Elisa p.2
Continua la seconda parte della mia storia con Elisa scritta dalla schiava Lory per mio conto
Mi era piaciuta e non mi dispiaceva continuare la storia con lei, anche se sapevo che non poteva essere niente di più che un episodio: presso sarei tornato alla mia città, lei sarebbe rimasta lì e le vite si sarebbero divise. Era difficile anche continuare lì fra l’altro, tenuto conto che, a parte il lunedì, lei la sera serviva fino a tardi nel ristorante e dopo una giornata di lavoro sarebbe stata comprensibilmente stanca.
Ma mi dispiaceva interrompere, mi piaceva la sua gaiezza, il suo spirito positivo, la sua allegria e non ultima la sua disponibilità ad assecondarmi; fisicamente non era male anche se tendeva ad essere robusta e non certamente bellissima in viso e poi ero convinto che sarebbe stata da coltivare anche riguardo al sesso, vista il suo comportamento la prima notte, in pratica il giorno stesso di essersi conosciuti.
Ci potevamo vedere il pomeriggio o la notte dopo il lavoro e quindi gli ho proposto che martedì sarei andata a prenderla dopo il lavoro: lei era entusiasta della prospettiva, sembrava quasi una bambina contenta. Appena ascoltata la proposta mi ha abbracciato dicendomi che non me ne sarei pentito. Ho capito che aveva temuto che l’avrei lasciata subito dopo aver fatto sesso con lei, come fosse stata un’avventura fugace.
Quando è uscita dal locale è arrivata in macchina con un sorriso infinito e subito mi ha detto: “Non perdiamo tempo, voglio fare l’amore con te, portami subito da te!” Nel viaggio mi ha messo la mano sul cazzo e lo ha massaggiato e io le ho detto di dirmi cosa aveva voglia di fare in termini volgari e l’avrei fatto solo se la giudicavo abbastanza volgare. Aveva una gonna che ha tirato parecchio in su, ha allargato le gambe, con l’altra mano si è accarezzata la figa e ha cominciato a dire che voleva scoparmi, che voleva il mio cazzo, che voleva prendermelo in bocca e voleva godere come una troia. Le ho chiesto se avrebbe bevuto il mio sperma come le avevo detto il giorno prima. Mi ha guardato e mi ha detto: “Ti prometto che non ne lascerò nemmeno una goccia!” “Di cosa?” “Del tuo sperma” “Di cosa?” “Della tua sborra...” Ho allungato la mano alla sua figa, mi sono fatto strada nelle sue mutandine e ho sentito che era completamente bagnata: in quel momento non vedevo l’ora di essere nel letto, ero eccitatissimo.
Appena siamo arrivati, ricordandosi del giorno prima, si è messa in ginocchio, mi ha calato pantaloni e mutande e si è messa a succhiare. Intanto le dicevo: “Quando siamo nel letto, voglio obbedienza assoluta, devi fare tutto quello che voglio ed eseguire ogni ordine che ti do, non voglio discussioni ma solo prontezza a indovinare ciò che mi piacerebbe fare. E’ una condizione necessaria per me, se non te la senti smetti di succhiarmi il cazzo!” Elisa lo succhiava con foga sempre maggiore e questo mi ha fatto tanto piacere che ho detto che volevo un 69, cosicchè le avrei leccato la figa. Appena ho cominciato ho sentito un lago di umori e lei quasi per giustificarmi mi ha detto: “Sai da quanti anni non mi succedeva più che un uomo mi leccasse la figa?” Io ho continuato mentre sentivo che la sua bocca si affondava sul mio cazzo, mi dava gusto sentire quanti umori uscivano da quel buco.
Poi con un dito ho cominciato ad esplorare il suo culo. Era molto stretto e in più una piccola corona lo contornava e quindi ho immaginato che non sarebbe stato facile prenderglielo. Ho sentito che quando ho tentato di penetrarlo con il dito si lamentava: forse non voleva deludermi dicendomelo apertamente, ma sicuramente non lo gradiva per niente.
