In ascensore.....
Erano sei anni che avevo fantasie erotiche in cui amoreggiavo con Marina
Erano sei anni che mi eccitavo pensandola mezza spogliata nel salotto di casa mia mentre accarezzavo le sue coscie abbronzate e leccavo i capezzoli dei suoi stupendi seni.
Erano sei anni che non perdevo occasione per incrociarla la sera al mio rientro o dopocena durante il rituale della sistemazione dei sacchetti della raccolta differenziata
“ciao Massimo”
“ciao Marina”
“anche stasera ci troviamo nel posto più romantico del palazzo” scherzava lei con in mano il bidoncino verde o quello bianco.
Erano 6 anni che il mio status di scapolone quarantenne e il suo di trentacinquenne felicemente sposata ci tenevano ad una distanza direi quasi siderale, un saluto, una battuta e...... le mie fantasie.
Quando 6 anni prima, sposini novelli, erano venuti ad occupare l’appartamento d’angolo del 4’ piano, esattamente sotto il mio, dopo una settimana mi ero palesato alla loro porta, preoccupato dalle mie abitudini di scapolo. Sono infatti solito a strimpellare il pianoforte durante le serate con gli amici o per mio personale rilassamento primo di cadere nelle braccia di Morfeo. Rassicurato che non fosse un fastidio ma anzi un piacevole sottofondo non avevo, da allora, avuto più occasione di varcare quella soglia.
Ma una sera il destino si prese gioco di noi; ero tornato a casa con un pò di anticipo rispetto al solito in quanto avendo una cena con un fornitore vicino al lago d’Iseo avevo deciso di passare da casa a fare una doccia e a cambiarmi magari scegliendo un abbigliamento più informale. Così quando entrai nell’ascensore, al posto del solito abito grigrio che l’ambiente lavorativo mi impone, indossavo pantaloni blu di lino e una camicia sportiva bianca. Ma subito l’ascensore si fermò, qualcuno del 4’ piano lo aveva prenotato e quando si aprirono le antine, trovai gli occhioni castani di Marina che mi fissavano incuriositi. “Buonasera” mi dice “ ti ho bloccato ?? Mi dai un passaggio ??” . “Certo Bella Signora accomodati, offro io”. Ma per una di quelle circostanze che al momento non rappresentano nulla ma poi ripensandoci ti cambiano la vita la corsa in ascesore durò solo pochi secondi e poi con un brusco strattone l’ascensore interruppe la sua corsa.
Nulla !! i tasti della pulsantiera erano senza vita, solo quello dell’allarme funzionava provocando un forte scampanellio che rappresenta la nostra salvezza. Nessun panico da parte di Marina e da parte mia una piacevole sensazione di volermi godere quei minuti fino in fondo. La voce del signor Gino, il custode del palazzo, ci informa che sta salendo al 6’ piano doce c’è la cabina ascensore per capire quale è il problema.
Marina inizia a ridere, prima sommessamente, poi più decisamente fino ad arrivare a ridere a crepapelle e contagiando anche il sottoscritto. Indossa un paio di jeans attillati che esaltano le sue forme e una maglietta lacoste che sicuramente non nasconde il suo generoso seno.
Torna il signor Gino e le notizie non sono buone, oppure si ?? sta andando a chiamare l’assistenza in quanto non si riesce a assolutamente a sbloccare il marchingenio. Apriamo le antine interne della cabina, il cellulare funziona e avviso quindi che sarò sicuramenete in ritardo per la cena, Marina non deve avvisare nessuno in quanto il marito è a Bologna per lavoro tutta la settimana.
“Vabbè io mi siedo per terra, ti conviene sederti anche tu mentre aspettiamo notizie sul nostro destino” . Nell’accucciarsi però la bella bruna l’equilibrio e mi piomba addosso schiacciando per qualche secondo il mio viso con il suo delozione sederino.
“ Scusa Massimo, sono la solita frana”
“Ma dai” ribatto io ”sono cose che succedono sopratutto quando si è chiusi in poco più di un metro quadro” ma quel contatto e la notizia dell’assenza del marito ha acceso in me un pizzico di eccitazione e delle idee un poco birichine.
Torna il buon Gino, le notizie non sono affatto buone : essendo passate le 18 sono in servizio solo le 2 squadre del turno serale/notturno ma al momento sono entrambe impegnate in altri interventi e forse ci sarà da aspettare un paio d’ore.
“Cosa faccio signor Massimo, chiamo i pompieri per tirarla fuori ??” . Non voglio decidere io e fisso Marina con uno sguardo interrogativo
“Ma no dai” mi dice “poi questi arrivano e fanno un sacco di danni, io non ho impegni più che altro la tua cena di lavoro....” .
“Beh la mia cena non è un problema figurati... NO Gino la ringrazio, aspettiamo un pò a vedere se quelli dell’assistenza si liberano, graziemille !!”
