Il suo compleanno pt.1

"Buongiorno!" mi disse sottovoce prendendomi il polso ed appoggiandolo al suo cazzo duro.
Cominciò così il giorno del suo compleanno quello che da qualche anno a questa parte si trasformava di volta in volta in una nuova eccitante avventura sessuale.
"Questo è per stasera, oggi ho in mente ben altro...", nel pronunciare queste parole tolse la mia mano dai suoi boxer.
Come ogni anno, il giorno del suo compleanno , poteva decidere di fare e farmi fare qualsiasi cosa, era il mio regalo.
"Oggi ho deciso che voglio vederti far godere più uomini possibile, non importa se ti farai scopare o ti limiterai ad un pompino, il vincolo è che ti devono venire tutti in bocca."
Non era certo la prima volta che mi offriva ad amici e a volte a sconosciuti, ma la cosa mi accese come un fuoco e mi sentii subito eccitata all'idea.
Accettai di buon grado suggellando il patto con un bacio e scendemmo a fare colazione.
Stavo ancora finendo di truccarmi quando sentii suonare il campanello e vidi entrare Stefano, non mi ci volle molto per capire che la visita non era casuale e, prima di scendere, sfilai le mutandine che portavo sotto la mini.
"Amore, Stefano mi stava dicendo da quanto tempo non gli fanno un pompino, che ne dici di dargli una mano?"
"Certo!" risposi inginocchiandomi davanti alla patta già gonfia dell'amico.
Abbassai rapidamente i pantaloni e le mutande afferrando il cazzo di Stefano e, senza farmi pregare, lo misi in bocca, iniziando a succhiare.
Non ci volle molto in realtà, probabilmente era davvero in astinenza da un pò, mi allontanò dolcemente dal suo cazzo chiedendomi di mostrare la lingua.
Ubbidii e fu il colpo di grazia: Stefano appoggiò la cappella sulla mia lingua ed iniziò a sborrarre in abbondanza il suo seme caldo e denso che inghiottii senza battere ciglio per poi dedicarmi alla pulizia delle ultime goccie che fuoriuscivano.
Marco osservava compiaciuto ed una volta che Stefano fu uscito, mi baciò e mi sussurrò "Sei stata una brava troia..."
"Grazie amore, spero che il prossimo mi scopì però, spompinare Ste mi ha fatta bagnare" risposi afferrando le mutandie per poterle indossare.
"Non metterle" mi ntimò "Adesso usciamo e per dove stiamo andando, non credo ti serviranno!!"

Dopo venti minuti di macchina parcheggiammo giusto di fronte a casa di Enrico, un bel trentenne che già mi aveva scopata in precedenza.
"Finalmente! Vi stavo Aspettando!" Esclamò accogliendoci con addosso solo un paio di jeans.
Chusa la porta alle nostre spalle, non perse tempo e iniziò a baciarmi, mi sollevò la gonna stringendomi il culo.
"Spogliati" mi ordinò mentre Marco si sedeva in disparte "e inizia a masturbarti."
Così feci, mi stesi supina sul grande tappeto del soggiorno ed iniziai a toccarmi, constatando che ero già un lago, Enrico sfilò i jeans e posizionò il cazzo giusto a fianco della mia bocca, appoggiandolo sulle labbra. L'invito era palese e mentre mi toccavo e le sue mani giocavano con le mie tettine, lo leccai e lo assaggiai con voluttà.
Quando mi penetrò a missionario, gemetti di piacere e lo feci ancora più forte quando ebbi un orgasmo intenso dopo avermi girata a novanta gradi. Continuava a scoparmi con regolarità, non ci volle molto perchè venissi di nuovo.
"Sto per sborrare" biascicò Enrico tra i suoi ed i miei mugolli, ma io, ricordando il patto siglato con Marco, lo allontanai facendolo scivolare fuori da me: lui rimase in ginocchio, io mi voltai semplicemente, sempre a novanta e, per la seconda volta quel giorno, spompinai un cazzo per farmi venire in bocca.
Sulla lingua percepii forte il sapore della mia fica, il suo cazzo scorreva avanti e indietro tra le mie labbra fino a quando quel sapore non venne sostituito da quello dello sperma di Enrico, dolce e pungente allo stesso tempo, abbondante forse più di quello di Stefano.
"Non ingoiare" ordinò Enrico "Mostrami quanto ne hai in bocca" continò afferrando i miei capelli biondi.
Dischiusi la bocca e mostrai il suo sperma, giocandoci con la lingua.
"Lo sai cosa sei vero?" domandò
"Sono una troia" biascicai cercando di non far colare la sborra
"Brava, e le troie come te ingoiano, vero?"
Annuii.
"E allora ingoia, troia!" quasì urlò, liberandomi i capelli.
Ingoiai di buon grado, Enrico e Marco si scambiarono un sorriso d'intesa che si trasformò presto in una risata, alla quale mi unii mentre il sapore del suo sperma mi rimaneva sul palato, nuda e soddisfatta, non l'avevo detto solo per compiacere i due, mi sentivo davvero una troia.
Dopo errerci ricomposti e salutati, Marco ed io salimmo in macchina e ancora una volta quel giorno mi ricordò di quanto fossi troia e che la giornata era ancora molto lunga e che avrei avuto modo di dimostrarlo ancora.

Continua...
発行者 uno_normale
8年前
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