La prima volta nel culo
Passo la lingua su una pelle molto liscia e, contrariamente a quanto temevo, non provo schifo, nè repulsione o niente di simile. Sento il buchino fremere, contrarsi e distendersi. Lui alza il bacino...
"Ora menami il cazzo mentre mi lecchi."
Lo faccio meglio che posso... sento il cazzo farsi sempre più duro, mentre mi prodigo sul suo buchino.
"Ora fermati - mi fa - non voglio mica godere mentre mi seghi."
"Vieni qua al mio posto."
Gli sento dire. Io alzo la testa e vedo mio marito, seduto su una poltroncina a non più di un metro dal letto: è completamente nudo, e ha una erezione che gli fa sussultare il membro ad ogni battito cardiaco.
"Vieni, mettiti al mio posto, - dice Piero - mettiti come ero io, pancia sul materasso e culo in alto."
Ho la faccia a contatto con il lenzuolo, voltata verso mio marito. lo guardo e lui mi sorride con un sorriso aperto, soddisfatto. poi con la punta delle dita mi invia un bacio. Io lo interpreto come un gesto di approvazione e di complicità totale. Vorrei che si alzasse, che mi venisse vicino, vorrei succhiarglielo ma, in quel momento, sento la lingua di Piero ripetere su di me la manovra che tanto ghi era piaciuta: mi lecca il culo, insalivandolo. La manovra mi s**tena fitte di piacere al basso ventre. Ora capisco perchè a Piero piaccia tanto. E'...piacevolmente estenuante. Non credo che con questa manovra riuscirei ad avere un orgasmo, ma la voglia di godere, di scaricare la tensione è tanta. Porto la mano sinistra sotto il corpo e inizio a carezzarmi.
Lui se ne accorge, ride soddisfatto...
"Ti piace, ehhh? E' bello, vero? Dai continua....anzi...vieni qua - dice a Paolo - mettiti davanti alla troia col culo in alto, che facciamo un bel trenino. E tu - ora dice a me - dai leccaglielo bene, a tuo marito, bene come io lo sto facendo a te."
Leccarlo a Paolo? E' la serata delle novità, questa.
Mio marito si posiziona come dice Piero e io mi faccio strada con la lingua fra la foresta di peli che gli ricoprono i glutei. Non so se la muovo nel punto giusto, ma dalla sua reazione direi di sì. Mi sembra che si appiattisca sul materasso col tronco e spinga indietro il sedere per farselo leccare meglio.
Io continuo a toccarmi e sento che fra breve avrò un altro orgasmo. Piero smette di leccarmi e dice a mio marito di girarsi, e a me di leccargli i coglioni e succhiargli il cazzo.
Sono in mezzo alle cosce di Paolo, ho i suoi genitali a pochi centimetri. Vedo un cazzo durissimo, con il glande che arriva ben oltre l' ombelico. Lo scroto fa corpo unico con il membro e le palle sono risalite e ora si trovano ai lati del cazzo.
Piero ha sostituito la sua mano alla mia e continua a toccarmi. Lo sento appoggiarsi ai glutei col corpo e poi qualcosa premere dolcemente sul buchino. Nemmeno il tempo di pensare e...sento che è entrato. Mi sembra impossibile che abbia introdotto il co...il cazzo. Forse è un dito, quello che sento muoversi dentro di me. Ma no, ora le sue mani mi brancicano i fianchi. Non può essere altro che il suo cazzo. Tutto quel che avevo pensato...che lui me l' avrebbe chiesto e io avrei trovato una scusa è superato, cancellato dai fatti. Lui, senza dire una parola, con la massima naturalezza ha semplicemente preteso il rispetto di quella che ha interpretato come una promessa, e ora mi sta...scopando dietro.
Non so cosa dire, non so se dire qualcosa; mio marito è disteso con gli occhi chiusi, e io gli sto leccando tutto; magari non se ne accorge.
