Elisa p.1
Come in precedenza sono Lory, schiava di Master GL incaricata di scrivere qualcosa sulla sua storia con Elisa; anche in questo caso devo scrivere in prima persona come fossi al suo posto, dopo che ovviamente mi sono fatta raccontare gli eventi dal mio Master .
Ero in vacanza in una città di mare e ho preso l’abitudine di andare a mangiare in un ristorante di pesce; avevo notato una cameriera molto interessante, non particolarmente bella ma piacente di circa 40-50 anni molto gentile che mi servito in modo perfetto; fra l’altro aveva una specie di grembiule un po’ scollato davanti e la cosa mi aveva attirato.
La terza volta che sono andato sono stato ovviamente riconosciuto dal ristoratore il quale si è prodigato di attenzioni e io ho chiesto di essere sempre servito dalla cameriera che mi piaceva: lui ovviamente non ha fatto questioni ed anzi, capita l’antifona, le ha parlato dicendole di essere particolarmente gentile e disponibile con me; io peraltro le avevo dato buone mance e quindi la cosa aiutava.
Ogni volta che portava un piatto era l’occasione per farle un complimento o per dirle qualcosa e lei mi sembrava molto interessata a me, e molto contenta che avessi quelle attenzioni con lei. Nel frattempo ho parlato con il ristoratore e mi sono informato: ho visto che non aveva la fede e lui mi ha confermato che era divorziata e che a quanto sapeva era libera.
Così una domenica sera, sapendo che il lunedì il ristorante era chiuso, le ho chiesto espressamente e con tono deciso se era libera il giorno dopo per fare un giro insieme o andare al mare. Lei è stata colta di sorpresa e non ha saputo immediatamente trovare una scusa e io ho approfittato dell’esitazione per darle subito un biglietto con il mio numero di telefono: lei ha cincischiato che forse aveva un impegno io invece le ho detto che per me era sì e che mi aspettavo una chiamata poi per accordarci su luogo ed ora. C’era il rischio che non telefonasse, ma se telefonava significava che la cosa era andata in porto.
In effetti la sera stessa dopo un’ora mi ha chiamato un po’ timidamente e io le ho detto che avrei voluto che il giorno dopo per una volta avesse fatto la signora, visto che gli altri giorni serviva sempre. Lei ha riso un po’ ma ha accettato l’invito e ci siamo visti nella zona commerciale. Durante la giornata abbiamo girato dei negozi e io le ho offerto un dono, poi siamo andati a pranzo e l’atmosfera era già molto sciolta. Sapevo che sia chiamava Elisa, che viveva sola da anni e che non usciva mai e perciò il mio invito le aveva fatto particolarmente piacere. Era molto tirata e faceva una bella figura ma mi ero reso conto anche che era di carattere molto docile, allegro e accomodante, non diceva mai di no alle mie proposte e se era preprplessa appena insistevo eo facevo la voce più decisa cedeva sempre. Nel pomeriggio l’intimità è aumentata e la sera quando l’ho invitato un ristorante molto bello è rimasta molto colpita ma mi ha chiesto di poter andare a casa a cambiarsi. Io le ho preso la mano e scherzando le ho detto se era una scusa per dileguarsi. Lei mi ha risposto come sorpresa, come fosse la cosa più lontana dalla sua mente e io ne ho approfittato per darle un bacio, al quale lei ha risposto senza problemi. Rotto il ghiaccio le ho detto che poteva andare a patto che mettesse il vestito più sexy che aveva. Lei ha riso ancora ma si vedeva che era lusingata.
Effettivamente è venuta con bel vestito con uno spacco profondo e una scollatura generosa e questo mi ha fatto molto piacere. Al ristorante la cosa ha preso una piega molto più decisa e ormai parlavamo come fossimo amanti da tempo e io subito ho messo le cose in chiaro, e cioè che di carattere ero uno che decideva e mi aspettavo che la donna fosse accondiscendente. Lei ha annuito e al termine siamo andati nel mio albergo nella mia camera senza che lei dicesse nulla, come quindi si aspettasse che la sera finisse nel letto.
