SEX MARATHON
Ciao, i protagonisti sono veri, ma i loro nomi non importano perciò li inventerò e ai fini della storia mi chiamerò Tito.
D’aspetto appaio un po’ di sovrappeso, cioè non sono magro ma neanche una palla sproporzionata, sono alto 1.78 per 95 Kg non molto allenato.
Questa storia si svolge non molti giorni fa quando andai a casa di Laura una mia amica di 37 anni che aveva bisogno di un uomo per sistemare un po di cose in giro per casa dato che vive sola con la figlia Erica appena maggiorenne.
Ve le descrivo, Laura è altra 1,70 con fisico asciutto, pelle bronzea, capelli biondi lunghi appena sotto le spalle, occhi castani, il viso sempre tirato da troppe preoccupazioni, un bel culo e seno 2° misura.
Invece Erica è alta 1,60 con un fisico atletico, pelle bronzea, lunghi capelli neri che le arrivano a mezza schiena, occhi castani, culo tondo e tettine di 3° misura
Arrivai a casa loro di prima mattina, quando feci per suonare al citofono si aprì la porta del palazzo e uscì Erica (la figlia della mia amica), era di fretta perché stava andando via con il ragazzo al lago e non fece neanche cenno per salutare, io invece gli diedi una bella guardata.
Ve la descrivo, quel giorno indossava un top nero di rete e un costume rosso e sotto degli hot-pants di jeans che lasciavano mezze chiappe fuori.
Con l’ormone al galoppo per la vista mi sbrigai ad entrare, arrivato al piano suonai alla porta, Laura aprì quasi subito esclamando “Eri, cosa hai dimenticato?”, dato che stava stropicciandosi gli occhi non si accorse subito che ero io, ebbi il tempo di avere la seconda visione arrapante del giorno, penso si fosse appena alzata dato che indossava ancora una camicia da notte semi trasparente che lasciava intravedere che sotto non aveva niente altro che un perizoma nero, la mia attenzione fu subito attirata dal suo senno con i capezzoli scuri e turgidi, quando si accorse che non ero Erica si affrettò a coprirsi il seno con le mani e mentre correva in camera esclamò “Che vergogna, Tito sei un cretino”, nel frattempo mi aveva dato anche una bella visione del suo culetto con in tessuto che spariva nel mezzo.
Hehehehe
Mentre si calmava io iniziai a mettere nell’ingresso gli attrezzi che mi ero portato per i lavori, quando fece il ritorno si era cambiata, ora indossava una canottiera bianca (a me pareva che i capezzoli svettassero più di prima) e un paio di pantaloncini da ginnastica, mi disse ”seguimi, ti mostro cosa c’è da fare così poi posso mettermi a fare esercizio”, mi condusse per casa facendomi vedere i lavori che dovevo fare, quando arrivammo all’unica camera da letto dove aveva bisogno di sistemare il lampadario e la finestra notai che c’era solo un letto matrimoniale, quando domandai a Laura mi rispose “Io ed Erica dividiamo tutto, poi la stanza è piccola e questo ci stava”.
Io mi misi al lavoro, sistemai diverse cose e dopo un’ora circa ero al lavoro sul lampadario della camera, proprio il quel momento Laura si rifece viva, aveva finito di allenarsi, era tutta lucida di sudore, mi chiese “Tito ti manca molto?”, io le risposi “sono rimasti un po di lavori da fare, perché?”, lei “Beh, io vado a farmi una doccia, ci rivediamo dopo” e si infilò in bagno, io non ci misi molto a staccarmi da quello che stavo facendo per fiondarmi a guardarla prima dal buco della serratura vedendo che aveva la figa con sopra un triangolino di pelo nero e il resto è inutile descriverlo, l’ho già detto sopra.
Quando si infilò nella doccia mi rimisi al lavoro, tanto pensavo di non vedere niente di più del già visto, dopo circa 10 min senti dei come dei guaiti sommessi provenire dal bagno, io mi fiondai alla porta a guardare, ma questa volta aprendo uno spiraglio la porta, vidi Laura seduta nella doccia a gambe divaricate che si masturbava con il manico di una spazzola mentre con l’altra mano si massaggiava il seno, non potei fare a meno di iniziare a farmi una sega lentamente, mi godevo la visione, lei andava con un ritmo indiavolato e si mordeva il labbro per cercare di non farsi sentire, ad un certo punto esplose con un orgasmo al quale non riuscì a trattenere un “Oooih, Oooih!!!” durante gli ultimi spasmi.
