107 Grande finale con Anna
Ci siamo fermate nuovamente. Lei era appagata e mi ha fatto capire ch era escluso che io godessi ancora: stava assaporando il sottile gusto della dominazione e il fatto che io accettassi la frustrazione del mancato piacere per sua decisione la faceva impazzire: “credo che sia stato proprio questo che mi ha fatto saltare il tabù del rapporto lesbico! Sono sempre stata agli ordini degli uomini e l'idea di dirigere io una donna mi affascinava e oggi ho scoperto quanto mi piace.” Anche a me era piaciuto ma avrei preferito godere un'altra volta!
Dopo un po' era ancora eccitata, adesso capivo perchè si sentiva insaziabile! Forse era il desiderio a lungo represso. Io avrei voluto leccargliela ed essere leccata, ma mi sentivo piuttosto passiva dopo che lei aveva preso le redini del rapporto, e anche questo del resto non mi dispiaceva. Ho approfittato invece per dirle una cosa che mi stava molto a cuore e cioè che temevo che nel momento in cui sarebbe pervenuta la lettera al capo sarei stata trasferita in magazzino e ci saremmo dovute lasciare. Sapevo ovviamente che questo fatto non le sarebbe piaciuto e infatti mi ha detto: “ci resta poco tempo proprio adesso che abbiamo rotto il ghiaccio! No stai tranquilla ci penso io, telefono fra un po' e vedrai che tu resterai con me! Sinceramente ora che non ci sono più problemi, penso che sarà bellissimo lavorare insieme e nella stessa stanza. Chissà quante occasioni avremo anche solo per scambiarci uno sguardo complice. Poi non dispero di convincerti a restare e di ritirare le dimissioni!”
In effetti l'idea che non c'erano più freni tra di noi mi affascinava, anche lei mi prendeva molto, però era anche vero che ero contenta che sarebbe finita ad un certo punto. La mia idea era di tornare ad una sessualità normale con mio marito che sentivo di amare profondamente e di cessare tutte queste "attività" a latere. Pensavo che nel giro di un mese un mese e mezzo, tutto sarebbe finito e finalmente sari tornata ad essere la moglie felice e fedele che desideravo essere, con solo il vizietto innocente di chattare in in un sito erotico!
Mi ha guardato e mi ha detto di sedermi sul letto e di appoggiarmi sulla schiena alla testiera del letto e di aprire più possibile le gambe. Ero fradicia e lei se n'è accorta. “Ti piace eh!? Vorresti godere? E se io ti dico di no ti piace ancora di più vero? Ma forse ancora di più ti piace se ti dico di toccarti... Allora toccati... Adesso basta... Stavi per godere vero? Bene io ti ho costretto a fermarti e tu mi hai ubbidito. E questo ti piace ma piace molto anche a me... E mi piace l'idea che tu sei al mio servizio, per farmi piacere, mentre il tuo piacere non conta... Sono un lago e vorrei che tu mi leccassi un po' ma ho paura che poi piaccia anche a te... Se mi prometti che non godrai, ti concedo di leccarmela, voglio sentire se sei brava...”
Sentivo che questo suo potere su di me la elettrizzava e ogni mio sì la faceva fremere. Mi sono stesa e lei si è seduta sopra il mio viso e poi si appoggiata su un braccio mentre l'altro mi accarezzava un seno. La mia lingua si è messa all'opera...era tanto che non succedeva ma sapevo cosa fare e non mi ero dimenticata di come si fa a far godere una donna. Le sensazioni e i ricordi si accavallavano, lottavano con il piacere che saliva ma che sapevo sarebbe stato frustrato..- lei era all'apice dell'ennesimo godimento e io mi sentivo colare in abbondanza ma non mi potevo toccare. Lei ripeteva “è stupendo, sei fantastica, non ho mai goduto tanto e poi l'idea che sei a mia disposizione e rinunci al piacere per me mi fa impazzire..”. Non c'è voluto molto che raggiungesse un orgasmo lungo e profondo.
Era esausta alla fine. “Soffri un po' perchè non ti faccio godere? Lo fai per me? Ti piace ubbidirmi?” Ad ogni domanda un sì e alla fine mi ha baciato ancora. Era tardissimo dovevo andare. Lei era su di giri, e mi prefigurava come sarebbe stato bello tornare a lavorare lunedì. Io ero contentissima per come si erano svolte le cose, avrei voluto godere di più o almeno un'ultima volta ma sapevo che andava bene anche così e il mio desiderio per lei sarebbe aumentato.
Lei mi aveva raccontato che il suo amico aveva "salvato" una volta il mio capo quando aveva una relazione con la segretaria personale, che ho scoperto poi essere la sua "schiava" precedente di cui mi aveva fatto veder alcuni video di estrema dominazione. L'azienda vietava di fatto ai dirigenti relazioni con diretti sottoposti e perciò quando la cosa si era venuta a sapere era stato ammonito, poi quando erano emersi particolari sul tipo di relazione e sulla totale sudditanza della segretaria, volevano licenziarlo. Il suo amico era intervenuto e aveva mediato con il compromesso occulto che lei sarebbe stata licenziata e lui si impegnava a non avere altre relazioni con dipendenti. Quale contropartita per il suo intervento, il capo avrebbe accettato per la mia collega di non influire mai sulle sue decisioni, una sorta di zona franca. Perciò potevo stare tranquilla perchè la protezione era molto forte.
Perciò sono tornata a casa molto soddisfatta e pensavo come era stato bello dopo tanti anni riprovare certe emozioni... E pensavo che differenza con gli incontri con il capo. Da una parte una grande dolcezza e dall'altra l'estrema sottomissione, eppure in entrambi i casi obbedivo. E questa dolcezza mi faceva sentire come repellente la durezza del trattamento del capo, confermando sempre di più la mia volontà di separarmi da lui. Invece ora sentivo più dolorosamente il distacco con la mia collega, una conquista ormai ottenuta troppo tardi dopo averla cercata per anni.