Ci pensa Piero a ****dere le mie speranze.
"Dimmi, troia, dove ce l' hai?"
Piano, più piano possibile...
"Dietro..."
"Come??? Non ho sentito."
"Dietro..."
"Dietro dove? Sulla schiena?"
"No..."
"E allora?"
Una sculacciata accompagna la domanda.
A quel rumore, mio marito apre gli occhi e si solleva leggermente appoggiandosi sui gomiti.
Non posso più fingere, nè sperare. Bisogna affrontare la realtà.
"Nel culo...ce l' ho nel culo."
Paolo si solleva ancora di più, cerca di guardare oltre i glutei sollevati.
"E che cosa hai nel culo?"
"Il (sto per dire "coso" ma mi correggo in tempo) cazzo...il tuo cazzo."
"E quindi, che cosa ti sto facendo?"
"Mi stai..scopando dietro."
"Ancora???"
Un' altra sculacciata, più forte
"Mi stai...inculando."
E' soddisfatto della risposta
"Brava, vedo che hai capito. E...ti piace?"
"Sì, mi piace."
E' vero, è incredibilmente vero. Non provo nessun fastidio, nè dolore ma solo piacere. Piacere che non è interrotto neppure dalla sculacciata che mi fa bruciare l' altra natica.
"Su, troia, puoi fare di meglio."
"Mi piace essere inculata dal tuo cazzo."
Quello di Paolo è talmente rigido che non riesco a succhiarlo. Continua a scivolare fuori dalla bocca. Da un momento all' altro arriverà all' orgasmo. Ma ci arrivo prima io: ho un orgasmo che mi coglie all' improvviso senza nessuna stimolazione alla vagina.
"Hai visto che ti ho fatto godere? Ora cambiamoci di posto - dice a Paolo"
Paolo...dietro? Strano (ma quante cose "strane" sono già successe?"), ma non ho nessuna reazione negativa all' idea che mio marito riesca a scoparmi nel culo con il suo...cosone, anzi, rimango rilassata e cerco di sistemarmi al meglio per facilitargli la manovra, mentre prendo in bocca il duro, ma così diverso da quello di mio marito, cazzo di Piero.
Paolo si sistema dietro, punta il cazzo contro il buchino e spinge lentamente. Non è come con Piero. Sento dolore, mi sento aprire, ma non voglio che lui debba rinunciare ancora una volta, non sarebbe giusto. Resisto, succhiando furiosamente il cazzo di Piero per impedirmi di gemere, spingo indietro il sedere e finalmente sento il pube di Paolo contro il le natiche: è entrato...ce l' ho fatta. Lui non riesce a resistere e, spingendo parossisticamente, scarica liquido caldissimo dentro le mie viscere, schizzo dopo schizzo, sembra non dover mai finire.
Quando smette, mi bacia sulla spalla, si alza e va in bagno. Vorrei seguirlo, ma Piero ha altri progetti:
"Vieni, vieni qui, impalati sul mio cazzo, voglio farti morire di piacere."
Nello stato di estasi (o trance) in cui sono immersa mi muovo, ginocchioni e a gambe spalancate verso quel palo di carne. Nemmeno penso che, dopo mio marito, Piero è il primo uomo col quale scopo.
Quando sono a tiro, mi siedo semplicemente sulle sue cosce, mentre il cazzo sparisce nella vagina, intrisa di umori. Percepisco chiaramente, e realizzo lucidamente , la differenza fra il membro di Piero e quello di mio marito. Con lui, Paolo, non sono mai riuscita a farlo penetrare completamente. Ho sempre dovuto sorreggermi con le mani sulle sue cosce per evitare che il pene urtasse contro le pareti dell' utero, guastandomi il piacere della penetrazione. Con Piero è diverso, piacevolmente diverso. Sono comodamente seduta sulle sue cosce e mi posso muovere liberamente su e giù, avanti e indietro senza provare nessun fastidio. Neppure il continuo strizzarmi i capezzoli da parte di Piero mi infastidisce. Piacere, solo piacere, piacere che posso dosare, gestire, gustare, finchè anche Piero non resiste più e schizza e schizza il primo seme che si riversa nel mio utero dopo quello di mio marito. A me basta accarezzare il clitoride pochi secondi per accompagnarlo nell' orgasmo, mentre mi sdraio sul suo corpo ancora bollente di passione.