Io mi sbrigai a richiudere la porta, rimettere tutto nei pantaloni e tornare a fare finta di sistemare la finestra, dopo circa 5 min lei uscì dal bagno con indosso solo un asciugamani attorno al torso, questo mi fece andare ancora più su di giri, sopra a tutto con lo spettacolino di poco prima.
Quando mi vide nella stanza esclamò “Sei ancora qui?, io devo vestirmi, sbrigati vai...”, si interruppe, stava li e mi guardava il pacco ancora gonfio, iniziò a mordersi di nuovo il labbro, intanto iniziai a scendere dalla scaletta ed avviarmi alla porta, quando Laura mi fermò esclamando “Tito aspetta un attimo”, quando mi girai vidi Laura lasciar cadere l’asciugamano e poi esclamò “Accidenti, sono anni che non scopo, sarei stupida a non approfittare quando ho qui te così bramoso di me”, io non esitai un secondo, quando fui vicino lei mi afferrò e mi catapultò sul letto, mi si mise a cavalcioni e mentre mi slacciava i pantaloni mi disse “ho talmente tanti arretrati che è da quando mi hai vista in camicia da notte che ci stavo pensando” e poi nell’orecchio mi sussurrò “mi sono già masturbata nella doccia, ma non mi è bastato, vediamo se tu riesci a calmarmi”, detto questo scese e sfilatomi i pantaloni e le mutande prese da prima a segarmi poi risalì si impalò e prese a cavalcarmi, cavoli si capiva che non scopava da un po, scopava con foga, prima tenendomi fermo per i polsi, poi si buttò all’indietro muovendosi circolarmente con il bacino e cigolando come una gatta in calore, ad un certo punto non c’è la facevo più, mi svuotai nel suo ventre mentre tenevo strette le mani sul suo bacino, lei strillo con voce tremante “SIII!!!!” “riempimi di sperma l’utero, ne ho tanto bisogno”, quando ci staccammo lei aveva il fiatone e un viso finalmente rilassato.
Quando si alzò ero ancora li come mi aveva lasciato e mentre si allontanava mi disse “tu non ti allontanare troppo, ho ancora bisogno di fare qualche altro giro” e “intanto che sono in bagno, vai pure a berti qualche cosa”.
Io ero li bello bello che bevevo la birra e guardando il mio cell che avevo ripreso nell’ingresso, cavoli c’erano almeno 20 chiamate perse di Marco un amico mio e anche di Laura, ora lui sapeva che mi trovavo li, infatti 2 secondi dopo suonò il campanello e dallo spioncino vidi che era lui, non sapevo che fare, per giunta mi senti afferrare per le palle, era Laura che mi sussurrò “chi è alla porta?” e poi “non avrai chiamato aiuto per svignartela bambino cattivo” e mi diede una lieve stretta, io le risposi “è Marco, deve aver chiamato mentre scopavamo e non ho sentito, ora deve essere passato perché gli avevo detto che finito qui gli davo una mano per montare la cuccia nuova del cane”, da fuori si sentiva Marco che urlava “Ragazzi anche se bisbigliate sento che siete dietro la porta” e proseguì a suonare il campanello, ad un certo punto Laura mi disse “Ora quando te lo dico tu gli apri che ho un’idea”, mollò le mie palle e si mise sul divano a gambe spalancate con 2 dita nella passera e con l’altra mano che stuzzicava i capezzoli, ora dovete sapere che il divano è proprio d’avanti alla porta, a quel punto lei mi disse con tono sornione “Ora puoi aprire”, quando aprì Marco rimase folgorato dalla visione.
Hehehe, non se lo aspettava, fossimo stato un cartone animato gli occhi sarebbero schizzati fuori e la lingua si sarebbe srotolata come un tappeto.