Dopo i primi convenevoli, ci siamo spogliati e siamo andati nel letto e quasi subito, dopo averla stimolata un po’ mi sono proteso per avere un pompino: volevo provare la sua disponibilità e la sua abilità; nel frattempo le ho accarezzato la figa, scoprendo che era bagnatissima. Il mio cazzo era durissimo e lei ha cominciato a leccare la cappella e poi a succhiarla. Ho provato a vedere fin dove arrivava a ma in gola non riusciva a prenderlo. Una mano nella figa e una su un capezzoloe e lei era già eccitatissima che mi pregava di continuare per che le piaceva da morire e aveva già voglia i un orgasmo. Io a questo punto mi sono formato e le ho detto che se di giorno era una signora di notte doveva servire. Sono sceso dal letto e in piedi ho detto di scendere anche a lei e di mettersi in ginocchio. Il tono della voce non ammetteva discussione e lei subito ha ubbidito, le ho detto di tenere le mani dietro la schiena e di cominciare a succhiare e lei ha eseguito. Io ero eccitatissimo: se ubbidiva così fin dalla prima volta significava a che era davvero sottomessa e mi sarei quindi potuto divertire molto…
le ho detto che se succhiava bene l’avrei fatta godere subito e lei si è impegnata parecchio, poi l’ho fatta stendere nuovamente sul letto e di nuovo le ho accarezzato la figa e una tetta. Era completamente bagnata, le dita colavano dei suoi umori, ha cominciato implorarmi che le stava piacendo da morire tutto… L’ho fatta venire sopra di me, lei sfregava il clitoride sul mio cazzo mentre io le stringevo i capezzoli e lei mugulava continuamente dal piacere finché non ha goduto con una specie di urlo.
Di nuovo le ho fatto leccare il cazzo dicendole che doveva sentire come era buono con il suo liquido del godimento, poi quando ha finito l’ho messa a pecora e ho cominciato a sbatterla con foga. Prima le tenevo i fianchi poi una tetta e poi alla fine le ho preso anche i capelli con una mano e li ho tirati facendole alzare la testa e le dicevo “Ti piace ubbidire? Ti piace l’uomo che ti ordina?” Lei rispondeva sempre sì “Sarai sempre così vero? Ubbidirai sempre a qualsiasi ordine vero? Nel letto ti comporterai sempre così vero?” Lei sempre sì ed io ero tanto eccitato che avrei voluto godere ma preferivo non dentro di lei, perciò l’ho fatta girare le ho detto di porgermi le tette e le ho spruzzate. Poi al termine con un dito ho preso lo sperma e gliel’ho avvicinato alla bocca. Ho visto un attimo di titubanza: “Apri quella bocca!” Lei immediatamente l’ha aperta ma con un’espressione quasi desolata come mi dicesse “Non farlo...” “la lingua fuori!” lei l’ha estratta e io ho pulito il dito “Adesso toccati” la mano destra è andata subito al clitoride. “masturbati per me!” Anche questa volta c’è stata titubanza e ho dovuto ripeterlo. Era inginocchio sul letto, le tette bagnate sporgevano verso di me, la mano alla figa e la bocca aperta: lo spettacolo era talmente eccitante che ho sentito il cazzo irrigidirmi di nuovo. Ho preso di nuovo un po’ sperma con il dito e l’ho pulito sulla sua lingua e questa volta la lingua si mossa per riceverlo meglio. “Adesso masturbati forte! Per me” Lo ha subito fatto senza problemi “Mi piace parlare volgarmente durante il sesso… perciò ti dico che mi piace quando fai la troia!” Lei continuava a masturbarsi e si vedeva che stava avvicinandosi il secondo orgasmo. “Stenditi e allarga le gambe, fammi vedere bene come ti masturbi per me, voglio vederla larga per me” Ormai Elisa ubbidiva solo come in trance, stesa con la destra si sgrillettava iol clitoride con la sinistra si tormentava un capezzolo e quando con mia mano le ho accarezzato l’altro capezzolo e le ho cominciato a dire che era la mia troia, lei ha goduto come una pazza. Al termine si è voltata e mi ha detto che erano anni che non godeva così… e che voleva che facessimo l’amore. Io le ho detto che l’avrei accontentata a patto che le sarei venuto in bocca; prima che lei dicesse nulla sono andato sopra di lei e sentivo che mi stringeva forte, voleva che fossi più possibile dentro di lei, e la cosa mi piaceva molto, tanto che dopo poco è arrivato il secondo orgasmo anche per me e ho estratto il cazzo dalla figa: lei subito, senza un attimo di esitazione, si è piegata in avanti per succhiarmelo e io le ho sborrato in bocca. Molto poi l’ha sputato ma qualcosa l’ha bevuto. Al termine le ho detto che lo accettavo perché era la prima volta, ma dalla seconda doveva ingoiare tutto: Elisa ha annuito prima di abbandonarsi sul mio petto distrutta ma felice.