Non ho insistito, riservandomi di affrontare l’argomento nei giorni successivi, intanto volevo vedere se effettivamente avrebbe bevuto tutto il mio sperma come le avevo imposto. Mi sono sfilato lasciandola a pecora e ho cominciato a scoparla da dietro. Anche a lei piaceva molto così, anche se avevo capito che preferiva guardarmi in faccia. A me però piaceva sbatterla in quel modo afferrandole di tanto in tanto una tetta e stringendola o prendendole i lunghi capelli mori tirandoli poi per farle alzare la testa. A lei piaceva anche così, sentivo che era molto che non scopava e quindi tutto andava bene.
Le ho detto di masturbarsi con una mano e subito l’ha fatto, godendo quasi subito; le contrazioni che ha avuto nell’orgasmo mi hanno stimolato ancora di più tanto che anche io ho sentito l’impulso di venire, l’ho fatta girare e venire con la faccia sotto e ho scaricato il mio sperma nella bocca che ha tenuto ben aperta, poi gli ho infilato il cazzo e lei lo ha serrato con le labbra. Vedevo che deglutiva ripetutamente: non era facile per lei, non era abituata ma si vedeva che ci metteva tutta la volontà. Alla fine sorridendo mi ha chiesto: “Hai visto che ho bevuto tuta la tua sborra? Sono stata brava?” “Sì una brava troia, però adesso continua a succhiarmelo perché lo voglio perfettamente pulito!”.
La prossima tappa ineludibile era di riprenderla nuda: le ho detto in modo deciso della mia intenzione e che non ammettevo discussioni perché era un’altra condizione necessaria del nostro rapporto. Naturalmente poteva rifiutarsi ma in tal caso sarebbe stata l’ultima che ci saremmo visti.
Elisa era un po’ titubante: non ha detto di no ma capivo che avrebbe voluto negarmelo; aveva promesso che non avrebbe detto di no ai miei desideri ma la cosa la turbava. Io ho continuato ad insistere dicendole che volevo rivedermela anche quando lei non c’era e la volevo nuda perché era segno della sua disponibilità. Ho battuto il tasto del fatto che le avevo detto che ogni mio desiderio era un ordine a cui lei doveva ubbidire; ho preso il cellulare e ho cominciato a inquadrarla, dicendole di cominciare mettersi in una certa posa, poi di spogliarsi ecc. Elisa all’inizio riluttante ha comunque ubbidito e si vedeva che era molto legata, ma io mi arrabbiavo quando vedevo un po’ di resistenza e alla fine lei ha ceduto completamente e ha fatto tutto quello che le dicevo di fare sempre con maggiore rilassatezza.
Dopo le prime volte le è sembrato così naturale che quando cominciavo a riprenderla lei si metteva in posa da sola: ad un certo punto non c’è nemmeno stata più la finzione di fare riprese normali inizialmente: volevo atti sessuali e lei si è prestata in modo naturale.
Le piace molto masturbarsi e perciò dopo un po’ farsi riprendere così le è sembrato normale. Mi è piaciuta la sua remissività e allora ho osato ancora di più e le ho chiesto di riprendersi quando eravamo in macchina e all’esterno e lei si è sempre mostrata disponibile.
Il vero problema è stato nei rapporti anali: mi ha confessato che non li aveva mai provati e quindi ne era un po’ spaventata ma ugualmente non si è tirata indietro per farmi piacere. Tuttavia per esperienza sapevo che un culo a quella età è più difficile romperlo per la prima volta perché molto probabilmente alcune patologie rendono il tutto molto più difficoltoso e doloroso.
Ho pensato perciò di limitarmi all’inizio con un’abbondante lubrificazione e l’uso di piccoli dildi per abituarla all’idea ma vedevo che faceva molta fatica ugualmente: non si sottraeva, spesso provava e riprovava anche con un dito o due dita, ma infilarci il cazzo era davvero duro, perciò ho quasi rinunciato.