Ora sento l' urgente bisogno di una doccia calda. Ma mio marito, dove è finito?
Esco dalla stanza e dal disimpegno vedo, prima di entrare in bagno, mio marito, completamente vestito, seduto in poltrona nel soggiorno.
Finita la doccia esco e lascio il posto a Piero.
Siamo soli, Paolo ed io. Mi vesto in silenzio, poi mi siedo sul divano e...
"Senti, c'è qualcosa che non va? Come mai così serio? Ho fatto qualcosa che non dovevo?"
Lui mi sorride, un sorriso un pò forzato, all' inizio, ma che poi si trasforma in un sorriso vero, sincero.
Si sporge sulla poltrona, afferra la mia mano, la bacia e poi...
"Va tutto bene, davvero. Sei stata...magnifica, sono sincero. Hai fatto tutto bene, tutto giusto, non ho assolutamente niente da rimproverarti."
"Veramente? Non ci sei rimasto male perchè lui è stato il primo a...a...prendermi dietro? Sai che è stato tutto così rapido, così...naturale quasi che neppure io riesco ancora a crederci? Se sei arrabbiato per quello mi dispiace, amore, mi dispiace tantissimo, ma quando mi sono accorta delle sue attenzioni, ormai era tardi."
"Amore, mi credi? No, va tutto bene. Ho visto che piaceva anche a te, e questo mi basta e poi...e poi...beh, finalmente anch'io ho potuto gustare quello che è sempre stato un frutto proibito. Non sono per niente arrabbiato, solo che...dopo che ho goduto la tensione erotica è calata e...beh, non me la sentivo di vederti di nuovo con lui...ma è durato poco, veramente. Ora sarei quasi pronto a ricominciare." Conclude con un sorriso.
Gli sorrido anche io. Sono sollevata dalla sua risposta.
"Beh..ce la fai a resistere fino a casa?"
"Ci provo, amore...ci provo."
In quel momento, Piero entra nel soggiorno, versa da bere per tutti e, nudo come un verme, si siede sul divano vicino a me e mi accarezza una coscia. Guardo verso Paolo, cercando di cogliere segnali di fastidio da parte sua, ma lui sta tranquillamente sorseggiando il suo whisky.
"Allora, ragazzi - fa con la sua solita risata - com'è andata? Per me è stato fantastico e voi, vi siete divertiti?."
Il primo a rispondere è Paolo...
"Sì, se devo essere sincero mi è piaciuto."
"E' piaciuto anche a me..." rispondo io.
"E ci divertiremo ancora di più, Paolo, vedrai. A tua moglie due cazzi non bastano. La prossima volta le farò trovare qualche altro gingillo con cui divertirsi."
"Cioè?" Chiede Paolo
Piero non sa che a lui non ne ho parlato.
"Cioè, vedo di invitare qualche amico per divertirsi con noi...se sei d' accordo."
Noto che a me non lo chiede. Evidentemente dà per scontato che io sia d' accordo.
Paolo si irrigidisce. Finisce il bicchiere e...
"Ok, vedremo. Ci sentiamo. Ora però si sta facendo tardi. Che ne dici, cara - dice rivolto a me - se togliamo il disturbo"?
Mi dico d' accordo e, salutato Piero, usciamo e saliamo sulla nostra macchina.
Nel tragitto verso casa, Paolo vorrebbe discutere della novità proposta da Piero. Io, che, malgrado la stanchezza, sento di avere ancora una certa...inquietudine da placare...
