La serata dei pompini

Eccomi tornato a casa; sfoglio il giornale mentre mia moglie prepara da mangiare armeggiando in cucina.
Un signore anziano, tranquillo e realizzato che ha appena passato il pomeriggio in una sauna a sbirciare e toccare cazzi.
Oggi ne ho accarezzati un paio, ma non sono riuscito a fare una vera e propria sega perché tutti e due me lo volevano mettere in bocca e a me di prendere in bocca cazzi di sconosciuti proprio non mi va.
Ma non è sempre stato così: da giovane mi facevo meno problemi e così vi voglio raccontare della serata dei pompini.
Avevo 19 anni e una fidanzata. Avevo messo la testa apposto dopo un esordio, a quindici anni, da frocetto, sedotto dal panettiere sotto casa. Ma questa è un’altra storia che forse vi racconterò.
In quel periodo avevo deciso di non trasgredire più, dopo aver vissuto tutta una stagione di sensi di colpa.
Allora essere froci era una condanna sociale, e scoprire che i cazzi non mi dispiacevano affatto mi aveva fatto venire angosce, paure e scarsa autostima. Così, conosciuta questa ragazza mi ero messo a fare il fidanzatino per bene, senza ricavarci altro che qualche bacio.
La sera poi la accompagnavo a casa e tornavo prendendo l’autobus. Lei abitava su una strada di gran traffico; io, dopo averla salutata salivo una scalinata, attraversavo un piccolo parco pubblico che sfociava sul retro di alcuni grandi musei dedicati alla romanità. Percorrevo un viale svolazzante di pipistrelli e raggiungevo la fermata dell’autobus vicino all’archivio di stato.
E qui aspettavo a lungo.
Una sera si ferma una macchina con tre ragazzi a bordo, tre militari di leva.
“ciao, sai dove possiamo trovare puttane qui intorno?”
Adesso quel quartiere pullula di puttane, ma allora era un quartiere elegante e puttane non ce n’erano.
“qui intorno non ce ne sono…” e stavamo per salutarci e loro ripartire ma un pensiero mi attraversò la testa. Un pensiero frutto del desiderio trattenuto a stento dai pochi baci che erano la mia realtà di allora e dai ricordi di quel primo periodo da quindicenne perverso.
“ se volete posso farvi un bocchino io, mi date qualche cosa e intanto vi scaricate” lo dissi prima ancora di rendermi conto di averlo fatto, e mentre lo dicevo speravo che mi rispondessero di no.
Un attimo di silenzio, loro mi guardano e ripartono e io penso “ok, scampato pericolo”.
Ma fanno pochi metri e si fermano, poi ritornano indietro.
Ho un po’ di paura, potrebbero essere cattivi e avercela con i froci e sono in tre.
“ ..e quanto vorresti per farci un bocchino?”
“una puttana costa 500 lire – pensate che tempi -; mi date 500 lire per un bocchino per uno, 500 lire in tutto. Senza guanto, mi venite in bocca”
A quei tempi, oltre alla cifra ridicola per oggi e al fatto che i froci vivevano nell’ombra più totale c’è da dire che anche il bocchino era un tabù e molte puttane si rifiutavano di farlo e nessuna di quelle che lo faceva si faceva sborrare in bocca.
I tre fanno un rapido consulto: “va bene, dove andiamo?”
“ci mettiamo qui, nel parcheggio dell’archivio”.
E così, col cuore a mille raggiungo la macchina, che mi ha preceduto nel parcheggio. Due di loro sono scesi e uno mi aspetta sul sedile del guidatore. Salgo e c’è un momento di imbarazzo. Mi dovrebbero pagare ma mi vergogno a chiedere soldi e così dico “ dai cominciamo”.
Lui si sbottona i calzoni, si tira giù gli slip e emerge il cazzo già duro ( a quell’età, figuriamoci). Ho una vertigine, non mi ricordavo quanto mi piaceva vedere i cazzi duri.
La mia mano parte immediatamente a toccarlo e lo accarezzo con il palmo e il dorso della mano, sentendone la consistenza e vedendo come si riempie tutta quando la chiudo intorno alla base. Il mio, di cazzo, è durissimo nei calzoni e quasi non riesco a muovermi.
“ ti piace eh?.. che aspetti a ficcartelo in bocca?”
Obbedisco subito e mi chino su quel bel cazzo, mentre penso “no, non lo fare”, come se a questo punto fosse possibile tirarsi indietro.
