Michelino
Questa è una storia recente, del mese scorso. Una bella, bella novità di questo 2018! Ma andiamo con ordine.
Circa due mesi fa in palestra, mentre mi allenavo un po' insieme alla mia inseparabile amica Veronica, una mattina abbiamo notato un ragazzetto, un tipo normale, piuttosto magrino, faccino sbarbato da bravo ragazzo. Lo notammo per una cosa bene evidente, l'unica che era davvero ragguardevole perché per il resto era un tipo che poteva passare totalmente inosservato. Per carità, carino, ma niente di incredibile, non certo quel tipo di fusto per il quale ti giri.
La mia amica, molto più sveglia e maliziosa di me, mentre eravamo in pausa mi fa: "Guarda un po' quel tipino lì! L'ho già rivisto qui in palestra, ma non avevo notato il pacco che ha, è clamoroso! Magari è finto..." Io lo guardai bene e ammetto che dentro quei pantaloncini stretti blu si vedeva chiaramente un coso bello lungo, sicuramente accentuato anche dal fatto che su uno piccolino e minuto una simile proboscide spiccava di più che su un omone.
Io e Veronica cominciammo a ridacchiare e a fare battute una più sconcia dell'altra. Poi continummo a scherzare sulla sua ragazza e sullo stretching a cui doveva essere sottoposto il suo utero e il suo buco del culo. "Una roba così te la senti fin nello stomaco!" E giù a ridere! Chissà, magari era una tipa minuta....o magari nemmeno aveva la ragazza. Fatto sta che facemmo una scommessa: in quanto tempo saremmo riuscite a chiavarcelo.
I giorni seguenti non andai in palestra per una serie di contrattempi e così, sicura di avere perso la scommessa, chiamai Veronica per sapere com'era andata. Con sorpresa mi disse che non aveva potuto allenarsi molto neanche lei e che quando c'era andata non lo aveva mai più visto. Al che io rilanciai la proposta: "Senti, Vero, perchè non lo abbordiamo insieme?" La mia amica accettò e ci accordammo bene sugli orari in cui andare in palestra. Fatto sta che qualche giorno dopo lo beccammo, solo soletto intento ad allenarsi. Così ci avvicinammo e Veronica, che quando vuole è molto sboccata, gli chiese aiuto per una cosa. Lui fu gentile, era un tipo per bene. La mia amica fece finta di avere una piccola contrattura alla coscia e bastava che lui la massaggiasse un po' per scaldarla.....al che anche io intervenni: volevo anche io un massaggio! Il ragazzo arrossì, noi sorridemmo e incalzammo sul fatto che ci piacevano i ragazzi più giovani. Una chiacchiera tira l'altra, si sa, e così ci presentammo. Lui si chiamava Michele ma noi lo ribattezzammo subito Michelino, nomignolo che lui odiava, ma che secondo noi calzava benissimo! Lo reincontrammo due giorni dopo e non mancammo di salutarlo e di prenderlo nuovamente in giro tanto che lui si scocciò un po'. A quel punto lo invitammo dopo la doccia al bar che c'è di fronte alla palestra per un caffé o qualcos'altro. Veronica sarcasticamente gli disse: "Tu casomai ti pigli un succo, piccolino!" Lui andò su tutte le furie e ci disse che eravamo due stronze. Aveva ragione e con tono lascivo e provocante gli promettemmo che ci saremmo fatte perdonare. E così fu: davanti ai nostri caffé io presi la parola e gentilmente gli dissi la verità. "Sai Michelino, tu sei carino, un bravo ragazzo, un bocconcino prelibato per chissà quante ragazze....e noi, anche se abbiamo qualche anno di più, cosa vuoi, ci piace ancora sentirci giovani....e a dire la verità noi ti s'è notato per....quella cosa che hai in mezzo alle gambe....davvero....è proprio....tanta roba!" Lui arrossì, compiaciuto. A volte è meglio essere sinceri e fare pochi giri di parole. Veronica rincarò la dose: "Michelino, tu ci fai fare pensieri sconci, con quel visetto da bravo ragazzo e tutto quel ben di Dio, poi chissà quanto testosterone che c'hai alla tua età!" Michelino ha 21, studia scienze politiche e ha una ragazza di 18 anni che però, a quanto dice lui, non fa anal ( comprensibile viste l'età e le misure di lui ) e non fa nemmeno pompini. Decidemmo di invitarlo a casa mia per una merenda a base della sua verga e della sua crema. Lui accettò un po' titubante per la nostra schiettezza, forse colpito anche dalla nostra eccessiva focosità, ma ci seguì.
