La mia prima esperienza di dominazione p.4

Nei giorni successivi il fatto che lei fosse senza intimo consentiva una serie di giochi che eccitavano molto entrambi: appena eravamo soli qualche minuto o le facevo slacciare il bottone della camicia per farmi mostrare il seno oppure le alzavo la gonna per sentirle la figa, ed era sempre immancabilmente bagnata; me lo diceva anche apertamente che le piaceva questo giochetto e la faceva sentire troia, e sapere che a me piaceva che lei fosse troia, la eccitava da morire.
Perciò quando finalmente sapevamo che avevamo un’ora libera perché i miei non c’erano, eravamo tutti e due piuttosto infoiati: appena mi ha visto dirigersi verso di lei, ha cominciato a spogliarsi e a mettersi in ginocchio, poi a sbottonarmi i pantaloni e a succhiarmi il cazzo, senza che mai avessi dovuto dire nulla: era visibilmente contenta di fare tutto ciò e le parole volgari con cui accompagnava tutto mi eccitavano molto e capivo che lei lo sapeva e voleva farlo proprio per questo. Mi sembrava che l’educazione stesse dando buoni frutti.
Volevo scoparla ancora da dietro, mi piaceva. Mi piaceva perché mi sembrava di dominarla di più, mi sembrava che la posizione fosse più da troia e che lei anche così si sentisse più sottomessa; e mi piaceva poi perché avevo il suo culo davanti ai miei occhi, con quel buchino che mi attirava molto e con il quale volevo in qualche modo giocarci.
Michela era molto obbediente e diligente, bastava dire le cose una volta e subito lo rifaceva senza nemmeno chiederglielo: così quando sentivo che il cazzo mi stava per scoppiare dentro la sua bocca e le ho detto di fermarsi, senza che nessun cenno da parte mia si è messa nella stessa posizione dell’altra volta e con le mani ha divaricato le labbra della figa, facendo nuovamente risaltare quel rosa in mezzo alla peluria della figa che mi piaceva molto. Ho messo il preservativo anche se mi ha informato che su richiesta di Giovanni prendeva la pillola, mi sentivo più sicuro.
Subito le ho infilato il cazzo tenendola per i fianchi, ma poco le ho tolte e le ho detto di muoversi lei e subiti ha cominciato a fare avanti e indietro mentre io ammiravo il suo culo, poi le ho messo le mani e con i pollici ho allargato un po’ il buco del culo. Lei mi stava lasciando fare e allora le ho detto con le mani di allargarsi le chiappe in modo da esporre di più il buco e io le ho preso di nuovo i fianchi e ho ricominciato a pomparla mentre vedevo il buco del culo allargato. Lei ha come intuito e ha cominciato a parlare volgarmente dicendomi che voleva essere scopata, che le piaceva essere sbattuta che le piaceva sentire il mio cazzo. Ero convinto che le piacesse ma poi ho voluto sincerarmene dicendole di accarezzarsi la figa e mostrarmi le dita che effettivamente erano bagnate; le ho detto di accarezzarsi il clitoride e mentre lei ansimava ho provato a inserire il pollice nel suo buchetto; ha fatto una smorfia, capivo che avrebbe voluto dirmi di no ma non aveva il coraggio e io nel frattempo le dicevo con decisione di masturbarsi fino a godere e lei sentivo che muoveva freneticamente la mano. Sono però venuto prima io, ho sborrato dentro di lei nel preservativo, ma ho continuato a sbatterla e anche lei ha poco dopo avuto il suo orgasmo mentre dopo aver ansimato parecchio continuava a dire “che bello! Che bello!”. Ho estratto il cazzo ormai ammosciato ma guardandolo mi è venuta un’idea porca: “Voglio che me lo pulisci bene!” Michela si è girata e con le mani ha cominciato ad armeggiare togliendo il preservativo e ha cominciato a succhiarmi il cazzo pulendolo dalla po di sborra che c’era. Quando pensava di aver finito mi ha sorriso ma io con un dito le ho indicato il preservativo. Ho pensato dentro di me che rischiavo, se non cedeva anche la mia autorità ne avrebbe sofferto, ma se accettava voleva proprio dire che potevo chiederle ancora di più. Lei mi ha guardato perplessa, io ho con tono deciso, che sapevo la intimoriva, le ho detto: “Non è la stessa cosa che hai succhiato adesso e che hai succhiato l’altra volta?” vedevo che stava per rispondere “Ti ho fatto anche godere prima! Ti fa schifo la mia sborra adesso?” Capivo che non l’aveva mai fatto nemmeno con Giovanni e questo mi dava forza e soddisfazione “ Dai forza bevila tutta, non vorrai buttarla via! E poi prima sul mio cazzo ce n’era rimasta poca!” Di fronte al mio tono diventato durissimo, Michela ha ceduta e ha presso il preservativo, l’ha girato, ha aperto la bocca e ha fatto uscire il contenuto sulla lingua e poi dentro in gola finché ha deglutito. Le ho sorriso le ho detto “brava!” Lei ha sorriso, era come se avesse sconfitto qualcosa, come se alla fine era stato meglio di quanto immaginava. Sapevo che adesso avrebbe voluto che l’abbracciassi ma io ero ero deciso a essere stronzo con lei, per cui mi sono girato e le ho detto come l’altra volta “Continua a stirare adesso” e lei infatti, come se lo fosse aspettato si stava già dirigendo verso l’assa da stiro nuda. “Resta così ancora per 10 minuti prima di vestirti, tanto ancora mia mamma non torna” Lei mi ha sorriso e mi ha detto “Sì come vuoi”.
