Lui di giorno, Lei di notte

E' da un po che il mio capo ufficio, Gianni, mi da il tormento. Ogni pratica non va bene, c'è sempre qualche errore, mi chiama da lui e mi fa lavate di capo storiche. Comincio ad essere stufo ma d'altra parte ho avuto fortuna a trovare questo lavoro: un piccolo ufficio (senza finestre ma mi accontento), qualche responsabilità ma senza esagerare, weekend liberi e un mese di ferie all'anno pagate. Ci devo stare. Ora mi ha chiamato nuovamente, è la terza volta questa settimana.
"Entra Marco, accomodati. Senti, qua non ci siamo. La pratica per quel rimborso: hai sbagliato le date e non hai inserito i riferimenti. Non è la prima volta che succede, come ben sai." Ci sono cas**to ancora. Vago con la mente, mi distraggo e sbaglio. Gianni socchiude gli occhi, mi guarda in modo strano, mi mette a disagio. "Evidentemente è un brutto periodo per te. Facciamo così. Siccome vedo che nonostante tutto ci metti impegno, ne voglio parlare con te. ma non qui, in ufficio. Serve un ambiente diverso, rilassato, meno formale. Hai presente il Red Light, quel locale aperto da poco? Ci vediamo li stasera, alle 22:00 precise. Così parliamo in tranquillità. Guarda che non è mia abitudine fare così. Ma a te tengo in modo particolare, quindi faremo così. Puoi andare ora."
Me ne torno nella mia stanzetta arrabbiato con me stesso. Però il capo è stato gentile anche se non ho capito cosa voleva dire con quel "a te tengo in modo particolare", in fondo non ci conosciamo. e poi, ora che ci penso: il Red Light? Un locale con una pessima fama ance se aperto da poco. Mah, non importa, devo salvarmi il culo, non posso perdere il lavoro.
All'ora stabilita entro nel locale, c'è poca luce, musica in sottofondo anni 80, e parecchia gente. Mi guardo intorno ma non vedo il capo e allora mi siedo a un tavolino. Non ho voglia di aspettare in piedi. "Ciao, sei puntualissimo." Alzo gli occhi e vedo una biondona con un attillato vestitino rosso, calze a rete e tacchi a spillo. No guardi, mi sa che ha sbagliato persona. "No, non ho sbagliato Marco, sei proprio tu che aspettavo." La guardo bene in faccia, gli occhi, vado oltre il trucco, i lunghi capelli biondi... Gianni? Ma, non... sono senza parole. "Bravo, vedi che se ti applichi...Ma non chiamarmi Gianni. Gianni esiste di giorno. Di notte sono Alessia." Non riesco a parlare. Si siede, arriva la cameriera con due gin tonic e mi fa "E' dal giorno che ti ho assunto che immagini questo momento. Ti sogno tutte le notti. E non ti dico i particolari. Senti, domanda secca, o si o no, ti andrebbe di conoscere il vero me, Alessia? Sentiti libero di alzarti e andartene, qui il lavoro non c'entra, ci siamo io e te. Il momento è adesso, domani sarà un'altra cosa." Butto giù tutto il bicchiere di gin tonic, guardo questa...donna? uomo? negli occhi, vi leggo onestà, sincerità e desiderio. Per me. Io sono sempre andato con donne, si ai tempi dell'università è capitato di farsi delle seghe in compagnia, una volta negli spogliatoi di una sauna ho urtato per sbaglio un tizio e ho sentito il suo uccello duro contro la gamba, ma niente più. Ma non riesco a staccare lo sguardo da quello di Alessia. Si, voglio conoscerti, Alessia.
Sorride, tutto il suo corpo sorride. Mi dice che allora dobbiamo andare a casa sua, inutile perdere tempo in questo locale.
La casa di Alessia è piccolina ma ben arredata, trasmette calore e tranquillità. "Io vado direttamente in camera, quando ti senti pronto raggiungimi. Se vuoi andartene, fai pure, io capirò." Respiro a fondo, chiudo gli occhi, libero la mente, e mi decido: vado da lei. Luce soffusa, candele profumate. Alessia è stesa sul letto, indossa solo la biancheria intima: mutandine di pizzo nero, reggicalze e calze nere. Niente reggiseno: vedo che ha due tettine niente male. Evidentemente di giorno, sotto la camicia le deve inguainare in qualche modo per nasconderle. Inizio ad avere una certa agitazione nelle mutande, però, cavolo, mi scappa da pisciare. Senti, devo andare al bagno. "Ti scappa la pipì amore? Posso venire con te? Adoro vedere un uomo che piscia." Ok, andiamo. Mi metto davanti alla tazza e Alessia si accovaccia di lato. Esito un attimo per l'imbarazzo ma arriva lei in aiuto. Mi tira giù pantaloni e mutande insieme, mi afferra il cazzetto ancora moscio e mi sussurra "Piscia". Devo essere diventato rosso perchè mi sento la faccia bollire. Ma non è imbarazzo o vergogna, no, è desiderio. La mano di Alessia sul mio cazzo, calda e accogliente, mi sta svegliando tutti gli istinti sessuali. E piscio. E mentre piscio nella tazza, Alessia mi massaggia con una mano le palle. on ci vedo più. La alzo, la agguanto per una natica e la spingo in camera. "Quanta irruenza caro. Ti ho fatto venire voglia?" Si, ho voglia, ho voglia di te Alessia. Mi siedo sul letto con lei di fronte. Vedo il gonfiore nelle mutandine, intravedo le palle. Sono infoiato! Gli tiro giù le mutandine e mi ritrovo a fissare un cazzo turgido, venoso, senza l'ombra di un pelo. La cappella mi fissa implorante, umida di desiderio. Con delicatezza gli prendo in mano il cazzo, vado piano piano su e giù, la cappella appare e scompare, con goccioline che escono ad inumidirla. Alessia geme di piacere. Apro la bocca e accolgo il suo cazzo. E' dolce, i suoi umori sono nettare. Non so per quanto ho ciucciato quel meraviglioso cazzo. "Dai tesoro, non ce la faccio più, prendimi, sbattimi il tuo cazzo nel culo. Montami come una troia, fammi godere, sono tua." Così dicendo si mette a novanta sul letto inarcando la schiena. Mi offre il culo. Il buchino, anch'esso perfettamente depilato, si contrae ritmicamente, sembra in tutto e per tutto una piccola figa. Ho il cazzo che mi esplode. Ma prima di schiaffarlo dentro faccio una cosa che mai mi sarei immaginato di poter fare: affondo la faccia tra le chiappe di Alessia. Gli lecco per bene il buco del culo, affondo la lingua, e sento tutto il suo desiderio di me. Lei sta impazzendo dal piacere, mi implora di incularla. E allora affondo il cazzo, la impalo e inizio a stantufarla. l suono delle nostre carni che si scontrano e musica per le mie orecchie. Il suo cazzo, sempre duro dondola avanti e indietro, mentre la sbatto lo prendo e lo masturbo. Sono in paradiso. Sto per venire, lei lo sente. "Aspetta, sborriamo insieme, cazzo contro cazzo." Esco dal suo culo e ci mettiamo uno di fronte all'altra, lei con in mano il mio cazzo e io con in mano il suo, cappella contro cappella e insieme esplodiamo il nostro godimento.
Non c'è che dire, per me è stata una nottata incredibile. la prima di una lunga serie di nottate passate in compagnia di quest splendida creatura di nome Alessia.
発行者 franzbig
7年前
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