Ero in vacanza in una città di mare e ho preso l’abitudine di andare a mangiare in un ristorante di pesce; avevo notato una cameriera molto interessante, non particolarmente bella ma piacente di circa 40-50 anni molto gentile che mi servito in modo perfetto; fra l’altro aveva una specie di grembiule un po’ scollato davanti e la cosa mi aveva attirato.
La terza volta che sono andato sono stato ovviamente riconosciuto dal ristoratore il quale si è prodigato di attenzioni e io ho chiesto di essere sempre servito dalla cameriera che mi piaceva: lui ovviamente non ha fatto questioni ed anzi, capita l’antifona, le ha parlato dicendole di essere particolarmente gentile e disponibile con me; io peraltro le avevo dato buone mance e quindi la cosa aiutava.
Ogni volta che portava un piatto era l’occasione per farle un complimento o per dirle qualcosa e lei mi sembrava molto interessata a me, e molto contenta che avessi quelle attenzioni con lei. Nel frattempo ho parlato con il ristoratore e mi sono informato: ho visto che non aveva la fede e lui mi ha confermato che era divorziata e che a quanto sapeva era libera.
Così una domenica sera, sapendo che il lunedì il ristorante era chiuso, le ho chiesto espressamente e con tono deciso se era libera il giorno dopo per fare un giro insieme o andare al mare. Lei è stata colta di sorpresa e non ha saputo immediatamente trovare una scusa e io ho approfittato dell’esitazione per darle subito un biglietto con il mio numero di telefono: lei ha cincischiato che forse aveva un impegno io invece le ho detto che per me era sì e che mi aspettavo una chiamata poi per accordarci su luogo ed ora. C’era il rischio che non telefonasse, ma se telefonava significava che la cosa era andata in porto.
In effetti la sera stessa dopo un’ora mi ha chiamato un po’ timidamente e io le ho detto che avrei voluto che il giorno dopo per una volta avesse fatto la signora, visto che gli altri giorni serviva sempre. Lei ha riso un po’ ma ha accettato l’invito e ci siamo visti nella zona commerciale. Durante la giornata abbiamo girato dei negozi e io le ho offerto un dono, poi siamo andati a pranzo e l’atmosfera era già molto sciolta. Sapevo che sia chiamava Elisa, che viveva sola da anni e che non usciva mai e perciò il mio invito le aveva fatto particolarmente piacere. Era molto tirata e faceva una bella figura ma mi ero reso conto anche che era di carattere molto docile, allegro e accomodante, non diceva mai di no alle mie proposte e se era preprplessa appena insistevo eo facevo la voce più decisa cedeva sempre. Nel pomeriggio l’intimità è aumentata e la sera quando l’ho invitato un ristorante molto bello è rimasta molto colpita ma mi ha chiesto di poter andare a casa a cambiarsi. Io le ho preso la mano e scherzando le ho detto se era una scusa per dileguarsi. Lei mi ha risposto come sorpresa, come fosse la cosa più lontana dalla sua mente e io ne ho approfittato per darle un bacio, al quale lei ha risposto senza problemi. Rotto il ghiaccio le ho detto che poteva andare a patto che mettesse il vestito più sexy che aveva. Lei ha riso ancora ma si vedeva che era lusingata.
Effettivamente è venuta con bel vestito con uno spacco profondo e una scollatura generosa e questo mi ha fatto molto piacere. Al ristorante la cosa ha preso una piega molto più decisa e ormai parlavamo come fossimo amanti da tempo e io subito ho messo le cose in chiaro, e cioè che di carattere ero uno che decideva e mi aspettavo che la donna fosse accondiscendente. Lei ha annuito e al termine siamo andati nel mio albergo nella mia camera senza che lei dicesse nulla, come quindi si aspettasse che la sera finisse nel letto.