Intanto la temperatura all’interno della cabina sta salendo sia per lo scarso riciclo d’aria sia per il fatto che ho Marina appoggiata al mio fianco e la cosa mi provoca piacevoli sensazioni. Parliamo del più e del meno, ci raccontiamo a vicenda di noi stessi, del lavoro e della vita privata. Le cingo un fianco con un braccio, con la scusa di cambiare posizione, ma anche per saggiare la sua reazione e.... nessuna reazione, mi lascia fare anche quando dopo una battuta che ha provocato una risata di entrambi appoggio la mano sul suo seno destro. Nessuna reazione, impossibile che non senta la pressione della mia mano anche perchè negi ultimi minuti ho preso coraggio e ora il mio pollice sta carezzando un capezzolo decisamente eccitato. Prendo ulteriormente coraggio...
“Marina, sei convinta di essere Miss Condominio se non Miss via Milani o addirittura Miss quartiere degli Olmi ?”
“dai Massimo smettila di prendemi in giro, sono solo una ormai attempata signora che non suscita l’interesse di nessuno”
“Stai scherzando” ribatto io “ sai quante volte ti ho seguita con lo sguardo, ti ho pensata prima di addormentarmi, ho desiderato poterti parlare e ora è più di un’ora che sono qui solo con te e parliamo e ridiamo come vecchi amici; è sicuramente una delle più belle serate della mia vita”
“ Grazie Massimo sei un vero tesoro e sei molto galante” e così dicendo si allunga verso me e mi sfiora le labbra con un bacio.
Non perdo l’occasione e le rendo il bacio indugiando però più a lungo sulle labbra e socchiudendo le mie. Anche lei socchiude le labbra e la mia lingua si avventura verso la sua bocca. Ci baciamo a lungo con forza ma con infinita dolcezza . Poi si alza con decisione e si piazza in ginocchio tra la mie gambe continuado a baciarmi; le mie mani sono sui suoi seni, sodi come non credevo, e stuzzicano il capezzoli eccitati.
Le sfilo la maglietta e compaiono due colline meravigliose a stento trattenute da un reggiseno di pizzo color carne. Ho qualche fatica a sganciare il reggiseno ma alla fine riesco a liberare quella carne palpitante da qualsiasi pastoie. I capezzoli sono dritti e duri, le aureole piccole e scure, stacco le labbra dalla sua bocca e la tiro verso me per poterle suggere i capezzoli a mio gradimento.
“Si Massimo Si mi fai morire” , “Ancora ti prego non smettere”
Comincio a temere che qualcuno fuori dall’ascensore possa sentirci , ricomincio quindi a baciarla, dedicandomi alla chiusura dei jeans a al loro conseguente abbassamento. Porto una mano in mezzo alle sue gambe, continuando a baciarla per contenere i suoi mugugni, e sento la sua vulva bagnata e fremente. Le stuzzico il clitoride e intanto le passo due dita tra le grandi labbra facendomi strada verso la fonte del piacere.
Anche la mia eccitazione è ormai visibile, Marina mi accareza l’interno coscia dove il mio pene in erezione è ben delineato attraverso la stoffa deli pantaloni leggeri.
Le ho infilato 2 diita all’interno della vulva e con un movimento lento ma deciso la sto portando verso il non ritorno, ancora poche secondi e....
“Aghhh Massimo è bellissimo, vengo, vengooooo !!!!!” sembra perdere conoscienza e si accascia su di me sciacciando il suo seno nudo sul mio petto. La sollevo, la bacio e sono subito ricambiato. Mi sono sempre considerato un gran baciatore ma ho trovato pane per i miei denti.
“Signor Massimo, signora Marina, tutto bene ?” è Gino il portiere “hanno chiamato quelli dell’assitenza, saranno qui tra 5-10 minuti, contenti ?”
“Bene Gino, grazie. Cerchiamo di resistere” rispondo cercando di dare un contegno alla mia voce.
“Contento Si” rivolto verso Marina questa volta “ma per tutt’altro motivo, benedico questo ascensore rotto”
“Mi spiace per te Massimo” dice Marina “non sono riuscita a restituirti la cortesia in tempo”.
“Senti Marina visto che ormai la mia cena di lavoro è saltata che ne diresti di una cenetta a casa mia ? sono ancora in tempo per andare a comperare qualcosa, sono un cuoco discreto e poi avremmo la possibilità di continuare la chiacchierata che Gino ci ha interrotto ....”
“OK Massimo accetto ma.... di te non mi fido ti aspetto a cena al 4’ piano !!!”
Che dire? Mi sorge quasi il dubbio di avere buttato via sei anni !!!