Arrivati a casa ci accomodammo in salotto dove ho un bel divano, ampio e comodo. Michelino disse che voleva andare al bagno, voleva rinfrescarsi, sennò non si sentiva a suo agio e così lo accompagnai: gli diedi degli asciugamani puliti gli dissi di fare con calma che io e Vero ci saremmo spogliate un po' e preparate per il suo arrivo.
La mia amica rimase con gli stivali alti neri e il tanga nero che aveva. Io mi misi delle scarpe nere con tacco alto, autoreggenti e un corpetto nero mezzo slacciato per fare uscire le mie tettone: non avevo mutandine. Michelino arrivò, nudo con solo un asciugamano addosso a coprirgli le virtù. Noi andammo verso di lui, bagnate come due troie e lo portammo al divano. Noi ci accomodammo e lui rimase in piedi davanti a noi. Levammo l'asciugamano e con meraviglia ci gustammo prima con gli occhi e poi con le bocche quella verga, piuttosto sottile ( anche se fornita di una bella cappella) ma molto lunga. Era depilato, tutto liscio e profumato. Due belle palle gonfie di sperma aspettavano solo di essere svuotate. Le nostre lingue si infuocarono insieme a quel bel cazzone che non tardò a gonfiarsi a dismisura sotto le nostre cure. Dopo poco veronica si occupò della verga, mentre io mi concentrai su quelle belle palle giovani e lisce, piene di voglia, ricche di crema prelibata. Me ne cacciai in bocca una, succhiandola avidamente, ma poi riuscii a cacciarmi dentro anche l'altra: le mie labbra si chiusero sulla radice del suo sacco e lui gridò di piacere ingrossandosi fino al limite. Veronica lo tolse dalla bocca e lo segò con due mani: era meraviglioso e lungo! Che spettacolo! "Sei meraviglioso Micky" e se lo ricacciò in bocca. Io non davo tregua alle sue palle che sentivo muoversi nella mia bocca. Notammo con grande piacere che il ragazzo aveva una gran tenuta: altri avrebbero già sborrato due volte, lui niente, neanche una goccia. "Dai, ora scopaci! Io lo voglio nella fica!" Comandò Veronica, mollando il suo cazzo e scosciandosi distesa sul divano. Lui si avvicinò a lei e io gli presi il cazzone e lo infilai nella fica della mia amica. Michelino entrò piano, con garbo, facendoglielo sentire tutto. Era bravo il ragazzetto, ci sapeva fare e si muoveva bene. Io mi gustai lo spettacolo lì vicino e mentre mi sgrillettavo nell'attesa del mio turno slinguazzai piacevolmente con la mia amica che mugolava per il piacere di essere penetrata da quel palo di carne. Michelino ad un certo punto la rpese per i fianchi e la sbattè forte , accelerando il ritmo. Io allora, da brava amica, sgrillettai Vero con le mie manine per farla squirtare. Schizzò come una fontana e si contorse per gli spasimi di piacere. Ora toccava a me. Io mi misi a pecora, mi girai e guardandolo dritto negli occhi lo pregai di sfondarmela: "Micky, io ce l'ho grossa, vedi? Spaccala, spaccala!" Il ragazzo, infoiatissimo mi prese bene, mi teneva per i fianchi e cominciò a darmi bordate impressionanti, facendomi sentire tutta quella meraviglia nella fica. Mi spaccò e io gridai come una pazza anche perchè Veronica mi stava meravigliosamente leccando il buco del culo. Me lo riempì di saliva e poi prese la verga di Michelino e me la cacciò nel posteriore. Lui non battè ciglio e appena dentro iniziò a pompare come un dannato. Io gridavo ad ogni bordata e Veronica facilitò il mio orgasmo infilandomi tre delle sue favolose dita nella fregna. Ero un rubinetto aperto, non