Ugualmente non sopporta il dolore anche leggero nelle parti più sensibili: quasi subito mi ha detto che su questo proprio non avrebbe potuto accontentarmi perché il male la paralizzava e le impediva ogni forma di piacere.
Quello che invece ha permesso è stato giocare con la pioggia dorata: una delle prime volte le ho chiesto di vedere quando faceva la pipì e lei ha acconsentito; successivamente ha concesso anche di farla davanti a me in altri luoghi: anche questo è diventata con il tempo una cosa naturale per lei e a volte quando siamo vicino ad un bosco o ad un posto solitario mi fermo e le dico di scendere e di farla lì dove le indico e lei esegue senza nessun problema.
Con il tempo poi le ho detto di passarsi dopo una mano sulla figa e di leccarsela e lei ha sempre ubbidito e non si è tirata indietro nemmeno a farsi riprendere mentre lo fa; ha pisciato a casa sul pavimento sempre sorridendo con lo scopo di farmi vedere che essere troia non la imbarazza e anzi si eccita: infatti quasi sempre dopo si masturba.
Non sempre si rasa e mi fa un po’ arrabbiare questo ma la figa larga e aperta per me è sempre uno spettacolo e l’ho ripresa diverse volte proprio per il gusto di rivedermela.
Riguardo alla sua vita, tutte le volte che scopiamo al termine parliamo molto e mi ha raccontato molto di sè: in pratica dopo parecchi anni di matrimonio era subentrata in lei come una certa stanchezza del marito, mentre il marito invece, anche per avere maggiori stimoli, le chiedeva sempre prestazioni più varie e estreme, a cui lei rispondeva sempre negativamente. Alla fine lui si era stancato, ha trovato un’altra e un bel giorno le ha detto che voleva divorziare. Lei era rimasta sorpresa lì per lì ma poi riflettendoci successivamente aveva capito che aveva sbagliato molto con lui e aveva trascurato il sesso.
Ma ormai era tardi e lei era rimasta single. Era un po’ ingrassata anche, ci teneva poco a se stessa e dove abita non è poi così grande; soldi per andare via non ne aveva e il lavoro era lì, per cui nessuno più l’ha filata.
All’inizio non le pesava essere sola, ma poi ha cominciato ad avere un po’ di nostalgia del sesso e ad un certo punto ha cominciato masturbarsi. Rotto il ghiaccio aveva preso a farlo sempre più spesso, trovando in questo modo un sollievo alle pulsioni sessuali, ma sempre con l’amarezza di non aver trovato un uomo.
Il tempo passava, sembrava uguale ed invece si sentiva sempre più vecchia e disillusa, disperava ormai e un bel giorno, quasi rassegnata, una volta che era andata in una grande città, con coraggio è andata in un sexyshop e si è comprata un vibratore che presto è diventato un suo compagno fedele la sera.
Capiva che le mancava qualcosa che non poteva bastare ma non sapeva come fare. Poi sono arrivato io: il primo dopo tanti anni che le ha fatto un po’ di corte, che l’ha desiderata, che ha voluto far l’amore con lei: non le interessava sapere che non si sarebbe risposata, voleva sentire ancora un uomo di fianco a lei, anche se per pochi giorni.
Io nel frattempo ho pensato ad una soluzione pratica per entrambi: ognuno sarebbe vissuto nella propria città, avrebbe fatto la proprio vita, avuto le proprie relazioni e le proprie storie. Ma se si presentava l’occasione io sarei venuto da lei e avremmo fatto l’amore come sempre; so che avrei sempre trovato Elisa disponibile per me, ovviamente se non ha trovato un altro e lei sa che io ogni tanto sarei venuto e avrebbe potuto sentire la voce e il corpo di un uomo che la apprezza.
Così soprattutto d’estate quando ho un po’ di tempo un fine settimana o anche un paio di giorni, vado da lei e mi trovo anche bene per il suo carattere gioioso, allegro e spensierato, ma anche perché disponibile e ubbidiente ai miei desideri.