La bocca mi si riempie di cazzo, caldo, gonfio, ingombrante; devo aprirla bene per prenderlo, muovo la lingua su e giù, poi comincio a muovere la testa e la bocca mi si inonda subito di sborra calda e salata, il ragazzo si inarca e il cazzo mi arriva sul palato; vorrei levarmi ma cerco di resistere e ricevo ancora sborra e sborra fino a che non posso più resistere. Per fortuna lui si placa e posso staccarmi dal cazzo, aprire lo sportello e sputare tossendo.
“ahh, che bocchino, bravo il frocetto, finisci di pulirmelo con la lingua dai..”
Mi chino e lecco le ultime gocce di sborra e il cazzo, che si affloscia lentamente ed è ancora abbastanza duro.
“Basta adesso che tocca ai miei amici” dice lui “ magari dopo fai il bis”, dice mentre si allaccia la cinta dei calzoni scende.
Raggiunge gli amici che stanno fumando e ridono insieme; il secondo si stacca dal gruppo, butta la cicca e entra in macchina.
“sei pronto a succhiare il cazzo, frocione?”, dice mentre si sbottona i calzoni e lo tira fuori .
Io ho la bocca calda e ancora un po’ di sborra in bocca e il cazzo mi sta facendo male nei calzoni. Vorrei farmi una sega mentre mi si para davanti il secondo cazzo della serata.
Non è duro e questo mi spiazza: finora non mi è mai capitato. Inoltre è abbastanza piccolo ed è quasi nascosto dai peli che sono folti e neri.
Il ragazzo comincia a menarselo un po’ e il cazzo si ingrossa, poi prende la mia mano e comincia a farcisi una sega, mi lascia la mano e mi prende la testa e mi piega sul cazzo.
Apro la bocca e il cazzo ci si sistema comodamente. Il ragazzo si assesta col bacino e mi comincia a spingere la testa su e giù; in pratica non devo fare niente perché è la sua mano che mi guida in modo fermo. Mi limito ad accoglierlo tutto in bocca e a leccare. Mugolo perché mi piace, mi piace mi piace. Mi sta usando coi suoi ritmi e senza curarsi minimamente di me.
Il cazzo è piccolo ma si ingrossa lentamente.
“succhia bocchinaro, succhia” e io cerco di succhiare in effetti.
Sono stordito, del tutto passivo mentre lui mi spinge su e giù, respiro forte l’odore acre del suo cazzo e muovo la lingua perché capisco che gli piace e penso a quanto sono frocio, e provo una sensazione di liberazione : sono frocio, sono frocio.
Lui fa un grugnito, si inarca e dal cazzo comincia ad uscire un rivolo di sborra; appena la sento ritraggo la lingua perché il sapore è amarissimo, ma poi mi forzo a leccare il cazzo che ha raggiunto il massimo del suo turgore e la lingua mi si riempie di sborra calda e salata. Penso di aver finito ma lui mi tiene ferma la testa, mentre il suo cazzo si affloscia un po’ ma non si smoscia del tutto.
Sento ridere e lui che parla coi suoi amici:
“già ho sborrato, ma adesso gliene faccio bere un altro po’ e poi te lo lascio”
“sbrigati che c’ho le palle piene”
Continua a muoversi col bacino e il cazzo gli riprende vigore. Sono sorpreso, ho la bocca piena di sborra e vorrei sputarla ma non mi fa staccare e il cazzo si gonfia sempre più, sono costretto a mandare giù tutto e a ricominciare e stavolta mi arriva uno schizzo forte diretto sul palato e poi altri, mentre lui mi spinge la testa fino a che sto col naso schiacciato sulle sue palle. Lo sento che gode con un urlo liberatorio, mentre gli amici ridono e lo incitano.
Mi lascia, mi rialzo, apro la portiera e sputo tutta quella sborra tossendo. E subito mi ritrovo davanti il terzo cazzo: l’ultimo ragazzo non è salito in macchina, ha fatto il giro ed è in piedi a fianco dello sportello del passeggero e mi sventola il suo cazzo in faccia, mi prende per la spalla e mi invita a scendere ed a inginocchiarmi e me lo infila in bocca senza darmi quasi il tempo di finire di sputare.