smettevo di godere in balie dei miei due amici. Michelino a un tratto si fermò, uscì dal mio culo slargato, lo sentii in appoggiato in tutta la sua lunghezza su una mia chiappa. Poi mi girai. Michelino ci chiese: "Chi è che vuole la mia sborra?" Io e Veronica avvicinammo le nostre bocche aperte e tirammo fuori la lingua. "Danne uno schizzo a ciascuna!" Il ragazzo si segò e spruzzò come spruzzano i ventenni: una mitragliata bianca, spessa e potente che riempì bene le nostre bocche. Seguì una slinguazzata al sapore di sperma tra me e la mia amica, mentre lui si segava ancora arrapato nel vedere la scena. La sborra ci colava dalle labbra e dal mento, molta finì sulle mie tettone, tutti avevamo ancora voglia. Michelino, un ragazzo semplice, uno qualunque, apparentemente, era un vero stallone, un bel torello da monta infaticabile, pronto a chiavarsi due troie come noi fino alo sfinimento. Fu il turno di Veronica a prenderlo in culo. "Con noi la voglia di anale te la levi bellino!" Gli dissi mentre fistavo la mia amica inculata profondamente dal bamboccio arrapato. Veronica squirtò come non mai tre volte di fila. Michelino era scioccato da tanta troiaggine. Fu di nuovo il mio turno e mi impalai sopra quella nerchia lunga sbattendo le mie bocce in faccia al ragazzo che con fame giovanile me le divorò. Le sue mani sul culo seguivano i miei movimenti dando ogni tanto qualche bello schiaffo. "Nel cassetto della mia camera da letto c'è un dildo!" Lo dissi a Veronica, ma lei lo sapeva bene dove lo tenevo perchè ci avevamo giocato altre volte. Lo prese e fu subito da noi. E me lo cacciò nel culo. Credo che, nonostante tutto, il cazzo di Micky fosse più lungo del sex-toy, anche se non più grosso. Continuammo così tutto il pomeriggio. Poi cenammo insieme, preparammo una bella cenetta soprattutto per rifocillare il nostro torello. Dopo cena, prima di congedarci, facemmo una pompa al ragazzo che ci sparò in gola un'altra mega dose di sborra.
Nei giorni seguenti passai alcune notti con Michelino....ma questa è un'altra storia
Circa due mesi fa in palestra, mentre mi allenavo un po' insieme alla mia inseparabile amica Veronica, una mattina abbiamo notato un ragazzetto, un tipo normale, piuttosto magrino, faccino sbarbato da bravo ragazzo. Lo notammo per una cosa bene evidente, l'unica che era davvero ragguardevole perché per il resto era un tipo che poteva passare totalmente inosservato. Per carità, carino, ma niente di incredibile, non certo quel tipo di fusto per il quale ti giri.
La mia amica, molto più sveglia e maliziosa di me, mentre eravamo in pausa mi fa: "Guarda un po' quel tipino lì! L'ho già rivisto qui in palestra, ma non avevo notato il pacco che ha, è clamoroso! Magari è finto..." Io lo guardai bene e ammetto che dentro quei pantaloncini stretti blu si vedeva chiaramente un coso bello lungo, sicuramente accentuato anche dal fatto che su uno piccolino e minuto una simile proboscide spiccava di più che su un omone.
Io e Veronica cominciammo a ridacchiare e a fare battute una più sconcia dell'altra. Poi continummo a scherzare sulla sua ragazza e sullo stretching a cui doveva essere sottoposto il suo utero e il suo buco del culo. "Una roba così te la senti fin nello stomaco!" E giù a ridere! Chissà, magari era una tipa minuta....o magari nemmeno aveva la ragazza. Fatto sta che facemmo una scommessa: in quanto tempo saremmo riuscite a chiavarcelo.