Laura nel frattempo aveva sfilato le dita dalla passera e se l’era portata alla bocca per poi leccarle avidamente, poi disse “umm...”, “Marco non immagini come sia buona la mia passera” ed in fine “hai intenzione di entrare o vuoi restare li?”, Marco si riprese e si fiondò subito verso Laura letteralmente strappandosi i vestiti, ma lei lo fermò mettendogli un piede sul petto e disse con tono deciso “cosa pensi di fare?” “giù in ginocchio e leccamela” e marco ubbidì, si mise subito al lavoro leccando e infilando da 1 a 3 dita, lei si dimenava come un’anguilla, io intanto avevo preso a segarmi lentamente mentre pensavo “Quand’è che da mammina repressa è passata a dominatrice?” smisi di pensare e mi avvicinai, lei aprì gli occhi e vedendomi avvicinare mi disse “Tito vieni qui che ti faccio un bel lavoretto”, inutile dire che fui contento di essere coinvolto, appena la cappella fu vicina alla sua faccia me lo afferrò e iniziò a leccarla come un gelato, poi passò alle palle ed infine se lo infilò in bocca e mi spompinava mentre la tenevo per i capelli raccolti a coda, come me la stavo godendo, tanto più che me lo stava ritirando duro, poi si interruppe per dire “Tito ti dispiace se cambiamo posizione?”, io scossi la testa, lei “Allora tu sdraiati sulla penisola” quando fui coricato lei mi saltò sopra rivolgendomi la schiena e si impalò di nuovo sul mi cazzo tornato duro, poi lei si rivolse a Marco “Vieni qui” lo fece mettere in modo che potesse fargli lo stesso trattamento che poco prima aveva fatto a me, devo ammettere che il suo ventre mi sembrava ancora più caldo di prima e che mi cavalcasse con ancora più lussuria.
Quando cambiammo posizione Laura fece mettere Marco sotto e a me concesse il culo, appena la infilammo io e Marco iniziamo a trivellarla con quanta più foga possibile, penso che anche lui volesse rivalsa per esser stato dominato da lei, dallo specchio dietro l’attaccapanni potevo vedere quanto Laura stesse godendo, aveva gli occhi stretti e la bocca spalancata, emetteva gemiti di ogni tipo “ah,ah,ah” “uhhh” “Siii!!!” “spaccatemi” e si sentivano i rumori del dentro e fuori , ad un certo punto pensavo le potesse venire un infarto dalle smorfie che faceva.
Eravamo talmente tutti e tre presi che neanche sentimmo la chiave aprire e spalancarsi la porta, ci accorgemmo quando sentimmo il tonfo della borsa e delle chiavi che cadevano a terra, era Erica sulla porta, con la bocca spalancata, gli occhi increduli e le lacrime che solcavano il viso.
CONTINUA NEL PROSSIMO RACCONTO ^_^
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D’aspetto appaio un po’ di sovrappeso, cioè non sono magro ma neanche una palla sproporzionata, sono alto 1.78 per 95 Kg non molto allenato.
Questa storia si svolge non molti giorni fa quando andai a casa di Laura una mia amica di 37 anni che aveva bisogno di un uomo per sistemare un po di cose in giro per casa dato che vive sola con la figlia Erica appena maggiorenne.
Ve le descrivo, Laura è altra 1,70 con fisico asciutto, pelle bronzea, capelli biondi lunghi appena sotto le spalle, occhi castani, il viso sempre tirato da troppe preoccupazioni, un bel culo e seno 2° misura.
Invece Erica è alta 1,60 con un fisico atletico, pelle bronzea, lunghi capelli neri che le arrivano a mezza schiena, occhi castani, culo tondo e tettine di 3° misura
Arrivai a casa loro di prima mattina, quando feci per suonare al citofono si aprì la porta del palazzo e uscì Erica (la figlia della mia amica), era di fretta perché stava andando via con il ragazzo al lago e non fece neanche cenno per salutare, io invece gli diedi una bella guardata.
Ve la descrivo, quel giorno indossava un top nero di rete e un costume rosso e sotto degli hot-pants di jeans che lasciavano mezze chiappe fuori.
Con l’ormone al galoppo per la vista mi sbrigai ad entrare, arrivato al piano suonai alla porta, Laura aprì quasi subito esclamando “Eri, cosa hai dimenticato?”, dato che stava stropicciandosi gli occhi non si accorse subito che ero io, ebbi il tempo di avere la seconda visione arrapante del giorno, penso si fosse appena alzata dato che indossava ancora una camicia da notte semi trasparente che lasciava intravedere che sotto non aveva niente altro che un perizoma nero, la mia attenzione fu subito attirata dal suo senno con i capezzoli scuri e turgidi, quando si accorse che non ero Erica si affrettò a coprirsi il seno con le mani e mentre correva in camera esclamò “Che vergogna, Tito sei un cretino”, nel frattempo mi aveva dato anche una bella visione del suo culetto con in tessuto che spariva nel mezzo.
