meritava
発行者 isolafelice75
8年前
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