La Mia Prima Volta

Non lo so come, quando e perché è cominciata questa voglia irrefrenabile di vestirmi da donna, stare un’ora in doccia per avere il corpo liscio, salire su dei tacchi da 15cm e truccarmi. Se proprio vogliamo dirla tutta, camminare su quei trampoli, non è certo cosa per tutte, oltre che abbastanza scomodo, come pure eliminare qualsiasi pelo dal proprio corpo per avere una pelle liscia da accarezzare, però è vero che quando sei vestita e truccata, il risultato allo specchio, ripaga di tutta la fatica.
Ricordo però che quando potevo, mi piaceva provare collant, calze, perizomi, scarpe con tacco altissimo di un’amica che era spesso fuori casa e di cui avevo le chiavi. Con più provavo le sue cose, più volevo avvicinarmi alla sua immagine, una donna totalmente depilata. Fu emozionante ed eccitante vedere per la prima volta le mie gambe perfettamente lisce avvolte in un paio di autoreggenti velate; ad ogni capo che indossavo era una stretta allo stomaco, indossare il perizoma e sentirne il filo in mezzo al sedere, guardare nello specchio quel sottile lembo di stoffa coprire a malapena il mio buchino totalmente depilato, indossare un reggiseno ed infine un abito corto che lasciava scoperta la balza delle calze. Infine indossare un paio di sandali. Mi rimiravo nello specchio eccitata dal mio corpo così trasformato, nonostante i primi passi incerti sui sandali, mi dava una forte emozione camminare per casa, sedermi accavallando le gambe e sentire il fruscio del nylon che strusciava, guardarmi la linea del piede avvolto nella calza, mi accosciavo davanti allo specchio per rimirare le linee del mio sedere. Eccitazione pura.
Passai mesi a fantasticare su un incontro con un’altra sorellina, ma era difficile passare dalla fantasia alla realtà, anche perché vedevo gli annunci corredati di foto e al loro confronto ero semplicemente un uomo vestito da donna, senza trucco e parrucca. Alla fine mi feci coraggio e saltai il confine tra immaginazione e fantasia, fissai l’appuntamento con la mia compagna di giochi e attesi la sera con la stessa frenesia di un bambino che aspetta di scartare i regali sotto l’albero di Natale. Mille domande nella testa, come mi sarei comportata? Mi avrebbe eccitato o sarei stata schifata? Non mi piacciono ne gli uomini nei trans, come sarebbe stato con una sorellina? Suonò il campanello, aprii la porta senza farmi vedere ne vedere l’uomo che sarebbe entrato, non mi interessava. Io ero già pronta, calze, perizoma, reggiseno, vestitino a rete, mi rimaneva solo da indossare i sandali e la parrucca mentre aspettavo che dal bagno uscisse la mia compagna di giochi. La sentii arrivare, annunciata dall’inconfondibile suono dei tacchi sul pavimento ed in pochi istanti mi si presentò davanti. Non era bellissima, un po’ sovrappeso e con il trucco eccessivamente pesante, ma la trovai eccitante, si presentò accarezzandomi le gambe, riempiendomi di mille complimenti per la mia pelle perfettamente liscia, mi fece camminare più volte, voleva vedere il mio sedere mentre sculettavo su quei tacchi, mi accarezzava ovunque, ma non ero ne imbarazzata ne intimorita, mi piaceva e senza neanche accorgermene le accarezzavo le gambe e il sedere anch’io.

Mi venne spontaneo appoggiarmi al tavolo divaricando leggermente le gambe, dandole una piena visione del mio sedere, mi piaceva come lo accarezzava, volevo che andasse oltre e lo fece. Baciò prima le mie natiche, poi mi spostò il perizoma e cominciò a baciarmi il buchino… era bellissimo sentire la sua lingua leccarlo, ero perfettamente rilassata e gli fu facile entrarci con la lingua. Che sensazione “assurda”! Fino a mezz’ora prima mi aveva dato fastidio anche solo l’idea di mettermi una supposta e ora ero così eccitata che il perizoma non riusciva più a contenere il mio uccello che spuntava scappellato e fradicio dall’elastico; mi fece girare, si inginocchiò e la prese in bocca, ma tanto ero eccitata che la dovetti scansare immediatamente. Si rialzò, disse qualcosa, ma non capii nulla, non l’ascoltavo, in realtà mi stavo già inginocchiando, accarezzai il pacco sotto alla stoffa e liberai il suo arnese; non era ancora bello eretto, scoprii il glande lacrimante e lo presi in bocca tenendole delicatamente con una mano le palle e accarezzandole il sedere con l’altra. Difficile esprimere a parole la sensazione di sentirlo indurire tra le mie labbra, sentire quel bastone di carne, ormai duro, scorrere dentro e fuori dalla mia bocca, leccarlo per tutta la sua lunghezza, passare la lingua sul glande, prendere in bocca le sue palle. Sarei andata avanti per ore, credo, ma mi staccò, protestò dicendo che succhiavo più di un’aspirapolvere, lo presi come un complimento, in fondo era il primo pompino che facevo. La serata andò avanti così, tra eccitanti giochi orali, provai anch’io a leccarle il buchino, eccitante, ma immancabilmente finivo per riprendermi in bocca il suo bastone di carne. Mi fece godere nella sua bocca, protestò abbastanza vivacemente, non per il fatto che le avessi goduto in bocca, ma per la quantità spropositata di sperma, disse. Fu incredibile portarla all’orgasmo, non ci impiegai molto, era parecchio eccitata anche lei, ma non me la sentii di farmi godere in bocca. Venne sul mio uccello, ancora barzotto e la cosa mi eccitò a tal punto da prendermelo in mano e masturbarmi davanti a lei, mentre ancora godeva. Si rialzò, quasi a voler andare in bagno, la fermai e le ripresi in bocca quel bastone di carne con ancora una goccia di sperma che pendeva e che mi si attaccò al mento. Quel nuovo gusto, sentire quella goccia attaccata al mento, la mia mano stringere il mio uccello impiastricciato del suo sperma era pazzesco; mi sdraiai senza mollare quello che avevo in bocca e, come se mi avesse letto nel pensiero, lei si sdraiò sopra di me. In una sera il mio primo pompino e il mio primo 69. Le sue gambe in parte alla mia testa, il suo sedere divaricato da accarezzare, quello che era un discreto bastone di carne, ma che ormai aveva perso vigore, penzolava sopra il mio viso, ma non m’importava, me lo risucchiavo in bocca più che potevo facendola mugugnare ogni volta. Le incrociai le gambe dietro la testa, quasi a tenerla bloccata in quella posizione, la sentii allargarmi il sedere e con un dito penetrarmi il buchino. Era troppo ed esplosi di nuovo nella sua bocca, ansimando come una puttana in calore, gemendo ad ogni goccia del mio sperma che le usciva dalla bocca colando fin sul mio buchino, ancora col suo dito dentro. Lei non riuscii più a godere, forse in quella occasione le avrei concesso di godermi in bocca.
Finì così la mia prima esperienza, nel giro di un’ora ero passata dall’essere un uomo con fantasie “omo” ad un’aspirante sorellina, da un uomo che non si eccitava minimamente a vedere film gay, ad un’ingorda vogliosa di giochi orali reciproci. Un'esperienza inebriante davvero!
発行者 saminov
7年前
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