E ho di nuovo un cazzo gonfio in bocca, e una mano che mi forza a un ritmo veloce e a prenderne sempre di più. Non resisto e, mentre sto in ginocchio e succhio, mi sbottono i calzoni e mi faccio una sega sborrando quasi subito, fra le risate e i commenti degli altri due, e dopo aver sborrato, sono costretto a ricevere in bocca gli schizzi del terzo ragazzo che accompagna la sua sborrata con gemiti di piacere e di soddisfazione, mi chiama frocio e mi invita a ingoiare tutto.
Mi accascio per terra; ho la bocca in fiamme e le labbra gonfie e irritate e la bocca amara di sborra che mi è finita anche sulla camicia.
Loro si congratulano, ridono e si mettono a pisciare sui cespugli.
Adesso mi vergogno e mi sento sporco; mi rassetto e mi faccio coraggio e chiedo le mie 500 lire.
“non mi pagate? Mi sembra che i bocchini vi sono piaciuti no?”
“ma se ti sei divertito più tu, frocetto. Abbiamo visto che sega che ti sei fatta. Quindi siamo pari, ciao” mi dice quello che sembra il più autorevole, anche se ha il cazzo più piccolo dei tre e fa quelle strane doppie sborrate.
“e dai, mi avete pure fatto perdere l’autobus…almeno datemi un passaggio; se arriviamo fino a Ponte Marconi ci sono pure le puttane…”
“vabbè si può fare, tanto in macchina ci vuole poco, dai monta”
E così salgo in macchina. Mi fanno mettere dietro, è una macchina a due porte, una seicento. Davanti, alla guida, sta quello col cazzo piccolo, a fianco c’è il terzo che mi ha fatto fare il bocchino in ginocchio e vicino a me sta il primo che ho spompinato e che è venuto subito.
“comunque il passaggio te lo devi pagare…mica è gratis”
Me lo ero immaginato, un po’ ci speravo pure e un po’ speravo che mi portassero e basta.
“che dite? E’ vero che il passaggio se lo deve meritare?”
“certo! O paga o si fa riempire la bocca”
“oppure il culo, potrebbe farsi inculare. Che dici? Soldi, bocca o culo, che scegli?”
“no, dai. Non dite scemenze, mica me lo potete mettere al culo. Che mi volete mandare all’ospedale? Tre cazzi come i vostri mi sfondano. E soldi non ne ho..”
“ e allora mi sa che ti fai un’altro bell’assaggio di sborra, e potresti cominciare subito” dice quello che mi sta vicino. Si apre i calzoni, tira fuori il cazzo mentre io lo guardo e mi invita “ecco, forza ricomincia che sono già pronto e con le palle piene”.
E io mi chino, e disciplinatamente apro la bocca e mi ci faccio entrare quel bel cazzo, mentre mi tremano le gambe per l’emozione.
Questo è veramente un bel cazzo, il migliore dei tre; peccato che la prima volta ha sborrato subito, chissà questa volta se riesco a tenerlo in bocca più a lungo.
Il ragazzo davanti, vicino al guidatore, sta girato e guarda e questo mi eccita ancora di più: sono contento che vedano che bocchinaro che sono.
Oltre a guardare mi mette la mano sulla testa e spinge, commentando “guarda come apre la bocca per prenderlo tutto, se la merita proprio una bella sborrata; poi si becca la seconda da me, che con la prima mi sono appena appena svuotato…”
E io mi godo il calore e la durezza del cazzo e quanto mi riempie, e lecco, lecco, costretto al ritmo deciso da altri.
Stavolta dura, mentre la macchina va, e vorrei prendere delle pause ma non posso e sono costretto a respirare forte dal naso. Lui fa dei sospiri di piacere e muove il bacino per farmi entrare più cazzo possibile in bocca. Poi si irrigidisce e sborra e il primo schizzo mi arriva in fondo in fondo, facendomi venire un conato e facendomi gemere di piacere, poi arriva il secondo che è ancora più forte e poi gli altri finchè ho di nuovo la bocca piena di sborra calda e mi viene da piangere per il piacere, con il cazzo di nuovo duro nei calzoni.
“come succhia bene questo frocetto; non sputare in macchina eh?, manda giù tutto che ti fa bene” dice quello che guida “tanto è meglio che ti abitui, che adesso devi bere ancora”.
E infatti sono costretto a mandare tutto giù, mettendoci tanta saliva per annacquare lo sperma e pulendomi le labbra col dorso della mano.