"Domani, amore, ne parliamo domani, a mente fredda e riposati."
A casa, mi accorgo che non sono solo io ad essere...inquieta e prima di cedere finalmente al sonno ci doniamo l' uno all' altra con totale partecipazione in quello che non è solo sesso ma il rinnovarsi del nostro reciproco amarci.
Più tardi, dopo un sonno profondo e ristoratore, ci ritroviamo al tavolo per un semplice caffè. E' troppo tardi per la colazione, tanto vale prepararsi ed andare direttamente a pranzo da qualche parte.
Finita la prima tazzina Paolo mi guarda e sorride.
"Bene, la notte ha portato consiglio? Hai preso una decisione?"
Sì, stamattina mi sono svegliata avendo ben chiaro in mente quello che gli avrei detto. Il più coinvolto, a ben pensarci, è lui. Se dovessi decidere io, direi di sì, continuiamo, ma così non posso. Non posso soprattutto per il fatto che lui non conosce la condizione segreta che ci sarebbe se riprendessimo a frequentarci. Perciò, mi sembra che ci sia una sola risposta alla sua domanda, e glielo dico:
"Sì, caro, ho deciso che...lascio decidere a te. Io accetterò la tua decisione, qualunque sia, senza riserve. Questo è uno di quei casi in cui, come si dice...la moglie segue il marito, e io sono pronta a seguirti."
"Ma..." cerca di obiettare
"No, niente "ma"...si fa quel che dici tu. Punto."
"Ok...allora... io direi di fermarci qui. E' un bel gioco, coinvolgente, eccitante ma non vorrei che ci prendesse la mano. Ora Piero parla di farti incontrare con amici...e domani? No...valutando pro e contro meglio non proseguire oltre."
Un pò mi dispiace, ma non glielo faccio capire.
"Benissimo, allora facciamo così."
"E...non mi vuoi dire tu cosa avresti deciso?"
"No, caro, non avrebbe senso. Hai preso una decisione e io la rispetto appieno. E ora...parliamo d' altro. Dove mi porti a mangiare? Comincio ad avere un certo...appetito."
"Ora menami il cazzo mentre mi lecchi."
Lo faccio meglio che posso... sento il cazzo farsi sempre più duro, mentre mi prodigo sul suo buchino.
"Ora fermati - mi fa - non voglio mica godere mentre mi seghi."
"Vieni qua al mio posto."
Gli sento dire. Io alzo la testa e vedo mio marito, seduto su una poltroncina a non più di un metro dal letto: è completamente nudo, e ha una erezione che gli fa sussultare il membro ad ogni battito cardiaco.
"Vieni, mettiti al mio posto, - dice Piero - mettiti come ero io, pancia sul materasso e culo in alto."
Ho la faccia a contatto con il lenzuolo, voltata verso mio marito. lo guardo e lui mi sorride con un sorriso aperto, soddisfatto. poi con la punta delle dita mi invia un bacio. Io lo interpreto come un gesto di approvazione e di complicità totale. Vorrei che si alzasse, che mi venisse vicino, vorrei succhiarglielo ma, in quel momento, sento la lingua di Piero ripetere su di me la manovra che tanto ghi era piaciuta: mi lecca il culo, insalivandolo. La manovra mi s**tena fitte di piacere al basso ventre. Ora capisco perchè a Piero piaccia tanto. E'...piacevolmente estenuante. Non credo che con questa manovra riuscirei ad avere un orgasmo, ma la voglia di godere, di scaricare la tensione è tanta. Porto la mano sinistra sotto il corpo e inizio a carezzarmi.
Lui se ne accorge, ride soddisfatto...
"Ti piace, ehhh? E' bello, vero? Dai continua....anzi...vieni qua - dice a Paolo - mettiti davanti alla troia col culo in alto, che facciamo un bel trenino. E tu - ora dice a me - dai leccaglielo bene, a tuo marito, bene come io lo sto facendo a te."