I giorni seguenti non andai in palestra per una serie di contrattempi e così, sicura di avere perso la scommessa, chiamai Veronica per sapere com'era andata. Con sorpresa mi disse che non aveva potuto allenarsi molto neanche lei e che quando c'era andata non lo aveva mai più visto. Al che io rilanciai la proposta: "Senti, Vero, perchè non lo abbordiamo insieme?" La mia amica accettò e ci accordammo bene sugli orari in cui andare in palestra. Fatto sta che qualche giorno dopo lo beccammo, solo soletto intento ad allenarsi. Così ci avvicinammo e Veronica, che quando vuole è molto sboccata, gli chiese aiuto per una cosa. Lui fu gentile, era un tipo per bene. La mia amica fece finta di avere una piccola contrattura alla coscia e bastava che lui la massaggiasse un po' per scaldarla.....al che anche io intervenni: volevo anche io un massaggio! Il ragazzo arrossì, noi sorridemmo e incalzammo sul fatto che ci piacevano i ragazzi più giovani. Una chiacchiera tira l'altra, si sa, e così ci presentammo. Lui si chiamava Michele ma noi lo ribattezzammo subito Michelino, nomignolo che lui odiava, ma che secondo noi calzava benissimo! Lo reincontrammo due giorni dopo e non mancammo di salutarlo e di prenderlo nuovamente in giro tanto che lui si scocciò un po'. A quel punto lo invitammo dopo la doccia al bar che c'è di fronte alla palestra per un caffé o qualcos'altro. Veronica sarcasticamente gli disse: "Tu casomai ti pigli un succo, piccolino!" Lui andò su tutte le furie e ci disse che eravamo due stronze. Aveva ragione e con tono lascivo e provocante gli promettemmo che ci saremmo fatte perdonare. E così fu: davanti ai nostri caffé io presi la parola e gentilmente gli dissi la verità. "Sai Michelino, tu sei carino, un bravo ragazzo, un bocconcino prelibato per chissà quante ragazze....e noi, anche se abbiamo qualche anno di più, cosa vuoi, ci piace ancora sentirci giovani....e a dire la verità noi ti s'è notato per....quella cosa che hai in mezzo alle gambe....davvero....è proprio....tanta roba!" Lui arrossì, compiaciuto. A volte è meglio essere sinceri e fare pochi giri di parole. Veronica rincarò la dose: "Michelino, tu ci fai fare pensieri sconci, con quel visetto da bravo ragazzo e tutto quel ben di Dio, poi chissà quanto testosterone che c'hai alla tua età!" Michelino ha 21, studia scienze politiche e ha una ragazza di 18 anni che però, a quanto dice lui, non fa anal ( comprensibile viste l'età e le misure di lui ) e non fa nemmeno pompini. Decidemmo di invitarlo a casa mia per una merenda a base della sua verga e della sua crema. Lui accettò un po' titubante per la nostra schiettezza, forse colpito anche dalla nostra eccessiva focosità, ma ci seguì.
Arrivati a casa ci accomodammo in salotto dove ho un bel divano, ampio e comodo. Michelino disse che voleva andare al bagno, voleva rinfrescarsi, sennò non si sentiva a suo agio e così lo accompagnai: gli diedi degli asciugamani puliti gli dissi di fare con calma che io e Vero ci saremmo spogliate un po' e preparate per il suo arrivo.
La mia amica rimase con gli stivali alti neri e il tanga nero che aveva. Io mi misi delle scarpe nere con tacco alto, autoreggenti e un corpetto nero mezzo slacciato per fare uscire le mie tettone: non avevo mutandine. Michelino arrivò, nudo con solo un asciugamano addosso a coprirgli le virtù. Noi andammo verso di lui, bagnate come due troie e lo portammo al divano. Noi ci accomodammo e lui rimase in piedi davanti a noi. Levammo l'asciugamano e con meraviglia ci gustammo prima con gli occhi e poi con le bocche quella verga, piuttosto sottile ( anche se fornita di una bella cappella) ma molto lunga. Era depilato, tutto liscio e profumato. Due belle palle gonfie di sperma aspettavano solo di essere svuotate. Le nostre lingue si infuocarono insieme a quel bel cazzone che non tardò a gonfiarsi a dismisura sotto le nostre cure. Dopo poco veronica si occupò della verga, mentre io mi concentrai su quelle belle palle giovani e lisce, piene di voglia, ricche di crema prelibata. Me ne cacciai in bocca una, succhiandola avidamente, ma