Mi era piaciuta e non mi dispiaceva continuare la storia con lei, anche se sapevo che non poteva essere niente di più che un episodio: presso sarei tornato alla mia città, lei sarebbe rimasta lì e le vite si sarebbero divise. Era difficile anche continuare lì fra l’altro, tenuto conto che, a parte il lunedì, lei la sera serviva fino a tardi nel ristorante e dopo una giornata di lavoro sarebbe stata comprensibilmente stanca.
Ma mi dispiaceva interrompere, mi piaceva la sua gaiezza, il suo spirito positivo, la sua allegria e non ultima la sua disponibilità ad assecondarmi; fisicamente non era male anche se tendeva ad essere robusta e non certamente bellissima in viso e poi ero convinto che sarebbe stata da coltivare anche riguardo al sesso, vista il suo comportamento la prima notte, in pratica il giorno stesso di essersi conosciuti.
Ci potevamo vedere il pomeriggio o la notte dopo il lavoro e quindi gli ho proposto che martedì sarei andata a prenderla dopo il lavoro: lei era entusiasta della prospettiva, sembrava quasi una bambina contenta. Appena ascoltata la proposta mi ha abbracciato dicendomi che non me ne sarei pentito. Ho capito che aveva temuto che l’avrei lasciata subito dopo aver fatto sesso con lei, come fosse stata un’avventura fugace.
Quando è uscita dal locale è arrivata in macchina con un sorriso infinito e subito mi ha detto: “Non perdiamo tempo, voglio fare l’amore con te, portami subito da te!” Nel viaggio mi ha messo la mano sul cazzo e lo ha massaggiato e io le ho detto di dirmi cosa aveva voglia di fare in termini volgari e l’avrei fatto solo se la giudicavo abbastanza volgare. Aveva una gonna che ha tirato parecchio in su, ha allargato le gambe, con l’altra mano si è accarezzata la figa e ha cominciato a dire che voleva scoparmi, che voleva il mio cazzo, che voleva prendermelo in bocca e voleva godere come una troia. Le ho chiesto se avrebbe bevuto il mio sperma come le avevo detto il giorno prima. Mi ha guardato e mi ha detto: “Ti prometto che non ne lascerò nemmeno una goccia!” “Di cosa?” “Del tuo sperma” “Di cosa?” “Della tua sborra...” Ho allungato la mano alla sua figa, mi sono fatto strada nelle sue mutandine e ho sentito che era completamente bagnata: in quel momento non vedevo l’ora di essere nel letto, ero eccitatissimo.
Appena siamo arrivati, ricordandosi del giorno prima, si è messa in ginocchio, mi ha calato pantaloni e mutande e si è messa a succhiare. Intanto le dicevo: “Quando siamo nel letto, voglio obbedienza assoluta, devi fare tutto quello che voglio ed eseguire ogni ordine che ti do, non voglio discussioni ma solo prontezza a indovinare ciò che mi piacerebbe fare. E’ una condizione necessaria per me, se non te la senti smetti di succhiarmi il cazzo!” Elisa lo succhiava con foga sempre maggiore e questo mi ha fatto tanto piacere che ho detto che volevo un 69, cosicchè le avrei leccato la figa. Appena ho cominciato ho sentito un lago di umori e lei quasi per giustificarmi mi ha detto: “Sai da quanti anni non mi succedeva più che un uomo mi leccasse la figa?” Io ho continuato mentre sentivo che la sua bocca si affondava sul mio cazzo, mi dava gusto sentire quanti umori uscivano da quel buco.
Poi con un dito ho cominciato ad esplorare il suo culo. Era molto stretto e in più una piccola corona lo contornava e quindi ho immaginato che non sarebbe stato facile prenderglielo. Ho sentito che quando ho tentato di penetrarlo con il dito si lamentava: forse non voleva deludermi dicendomelo apertamente, ma sicuramente non lo gradiva per niente.