Leccarlo a Paolo? E' la serata delle novità, questa.
Mio marito si posiziona come dice Piero e io mi faccio strada con la lingua fra la foresta di peli che gli ricoprono i glutei. Non so se la muovo nel punto giusto, ma dalla sua reazione direi di sì. Mi sembra che si appiattisca sul materasso col tronco e spinga indietro il sedere per farselo leccare meglio.
Io continuo a toccarmi e sento che fra breve avrò un altro orgasmo. Piero smette di leccarmi e dice a mio marito di girarsi, e a me di leccargli i coglioni e succhiargli il cazzo.
Sono in mezzo alle cosce di Paolo, ho i suoi genitali a pochi centimetri. Vedo un cazzo durissimo, con il glande che arriva ben oltre l' ombelico. Lo scroto fa corpo unico con il membro e le palle sono risalite e ora si trovano ai lati del cazzo.
Piero ha sostituito la sua mano alla mia e continua a toccarmi. Lo sento appoggiarsi ai glutei col corpo e poi qualcosa premere dolcemente sul buchino. Nemmeno il tempo di pensare e...sento che è entrato. Mi sembra impossibile che abbia introdotto il co...il cazzo. Forse è un dito, quello che sento muoversi dentro di me. Ma no, ora le sue mani mi brancicano i fianchi. Non può essere altro che il suo cazzo. Tutto quel che avevo pensato...che lui me l' avrebbe chiesto e io avrei trovato una scusa è superato, cancellato dai fatti. Lui, senza dire una parola, con la massima naturalezza ha semplicemente preteso il rispetto di quella che ha interpretato come una promessa, e ora mi sta...scopando dietro.
Non so cosa dire, non so se dire qualcosa; mio marito è disteso con gli occhi chiusi, e io gli sto leccando tutto; magari non se ne accorge.
Ci pensa Piero a ****dere le mie speranze.
"Dimmi, troia, dove ce l' hai?"
Piano, più piano possibile...
"Dietro..."
"Come??? Non ho sentito."
"Dietro..."
"Dietro dove? Sulla schiena?"
"No..."
"E allora?"
Una sculacciata accompagna la domanda.
A quel rumore, mio marito apre gli occhi e si solleva leggermente appoggiandosi sui gomiti.
Non posso più fingere, nè sperare. Bisogna affrontare la realtà.
"Nel culo...ce l' ho nel culo."
Paolo si solleva ancora di più, cerca di guardare oltre i glutei sollevati.
"E che cosa hai nel culo?"
"Il (sto per dire "coso" ma mi correggo in tempo) cazzo...il tuo cazzo."
"E quindi, che cosa ti sto facendo?"
"Mi stai..scopando dietro."
"Ancora???"
Un' altra sculacciata, più forte
"Mi stai...inculando."
E' soddisfatto della risposta
"Brava, vedo che hai capito. E...ti piace?"
"Sì, mi piace."
E' vero, è incredibilmente vero. Non provo nessun fastidio, nè dolore ma solo piacere. Piacere che non è interrotto neppure dalla sculacciata che mi fa bruciare l' altra natica.
"Su, troia, puoi fare di meglio."
"Mi piace essere inculata dal tuo cazzo."
Quello di Paolo è talmente rigido che non riesco a succhiarlo. Continua a scivolare fuori dalla bocca. Da un momento all' altro arriverà all' orgasmo. Ma ci arrivo prima io: ho un orgasmo che mi coglie all' improvviso senza nessuna stimolazione alla vagina.
"Hai visto che ti ho fatto godere? Ora cambiamoci di posto - dice a Paolo"
Paolo...dietro? Strano (ma quante cose "strane" sono già successe?"), ma non ho nessuna reazione negativa all' idea che mio marito riesca a scoparmi nel culo con il suo...cosone, anzi, rimango rilassata e cerco di sistemarmi al meglio per facilitargli la manovra, mentre prendo in bocca il duro, ma così diverso da quello di mio marito, cazzo di Piero.