Hehehehe
Mentre si calmava io iniziai a mettere nell’ingresso gli attrezzi che mi ero portato per i lavori, quando fece il ritorno si era cambiata, ora indossava una canottiera bianca (a me pareva che i capezzoli svettassero più di prima) e un paio di pantaloncini da ginnastica, mi disse ”seguimi, ti mostro cosa c’è da fare così poi posso mettermi a fare esercizio”, mi condusse per casa facendomi vedere i lavori che dovevo fare, quando arrivammo all’unica camera da letto dove aveva bisogno di sistemare il lampadario e la finestra notai che c’era solo un letto matrimoniale, quando domandai a Laura mi rispose “Io ed Erica dividiamo tutto, poi la stanza è piccola e questo ci stava”.
Io mi misi al lavoro, sistemai diverse cose e dopo un’ora circa ero al lavoro sul lampadario della camera, proprio il quel momento Laura si rifece viva, aveva finito di allenarsi, era tutta lucida di sudore, mi chiese “Tito ti manca molto?”, io le risposi “sono rimasti un po di lavori da fare, perché?”, lei “Beh, io vado a farmi una doccia, ci rivediamo dopo” e si infilò in bagno, io non ci misi molto a staccarmi da quello che stavo facendo per fiondarmi a guardarla prima dal buco della serratura vedendo che aveva la figa con sopra un triangolino di pelo nero e il resto è inutile descriverlo, l’ho già detto sopra.
Quando si infilò nella doccia mi rimisi al lavoro, tanto pensavo di non vedere niente di più del già visto, dopo circa 10 min senti dei come dei guaiti sommessi provenire dal bagno, io mi fiondai alla porta a guardare, ma questa volta aprendo uno spiraglio la porta, vidi Laura seduta nella doccia a gambe divaricate che si masturbava con il manico di una spazzola mentre con l’altra mano si massaggiava il seno, non potei fare a meno di iniziare a farmi una sega lentamente, mi godevo la visione, lei andava con un ritmo indiavolato e si mordeva il labbro per cercare di non farsi sentire, ad un certo punto esplose con un orgasmo al quale non riuscì a trattenere un “Oooih, Oooih!!!” durante gli ultimi spasmi.
Io mi sbrigai a richiudere la porta, rimettere tutto nei pantaloni e tornare a fare finta di sistemare la finestra, dopo circa 5 min lei uscì dal bagno con indosso solo un asciugamani attorno al torso, questo mi fece andare ancora più su di giri, sopra a tutto con lo spettacolino di poco prima.
Quando mi vide nella stanza esclamò “Sei ancora qui?, io devo vestirmi, sbrigati vai...”, si interruppe, stava li e mi guardava il pacco ancora gonfio, iniziò a mordersi di nuovo il labbro, intanto iniziai a scendere dalla scaletta ed avviarmi alla porta, quando Laura mi fermò esclamando “Tito aspetta un attimo”, quando mi girai vidi Laura lasciar cadere l’asciugamano e poi esclamò “Accidenti, sono anni che non scopo, sarei stupida a non approfittare quando ho qui te così bramoso di me”, io non esitai un secondo, quando fui vicino lei mi afferrò e mi catapultò sul letto, mi si mise a cavalcioni e mentre mi slacciava i pantaloni mi disse “ho talmente tanti arretrati che è da quando mi hai vista in camicia da notte che ci stavo pensando” e poi nell’orecchio mi sussurrò “mi sono già masturbata nella doccia, ma non mi è bastato, vediamo se tu riesci a calmarmi”, detto questo scese e sfilatomi i pantaloni e le mutande prese da prima a segarmi poi risalì si impalò e prese a cavalcarmi, cavoli si capiva che non scopava da un po, scopava con foga, prima tenendomi fermo per i polsi, poi si buttò all’indietro muovendosi circolarmente con il bacino e cigolando come una gatta in calore, ad un certo punto non c’è la facevo più, mi svuotai nel suo ventre mentre tenevo strette le mani sul suo bacino, lei strillo con voce tremante “SIII!!!!” “riempimi di sperma l’utero, ne ho tanto bisogno”, quando ci staccammo lei aveva il fiatone e un viso finalmente rilassato.
Quando si alzò ero ancora li come mi aveva lasciato e mentre si allontanava mi disse “tu non ti allontanare troppo, ho ancora bisogno di fare qualche altro giro” e “intanto che sono in bagno, vai pure a berti qualche cosa”.