Non ho insistito, riservandomi di affrontare l’argomento nei giorni successivi, intanto volevo vedere se effettivamente avrebbe bevuto tutto il mio sperma come le avevo imposto. Mi sono sfilato lasciandola a pecora e ho cominciato a scoparla da dietro. Anche a lei piaceva molto così, anche se avevo capito che preferiva guardarmi in faccia. A me però piaceva sbatterla in quel modo afferrandole di tanto in tanto una tetta e stringendola o prendendole i lunghi capelli mori tirandoli poi per farle alzare la testa. A lei piaceva anche così, sentivo che era molto che non scopava e quindi tutto andava bene.
Le ho detto di masturbarsi con una mano e subito l’ha fatto, godendo quasi subito; le contrazioni che ha avuto nell’orgasmo mi hanno stimolato ancora di più tanto che anche io ho sentito l’impulso di venire, l’ho fatta girare e venire con la faccia sotto e ho scaricato il mio sperma nella bocca che ha tenuto ben aperta, poi gli ho infilato il cazzo e lei lo ha serrato con le labbra. Vedevo che deglutiva ripetutamente: non era facile per lei, non era abituata ma si vedeva che ci metteva tutta la volontà. Alla fine sorridendo mi ha chiesto: “Hai visto che ho bevuto tuta la tua sborra? Sono stata brava?” “Sì una brava troia, però adesso continua a succhiarmelo perché lo voglio perfettamente pulito!”.
La prossima tappa ineludibile era di riprenderla nuda: le ho detto in modo deciso della mia intenzione e che non ammettevo discussioni perché era un’altra condizione necessaria del nostro rapporto. Naturalmente poteva rifiutarsi ma in tal caso sarebbe stata l’ultima che ci saremmo visti.
Elisa era un po’ titubante: non ha detto di no ma capivo che avrebbe voluto negarmelo; aveva promesso che non avrebbe detto di no ai miei desideri ma la cosa la turbava. Io ho continuato ad insistere dicendole che volevo rivedermela anche quando lei non c’era e la volevo nuda perché era segno della sua disponibilità. Ho battuto il tasto del fatto che le avevo detto che ogni mio desiderio era un ordine a cui lei doveva ubbidire; ho preso il cellulare e ho cominciato a inquadrarla, dicendole di cominciare mettersi in una certa posa, poi di spogliarsi ecc. Elisa all’inizio riluttante ha comunque ubbidito e si vedeva che era molto legata, ma io mi arrabbiavo quando vedevo un po’ di resistenza e alla fine lei ha ceduto completamente e ha fatto tutto quello che le dicevo di fare sempre con maggiore rilassatezza.
Dopo le prime volte le è sembrato così naturale che quando cominciavo a riprenderla lei si metteva in posa da sola: ad un certo punto non c’è nemmeno stata più la finzione di fare riprese normali inizialmente: volevo atti sessuali e lei si è prestata in modo naturale.
Le piace molto masturbarsi e perciò dopo un po’ farsi riprendere così le è sembrato normale. Mi è piaciuta la sua remissività e allora ho osato ancora di più e le ho chiesto di riprendersi quando eravamo in macchina e all’esterno e lei si è sempre mostrata disponibile.
Il vero problema è stato nei rapporti anali: mi ha confessato che non li aveva mai provati e quindi ne era un po’ spaventata ma ugualmente non si è tirata indietro per farmi piacere. Tuttavia per esperienza sapevo che un culo a quella età è più difficile romperlo per la prima volta perché molto probabilmente alcune patologie rendono il tutto molto più difficoltoso e doloroso.
Ho pensato perciò di limitarmi all’inizio con un’abbondante lubrificazione e l’uso di piccoli dildi per abituarla all’idea ma vedevo che faceva molta fatica ugualmente: non si sottraeva, spesso provava e riprovava anche con un dito o due dita, ma infilarci il cazzo era davvero duro, perciò ho quasi rinunciato.