Paolo si sistema dietro, punta il cazzo contro il buchino e spinge lentamente. Non è come con Piero. Sento dolore, mi sento aprire, ma non voglio che lui debba rinunciare ancora una volta, non sarebbe giusto. Resisto, succhiando furiosamente il cazzo di Piero per impedirmi di gemere, spingo indietro il sedere e finalmente sento il pube di Paolo contro il le natiche: è entrato...ce l' ho fatta. Lui non riesce a resistere e, spingendo parossisticamente, scarica liquido caldissimo dentro le mie viscere, schizzo dopo schizzo, sembra non dover mai finire.
Quando smette, mi bacia sulla spalla, si alza e va in bagno. Vorrei seguirlo, ma Piero ha altri progetti:
"Vieni, vieni qui, impalati sul mio cazzo, voglio farti morire di piacere."
Nello stato di estasi (o trance) in cui sono immersa mi muovo, ginocchioni e a gambe spalancate verso quel palo di carne. Nemmeno penso che, dopo mio marito, Piero è il primo uomo col quale scopo.
Quando sono a tiro, mi siedo semplicemente sulle sue cosce, mentre il cazzo sparisce nella vagina, intrisa di umori. Percepisco chiaramente, e realizzo lucidamente , la differenza fra il membro di Piero e quello di mio marito. Con lui, Paolo, non sono mai riuscita a farlo penetrare completamente. Ho sempre dovuto sorreggermi con le mani sulle sue cosce per evitare che il pene urtasse contro le pareti dell' utero, guastandomi il piacere della penetrazione. Con Piero è diverso, piacevolmente diverso. Sono comodamente seduta sulle sue cosce e mi posso muovere liberamente su e giù, avanti e indietro senza provare nessun fastidio. Neppure il continuo strizzarmi i capezzoli da parte di Piero mi infastidisce. Piacere, solo piacere, piacere che posso dosare, gestire, gustare, finchè anche Piero non resiste più e schizza e schizza il primo seme che si riversa nel mio utero dopo quello di mio marito. A me basta accarezzare il clitoride pochi secondi per accompagnarlo nell' orgasmo, mentre mi sdraio sul suo corpo ancora bollente di passione.
Ora sento l' urgente bisogno di una doccia calda. Ma mio marito, dove è finito?
Esco dalla stanza e dal disimpegno vedo, prima di entrare in bagno, mio marito, completamente vestito, seduto in poltrona nel soggiorno.
Finita la doccia esco e lascio il posto a Piero.
Siamo soli, Paolo ed io. Mi vesto in silenzio, poi mi siedo sul divano e...
"Senti, c'è qualcosa che non va? Come mai così serio? Ho fatto qualcosa che non dovevo?"
Lui mi sorride, un sorriso un pò forzato, all' inizio, ma che poi si trasforma in un sorriso vero, sincero.
Si sporge sulla poltrona, afferra la mia mano, la bacia e poi...
"Va tutto bene, davvero. Sei stata...magnifica, sono sincero. Hai fatto tutto bene, tutto giusto, non ho assolutamente niente da rimproverarti."
"Veramente? Non ci sei rimasto male perchè lui è stato il primo a...a...prendermi dietro? Sai che è stato tutto così rapido, così...naturale quasi che neppure io riesco ancora a crederci? Se sei arrabbiato per quello mi dispiace, amore, mi dispiace tantissimo, ma quando mi sono accorta delle sue attenzioni, ormai era tardi."
"Amore, mi credi? No, va tutto bene. Ho visto che piaceva anche a te, e questo mi basta e poi...e poi...beh, finalmente anch'io ho potuto gustare quello che è sempre stato un frutto proibito. Non sono per niente arrabbiato, solo che...dopo che ho goduto la tensione erotica è calata e...beh, non me la sentivo di vederti di nuovo con lui...ma è durato poco, veramente. Ora sarei quasi pronto a ricominciare." Conclude con un sorriso.