Io ero li bello bello che bevevo la birra e guardando il mio cell che avevo ripreso nell’ingresso, cavoli c’erano almeno 20 chiamate perse di Marco un amico mio e anche di Laura, ora lui sapeva che mi trovavo li, infatti 2 secondi dopo suonò il campanello e dallo spioncino vidi che era lui, non sapevo che fare, per giunta mi senti afferrare per le palle, era Laura che mi sussurrò “chi è alla porta?” e poi “non avrai chiamato aiuto per svignartela bambino cattivo” e mi diede una lieve stretta, io le risposi “è Marco, deve aver chiamato mentre scopavamo e non ho sentito, ora deve essere passato perché gli avevo detto che finito qui gli davo una mano per montare la cuccia nuova del cane”, da fuori si sentiva Marco che urlava “Ragazzi anche se bisbigliate sento che siete dietro la porta” e proseguì a suonare il campanello, ad un certo punto Laura mi disse “Ora quando te lo dico tu gli apri che ho un’idea”, mollò le mie palle e si mise sul divano a gambe spalancate con 2 dita nella passera e con l’altra mano che stuzzicava i capezzoli, ora dovete sapere che il divano è proprio d’avanti alla porta, a quel punto lei mi disse con tono sornione “Ora puoi aprire”, quando aprì Marco rimase folgorato dalla visione.
Hehehe, non se lo aspettava, fossimo stato un cartone animato gli occhi sarebbero schizzati fuori e la lingua si sarebbe srotolata come un tappeto.
Laura nel frattempo aveva sfilato le dita dalla passera e se l’era portata alla bocca per poi leccarle avidamente, poi disse “umm...”, “Marco non immagini come sia buona la mia passera” ed in fine “hai intenzione di entrare o vuoi restare li?”, Marco si riprese e si fiondò subito verso Laura letteralmente strappandosi i vestiti, ma lei lo fermò mettendogli un piede sul petto e disse con tono deciso “cosa pensi di fare?” “giù in ginocchio e leccamela” e marco ubbidì, si mise subito al lavoro leccando e infilando da 1 a 3 dita, lei si dimenava come un’anguilla, io intanto avevo preso a segarmi lentamente mentre pensavo “Quand’è che da mammina repressa è passata a dominatrice?” smisi di pensare e mi avvicinai, lei aprì gli occhi e vedendomi avvicinare mi disse “Tito vieni qui che ti faccio un bel lavoretto”, inutile dire che fui contento di essere coinvolto, appena la cappella fu vicina alla sua faccia me lo afferrò e iniziò a leccarla come un gelato, poi passò alle palle ed infine se lo infilò in bocca e mi spompinava mentre la tenevo per i capelli raccolti a coda, come me la stavo godendo, tanto più che me lo stava ritirando duro, poi si interruppe per dire “Tito ti dispiace se cambiamo posizione?”, io scossi la testa, lei “Allora tu sdraiati sulla penisola” quando fui coricato lei mi saltò sopra rivolgendomi la schiena e si impalò di nuovo sul mi cazzo tornato duro, poi lei si rivolse a Marco “Vieni qui” lo fece mettere in modo che potesse fargli lo stesso trattamento che poco prima aveva fatto a me, devo ammettere che il suo ventre mi sembrava ancora più caldo di prima e che mi cavalcasse con ancora più lussuria.
Quando cambiammo posizione Laura fece mettere Marco sotto e a me concesse il culo, appena la infilammo io e Marco iniziamo a trivellarla con quanta più foga possibile, penso che anche lui volesse rivalsa per esser stato dominato da lei, dallo specchio dietro l’attaccapanni potevo vedere quanto Laura stesse godendo, aveva gli occhi stretti e la bocca spalancata, emetteva gemiti di ogni tipo “ah,ah,ah” “uhhh” “Siii!!!” “spaccatemi” e si sentivano i rumori del dentro e fuori , ad un certo punto pensavo le potesse venire un infarto dalle smorfie che faceva.
Eravamo talmente tutti e tre presi che neanche sentimmo la chiave aprire e spalancarsi la porta, ci accorgemmo quando sentimmo il tonfo della borsa e delle chiavi che cadevano a terra, era Erica sulla porta, con la bocca spalancata, gli occhi increduli e le lacrime che solcavano il viso.
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