Intanto siamo arrivati al ponte e la macchina si ferma in uno spiazzo prima di attraversarlo. Veloce cambio di sedile e mi mettono in bocca il secondo cazzo, di quello che avevo sbocchinato in ginocchio. Stavolta si siede bello rilassato e si gode il bocchino, mentre io sono esausto e faccio fatica a tenerlo in bocca, mi aiuto molto con la mano e glielo lecco molto dall’esterno.
Lui a questo punto fa una cosa inaspettata e mi mette la mano sul cazzo, sopra i pantaloni, e la muove un po’ e io, che ho il cazzo durissimo, vengo nei pantaloni bagnandomi di sperma gli slip e gemendo di piacere, e ai miei gemiti sborra pure lui riempendomi di nuovo la bocca. Stavolta ingoio per piacere. Lui si rilassa, si riveste con calma e mi sussurra un numero di telefono “ questo è il numero di dove sto. Sono addetto a un magazzino e per tutto il periodo della leva, ancora 5 mesi, starò lì. Ho pure una foresteria, dove dormo. Ricordati il numero e chiama”.
Rimango stupito e annuisco, troppo imbarazzato per parlare “ciao, ci vediamo presto” fa lui, e scende.
Sale l’ultimo e si tira fuori il cazzo, che è quello piccolo e moscio che già mi ha sborrato in bocca due volte di seguito facendomi anche fare il primo ingoio della serata. Anche stavolta è moscio e non mi piace, poi ha ancora il sapore della pipì che negli altri non avevo sentito. Lo devo prendere in mano e fargli una lunga pippa per farlo diventare duro e poi me lo devo far mettere in bocca, mentre lui mi apostrofa con una certa malignità. Insomma sono stanco dopo aver fatto tutti quei bocchini, mi sono sborrato negli slip e il bagnato mi dà fastidio e proprio non mi va di succhiare questo cazzo piccolo e che sa di piscio.
Ma lo devo fare, e cerco di farlo venire presto ma non ci riesco e ci sto a lungo a fare su e giù, con la bocca piena di cazzo. Finalmente arriva il rivolo di sborra, amarissima e sgradevole, che trattengo in bocca. Spero che sia finita, ma lui vuole che io la ingoi, e lo faccio, e poi mi trattiene a leccagli le palle, fino a che il cazzo gli si riprende e me lo rimette in bocca. E’ un tormento. Lui non ce la fa a venire di nuovo e alla fine mi scosta in modo brusco e mi dice che non valgo un cazzo e se mi rincontra me lo metterà al culo. Scende incazzato e lo vedo che parla concitato con gli amici, accendendosi una sigaretta. Io scendo e loro tornano in macchina, c’è un po’ di imbarazzo e tensione, e io mi vergogno di essere stato usato così, loro salgono e se ne vanno, lanciandomi qualche insulto maligno. Sono convinto che sia stato quello che mi ha lasciato il suo numero di telefono a non far degenerare la cosa perché ho percepito parecchia tensione quando quello col cazzo piccolo non è riuscito a sborrare ancora.
Torno a casa, con il sapore dello sperma in bocca, il pensiero di tutto quello che ho ingoiato, le labbra in fiamme e l’odore dei loro cazzi sul viso, cercando di non far vedere la macchia di sperma sui jeans e quelle sulla camicia, dove è colato il loro, di sperma.
E mentre torno mi dico che sono un frocio bocchinaro e non posso sfuggire al mio modo di essere. E che ho un numero di telefono in mente, che mi ripeto per non scordare.
発行者 cancheabbaia
7年前
コメント数
xHamsterは 成人専用のウェブサイトです!

xHamster で利用できるコンテンツの中には、ポルノ映像が含まれる場合があります。

xHamsterは18歳以上またはお住まいの管轄区域の法定年齢いずれかの年齢が高い方に利用を限定しています。

私たちの中核的目標の1つである、保護者の方が未成年によるxHamsterへのアクセスを制限できるよう、xHamsterはRTA (成人限定)コードに完全に準拠しています。つまり、簡単なペアレンタルコントロールツールで、サイトへのアクセスを防ぐことができるということです。保護者の方が、未成年によるオンライン上の不適切なコンテンツ、特に年齢制限のあるコンテンツへのアクセスを防御することは、必要かつ大事なことです。

未成年がいる家庭や未成年を監督している方は、パソコンのハードウェアとデバイス設定、ソフトウェアダウンロード、またはISPフィルタリングサービスを含む基礎的なペアレンタルコントロールを活用し、未成年が不適切なコンテンツにアクセスするのを防いでください。

운영자와 1:1 채팅