Io la guardavo così ubbidiente in tutto e mi eccitavo nuovamente, rammaricandomi di non aver avuto la possibilità di registrare in qualche modo la scena in cui si beveva la mia sborra dal preservativo, che mi sarei rivisto poi in un’altra occasione.
Il poter registrare qualcosa che facevo con lei cominciava a diventare un pensiero che mi prendeva molto, sia per avere un qualcosa di lei da rivedermi, sia soprattutto perché sarebbe stata un’altra prova della sua sottomissione, farsi riprendere mentre mi succhiava il cazzo o mentre si faceva scopare , tradendo fra l’altro il suo ragazzo. Perciò ho cominciato a pensare come fare e ho pensato alle videocamere, che all’epoca cominciavano a circolare; il costo però era proibitivo ancora per uno studente squattrinato come me e allora ho cominciato a chiedere ad amici se l’avevano.
Nel frattempo continuavo la storia con Cristina ma sentivo di essere sempre più esigente con lei e lei non era così sottomessa, per cui ogni tanto c’era tensione, anche se poi alla fine vedevo che con difficoltà e non del tutto ma Cristina cedeva alle mie pretese. Non era però semplice come con Michela e ciò mi innervosiva e ritornavo con i pensieri sempre a lei: la vita in casa proseguiva sempre più mirata a dominarla e lei faceva di tutto per assecondarmi: ora non c’era neanche più bisogno che glielo chiedessi: se eravamo soli, lei da sola si sbottonava la camicia o si alzava la maglietta per mostrarmi le tette e mi chiedeva di accarezzarla; quando ha capito che mi piaceva stringerle un po i capezzoli, subito me li offriva; quando con le mani le accarezzavo la figa mi chiedeva se era abbastanza bagnata. Ovviamente tutto ciò mi eccitava molto e quando si è presentata nuovamente l’occasione di stare un’oretta soli, subito avevo il cazzo durissimo per la voglia di scoparla.
Come al solito, da sola si è spogliata, si è inginocchiata, mi ha calato pantaloni e mutande e ha preso il cazzo in bocca e ha cominciato a succhiare. Appena ha avuto il cazzo in bocca ha tolto le mani e le ha messe dietro la schiena: era davvero brava a fare tutto con entusiasmo senza che le dicessi nulla. Le ho detto allora di stringere i capezzoli forte mentre io le ho preso la testa tra le mani e le ho scopato la bocca. Poi ho estratto il cazzo e mi sono fatto leccare le palle, cosa che lei ha fatto senza problemi. Un cenno ed era subito nella stessa posizione sul letto con il culo in aria e le mani che si allargavano le labbra della figa e ancora quel rosa che spuntava dal nero del pelo mi ha attirato come una calamita. Questa volta ho deciso di non usare il preservativo, anche perché ero deciso a venirle in bocca. Appena ho iniziato a scoparla a pecora subito il suo buco del culo mi ha attirato, e come la volta precedente gliel’ho fatto allargare con le mani mentre la sbattevo. Le ho detto allora che avrei voluto farle il culo. Lei però mi ha risposto che proprio questo non poteva, un po’ perché non l’aveva mai fatto e perciò aveva un po’ paura, un po’ perché se succedeva qualcosa non avrebbe saputo cosa dire a Giovanni e, e questo non se lo poteva permettere, non voleva interrompere la storia con lui anche se lo stava tradendo.
Capivo che lei giustamente considerava il sesso con me un diversivo piacevole, che io le piacevo molto e che sarebbe lo avrebbe anche lasciato se io le avessi dato qualche certezza, ma sapeva che io non avevo nessuna intenzione di dargliela: la scopavo ma niente di più, e allora non voleva finire quella storia che la univa a Giovanni.

Il premio è sempre in palio ma finora il candidato è unico...
発行者 Master_GL
7年前
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