Purtroppo prossima volta torna il capo...
Dopo un po' era ancora eccitata, adesso capivo perchè si sentiva insaziabile! Forse era il desiderio a lungo represso. Io avrei voluto leccargliela ed essere leccata, ma mi sentivo piuttosto passiva dopo che lei aveva preso le redini del rapporto, e anche questo del resto non mi dispiaceva. Ho approfittato invece per dirle una cosa che mi stava molto a cuore e cioè che temevo che nel momento in cui sarebbe pervenuta la lettera al capo sarei stata trasferita in magazzino e ci saremmo dovute lasciare. Sapevo ovviamente che questo fatto non le sarebbe piaciuto e infatti mi ha detto: “ci resta poco tempo proprio adesso che abbiamo rotto il ghiaccio! No stai tranquilla ci penso io, telefono fra un po' e vedrai che tu resterai con me! Sinceramente ora che non ci sono più problemi, penso che sarà bellissimo lavorare insieme e nella stessa stanza. Chissà quante occasioni avremo anche solo per scambiarci uno sguardo complice. Poi non dispero di convincerti a restare e di ritirare le dimissioni!”
In effetti l'idea che non c'erano più freni tra di noi mi affascinava, anche lei mi prendeva molto, però era anche vero che ero contenta che sarebbe finita ad un certo punto. La mia idea era di tornare ad una sessualità normale con mio marito che sentivo di amare profondamente e di cessare tutte queste "attività" a latere. Pensavo che nel giro di un mese un mese e mezzo, tutto sarebbe finito e finalmente sari tornata ad essere la moglie felice e fedele che desideravo essere, con solo il vizietto innocente di chattare in in un sito erotico!
Mi ha guardato e mi ha detto di sedermi sul letto e di appoggiarmi sulla schiena alla testiera del letto e di aprire più possibile le gambe. Ero fradicia e lei se n'è accorta. “Ti piace eh!? Vorresti godere? E se io ti dico di no ti piace ancora di più vero? Ma forse ancora di più ti piace se ti dico di toccarti... Allora toccati... Adesso basta... Stavi per godere vero? Bene io ti ho costretto a fermarti e tu mi hai ubbidito. E questo ti piace ma piace molto anche a me... E mi piace l'idea che tu sei al mio servizio, per farmi piacere, mentre il tuo piacere non conta... Sono un lago e vorrei che tu mi leccassi un po' ma ho paura che poi piaccia anche a te... Se mi prometti che non godrai, ti concedo di leccarmela, voglio sentire se sei brava...”
Sentivo che questo suo potere su di me la elettrizzava e ogni mio sì la faceva fremere. Mi sono stesa e lei si è seduta sopra il mio viso e poi si appoggiata su un braccio mentre l'altro mi accarezzava un seno. La mia lingua si è messa all'opera...era tanto che non succedeva ma sapevo cosa fare e non mi ero dimenticata di come si fa a far godere una donna. Le sensazioni e i ricordi si accavallavano, lottavano con il piacere che saliva ma che sapevo sarebbe stato frustrato..- lei era all'apice dell'ennesimo godimento e io mi sentivo colare in abbondanza ma non mi potevo toccare. Lei ripeteva “è stupendo, sei fantastica, non ho mai goduto tanto e poi l'idea che sei a mia disposizione e rinunci al piacere per me mi fa impazzire..”. Non c'è voluto molto che raggiungesse un orgasmo lungo e profondo.
Era esausta alla fine. “Soffri un po' perchè non ti faccio godere? Lo fai per me? Ti piace ubbidirmi?” Ad ogni domanda un sì e alla fine mi ha baciato ancora. Era tardissimo dovevo andare. Lei era su di giri, e mi prefigurava come sarebbe stato bello tornare a lavorare lunedì. Io ero contentissima per come si erano svolte le cose, avrei voluto godere di più o almeno un'ultima volta ma sapevo che andava bene anche così e il mio desiderio per lei sarebbe aumentato.
Lei mi aveva raccontato che il suo amico aveva "salvato" una volta il mio capo quando aveva una relazione con la segretaria personale, che ho scoperto poi essere la sua "schiava" precedente di cui mi aveva fatto veder alcuni video di estrema dominazione. L'azienda vietava di fatto ai dirigenti relazioni con diretti sottoposti e perciò quando la cosa si era venuta a sapere era stato ammonito, poi quando erano emersi particolari sul tipo di relazione e sulla totale sudditanza della segretaria, volevano licenziarlo. Il suo amico era intervenuto e aveva mediato con il compromesso occulto che lei sarebbe stata licenziata e lui si impegnava a non avere altre relazioni con dipendenti. Quale contropartita per il suo intervento, il capo avrebbe accettato per la mia collega di non influire mai sulle sue decisioni, una sorta di zona franca. Perciò potevo stare tranquilla perchè la protezione era molto forte.
Perciò sono tornata a casa molto soddisfatta e pensavo come era stato bello dopo tanti anni riprovare certe emozioni... E pensavo che differenza con gli incontri con il capo. Da una parte una grande dolcezza e dall'altra l'estrema sottomissione, eppure in entrambi i casi obbedivo. E questa dolcezza mi faceva sentire come repellente la durezza del trattamento del capo, confermando sempre di più la mia volontà di separarmi da lui. Invece ora sentivo più dolorosamente il distacco con la mia collega, una conquista ormai ottenuta troppo tardi dopo averla cercata per anni.
Purtroppo prossima volta torna il capo...
7年前