Questo è il mio primo racconto. Se volete madarmi qualche osservazione e/o commento e-mail e msn : svippy8@hotmail.com
Erano sei anni che mi eccitavo pensandola mezza spogliata nel salotto di casa mia mentre accarezzavo le sue coscie abbronzate e leccavo i capezzoli dei suoi stupendi seni.
Erano sei anni che non perdevo occasione per incrociarla la sera al mio rientro o dopocena durante il rituale della sistemazione dei sacchetti della raccolta differenziata
“ciao Massimo”
“ciao Marina”
“anche stasera ci troviamo nel posto più romantico del palazzo” scherzava lei con in mano il bidoncino verde o quello bianco.
Erano 6 anni che il mio status di scapolone quarantenne e il suo di trentacinquenne felicemente sposata ci tenevano ad una distanza direi quasi siderale, un saluto, una battuta e...... le mie fantasie.
Quando 6 anni prima, sposini novelli, erano venuti ad occupare l’appartamento d’angolo del 4’ piano, esattamente sotto il mio, dopo una settimana mi ero palesato alla loro porta, preoccupato dalle mie abitudini di scapolo. Sono infatti solito a strimpellare il pianoforte durante le serate con gli amici o per mio personale rilassamento primo di cadere nelle braccia di Morfeo. Rassicurato che non fosse un fastidio ma anzi un piacevole sottofondo non avevo, da allora, avuto più occasione di varcare quella soglia.
Ma una sera il destino si prese gioco di noi; ero tornato a casa con un pò di anticipo rispetto al solito in quanto avendo una cena con un fornitore vicino al lago d’Iseo avevo deciso di passare da casa a fare una doccia e a cambiarmi magari scegliendo un abbigliamento più informale. Così quando entrai nell’ascensore, al posto del solito abito grigrio che l’ambiente lavorativo mi impone, indossavo pantaloni blu di lino e una camicia sportiva bianca. Ma subito l’ascensore si fermò, qualcuno del 4’ piano lo aveva prenotato e quando si aprirono le antine, trovai gli occhioni castani di Marina che mi fissavano incuriositi. “Buonasera” mi dice “ ti ho bloccato ?? Mi dai un passaggio ??” . “Certo Bella Signora accomodati, offro io”. Ma per una di quelle circostanze che al momento non rappresentano nulla ma poi ripensandoci ti cambiano la vita la corsa in ascesore durò solo pochi secondi e poi con un brusco strattone l’ascensore interruppe la sua corsa.
Nulla !! i tasti della pulsantiera erano senza vita, solo quello dell’allarme funzionava provocando un forte scampanellio che rappresenta la nostra salvezza. Nessun panico da parte di Marina e da parte mia una piacevole sensazione di volermi godere quei minuti fino in fondo. La voce del signor Gino, il custode del palazzo, ci informa che sta salendo al 6’ piano doce c’è la cabina ascensore per capire quale è il problema.
Marina inizia a ridere, prima sommessamente, poi più decisamente fino ad arrivare a ridere a crepapelle e contagiando anche il sottoscritto. Indossa un paio di jeans attillati che esaltano le sue forme e una maglietta lacoste che sicuramente non nasconde il suo generoso seno.
Torna il signor Gino e le notizie non sono buone, oppure si ?? sta andando a chiamare l’assistenza in quanto non si riesce a assolutamente a sbloccare il marchingenio. Apriamo le antine interne della cabina, il cellulare funziona e avviso quindi che sarò sicuramenete in ritardo per la cena, Marina non deve avvisare nessuno in quanto il marito è a Bologna per lavoro tutta la settimana.
“Vabbè io mi siedo per terra, ti conviene sederti anche tu mentre aspettiamo notizie sul nostro destino” . Nell’accucciarsi però la bella bruna l’equilibrio e mi piomba addosso schiacciando per qualche secondo il mio viso con il suo delozione sederino.
“ Scusa Massimo, sono la solita frana”
“Ma dai” ribatto io ”sono cose che succedono sopratutto quando si è chiusi in poco più di un metro quadro” ma quel contatto e la notizia dell’assenza del marito ha acceso in me un pizzico di eccitazione e delle idee un poco birichine.
Torna il buon Gino, le notizie non sono affatto buone : essendo passate le 18 sono in servizio solo le 2 squadre del turno serale/notturno ma al momento sono entrambe impegnate in altri interventi e forse ci sarà da aspettare un paio d’ore.
“Cosa faccio signor Massimo, chiamo i pompieri per tirarla fuori ??” . Non voglio decidere io e fisso Marina con uno sguardo interrogativo
“Ma no dai” mi dice “poi questi arrivano e fanno un sacco di danni, io non ho impegni più che altro la tua cena di lavoro....” .
“Beh la mia cena non è un problema figurati... NO Gino la ringrazio, aspettiamo un pò a vedere se quelli dell’assistenza si liberano, graziemille !!”