Dopo i primi convenevoli, ci siamo spogliati e siamo andati nel letto e quasi subito, dopo averla stimolata un po’ mi sono proteso per avere un pompino: volevo provare la sua disponibilità e la sua abilità; nel frattempo le ho accarezzato la figa, scoprendo che era bagnatissima. Il mio cazzo era durissimo e lei ha cominciato a leccare la cappella e poi a succhiarla. Ho provato a vedere fin dove arrivava a ma in gola non riusciva a prenderlo. Una mano nella figa e una su un capezzoloe e lei era già eccitatissima che mi pregava di continuare per che le piaceva da morire e aveva già voglia i un orgasmo. Io a questo punto mi sono formato e le ho detto che se di giorno era una signora di notte doveva servire. Sono sceso dal letto e in piedi ho detto di scendere anche a lei e di mettersi in ginocchio. Il tono della voce non ammetteva discussione e lei subito ha ubbidito, le ho detto di tenere le mani dietro la schiena e di cominciare a succhiare e lei ha eseguito. Io ero eccitatissimo: se ubbidiva così fin dalla prima volta significava a che era davvero sottomessa e mi sarei quindi potuto divertire molto…
le ho detto che se succhiava bene l’avrei fatta godere subito e lei si è impegnata parecchio, poi l’ho fatta stendere nuovamente sul letto e di nuovo le ho accarezzato la figa e una tetta. Era completamente bagnata, le dita colavano dei suoi umori, ha cominciato implorarmi che le stava piacendo da morire tutto… L’ho fatta venire sopra di me, lei sfregava il clitoride sul mio cazzo mentre io le stringevo i capezzoli e lei mugulava continuamente dal piacere finché non ha goduto con una specie di urlo.
Di nuovo le ho fatto leccare il cazzo dicendole che doveva sentire come era buono con il suo liquido del godimento, poi quando ha finito l’ho messa a pecora e ho cominciato a sbatterla con foga. Prima le tenevo i fianchi poi una tetta e poi alla fine le ho preso anche i capelli con una mano e li ho tirati facendole alzare la testa e le dicevo “Ti piace ubbidire? Ti piace l’uomo che ti ordina?” Lei rispondeva sempre sì “Sarai sempre così vero? Ubbidirai sempre a qualsiasi ordine vero? Nel letto ti comporterai sempre così vero?” Lei sempre sì ed io ero tanto eccitato che avrei voluto godere ma preferivo non dentro di lei, perciò l’ho fatta girare le ho detto di porgermi le tette e le ho spruzzate. Poi al termine con un dito ho preso lo sperma e gliel’ho avvicinato alla bocca. Ho visto un attimo di titubanza: “Apri quella bocca!” Lei immediatamente l’ha aperta ma con un’espressione quasi desolata come mi dicesse “Non farlo...” “la lingua fuori!” lei l’ha estratta e io ho pulito il dito “Adesso toccati” la mano destra è andata subito al clitoride. “masturbati per me!” Anche questa volta c’è stata titubanza e ho dovuto ripeterlo. Era inginocchio sul letto, le tette bagnate sporgevano verso di me, la mano alla figa e la bocca aperta: lo spettacolo era talmente eccitante che ho sentito il cazzo irrigidirmi di nuovo. Ho preso di nuovo un po’ sperma con il dito e l’ho pulito sulla sua lingua e questa volta la lingua si mossa per riceverlo meglio. “Adesso masturbati forte! Per me” Lo ha subito fatto senza problemi “Mi piace parlare volgarmente durante il sesso… perciò ti dico che mi piace quando fai la troia!” Lei continuava a masturbarsi e si vedeva che stava avvicinandosi il secondo orgasmo. “Stenditi e allarga le gambe, fammi vedere bene come ti masturbi per me, voglio vederla larga per me” Ormai Elisa ubbidiva solo come in trance, stesa con la destra si sgrillettava iol clitoride con la sinistra si tormentava un capezzolo e quando con mia mano le ho accarezzato l’altro capezzolo e le ho cominciato a dire che era la mia troia, lei ha goduto come una pazza. Al termine si è voltata e mi ha detto che erano anni che non godeva così… e che voleva che facessimo l’amore. Io le ho detto che l’avrei accontentata a patto che le sarei venuto in bocca; prima che lei dicesse nulla sono andato sopra di lei e sentivo che mi stringeva forte, voleva che fossi più possibile dentro di lei, e la cosa mi piaceva molto, tanto che dopo poco è arrivato il secondo orgasmo anche per me e ho estratto il cazzo dalla figa: lei subito, senza un attimo di esitazione, si è piegata in avanti per succhiarmelo e io le ho sborrato in bocca. Molto poi l’ha sputato ma qualcosa l’ha bevuto. Al termine le ho detto che lo accettavo perché era la prima volta, ma dalla seconda doveva ingoiare tutto: Elisa ha annuito prima di abbandonarsi sul mio petto distrutta ma felice.
7年前