Scopata nello spogliatoio in piscina

Sara era ufficialmente la mia ragazza da due settimane. Avevamo 20 anni e ancora non avevamo fatto sesso insieme. Non ci andava molto di farlo in macchina la nostra prima volta, ma a casa era impossibile dato che vivevamo ancora con i nostri genitori, quindi abbiamo deciso di aspettare il momento giusto. Il momento era arrivato, anche se forse non era proprio quello giusto. Ma andiamo con ordine.
Ci eravamo conosciuti in piscina qualche settimana prima e continuavamo ad andarci insieme a fare nuoto libero 3 volte a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 7 alle 8 di sera. Il venerdì alle 8 si verificava un fatto particolare: per una serie di combinazioni di orari e prenotazioni, lo spogliatoio dei maschi era sempre totalmente vuoto per 15-30 minuti, poi si riempiva perché la squadra di pallanuoto finiva gli allenamenti. Avevo raccontato questa cosa a Sara qualche giorno prima per ridere. Sono un tipo molto timido e insicuro, faccio la doccia col costume e mi cambio molto in fretta, girato verso il muro per non far vedere a nessuno il mio cazzo (di 13 cm da duro). Ma in quei 15-30 minuti ero il re dello spogliatoio e mi divertivo a girare nudo, sapendo che nessuno mi avrebbe visto. Una volta mi sono anche fatto una bella sega, ma questo non l'ho detto a Sara.
Un venerdì, finita la nostra nuotata, andiamo negli spogliatoi ma nel momento in cui ci saremmo dovuti separare, Sara mi spinge in quello dei maschi e mi segue ficcandomi la lingua in bocca. "Facciamolo adesso" mi dice. Io ero un po' spaventato e colto alla sprovvista, ma già eccitato all'idea. Mentre balbetto che avremmo dovuto almeno controllare che non ci fosse effettivamente nessuno, lei si china e mi tira giù il costume. "Allora vai a controllare". Mi aggiro rapidamente per lo spogliatoio con un inizio di turgore nelle parti basse, terrorizzato dall'idea di trovarci qualcuno, ma il posto è davvero deserto. Quando mi giro verso Sara, vedo il suo fisichino eccitante, la sua seconda piena con i capezzoli rosa e turgidi, la sua striscetta di pelo castano sopra alla figa. Il suo costume era già sulla panchina a fianco, vicino al mio. Era completamente nuda nello spogliatoio dei maschi. Avevamo poco tempo prima che il posto si riempisse di pallanuotisti, quindi ci fiondiamo nel corridoio con la fila di docce, tutte sullo stesso lato della stanza e senza porta, ma ognuna separata dall'altra da un muro e scegliamo l'ultima del corridoio. Nel frattempo, il cazzo era già tutto in tiro, così, non appena entrati nella doccia, la tiro subito su, lei si avvinghia a me con le gambe e la penetro con decisione. Apriamo l'acqua calda per nascondere i suoi gemiti di piacere mentre ci diamo dentro in tutte le posizioni possibili in quello spazio un po' angusto. La metto a pecora, la sbatto di nuovo con la schiena al muro, poi la giro e glielo infilo di nuovo tutto mentre con una mano le strizzo le tette e con l'altra le tappo la bocca per impedirle di fare troppo rumore. Sotto quel getto caldo d'acqua, col pericolo di essere beccati da un momento all'altro, perdiamo la cognizione del tempo. Ad un certo punto, sto quasi per venire, così lo tiro fuori e spengo il getto d'acqua mentre lei si inginocchia davanti a me e me lo prende in bocca per accogliere il mio amore sotto forma di sperma. Ma nel momento in cui l'acqua smette di scorrere, sento un vociare che si diffonde per lo spogliatoio e lo scrosciare delle altre docce che annuncia l'arrivo della squadra di pallanuoto. Non so se gli allenamenti per loro siano finiti prima per qualche motivo o se noi ci siamo dilungati troppo nella nostra scopata proibita, ma siamo in trappola al fondo di un corridoio pieno di maschi che si lavano e si cambiano. Sara non si accorge subito del problema, ancora