poi riuscii a cacciarmi dentro anche l'altra: le mie labbra si chiusero sulla radice del suo sacco e lui gridò di piacere ingrossandosi fino al limite. Veronica lo tolse dalla bocca e lo segò con due mani: era meraviglioso e lungo! Che spettacolo! "Sei meraviglioso Micky" e se lo ricacciò in bocca. Io non davo tregua alle sue palle che sentivo muoversi nella mia bocca. Notammo con grande piacere che il ragazzo aveva una gran tenuta: altri avrebbero già sborrato due volte, lui niente, neanche una goccia. "Dai, ora scopaci! Io lo voglio nella fica!" Comandò Veronica, mollando il suo cazzo e scosciandosi distesa sul divano. Lui si avvicinò a lei e io gli presi il cazzone e lo infilai nella fica della mia amica. Michelino entrò piano, con garbo, facendoglielo sentire tutto. Era bravo il ragazzetto, ci sapeva fare e si muoveva bene. Io mi gustai lo spettacolo lì vicino e mentre mi sgrillettavo nell'attesa del mio turno slinguazzai piacevolmente con la mia amica che mugolava per il piacere di essere penetrata da quel palo di carne. Michelino ad un certo punto la rpese per i fianchi e la sbattè forte , accelerando il ritmo. Io allora, da brava amica, sgrillettai Vero con le mie manine per farla squirtare. Schizzò come una fontana e si contorse per gli spasimi di piacere. Ora toccava a me. Io mi misi a pecora, mi girai e guardandolo dritto negli occhi lo pregai di sfondarmela: "Micky, io ce l'ho grossa, vedi? Spaccala, spaccala!" Il ragazzo, infoiatissimo mi prese bene, mi teneva per i fianchi e cominciò a darmi bordate impressionanti, facendomi sentire tutta quella meraviglia nella fica. Mi spaccò e io gridai come una pazza anche perchè Veronica mi stava meravigliosamente leccando il buco del culo. Me lo riempì di saliva e poi prese la verga di Michelino e me la cacciò nel posteriore. Lui non battè ciglio e appena dentro iniziò a pompare come un dannato. Io gridavo ad ogni bordata e Veronica facilitò il mio orgasmo infilandomi tre delle sue favolose dita nella fregna. Ero un rubinetto aperto, non smettevo di godere in balie dei miei due amici. Michelino a un tratto si fermò, uscì dal mio culo slargato, lo sentii in appoggiato in tutta la sua lunghezza su una mia chiappa. Poi mi girai. Michelino ci chiese: "Chi è che vuole la mia sborra?" Io e Veronica avvicinammo le nostre bocche aperte e tirammo fuori la lingua. "Danne uno schizzo a ciascuna!" Il ragazzo si segò e spruzzò come spruzzano i ventenni: una mitragliata bianca, spessa e potente che riempì bene le nostre bocche. Seguì una slinguazzata al sapore di sperma tra me e la mia amica, mentre lui si segava ancora arrapato nel vedere la scena. La sborra ci colava dalle labbra e dal mento, molta finì sulle mie tettone, tutti avevamo ancora voglia. Michelino, un ragazzo semplice, uno qualunque, apparentemente, era un vero stallone, un bel torello da monta infaticabile, pronto a chiavarsi due troie come noi fino alo sfinimento. Fu il turno di Veronica a prenderlo in culo. "Con noi la voglia di anale te la levi bellino!" Gli dissi mentre fistavo la mia amica inculata profondamente dal bamboccio arrapato. Veronica squirtò come non mai tre volte di fila. Michelino era scioccato da tanta troiaggine. Fu di nuovo il mio turno e mi impalai sopra quella nerchia lunga sbattendo le mie bocce in faccia al ragazzo che con fame giovanile me le divorò. Le sue mani sul culo seguivano i miei movimenti dando ogni tanto qualche bello schiaffo. "Nel cassetto della mia camera da letto c'è un dildo!" Lo dissi a Veronica, ma lei lo sapeva bene dove lo tenevo perchè ci avevamo giocato altre volte. Lo prese e fu subito da noi. E me lo cacciò nel culo. Credo che, nonostante tutto, il cazzo di Micky fosse più lungo del sex-toy, anche se non più grosso. Continuammo così tutto il pomeriggio. Poi cenammo insieme, preparammo una bella cenetta soprattutto per rifocillare il nostro torello. Dopo cena, prima di congedarci, facemmo una pompa al ragazzo che ci sparò in gola un'altra mega dose di sborra.
Nei giorni seguenti passai alcune notti con Michelino....ma questa è un'altra storia
7年前