Intanto la temperatura all’interno della cabina sta salendo sia per lo scarso riciclo d’aria sia per il fatto che ho Marina appoggiata al mio fianco e la cosa mi provoca piacevoli sensazioni. Parliamo del più e del meno, ci raccontiamo a vicenda di noi stessi, del lavoro e della vita privata. Le cingo un fianco con un braccio, con la scusa di cambiare posizione, ma anche per saggiare la sua reazione e.... nessuna reazione, mi lascia fare anche quando dopo una battuta che ha provocato una risata di entrambi appoggio la mano sul suo seno destro. Nessuna reazione, impossibile che non senta la pressione della mia mano anche perchè negi ultimi minuti ho preso coraggio e ora il mio pollice sta carezzando un capezzolo decisamente eccitato. Prendo ulteriormente coraggio...
“Marina, sei convinta di essere Miss Condominio se non Miss via Milani o addirittura Miss quartiere degli Olmi ?”
“dai Massimo smettila di prendemi in giro, sono solo una ormai attempata signora che non suscita l’interesse di nessuno”
“Stai scherzando” ribatto io “ sai quante volte ti ho seguita con lo sguardo, ti ho pensata prima di addormentarmi, ho desiderato poterti parlare e ora è più di un’ora che sono qui solo con te e parliamo e ridiamo come vecchi amici; è sicuramente una delle più belle serate della mia vita”
“ Grazie Massimo sei un vero tesoro e sei molto galante” e così dicendo si allunga verso me e mi sfiora le labbra con un bacio.
Non perdo l’occasione e le rendo il bacio indugiando però più a lungo sulle labbra e socchiudendo le mie. Anche lei socchiude le labbra e la mia lingua si avventura verso la sua bocca. Ci baciamo a lungo con forza ma con infinita dolcezza . Poi si alza con decisione e si piazza in ginocchio tra la mie gambe continuado a baciarmi; le mie mani sono sui suoi seni, sodi come non credevo, e stuzzicano il capezzoli eccitati.
Le sfilo la maglietta e compaiono due colline meravigliose a stento trattenute da un reggiseno di pizzo color carne. Ho qualche fatica a sganciare il reggiseno ma alla fine riesco a liberare quella carne palpitante da qualsiasi pastoie. I capezzoli sono dritti e duri, le aureole piccole e scure, stacco le labbra dalla sua bocca e la tiro verso me per poterle suggere i capezzoli a mio gradimento.
“Si Massimo Si mi fai morire” , “Ancora ti prego non smettere”
Comincio a temere che qualcuno fuori dall’ascensore possa sentirci , ricomincio quindi a baciarla, dedicandomi alla chiusura dei jeans a al loro conseguente abbassamento. Porto una mano in mezzo alle sue gambe, continuando a baciarla per contenere i suoi mugugni, e sento la sua vulva bagnata e fremente. Le stuzzico il clitoride e intanto le passo due dita tra le grandi labbra facendomi strada verso la fonte del piacere.
Anche la mia eccitazione è ormai visibile, Marina mi accareza l’interno coscia dove il mio pene in erezione è ben delineato attraverso la stoffa deli pantaloni leggeri.
Le ho infilato 2 diita all’interno della vulva e con un movimento lento ma deciso la sto portando verso il non ritorno, ancora poche secondi e....
“Aghhh Massimo è bellissimo, vengo, vengooooo !!!!!” sembra perdere conoscienza e si accascia su di me sciacciando il suo seno nudo sul mio petto. La sollevo, la bacio e sono subito ricambiato. Mi sono sempre considerato un gran baciatore ma ho trovato pane per i miei denti.
“Signor Massimo, signora Marina, tutto bene ?” è Gino il portiere “hanno chiamato quelli dell’assitenza, saranno qui tra 5-10 minuti, contenti ?”
“Bene Gino, grazie. Cerchiamo di resistere” rispondo cercando di dare un contegno alla mia voce.
“Contento Si” rivolto verso Marina questa volta “ma per tutt’altro motivo, benedico questo ascensore rotto”
“Mi spiace per te Massimo” dice Marina “non sono riuscita a restituirti la cortesia in tempo”.
“Senti Marina visto che ormai la mia cena di lavoro è saltata che ne diresti di una cenetta a casa mia ? sono ancora in tempo per andare a comperare qualcosa, sono un cuoco discreto e poi avremmo la possibilità di continuare la chiacchierata che Gino ci ha interrotto ....”
“OK Massimo accetto ma.... di te non mi fido ti aspetto a cena al 4’ piano !!!”
Che dire? Mi sorge quasi il dubbio di avere buttato via sei anni !!!
Questo è il mio primo racconto. Se volete madarmi qualche osservazione e/o commento e-mail e msn : svippy8@hotmail.com
8年前