Gli sorrido anche io. Sono sollevata dalla sua risposta.
"Beh..ce la fai a resistere fino a casa?"
"Ci provo, amore...ci provo."
In quel momento, Piero entra nel soggiorno, versa da bere per tutti e, nudo come un verme, si siede sul divano vicino a me e mi accarezza una coscia. Guardo verso Paolo, cercando di cogliere segnali di fastidio da parte sua, ma lui sta tranquillamente sorseggiando il suo whisky.
"Allora, ragazzi - fa con la sua solita risata - com'è andata? Per me è stato fantastico e voi, vi siete divertiti?."
Il primo a rispondere è Paolo...
"Sì, se devo essere sincero mi è piaciuto."
"E' piaciuto anche a me..." rispondo io.
"E ci divertiremo ancora di più, Paolo, vedrai. A tua moglie due cazzi non bastano. La prossima volta le farò trovare qualche altro gingillo con cui divertirsi."
"Cioè?" Chiede Paolo
Piero non sa che a lui non ne ho parlato.
"Cioè, vedo di invitare qualche amico per divertirsi con noi...se sei d' accordo."
Noto che a me non lo chiede. Evidentemente dà per scontato che io sia d' accordo.
Paolo si irrigidisce. Finisce il bicchiere e...
"Ok, vedremo. Ci sentiamo. Ora però si sta facendo tardi. Che ne dici, cara - dice rivolto a me - se togliamo il disturbo"?
Mi dico d' accordo e, salutato Piero, usciamo e saliamo sulla nostra macchina.
Nel tragitto verso casa, Paolo vorrebbe discutere della novità proposta da Piero. Io, che, malgrado la stanchezza, sento di avere ancora una certa...inquietudine da placare...
"Domani, amore, ne parliamo domani, a mente fredda e riposati."
A casa, mi accorgo che non sono solo io ad essere...inquieta e prima di cedere finalmente al sonno ci doniamo l' uno all' altra con totale partecipazione in quello che non è solo sesso ma il rinnovarsi del nostro reciproco amarci.
Più tardi, dopo un sonno profondo e ristoratore, ci ritroviamo al tavolo per un semplice caffè. E' troppo tardi per la colazione, tanto vale prepararsi ed andare direttamente a pranzo da qualche parte.
Finita la prima tazzina Paolo mi guarda e sorride.
"Bene, la notte ha portato consiglio? Hai preso una decisione?"
Sì, stamattina mi sono svegliata avendo ben chiaro in mente quello che gli avrei detto. Il più coinvolto, a ben pensarci, è lui. Se dovessi decidere io, direi di sì, continuiamo, ma così non posso. Non posso soprattutto per il fatto che lui non conosce la condizione segreta che ci sarebbe se riprendessimo a frequentarci. Perciò, mi sembra che ci sia una sola risposta alla sua domanda, e glielo dico:
"Sì, caro, ho deciso che...lascio decidere a te. Io accetterò la tua decisione, qualunque sia, senza riserve. Questo è uno di quei casi in cui, come si dice...la moglie segue il marito, e io sono pronta a seguirti."
"Ma..." cerca di obiettare
"No, niente "ma"...si fa quel che dici tu. Punto."
"Ok...allora... io direi di fermarci qui. E' un bel gioco, coinvolgente, eccitante ma non vorrei che ci prendesse la mano. Ora Piero parla di farti incontrare con amici...e domani? No...valutando pro e contro meglio non proseguire oltre."
Un pò mi dispiace, ma non glielo faccio capire.
"Benissimo, allora facciamo così."
"E...non mi vuoi dire tu cosa avresti deciso?"
"No, caro, non avrebbe senso. Hai preso una decisione e io la rispetto appieno. E ora...parliamo d' altro. Dove mi porti a mangiare? Comincio ad avere un certo...appetito."
8年前