concentrata a succhiare e proprio quando sto per dirle qualcosa sento una scarica di piacere per tutto il corpo che scende giù e si concentra sul cazzo, da cui esce un fiotto bianco che lei accoglie tutto in bocca. Per qualche secondo la mia espressione è di solo godimento, non riesco a pensare ad altro che a quanto sono eccitato e non me ne frega niente se qualcuno entra nella doccia e mi vede mentre scopo la mia ragazza. Ma proprio quando Sara alza la testa e mi guarda, ancora con un rivoletto bianco sull'angolo della bocca, torno alla realtà e anche lei finalmente si accorge del vociare maschile per tutto lo spogliatoio. Soffocando un urletto, si alza in piedi, si stringe in un angolo del cubicolo e si mette una mano tra le gambe e una sulle tette nel vano tentativo di coprirsi. Nel frattempo, prendo in mano la situazione e mi sporgo per vedere cosa stia succedendo. Le prime docce del corridoio erano già occupate da pallanuotisti che si lavavano e velocemente anche le successive si stavano riempiendo una per volta. Entro pochi secondi qualcuno sarebbe arrivato al fondo del corridoio e avrebbe visto chi occupava l'ultima doccia. Avevo pochissimo tempo per recuperare il bikini e farla fuggire prima che qualcuno la vedesse in faccia, ma con orrore sulla panchina vicino a cui ci eravamo spogliati prima di cominciare il nostro amplesso proibito c'era solamente il mio costume. Forse qualcuno l'aveva preso pensando ad uno scherzo degli amici, chissà, ma non era importante in quel momento. Bisognava trovare qualcos'altro per coprirla. Mi giro verso Sara e le dico "stai qui, torno in un secondo". Lei annuisce spaventata, guardandomi con due occhioni tali che per poco non recupero l'erezione appena persa. Ancora nudo, senza ciabatte, rischiando di scivolare e con il cazzo ancora leggermente barzotto mi fiondo verso il mio borsone per prendere un asciugamano e portarglielo, ma proprio mentre sto per ritornare sento un urlo. Qualcuno era entrato nell'ultima doccia e Sara per lo spavento ne era uscita come mamma l'aveva fatta, correndo per quanto possibile (anche lei scalza sul pavimento bagnato) con le grazie al vento. Ricordo quella scena come al rallenty: prima corricchia coprendosi con le mani, poi sta per scivolare e quindi allarga le braccia per mantenere l'equilibrio, offrendo alla squadra intera di pallanuoto la bellissima visione del suo corpo su cui avevo appena sborrato, infine, negli ultimi metri non si cura nemmeno più di coprirsi e pensa solo a raggiungere il più velocemente possibile la porta senza scivolare, con le tettine ballonzolanti. La fortuna non è dalla sua parte, infatti, proprio mentre prende la porta dello spogliatoio le si para davanti un altro ragazzo che stava entrando e lei le si stampa praticamente addosso prima di spingerlo via e fiondarsi nello spogliatoio femminile, finalmente al sicuro.
Mentre nello spogliatoio tutti ridono ancora increduli e si chiedono chi fosse quella "porcona", qualcuno nota la mia semi-erezione e mi arrivano un paio di pacche sulle spalle. Non mi preoccupo nemmeno di quello che possono pensare di me, mi vesto il più velocemente possibile, ancora bagnato, ed esco per andare a vedere come sta Sara. Aspetto davanti allo spogliatoio femminile 10 minuti, poi lei esce in jeans e maglietta, mi prende per un braccio e mi trascina quasi correndo fuori dalla piscina. Entrati in macchina, scoppia a ridere e io non posso fare a meno di unirmi a lei. "È stata la cosa più imbarazzante di tutta la mia vita". Ridiamo tanto a lungo che quasi soffochiamo, poi lentamente torniamo in noi e ci avviamo verso casa.
Da quel giorno sono passati 4 anni. Stiamo ancora insieme, ma abbiamo cominciato a frequentare un'altra piscina.
発行者 culaccio
8年前
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