Ugualmente non sopporta il dolore anche leggero nelle parti più sensibili: quasi subito mi ha detto che su questo proprio non avrebbe potuto accontentarmi perché il male la paralizzava e le impediva ogni forma di piacere.
Quello che invece ha permesso è stato giocare con la pioggia dorata: una delle prime volte le ho chiesto di vedere quando faceva la pipì e lei ha acconsentito; successivamente ha concesso anche di farla davanti a me in altri luoghi: anche questo è diventata con il tempo una cosa naturale per lei e a volte quando siamo vicino ad un bosco o ad un posto solitario mi fermo e le dico di scendere e di farla lì dove le indico e lei esegue senza nessun problema.
Con il tempo poi le ho detto di passarsi dopo una mano sulla figa e di leccarsela e lei ha sempre ubbidito e non si è tirata indietro nemmeno a farsi riprendere mentre lo fa; ha pisciato a casa sul pavimento sempre sorridendo con lo scopo di farmi vedere che essere troia non la imbarazza e anzi si eccita: infatti quasi sempre dopo si masturba.
Non sempre si rasa e mi fa un po’ arrabbiare questo ma la figa larga e aperta per me è sempre uno spettacolo e l’ho ripresa diverse volte proprio per il gusto di rivedermela.
Riguardo alla sua vita, tutte le volte che scopiamo al termine parliamo molto e mi ha raccontato molto di sè: in pratica dopo parecchi anni di matrimonio era subentrata in lei come una certa stanchezza del marito, mentre il marito invece, anche per avere maggiori stimoli, le chiedeva sempre prestazioni più varie e estreme, a cui lei rispondeva sempre negativamente. Alla fine lui si era stancato, ha trovato un’altra e un bel giorno le ha detto che voleva divorziare. Lei era rimasta sorpresa lì per lì ma poi riflettendoci successivamente aveva capito che aveva sbagliato molto con lui e aveva trascurato il sesso.
Ma ormai era tardi e lei era rimasta single. Era un po’ ingrassata anche, ci teneva poco a se stessa e dove abita non è poi così grande; soldi per andare via non ne aveva e il lavoro era lì, per cui nessuno più l’ha filata.
All’inizio non le pesava essere sola, ma poi ha cominciato ad avere un po’ di nostalgia del sesso e ad un certo punto ha cominciato masturbarsi. Rotto il ghiaccio aveva preso a farlo sempre più spesso, trovando in questo modo un sollievo alle pulsioni sessuali, ma sempre con l’amarezza di non aver trovato un uomo.
Il tempo passava, sembrava uguale ed invece si sentiva sempre più vecchia e disillusa, disperava ormai e un bel giorno, quasi rassegnata, una volta che era andata in una grande città, con coraggio è andata in un sexyshop e si è comprata un vibratore che presto è diventato un suo compagno fedele la sera.
Capiva che le mancava qualcosa che non poteva bastare ma non sapeva come fare. Poi sono arrivato io: il primo dopo tanti anni che le ha fatto un po’ di corte, che l’ha desiderata, che ha voluto far l’amore con lei: non le interessava sapere che non si sarebbe risposata, voleva sentire ancora un uomo di fianco a lei, anche se per pochi giorni.
Io nel frattempo ho pensato ad una soluzione pratica per entrambi: ognuno sarebbe vissuto nella propria città, avrebbe fatto la proprio vita, avuto le proprie relazioni e le proprie storie. Ma se si presentava l’occasione io sarei venuto da lei e avremmo fatto l’amore come sempre; so che avrei sempre trovato Elisa disponibile per me, ovviamente se non ha trovato un altro e lei sa che io ogni tanto sarei venuto e avrebbe potuto sentire la voce e il corpo di un uomo che la apprezza.
Così soprattutto d’estate quando ho un po’ di tempo un fine settimana o anche un paio di giorni, vado da lei e mi trovo anche bene per il suo carattere gioioso, allegro e spensierato, ma anche perché disponibile e ubbidiente ai miei desideri.
7年前